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	<title>Studio Arcobaleno &#187; autismo</title>
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		<title>AUTISMO, IL PROGETTO TARTARUGA IdO ARRIVA IN SICILIA</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2019 12:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 18 giu. - Una collaborazione molto proficua e' nata tra l'Unita' operativa di neuropsichiatria infantile dell'Asp di Castelvetrano (Trapani) e l'Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma in tema di autismo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 18 giu. &#8211; Una collaborazione molto proficua e&#8217; nata tra l&#8217;Unita&#8217; operativa di neuropsichiatria infantile dell&#8217;Asp di Castelvetrano (Trapani) e l&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma in tema di autismo.</p>
<p>Alla base un progetto di formazione di 200 ore destinato a 62 operatori sanitari e scolastici sull&#8217;approccio evolutivo integrato a mediazione corporea: il &#8216;Progetto Tartaruga&#8217;. Il corso si chiudera&#8217; il 21-22 giugno al Centro polivalente del Vanico di Castelvetrano con l&#8217;intervento di Magda Di Renzo, responsabile del servizio terapie dell&#8217;IdO.<br />
<a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2019/06/Autismo1.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-3427" alt="autismo1" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2019/06/Autismo1.jpeg" width="900" height="600" /></a><br />
Nell&#8217;Asp di Castelvetrano l&#8217;attenzione e&#8217; tutta puntata sull&#8217;approccio evolutivo. &#8220;Come neuropsichiatra infantile ho avuto modo di constatare l&#8217;efficacia dell&#8217;approccio evolutivo integrato a mediazione corporea adottato e teorizzato dall&#8217;IdO- spiega Paolo Pace, responsabile dell&#8217;unita&#8217; operativa di neuropsichiatria infantile- questo modello consente all&#8217;operatore sia di attivare dei canali che rendono la relazione sintonica con il bambino autistico, che di ricevere feedback utili sullo stato di benessere di entrambi. Molti operatori dei centri convenzionati con l&#8217;Asp di Castelvetrano stanno adottando questo tipo di intervento e tra l&#8217;altro- aggiunge Pace- posso anticipare che sentiamo la necessita&#8217; di attivare anche un intervento gruppale con i bambini coinvolti nei disturbi dello spettro autistico&#8221;.</p>
<p>Il neuropsichiatra sta predisponendo, inoltre, un progetto di ricerca su un campione di bambini con autismo trattato con il modello evolutivo a mediazione corporea dell&#8217;IdO. In cantiere uno studio sulla sensorialita&#8217; e &#8220;in questo ambito l&#8217;IdO e&#8217; all&#8217;avanguardia&#8221;, assicura.</p>
<p>L&#8217;unita&#8217; operativa di neuropsichiatria infantile dell&#8217;Asp di Castelvetrano conta 400 primi contatti l&#8217;anno. &#8220;Abbiamo un rapporto privilegiato con le scuole- conferma il responsabile- sta emergendo l&#8217;esigenza di attivare la mediazione corporea in diversi ambiti, non solo nell&#8217;autismo ma anche nei disturbi specifici dell&#8217;apprendimento perche&#8217; il corpo e&#8217; il &#8216;primum movens&#8217; di ogni attivita&#8217; umana. Se valorizziamo l&#8217;aspetto esistenziale, di cura e di promozione degli aspetti corporei nelle vare fasi dell&#8217;apprendimento alla salute mentale, avremo un accesso privilegiato alla salute psichica. In eta&#8217; evolutiva, oltre l&#8217;autismo troviamo tanti disturbi del comportamento che possono essere in alcuni casi dirompenti. Il comportamento e&#8217; l&#8217;indicatore, spesso principale del malessere dei bambini&#8221;.</p>
<p>Una richiesta di gemellaggio e&#8217; arrivata anche dalla Bulgaria, per offrire percorsi di formazione sull&#8217;autismo da Salemi a Sofia. &#8220;Ci hanno chiesto la possibilita&#8217; di attivare un intervento sull&#8217;autismo- fa sapere Pace- e abbiamo verificato che in Bulgaria l&#8217;esigenza di fronteggiare questa grande problematica e&#8217; reale, il sistema sanitario e scolastico bulgaro ha molto da imparare della nostra esperienza. L&#8217;obiettivo e&#8217; di portare l&#8217;approccio evolutivo dell&#8217;IdO in Bulgaria e a settembre firmeremo a tal proposito un protocollo di intesa. Partiremo dallo screening per definire entro fine 2019 tutti i dati sulle loro esigenze strutturali in riferimento al trattamento dei disturbi dello spettro autistico&#8221;.</p>
<p>Il Progetto Tartaruga dell&#8217;IdO e&#8217; il primo approccio evolutivo italiano all&#8217;autismo. È oggetto di diversi articoli pubblicati su note riviste scientifiche internazionali, che hanno gia&#8217; totalizzato piu&#8217; di 30.000 mila lettori, esperti del settore.</p>
<p>Sono tutte consultabili sul portale www.ortofonologia.it. Il crescente interesse internazionale ha anche portato l&#8217;IdO ad esportare il suo approccio evolutivo in molte regioni italiane, tra cui la Sardegna e la Sicilia, nonche&#8217; a sviluppare importanti scambi scientifici e formativi con le Universita&#8217; straniere in Brasile, Colombia e Stati Uniti.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="AUTISMO, PROGETTO TARTARUGA IdO ARRIVA IN SICILIA" href="https://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2019/giugno/18/?news=11">https://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2019/giugno/18/?news=11</a></p>
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		<title>AUTISMO, LA STORIA DI EMMA</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2018 06:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA – “Emma è una bambina di 4 anni e mezzo, problematica fin dalla nascita. Era sofferente, aveva crisi di pianto continue, era inconsolabile. Non ricordo una giornata tranquilla trascorsa al parco con il passeggino perché lei lanciava le scarpe. Era davvero ingestibile”. Parte da qui la testimonianza della madre Laura Monaco, intervenuta alla trasmissione UnoMattina in occasione della XI giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA – “Emma è una bambina di 4 anni e mezzo, problematica fin dalla nascita. Era sofferente, aveva crisi di pianto continue, era inconsolabile. Non ricordo una giornata tranquilla trascorsa al parco con il passeggino perché lei lanciava le scarpe. Era davvero ingestibile”. Parte da qui la testimonianza della madre Laura Monaco, intervenuta alla trasmissione UnoMattina in occasione della XI giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo.</p>
<p>Come lei ci sono in Italia altre 500 mila famiglie con figli coinvolti nei disturbi dello spettro autistico e a loro oggi è dedicata una giornata per la sensibilizzazione e conoscenza di una sindrome che riguarda nel mondo un bambino ogni 100 (negli Usa 1 ogni 68).</p>
<p>“Emma è nata con un forte reflusso gastroesofageo e noi attribuivamo a questo problema tutte le sue sofferenze, ma non era così. A 30 mesi non parlava, non diceva mamma e papà, non pronunciava nessuna parola. Fu l’otorino che ci nominò per la prima volta i disturbi dello spettro autistico- ricorda la mamma- e ci consigliò di andare all’Istituto di Ortofonologia (IdO) per approfondire la mancanza della parola. Mia figlia fu visitata da Federico Bianchi di Castelbianco, il direttore dell’<a href="http://www.ortofonologia.it/">IdO</a>, che la rimandò alla sua equipe. Arrivò così la diagnosi- continua Monaco- e fu sofferta perché nessun genitore vuol sentir parlare di questa sindrome“.</p>
<p>La bambina venne subito inserita nel piano terapeutico previsto dal <a href="http://www.ortofonologia.it/?do=105">Progetto Tartaruga</a> e “nel corso del tempo, da quando ha iniziato la terapia, ha avuto un cambiamento straordinario, inspiegabile per noi genitori. Emma prima non dormiva mai e ha cominciato a dormire. Era molto selettiva nel cibo e invece grazie alla pet therapy – con gli asinelli l’anno scorso e da quest’anno anche con gli animali domestici – ha iniziato a mangiare cose diverse. Infine, da un punto di vista relazionale ha cominciato ad approcciare ai bambini anche se non sapeva giocare”.</p>
<h3>Come funziona il Progetto Tartaruga dell’IdO, il primo modello evolutivo a mediazione corporea per i disturbi dello spettro autistico nell’infanzia?</h3>
<p>“Il nome Tartaruga è stato scelto proprio per non dare una falsa aspettativa alle famiglie- fa sapere Castelbianco- dura 4 anni e prevede dalle 6 alle 10 ore a settimana“.</p>
<p>“Si tratta di un approccio integrato che abbraccia una visione globale del bambino– chiarisce lo psicoterapeuta dell’età evolutiva- e si struttura, infatti, in incontri informativi e di consulenza individuale e di gruppo per i genitori, miranti a favorire la sintonizzazione affettiva e a lavorare sulla dinamica relazionale genitore-bambino attraverso la condivisione ludica; il sostegno educativo a scuola per incoraggiare l’inclusione scolastica dei bambini con autismo; le visite specialistiche; le osservazioni diagnostiche periodiche; le valutazioni  psicologiche, neuropsichiatriche e inerenti le abilità cognitive e sociali e numerose attività tra cui la pet therapy. La terapia ambulatoriale comprende, invece, terapia a mediazione corporea, sessioni di logopedia, musicoterapia, psicomotricità, psicoterapia e un lavoro pedagogico specificamente indirizzato alle difficoltà cognitive”.</p>
<p>Il direttore dell’IdO aggiunge: “È un lavoro abbastanza impegnativo, ma i genitori non devono fare i terapisti, devono fare i genitori. Noi li utilizziamo come strumento per aumentare la capacità di relazione con il bambino. L’obiettivo fondamentale è proprio quello di aiutare i genitori a interpretare le atipie del bambino in modo da creare un’attenzione condivisa che possa costituire la base per una prima forma di comunicazione. Uno dei progetti si chiama appunto ‘Mamme a bordo’“.</p>
<p>Emma fa parte di un gruppo di 40 bambini di 3 anni presi in carico presso l’IdO.</p>
<p>“Precedentemente avevamo condotto una ricerca su 80 minori con disturbi dello spettro autistico dai 3 ai 15 anni con un risultato di uscita dal disturbo del 30%. Successivamente abbiamo organizzato questi 40 bambini dell’età di 3 anni- sottolinea lo psicoterapeuta- e dopo 2 anni di terapia sono usciti dalla diagnosi di autismo 18 bambini su 40, quasi il 50%. Siamo molto felici di questo risultato e abbiamo tanti scambi con l’estero”.</p>
<p>Il Progetto Tartaruga “non è una terapia sperimentale, ma è sicuramente più mirata. Seguiamo un centinaio di bambini e sono tutti videoregistrati. La domanda che ci poniamo adesso riguarda il 50% dei bambini usciti dalla diagnosi di autismo: ‘Come stanno? Com’è la loro qualità di vita? Come vivono questi bambini che non sono più autistici? Gli è rimasto qualcosa, cosa è sparito? Stiamo conducendo un’indagine sul vecchio gruppo di 30 bambini usciti dall’autismo per analizzare come stanno, perché un conto è uscire dall’autismo, un altro è guarire. Il 50% esce dalla diagnosi di autismo, ma sulla guarigione potremo rispondervi in modo totale ad ottobre. Certo, 18 bambini su 40 sono tanti- conclude- e speriamo di crescere nei prossimi 2 anni”.</p>
<p>Le famiglie inserite nel progetto Tartaruga non pagano nulla, l’intervento terapeutico dell’IdO è gratuito in quanto centro accreditato SSN con la Regione Lazio.</p>
<p>Il progetto terapeutico dell’IdO e’ oggetto di diversi articoli pubblicati su note riviste scientifiche internazionali che hanno gia’ totalizzato migliaia di lettori, esperti del settore. Sono tutte consultabili sul portale <a href="http://www.ortofonologia.it/">www.ortofonologia.it</a>.</p>
<p>Il crescente interesse internazionale ha anche portato l’IdO ad esportare il suo approccio evolutivo in molte regioni italiane, tra cui la Sardegna e la Sicilia, nonche’ a sviluppare importanti scambi scientifici e formativi con le Universita’ straniere in Brasile, Colombia, Stati Uniti e Israele.</p>
<p><a title="AUTISMO, LA STORIA DI EMMA" href="http://www.dire.it/02-04-2018/188727-autismo-storia-emma-progetto-tartaruga-ido-cambiamenti-straordinari/">http://www.dire.it/02-04-2018/188727-autismo-storia-emma-progetto-tartaruga-ido-cambiamenti-straordinari/</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>DIVENIRE E SVILUPPO NON SONO LA STESSA COSA</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2018 06:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 23 gen. - "Divenire e sviluppo non sono la stessa cosa. Il divenire e' unico, proprio di ognuno, delle sue scelte e della sua liberta'. È importante distinguere per tutti i soggetti, compreso gli autistici, il divenire dallo sviluppo". A dirlo e' François Ansermet, psichiatra, psicoanalista e professore dell'Universita' di Ginevra e Losanna, intervenendo al convegno su 'Autismo e arte' a Montecitorio.
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 23 gen. &#8211; &#8220;Divenire e sviluppo non sono la stessa cosa. Il divenire e&#8217; unico, proprio di ognuno, delle sue scelte e della sua liberta&#8217;. È importante distinguere per tutti i soggetti, compreso gli autistici, il divenire dallo sviluppo&#8221;. A dirlo e&#8217; François Ansermet, psichiatra, psicoanalista e professore dell&#8217;Universita&#8217; di Ginevra e Losanna, intervenendo al convegno su &#8216;Autismo e arte&#8217; a Montecitorio.</p>
<p>&#8220;Lo sviluppo puo&#8217; essere legato a programmi di strutture neuronali o genetiche che si realizzano- continua Ansermet- il divenire invece ha un lato imprevedibile, sorprendente perche&#8217; tutti i giorni e&#8217; differente. Se un bambino e&#8217; sofferente nel suo organismo, a prescindere da quale sia il suo disturbo del neurosviluppo, questo non determinera&#8217; il tipo di soggetto che diventera&#8217;. Ogni soggetto e&#8217; unico, differente, imprevedibile e non rimpiazzabile&#8221;.</p>
<p>In sostanza non si sa cosa sia il divenire. &#8220;In ogni istante quello che era non e&#8217; piu&#8217; e quello che sara&#8217; non e&#8217; ancora. In questa apertura dell&#8217;istante- chiarisce lo studioso- c&#8217;e&#8217; quasi una vertigine: ogni soggetto ritrova la propria soluzione e la propria invenzione anche per creare, crearsi e inventarsi differentemente&#8221;.</p>
<p>Ansermet e&#8217; convinto di un paradosso: &#8220;Siamo tutti all&#8217;interno di un cambiamento permanente. L&#8217;esperienza lascia una traccia nella rete neuronale- spiega il profesore universitario- nel senso che ogni esperienza e&#8217; una traccia di cui ogni istante e ogni contingenza lasciano una traccia&#8221;. Per questo motivo &#8220;non utilizzeremo mai due volte lo stesso cervello e non ci immergeremo mai due volte nello stesso individuo. Siamo sempre di fronte a un cambiamento permanente connaturato alla struttura della rete neuronale, alla plasticita&#8217; neuronale e anche alla plasticita&#8217; del divenire, che paradossalmente ci rende biologicamente determinati per non essere totalmente biologicamente determinati. Siamo geneticamente determinati per essere liberi- sottolinea il ricercatore- siamo determinati per non esserlo&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/Percorsi.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3317" alt="percorsi" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/Percorsi-1024x566.jpg" width="940" height="519" /></a></p>
<p>Questo funzionamento e&#8217; valido per tutti, normodotati e non. &#8220;In alcuni disturbi come l&#8217;autismo ci sono piu&#8217; costrizioni, piu&#8217; forze che vanno verso una ripetizione che impedisce questo movimento- spiega Ansermet- ma se offrissimo uno spazio di creazione al soggetto autistico, potrebbe diventare egli stesso l&#8217;attore e l&#8217;autore dei suoi cambiamenti&#8221;. È questa la sfida del legame tra creativita&#8217; e autismo: &#8220;Non dobbiamo pensare che un soggetto perche&#8217; sia autistico allora non abbia delle potenzialita&#8217; creative. La possibilita&#8217; di inventarsi in modo differente e nuovo puo&#8217; avvenire a condizione che la persona con autismo sia accolta in un ambiente caldo, che non divenga un oggetto di amministrazione della cura, ma che sia davvero considerata come un soggetto in divenire&#8221;.</p>
<p>Infine ai clinici lo psichiatra consiglia &#8220;di pensare alla loro pratica come a quella di un clinico. Clinica vuol dire fare esperienza della singolarita&#8217; di ogni soggetto e far esperienza della novita&#8217; affinche&#8217; ognuno possa trovare le sue soluzioni- conclude- e le sue invenzioni&#8221;.</p>
<p><a href="http://89.97.250.171/News/2018/01/15/2018011501856902785.MP4" target="_blank">Qui e&#8217; possibile guardare la videointervista della Dire.</a></p>
<p><a title="DIVENIRE E SVILUPPO NON SONO LA STESSA COSA" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=01</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>AUTISMO, I DISEGNI PARLANO</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 06:15:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 28 mar. - I bambini che rientrano in un disturbo dello spettro autistico presentano un significativo ritardo nel processo grafico, perche' il disegno e' uno strumento comunicativo. Questo ritardo, infatti, non sembra correlato al quoziente intellettivo ma all'area dell'Affetto Sociale: se c'e' un'inibizione relazionale ci sara' anche un'inibizione nell'aspetto comunicativo del disegno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ricerca IdO su produzioni grafiche di 84 bambini: Migliorano se l&#8217;ambito terapeutico e&#8217; relazionale</strong></p>
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<div id="testo">(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 28 mar. &#8211; I bambini che rientrano in un disturbo dello spettro autistico presentano un significativo ritardo nel processo grafico, perche&#8217; il disegno e&#8217; uno strumento comunicativo. Questo ritardo, infatti, non sembra correlato al quoziente intellettivo ma all&#8217;area dell&#8217;Affetto Sociale: se c&#8217;e&#8217; un&#8217;inibizione relazionale ci sara&#8217; anche un&#8217;inibizione nell&#8217;aspetto comunicativo del disegno. La prova arriva da uno studio decennale dell&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO), realizzato su un campione di 84 bambini autistici dai 2 ai 15 anni, in via di pubblicazione sulla rivista internazionale &#8216;Journal of Psychology and Psychotherapy&#8217;.</p>
<p>A chiarirne alla Dire il suo valore e&#8217; Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva, responsabile del servizio terapie del&#8217;IdO: &#8220;Il disegno e&#8217; una narrazione fortemente interferita dall&#8217;aspetto relazionale. Lo conferma una differenza emersa, nel corso della ricerca, tra produzioni grafiche effettuate in ambito valutativo e quelle che prendono vita in un contesto terapeutico. Sono sempre frutto degli stessi bambini, le cui capacita&#8217; cognitive non cambiano passando da una stanza all&#8217;altra, eppure le produzioni grafiche migliorano in un contesto terapeutico poiche&#8217; in quell&#8217;ambito si punta sulla relazione e non solo sulla prestazione. Inoltre, anche i bambini autistici con un livello cognitivo adeguato non disegnano se non hanno prima raggiunto un&#8217;apertura relazionale&#8221;. Questa difficolta&#8217; emerge in particolare con il disegno raffigurativo: &#8220;La figura umana ha un maggiore apporto comunicativo e affettivo&#8221;, sottolinea la psicoterapeuta.</p></div>
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La produzione grafica del bambino autistico non puo&#8217; quindi essere valutata solo con parametri cognitivi, &#8220;in quanto se ripete sempre lo stesso disegno mostra un atteggiamento stereotipato- continua la responsabile dell&#8217;e'quipe IdO- e se e&#8217; stereotipato non e&#8217; comunicativo. Avevamo una bambina autistica che faceva dei disegni splendidi, ma erano sempre gli stessi.</p>
<p>Erano appunto stereotipati- continua Di Renzo-, quando poi ha iniziato a disegnare all&#8217;interno della terapia il livello del suo disegno formale e&#8217; diminuito ma la produzione grafica e&#8217; diventata per lei uno strumento di comunicazione e di narrazione di se&#8217;&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;altra curiosita&#8217; riguarda il talento particolare dei bambini autistici: &#8220;Hanno una capacita&#8217; percettiva e un pensiero visivo molto sviluppati- assicura Di Renzo- tuttavia non abbiamo trovato una particolare creativita&#8217; nelle loro produzioni grafiche&#8221;.</p></div>
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<div style="text-align: left;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/04/1042-interpretazione-disegni-bambini-tSa-770X450.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3213" alt="1042-interpretazione-disegni-bambini-tsa-770x450" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/04/1042-interpretazione-disegni-bambini-tSa-770X450.jpg" width="770" height="450" /></a></p>
<p>I DISEGNI PARLANO &#8211; L&#8217;analisi dell&#8217;evoluzione grafica dei bambini che presentano un disturbo dello spettro autistico e&#8217; sempre stata trascurata, benche&#8217;, &#8220;in accordo con la psicologa americana Karen Machover, sappiamo che la figura disegnata rappresenti l&#8217;autore stesso e fornisca informazioni circa la percezione che egli ha del corpo e dei suoi desideri. In base alla presenza di certi dettagli e al modo in cui le varie parti del corpo sono sviluppate o tralasciate e&#8217; possibile inferire il vissuto e la condizione emotiva del soggetto, altrimenti non comunicabile in modo simbolico&#8221;. Per questo motivo l&#8217;IdO ha avviato un lavoro di analisi e osservazione delle rappresentazioni grafiche, da cui e&#8217; emersa anche l&#8217;esistenza di una relazione tra disegno, eta&#8217; cronologica e durata della terapia: &#8220;La maggiore presenza del disegno della figura umana nei bambini dai 6 ai 9 anni e&#8217; dovuta a una durata di almeno 2 o 3 anni di terapia. I bambini che al momento della valutazione, avevano ottenuto un punteggio &#8216;Non Spettro&#8217; (determinato da 4 anni di terapia pregressa) mostrano una capacita&#8217; grafica di gran lunga superiore a quella degli altri gruppi- evidenzia Di Renzo- grazie a una maggiore apertura sociale che consente al bambino di usare il disegno in modo comunicativo. Nei bambini dai 10 ai 15 anni,i invece, la comparsa della rappresentazione della figura umana e&#8217; legata, oltre che ad una maggiore maturazione, agli innumerevoli stimoli ricevuti nei vari contesti familiare, scolastico e terapeutico. È comunque importante sottolineare che quando compare la rappresentazione della figura umana, appare immatura ed alterata rispetto l&#8217;eta&#8217;&#8221;.</p>
<p>METODO DI LAVORO &#8211; Il team di esperti dell&#8217;IdO e&#8217; composto da psicologi, psicoterapeuti, neuropsichiatri, neurologi e altre figure specializzate, ed ha utilizzato l&#8217;Ados (Autism Diagnostic Observation Schedule) per valutare la gravita&#8217; della sintomatologia autistica, e la scala Leiter-R (scala cognitiva non verbale) per verificare il livello cognitivo. E cio&#8217; correla con il livello grafico raggiunto. &#8220;L&#8217;Ados-2 oltre a fornire un punteggio generale, misura anche il dominio dell&#8217;Affetto Sociale- chiosa la responsabile dell&#8217;IdO- e il dominio dei Comportamenti Ripetitivi e Ristretti (RRB). L&#8217; Affetto Sociale include la valutazione degli aspetti legati alla comunicazione e all&#8217;interazione sociale reciproca, mentre negli RBB rientrano gli interessi sensoriali insoliti, i manierismi, gli interessi e i comportamenti ripetitivi e l&#8217;utilizzo stereotipato-idiosincrasico di parole e/o vocalizzi&#8221;.</p>
<p>Il livello grafico e&#8217; stato osservato in produzione spontanea, stabilendo una scala che va dalla presenza di scarabocchio (nel 47% dei bambini con autismo, 86% dei minori dello spettro e 45% del Non Spettro) alla strutturazione dello schema corporeo (nel 47% degli autistici, 14% dei bambini dello Spettro e 54% del Non Spettro), tenendo conto anche delle stereotipie che possono produrre delle ecografie simili alle ecolalie (ripetizione involontaria, come un&#8217;eco, di parole o frasi pronunciate da altre persone) presenti nel linguaggio verbale. &#8220;Dai dati e&#8217; emersa una correlazione significativa tra la produzione grafica e la componente Affetto-Sociale dell&#8217;Ados- rimarca Di Renzo- a dimostrazione che il ritardo nel disegno e&#8217; fortemente influenzato da una inibizione emotiva oltre che intellettiva&#8221;.</p></div>
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<div style="text-align: left;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/04/1459437696.jpg"><img class="size-full wp-image-3214 aligncenter" alt="1459437696" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/04/1459437696.jpg" width="633" height="475" /></a></p>
<p>IL PROGETTO TARTARUGA &#8211; L&#8217;attivita&#8217; grafica, oggetto di analisi nella ricerca dell&#8217;IdO, costituisce un elemento fondamentale sia della fase di valutazione che del lavoro terapeutico che i bambini con disturbo dello spettro autistico ricevono presso l&#8217;Istituto di Ortofonologia. Un lavoro frutto di venti anni di esperienza sul campo e noto come &#8216;Progetto terapeutico Tartaruga&#8217;, in cui sono previste: la presa in carico del bambino con autismo, della famiglia e della scuola, incontri informativi e di consulenza individuale e di gruppo per i genitori, sostegno educativo a scuola, visite specialistiche. &#8220;La finalita&#8217; di questo modello di trattamento e&#8217; quella di enfatizzare la dimensione emozionale e relazionale per arricchire il repertorio di comportamento comunicativo, permettendo cosi&#8217; l&#8217;espressione delle latenti capacita&#8217; intellettive e sociali. I bambini con disturbo autistico presentano, infatti, una notevole difficolta&#8217; a esprimere e a dare forma al proprio stato emotivo a causa di un deficit di sintonizzazione affettiva che interferisce su tutti i comportamenti, sia verbali che non verbali come il disegno. Le produzioni grafiche di questi bambini- conclude Di Renzo- risultano inficiate dalla marcata diminuzione dell&#8217;integrazione sociale e della comunicazione&#8221;.</p>
<p>Il Progetto Tartaruga dell&#8217;IdO e&#8217; il primo approccio evolutivo italiano all&#8217;autismo, ed e&#8217; oggetto di diversi articoli pubblicati su note riviste scientifiche internazionali che hanno gia&#8217; totalizzato piu&#8217; di 12 mila lettori, esperti del settore.</p>
<p>Sono tutte consultabili sul portale www.ortofonologia.it.</p>
<p>Il crescente interesse internazionale ha anche portato l&#8217;IdO ad esportare il suo approccio evolutivo in molte regioni italiane, tra cui la Sardegna e la Sicilia, nonche&#8217; a sviluppare importanti scambi scientifici e formativi con le Universita&#8217; straniere in Brasile, Colombia, Stati Uniti e Israele.</p></div>
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<div style="text-align: left;">FONTE ORIGINALE: <a title="AURISMO, I DISEGNI PARLANO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/marzo/28/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/marzo/28/?news=01</a></div>
</div>
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		<title>XVII CONVEGNO NAZIONALE IDO: DAL PROCESSO DIAGNOSTICO AL PROGETTO TERAPEUTICO</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2016 07:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rendere la diagnosi il primo momento terapeutico e la terapia una continua revisione del processo diagnostico è il monito del convegno, che vuole ribadire la necessità di conoscere i vari aspetti dell’evoluzione del singolo bambino per proporre gli stimoli emotivamente e cognitivamente adeguati ad ogni tappa del suo percorso. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>XVII Convegno</strong><br />
<strong>DAL PROCESSO DIAGNOSTICO AL PROGETTO TERAPEUTICO</strong><br />
<strong>Per un approccio mirato al singolo bambino</strong><br />
<strong>Roma 21-22-23 ottobre 2016</strong></p>
<p style="text-align: left;">Il convegno verrà trasmesso in diretta streaming nazionale su <a title="ISTITUTO DI ORTOFONOLOGIA" href="http://www.ortofonologia.it/">www.ortofonologia.it</a><br />
Partecipazione gratuita in sala (fino ad esaurimento posti) e alla diretta streaming<br />
Invia la tua iscrizione a: convegno@ortofonologia.it</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/09/banner_XVII_Home_ok.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3043" alt="banner_XVII_Home_ok" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/09/banner_XVII_Home_ok.jpg" width="785" height="374" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em>Rendere la diagnosi il primo momento terapeutico e la terapia una continua revisione del processo diagnostico è il monito del convegno, che vuole ribadire la necessità di conoscere i vari aspetti dell’evoluzione del singolo bambino per proporre gli stimoli emotivamente e cognitivamente adeguati ad ogni tappa del suo percorso. </em></p>
<p style="text-align: left;"><em>I risultati ormai raggiunti nell’ambito della ricerca devono, cioè, essere coniugati in ambito clinico per abbandonare la fantasia di metodi risolutivi per tutti in base a una mera etichetta diagnostica e per abbracciare la metodologia di percorsi integrati nella creazione di un progetto riabilitativo individualizzato. </em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Il XVI convegno IdO del 2015 era stato dedicato interamente alla diagnosi e alle traiettorie evolutive, </em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">tenendo conto delle manifestazioni cliniche e delle metodologie di osservazione per far confluire le </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">diverse esperienze in un processo diagnostico qualitativo. </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Il XVII convegno avrà la funzione di rendere operativo il progetto terapeutico illustrando </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">le possibili modalità di intervento nei diversi quadri diagnostici (disturbi dello spettro autistico, disturbi </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">della comunicazione e del linguaggio, disturbi dell’apprendimento, disturbi del comportamento). </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Le tre giornate saranno, quindi, centrate sulle diverse modalità terapeutiche adottabili nelle patologie in </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">base all’età del singolo bambino e del suo ambiente (famiglia, scuola, centro di terapia) in considerazione </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">dei suoi deficit e delle sue potenzialità. </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Verranno, a tal fine, presentate proposte operative esemplificative delle varie aree di intervento per aprire un </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">dialogo, una riflessione e un confronto tra coloro che operano nei diversi contesti del bambino. </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Il convegno è rivolto a pediatri, neuropsichiatri, psicologi, psicoterapeuti, psicomotricisti, pedagogisti, </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">logopedisti, insegnanti, educatori, assistenti sociali.</em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">A tutti gli iscritti online verrà rilasciato l&#8217;attestato di partecipazione.</em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina</a></p>
<p style="text-align: left;"><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina">http://www.ortofonologia.it/</a></p>
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		<title>AUTISMO, IDO: SCARSA ATTENZIONE AI COMPORTAMENTI STEREOTIPATI.</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2016 05:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 30 mar. - "È stata data scarsa l'attenzione negli ultimi anni ai comportamenti stereotipati, liquidati semplicemente come attivita' non adattive e non funzionali. Invece i comportamenti, anche quelli definiti atipici e bizzarri, hanno un loro significato nella storia del bambino con autismo".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 30 mar. &#8211; &#8220;È stata data scarsa l&#8217;attenzione negli ultimi anni ai comportamenti stereotipati, liquidati semplicemente come attivita&#8217; non adattive e non funzionali. Invece i comportamenti, anche quelli definiti atipici e bizzarri, hanno un loro significato nella storia del bambino con autismo&#8221;. Lo afferma Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO). La psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva ha scritto il capitolo &#8216;Quando il rituale diventa comunicazione e reclama una risposta&#8217; nel libro &#8216;Lo spettro autistico&#8217;, a cura di Paola Binetti, e il primo aprile fara&#8217; parte dei relatori del seminario alla Lumsa (a Roma in via di Porta Castello 44 dalle 15 alle 18) per fare il punto sull&#8217;autismo.</p>
<p>&#8220;Il non adattivo- continua Di Renzo- e&#8217; messo in relazione con la prestazione e non con i bisogni interni. Per questo e&#8217; necessario aprire una riflessione sul significato adattivo che questi comportamenti hanno per il minore&#8221;. Nella letteratura internazionale attuale, prosegue l&#8217;esperta, &#8220;si comincia a dare importanza a questi comportamenti interpretandoli come difese rispetto a un eccesso di sensazioni ed emozioni che il bambino autistico proverebbe senza essere in grado di racchiuderle in uno schema cognitivo. Mi riferisco alla teoria di Smith dello squilibrio empatico- chiarisce Di Renzo- che sovverte alcune idee pregiudizievoli sul bambino autistico. Il minore con autismo si difenderebbe attraverso stereotipie rituali e comportamenti bizzarri proprio da un eccesso di reattivita&#8217;&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/04/190117324-stella-forma-riflesso-di-luce-scintillare-brezza.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2900" alt="190117324-stella-forma-riflesso-di-luce-scintillare-brezza" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/04/190117324-stella-forma-riflesso-di-luce-scintillare-brezza.jpg" width="960" height="540" /></a><br />
Nelle biografie di soggetti autistici &#8220;si ritrovano descrizioni di questi momenti in cui il soggetto e&#8217; invaso da stimolazioni provenienti dall&#8217;esterno e trova, come ad esempio la famosa Temple Grandin- ricorda la responsabile del servizio terapie dell&#8217;IdO- la soluzione in un abbraccio meccanico&#8221;.</p>
<p>I comportamenti stereotipati &#8220;vanno allora integrati nel resto dell&#8217;osservazione, perche&#8217; possono dirci molto sul funzionamento del bambino. Oltre ad essere canali d&#8217;informazione sono anche canali di comunicazione e non possono essere eliminati d&#8217;emble&#8217;e. Questo rischierebbe di depauperare il bambino di uno strumento importante- conclude la psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva- e di spostare o aumentare le stereotipie e i rituali in altri campi&#8221;.</p>
<p><a title="AUTISMO: SCARSA ATTENZIONE AI COMPORTAMENTI STEREOTIPATI" href="http://www.dire.it/12-02-2015/745-newsletter-psicologia/">http://www.dire.it/12-02-2015/745-newsletter-psicologia/</a></p>
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		<title>SANITA&#8217;. MINORI. NEUROPSICHIATRIA INFANTILE, GIORNATE IDO.</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 17:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario Sanità) Roma, 10 set. - Propendere per una neuropsichiatria infantile che prediliga la dimensione evolutiva e riconosca la vulnerabilità. È questa la direzione intrapresa da un'equipe di tre neuropsichiatri infantili che sabato e domenica condurranno a Roma le due giornate di studio promosse dall'Istituto di Ortofonologia (Ido) su 'Le variabili dello sviluppo neuropsichico da 0 a 3 anni.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario Sanità) Roma, 10 set. &#8211; Propendere per una neuropsichiatria infantile che prediliga la dimensione evolutiva e riconosca la vulnerabilità. È questa la direzione intrapresa da un&#8217;equipe di tre neuropsichiatri infantili che sabato e domenica condurranno a Roma le due giornate di studio promosse dall&#8217;Istituto di Ortofonologia (Ido) su &#8216;Le variabili dello sviluppo neuropsichico da 0 a 3 anni.</p>
<p>Traiettorie individuali, aspetti clinici, modelli classificativi&#8217;, presso l&#8217;Aula magna dell&#8217;Istituto comprensivo Regina Elena in via Puglie 6 dalle 9 alle 18.30.</p>
<p>IL BAMBINO VULNERABILE &#8211; &#8220;Vulnerabile è il minore che ha una reattività esagerata- chiarisce subito Emanuele Trapolino, dirigente medico di primo livello presso l&#8217;Unità operativa complessa di Neuropsichiatria infantile dell&#8217;Ospedale pediatrico Giovanni di Cristina (ARNAS Civico &#8211; Di Cristina)- e per comprendere il suo vero funzionamento nei primi anni di vita bisogna andare a lavorare sulle sue emozioni&#8221;. Per il neuropsichiatra, infatti, &#8220;la stereotipia rappresenta anche una difficoltà a gestire le emozioni. E un riscontro lo ritroviamo nel fatto che quasi tutti i minori che sviluppano psicopatologie da piccoli hanno una difficoltà di autoregolazione (capacità innata di regolare i propri stati interni, ritmo sonno-veglia, alimentazione, rispondere in modo adeguato al contesto ambientale) che in assoluto è un campanello di allarme&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2014/09/grado-di-evoluzione-motoria-nei-bambini-e-adolescenti.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2538 alignright" alt="grado-di-evoluzione-motoria-nei-bambini-e-adolescenti" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2014/09/grado-di-evoluzione-motoria-nei-bambini-e-adolescenti.jpg" width="250" height="250" /></a></p>
<p>LO SVILUPPO IMPLICA L&#8217;INTEGRAZIONE CORPO-MENTE &#8211; &#8220;Lo sviluppo evolutivo di ogni soggetto implica l&#8217;integrazione di tutti i livelli, emotivo e cognitivo- prosegue Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell&#8217;IdO e coordinatrice del seminario- quindi diventa necessario conoscere quali sono i passaggi dello sviluppo affettivo, motorio e cognitivo di ogni bambino per capire dove si trova in ognuno di questi livelli&#8221;.</p>
<p>TEST SUL CONTAGIO EMOTIVO &#8211; Alla due giorni l&#8217;Istituto di Ortofonologia presenterà il Test sul contagio emotivo (Tce), creato per rintracciare la presenza dei precursori dell&#8217;empatia nei soggetti coinvolti nei disturbi pervasivi dello sviluppo.</p>
<p><em id="__mceDel">&#8220;Tutti i processi di elaborazione dell&#8217;informazione sono emozionali, quindi una contrapposizione tra cognitivo e emozionale rischierebbe solo di parcellizzare la visione dell&#8217;individuo- sottolinea la psicoterapeuta dell&#8217;età evolutiva- piuttosto che riconoscergli la complessità che naturalmente gli appartiene&#8221;. Rintracciare il tipo di risposta emozionale presente nel bambino con autismo è invece &#8220;fondamentale, perché è predittivo dei suoi potenziali passaggi evolutivi, assumendo un valore diagnostico preciso- conclude Di Renzo-e indicando una più specifica area di intervento terapeutico in cui possono emergere ed essere sviluppate le potenzialità del minore piuttosto che lottare con le espressioni sintomatiche del suo disturbo&#8221;.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.direnews.it/newsletter_sanita/anno/2014/settembre/10/?news=08">http://www.direnews.it/newsletter_sanita/anno/2014/settembre/10/?news=08</a></p>
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		<title>CONVEGNO AUTISMO: &#8220;La nascita del simbolismo nella terapia diadica con il bambino autistico&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 06:44:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario Minori) Roma - Sull'autismo la ricerca scientifica deve essere aperta e pluridisciplinare. E a dare concretezza a questa necessità è l'Istituto di Ortofonologia (IdO), che l'11 e 12 gennaio promuoverà a Roma la conferenza internazionale su 'La nascita del simbolismo nella terapia diadica con il bambino autistico', in collaborazione con il Milman center di Haifa (Israele) con il quale ormai esiste un confronto durevole.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario Minori) Roma &#8211; Sull&#8217;autismo la ricerca scientifica deve essere aperta e pluridisciplinare. E a dare concretezza a questa necessità è l&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO), che l&#8217;11 e 12 gennaio promuoverà a Roma la conferenza internazionale su &#8216;La nascita del simbolismo nella terapia diadica con il bambino autistico&#8217;, in collaborazione con il Milman center di Haifa (Israele) con il quale ormai esiste un confronto durevole. La due giorni dedicata allo studio delle relazioni primarie, per favorire quella comunicazione tra la madre e il bambino volta a mettere in moto i processi di sintonizzazione che mancano nel soggetto autistico, avrà luogo nella Capitale presso l&#8217;Aula magna dell&#8217;Istituto comprensivo Regina Elena in via Puglie 6, a partire dalle ore 9.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2014/01/banner2.jpg"><img class="size-full wp-image-2407 aligncenter" alt="" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2014/01/banner2.jpg" width="215" height="233" /></a></p>
<p>&#8220;Vogliamo scambiare dati e verificare in modo incrociato i vari interventi- spiega Magda Di Renzo, responsabile del Servizio terapie dell&#8217;IdO- ad esempio noi abbiamo portato in Israele il nostro Test sul contagio emotivo (Tce) per valutare il livello di empatia dei bambini seguiti all&#8217;interno del Milman center.</p>
<p>D&#8217;altro canto- chiarisce la psicoterapeuta dell&#8217;età evolutiva- ad Haifa stanno conducendo studi approfonditi sul Manuale diagnostico psicodinamico per mettere in comune invece le conoscenze specifiche di ciascuno&#8221;.</p>
<p>Un filo conduttore è stato dunque teso tra l&#8217;Italia e Israele cercando di &#8220;impostare osservazioni comuni per verificare la possibile efficacia delle terapie attraverso uno scambio di strumenti di valutazione&#8221;. Nel Milman center si segue un approccio diadico di stampo psicoanalitico: &#8220;Per dimensione diadica si intende la relazione primaria- spiega l&#8217;esperta- perché nel modello israeliano la terapia funziona attraverso incontri madre-figlio, padre-figlio e genitori-figlio così da trovare quella sintonia primaria di ciascun genitore con il bambino e poi della coppia genitoriale con il figlio. Questo approccio favorisce l&#8217;attenzione congiunta- conclude Di Renzo- e mette in moto nel piccolo quel processo di simbolizzazione della capacità cognitiva che nasce dalla dimensione affettiva&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.direnews.it/newsletter_minori/anno/2013/dicembre/20/?news=07">http://www.direnews.it/newsletter_minori/anno/2013/dicembre/20/?news=07</a></p>
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		<title>AUTISMO. Di Renzo: Scuola centrale per bimbi autistici</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Oct 2013 07:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 11 ott. - Nella vita dei ragazzi autistici e' fondamentale il ruolo della scuola. Ma esiste "un problema di continuita' didattica: questi bambini in maniera speciale hanno bisogno di continuita' di luoghi e persone"...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">(DIRE &#8211; Notiziario Minori) Roma, 11 Ottobre 2013 <a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2013/10/AUTISMO-NUOVA-Copia.jpg"><img class="size-full wp-image-2342 alignright" alt="AUTISMO-NUOVA-Copia" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2013/10/AUTISMO-NUOVA-Copia.jpg" width="320" height="447" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Nella vita dei ragazzi autistici e&#8217; fondamentale il ruolo della scuola.</p>
<p style="text-align: left;">Ma esiste &#8220;un problema di continuita&#8217; didattica: questi bambini in maniera speciale hanno bisogno di continuita&#8217; di luoghi e persone&#8221;, spiega Magda Di Renzo, responsabile del progetto &#8216;Tartaruga&#8217; dell&#8217;Istituto di Ortofonologia.</p>
<p style="text-align: left;">Oltretutto, prosegue, sussiste &#8220;un problema di non avvenuta formazione delle insegnanti. Noi ci rendiamo conto che quando le insegnanti sono sostenute la scuola diventa il luogo piu&#8217; prezioso per i bambini. Ma l&#8217;insegnante deve essere aiutata non tanto a trovare le singole tecniche, ma a capire come rapportarsi con il bambino che ha questo problema&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;">Ci sono &#8220;situazioni totalmente diverse- ricorda- La complessita&#8217; del discorso fa si&#8217; che non si esaurisca il periodo di terapia. Dobbiamo adattare la terapia e i contesti ai ragazzi. Finora non e&#8217; stato fatto. Ci sono cose specifiche che si possono fare, anche di avviamento al lavoro. Penso che non sia possibile mai parlare di un unico approccio&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p><a href="http://www.direnews.it/newsletter_minori/anno/2013/ottobre/11/?news=07">http://www.direnews.it/newsletter_minori/anno/2013/ottobre/11/?news=07</a></p>
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		<title>CONVEGNO: &#8220;UNA VITA CON L&#8217;AUTISMO. DIAGNOSI E TERAPIA, SCUOLA E INSERIMENTO SOCIALE: QUALI PROSPETTIVE&#8221;.</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Sep 2013 06:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Dire - Notiziario Minori) Roma, 20 set. - L'autismo e' una sindrome che accompagna il soggetto nel corso della sua esistenza, chiamando in causa tutte le componenti dello sviluppo con gravi alterazioni nelle aree della comunicazione, dell'interazione sociale e dell'immaginazione. Per avviare quindi una riflessione seria sulla realta' delle persone autistiche, l'onorevole Paola Binetti promuovera' il 7 ottobre prossimo a Roma il convegno 'Una vita con l'autismo. Diagnosi e terapia, scuola e inserimento sociale: quali prospettive'.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(Dire &#8211; Notiziario Minori) Roma, 20 set. &#8211; L&#8217;autismo e&#8217; una sindrome che accompagna il soggetto nel corso della sua esistenza, chiamando in causa tutte le componenti dello sviluppo con gravi alterazioni nelle aree della comunicazione, dell&#8217;interazione sociale e dell&#8217;immaginazione. Per avviare quindi una riflessione seria sulla realta&#8217; delle persone autistiche, l&#8217;onorevole Paola Binetti promuovera&#8217; il 7 ottobre prossimo a Roma il convegno &#8216;Una vita con l&#8217;autismo. Diagnosi e terapia, scuola e inserimento sociale: quali prospettive&#8217;.<br />
L&#8217;iniziativa si svolgera&#8217; presso la sala del refettorio di palazzo san macuto, in via del seminario 76, dalle 15 alle 19.</p>
<p>Parteciperanno all&#8217;incontro il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, il ministro dell&#8217;istruzione, Maria Chiara Carrozza, e il direttore del centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell&#8217;istituto superiore di sanita&#8217; (iss), Stefania Salmaso. E&#8217; stato invitato a prendere parte alla conferenza anche il presidente dell&#8217;Iss, Fabrizio Oleari.</p>
<p>Il convegno sara&#8217; strutturato in due tavole rotonde. La prima, moderata dalla psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva Magda Di Renzo, avra&#8217; come relatori gli esponenti del mondo della ricerca e trattera&#8217; il tema &#8216;autismo ed etica della complessita&#8221;. La seconda su &#8216;la responsabilita&#8217; delle istituzioni&#8217;, sara&#8217; invece moderata dall&#8217;onorevole Paola Binetti e avra&#8217; come protagonisti gli esponenti del mondo della politica. Un evento, dunque, lungo tutto un pomeriggio per riprendere le fila di un discorso intrapreso l&#8217;anno scorso, in occasione del convegno su &#8216;autismo oggi. Lo stato dell&#8217;arte&#8217;, e ricordare che &#8220;lo sguardo su questa sindrome non deve essere orientato solo sul bambino, ma deve abbracciare tutto l&#8217;arco di vita della persona- sottolinea l&#8217;esponente udc- si tratta di una disabilita&#8217; che in Italia coinvolge circa 400 mila famiglie e una percentuale di nuovi nati pari all&#8217;1% della popolazione&#8221;.</p>
<p>A proporre la suggestione di una parabola a tutto campo sulla vita di una persona colpita da questa sindrome e affrontare il tema del &#8216;dopo di noi&#8217; saranno Paolo Orsi, psichiatra dell&#8217;universita&#8217; di Pavia, e Francesco Barale, docente di psichiatria della stessa universita&#8217; e fondatore di &#8216;cascina rossago&#8217;, un&#8217;esperienza pilota nell&#8217;ambito dell&#8217;abilitazione di persone autistiche adulte. Una lettura approfondita del tema verra&#8217; offerta da paola venuti, docente di psicologia dinamica presso l&#8217;universita&#8217; degli studi di Trento, e Filippo Muratori, docente di neuropsichiatra infantile all&#8217;universita&#8217; di Pisa, che in questi mesi hanno saputo dare alla ricerca scientifica nuove prospettive.</p>
<p>&#8220;E&#8217; importante tornare a riflettere sull&#8217;autismo- conclude Binetti- con uno stimolo rinnovato anche alla luce delle novita&#8217; introdotte dal dsm 5 (diagnostic and statistical manual of mental disorders) e dall&#8217;ultimo test ados (autism diagnostic observation schedul) che offrono prospettive diverse in senso diagnostico e prove nuove per misurare le difficolta&#8217; del soggetto&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.direnews.it/newsletter_minori/anno/2013/settembre/20/?news=05">http://www.direnews.it/newsletter_minori/anno/2013/settembre/20/?news=05</a></p>
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