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	<title>Studio Arcobaleno &#187; adulti</title>
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		<title>INDAGINE IPSOS-SAVE THE CHILDREN: I GIOVANI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 11:33:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'indagine realizzata da IPSOS per SAVE THE CHILDREN racconta opinioni, stati d'animo e aspettative di studenti tra i 14 e i 18 anni ai tempi del Coronavirus.

Nel video le loro voci.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;indagine realizzata da IPSOS per SAVE THE CHILDREN racconta opinioni, stati d&#8217;animo e aspettative di studenti tra i 14 e i 18 anni ai tempi del Coronavirus.</p>
<p>Nel video le loro voci.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="I GIOVANI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS" href="https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/riscriviamo-il-futuro-rapporto-6-mesi">https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/riscriviamo-il-futuro-rapporto-6-mesi</a><a title="I GIOVANI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS" href="https://s3.savethechildren.it/public/files/uploads/pubblicazioni/i-giovani-ai-tempi-del-coronavirus.pdf"><br />
</a></p>
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		<title>EMERGENZE EDUCATIVE, IdO RACCONTA PROTOCOLLO INTERVENTO E SUPPORTO</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2021 11:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 20 apr. - "Le esperienze dimostrano che e' possibile fare della scuola una base sicura, un punto di riferimento che mantenga viva la relazione e la comunicazione con i propri studenti. Dimostrano che e' possibile fare della resilienza una competenza e come tale promuoverla attraverso un 'agire competente' di coloro che hanno la responsabilita' educativa. Infine, attraverso la collaborazione e' possibile creare quella sinergia che aumenta le probabilita' che i giovani possano affrontare le avversita' senza esserne sopraffatti, ma restando aperti alle possibilita' che la vita puo' offrire". Apre cosi' il suo intervento Francesca Zaza, psicoterapeuta dell'eta' evolutiva dell'Istituto di Ortofonologia (IdO), nel corso della prima sessione del convegno per illustrare l'approccio dell'IdO nelle emergenze educative.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da terremoti a Ponte Morandi, ecco esperienza in aiuto studenti e docenti</p>
<div align="left">
<div id="testo">(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 20 apr. &#8211; &#8220;Le esperienze dimostrano che e&#8217; possibile fare della scuola una base sicura, un punto di riferimento che mantenga viva la relazione e la comunicazione con i propri studenti. Dimostrano che e&#8217; possibile fare della resilienza una competenza e come tale promuoverla attraverso un &#8216;agire competente&#8217; di coloro che hanno la responsabilita&#8217; educativa. Infine, attraverso la collaborazione e&#8217; possibile creare quella sinergia che aumenta le probabilita&#8217; che i giovani possano affrontare le avversita&#8217; senza esserne sopraffatti, ma restando aperti alle possibilita&#8217; che la vita puo&#8217; offrire&#8221;. Apre cosi&#8217; il suo intervento Francesca Zaza, psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO), nel corso della prima sessione del convegno per illustrare l&#8217;approccio dell&#8217;IdO nelle emergenze educative.&#8221;Il nostro modo di lavorare a supporto delle scuole e&#8217; frutto di 50 anni di storia- afferma la terapeuta- ma anche del nostro modo di stare nella relazione con l&#8217;altro e di guardare al bambino. L&#8217;orientamento psicodinamico e l&#8217;attenzione alla complessita&#8217; hanno permesso di mettere a punto un protocollo per intervenire a supporto delle scuole attraverso una prospettiva globale che si realizza con progetti di prevenzione e di intervento. Negli ultimi 12 anni il nostro protocollo ci ha permesso di andare incontro ai differenti bisogni delle scuole&#8221;.</p>
<p>Questa prospettiva globale e&#8217; articolata su 4 dimensioni: &#8220;La dimensione orizzontale punta a realizzare un intervento sul contesto nella sua interezza, valorizzando e rafforzando la rete di supporto per guidare i giovani nei momenti di difficolta&#8217; e promuovere in loro la resilienza. La dimensione verticale vuole sostenere tutte le dimensioni dello sviluppo sul piano corporeo, affettivo, relazionale, cognitivo e comportamentale. La dimensione circolare riguarda la percezione e l&#8217;impatto che l&#8217;evento ha avuto sul mondo interno ed esterno di ogni persona- spiega Zaza- includendo sia il livello concreto che simbolico, perche&#8217; il processo di ricostruzione deve poter coinvolgere entrambi i piani dell&#8217;esperienza. Le dimensioni simbolica ed immaginativa sono, infatti, strumenti elettivi per elaborare i vissuti che si accompagnano alle esperienze avverse. Infine, la dimensione prospettica, ovvero la temporalita&#8217; quale fattore necessario nell&#8217;integrazione delle esperienze e nell&#8217;attivazione di un processo di riparazione e resilienza&#8221;.</p>
<p>Nel 2009, dopo il terremoto a L&#8217;Aquila, era emersa in modo evidente la necessita&#8217; di aiutare i bambini per evitare il rischio che potessero essere travolti dall&#8217;emergenza. Sono state messe in piedi una serie di attivita&#8217;: laboratori creativi, incontri a tema, di gruppo, con i genitori, sportelli di ascolto online e in presenza, proposte extra scolastiche e somministrazione di test e questionari informativi e anonimi.</p>
<p>&#8220;Dal 2006 sono attivi sportelli di ascolto in presenza per docenti, studenti e famiglie. Un servizio che in realta&#8217; e&#8217; partito in presenza dal 2000, ma dal 2006 si e&#8217; aggiunto lo sportello online. Nel 2013 abbiamo lavorato al progetto di integrazione dei giovani a Lampedusa, nel 2017 siamo stati impegnati nel progetto sulla tratta degli esseri umani rivolto ai giovani in Sicilia. Nel 2018 abbiamo lavorato con il progetto sulla prevenzione della violenza nelle sue diverse manifestazioni, o al progetto &#8216;Noi siamo bambini&#8217;. Ma ancora, nel 2019 abbiamo portato avanti il progetto di sensibilizzazione per non dimenticare le vittime della Shoah&#8221;.</p>
<p>Tra i progetti di intervento oltre le scuole colpite dal terremoto de L&#8217;Aquila, nel 2012 l&#8217;equipe dell&#8217;IdO intervenne dopo l&#8217;esplosione di un ordigno a Brindisi, nel 2013 dopo una sparatoria avvenuta in una scuola di Vittoria e, sempre nel 2013, in Sardegna per l&#8217;alluvione. &#8220;Inoltre- prosegue Zaza-abbiamo collaborato per sostenere alcune delle scuole colpite dal sisma del Centro Italia e siamo intervenuti a Genova in seguito al crollo del Ponte Morandi. Nel 2018 siamo intervenuti ad Aprilia dopo l&#8217;esplosione di un ordigno, mentre nel 2019 siamo intervenuti a Vittoria successivamente a un incidente avvenuto a due alunni e ad episodi di maltrattamento. Infine, dal 2020 lavoriamo nell&#8217;ambito dell&#8217;emergenza sanitaria. Questi progetti sono proseguiti nel corso del tempo e sono tuttora attivi- fa sapere la psicoterapeuta- con i servizi di supporto &#8216;Lontani ma vicini&#8217; e &#8216;IdO con Voi&#8217;&#8221;.</p>
</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2021/04/Locandina-Convegno-50-anni-IdO-Aprile-2021-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3546" alt="locandina-convegno-50-anni-ido-aprile-2021-2" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2021/04/Locandina-Convegno-50-anni-IdO-Aprile-2021-2.jpg" width="1024" height="1448" /></a></div>
<div>
<p>L&#8217;Istituto ha documentato tutto in numerosi libri. Per citarne solo alcuni, il direttore Federico Bianchi di Castelbianco, ricorda quelli su &#8216;Le 398 meravigliose maestre de L&#8217;Aquila&#8217; e &#8216;La paura nello zaino&#8217;. &#8220;Nel 2009 andammo a L&#8217;Aquila per vedere cosa accadeva. Fu un trauma enorme- ricorda lo psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva- erano 3.500 i bambini dalle scuole elementari a quelle dell&#8217;infanzia e non era possibile fare un intervento ad personam&#8221;. Bisognava puntare sulla scuola e tramite la scuola: &#8220;Lavorammo nei tendoni con le insegnanti. Stringemmo un patto con tutte le 398 maestre che, con responsabilita&#8217;, hanno lavorato con noi per accogliere i bambini. Tutti i nostri interventi sono stati fatti nelle classi con le insegnanti. I bambini, che nel loro zaino portavano anche l&#8217;angoscia, quando entravano in classe dovevano trovare una persona di riferimento che era l&#8217;insegnante e non lo psicologo&#8221;, rimarca Castelbianco. Le insegnanti &#8220;sono state fantastiche- conferma il terapeuta- a L&#8217;Aquila eravamo tanti a proporre aiuto e tutti illustrammo le nostre proposte, noi siamo stati scelti dalle scuole e i 3.500 bambini che abbiamo seguito sono stati riscritti l&#8217;anno dopo nelle stesse scuole&#8221;.</p>
<p>Il direttore dell&#8217;IdO tiene a sottolineare che &#8220;l&#8217;esperto deve collaborare con la scuola ma non si puo&#8217; sostituire alla didattica. Noi siamo in 700 istituti e in molti di piu&#8217; con gli sportelli online, mentre quelli frontali sono presenti i oltre 150 scuole&#8221;. A Genova, ad esempio, &#8220;seguimmo tante classi e tante storie. Gli incubi dei bimbi erano rappresentati dal pulmino rimasto per giorni sul ponte, simbolo della tragedia&#8221;. Nel libro &#8216;La paura nello zaino&#8217; &#8220;abbiamo riportato i disegni dei bambini, ma per superare questi traumi bisogna condividerli e per condividere- spiega lo psicoterapeuta- bisogna saper ascoltare e stare accanto. Dobbiamo cominciare a capire, comprendere e saperci confrontare. Stiamo raccogliendo tanti messaggi di solidarieta&#8217;, nel lavoro degli sportelli di supporto psicologico riceviamo 5mila contatti di aiuto al giorno ed e&#8217; un numero impressionante perche&#8217; significa che c&#8217;e&#8217; tanta difficolta&#8217;.</p>
<p>Numeri che in pandemia tendono ad aumentare. Questo ha dato fastidio- conclude- perche&#8217; quando si riesce da&#8217; fastidio, ma non ha importanza, non smettiamo&#8221;.</p>
</div>
</div>
<p><a title="EMERGENZE EDUCATIVE: IdO RACCONTA PROTOCOLLO INTERVENTO E SUPPORTO" href="http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2021/aprile/20/?news=03">http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2021/aprile/20/?news=03</a></p>
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		<title>STOrie DI RESILIENZA: Ambra Sabatini, 19 anni.</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2021 11:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Voglio mostrare a tutti coloro che magari passano i momenti che ho passato io quanto lo sport sia il modo migliore per capire che si può avere una vita piena e felice in qualunque condizione. Se i miei risultati possono servire a questo sono già contenta. Se poi arrivano le medaglie meglio</em>&#8220;. (A. Sabatini)</p>
<p>Con queste parole, riportate in un articolo scritto da Claudio Arrigoni ne &#8220;Il Corriere della Sera&#8221; del 15 marzo, Ambra Sabatini, 19 anni, racconta la propria esperienza, diventando testimone di quel processo di resilienza che permette, in seguito a un&#8217;esperienza avversa, di riorganizzare positivamente la propria vita.</p>
<p>Nell&#8217;articolo, che potrete leggere nella versione integrale cliccando sul link in basso, si sottolinea anche quanto già evidenziato da alcune ricerche sull&#8217;argomento, ovvero l&#8217;importanza, nello sviluppo della resilienza, di poter coltivare relazioni significative con adulti e coetanei.</p>
<p>Alcuni studi hanno infatti dimostrato come, persone che hanno un sistema di sostegno sociale funzionale, siano meno vulnerabili allo stress e alle difficoltà e più capaci di far fronte efficacemente alle avversità (Cefai et al., 2014).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2021/03/RESILIENZA-AMBRA-SABATINI.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3539" alt="resilienza-ambra-sabatini" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2021/03/RESILIENZA-AMBRA-SABATINI.jpg" width="656" height="492" /></a></p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="STOrie DI RESILIENZA: Ambra Sabatini, 19 anni." href="https://www.corriere.it/buone-notizie/21_marzo_15/sprint-ambra-sabatini-la-paralimpiade-la-mia-vita-piena-felice-e91c318c-8597-11eb-9163-c4d65be13e50.shtml">https://www.corriere.it/buone-notizie/21_marzo_15/sprint-ambra-sabatini-la-paralimpiade-la-mia-vita-piena-felice-e91c318c-8597-11eb-9163-c4d65be13e50.shtml</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>STOrie DI RESILIENZA: Enmauel Hansel, 17 anni.</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2021 10:13:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storia di Enmanuel Hansel, il talentuoso cestista di 17 anni diventato uno dei più promettenti giocatori di basket negli USA, è davvero un esempio di resilienza!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La storia di Enmanuel Hansel, il talentuoso cestista di 17 anni diventato uno dei più promettenti giocatori di basket negli USA, è davvero un esempio di resilienza!<br />
Enmanuel ha perso il braccio sinistro in un incidente quando aveva 6 anni, ma questo non gli ha impedito di coltivare la sua passione, quella per la pallacanestro.</p>
<p>La sua esperienza dimostra che:</p>
<ul>
<li>è possibile affrontare le avversità senza esserne sopraffatti</li>
<li>è fondamentale aiutare i giovani a scoprire e a nutrire i loro talenti</li>
<li>la scuola è un luogo di sviluppo di resilienza.</li>
</ul>
<p>ARTICOLO ORIGINALE: <a title="STORrie DI RESILIENZA: Enmanuel Hansel, 17 anni." href="https://www.diregiovani.it/2021/03/12/372893-gioca-a-basket-senza-un-braccio-il-talento-di-enmanuel-hansel-fa-il-giro-del-mondo.dg/">https://www.diregiovani.it/2021/03/12/372893-gioca-a-basket-senza-un-braccio-il-talento-di-enmanuel-hansel-fa-il-giro-del-mondo.dg/</a></p>
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		<title>NON SOLO DAD: 5 &#8220;BUONE PRASSI&#8221; PER AFFRONTARE ATTIVAMENTE LO STRESS.</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/non-solo-dad-5-buone-prassi-per-affrontare-attivamente-lo-stress/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2020 08:17:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il termine “stress” generalmente si fa riferimento alla risposta che l’organismo mette in atto tutte le volte che un individuo si confronta con esperienze tali da richiedere azioni di ri-adattamento all’ambiente. La percezione di un evento come “stressante” può variare da persona a persona, generando sensazioni di pressione mentale, emotiva e fisica di diversa intensità.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con il termine “stress” generalmente si fa riferimento alla risposta che l’organismo mette in atto tutte le volte che un individuo si confronta con esperienze tali da richiedere azioni di ri-adattamento all’ambiente. La percezione di un evento come “stressante” può variare da persona a persona, generando sensazioni di pressione mentale, emotiva e fisica di diversa intensità.</p>
<p>Lo stress, quindi, di per sé non è positivo o negativo, in quanto può essere utile per predisporre le persone ad affrontare, reagire e adattarsi ai cambiamenti, ma se protratto a lungo, specie se accompagnato da sensazioni di impotenza, può provocare un sovraccarico tale da generare una condizione di rischio per il benessere psico-fisico. In tutti questi casi è importante rivolgersi a uno specialista.</p>
<p>Nei casi in cui, invece, lo stress non raggiunga livelli tali da condizionare le capacità di adattamento e il funzionamento dell’individuo, può essere comunque utile mettere in atto azioni “strategiche” finalizzate a preservare e favorire una condizione di benessere tanto più importante quanto più ci si confronta con una condizione di grande difficoltà ed emergenza come quella attuale.</p>
<p>Vi proponiamo dunque cinque “buone prassi” da integrare ai suggerimenti già forniti dalle istituzioni nazionali ed internazionali nel corso di queste settimane.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-04-29-alle-10.13.45.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3494" alt="schermata-2020-04-29-alle-10-13-45" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-04-29-alle-10.13.45.png" width="791" height="444" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1. UN PASSO ALLA VOLTA.</strong> Porsi obiettivi a breve termine, da raggiungere giorno per giorno o, al massimo, settimana per settimana, può aiutare ad aumentare la sensazione di controllo e di autoefficacia percepita sia dei docenti che degli studenti. Programmate un’attività da svolgere e portare a termine entro la fine<br />
della giornata e chiedete ai vostri studenti di fare altrettanto, quella che potrà sembrare un’azione semplice potrà darvi, con il passare del tempo, la sensazione di riuscire a orientare efficacemente le vostre energie in vista del raggiungimento di nuovi obiettivi.</p>
<p><strong>2. RICORDARSI DI… “STACCARE LA SPINA”</strong>. Lavorare da casa comporta necessariamente una sovrapposizione di tempi e spazi. Il rischio è avere la sensazione di “non riuscire mai a staccare”. Ritagliatevi degli spazi e dei tempi ben delimitati per lavorare, una postazione specifica all’interno di una stanza dedicata al lavoro dalla quale organizzare, gestire e svolgere le attività didattiche e dalla quale allontanarvi nei momenti dedicati ad altro (famiglia, tempo libero, etc…). Organizzate l’assegnazione dei compiti e le attività scolastiche in modo da garantire tempi liberi sia per voi che per i vostri studenti.</p>
<p><strong>3. TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI.</strong> L’isolamento sociale può aumentare i vissuti di solitudine già presenti in molti docenti prima della chiusura degli istituti scolastici. Per questo è importante favorire lo spirito di gruppo e la collaborazione. Le difficoltà sperimentate nell’utilizzo della tecnologia, per esempio, possono essere più facilmente affrontate se si fa affidamento sui colleghi più esperti. Il gruppo è uno scrigno di risorse che aspetta solo di essere aperto.</p>
<p><strong>4. DEDICARSI ALLE PROPRIE PASSIONI.</strong> In un momento come quello attuale nel quale sono venute a mancare tante abitudini e stimoli che in passato aiutavano a recuperare le energie, appare ancor più importante ritagliarsi dei momenti nei quali dedicarsi alle proprie passioni. Tutte le attività che ci piacciono, leggere, scrivere, cucinare, ascoltare musica, guardare film, parlare con parenti e amici, prendersi cura di sé, curare le piante, occuparci degli animali domestici, possono contribuire a ricaricarci di quelle energie necessarie a gestire le difficoltà e la fatica legata al cambiamento e alla quotidianità.</p>
<p><strong>5. COMUNICARE.</strong> Condividere le proprie sensazioni e le proprie difficoltà con persone di fiducia può essere utile a far fronte in maniera attiva allo stress e sentirsi meno soli. Nel caso tutto ciò non dovesse bastare a diminuire i livelli di tensione, preoccupazione e fatica sul sito www.diregiovani.it potete trovare “<a href="https://www.diregiovani.it/lontani-ma-vicini-30-psicologi-al-servizio-di-scuole-e-famiglie-2/" target="_blank" rel="noopener">LONTANI MA VICINI</a>” 30 psicologi disponibili a rispondere alle vostre domande e ai vostri bisogni, uno spazio dedicato agli “Approfondimenti per i docenti” e alcuni “Corsi di formazione a distanza gratuiti”.</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Francesca Zaza</p>
<p style="text-align: right;"><em>Psicologa &#8211; Psicoterapeuta</em></p>
<p><a title="NON SOLO DAD: 5 &quot;BUONE PRASSI&quot; PER AFFRONTARE ATTIVAMENTE LO STRESS" href="https://www.diregiovani.it/2020/04/29/311516-non-solo-didattica-a-distanza-dad-3.dg/">https://www.diregiovani.it/2020/04/29/311516-non-solo-didattica-a-distanza-dad-3.dg/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>NON SOLO DAD: LA GESTIONE DELL&#8217;ANSIA IN SITUAZIONI DI EMERGENZA.</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 12:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Osate cambiare, cercate nuove strade” recitava Robin Williams nel film “L’attimo fuggente” del 1989. Un suggerimento più che mai attuale se pensiamo allo stravolgimento nel modo di vivere e fare scuola intervenuto in seguito alla chiusura degli istituti scolastici provocata dall’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 nel nostro Paese.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Osate cambiare, cercate nuove strade” recitava Robin Williams nel film “L’attimo fuggente” del 1989. Un suggerimento più che mai attuale se pensiamo allo stravolgimento nel modo di vivere e fare scuola intervenuto in seguito alla chiusura degli istituti scolastici provocata dall’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 nel nostro Paese.</p>
<p>Nell’arco di queste settimane sono tantissime le richieste di docenti giunte allo sportello d’ascolto online, che esprimono le proprie preoccupazioni rispetto ai cambiamenti che tanto loro quanto gli studenti e le famiglie stanno vivendo, unite all’incertezza in merito alle conseguenze che tali situazioni produrranno nel futuro.</p>
<p>In un momento storico come quello attuale è quindi più che naturale trovarsi a dover gestire un aumento dei livelli di ansia percepiti sia sul piano personale che professionale. L’ansia corrisponde, infatti, a uno stato di allerta psichica che, nella sua forma adattiva, produce un’attivazione delle risorse individuali al fine di far fronte a eventi o stimoli percepiti come potenzialmente minacciosi. Quando raggiunge livelli di intensità e frequenza eccessivi, l’ansia rischia di interferire sul funzionamento dell’individuo producendo comportamenti che non facilitano l’adattamento alla situazione nuova, ma rischiano di ostacolarlo generando, per esempio, uno stato di iper-attivazione o, al contrario, un atteggiamento di scoraggiamento, percezione di impotenza e rassegnazione. In entrambi i casi l’energia prodotta in eccesso dall’ansia difficilmente può essere utilizzata in maniera funzionale e adattiva per affrontare efficacemente la condizione che la provoca, risultando nel primo caso dispersa, nel secondo bloccata.</p>
<p><strong>Come utilizzare in maniera efficace e adattiva l’energia prodotta dall’ansia?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/card-ANSIA-DAD.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3488" alt="card-ansia-dad" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/card-ANSIA-DAD.png" width="786" height="443" /></a></p>
<p><strong>1. RICONOSCETELA.</strong> Il primo passo per utilizzare efficacemente qualcosa è riconoscerne la funzione e il valore. L’ansia non va negata, svalutata o evitata. L’ansia va accolta e ascoltata. Cosa ci sta comunicando? Cosa ci sta chiedendo di fare? Utilizzate l’energia prodotta dall’ansia per attuare il cambiamento del quale voi e i vostri studenti avete bisogno, non solo nel modo di fare didattica, ma nel modo di ripensare il processo di insegnamento-apprendimento, adattando l’offerta formativa alle specifiche esigenze attuali.</p>
<p><strong>2. NON SOLO DIDATTICA A DISTANZA.</strong> Non è solo la modalità di trasmissione dei contenuti disciplinari che è stata stravolta dall’emergenza, ma la stessa relazione educativa, perno del processo di insegnamento- apprendimento. “Nuovi” ambienti di apprendimento richiedono “nuovi” modi di accogliere gli studenti. In aula bastava il “Buongiorno” per percepire il clima della classe, oggi un saluto scritto o videoregistrato rischia di non essere più sufficiente, perché manca dei segnali non verbali preziosi per comprendere lo stato emotivo degli studenti. Trovate il modo di essere “umanamente” vicini ai vostri studenti, interessatevi a loro, a come stanno, a come trascorrono il tempo.</p>
<p><strong>3. CULTURA È “MATERIA VIVA”.</strong> Sono tanti i racconti, le fiabe, le autobiografie, le storie di resilienza narrate dalla cultura classica e contemporanea, tante le esperienze di autori, poeti, attori, cantanti, scienziati, sportivi che possono essere utilizzate come spunto di riflessione e materiale didattico dal quale attingere per far nascere idee su come affrontare questo particolare periodo storico. Proponete ai vostri studenti storie che possano ispirarli e invitateli a fare altrettanto, andando alla ricerca di “esempi” anche tra i loro personaggi preferiti.</p>
<p><strong>4. IL PROCESSO PIÚ DEL RISULATO.</strong> Se è vero che in condizioni di emergenza siamo tutti impegnati a gestire l’ansia legata al cambiamento, allora dobbiamo riconoscere a noi stessi e ai nostri studenti il valore dei tentativi che vengono fatti per risolvere i piccoli e grandi problemi quotidiani e non solo i risultati che si ottengono. Gestire l’energia in eccesso prodotta dall’ansia affatica tutti, di conseguenza tutti meritano un riconoscimento anche solo per il fatto di aver provato seriamente a mettersi in gioco. Valorizzate la qualità più che la quantità e aumentate la frequenza dei feedback formativi per incoraggiare e motivare.</p>
<p><strong>5. CERCATE NUOVE PROSPETTIVE.</strong> Essere tesi e preoccupati è più che naturale, ma non fate che l’ansia diventi l’ago della vostra bussola interna. Sperimentate, datevi la possibilità di utilizzare questo tempo “nuovo”, “diverso” anche per entusiasmarvi all’idea di poter scoprire nuove strade, nuovi modi di guardare a voi stessi come docenti e ai vostri studenti come discenti. Sono i momenti di cambiamento quelli nei quali si possono scoprire nuovi percorsi e nuove possibilità.</p>
<p><em>“Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse…coraggio, è proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva, anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovete provare!”</em></p>
<p>(L’attimo fuggente, 1989)</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Francesca Zaza</p>
<p style="text-align: right;"><em>Psicologa &#8211; Psicoterapeuta</em></p>
<p>Per approfondimenti seguite il corso gratuito a distanza “La gestione dell’ansia e dello stress in situazioni di emergenza”.</p>
<p><a title="NON SOLO DAD: LA GESTIONE DELL'ANSIA IN SITUAZIONI DI EMERGENZA" href="https://www.diregiovani.it/2020/04/22/310088-non-solo-didattica-a-distanza-dad.dg/">https://www.diregiovani.it/2020/04/22/310088-non-solo-didattica-a-distanza-dad.dg/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>NON SOLO DAD: IMPARARE A RESISTERE ALL&#8217;IMPATTO DELL&#8217;ONDA. PROPOSTE OPERATIVE PER LA SCUOLA</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 09:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In queste settimane molti docenti ci hanno contattato chiedendo strumenti operativi che possano aiutarli a condividere con bambini e ragazzi alcuni vissuti legati ai cambiamenti intervenuti nelle loro vite in seguito alla diffusione del Covid-19.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In queste settimane molti docenti ci hanno contattato chiedendo strumenti operativi che possano aiutarli a condividere con bambini e ragazzi alcuni vissuti legati ai cambiamenti intervenuti nelle loro vite in seguito alla diffusione del Covid-19.</p>
<p>Affrontare un dialogo sulle sensazioni scaturite in relazione a un evento, così come dover porre alcune domande o rispondere, non è sempre facile, sia per gli adulti che per i più giovani. Spesso si ha timore di non riuscire a trovare le parole più adatte per esprimersi o, in alcuni casi, le risposte necessarie a rassicurare. Sono preoccupazioni frequenti e legittime. Tra le tante possibilità che si hanno a disposizione per affrontare con i giovani un dialogo educativo sereno su temi delicati vi sono la proiezione di video e<br />
filmati.</p>
<p>La proposta che facciamo di seguito è stata scelta perché adatta a tutte le età, ma è solo una delle tante possibili, così come i suggerimenti di attività forniti in relazione ai diversi ordini di scuola. Il filmato è stato già proposto a studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado all’interno di laboratori svolti in passato dall’IdO ed è stato ben accolto da ragazzi e ragazze. Siamo certi che questo piccolo stimolo unito all’esperienza dei docenti potrà trasformarsi in uno strumento dal grande potenziale.</p>
<p style="text-align: center;"><em>PIPER (2016)</em></p>
<p>“Piper” è un racconto sull’autonomia e sull’indipendenza, ma è anche una storia di resilienza che insegna come, in alcuni casi, le avversità possono non solo aiutare a crescere, ma rendere migliori. Il cortometraggio ben descrive la sensazione che si può provare quando si viene investiti da cambiamenti imprevisti. Il filmato racconta la storia di un piccolo piovanello che viene travolto da un’onda mentre è in cerca di cibo. L’esperienza lo lascia spaventato e disorientato, al punto da ritirarsi nel nido e rifiutarsi di tornare ad esplorare l’ambiente nonostante l’incoraggiamento del genitore. Quando sente lo stimolo della fame, trova il coraggio di riprovare. La paura legata all’esperienza vissuta, però, è così forte da portarlo a ritirarsi ancora prima che l’acqua possa sfiorargli le zampette. A quel punto, in modo del tutto inaspettato, Piper incontra sulla propria strada un paguro, che, in virtù della sua diversità, ha un modo tutto suo di resistere e per evitare di essere sballottato dall’acqua scava nella sabbia. Nonostante la diffidenza iniziale, Piper decide di imitarne il comportamento e impara non solo a resistere all’impatto dell’onda, ma anche a guardarla da un’altra prospettiva; aprendo gli occhi scopre, infatti, che l’acqua è ricca di cibo. Contento di essere riuscito ad affrontare incolume ciò che in precedenza lo aveva terrorizzato, Piper può a quel punto ballare entusiasta la “danza della felicità” e nutrire soddisfatto i propri simili. Affrontare le proprie paure lo ha reso una risorsa per sé e per gli altri.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>IMPARARE A RESISTERE ALL’IMPATTO DELL’ONDA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-22-alle-17.26.24_2.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3484" alt="schermata-2020-04-22-alle-17-26-24_2" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-22-alle-17.26.24_2.png" width="783" height="443" /></a></p>
<p><strong>1. GUARDARSI INTORNO</strong>. La storia di Piper racconta che l’aiuto di cui abbiamo bisogno può arrivare inaspettato: da un familiare, da un amico, da un docente, da un collega o anche da uno specialista in ascolto presso uno sportello online.</p>
<p><strong>2. RESTARE ANCORATI.</strong> Quando si è scossi da cambiamenti importanti è fondamentale restare aggrappati alle piccole certezze. Una persona, un luogo, anche una piccola azione o abitudine quotidiana possono rappresentare una base sicura dalla quale ripartire.</p>
<p><strong>3. ESSERE PRESENTI.</strong> L’ “impatto dell’onda” può accompagnarsi alla sensazione di perdere i propri punti di riferimento. Aprite gli occhi, respirate e dedicatevi alle piccole azioni quotidiane, darvi piccoli obiettivi a breve termine e raggiungerli vi aiuterà a scoprire che il disorientamento è solo una condizione temporanea.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PROPOSTE PER LA SCUOLA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-22-alle-17.26.41.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3483" alt="schermata-2020-04-22-alle-17-26-41" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-22-alle-17.26.41.png" width="779" height="448" /></a></p>
<p><strong>– INFANZIA E PRIMARIA.</strong> Oltre alla visione e al racconto della storia, si possono invitare genitori e bambini a svolgere attività grafiche o di gioco corporeo, fondamentali in questa fascia d’età per apprendere attraverso l’esperienza. Grandi e piccini possono interpretare a turno l’onda, utilizzando, per esempio, una coperta per riprodurre la sensazione dell’”essere travolti”. I bambini possono essere invitati ad aggrapparsi a qualcosa o qualcuno per scoprire che il disorientamento iniziale passa più velocemente se ci si tiene forte e acquisire, così, maggiore sicurezza e fiducia nelle proprie capacità di resistere.</p>
<p><strong>– SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO</strong>. In questa fascia d’età la visione del filmato può essere seguita da una piccola discussione e dalla ricerca di esperienze che producono la sensazione di disorientamento sperimentata da Piper. I giovani potranno prendere spunto da personaggi dello sport, della musica, come anche da azioni svolte dai personaggi dei videogiochi per provare a spiegare come ci si sente quando si viene “travolti” e quali risorse possono essere utilizzate per rimanere saldi e ancorati alla realtà.</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Francesca Zaza</p>
<p style="text-align: right;"><em>Psicologa &#8211; Psicoterapeuta</em></p>
<p><a title="NON SOLO DAD: IMPARARE A RESISTERE ALL'IMPATTO DELL'ONDA" href="https://www.diregiovani.it/2020/04/22/310099-non-solo-didattica-a-distanza-dad-2.dg/">https://www.diregiovani.it/2020/04/22/310099-non-solo-didattica-a-distanza-dad-2.dg/</a></p>
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		<title>EMOZIONI IN PILLOLE: QUANDO LA SOLITUDINE ARRIVA, IMPARA A TENERTI COMPAGNIA!</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 11:16:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alle persone sole e a tutte quelle che sanno che non basta avere qualcuno vicino per proteggersi dal disorientamento con il quale si è spesso costretti a fare i conti nei momenti più difficili, quelli che ci mettono in contatto con un senso di vuoto che neanche le relazioni più significative, il lavoro, lo sport, la tecnologia, la TV, gli acquisti riescono a riempire.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alle persone sole e a tutte quelle che sanno che non basta avere qualcuno vicino per proteggersi dal disorientamento con il quale si è spesso costretti a fare i conti nei momenti più difficili, quelli che ci mettono in contatto con un senso di vuoto che neanche le relazioni più significative, il lavoro, lo sport, la tecnologia, la TV, gli acquisti riescono a riempire.</p>
<p>Attimi che ci portano a sperimentare quel senso di solitudine che non ha niente a che vedere con la presenza o meno degli altri, ma che rappresenta piuttosto una condizione universale che tutti possiamo percepire a confronto con le grandi sfide della vita, come i traumi, le perdite e le malattie. Esperienze che scuotono profondamente le nostre radici, obbligandoci a spostare lo sguardo dall’esterno all’interno, dirigendolo su noi stessi e su quello che nel tempo abbiamo costruito dentro.</p>
<p>Una solitudine che oggi più che mai rischia di prendere il sopravvento, perché sono venuti a mancare molti di quegli stimoli che fino a ieri ci hanno distratto dal sentire. Così, da un giorno all’altro ci siamo ritrovati a trascorrere molto più tempo dentro la nostra casa, non solo quella concreta, il cui spazio è chiaramente circoscritto dalle mura, ma soprattutto quella simbolica, del nostro mondo interno, delimitata unicamente da noi stessi e fatta di tutto ciò che siamo: emozioni, pensieri, ricordi e non solo.</p>
<p>Questa casa ci appartiene, è costruita sulle nostre radici e assolve il compito di custodirle. Da chi è abitata? In che modo ce ne siamo occupati finora? Come l’abbiamo vissuta, arredata, riempita, svuotata, illuminata? Sono queste le domande alle quali la solitudine ci chiede di rispondere. È questo spazio che ci invita a guardare, a esplorare, a vivere. E se è vero che quando stiamo bene con noi stessi la solitudine può diventare un’occasione in più per conoscerci, goderci quello che abbiamo e gioire dell’opportunità di avere un luogo nel quale proteggerci durante la tempesta, è altrettanto vero che non è sempre facile restare sereni quando si prolunga l’attesa e fuori tarda a splendere il sole.</p>
<p><strong>ECCO ALLORA 5 SUGGERIMENTI PER IMPARARE A TENERSI COMPAGNIA:</strong></p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/2-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3471" alt="2-2" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/2-2.jpg" width="1024" height="512" /></a></p>
<p><strong>1. GUARDATI. L</strong>a mattina quando ti svegli ricordati di fare entrare la luce nella tua casa. Poi guardati: cosa<br />
dicono i tuoi occhi di te? Cosa raccontano? Anche se non devi uscire indossa qualcosa che sia in sintonia<br />
con quello che senti: qualcosa di delicato se hai bisogno di leggerezza, qualcosa di morbido se hai bisogno<br />
di calore, qualcosa di colorato se hai bisogno di energia e vitalità.</p>
<p><strong>2. SORPRENDITI.</strong> Dentro ognuno di noi è presente un universo di possibilità. Con il tempo ci convinciamo di essere sempre uguali a noi stessi e perdiamo la capacità di vederci e di vedere il mondo con occhi nuovi. Dai spazio alla tua creatività e scegli un momento della giornata nel quale dedicarti a qualcosa di nuovo, che non hai mai fatto prima. Basteranno pochi minuti.</p>
<p><strong>3. LASCIATI ISPIRARE.</strong> Il nostro mondo interno è come una casa piena di stanze: gioia, tristezza, solitudine, sorpresa, entusiasmo, coraggio…ogni stanza ha una sua funzione. Riordina le foto che hai raccolto nel tempo in album: famiglia, amici, sport, viaggi. Scrivi su dei piccoli post-it frasi di film, canzoni e citazioni che ti ispirano e posizionale dove puoi facilmente vederle. In questo modo sarà più facile trovare quello che ti occorre quando ne avrai bisogno.</p>
<p><strong>4. CREA LA TUA PERSONALE COLONNA SONORA.</strong> Ognuno ha una playlist di canzoni preferite. Scegli quelle che ti riempiono…di entusiasmo, di energia, di dolcezza, di qualunque cosa tu abbia bisogno in quel momento e raggruppale in colonne sonore da utilizzare per accompagnare le tue giornate.</p>
<p><strong>5. RICORDA.</strong> L’immaginazione è uno strumento potente, può portarci con la mente e il cuore vicino alle persone alle quali teniamo anche quando sono a chilometri di distanza e farci rivivere la sensazione di un abbraccio se avvolgiamo le nostre spalle in una coperta morbida. Non può sostituire la realtà, ma può aiutarci a mantenere vivo il ricordo delle persone importanti e delle cose preziose fino al giorno nel quale<br />
sarà di nuovo possibile ricongiungerci ad esse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="QUANDO LA SOLITUDINE ARRIVA, IMPARA A TENERTI COMPAGNIA!" href="https://www.diregiovani.it/2020/04/06/306243-quando-la-solitudine-arriva-impara-a-tenerti-compagnia.dg/">https://www.diregiovani.it/2020/04/06/306243-quando-la-solitudine-arriva-impara-a-tenerti-compagnia.dg/</a></p>
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		<title>PREMATURITA&#8217; E GRAVIDANZA</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2019 06:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 8 gen. - "La gravidanza sta diventando un processo troppo medicalizzato". A dirlo e' Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell'eta' evolutiva responsabile del servizio Terapie dell'Istituto di Ortofonologia (IdO), che il 12 gennaio interverra' al corso per pediatri, psicologi e neuropsichiatri infantili dal titolo 'Il neonato pretermine: la cooperazione multiprofessionale per affrontare la complessita''. Il corso e' promossa a Roma (in Corso d'Italia 38°) dalla SISPe, il Sindacato italiano specialisti pediatri, in collaborazione con l'IdO e con i patrocini della Societa' italiana di pediatria (Sip) e della Societa' italiana di neonatologia (Sin) e continuera' nelle mattinate del 26 gennaio e del 23 febbraio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 8 gen. &#8211; &#8220;La gravidanza sta diventando un processo troppo medicalizzato&#8221;. A dirlo e&#8217; Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva responsabile del servizio Terapie dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO), che il 12 gennaio interverra&#8217; al corso per pediatri, psicologi e neuropsichiatri infantili dal titolo &#8216;Il neonato pretermine: la cooperazione multiprofessionale per affrontare la complessita&#8221;. Il corso e&#8217; promossa a Roma (in Corso d&#8217;Italia 38°) dalla SISPe, il Sindacato italiano specialisti pediatri, in collaborazione con l&#8217;IdO e con i patrocini della Societa&#8217; italiana di pediatria (Sip) e della Societa&#8217; italiana di neonatologia (Sin) e continuera&#8217; nelle mattinate del 26 gennaio e del 23 febbraio.</p>
<p>&#8220;La maggior parte delle donne arrivano alla prima gravidanza ad eta&#8217; avanzata e cio&#8217; sta determinando un numero elevato di gravidanze a rischio, e sta modificando quel percorso immaginario che la madre e il padre iniziano a costruire prima ancora che il bambino venga concepito. In particolare- precisa Di Renzo- penso a tutte quelle situazioni di infertilita&#8217; che richiedono una medicalizzazione della gravidanza, che inevitabilmente finisce per interferire nell&#8217;immaginario dei genitori&#8221;. È provato che &#8220;le gravidanze pretermine abbiano un&#8217;incidenza maggiore nei casi di gravidanze gemellari e di gravidanze che hanno alle spalle problemi di infertilita&#8217;. Un aspetto- sottolinea la psicoterapeuta- che non viene abbastanza evidenziato all&#8217;inizio del percorso. Non vengono, ad esempio, segnalati i rischi quali il parto prematuro, che in una percentuale abbastanza significativa rientrano anche nella prematurita&#8217; grave&#8221;.</p>
<p>Con un parto prematuro &#8220;i genitori non hanno il tempo di elaborare l&#8217;immagine di un bambino &#8216;sano&#8217;. Questo attiva in loro dei sentimenti depressivi, una particolare ansia che li rende assolutamente impreparati &#8211; e lo sarebbe chiunque &#8211; a far fronte a un bambino sicuramente fragile&#8221;. Le gravidanze a rischio che invece arrivano dopo situazioni di aborti &#8220;lasciano dentro dei lutti non elaborati. Un lutto non elaborato produce sentimenti depressivi che vengono proiettati sul bambino- aggiunge la psicoterapeuta- ed e&#8217; importante che il pediatra sia consapevole che la madre arriva non equipaggiata ad utilizzare le sue energie. Arriva con l&#8217;idea di un bambino medicalizzato gia&#8217; nella mente, ancor di piu&#8217; se e&#8217; prematuro&#8221;.</p>
<p>Il pediatra deve, quindi, sapere se &#8220;sono presenti una serie di rischi in questi bambini, prematuri o non, che hanno a che fare con le stimolazioni precedenti. Sono note le conseguenze biologiche sui minori, come i problemi esofagei&#8221;. Di Renzo si soffermera&#8217; al corso SISPe-IdO sul processo di mentalizzazione del genitore in contatto con un figlio che non corrisponde alle tue aspettative. &#8220;L&#8217;immaginario dei genitori si e&#8217; spostato dal &#8216;Chissa&#8217; come sara&#8217; nostro figlio&#8217; al &#8216;Ce la faremo&#8217;. La gravidanza di fatto e&#8217; medicalizzata e l&#8217;immaginario dei genitori e&#8217; rivolto soprattutto alla prossima analisi- conclude DI Renzo- di fatto non riescono ad immaginare il figlio perche&#8217; sono occupatissimi dalle analisi ed esami clinici che devono fare&#8221;.</p>
<p>Le giornate della SISPe prevedono crediti Ecm n. 13 per pediatri, psicologi e neuropsichiatri infantili. La partecipazione e&#8217; gratuita, ma le adesioni saranno accettate secondo l&#8217;ordine di arrivo e fino ad esaurimento posti disponibili. Per iscriversi basta inviare una email con il proprio nominativo al seguente indirizzo email: segr.formazione@ortofonologia.it.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="PREMATURITA'" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2019/gennaio/08/?news=01&amp;fbclid=IwAR1LpbJ2FIQcsqlVvIKC-oYUq9RrMIDpfUeP044OYRUNP1IFJVd3sEJkbys">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2019/gennaio/08/?news=01&amp;fbclid=IwAR1LpbJ2FIQcsqlVvIKC-oYUq9RrMIDpfUeP044OYRUNP1IFJVd3sEJkbys</a></p>
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		<title>EMOZIONI E CREATIVITA&#8217;, ECCO I COMPITI PER LE VACANZE</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jun 2018 12:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA – “Prenditi il tuo tempo, non avere fretta, rifletti, divertiti, goditi ogni istante delle tue creazioni”. Finisce così l’elenco dei compiti che la maestra Irene ha consegnato ai suoi piccoli studenti di quarta elementare. Non la solita lista di esercizi, ma un aiuto per allenare la mente e soprattutto il cuore.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA – <em>“Prenditi il tuo tempo, non avere fretta, rifletti, divertiti, goditi ogni istante delle tue creazioni”</em>. Finisce così l’elenco dei compiti che la maestra Irene ha consegnato ai suoi piccoli studenti di quarta elementare. Non la solita lista di esercizi, ma un aiuto per allenare la mente e soprattutto il cuore.</p>
<p>Irene Di Luzio insegna alla scuola primaria ‘Geronimo Stilton’ di Roma, ha 35 anni e da dodici fa l’insegnante. A leggere i suoi compiti per le vacanze sembrerebbe che la prima cosa che desidera insegnare agli alunni sia guardare i luoghi e le persone, per non restare indifferenti, per cogliere la bellezza e tirar fuori le emozioni che provano.</p>
<p><em>“Trova un bel quadernino e scrivici il tuo diario delle vacanze. Puoi scriverci tutto ciò che vuoi, arricchirlo con disegni e stikers e non dimenticarti di raccontare le tue emozioni”</em>, scrive la maestra al primo punto. Carta e penna, dunque, per annotare esperienze nuove e giornate intere specificando che <em>“solo la maestra lo leggerà e manterrà ogni segreto”</em>.</p>
<p>Nella lista c’e’ spazio anche per la lettura, senza specificare titoli o autori, ma lasciando liberi i bambini di andare in libreria o in biblioteca e scegliere quello che vogliono. Non manca la poesia tra i compiti assegnati, non da leggere ma da scrivere: <em>“Svegliati una mattina, affacciati alla finestra, osserva, prenditi il tuo tempo e lasciati ispirare nello scrivere una poesia in rima”</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/06/compiti-vacanze.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3386" alt="compiti-vacanze" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/06/compiti-vacanze.jpg" width="533" height="772" /></a></p>
<p>La maestra Irene lascia spazio anche all’arte e alla creatività suggerendo di disegnare e colorare paesaggi e persone, da diverse angolature, in diversi momenti della giornata. Scegliendo liberamente supporti e strumenti per farlo, con la sola regola di seguire le opere in sequenza di Monet per il disegno naturalistico e le orme di Picasso nel ritratto.</p>
<p>E poi, scrive la maestra, <em>“scegli un bel vasetto e piantaci dei semi. Innaffialo, prenditene cura e parlaci”</em>. E per finire, non poteva mancare la musica che apre il cuore alle emozioni ma può essere d’aiuto anche per imparare le lingue: <em>“Chiudi gli occhi e ascolta musica strumentale e poi scrivi alcune righe sull’emozione che ti ha dato”</em> e, ancora, “<em>scegli una canzone in inglese e impara a cantarla”</em>. E così i compiti delle vacanze diventano un divertimento, per tutti, adulti compresi.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="EMOZIONI E CREATIVITA', ECCO I COMPITI PER LE VACANZE" href="https://www.diregiovani.it/mondoscuola/emozioni-e-creativita-ecco-i-compiti-per-le-vacanze/">https://www.diregiovani.it/mondoscuola/emozioni-e-creativita-ecco-i-compiti-per-le-vacanze/</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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