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	<title>Studio Arcobaleno &#187; aiuto</title>
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		<title>COVID: LA NUOVA ONDATA CREA DISAGI NEGLI ADOLESCENTI, SERVE ACCOMPAGNAMENTO</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2020 17:11:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La dottoressa Magda Di Renzo dell'Istituto di Ortofonologia di Roma ci aiuta a comprendere in che modo questo momento storico può interferire sui processi di sviluppo in età evolutiva e quanto sia importante accompagnare e guidare i giovani in questo momento così difficile e delicato.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La dottoressa Magda Di Renzo dell&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma ci aiuta a comprendere in che modo questo momento storico può interferire sui processi di sviluppo in età evolutiva e quanto sia importante accompagnare e guidare i giovani in questo momento così difficile e delicato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="COVID: NUOVA ONDATA CREA DISAGIO NEGLI ADOLESCENTI, SERVE ACCOMPAGNAMENTO" href="https://www.youtube.com/watch?v=ZCmpK4cSIR8">https://www.youtube.com/watch?v=ZCmpK4cSIR8</a></p>
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		<title>DIVENIRE E SVILUPPO NON SONO LA STESSA COSA</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2018 06:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 23 gen. - "Divenire e sviluppo non sono la stessa cosa. Il divenire e' unico, proprio di ognuno, delle sue scelte e della sua liberta'. È importante distinguere per tutti i soggetti, compreso gli autistici, il divenire dallo sviluppo". A dirlo e' François Ansermet, psichiatra, psicoanalista e professore dell'Universita' di Ginevra e Losanna, intervenendo al convegno su 'Autismo e arte' a Montecitorio.
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 23 gen. &#8211; &#8220;Divenire e sviluppo non sono la stessa cosa. Il divenire e&#8217; unico, proprio di ognuno, delle sue scelte e della sua liberta&#8217;. È importante distinguere per tutti i soggetti, compreso gli autistici, il divenire dallo sviluppo&#8221;. A dirlo e&#8217; François Ansermet, psichiatra, psicoanalista e professore dell&#8217;Universita&#8217; di Ginevra e Losanna, intervenendo al convegno su &#8216;Autismo e arte&#8217; a Montecitorio.</p>
<p>&#8220;Lo sviluppo puo&#8217; essere legato a programmi di strutture neuronali o genetiche che si realizzano- continua Ansermet- il divenire invece ha un lato imprevedibile, sorprendente perche&#8217; tutti i giorni e&#8217; differente. Se un bambino e&#8217; sofferente nel suo organismo, a prescindere da quale sia il suo disturbo del neurosviluppo, questo non determinera&#8217; il tipo di soggetto che diventera&#8217;. Ogni soggetto e&#8217; unico, differente, imprevedibile e non rimpiazzabile&#8221;.</p>
<p>In sostanza non si sa cosa sia il divenire. &#8220;In ogni istante quello che era non e&#8217; piu&#8217; e quello che sara&#8217; non e&#8217; ancora. In questa apertura dell&#8217;istante- chiarisce lo studioso- c&#8217;e&#8217; quasi una vertigine: ogni soggetto ritrova la propria soluzione e la propria invenzione anche per creare, crearsi e inventarsi differentemente&#8221;.</p>
<p>Ansermet e&#8217; convinto di un paradosso: &#8220;Siamo tutti all&#8217;interno di un cambiamento permanente. L&#8217;esperienza lascia una traccia nella rete neuronale- spiega il profesore universitario- nel senso che ogni esperienza e&#8217; una traccia di cui ogni istante e ogni contingenza lasciano una traccia&#8221;. Per questo motivo &#8220;non utilizzeremo mai due volte lo stesso cervello e non ci immergeremo mai due volte nello stesso individuo. Siamo sempre di fronte a un cambiamento permanente connaturato alla struttura della rete neuronale, alla plasticita&#8217; neuronale e anche alla plasticita&#8217; del divenire, che paradossalmente ci rende biologicamente determinati per non essere totalmente biologicamente determinati. Siamo geneticamente determinati per essere liberi- sottolinea il ricercatore- siamo determinati per non esserlo&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/Percorsi.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3317" alt="percorsi" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/Percorsi-1024x566.jpg" width="940" height="519" /></a></p>
<p>Questo funzionamento e&#8217; valido per tutti, normodotati e non. &#8220;In alcuni disturbi come l&#8217;autismo ci sono piu&#8217; costrizioni, piu&#8217; forze che vanno verso una ripetizione che impedisce questo movimento- spiega Ansermet- ma se offrissimo uno spazio di creazione al soggetto autistico, potrebbe diventare egli stesso l&#8217;attore e l&#8217;autore dei suoi cambiamenti&#8221;. È questa la sfida del legame tra creativita&#8217; e autismo: &#8220;Non dobbiamo pensare che un soggetto perche&#8217; sia autistico allora non abbia delle potenzialita&#8217; creative. La possibilita&#8217; di inventarsi in modo differente e nuovo puo&#8217; avvenire a condizione che la persona con autismo sia accolta in un ambiente caldo, che non divenga un oggetto di amministrazione della cura, ma che sia davvero considerata come un soggetto in divenire&#8221;.</p>
<p>Infine ai clinici lo psichiatra consiglia &#8220;di pensare alla loro pratica come a quella di un clinico. Clinica vuol dire fare esperienza della singolarita&#8217; di ogni soggetto e far esperienza della novita&#8217; affinche&#8217; ognuno possa trovare le sue soluzioni- conclude- e le sue invenzioni&#8221;.</p>
<p><a href="http://89.97.250.171/News/2018/01/15/2018011501856902785.MP4" target="_blank">Qui e&#8217; possibile guardare la videointervista della Dire.</a></p>
<p><a title="DIVENIRE E SVILUPPO NON SONO LA STESSA COSA" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=01</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>LE FIABE SERVONO ANCHE&#8230;DA GRANDI!</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 06:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>Spesso si dimentica che le fiabe non sono solo racconti per bambini ma chiavi di lettura del mondo interiore, utilissime anche per la vita adulta</h2>
<p>Tutte le fiabe cominciano con “c’era una volta&#8230;” e trasportano, in genere, in luoghi  al di là del tempo e dello spazio, posti immaginari dove albergano pericoli, paure, ansie ma anche sorprese, aiuti insperati, prove superate, cose belle e lieti fini … le fiabe sono uno specchio nebuloso ma fedele della vita reale ma dove vi è un elemento, la magia, che spesso interviene a nostro favore In termini psicologici la vera magia è la capacità di immaginazione&#8230;Da piccoli, tutti abbiamo provato grandi emozioni che abbiamo dimenticato ma che vivono nel profondo: paure, gioie, angosce&#8230; Se ne trova traccia nel nostro carattere e nel nostro modo di affrontare la vita: le emozioni vissute dunque ci hanno forgiato e le fiabe sono analogicamente la trasposizione narrativa di quei sentimenti, di quelle emozioni…</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/uid_15aadb313a4.650.340.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3192 aligncenter" alt="uid_15aadb313a4-650-340" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/uid_15aadb313a4.650.340.jpg" width="650" height="340" /></a></p>
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<h3>Perché raccontiamo le fiabe ai bambini</h3>
<p>Queste particolari narrazioni non sono dunque semplici storie, ma strumenti in grado di aiutare i piccoli a prendere confidenza con le loro emozioni profonde, spesso molto coinvolgenti. Non solo: usiamo le fiabe anche per comunicare loro, tramite una figura d&#8217;affetto, che non saranno lasciati soli in balia di un mondo pericoloso. Purtroppo da adulti tendiamo a dimenticare o a banalizzare le fiabe; un vero errore, perché oggi, in fondo, proviamo esattamente le stesse emozioni di quando eravamo piccini&#8230; Come fare a ricontattare questo nostro lato favolistico? Un aiuto può arrivare dal mondo esterno: esistono posti che sembrano avere proprietà intrinseche di pace, serenità e magia: sono tanti e differenti poiché ognuno ha i suoi &#8220;gusti&#8221;: parchi, spiagge, montagne boscose, fiumi, laghi&#8230; In questi luoghi, insieme fisici e mentali ci si sente a “a posto” e, nonostante le difficoltà, si riesce ad accantonare e superare ansie e stress e a ritrovare un senso di unità con sé stessi: proprio quello che avviene nelle fiabe&#8230;</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/fiaba-meditazione-bambini.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3193" alt="fiaba-meditazione-bambini" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/fiaba-meditazione-bambini-1024x682.jpg" width="940" height="626" /></a></p>
<h3>Scrivi la tua fiaba</h3>
<p>Se non sempre è possibile raggiungere questi posti prediletti, possiamo arrivarci con l&#8217;immaginazione, una grande risorsa che sfruttiamo troppo poco: proviamo a immaginare il nostro luogo ideale, costruiamolo nella mente, camminiamoci. Dopo i primi tentativi magari un po’ vaghi scopriremo che è possibile sostarci senza sforzo, il tempo che serve al nostro cervello per riposare e impiegare meglio le risorse che possediamo. Un buon esercizio a questo punto è provare a scrivere la “nostra” fiaba, non importa se breve, all&#8217;inizio possono bastare poche righe, poi si potranno aggiungere particolari, sensazioni, dettagli…</p>
</div>
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<div>
<h3>Immaginare non è evadere, ma cercare</h3>
<p>Non ci si deve vergognare di tornare, in un certo senso, bambini: anzi è il modo più efficace per riaccostarsi alla nostra parte profonda, ai propri desideri come ai propri timori, fare di nuovo amicizia con sé stessi, riconoscendo tratti dimenticati e difficoltà da superare. Ciò che desideriamo trovare nella vita è sempre più &#8220;dentro&#8221; che &#8220;fuori&#8221;, più vicino di quanto pensiamo. L’immaginazione, anche quella che fa nascere le fiabe, nutresempre l’Anima: questo nutrimento è prezioso e serve a tutte le età per vivere meglio ciò che chiamiamo “la vita reale” che, non dimentichiamo, è largamente influenzata dalle fantasie che facciamo su di essa.</p>
<p>Fonte originale: <a title="LE FIABE SERVONO ANCHE...DA GRANDI!" href="http://www.riza.it/psicologia/l-aiuto-pratico/6032/le-fiabe-servono-anche-da-grandi.html">http://www.riza.it/psicologia/l-aiuto-pratico/6032/le-fiabe-servono-anche-da-grandi.html</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>LA DEPRESSIONE IN ETA&#8217; ADULTA</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2017 07:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La malinconia, lo sconforto, sono sentimenti umani che non devono essere rifiutati, perché fanno parte della vita e se vissuti fino in fondo, possono favorire una ricerca più profonda nella nostra interiorità. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La malinconia, lo sconforto, sono sentimenti umani che non devono essere rifiutati, perché fanno parte della vita e se vissuti fino in fondo, possono favorire una ricerca più profonda nella nostra interiorità. <b><br />
</b>Nel quadro clinico della depressione, invece, si riscontra tristezza, sconforto, inquietudine, disinteresse,  sentimenti che si trascinano per settimane e finiscono per influenzare la percezione di noi stessi e delle cose che ci circondano, fino a compromettere la vita familiare, il lavoro e i rapporti sociali. <b><br />
</b> La depressione può manifestarsi in maniera silente, mascherata da sintomi somatici, comportamenti compulsivi, umore euforico ed iperattività.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/22300078_s.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3151 aligncenter" alt="22300078_s" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/22300078_s.jpg" width="450" height="317" /></a></p>
<p>Le cause scatenanti più frequenti possono essere una separazione, un trasferimento in un’altra città, la fine di una storia d’amore, situazioni che incidono sulla vita di una persona a tal punto da creare nella sua storia un “prima” pieno e sereno e un “dopo” dove niente ha più senso. La depressione può colpire maggiormente le persone che presentano una fragilità nei livelli di autostima, tale da vivere un cambiamento o un lutto come una perdita di una parte di sé. In questi casi, la difficoltà di accettare la “perdita” di aspetti della propria vita, di se stessi o di una persona cara, blocca la persona in uno stato di melanconia permanente senza che possa essere elaborata la perdita avvenuta.<b> </b></p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/piogga-fiore.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3149" alt="piogga-fiore" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/piogga-fiore-1024x685.jpg" width="940" height="628" /></a></p>
<p>Per far fronte a questo stato di profondo abbattimento e oppressione, la persona che vive questo tipo di disagio psicologico deve poter trovare accoglienza per le sensazioni di estraneità, di colpa, di rabbia e di disorientamento che l’attanagliano. In questi casi la psicoterapia, fornendo uno spazio di ascolto e di attribuzione di senso del cambiamento traumatico che la perdita ha causato, può aiutare ad accettare quanto è avvenuto. Tale elaborazione consente alla persona di tornare a investire in maniera vitale la propria persona e la propria vita.</p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>SCHEDA SCREENING 0-24 IDO, AIUTA A INDIVIDUARE LE VULNERABILITA&#8217; ANCORA PRIMA CHE SI PRESENTINO LE PATOLOGIE</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 09:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 set. - "Nel corso dello sviluppo neuropsichico e' possibile individuare delle aree, dei periodi di maggiore vulnerabilita'. Disporre di indicatori specifici o campanelli di allarme per l'individuazione della vulnerabilita' ancor prima che della patologia assume dunque il significato di quella che in ambito medico viene definita prevenzione secondaria". A dirlo e' Elena Vanadia, neuropsichiatra infantile dell'IdO, che nel corso del XVII Convegno dell'Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) 'Dal processo diagnostico al progetto terapeutico. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Presentazione nel corso del XVII Convegno a Roma dal 21 al 23 ottobre</p>
<p>&nbsp;</p>
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<div id="testo">(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 set. &#8211; &#8220;Nel corso dello sviluppo neuropsichico e&#8217; possibile individuare delle aree, dei periodi di maggiore vulnerabilita&#8217;. Disporre di indicatori specifici o campanelli di allarme per l&#8217;individuazione della vulnerabilita&#8217; ancor prima che della patologia assume dunque il significato di quella che in ambito medico viene definita prevenzione secondaria&#8221;. A dirlo e&#8217; Elena Vanadia, neuropsichiatra infantile dell&#8217;IdO, che nel corso del XVII Convegno dell&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) &#8216;Dal processo diagnostico al progetto terapeutico. Per un approccio mirato al singolo bambino&#8217;, dal 21 al 23 ottobre nella Capitale (Sala Congressi di Via Rieti, dalle 9 alle 18), presentera&#8217; la scheda di screening neuroevolutivo da 0 a 24 mesi.Questo strumento e&#8217; stato realizzato da &#8220;un&#8217;equipe composta da neuropsichiatri infantili e psicologi e psicoterapeuti dell&#8217;eta&#8217; evolutiva dell&#8217;IdO e dell&#8217;Unita&#8217; operativa di neuropsichiatria infantile e di neurologia neonatale dell&#8217;Ospedale di Cristina di Palermo- precisa il medico- ed e&#8217; rivolta non solo ai pediatri ma anche agli altri operatori che si occupano dell&#8217;infanzia, ivi compresi gli operatori dei nidi&#8221;.</p>
<p>L&#8217;importanza di uno screening, continua l&#8217;esperta, &#8220;consiste nel poter intervenire per ridurre i fattori di rischio e per aumentare i fattori di protezione, modificando quella che potrebbe essere la storia della condizione. Nel caso specifico- conclude Vanadia- si tratta di intervenire attraverso consigli di accudimento e stimolo rivolti principalmente ai genitori e attivando dei percorsi di tipo abilitativo&#8221;.</p>
<p>Il convegno dell&#8217;IdO e&#8217; rivolto a pediatri, neuropsichiatri, psicologi, psicoterapeuti, psicomotricisti, pedagogisti, logopedisti, insegnanti, educatori e assistenti sociali. <a href="http://www.ortofonologia.it/allegati/Procedura_per_conseguire_crediti_ECM_2016.pdf" target="_blank">Prevede 10 crediti ECM associati</a> e sara&#8217; possibile seguirlo anche in diretta streaming nazionale sul sito<a href="http://www.ortofonologia.it/" target="_blank">www.ortofonologia.it</a>.</p>
<p>A tutti gli iscritti online verra&#8217; rilasciato l&#8217;attestato di partecipazione. La partecipazione e&#8217; gratuita sia in sala (fino ad esaurimento posti) che alla diretta streaming.</p>
<p>Per partecipare e&#8217; necessario registrarsi scrivendo all&#8217;indirizzo convegno@ortofonologia.it oppure <a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdHtialKAgl5KjLaPWKG8s8luTOL0CI3Gl3cEuzyckqEI0aRQ/viewform" target="_blank">compilando il format</a> sul sito dell&#8217;IdO.</p>
<p>Qui, infine, e&#8217; possibile guardare la <a href="https://www.facebook.com/IstitutodiOrtofonologia/videos/1252011608162708/?hc_ref=PAGES_TIMELINE" target="_blank">pillola video</a> della neuropsichiatra dell&#8217;IdO.</p>
</div>
<div></div>
<div><a title="SCHEDA SCREENING 0-24 IDO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/settembre/13/?news=06">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/settembre/13/?news=06</a></div>
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		<title>TERREMOTO, DI RENZO (IDO): STRAORDINARIA LA RESILIENZA DEI GENITORI</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2016 07:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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		<description><![CDATA[(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 6 set. - L'aiuto per i bambini deve arrivare sempre dagli adulti. "È stato straordinario vedere nelle tante immagini delle zone terremotate dell'Italia Centrale quella resilienza che i genitori hanno saputo offrire ai loro figli". Cosi' Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell'eta' evolutiva e responsabile del servizio Terapie dell'Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, in merito alla gestione dello stress nelle zone colpite dal terremoto del 24 agosto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 6 set. &#8211; L&#8217;aiuto per i bambini deve arrivare sempre dagli adulti. &#8220;È stato straordinario vedere nelle tante immagini delle zone terremotate dell&#8217;Italia Centrale quella resilienza che i genitori hanno saputo offrire ai loro figli&#8221;. Cosi&#8217; Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva e responsabile del servizio Terapie dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, in merito alla gestione dello stress nelle zone colpite dal terremoto del 24 agosto.</p>
<p>&#8220;Il trauma spezza il senso della continuita&#8217; dell&#8217;esistenza- chiarisce l&#8217;esponente della Societa&#8217; italiana dello studio dello stress traumatico (Sisst)-, in un attimo si frantuma la vita, si perdono la quotidianita&#8217;, gli oggetti e gli affetti. Di fronte a tanta distruzione bisogna ricordare ai bambini che qualcosa continua. Devono poter sentire la stabilita&#8217; del genitore anche se e&#8217; evidente che in una situazione di &#8216;mancanza di luoghi&#8217; pure il genitore piu&#8217; bravo puo&#8217; non riuscire a garantirla&#8221;.</p>
<p>Da dove ripartire? &#8220;Dalla scuola-risponde la psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva-, il luogo dell&#8217;apprendimento, del gioco e dell&#8217;aggregazione. È l&#8217;istituzione in grado di ristabilire una continuita&#8217; nell&#8217;immediato&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/09/resilienza.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2991" alt="resilienza" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/09/resilienza.jpg" width="604" height="282" /></a></p>
<p>A livello psicologico, raccontare il trauma &#8220;non significa elaborarlo perche&#8217; il contenuto e&#8217; sganciato dalla dimensione emotiva. È necessario allora attivare un lavoro di recupero delle emozioni. A L&#8217;Aquila- fa sapere l&#8217;esperta- abbiamo lavorato per permettere ai bambini di tirare fuori la paura attraverso la drammatizzazione. Abbiamo organizzato dei giochi per far rivivere le emozioni attraverso dei contenuti che non fossero quelli della scena del trauma&#8221;. L&#8217;esperienza &#8220;ci ha insegnato che i bambini che sono stati aiutati hanno sviluppato una resilienza maggiore- afferma Di Renzo-, ma al contempo bisogna aiutare anche gli adulti e gli insegnanti&#8221;.</p>
<p>L&#8217;elaborazione del trauma &#8220;dipende da come viene affrontato e da come vengono aiutate le persone. Tra poco dovrebbe ricominciare la scuola- conclude Di Renzo- ricreare in tempi brevi questo luogo di accoglienza e aggregazione faciliterebbe il recupero per i bambini&#8221;.</p>
<p><a title="TERREMOTO, DI RENZO (IDO): STRAORDINARIA LA RESILIENZA DEI GENITORI" href="hhttp://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/settembre/06/?news=02">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/settembre/06/?news=02</a></p>
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