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	<title>Studio Arcobaleno &#187; adolescenza</title>
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		<title>QUANDO IL POTENZIALE E&#8217; MASCHERATO DA UN DISTURBO.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 06:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 giu. - Francesco e' un bambino di 7 anni e oggi frequenta con successo la seconda elementare. Ha un'intelligenza superiore alla norma, e' plusdotato, eppure all'eta' di 3 anni e mezzo e' arrivato all'Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) per un disturbo del linguaggio espressivo che investiva anche l'aspetto strutturale: non parlava, appariva ansioso, aveva una bassa autostima, una tendenza al perfezionismo e un'evidente inibizione sociale. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 giu. &#8211; Francesco e&#8217; un bambino di 7 anni e oggi frequenta con successo la seconda elementare. Ha un&#8217;intelligenza superiore alla norma, e&#8217; plusdotato, eppure all&#8217;eta&#8217; di 3 anni e mezzo e&#8217; arrivato all&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) per un disturbo del linguaggio espressivo che investiva anche l&#8217;aspetto strutturale: non parlava, appariva ansioso, aveva una bassa autostima, una tendenza al perfezionismo e un&#8217;evidente inibizione sociale. Il suo potenziale era dunque mascherato dal disturbo e per farlo emergere l&#8217;IdO ha puntato su due obiettivi: una diagnosi sequenziale, per seguire il percorso evolutivo del bambino, rimodulare l&#8217;intervento terapeutico in base ai suoi cambiamenti e differenziare le vulnerabilita&#8217; dai deficit; e risposte terapeutiche non settoriali, per evitare interventi terapeutici sintomatici che avrebbero eluso il disagio piu&#8217; profondo alla base del sintomo stesso e aumentato il rischio psicopatologico in termini prognostici.</p>
<p>&#8220;Offrire risposte non solo settoriali al disagio di un bambino consente di espandere tutte le sue componenti dello sviluppo e di sostenere la funzione che inizialmente era deficitaria&#8221;, spiega l&#8217;equipe IdO. Lo dimostra il caso clinico di Francesco, che seguendo un approccio integrato e&#8217; diventato una storia di successo: oggi e&#8217; un ottimo narratore, sebbene fosse partito da una quasi assenza di linguaggio. Cosa e&#8217; successo in questi tre anni e mezzo di terapia? L&#8217;IdO lo racconta in un recente articolo, dal titolo <a href="https://www.researchgate.net/publication/316906367_When_the_Intellectual_Potential_is_Concealed_from_Symptoms_A_Case_Report" target="_blank">&#8216;Quando il potenziale intellettivo e&#8217; mascherato dal sintomo: un caso clinico&#8217;</a>, pubblicato sulla rivista scientifica &#8216;Journal of Clinical Case Reports&#8217; <a href="http://www.ortofonologia.it/allegati/articoli/Case_Report_italiano_ok.pdf" target="_blank">(la versione in italiano sul sito www.ortofonologia.it)</a>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo finale del lavoro dell&#8217;Istituto non e&#8217; stato, pertanto, solo compensare il disturbo, ma far raggiungere al bambino un maggiore equilibrio fra tutte le aree del funzionamento, affinche&#8217; il suo potenziale potesse essere espresso in pienezza sia dal punto di vista intellettivo, che dei sistemi evolutivi deputati al suo contenimento emotivo. Francesco e&#8217; stato preso in carico globalmente per correlare il percorso terapeutico alle sue potenzialita&#8217;, piuttosto che alle vulnerabilita&#8217;.</p>
<p>Alla luce dei tanti casi di plusdotazione presenti in Italia (il 4-5% della popolazione 0-18 anni ha un alto potenziale cognitivo) diventa sempre piu&#8217; importante accendere un focus sulla &#8216;giftedness&#8217; per evitare di mettere in primo piano solo il disagio/disturbo. &#8220;È ormai acquisito dalla comunita&#8217; scientifica- si legge nell&#8217;articolo- che i bambini plusdotati presentino, nella maggior parte dei casi, problemi socio-emozionali e\o difficolta&#8217; scolastiche, nonostante il ricco potenziale che li caratterizza. E&#8217; inoltre dimostrato che l&#8217;evoluzione dei bambini gifted e&#8217; fortemente influenzata dalle circostanze ambientali e dai sistemi educativi. Se i bambini plusdotati non sono tempestivamente riconosciuti puo&#8217; accadere che arrivino al clinico per le manifestazioni psicopatologiche che vengono a strutturarsi sulla disarmonia esistente. Manifestazioni che- avverte il Centro di diagnosi e terapia per l&#8217;eta&#8217; evolutiva-, se lette solo in senso sintomatico, possono creare maggiori squilibri al bambino&#8221;. Ecco allora che il lo ro eccitamento &#8220;viene considerato eccessivo e inquadrato come una sindrome iperattiva, l&#8217;atteggiamento critico come non accettazione dell&#8217;autorita&#8217;, l&#8217;immaginazione come mancanza di attenzione, la forte emozionalita&#8217; come immaturita&#8217;, la creativita&#8217; e l&#8217; autocentrismo come disturbo oppositivo&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="Immagine correlata" src="https://faqzine.files.wordpress.com/2014/01/new_life.jpg" /></p>
<p>Francesco ha avuto quattro valutazioni nel corso dei tre anni e mezzo di terapia in modo da rimodulare il trattamento a seconda della sua evoluzione. Infatti, in occasione della seconda valutazione e&#8217; stata definita la necessita&#8217; di un intervento psicomotorio attento alla relazione nel gruppo dei pari. &#8220;La diagnosi era al bambino nei suoi sistemi evolutivi integrati- spiega l&#8217;equipe IdO- se ci fossimo fermati solo al disturbo del linguaggio, non avremmo colto l&#8217;aspetto del potenziale intellettivo. Era chiaro che si trattava di un bambino intelligente che non riusciva ad esprimere a pieno le sue potenzialita&#8217;, perche&#8217; non aveva un adeguato assetto psicomotorio, mostrava una difficolta&#8217; nel regolare le emozioni, la sua competenza di autoregolazione era molto immatura. Abbiamo proposto un intervento terapeutico evolutivo integrato e non finalizzato solo al disturbo del linguaggio (quale area di vulnerabilita&#8217;) e questo ha permesso a Francesco di migliorare decisamente la sua capacita&#8217; di autoregolazione e, nello stess o tempo, di riuscire ad elaborare meglio alcuni vissuti, anche quelli relativi a fattori ambientali sfavorenti. In occasione dell&#8217;ultima valutazione e&#8217; emerso un quoziente intellettivo molto alto (131) e un 132 nel verbale: la sua parte piu&#8217; vulnerabile e&#8217; diventata il suo punto di forza&#8221;.</p>
<p>In conclusione l&#8217;equipe IdO sottolinea il ruolo della famiglia che &#8220;ha lavorato in sinergia con gli operatori e ha collaborato nei tempi e nei modi richiesti ai follow-up e alle sedute terapeutiche negli anni, mostrandosi punto di riferimento affettivo per il sostegno al delicato e importante processo di crescita descritto&#8221;.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="QUANDO IL POTENZIALE E' MASCHERATO DA UN DISTURBO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/giugno/13/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/giugno/13/?news=01</a></p>
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		<title>PROGETTO S.T.I.M.A.: PERCORSO INTEGRATO DI VALORIZZAZIONE DEL TALENTO SCIENTIFICO, ARTISTICO, EMOTIVO E MOTIVAZIONALE</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 06:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per l'anno scolastico 2016-2017 Arcobaleno - Studio Multidisciplinare è coinvolto nella promozione, all'interno di alcuni Istituti Scolastici del territorio, del Progetto di Ricerca S:T:I:M:A.: percorso integrato di valorizzazione del talento scientifico, artistico, emotivo e motivazionale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per l&#8217;anno scolastico 2016-2017 Arcobaleno &#8211; Studio Multidisciplinare è coinvolto nella promozione, all&#8217;interno di alcuni Istituti Scolastici del territorio, del Progetto di Ricerca<a title="PROGETTO DI RICERCA STIMA LABTALENTO UNIVERSITA' DI PAVIA" href="http://labtalento.unipv.it/?page_id=3436"> S.T.I.M.A.: percorso integrato di valorizzazione del talento scientifico, artistico, emotivo e motivazionale.</a></p>
<p>Il progetto è rivolto alle Scuola dell’Infanzia, Primarie e Secondarie di Primo Grado ed è stato attivato dal Laboratorio Italiano di Ricerca e Intervento sullo Sviluppo del Potenziale, del Talento e della Plusdotazione dell’Università di Pavia.</p>
<p>Attraverso gli incontri di formazione con i docenti, la valutazione delle aree STIMA negli alunni e la messa in atto delle unità didattiche STIMA, il progetto si propone di potenziare le conoscenze tecniche/artistiche ed emotive/motivazionali degli studenti attraverso un modello di didattica inclusiva ed integrata.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/10/Stima.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3053 aligncenter" alt="Stima" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/10/Stima.png" width="713" height="400" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Partendo da un modello metodologico e didattico nato negli Stati Uniti negli anni &#8217;90, S.T.I.M.A. si propone di diffondere all&#8217;interno dei contesti scolastici alcune pratiche di insegnamento che si integrano alle quelle tradizionali già utilizzate nelle classi e che mirano a potenziare, oltre alle discipline coinvolte nel modello (Scienze, Tecnologie, Ingegneria/Informatica, Matematica, Arte) anche alcune competenze trasversali legate all&#8217;area emotivo-motivazionale (Sicurezza, Talento, Intelligenza Emotiva, Motivazione, Autostima). Queste ultime, non solo risultano fondamentali nel campo dell&#8217; apprendimento, ma possono essere considerate anche dei potenti fattori protettivi di crescita.</p>
<p>La proposta di un modello didattico interdisciplinare ed integrato permette di lavorare in direzione di un maggiore coinvolgimento degli studenti nelle attività scolastiche, al fine di permettere ad ognuno di sentirsi parte attiva del proprio processo di apprendimento e della propria crescita personale.</p>
<p>La scuola, quindi, non viene più percepita come luogo di semplice trasmissione di informazioni, ma come ambiente nel quale i bambini ed i ragazzi imparano a sviluppare pensiero critico, capacità di problem solving e competenze emotive e sociali che li arricchiranno degli strumenti necessari per poter &#8220;essere&#8221; oltre che per poter &#8220;fare&#8221; ed &#8220;imparare&#8221;, così da poter contribuire allo sviluppo armonico ed integrale della persona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="PROGETTO DI RICERCA STIMA LABTALENTO UNIVERSITA' DI PAVIA" href="http://labtalento.unipv.it/?page_id=3436"> http://labtalento.unipv.it/?page_id=3436</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina</a></p>
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		<title>XVII CONVEGNO NAZIONALE IDO: DAL PROCESSO DIAGNOSTICO AL PROGETTO TERAPEUTICO</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2016 07:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rendere la diagnosi il primo momento terapeutico e la terapia una continua revisione del processo diagnostico è il monito del convegno, che vuole ribadire la necessità di conoscere i vari aspetti dell’evoluzione del singolo bambino per proporre gli stimoli emotivamente e cognitivamente adeguati ad ogni tappa del suo percorso. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>XVII Convegno</strong><br />
<strong>DAL PROCESSO DIAGNOSTICO AL PROGETTO TERAPEUTICO</strong><br />
<strong>Per un approccio mirato al singolo bambino</strong><br />
<strong>Roma 21-22-23 ottobre 2016</strong></p>
<p style="text-align: left;">Il convegno verrà trasmesso in diretta streaming nazionale su <a title="ISTITUTO DI ORTOFONOLOGIA" href="http://www.ortofonologia.it/">www.ortofonologia.it</a><br />
Partecipazione gratuita in sala (fino ad esaurimento posti) e alla diretta streaming<br />
Invia la tua iscrizione a: convegno@ortofonologia.it</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/09/banner_XVII_Home_ok.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3043" alt="banner_XVII_Home_ok" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/09/banner_XVII_Home_ok.jpg" width="785" height="374" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em>Rendere la diagnosi il primo momento terapeutico e la terapia una continua revisione del processo diagnostico è il monito del convegno, che vuole ribadire la necessità di conoscere i vari aspetti dell’evoluzione del singolo bambino per proporre gli stimoli emotivamente e cognitivamente adeguati ad ogni tappa del suo percorso. </em></p>
<p style="text-align: left;"><em>I risultati ormai raggiunti nell’ambito della ricerca devono, cioè, essere coniugati in ambito clinico per abbandonare la fantasia di metodi risolutivi per tutti in base a una mera etichetta diagnostica e per abbracciare la metodologia di percorsi integrati nella creazione di un progetto riabilitativo individualizzato. </em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Il XVI convegno IdO del 2015 era stato dedicato interamente alla diagnosi e alle traiettorie evolutive, </em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">tenendo conto delle manifestazioni cliniche e delle metodologie di osservazione per far confluire le </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">diverse esperienze in un processo diagnostico qualitativo. </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Il XVII convegno avrà la funzione di rendere operativo il progetto terapeutico illustrando </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">le possibili modalità di intervento nei diversi quadri diagnostici (disturbi dello spettro autistico, disturbi </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">della comunicazione e del linguaggio, disturbi dell’apprendimento, disturbi del comportamento). </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Le tre giornate saranno, quindi, centrate sulle diverse modalità terapeutiche adottabili nelle patologie in </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">base all’età del singolo bambino e del suo ambiente (famiglia, scuola, centro di terapia) in considerazione </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">dei suoi deficit e delle sue potenzialità. </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Verranno, a tal fine, presentate proposte operative esemplificative delle varie aree di intervento per aprire un </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">dialogo, una riflessione e un confronto tra coloro che operano nei diversi contesti del bambino. </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Il convegno è rivolto a pediatri, neuropsichiatri, psicologi, psicoterapeuti, psicomotricisti, pedagogisti, </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">logopedisti, insegnanti, educatori, assistenti sociali.</em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">A tutti gli iscritti online verrà rilasciato l&#8217;attestato di partecipazione.</em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
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		<title>LA DISPRASSIA EVOLUTIVA</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2016 11:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Disprassia Evolutiva è un disturbo che si caratterizza per la difficoltà, da parte dei <a href="https://www.studioarcobalenolatina.it/la-disprassia-evolutiva/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Disprassia Evolutiva è un disturbo che si caratterizza per la difficoltà, da parte dei bambini, di produrre azioni finalizzate al raggiungimento di un obiettivo.</p>
<p>Il video è stato realizzato in occasione della Giornata Europea della Logopedia anno 2016 da Centro logopedia e neuropsicologia Roma &#8211; Logogen. www.logogen.net con il patrocinio della Federazione Logopedisti Italiana (FLI), l&#8217;associazione regionale (FLI lazio) e dal Comitato permanente logopedisti europeo (CPLOL).</p>
<p><a title="DISPRASSIA VERBALE" href="https://www.youtube.com/watch?v=Tnyk1my7Ioo&amp;feature=youtu.be">https://www.youtube.com/watch?v=Tnyk1my7Ioo&amp;feature=youtu.be</a></p>
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		<title>CHI E&#8217; IL TERAPISTA DELLA NEURO E PSICOMOTRICITA&#8217; DELL&#8217;ETA&#8217; EVOLUTIVA?</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2016 11:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE) o neuropsicomotricista è il professionista che, dopo aver conseguito la laurea triennale abilitante (D.M. 17 gennaio 1997, n.56), si occupa di tutte quelle difficoltà che possono essere presenti in individui da 0 a 18 anni e che fanno riferimento alla capacità di entrare in relazione con se stesso e con gli altri attraverso la propria corporeità.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE) o neuropsicomotricista è il professionista che, dopo aver conseguito la laurea triennale abilitante (<em>D.M. 17 gennaio 1997, n.56)</em>, si occupa di tutte quelle difficoltà che possono essere presenti in individui da 0 a 18 anni e che fanno riferimento alla capacità di entrare in relazione con se stesso e con gli altri attraverso la propria corporeità.</p>
<p>Il bambino, per esempio, sin dai primi giorni di vita, sente, comunica, esplora, entra in relazione con l’altro e con il mondo attraverso il proprio corpo. Nello sviluppo tipico il corpo è lo strumento fondamentale ed imprescindibile che permette al bambino di crescere in senso globale, integrando affetti, relazioni, comportamenti e capacità cognitive.</p>
<p><i> </i></p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2013/02/neuropsicomotricita_v2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1903 aligncenter" alt="neuropsicomotricita_v2" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2013/02/neuropsicomotricita_v2.jpg" width="636" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il lavoro del Terapista della Neuro e Psicomotricità ha in primo luogo l’obiettivo di ripristinare nel bambino la capacità creativa e rappresentativa oltre al piacere, all’intenzionalità del movimento che restituisce al bambino l’idea di una padronanza del proprio corpo e della propria motricità.</p>
<p>La Neuropsicomotricità è una terapia globale poiché il corpo rappresenta la totalità della persona nella sua unità psicosomatica, ciò consente di valutare un recupero che vada al di là della disabilità psichica o fisica del bambino permettendo il coinvolgimento dell’intera personalità e soprattutto l’affioramento di potenzialità nascoste.</p>
<p>In secondo luogo il Terapista della Neuro e Psicomotricità consente la conquista al bambino di una corretta percezione del proprio corpo, cioè la percezione inconscia della posizione dei vari segmenti corporei.</p>
<p>Dopo aver interiorizzato l’immagine mentale del proprio schema corporeo il bambino può inziare a lavorare sulla programmazione del movimento. È a questo punto che il terapista introduce la “novità”, ovvero l’attività iniziale con graduali modificazioni, così che il bambino si possa confrontare con “difficoltà motorie” nuove, trovandosi a doverle affrontare tramite posture e strategie diverse dalle precedenti. Riconoscendo la nuova “sfida” il bambino è portato a dover modificare i propri atteggiamenti posturali e quindi a programmarne di nuovi.</p>
<p>La Psicomotricità è espressione del continuum esistenziale attraverso i moti d’animo, tradotti in movimenti psichici, nella nostra realtà psicofisica.</p>
<p>Ovviamente le attività proposte hanno sempre carattere ludico, quindi allettante per il bambino e si basano sulle sue reali potenzialità, evitandogli così possibili frustrazioni derivanti dal fallimento.</p>
<p>Il fine ultimo è dunque quello di sollecitare le abilità specifiche necessarie a soddisfare le richieste imposte dal mondo esterno, a casa come a scuola o in ludoteca: poter giocare con altri bambini, fare un disegno, scrivere, partecipare attivamente al lavoro proposto in ambito educativo, sapersi vestire…etc.</p>
<p>Affinchè un bambino impari a muoversi adeguatamente, deve avere l’opportunità di eplorare  fisicamente lo spazio che lo circonda, così svilupperà la consapevolezza e la capacità di valutare l’interazione tra il proprio corpo e l’ambiente.</p>
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		<title>SCHEDA SCREENING 0-24 IDO, AIUTA A INDIVIDUARE LE VULNERABILITA&#8217; ANCORA PRIMA CHE SI PRESENTINO LE PATOLOGIE</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 09:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 set. - "Nel corso dello sviluppo neuropsichico e' possibile individuare delle aree, dei periodi di maggiore vulnerabilita'. Disporre di indicatori specifici o campanelli di allarme per l'individuazione della vulnerabilita' ancor prima che della patologia assume dunque il significato di quella che in ambito medico viene definita prevenzione secondaria". A dirlo e' Elena Vanadia, neuropsichiatra infantile dell'IdO, che nel corso del XVII Convegno dell'Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) 'Dal processo diagnostico al progetto terapeutico. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Presentazione nel corso del XVII Convegno a Roma dal 21 al 23 ottobre</p>
<p>&nbsp;</p>
<div align="left">
<div id="testo">(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 set. &#8211; &#8220;Nel corso dello sviluppo neuropsichico e&#8217; possibile individuare delle aree, dei periodi di maggiore vulnerabilita&#8217;. Disporre di indicatori specifici o campanelli di allarme per l&#8217;individuazione della vulnerabilita&#8217; ancor prima che della patologia assume dunque il significato di quella che in ambito medico viene definita prevenzione secondaria&#8221;. A dirlo e&#8217; Elena Vanadia, neuropsichiatra infantile dell&#8217;IdO, che nel corso del XVII Convegno dell&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) &#8216;Dal processo diagnostico al progetto terapeutico. Per un approccio mirato al singolo bambino&#8217;, dal 21 al 23 ottobre nella Capitale (Sala Congressi di Via Rieti, dalle 9 alle 18), presentera&#8217; la scheda di screening neuroevolutivo da 0 a 24 mesi.Questo strumento e&#8217; stato realizzato da &#8220;un&#8217;equipe composta da neuropsichiatri infantili e psicologi e psicoterapeuti dell&#8217;eta&#8217; evolutiva dell&#8217;IdO e dell&#8217;Unita&#8217; operativa di neuropsichiatria infantile e di neurologia neonatale dell&#8217;Ospedale di Cristina di Palermo- precisa il medico- ed e&#8217; rivolta non solo ai pediatri ma anche agli altri operatori che si occupano dell&#8217;infanzia, ivi compresi gli operatori dei nidi&#8221;.</p>
<p>L&#8217;importanza di uno screening, continua l&#8217;esperta, &#8220;consiste nel poter intervenire per ridurre i fattori di rischio e per aumentare i fattori di protezione, modificando quella che potrebbe essere la storia della condizione. Nel caso specifico- conclude Vanadia- si tratta di intervenire attraverso consigli di accudimento e stimolo rivolti principalmente ai genitori e attivando dei percorsi di tipo abilitativo&#8221;.</p>
<p>Il convegno dell&#8217;IdO e&#8217; rivolto a pediatri, neuropsichiatri, psicologi, psicoterapeuti, psicomotricisti, pedagogisti, logopedisti, insegnanti, educatori e assistenti sociali. <a href="http://www.ortofonologia.it/allegati/Procedura_per_conseguire_crediti_ECM_2016.pdf" target="_blank">Prevede 10 crediti ECM associati</a> e sara&#8217; possibile seguirlo anche in diretta streaming nazionale sul sito<a href="http://www.ortofonologia.it/" target="_blank">www.ortofonologia.it</a>.</p>
<p>A tutti gli iscritti online verra&#8217; rilasciato l&#8217;attestato di partecipazione. La partecipazione e&#8217; gratuita sia in sala (fino ad esaurimento posti) che alla diretta streaming.</p>
<p>Per partecipare e&#8217; necessario registrarsi scrivendo all&#8217;indirizzo convegno@ortofonologia.it oppure <a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdHtialKAgl5KjLaPWKG8s8luTOL0CI3Gl3cEuzyckqEI0aRQ/viewform" target="_blank">compilando il format</a> sul sito dell&#8217;IdO.</p>
<p>Qui, infine, e&#8217; possibile guardare la <a href="https://www.facebook.com/IstitutodiOrtofonologia/videos/1252011608162708/?hc_ref=PAGES_TIMELINE" target="_blank">pillola video</a> della neuropsichiatra dell&#8217;IdO.</p>
</div>
<div></div>
<div><a title="SCHEDA SCREENING 0-24 IDO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/settembre/13/?news=06">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/settembre/13/?news=06</a></div>
<div></div>
<div><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina</a></div>
</div>
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		<title>FESTE NATALIZIE, DIFFICOLTA&#8217; PER LE FAMIGLIE SEPARATE.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2015 07:42:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 15 dic. - "Probabilmente le feste di Natale sono le più critiche da gestire per i genitori separati, proprio per la caratterizzazione che gli attribuiamo e per la durata dei giorni festivi lontani da scuola. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 15 dic. &#8211; &#8220;Probabilmente le feste di Natale sono le più critiche da gestire per i genitori separati, proprio per la caratterizzazione che gli attribuiamo e per la durata dei giorni festivi lontani da scuola. La scorsa settimana sono rimasto colpito da una pubblicità che un centro sportivo, solito a organizzare &#8216;centri estivi&#8217;, proponesse &#8216;centri invernali&#8217; per lasciare i bambini durante le vacanze di Natale&#8221;. A raccontarlo alla DIRE è Bruno Tagliacozzi, psicoterapeuta, analista junghiano e coordinatore della scuola di specializzazione in psicoterapia psicodinamica dell&#8217;età evolutiva dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO), spiegando come sia possibile integrare queste feste nel contesto di famiglie con mamma e papà separati.</p>
<p>&#8220;Non c&#8217;è una risposta univoca- continua lo psicoterapeuta- ogni coppia genitoriale separata ha una propria storia di convivenza e di rottura, con modalità di relazione tra le più varie: dal silenzio assoluto intercalato solamente da mail e sms, al festeggiare insieme con tutte le famiglie estese e ampliate dai nuovi partner fino a coinvolgere i bambini in un totale di otto nonni a testa. Anche qui è la storia di ciascuno che ha rilevanza, che traccia una tradizione di esclusione o tolleranza, ognuno con le sue ragioni. Il problema centrale resta prioritariamente la serenità e la felicità dei bambini, che dipende dalla maturità dei genitori di offrire una soluzione da &#8216;Genitori&#8217; e non da ex-coniugi&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/12/shutterstock_230037250.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2862" alt="shutterstock_230037250" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/12/shutterstock_230037250.jpg" width="744" height="445" /></a></p>
<p>- Pochi regali, tanti regali o nessun regalo? &#8220;Decisione anche questa che affonda nelle tradizioni della singola famiglia.</p>
<p>Bisogna solamente essere attenti a non utilizzare il regalo come attenuatore di proprie mancanze o lacune (compensazione dei sensi di colpa)- puntualizza l&#8217;analista Cipa- e in questa consapevolezza regalare al bambino una parte maggiore del nostro tempo per giocare insieme, parlare, condividere, riflettere. È l&#8217;occasione giusta per investire oltre che nella qualità anche nella quantità del tempo da dedicare ai bambini. Per quanto riguarda, invece, la tipologia del regalo sconsiglio di comprare esclusivamente oggetti tecno-informatici che impediscono lo stabilirsi di una reale situazione di relazione con gli altri, a favore di oggetti condivisibili che richiedono la presenza reale dell&#8217;altro (e non virtuale) e lo scambio emotivo. Si pensi solamente all&#8217;oramai consueta utilizzazione delle emoticon nelle nostre comunicazioni messaggistiche: sono molto simpatiche e rappresentano la sintesi di un&#8217;emozione, ma solamente perché ci richiamano quelle realmente vissute, senza le quali sarebbe impossibile interpretare il significato delle &#8216;faccine&#8217;&#8221;.</p>
<p>- E la favola di Babbo Natale e della Befana che portano i doni può essere svelata? &#8220;Ha detto bene, è proprio la favola! Siamo stati cullati per molti anni nella nostra infanzia in tante favole che ci hanno aiutato a sviluppare quel pensiero fantastico e articolato, quel pensare per immagini &#8211; anzi, quelle immagini per pensare &#8211; che resterà sempre una delle caratteristiche del nostro modo adulto di utilizzare la mente, e che ancora oggi si manifesta nel linguaggio dei sogni, nella letteratura, nel cinema, nella nostra vita reale. Non bisogna avere fretta di rendere tutto reale e razionale- consiglia Tagliacozzi- e in questo spesso i bambini ci aiutano con la loro semplicità, con affermazioni del tipo &#8216;So che non esiste, però mi piace ancora crederci&#8217;&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/12/libro-46.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2859" alt="libro-46" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/12/libro-46.jpg" width="800" height="531" /></a></p>
<p>- Prima accennava ai nonni, hanno ancora un ruolo? &#8220;I nonni sono la storia! La distanza generazionale dai nipoti rende i loro racconti più favolistici che reali e in questo probabilmente risiede il loro fascino. Inoltre, sono i genitori dei genitori e questo gli dona una particolare aura di autorevolezza: sono coloro che hanno generato e fatto crescere quei genitori che ora stanno svolgendo lo stesso ruolo con i figli, ma con un atteggiamento, solitamente, di maggiore dolcezza e tolleranza.</p>
<p>Questi ruoli diversificati all&#8217;interno della famiglia sono una grande ricchezza per i bambini che hanno la possibilità di cogliere le diverse sfumature degli affetti che li coinvolgono, favorendo una crescita sana e un modello sicuro di riferimento&#8221;.</p>
<p>- Per concludere? &#8220;Le tradizioni all&#8217;interno delle quali ci muoviamo noi esseri umani sono legate sia al contesto socio-culturale sia a quello familiare; la serenità con le quali le abbiamo vissute determina il continuarle oppure rifiutarle in modo oppositivo. Non c&#8217;è una scelta giusta o sbagliata, l&#8217;importante è sempre il rispetto dell&#8217;altro e, soprattutto, dei bambini, ai quali è doveroso dedicare la nostra attenzione e partecipazione di genitori&#8221;. Infine, parlando sempre di tradizioni, &#8220;da un punto di vista storico-culturale, sono feste che originano in contesti che vanno oltre ogni pretesa di fondamentalismo religioso o areligioso. Del resto, anche uno degli emblemi più famosi come l&#8217;Albero di Natale, ha origini in tradizioni pagane nordeuropee, poi importate dai romani, per celebrare il solstizio d&#8217;inverno- conclude- tant&#8217;è vero, che inizialmente tale usanza venne osteggiata dal Cristianesimo a favore dell&#8217;agrifoglio (che avrebbe meglio simboleggiato la corona di spine e le gocce di sangue rappresentate dalle bacche rosse)&#8221;.</p>
<p><a title="FESTE NATALIZIE, DIFFICOLTA' PER LE FAMIGLIE SEPARATE" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2015/dicembre/15/?news=07">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2015/dicembre/15/?news=07</a></p>
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		<title>IL PROCESSO DIAGNOSTICO NELL&#8217;INFANZIA</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2015 10:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Partire dalla conoscenza delle linee di sviluppo è stato il monito del convegno, perché una diagnosi è completa solo se la valutazione clinica viene effettuata tenendo conto delle diverse fasi evolutive e nel rispetto della storia di ogni bambino. Con quest’obiettivo l’Istituto di Ortofonologia (IdO) ha promosso il XVI congresso nazionale su ‘Il processo diagnostico nell’infanzia. Cosa e come valutare clinicamente sintomi e comportamenti del bambino’.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Partire dalla conoscenza delle linee di sviluppo è stato il monito del convegno, perché una diagnosi è completa solo se la valutazione clinica viene effettuata tenendo conto delle diverse fasi evolutive e nel rispetto della storia di ogni bambino. Con quest’obiettivo l’Istituto di Ortofonologia (IdO) ha promosso il XVI congresso nazionale su ‘<strong>Il processo diagnostico nell’infanzia. Cosa e come valutare clinicamente sintomi e comportamenti del bambino</strong>’.</p>
<p>Il convegno era rivolto a pediatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti, logopedisti, psicomotricisti, insegnanti, educatori, assistenti sociali. Una tre giorni di studio che ha visto alternarsi eminenti relatori ed esperti nel campo dell’infanzia, provenienti da tutta Italia per valutare i bambini da una prospettiva più ampia: il focus è stato centrato sulla clinica  e sulla traiettoria evolutiva. Dopo una panoramica sulle varie componenti dello sviluppo (venerdì 16 ottobre), si è passati all’analisi di quadri clinici e delle metodologie di osservazione dei bambini dai 0 ai 3 anni e dai 3 ai 6 anni (sabato 17 ottobre), per spostare infine l’attenzione sul ‘Mondo Scuola’ e la fascia d’età 6-10 anni (domenica 18 ottobre).</p>
<p>È stato offerto uno sguardo diverso sul mondo dell’infanzia, più rispettoso e più prudente perché i segni e i sintomi rappresentano solo una parte dell’ ”evidence based”.<br />
“Limitare la valutazione a diagnosi meramente descrittive  trascurando la dimensionalità della storia clinica, significa rischiare di catalogare erroneamente i bambini confondendo vulnerabilità e patologia. L’individuazione precoce non deve essere confusa con l’anticipazione della diagnosi ma deve aiutarci a individuare i bambini a rischio&#8221;.<br />
Il XVI congresso nazionale IdO ha rappresentato l&#8217;occasione per far confluire tante esperienze in una modalità diagnostica, che tenga conto della complessa interazione tra le varie componenti dello sviluppo e dei possibili disfunzionamenti.<br />
Sono state illustrate ricerche, test innovativi e scale di screening.</p>
<p><a title="IL PROCESSO DIAGNOSTICO NELL'INFANZIA" href="http://ortofonologia.it/?do=115#video">http://ortofonologia.it/?do=115#video</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>SIR KEN ROBINSON: COMINCIA LA RIVOLUZIONE DELL&#8217;APPRENDIMENTO.</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2015 06:33:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA["...io credo che ci sia una grave crisi climatica, ovviamente,...ma credo che ci sia anche una seconda crisi climatica, che è altrettanto grave, che ha le stesse origini e che dobbiamo affrontare con la stessa urgenza...questa è una crisi non di risorse naturali, ma di risorse umane. Io credo, fondamentalmente,..., che facciamo un uso davvero pessimo dei nostri talenti. Moltissime persone trascorrono l'intera vita senza una reale consapevolezza di quali possono essere i loro talenti, o se ne hanno qualcuno. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;&#8230;io credo che ci sia una grave crisi climatica, ovviamente,&#8230;ma credo che ci sia anche una seconda crisi climatica, che è altrettanto grave, che ha le stesse origini e che dobbiamo affrontare con la stessa urgenza&#8230;questa è una crisi non di risorse naturali, ma di risorse umane. </em></p>
<p><em>Io credo, fondamentalmente,&#8230;, che facciamo un uso davvero pessimo dei nostri talenti. Moltissime persone trascorrono l&#8217;intera vita senza una reale consapevolezza di quali possono essere i loro talenti, o se ne hanno qualcuno. Incontro una miriade di persone che pensano di non essere davvero brave in niente&#8230;incontro una miriade di persone che non sono appassionate di ciò che fanno. Semplicemente trascorrono la loro vita tirando avanti. Non traggono un grande piacere da quel che fanno. Lo sopportano, piuttosto che goderselo e aspettano che arrivi il weekend. </em></p>
<p><em>Ma incontro anche persone che amano quel che fanno e non riescono a immaginare di fare qualcos&#8217;altro. Se dici loro: &#8211; Lascia stare, fai altro. &#8211; loro si domandano di cosa stai parlando. Perchè non è quello che fanno, ma quello che sono. Dicono: &#8211; Ma questo sono io. Sai, sarebbe da matti per me abbandonarlo, perchè esprime il me stesso più autentico. - </em></p>
<p><em></em><em>E non è così per abbastanza gente. Anzi, al contrario, certamente è così per una minoranza. Penso che ci siano molte possibili spiegazioni a riguardo. E tra le principali, c&#8217;è l&#8217;educazione, l&#8217;istruzione. Perchè i sistemi educativi, in un certo modo, allontanano moltissime persone dai loro talenti naturali.</em></p>
<p><em>Le risorse umane sono come le risorse naturali: giacciono spesso in profondità. Devi andarle a cercare. Non si presentano in superficie. Bisogna creare le condizioni per permettere ad esse di manifestarsi. E bisogna immaginare che sia l&#8217;educazione il contesto dove ciò accade. Ma troppo spesso non è così.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: right;">Sir Ken Robinson</p>
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		<title>LUCANGELI: ABBRACCI E APPRENDIMENTO SI CONCILIANO.</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 12:33:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario Psicologia) Roma, 27 ott. - Abbracci e apprendimento si conciliano. "Siamo sistemi complessi, dove le emozioni accompagnano le nostre funzioni. Non c'e' un atto della vita psichica in cui le emozioni non restino presenti, coscientemente o sotto coscienza". ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non c&#8217;è atto della vita psichica in cui non ci siano le emozioni&#8230;</strong></p>
<div align="left">
<div id="testo">(DIRE &#8211; Notiziario Psicologia) Roma, 27 ott. &#8211; Abbracci e apprendimento si conciliano. &#8220;Siamo sistemi complessi, dove le emozioni accompagnano le nostre funzioni. Non c&#8217;e&#8217; un atto della vita psichica in cui le emozioni non restino presenti, coscientemente o sotto coscienza&#8221;. Lo dice Daniela Lucangeli, docente di Psicologia dello sviluppo dell&#8217;Universita&#8217; degli studi di Padova, intervenendo al XVI convegno nazionale dell&#8217;istituto di Ortofonologia (IdO).&#8221;Questo significa che quando un bambino impara, mentre impara, se sente un&#8217;emozione negativa come la paura, tutte le volte che ripercorrera&#8217; quell&#8217;apprendimento, accanto all&#8217;apprendimento ripercorrera&#8217; anche la paura. Quindi- spiega la psicologa- apprende a stabilizzare anche l&#8217;emozione che in un certo senso gli fa da antagonista&#8221;.</div>
<div></div>
<div style="text-align: right;"></div>
<div style="text-align: left;">Chi lavora nell&#8217;ambito dell&#8217;educazione e nell&#8217;ambito della clinica &#8220;lo deve capire. Non c&#8217;e&#8217; contraddizione nel dare un&#8217;unita&#8217; didattica che aiuti l&#8217;apprendimento, insieme ad uno sguardo che rassicuri e incoraggi. L&#8217;uno non sostituisce l&#8217;altro&#8221;. Lucangeli ribadisce: &#8220;Non possiamo sostituire con schede o con sistemi artificiosi e artificiali quello che e&#8217; la capacita&#8217; comunicativa e intersoggettiva nell&#8217;aiuto. Il principio di non contraddizione aiuta ma- sottolinea la docente- vale in una direzione come nell&#8217;altra. Come l&#8217;abbraccio non sostituisce la competenza, la competenza non sostituisce l&#8217;abbraccio&#8221;.</div>
<div style="text-align: left;"></div>
<div><a title="ABBRACCI E APPRENDIMENTO SI CONCILIANO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2015/ottobre/27/?news=05">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2015/ottobre/27/?news=05</a></div>
</div>
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