<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Studio Arcobaleno &#187; affetti</title>
	<atom:link href="https://www.studioarcobalenolatina.it/tag/affetti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.studioarcobalenolatina.it</link>
	<description>Solo un altro sito WordPress</description>
	<lastBuildDate>Sat, 02 Nov 2024 09:24:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>INDAGINE IPSOS-SAVE THE CHILDREN: I GIOVANI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/indagine-ipsos-save-the-children-i-giovani-ai-tempi-del-coronavirus/</link>
		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/indagine-ipsos-save-the-children-i-giovani-ai-tempi-del-coronavirus/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 11:33:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[affetti]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[arcobaleno studio multidisciplinare Latina]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[dad]]></category>
		<category><![CDATA[ddi]]></category>
		<category><![CDATA[disagio]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[età evolutiva]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[logopedia]]></category>
		<category><![CDATA[malessere]]></category>
		<category><![CDATA[mental coach latina]]></category>
		<category><![CDATA[neuropsicomotricità]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[psiche]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia latina]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia scolastica latina]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia sportiva latina]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo latina]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapeuta latina]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia latina]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studioarcobalenolatina.it/?p=3549</guid>
		<description><![CDATA[L'indagine realizzata da IPSOS per SAVE THE CHILDREN racconta opinioni, stati d'animo e aspettative di studenti tra i 14 e i 18 anni ai tempi del Coronavirus.

Nel video le loro voci.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;indagine realizzata da IPSOS per SAVE THE CHILDREN racconta opinioni, stati d&#8217;animo e aspettative di studenti tra i 14 e i 18 anni ai tempi del Coronavirus.</p>
<p>Nel video le loro voci.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="I GIOVANI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS" href="https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/riscriviamo-il-futuro-rapporto-6-mesi">https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/riscriviamo-il-futuro-rapporto-6-mesi</a><a title="I GIOVANI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS" href="https://s3.savethechildren.it/public/files/uploads/pubblicazioni/i-giovani-ai-tempi-del-coronavirus.pdf"><br />
</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.studioarcobalenolatina.it/indagine-ipsos-save-the-children-i-giovani-ai-tempi-del-coronavirus/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>AUTISMO, I DISEGNI PARLANO</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/autismo-i-disegni-parlano/</link>
		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/autismo-i-disegni-parlano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 06:15:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[affetti]]></category>
		<category><![CDATA[affetto]]></category>
		<category><![CDATA[autismo]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[dificoltà]]></category>
		<category><![CDATA[disegno]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[gioco]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[logopedia]]></category>
		<category><![CDATA[neuropsicomotricità]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studioarcobalenolatina.it/?p=3212</guid>
		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 28 mar. - I bambini che rientrano in un disturbo dello spettro autistico presentano un significativo ritardo nel processo grafico, perche' il disegno e' uno strumento comunicativo. Questo ritardo, infatti, non sembra correlato al quoziente intellettivo ma all'area dell'Affetto Sociale: se c'e' un'inibizione relazionale ci sara' anche un'inibizione nell'aspetto comunicativo del disegno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ricerca IdO su produzioni grafiche di 84 bambini: Migliorano se l&#8217;ambito terapeutico e&#8217; relazionale</strong></p>
<div align="left">
<div id="testo">(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 28 mar. &#8211; I bambini che rientrano in un disturbo dello spettro autistico presentano un significativo ritardo nel processo grafico, perche&#8217; il disegno e&#8217; uno strumento comunicativo. Questo ritardo, infatti, non sembra correlato al quoziente intellettivo ma all&#8217;area dell&#8217;Affetto Sociale: se c&#8217;e&#8217; un&#8217;inibizione relazionale ci sara&#8217; anche un&#8217;inibizione nell&#8217;aspetto comunicativo del disegno. La prova arriva da uno studio decennale dell&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO), realizzato su un campione di 84 bambini autistici dai 2 ai 15 anni, in via di pubblicazione sulla rivista internazionale &#8216;Journal of Psychology and Psychotherapy&#8217;.</p>
<p>A chiarirne alla Dire il suo valore e&#8217; Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva, responsabile del servizio terapie del&#8217;IdO: &#8220;Il disegno e&#8217; una narrazione fortemente interferita dall&#8217;aspetto relazionale. Lo conferma una differenza emersa, nel corso della ricerca, tra produzioni grafiche effettuate in ambito valutativo e quelle che prendono vita in un contesto terapeutico. Sono sempre frutto degli stessi bambini, le cui capacita&#8217; cognitive non cambiano passando da una stanza all&#8217;altra, eppure le produzioni grafiche migliorano in un contesto terapeutico poiche&#8217; in quell&#8217;ambito si punta sulla relazione e non solo sulla prestazione. Inoltre, anche i bambini autistici con un livello cognitivo adeguato non disegnano se non hanno prima raggiunto un&#8217;apertura relazionale&#8221;. Questa difficolta&#8217; emerge in particolare con il disegno raffigurativo: &#8220;La figura umana ha un maggiore apporto comunicativo e affettivo&#8221;, sottolinea la psicoterapeuta.</p></div>
<div style="text-align: left;">
La produzione grafica del bambino autistico non puo&#8217; quindi essere valutata solo con parametri cognitivi, &#8220;in quanto se ripete sempre lo stesso disegno mostra un atteggiamento stereotipato- continua la responsabile dell&#8217;e'quipe IdO- e se e&#8217; stereotipato non e&#8217; comunicativo. Avevamo una bambina autistica che faceva dei disegni splendidi, ma erano sempre gli stessi.</p>
<p>Erano appunto stereotipati- continua Di Renzo-, quando poi ha iniziato a disegnare all&#8217;interno della terapia il livello del suo disegno formale e&#8217; diminuito ma la produzione grafica e&#8217; diventata per lei uno strumento di comunicazione e di narrazione di se&#8217;&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;altra curiosita&#8217; riguarda il talento particolare dei bambini autistici: &#8220;Hanno una capacita&#8217; percettiva e un pensiero visivo molto sviluppati- assicura Di Renzo- tuttavia non abbiamo trovato una particolare creativita&#8217; nelle loro produzioni grafiche&#8221;.</p></div>
<div style="text-align: left;"></div>
<div style="text-align: left;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/04/1042-interpretazione-disegni-bambini-tSa-770X450.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3213" alt="1042-interpretazione-disegni-bambini-tsa-770x450" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/04/1042-interpretazione-disegni-bambini-tSa-770X450.jpg" width="770" height="450" /></a></p>
<p>I DISEGNI PARLANO &#8211; L&#8217;analisi dell&#8217;evoluzione grafica dei bambini che presentano un disturbo dello spettro autistico e&#8217; sempre stata trascurata, benche&#8217;, &#8220;in accordo con la psicologa americana Karen Machover, sappiamo che la figura disegnata rappresenti l&#8217;autore stesso e fornisca informazioni circa la percezione che egli ha del corpo e dei suoi desideri. In base alla presenza di certi dettagli e al modo in cui le varie parti del corpo sono sviluppate o tralasciate e&#8217; possibile inferire il vissuto e la condizione emotiva del soggetto, altrimenti non comunicabile in modo simbolico&#8221;. Per questo motivo l&#8217;IdO ha avviato un lavoro di analisi e osservazione delle rappresentazioni grafiche, da cui e&#8217; emersa anche l&#8217;esistenza di una relazione tra disegno, eta&#8217; cronologica e durata della terapia: &#8220;La maggiore presenza del disegno della figura umana nei bambini dai 6 ai 9 anni e&#8217; dovuta a una durata di almeno 2 o 3 anni di terapia. I bambini che al momento della valutazione, avevano ottenuto un punteggio &#8216;Non Spettro&#8217; (determinato da 4 anni di terapia pregressa) mostrano una capacita&#8217; grafica di gran lunga superiore a quella degli altri gruppi- evidenzia Di Renzo- grazie a una maggiore apertura sociale che consente al bambino di usare il disegno in modo comunicativo. Nei bambini dai 10 ai 15 anni,i invece, la comparsa della rappresentazione della figura umana e&#8217; legata, oltre che ad una maggiore maturazione, agli innumerevoli stimoli ricevuti nei vari contesti familiare, scolastico e terapeutico. È comunque importante sottolineare che quando compare la rappresentazione della figura umana, appare immatura ed alterata rispetto l&#8217;eta&#8217;&#8221;.</p>
<p>METODO DI LAVORO &#8211; Il team di esperti dell&#8217;IdO e&#8217; composto da psicologi, psicoterapeuti, neuropsichiatri, neurologi e altre figure specializzate, ed ha utilizzato l&#8217;Ados (Autism Diagnostic Observation Schedule) per valutare la gravita&#8217; della sintomatologia autistica, e la scala Leiter-R (scala cognitiva non verbale) per verificare il livello cognitivo. E cio&#8217; correla con il livello grafico raggiunto. &#8220;L&#8217;Ados-2 oltre a fornire un punteggio generale, misura anche il dominio dell&#8217;Affetto Sociale- chiosa la responsabile dell&#8217;IdO- e il dominio dei Comportamenti Ripetitivi e Ristretti (RRB). L&#8217; Affetto Sociale include la valutazione degli aspetti legati alla comunicazione e all&#8217;interazione sociale reciproca, mentre negli RBB rientrano gli interessi sensoriali insoliti, i manierismi, gli interessi e i comportamenti ripetitivi e l&#8217;utilizzo stereotipato-idiosincrasico di parole e/o vocalizzi&#8221;.</p>
<p>Il livello grafico e&#8217; stato osservato in produzione spontanea, stabilendo una scala che va dalla presenza di scarabocchio (nel 47% dei bambini con autismo, 86% dei minori dello spettro e 45% del Non Spettro) alla strutturazione dello schema corporeo (nel 47% degli autistici, 14% dei bambini dello Spettro e 54% del Non Spettro), tenendo conto anche delle stereotipie che possono produrre delle ecografie simili alle ecolalie (ripetizione involontaria, come un&#8217;eco, di parole o frasi pronunciate da altre persone) presenti nel linguaggio verbale. &#8220;Dai dati e&#8217; emersa una correlazione significativa tra la produzione grafica e la componente Affetto-Sociale dell&#8217;Ados- rimarca Di Renzo- a dimostrazione che il ritardo nel disegno e&#8217; fortemente influenzato da una inibizione emotiva oltre che intellettiva&#8221;.</p></div>
<div style="text-align: left;"></div>
<div style="text-align: left;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/04/1459437696.jpg"><img class="size-full wp-image-3214 aligncenter" alt="1459437696" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/04/1459437696.jpg" width="633" height="475" /></a></p>
<p>IL PROGETTO TARTARUGA &#8211; L&#8217;attivita&#8217; grafica, oggetto di analisi nella ricerca dell&#8217;IdO, costituisce un elemento fondamentale sia della fase di valutazione che del lavoro terapeutico che i bambini con disturbo dello spettro autistico ricevono presso l&#8217;Istituto di Ortofonologia. Un lavoro frutto di venti anni di esperienza sul campo e noto come &#8216;Progetto terapeutico Tartaruga&#8217;, in cui sono previste: la presa in carico del bambino con autismo, della famiglia e della scuola, incontri informativi e di consulenza individuale e di gruppo per i genitori, sostegno educativo a scuola, visite specialistiche. &#8220;La finalita&#8217; di questo modello di trattamento e&#8217; quella di enfatizzare la dimensione emozionale e relazionale per arricchire il repertorio di comportamento comunicativo, permettendo cosi&#8217; l&#8217;espressione delle latenti capacita&#8217; intellettive e sociali. I bambini con disturbo autistico presentano, infatti, una notevole difficolta&#8217; a esprimere e a dare forma al proprio stato emotivo a causa di un deficit di sintonizzazione affettiva che interferisce su tutti i comportamenti, sia verbali che non verbali come il disegno. Le produzioni grafiche di questi bambini- conclude Di Renzo- risultano inficiate dalla marcata diminuzione dell&#8217;integrazione sociale e della comunicazione&#8221;.</p>
<p>Il Progetto Tartaruga dell&#8217;IdO e&#8217; il primo approccio evolutivo italiano all&#8217;autismo, ed e&#8217; oggetto di diversi articoli pubblicati su note riviste scientifiche internazionali che hanno gia&#8217; totalizzato piu&#8217; di 12 mila lettori, esperti del settore.</p>
<p>Sono tutte consultabili sul portale www.ortofonologia.it.</p>
<p>Il crescente interesse internazionale ha anche portato l&#8217;IdO ad esportare il suo approccio evolutivo in molte regioni italiane, tra cui la Sardegna e la Sicilia, nonche&#8217; a sviluppare importanti scambi scientifici e formativi con le Universita&#8217; straniere in Brasile, Colombia, Stati Uniti e Israele.</p></div>
<div style="text-align: left;"></div>
<div style="text-align: left;">FONTE ORIGINALE: <a title="AURISMO, I DISEGNI PARLANO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/marzo/28/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/marzo/28/?news=01</a></div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.studioarcobalenolatina.it/autismo-i-disegni-parlano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>QUANDO SONO GLI ADULTI A CHIEDERE AIUTO: LA PSICOTERAPIA COME VIAGGIO VERSO SE STESSI.</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/quando-sono-gli-adulti-a-chiedere-aiuto-la-psicoterapia-come-viaggio-verso-se-stessi/</link>
		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/quando-sono-gli-adulti-a-chiedere-aiuto-la-psicoterapia-come-viaggio-verso-se-stessi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2017 07:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[affetti]]></category>
		<category><![CDATA[ansia.]]></category>
		<category><![CDATA[arcobaleno]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[disagio]]></category>
		<category><![CDATA[disagio psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[doposcuola specialistico]]></category>
		<category><![CDATA[emotività]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[legami]]></category>
		<category><![CDATA[marito]]></category>
		<category><![CDATA[moglie]]></category>
		<category><![CDATA[panico]]></category>
		<category><![CDATA[potenzialità]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[risorse]]></category>
		<category><![CDATA[scoperta]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[servizi per la famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[sofferenza]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[vulnerabilità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studioarcobalenolatina.it/?p=3103</guid>
		<description><![CDATA[Decidere di ricorre ad un supporto psicologico non è mai una scelta priva di dubbi e di timori, poiché entra in gioco la possibilità di apportare dei cambiamenti in noi stessi e nella nostra vita, di mettere in discussione equilibri consolidati e rassicuranti, di entrare in un rapporto di fiducia con un professionista a cui ci si affida in un momento di particolare vulnerabilità.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Decidere di ricorre ad un supporto psicologico non è mai una scelta priva di dubbi e di timori, poiché entra in gioco la possibilità di apportare dei cambiamenti in noi stessi e nella nostra vita, di mettere in discussione equilibri consolidati e rassicuranti, di entrare in un rapporto di fiducia con un professionista a cui ci si affida in un momento di particolare vulnerabilità.</p>
<p>La necessità di ricorrere ad un aiuto psicologico, può essere determinata da uno stato di sofferenza di varia entità. La psicoterapia è un intervento psicologico richiesto quando la persona vive una condizione di disagio, di crisi, ma non riesce a comprendere quale sia la causa di questo stato o come trovare sollievo e ristabilire un equilibrio nella sua vita.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/homemfeliz1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3110 aligncenter" alt="Sitting on breakaway" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/homemfeliz1.jpg" width="630" height="350" /></a></p>
<p>Le motivazioni che possono indurre a richiedere una psicoterapia possono scaturire da una situazione emotiva di sofferenza, determinata da un cambiamento di vita, da una relazione affettiva conflittuale, da un basso livello di autostima, dalla perdita di una persona cara, da problematiche relative alla crescita dei figli.</p>
<p>Un cambiamento di vita, per esempio, può determinare un forte senso di perdita difficile da elaborare, generare un’intensa paura di ciò che non conosciamo, creare un senso di inadeguatezza, nell’ incertezza di avere le risorse necessarie per affrontarlo. In alcuni casi, il disagio può manifestarsi attraverso stati depressivi o d&#8217;ansia acuta che possono sfociare in attacchi di panico.</p>
<p>Il cambiamento può essere rappresentato anche da un passaggio di crescita nella nostra vita, come lo è la maternità per una donna. Nei casi in cui le paure, la conflittualità e i cambiamenti che accompagnano questa intensa esperienza psico-emotiva perdurano nel tempo e interferiscono in maniera significativa con le capacità materna di accudire il bambino, può consolidarsi un vissuto di forte inadeguatezza, tale da condurre ad  una depressione post-partum<span style="text-decoration: underline;">. </span></p>
<p>La sofferenza psichica può essere generata anche da difficoltà nelle relazioni affettive, che si manifestano nell’ impossibilità di stabilire una relazione significativa, stabile e soddisfacente o in una crisi di coppia che, per essere affrontata, può necessitare di una <a title="TERAPIA DI COPPIA ARCOBALENO STUDIO MULTIDISCIPLINARE" href="http://www.studioarcobalenolatina.it/il-conflitto-di-coppia-crisi-o-processo-di-trasformazione/">terapia di coppia</a><span style="text-decoration: underline;">. </span></p>
<p>Una sofferenza improvvisa o un malessere che viviamo da lungo tempo, sono segnali di bisogni profondi o d’intensi conflitti di cui spesso siamo inconsapevoli ma che, se ignorati, possono compromettere la qualità della nostra vita. Col passare del tempo, può crescere un senso di impotenza e la sensazione opprimente di trovarsi in un vicolo cieco, accompagnata da un profondo senso di solitudine e di vergogna per le proprie difficoltà.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/radici.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3116" alt="radici" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/radici-1024x574.jpg" width="940" height="526" /></a></p>
<p>Qualsiasi possa essere la motivazione sottostante il disagio psicologico, la psicoterapia può essere un’occasione per intraprendere un viaggio verso se stessi. L’incontro con uno psicoterapeuta, può creare uno spazio di ascolto e di profonda accettazione della sofferenza.</p>
<p>Lo studio Arcobaleno offre,  nell’ambito del disagio psicologico dell’adulto, servizi di psicoterapia di coppia e di <a title="ARCOBALENO STUDIO MULTIDISCIPLINARE PSICOTERAPIA ETA' ADULTA" href="http://www.studioarcobalenolatina.it/la-psicoterapia-psicoanalitica/">psicoterapia psicoanalitica</a> individuale per il trattamento delle seguenti difficoltà:</p>
<ul>
<li><a title="ANSIA IN ETA' ADULTA ARCOBALENO STUDIO MULTIDISCIPLINARE" href="http://www.studioarcobalenolatina.it/lansia-in-eta-adulta/">ansia</a></li>
<li> attacchi di panico</li>
<li><a title="DEPRESSIONE IN ETA' ADULTA ARCOBALENO STUDIO MULTIDISCIPLINARE" href="http://www.studioarcobalenolatina.it/la-depressione-in-eta-adulta/">depressione</a></li>
<li>depressione post-partum</li>
<li>dipendenza affettiva</li>
<li>problemi relazionali</li>
<li>conflitti di coppia</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/scoperta-di-se1.jpg"><img class="size-full wp-image-3106 aligncenter" alt="scoperta-di-se[1]" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/scoperta-di-se1.jpg" width="500" height="291" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La psicoterapia psicoanalitica, è un metodo di cura che considera il disagio psichico come una risposta adattiva della persona ad un conflitto inconscio che gradualmente trova un senso, attraverso la ricostruzione della nostra storia personale e l’esplorazione degli aspetti salienti della nostra personalità. Il paziente viene così accompagnato in un percorso di crescita personale e di conoscenza profonda di se stesso, che inizia dalla sofferenza dell’oggi per evolversi, nel tempo, nella maggiore consapevolezza degli ostacoli, in una sensazione di maggiore autenticità e capacità di  godere pienamente della propria vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/?ref=aymt_homepage_panel">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/?ref=aymt_homepage_panel</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/?ref=aymt_homepage_panel"> </a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.studioarcobalenolatina.it/quando-sono-gli-adulti-a-chiedere-aiuto-la-psicoterapia-come-viaggio-verso-se-stessi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I GENITORI NON GIOCANO PIU&#8217; CON I FIGLI, TROPPA ATTENZIONE ALLA PRESTAZIONE</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/i-genitori-non-giocano-piu-con-i-figli-troppa-attenzione-alla-prestazione/</link>
		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/i-genitori-non-giocano-piu-con-i-figli-troppa-attenzione-alla-prestazione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2016 12:45:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[affetti]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cambiare]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[disagio]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[gioco]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[logopedia]]></category>
		<category><![CDATA[neuropsicomotricità]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studioarcobalenolatina.it/?p=3065</guid>
		<description><![CDATA[(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 4 ott. - "I genitori non sanno piu' giocare con i loro bambini, giocano di piu' con il computer o la palestra". È un problema "culturale del nostro tempo", spiega Anna Di Quirico, danza movimento terapeuta dell'Istituto di Ortofonologia (IdO), che conduce da 10 anni il 'Laboratorio di Danza Movimento Terapia (DMT) genitore-bambino'. Il lavoro verra' presentato al XVII convegno nazionale dell'Istituto dal 21 al 23 ottobre a Roma.
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Di Quirico (IdO): La giocosita&#8217; sostiene le funzioni relazionali, sociali, affettive e cognitive</em></p>
<div align="left">
<div id="testo">(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 4 ott. &#8211; &#8220;I genitori non sanno piu&#8217; giocare con i loro bambini, giocano di piu&#8217; con il computer o la palestra&#8221;. È un problema &#8220;culturale del nostro tempo&#8221;, spiega Anna Di Quirico, danza movimento terapeuta dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO), che conduce da 10 anni il &#8216;Laboratorio di Danza Movimento Terapia (DMT) genitore-bambino&#8217;. Il lavoro verra&#8217; presentato al XVII convegno nazionale dell&#8217;Istituto dal 21 al 23 ottobre a Roma.</p>
<p>&#8220;I genitori accolti dall&#8217;IdO vivono pero&#8217; una sofferenza: i figli hanno una problematica di sviluppo evolutivo (relativa alla relazione e alla comunicazione) e, come padri e madri, si attivano soprattutto da un punto di vista prestazionale per spronare i loro bambini a dare risposte sempre piu&#8217; adeguate.</p>
<p>Sembrano cosi&#8217; tanto feriti da quella parola non detta e da quell&#8217;atteggiamento particolarmente rigido che puntano molto sulla performance- spiega la terapeuta-, sia per la loro storia individuale che per il collettivo che funziona in questo modo. Il laboratorio dell&#8217;IdO, avvicinandoli al gioco e all&#8217;esperienza creativa attraverso gli stimoli offerti dall&#8217;arte, la danza e la giocosita&#8217;, permette a questi adulti di imparare a rapportarsi al loro bambino in modo nuovo e diverso. Imparano a riappropriarsi di un ruolo prima impoverito, perche&#8217; colui che bada alla prestazione si comporta piu&#8217; come un maestro che come un genitore&#8221;.</p>
<p>Il punto di partenza secondo Di Quirico &#8220;e&#8217; mettere genitori e bambini in una situazione naturale, che crei un sentimento di fiducia. Non devono sentirsi giudicati- continua la danzamovimento terapeuta-, loro si portano dentro la paura di aver gia&#8217; sbagliato a causa del problema evolutivo presente nei figli. Parliamo di problematiche di tipo affettivo, come l&#8217;incapacita&#8217; di tollerare le frustrazioni, che si riversano poi in modo importante sulla comunicazione e possono causare anche ritardi nel linguaggio&#8221;.</p>
<p>Nel setting di gioco e movimento ogni bambino e&#8217; accompagnato da uno solo dei genitori (mamma o papa&#8217;). &#8220;Il primo passo che faccio come conduttore del gruppo e&#8217; far sentire al genitore che il bambino sta facendo delle cose che hanno senso: quel legnetto preso in quel momento ha un significato, quel cuscino messo in quel modo ha un valore, cosi&#8217; come quel particolare comportamento motorio ed espressivo. Il secondo passo e&#8217; far sperimentare al genitore un atteggiamento particolarmente affettivo verso altri bambini, non direttamente con il proprio figlio. Nelle restituzioni verbali con i genitori- prosegue Di Quirico- questo poter sperimentare un sentimento che pensavano di non essere in grado di vivere, sia rispetto al diniego che a una tenerezza che non riuscivano a sprigionare, e&#8217; molto importante perche&#8217; poi saranno in grado di trasmetterlo al loro bambino e agli altri figli a casa&#8221;.</p></div>
<div></div>
<div style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/10/20160341088021142128964_IMG.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3075" alt="20160341088021142128964_IMG" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/10/20160341088021142128964_IMG.jpg" width="600" height="423" /></a></p>
<p>Un altro &#8220;grande&#8221; tema e&#8217; l&#8217;autoregolazione: &#8220;All&#8217;inizio della terapia la relazione genitore-figlio e&#8217; molto prestazionale. Il genitore bada alla prestazione del bambino, sta attento che faccia bene le cose. Successivamente, grazie al percorso che matura in una direzione sostenuta dal setting, il genitore puntera&#8217; alla qualita&#8217; affettiva con cui lui stesso si rivolge al suo piccolo. Da controllore intento a correggere diventera&#8217; un genitore che gioca&#8221;.</p></div>
<div>
- Come incide sullo sviluppo di un bambino la mancanza di gioco? &#8220;I genitori che hanno partecipato al laboratorio mi hanno detto che questo tipo di percorso servirebbe a tutti i bambini delle scuole materne. Si sono resi conto che la giocosita&#8217; apre i canali relazionali, sociali, affettivi e cognitivi. Hanno compreso che il gioco sarebbe una grande risorsa per tutta la scuola&#8221;. Di Quirico parla di giochi che liberano la funzione immaginativa: &#8220;Il gioco d&#8217;avventura, il gioco che incanala l&#8217;energia nell&#8217;immaginazione di miti, di personaggi fantastici che non devono essere quelli del Nintendo o della Playstation.</p>
<p>Devono appartenere al mondo della fantasia che si produce liberamente nello stare insieme. I genitori lamentano che questa funzione viene molto trascurata nei percorsi educativi. Vengono proposti piuttosto giochi prestazionali come il mettere i blocchi in sequenza. Sono tutti giochi molto importanti- sottolinea la terapeuta- ma bisogna realizzarli all&#8217;interno di un flusso immaginativo&#8221;.</p>
<p>In questi giochi di avventura solitamente Di Quirico e&#8217; l&#8217;antagonista: &#8220;Posso essere un lupo o uno squalo in fondo al mare, dipende da quello che decidono i bambini a seconda dell&#8217;eta&#8217;. Immaginare gli animali e&#8217; fondamentale a quest&#8217;eta&#8217;- precisa la danza movimento terapeuta- ed e&#8217; un modo per avvicinarsi a riconoscere affetti ed emozioni. In genere c&#8217;e&#8217; un animale buono accanto ad altri animali soccorrevoli tra di loro e io sono l&#8217;avversario (destinato naturalmente a soccombere!). Si gioca incanalando molto la forza, l&#8217;energia, utilizzando le trappole, gli espedienti e le soluzioni della favola classica. Ci sono momenti di gioco che possiamo chiamare immersione nell&#8217;immaginario e momenti di narrazione. È fondamentale per tutto il gruppo di genitori e bambini creare dei passaggi fra l&#8217;azione, la riflessione e la narrazione. La narrazione- ricorda l&#8217;esponente dell&#8217;IdO- avviene spesso attraverso disegni anche collettivi, il collage, oppure sono io a narrare la favola che loro hanno giocato. La narrazione permette alla mente dei bambini di formare un altro luogo psichico, perche&#8217; il riflettere sull&#8217;esperienza vissuta li aiuta ad accedere a un processo simbolico che poi sosterra&#8217; la parola e gli apprendimenti futuri&#8221;.</p></div>
<div></div>
<div><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/10/Giochi-allaperto-bambini.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3073" alt="Giochi-allaperto-bambini" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/10/Giochi-allaperto-bambini-1024x640.jpg" width="940" height="587" /></a></p>
<p>Il laboratorio si compone di 5 genitori e 5 bambini di eta&#8217; compresa tra i due anni e mezzo e i 6 anni. &#8220;Hanno partecipato molto anche i papa&#8217;- fa sapere Di Quirico-, abbiamo anche deciso di trovare dei buoni canali per trasferire e raccontare l&#8217;esperienza al genitore assente, cosi&#8217; le scoperte fatte nel percorso sono subito condivise e giocate poi negli altri contesti familiari della quotidianita&#8217;&#8221;.</p>
<p>Quali miglioramenti si riscontrano? &#8220;Nei bambini migliora la modulazione dell&#8217;energia, perche&#8217; spesso c&#8217;e&#8217; piu&#8217; energia di quella che serve. Migliora la flessibilita&#8217; rispetto alla rigidita&#8217; iniziale, si assiste a una progressiva diminuzione dell&#8217;inibizione, a un notevole incremento del linguaggio e a un processo che va verso la simbolizzazione. I genitori migliorano invece nel rimettere in gioco le loro risorse affettive- conclude- che erano state in qualche in modo ferite. Ritrovano la fiducia nell&#8217;essere un genitore sufficientemente buono&#8221;.</p>
<p>Il convegno dell&#8217;IdO dal titolo &#8216;Dal processo diagnostico al progetto terapeutico. Per un approccio mirato al singolo bambino&#8217; sara&#8217; trasmesso in diretta streaming nazionale sul sito www.ortofonologia.it.</p></div>
<div></div>
<div><a title="I GENITORI NON GIOCANO PIU' CON I FIGLI, TROPPA ATTENZIONE ALLA PRESTAZIONE" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/ottobre/04/?news=03">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/ottobre/04/?news=03</a></div>
<div></div>
<div><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina</a></div>
<div></div>
<div></div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.studioarcobalenolatina.it/i-genitori-non-giocano-piu-con-i-figli-troppa-attenzione-alla-prestazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
