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	<title>Studio Arcobaleno &#187; capire</title>
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		<title>IL RUOLO DELLE EMOZIONI NELL&#8217;APPRENDIMENTO &#8220;CALDO&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Nov 2017 06:49:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 14 nov. - Cosa sono le emozioni? Come influiscono sull'apprendimento? A queste e altre domande ha risposto in modo esaustivo Daniela Lucangeli, docente di Psicologia dello sviluppo presso l'Universita' degli Studi di Padova, durante l'undicesima edizione del Convegno Erickson 'La Qualita' dell'inclusione scolastica e sociale'.
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				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 14 nov. &#8211; Cosa sono le emozioni? Come influiscono sull&#8217;apprendimento? A queste e altre domande ha risposto in modo esaustivo Daniela Lucangeli, docente di Psicologia dello sviluppo presso l&#8217;Universita&#8217; degli Studi di Padova, durante l&#8217;undicesima edizione del Convegno Erickson &#8216;La Qualita&#8217; dell&#8217;inclusione scolastica e sociale&#8217;.</p>
<p>&#8220;Dobbiamo andare verso un &#8216;apprendimento caldo&#8217;. Se si vuole che i bambini imparino ottenendo il meglio da se&#8217;, e&#8217; importante ritornare a insegnare con il sorriso&#8221;, ha spiegato Lucangeli, esperta di psicologia dell&#8217;apprendimento. Tra i punti toccati dalla docente anche quello relativo al ruolo degli insegnanti nel processo di crescita e apprendimento degli studenti. Alla domanda su quale sia l&#8217;insegnante che ottiene il migliore apprendimento dai suoi allievi, Lucangeli ha cosi&#8217; risposto: &#8220;Quello che trasmette maggiore allegria. Le emozioni, infatti, hanno un ruolo molto importante nella qualita&#8217; dell&#8217;apprendimento degli alunni. Questo principio, noto agli insegnanti da secoli di osservazione, e&#8217; oggi suffragato dalle scoperte delle neuroscienze, che non molto tempo fa hanno dimostrato l&#8217;esistenza di una connessione neurale tra sistemi emotivi e sistemi cognitivi&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/11/Learning-Tree-Colour-low-res.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3285" alt="learning-tree-colour-low-res" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/11/Learning-Tree-Colour-low-res-942x1024.jpg" width="940" height="1021" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Come piu&#8217; volte sottolineato dalla professoressa Lucangeli nei suoi interventi e pubblicazioni, &#8220;l&#8217;intelligenza funziona al meglio quando si e&#8217; felici. L&#8217;insegnante ha un compito non facile in questo senso: non deve far ridere, ma essere mediatore di benessere nell&#8217;apprendimento di cose complesse. Deve cercare di esprimere emozioni calde, le cosiddette &#8216;warm cognitions&#8217;. Il centro studi Erickson ha quindi proposto cinque domande a Daniela Lucangeli per capire cosa sono le emozioni e come influiscono sull&#8217;apprendimento e come usarle nell&#8217;educazione.</p>
<p>Professoressa Lucangeli, come si possono descrivere le emozioni? &#8220;Sono stati mentali e fisiologici che agiscono e condizionano le persone. Sono associati a modificazioni psicofisiologiche per stimoli interni &#8211; battito cardiaco, salivazione, temperatura, rossore &#8211; ed esterni &#8211; pensieri, rumori o altro che generano paura o ansia e possono venire perche&#8217; sono caratteristiche dell&#8217;indole delle persone ma possono anche essere state apprese. Quindi fanno parte della memoria, come la lingua che si parla, come gli studi che si fanno a scuola. Il dolore ad esempio nasce per avvertirci di un fattore di rischio, la sofferenza e` invece la memoria del dolore sia a livello psichico che cellulare&#8221;.Ma queste emozioni come possono bloccarci? &#8220;Succede che, a un certo punto, anziche&#8217; funzionare da circuito di aiuto, le emozioni vanno in cortocircuito disfunzionale. Cioe&#8217; diventano elementi che non ci consentono di funzionare bene. Avviene quello che noi chiamiamo il cortocircuito emozionale: le emozioni generano una sofferenza tale per cui si entra in un rischio e ci si blocca.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/11/Human-and-Brain-Centers-Two-Ways-Of-Knowing.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3283" alt="human-and-brain-centers-two-ways-of-knowing" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/11/Human-and-Brain-Centers-Two-Ways-Of-Knowing.jpg" width="738" height="554" /></a></p>
<p>Cosi` molti dei disturbi del comportamento e dell&#8217;umore nascono da emozioni che generano forte sofferenza non identificata bene dal contesto educativo&#8221;.</p>
<p>Quali sono le emozioni peggiori? &#8220;A livello cognitivo la noia. A livello emotivo la colpa e la paura. Parto dalla piu&#8217; facile: la paura. Io provo paura quando il mio cervello percepisce un rischio. Se la paura e&#8217; tremenda, la colpa ancor di piu&#8217;. Il meccanismo di colpa nasce perche&#8217; chi giudica attribuisce a chi e&#8217; giudicato l&#8217;unica responsabilita&#8217; dell&#8217;errore. Educare attraverso l&#8217;emozione della colpa e&#8217; molto rischioso perche&#8217; manda sempre in cortocircuito e se io ricevo un atteggiamento in cui e&#8217; sempre colpa mia, crescendo faro&#8217; in modo che sia sempre colpa tua&#8221;. E quindi gli educatori cosa devono fare? &#8220;Una via di uscita ce la indica Malka Margalit dell&#8217;Accademia delle Scienze che ha trovato delle emozioni antagoniste: alla noia la gioia, l&#8217;allegria, il provare che piace fare una cosa. Alla paura si contrappone l&#8217;incoraggiamento. Cioe&#8217; un atteggiamento che riconosce l&#8217;errore, ma propone una via d&#8217;uscita e ti incoraggia a uscire dall&#8217;errore e ad analizzare la situazione. Gli educatori, per aiutare i loro ragazzi, devono lavorare sulla sofferenza, perche&#8217; alla memoria del dolore bisogna rispondere cambiando l&#8217;atteggiamento che lo ha determinato. Dobbiamo applicare quella che e&#8217; l&#8217;alleanza educativa. Dobbiamo aiutare i nostri figli/alunni a togliere gli errori, a non giudicarli, a non determinare loro sofferenze e trovare insieme una strategia migliore per aiutarli. L&#8217;errore non e&#8217; un giudizio, e&#8217; una fatica che si toglie insieme a chi e&#8217; li&#8217; per aiutarti: sappiamo tutti che il nemico e&#8217; l&#8217;errore, non la maestra, non i genitori&#8221;.</p>
<p>Riassumendo, se gli educatori e i genitori riuscissero a essere abbastanza allegri, gioiosi, sorridenti e incoraggianti determinerebbero una &#8220;guarigione&#8221;. Ma come si fa? &#8220;L&#8217;atteggiamento e&#8217; di riconoscere nell&#8217;altro la sacralita&#8217; del suo mondo, cosi`per un bambino la sua personalita&#8217; va conosciuta, modificata, non sostituita. Va poi riacquistato il principio del diritto di sbagliare, che non e` solo dei nostri figli, ma anche nostro. Imparare a chiedere scusa, un modo per aiutare a liberare dal senso di colpa, e a discernere nel modo giusto. Allearsi &#8211; genitori/figli e insegnati/allievi contro l&#8217;errore. Promuovere un ottimismo prospettico: noi siamo stati educati all&#8217;idea che e&#8217; difficile modificare le cose che non vanno. Per modificare l&#8217;atteggiamento emotivo, non si puo&#8217; far a meno di reimparare le emozioni warm, calde, perche&#8217; sono le chiavi di accesso all&#8217;anima, alla persona viva e profonda&#8221;.</p>
<p><a title="IL RUOLO DELLE EMOZIONI NELL'APPRENDIMENTO &quot;CALDO&quot;" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/novembre/14/?news=07">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/novembre/14/?news=07</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>SCUOLA COME LUOGO DI SVILUPPO DEL TALENTO</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Mar 2017 18:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicato il programma completo del VII CONGRESSO INTERNAZIONALE "SCUOLA COME LUOGO DI SVILUPPO DEL TALENTO" che si terrà a Pavia il prossimo 31 Marzo e 1 Aprile.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1></h1>
<p>Pubblicato il programma completo del VII CONGRESSO INTERNAZIONALE &#8220;SCUOLA COME LUOGO DI SVILUPPO DEL TALENTO&#8221; che si terrà a Pavia il prossimo 31 Marzo e 1 Aprile.</p>
<p>Per maggiori informazioni visitare la pagina dedicata:  <a title="SCUOLA COME LUOGO DI SVILUPPO DEL TALENTO" href="http://labtalento.unipv.it/?portfolio=vii-international-congress">http://labtalento.unipv.it/?portfolio=vii-international-congress</a></p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/17155963_1024857457647272_3796432154045862703_n.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3185" alt="17155963_1024857457647272_3796432154045862703_n" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/17155963_1024857457647272_3796432154045862703_n.jpg" width="679" height="960" /></a></p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/17201332_1024857624313922_8726996956573111954_n.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3186" alt="17201332_1024857624313922_8726996956573111954_n" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/17201332_1024857624313922_8726996956573111954_n.jpg" width="679" height="960" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte originale: <a title="SCUOLA COME LUOGO DI SVILUPPO DEL TALENTO" href="http://labtalento.unipv.it/">http://labtalento.unipv.it/</a></p>
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		<title>LA DIETA MEDITERRANEA AIUTA LO SVILUPPO DEI BAMBINI</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Mar 2017 09:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 28 feb. - "Nei 1.000 giorni che vanno dalla gravidanza ai primi anni di vita, uno stile di vita corretto puo' influenzare positivamente il patrimonio genetico del bambino". Lo dice Valentina Grimaldi, pediatra di libera scelta dell'Asl RmB di Roma e futura psicoterapeuta, ricordando che "un bambino sano oggi, sara' un adulto sano domani".
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La pediatra: Uso prolungato biberon favorisce sviluppo malformazioni orali</p>
<div align="left">
<div id="testo">(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 28 feb. &#8211; &#8220;Nei 1.000 giorni che vanno dalla gravidanza ai primi anni di vita, uno stile di vita corretto puo&#8217; influenzare positivamente il patrimonio genetico del bambino&#8221;. Lo dice Valentina Grimaldi, pediatra di libera scelta dell&#8217;Asl RmB di Roma e futura psicoterapeuta, ricordando che &#8220;un bambino sano oggi, sara&#8217; un adulto sano domani&#8221;.Ancel Benjamin Key, biologo e fisiologo statunitense, &#8220;ha scoperto e riconosciuto i benefici della dieta mediterranea sulla longevita&#8217;. Fatto salvo l&#8217;aspetto biologico, la dieta mediterranea rappresenta innanzitutto uno stile di vita: aiuta a tornare alla convivialita&#8217; e a riunire la famiglia intorno a una tavola valorizzando l&#8217;aspetto relazionale del cibo, importantissimo per lo sviluppo psichico del bambino. Esso parte proprio dalla relazione con l&#8217;adulto e passa attraverso il cibo. All&#8217;inizio della vita, infatti, l&#8217;allattamento e&#8217; anche un modo per veicolare l&#8217;amore materno, pertanto la modalita&#8217; con la quale viene offerto il cibo per certi versi- spiega la pediatra- puo&#8217; diventare piu&#8217; importante del cibo stesso: il bambino nei primi mesi di vita nella relazione con la madre struttura i suoi modelli operativi interni secondo Bowlby&#8221;.</div>
<div></div>
<div style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/sviluppo_sostenibile.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3177" alt="sviluppo_sostenibile" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/sviluppo_sostenibile.jpg" width="600" height="302" /></a></div>
<div></div>
<div>Il mangiare e&#8217; un bisogno primordiale ed e&#8217; autoregolato da un nucleo posto nell&#8217;ipotalamo. &#8220;Il bambino piccolo possiede quest&#8217;autoregolazione, che gli adulti devono imparare a rispettare. Fisiologicamente, verso i 2-3 anni, il piccolo iniziera&#8217; a mangiare meno perche&#8217; crescera&#8217; di meno rispetto al primo anno di vita. E proprio perche&#8217; si autoregola, il suo appetito diminuisce- fa sapere la pediatra-. Spesso dinanzi a questo cambiamento la madre tende a confondere il rifiuto del cibo con il rifiuto di se stessa, perche&#8217; sente venir meno il suo ruolo di nutrice, ma in realta&#8217; e&#8217; chiamata a cambiare modo di essere: dovra&#8217; aiutare il figlio a vivere nuove esperienze, ad assaggiare nuovi cibi e a sostenere la sua voglia di fare da solo. La convivialita&#8217; della dieta mediterranea e&#8217; un grandissimo sostegno in questo momento, perche&#8217; lo stare seduti a tavola porta il bambino ad esplorare e a mangiare insieme, sicuramente piu&#8217; volentieri. È chiaro che bisognera&#8217; adattare un po&#8217; la dieta della famiglia alla dieta del bambino, almeno nei primi 3-4 anni di vita, preferendo cibi semplici cotti in casa a quelli piu&#8217; elaborati.</div>
<div>Anche lo sviluppo del linguaggio, che e&#8217; un processo di simbolizzazione e di astrazione compiuto dal bambino- chiosa la pediatra, prossima psicoterapeuta- nasce dalla relazione con l&#8217;adulto che e&#8217; favorita in modo semplice e naturale dallo stare a tavola insieme&#8221;.-</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/colazione-in-famiglia-608x342.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3179 aligncenter" alt="colazione-in-famiglia-608x342" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/colazione-in-famiglia-608x342.jpg" width="608" height="342" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Quali sono le condotte sbagliate nell&#8217;alimentazione? &#8220;Un esempio per tutti e&#8217; l&#8217;uso prolungato del biberon per colazione. Molte famiglie non hanno l&#8217;abitudine di fare colazione al mattino, pertanto nemmeno i bambini la fanno &#8211; risponde la pediatra- un momento invece molto importante: nutrizionalmente da&#8217; l&#8217;energia per la mattinata e dal punto di vista relazionale e&#8217; utile perche&#8217; a pranzo spesso si mangia tutti fuori casa. Si aggiunga che si e&#8217; osservato che spesso i minori obesi non fanno colazione&#8221;. Anche i tempi contano: &#8220;Si dice sempre che i piccoli non sanno stare a tavola. Certo- chiarisce Grimaldi- non 2 ore ma 10/15 minuti si&#8217;, e possono bastare&#8221;. A questo punto molte famiglie per supplire all&#8217;assenza della colazione e soprattutto per fare presto &#8220;incoraggiano l&#8217;uso del biberon, somministrandolo ai bambini addirittura nel sonno, poco prima di svegliarli! Ci sono bambini che usano il biberon addirittura fino ai 7 anni, sviluppando oltretutto importanti disturbi della deglutizione.</div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo tanti bambini con deglutizione atipica e quindi problemi di linguaggio, di ortodonzia, disturbi del palato, difficolta&#8217; respiratorie e altro. Bere dal biberon oltre un certo periodo fisiologico favorisce una strutturazione funzionale della lingua e del palato che puo&#8217; causare malocclusioni della bocca- chiosa il medico-. A volte ascolto mamme dire con orgoglio: &#8216;Riesco a dargli 250 ml di latte con il biberon&#8217;, e scopro che il figlio ha 6 anni. In queste situazioni ci troviamo di fronte a una grande incoerenza educativa: da un lato abbiamo bambini alimentati con biberon a 6 anni, dall&#8217;altro gli adulti richiedono a questi stessi bambini prestazioni e autonomie proprie di un adulto o di bambini piu&#8217; grandi. Non si puo&#8217; trattare i figli come bambini piccoli a cui dare il biberon e allo stesso tempo pretendere che parlino piu&#8217; lingue, che pratichino piu&#8217; attivita&#8217; sportive ed abbiano una settimana piena senza uno spazio libero per giocare o stare semplicemente un po&#8217; a casa. In una societa&#8217; che parla tanto di bambini- conclude Grimaldi- credo sia importante ripensare a quale bambino ci si sta riferendo, se a quello reale o a quello che noi vorremmo, perche&#8217; ritengo che sia veramente molto importante rimettere al centro dei nostri pensieri il bambino vero con le sue peculiarita&#8217; di bambino e non di piccolo adulto&#8221;.</p>
</div>
<div></div>
<div>Fonte originale: <a title="LA DIETA MEDITERANNEA AIUTA LO SVILUPPO DEI BAMBINI" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/febbraio/28/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/febbraio/28/?news=01</a></div>
<div><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></div>
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