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	<title>Studio Arcobaleno &#187; abusi</title>
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		<title>MALTRATTAMENTI, IN INFANZIA PARLARE DI EVENTI AVVERSI</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2018 05:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 17 lug. - "È cambiato il concetto delle forme di maltrattamento, prima bisognava dividere a scopo didattico il maltrattamento fisico e l'abuso sessuale. Oggi non si parla piu' di maltrattamento singolo, ma di eventi avversi vissuti nell'infanzia ( Adverse Childhood Experiences - ACE), che lasciano segni che non sono solamente 'problematiche di natura psicologica'". ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 17 lug. &#8211; &#8220;È cambiato il concetto delle forme di maltrattamento, prima bisognava dividere a scopo didattico il maltrattamento fisico e l&#8217;abuso sessuale. Oggi non si parla piu&#8217; di maltrattamento singolo, ma di eventi avversi vissuti nell&#8217;infanzia ( Adverse Childhood Experiences &#8211; ACE), che lasciano segni che non sono solamente &#8216;problematiche di natura psicologica&#8217;&#8221;. Lo dice Pietro Ferrara, professore dell&#8217;Universita&#8217; Cattolica del Sacro Cuore e dell&#8217;Universita&#8217; Campus Biomedico di Roma, nonche&#8217; referente nazionale della Societa&#8217; italiana di pediatria (Sip) sul tema abusi e maltrattamenti, intervenuto al via della campagna &#8216;Abbattiamo il muro del silenzio&#8217; di Save the Children.</p>
<p>&#8220;La ripetitivita&#8217; delle violenze provoca dal punto di vista biochimico delle alterazioni che poi causano segnali e modifiche organiche: si riducono alcune parti del cervello e se ne attivano altre&#8221;. Per questo motivo va &#8220;attenzionato il cambio del comportamento, che dipende anche da modifiche anatomiche&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/07/aabuso12.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3415" alt="aabuso12" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/07/aabuso12-1024x680.jpg" width="940" height="624" /></a></p>
<p>Per aiutare i bambini vittime di violenze, Ferrara suggerisce di far attenzione e un avverbio e ad un sostantivo. &#8220;L&#8217;avverbio che ci deve accompagnare e&#8217; &#8216;improvvisamente&#8217;. Quando vediamo che nei nostri figli si verificano delle modifiche improvvisamente: ci deve far riflettere l&#8217;aggressivita&#8217;, il non voler andare a scuola, il perdere delle acquisizioni (riprendono a bagnare la notte, perdono feci), avere un atteggiamento differente in maniera improvvisa. Ci deve accompagnare la parola dialogo, collaborazione, perche&#8217; non esiste salute senza salute mentale e non possiamo piu&#8217; tollerare che eventi di questo tipo ci portino ad intervenire solo con una prevenzione terziaria che contiene le conseguenze. Noi dobbiamo mirare- conclude Ferrrara- quantomeno ad una prevenzione secondaria per evitare che ci siano complicanze. Lo scopo principale e&#8217; lavorare, intercettare precocemente e decodificare i segnali&#8221;.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="MALTRATTAMENTI, IN INFANZIA PARLARE DI EVENTI AVVERSI" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/luglio/17/?news=14">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/luglio/17/?news=14</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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