Studio Arcobaleno

Disturbi del Linguaggio

Ritardo evolutivo semplice del linguaggio:

con questa definizione generalmente si intende un rallentamento nell’acquisizione delle fasi dello sviluppo del linguaggio.

Tale ritardo non è attribuibile a cause organiche o deficit sensoriali, bensì ad un’ immaturità potenzialmente generata da diversi fattori tra i quali, per esempio, l’ipostimolazione. Sono bambini che hanno una buona intelligenza e una buona comprensione. I soggetti affetti da ritardo evolutivo semplice del linguaggio possono avere difficoltà psico-motorie e ritardo nella lateralizzazione dovute ad inibizione e alla mancata esplorazione dello spazio.

A differenza dei Disturbi Specifici del Linguaggio, questa difficoltà prevede un’ evoluzione in linea di massima positiva dopo un periodo relativamente breve di intervento logopedico sul bambino e/o di couseling genitoriale.

Nel primo caso il logopedista si occuperà di fare un lavoro specifico rivolto alla compensazione del ritardo presentato dal bambino, a questo potranno aggiungersi se necessario degli incontri di couseling che si pongono l’obiettivo di fornire ai genitori stessi alcune risorse utili da mettere in pratica quotidianamente.

Per esempio potrebbe essere utile tenere presente alcuni suggerimenti, quali:

- ascoltare il bambino senza mettergli fretta e con serenità. E’ importante che venga data al piccolo la possibilità di concludere ciò che sta dicendo senza che il genitore lo interrompa anche se questo può impiegare molto tempo;

- riformulare correttamente il discorso che il bambino ha prodotto, parlando in modo lento e rilassato;

- evitare di anticiparlo, di completare le sue frasi, di modificare i suo gesti, i suoi suoni e non correggerlo mentre parla;

- evitare di parlare delle difficoltà che il piccolo ha davanti a lui, anche se si pensa di farlo sottovoce o che lui sia occupato a fare altro.

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Disturbi specifici di linguaggio

Compaiono dalla prima infanzia e riguardano l’evoluzione delle acquisizioni linguistiche, comportano ritardi significativi o atipie nei vari ambiti linguistici e non sono secondari a danni neurologici, anatomici, dell’apparato fono-articolatorio, deficit sensoriali, deficit cognitivi, disturbi psico-affettivi, svantaggio socio-culturale.

  • Disturbo specifico dell’articolazione e dell’eloquio. I bambini che presentano questa difficoltà hanno abilità linguistiche e recettive nella norma, ma presentano difficoltà di articolazione durante la produzione della parola, commettendo sostituzioni di fonema o semplificazione all’interno della parola stessa (per esempio tasa-casa).
  • Disturbo del linguaggio espressivo. È caratterizzato da uno sviluppo lessicale ridotto, immaturità e anormalità per i suoni linguistici, struttura morfosintattica immatura.
  • Disturbo della comprensione del linguaggio. Viene diagnosticato quando il bambino non riconosce il nome di familiari, di oggetti di uso comune, non comprende istruzioni semplici e familiari. Quest’ultimo, in particolare, richiede un’ osservazione ed eventualmente una presa in carico da parte di professionisti quanto più possibile precoce e tempestiva.

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