<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Studio Arcobaleno &#187; comportamento</title>
	<atom:link href="https://www.studioarcobalenolatina.it/tag/comportamento/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.studioarcobalenolatina.it</link>
	<description>Solo un altro sito WordPress</description>
	<lastBuildDate>Sat, 02 Nov 2024 09:24:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>NARCISISMO, WIDMANN: RIGUARDA TUTTI, LA QUESTIONE E&#8217; IL MODO IN CUI LO VIVIAMO</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/narcisismo-widmann-riguarda-tutti-la-questione-e-il-modo-in-cui-lo-viviamo/</link>
		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/narcisismo-widmann-riguarda-tutti-la-questione-e-il-modo-in-cui-lo-viviamo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 12:14:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[alllievi]]></category>
		<category><![CDATA[alunni]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[condotta]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[logopedia]]></category>
		<category><![CDATA[narcisismo]]></category>
		<category><![CDATA[neuropsicomotricità]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studioarcobalenolatina.it/?p=2967</guid>
		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 31 mag. - 'Il narcisismo riguarda tutti perche', prima di essere una psicopatologia, e' una linfa vitale necessaria per l'individuazione. La questione non e' se siamo narcisisti oppure no - essendo il narcisismo un agente psichico a fondamento archetipico che viene prima della nostra esperienza individuale - ma il modo in cui viviamo il narcisismo'.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;IL CONFRONTO CON IL PRINCIPIO DI REALTA&#8217; IN TERAPIA E&#8217; IMPRESCINDIBILE&#8221;</p>
<p>(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 31 mag. &#8211; &#8216;Il narcisismo riguarda tutti perche&#8217;, prima di essere una psicopatologia, e&#8217; una linfa vitale necessaria per l&#8217;individuazione. La questione non e&#8217; se siamo narcisisti oppure no &#8211; essendo il narcisismo un agente psichico a fondamento archetipico che viene prima della nostra esperienza individuale &#8211; ma il modo in cui viviamo il narcisismo&#8217;. Ha aperto con questa riflessione il seminario organizzato dall&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) sulla psicologia del narcisismo affrontata in una prospettiva junghiana, Claudio Widmann, analista del Centro italiana di psicologia analitica (Cipa) e autore del libro &#8216;Pinocchio siamo noi. Saggio di psicologia del narcisismo&#8217; (Edizioni Magi).</p>
<p>&#8216;Non e&#8217; quindi la qualita&#8217; del narcisismo che lo rende funzionale o patologico, ma la qualita&#8217; dell&#8217;individuo- ricorda Widmann-, poiche&#8217; il principio individuativo puo&#8217; contenere fin dall&#8217;inizio una vocazione alla patologia. Se sul piano della patologia fisica questo e&#8217; un concetto facile da ammettere, lo e&#8217; meno su quello della patologia psichica. In tal caso la psicologia junghiana ci aiuta- prosegue l&#8217;analista- perche&#8217; attraverso le narrazioni mitiche e archetipiche ci fa comprendere il modo in cui funziona la psiche. I miti rappresentano l&#8217;attivita&#8217; psichica allo stato puro&#8217;.</p>
<p>CHI È NARCISO &#8211; &#8216;Esiste una versione del mito di Narciso molto antica- ricorda lo studioso- ed e&#8217; quella di Pausania. In questa narrazione Narciso non e&#8217; figlio unico, e&#8217; un gemello biovulare la cui controparte femminile subisce un destino infausto: muore bambina. Essendo &#8216;gemellarmente&#8217; unito alla sorella, egli non smettera&#8217; mai di cercarla. La ritrovera&#8217; solo quando andra&#8217; a bere alla fonte, e nel rispecchiarsi nell&#8217;acqua riuscira&#8217; a vederla attraverso il suo volto. In questo mito Narciso non e&#8217; incapace di amare- precisa lo psicoterapeuta- forse amera&#8217; male, ma la sua funzione sentimento e&#8217; presente e attiva. Sfatiamo allora la falsa credenza che essere narcisisti significhi essere innamorati di se stessi- afferma Widmann-. Il narcisismo non vuol dire &#8216;piacersi&#8217;, piuttosto indica l&#8217;autoreferenzialita&#8217;, il concentrare l&#8217;energia tutta sul se&#8217;, il bastare a se&#8217; stessi&#8217;.</p>
<p>Nel racconto di Ovidio, invece, &#8216;l&#8217;aspetto piu&#8217; problematico, e a volte violento, e&#8217; quello della congiunzione. Narciso e&#8217; una ragazzo bellissimo fin dalla nascita. Tutti lo vogliono, ma lui non accettera&#8217; la relazione con nessuno e rifiutera&#8217; anche la ninfa Eco&#8217;. Quando egli viene catturato dall&#8217;immagine riflessa nella fonte, che gli sorride se lui sorride, si avvicina se lui si avvicina e si allontana quando lui si allontana, &#8216;rimane avviluppato in un gioco di proiezioni che caratterizzano la psicodinamica del narcisismo. L&#8217;impossibilita&#8217; di afferrare quella figura determinera&#8217; un fallimento che lo costringera&#8217; a contemplare sofferente la sua figura fino alla consunzione. Nel mito il giovane non muore suicida, e si pone fin dall&#8217;inizio il problema della relazione con il femminile e della congiunzione&#8217;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/06/2010_5160_60989.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2968" alt="2010_5160_60989" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/06/2010_5160_60989-1024x682.jpg" width="940" height="626" /></a></p>
<p>DUE GRANDI TIPOLOGIE DEL NARCISISMO &#8211; Esistono due grandi tipologie del narcisismo: &#8216;II narcisismo dalla scorza dura (thik skinned), che lascia intravedere una qualche forma di tracotanza, superbia, dominanza, prevaricazione, sfrontatezza e arroganza; e il narcisismo dalla pancia molle (thin skinned)- precisa l&#8217;analista junghiano- proprio della persona paralizzata, di colui che non alza la mano perche&#8217; teme la brutta figura, di una personalita&#8217; dimessa, molto inibita, che si vergogna e non ha una sufficiente vis individuativa finendo per restare aggrovigliato su se stesso&#8217;.<br />
PERCHÉ PINOCCHIO &#8211; &#8216;Il burattino rispecchia clinicamente la diagnosi di disturbo di personalita&#8217; narcisistica a un livello borderline. Ai termini del Manuale dei disturbi mentali (DSM), se consideriamo Pinocchio come un bambino parleremo di un disturbo della condotta- prosegue Widmann-; se lo consideriamo come un adulto, presenta almeno 6 delle 9 categorie richieste per diagnosticarlo con un disturbo di personalita&#8217; narcisistico.</p>
<p>Pinocchio non e&#8217; fatto per le regole, non si sa assumere le sue responsabilita&#8217;, non studia ne&#8217; lavora, ha una grave incapacita&#8217; di valutare se stesso, tanto che rischia la morte ben sette volte. Pinocchio rispecchia molto bene l&#8217;attuale psiche collettiva: per esempio- rammenta l&#8217;analista- oggi oltre il 40% delle persone non lavorano e non studiano. Inoltre, i numeri di quanti muoiono perche&#8217; non hanno consapevolezza di se&#8217; sono molto elevati &#8216;.</p>
<p>PINOCCHIO A DIFFERENZA DI NARCISO VIVE, NON MUORE COSÌ COME È NATO &#8211; &#8216;Pinocchio siamo noi perche&#8217; ci riconosciamo in quanti portano fino in fondo il proprio principio individuativo anche negli aspetti di patologia che contiene. In quanti non si rassegnano a morire come sono nati. Pinocchio e&#8217; un modello evolutivo, e&#8217; un romanzo di formazione, la storia di una salvazione. Non si capisce come si sia salvato- chiosa lo studioso- ma nel suo (e nostro) inconscio avviene trasformazione e guarigione&#8217;.</p>
<p>PINOCCHIO NON NASCE CON GEPPETTO &#8211; &#8216;A scoprire il burattino e&#8217; mastro Ciliegia, che un giorno prende un comune pezzo di legno da catasta per farne una gamba di un tavolino. Quello che peschera&#8217; non sara&#8217; un comune pezzo di legno- continua l&#8217;analista del Cipa- perche&#8217; fin dall&#8217;inizio dimostrera&#8217; una sua soggettivita&#8217;: una vocina sottile che da subito piantera&#8217; grane, spaventera&#8217; mastro Ciliegia, causera&#8217; litigiosita&#8217; tra questi e mastro Geppetto (chiamandolo Polentina a causa della sua parrucca gialla), attivera&#8217; rivalita&#8217; e competizioni. Nella sostanza primitiva di Pinocchio c&#8217;e&#8217; una &#8216;vox&#8217; individuativa accentuata e il suo essere provocatorio emergera&#8217; mano a mano che verra&#8217; scolpito da Geppetto. Il falegname gli fara&#8217; gli occhi e subito lui gli fara&#8217; gli occhiacci; fara&#8217; la bocca e il burattino mostrera&#8217; le boccacce; la lingua e lui fa sberleffi; il naso e questo prende a crescere, e non per le bugie. Gli creera&#8217; le mani e lui gli rubera&#8217; la parrucca; costruira&#8217; le gambe e lui scappera&#8217;. L&#8217;unica cosa che Pinocchio non avra&#8217;- sottolinea l&#8217;esperto- sono le orecchie, che sono gli organi dell&#8217;ascolto. Ascoltare e&#8217; un temine ambivalente, indica la percezione del suono e &#8216;il dar retta&#8217;. L&#8217;obbedire dipende dalla capacita&#8217; di ascoltare, e in una psiche collettiva che ipotizziamo percorsa da un narcisismo dominante- approfondisce lo psicoterapeuta- non e&#8217; strano che a volte si invochino forme diverse di disubbidienza civile&#8217;.</p>
<p>PINOCCHIO SI DIFFERENZIA PER CONTRASTO &#8211; &#8216;Questo pezzo di legno non e&#8217; come gli altri e non vuole fare la fine degli altri. Nasce provocatorio, irriverente, ribelle, testardo, estremamente pungente, con una vis che si impone quale forza aggressiva.</p>
<p>D&#8217;altro canto Pinocchio ha un padre miope- chiosa lo studioso-, che ha la percezione della straordinarieta&#8217; individuativa del soggetto (desidera realizzare un burattino d&#8217;eccezione, che sappia ballare, cantare e far di scherma), ma poi manca della capacita&#8217; di essere all&#8217;altezza di tanta forza individuativa&#8217;.</p>
<p>PINOCCHIO VUOL DIRE PINOLO &#8211; &#8216;Il nome Pinocchio indica il seme della pigna di Pino, che a sua volta e&#8217; il diminutivo di Geppetto- ricorda Widmann-. Pinocchio porta quindi gia&#8217; nel nome il seme della sua individualita&#8217;. Cosi&#8217; nel burattino vediamo una connotazione individuativa soggettivante forte ed evidente&#8217;. Il narcisismo ha come caratteristica proprio la forte spinta alla singolarizzazione. Per distinguersi e singolarizzarsi, talvolta non si esita a &#8216;sfruttare gli elementi di debolezza, le menomazioni fisiche e sociali di cui si e&#8217; portatori, facendole passare, come in un gioco di prestigio, per punti di forza&#8217;.</p>
<p>GLI AMBIENTI PREDISPONENTI DEL NARCISISMO &#8211; Sono tanti gli ambienti e le atmosfere relazionali che predispongono al narcisismo: &#8216;La psicoanalisi chiama &#8216;estensione narcisistica&#8217; quella situazione molto frequente in cui una persona di riferimento coltiva il progetto di realizzare se stessa non in prima persona, ma attraverso qualcun altro. E&#8217; cio&#8217; che fa Geppetto progettando di girare il mondo grazie alla particolarita&#8217; di un figlio-burattino. Favoriscono il radicarsi di uno stile narcisistico gli ambienti che alimentano le inclinazioni alla falsificazione, l&#8217;importanza del rivestimento che un individuo si da&#8217;, che privilegiano il ruolo dell&#8217;ammirazione rispetto a quello dell&#8217;affetto. Laddove al bambino si corrisponda ammirazione invece che affetto, si crea un habitat psichico che facilita il costellarsi di una personalita&#8217; narcisistica&#8217;.</p>
<p>IL RUOLO DELLA PERSONA NELLA PSICODINAMICA DEL NARCISISMO &#8211; &#8216;Non si puo&#8217; lavorare sul narcisismo senza lavorare sull&#8217;archetipo della Persona e sui rischi dell&#8217;inflazione e del depauperamento dell&#8217;identita&#8221;, chiarisce lo studioso. Geppetto riveste Pinocchio per mandarlo a scuola &#8216;con un abbigliamento che presto si rivelera&#8217; piu&#8217; funzionale all&#8217;immagine che alla realta&#8217; (scarpe di corteccia e abito in carta fiorita) e che finisce per far parte dell&#8217;identita&#8217; del burattino&#8217;. &#8216;Il paradosso e&#8217; che talvolta, quando la sua particolare configurazione, il suo specifico stile di personalita&#8217; vengono apprezzati e avvalorati dalla collettivita&#8217;, il narcisismo induce a replicare copie di se&#8217;, piu&#8217; che a esprimere se stesso. Per timore della disconferma e della squalifica, l&#8217;individuo non puo&#8217; permettersi di essere colto in fallo, di mostrarsi nelle sue fragilita&#8217; e debolezze&#8217;.</p>
<p>IL NARCISISMO E L&#8217;INGANNO &#8211; Come il caminetto nella casa di Geppetto e&#8217; finto, dipinto sulla parete, &#8216;cosi&#8217; la spinta narcisistica cerca di spacciare agli altri un&#8217;immagine trasfigurata di se&#8217;, un se&#8217;-grandioso, gonfiato, una visione di se stesso sovradimensionata dalla preminenza della Persona. Il narcisismo alimenta a volte un duetto molto stretto tra la percezione che si ha di se&#8217; e quella che si stimola nell&#8217;altro&#8217;.</p>
<p>Widmann ricorda che &#8216;Narciso muore davanti a uno specchio, con lo sguardo che gli torna indietro, per significare che in mancanza di una percezione di se&#8217; diventa essenziale la percezione dell&#8217;altro. Narciso puo&#8217; solo vedere un&#8217;immagine riflessa e vivere di quell&#8217;immagine riflessa&#8217;. Ecco che agli occhi dell&#8217;analista junghiano si impone una riflessione sulla sovradipendenza dall&#8217;ammirazione, &#8216;che nella psicologia del narcisismo rappresenta un aspetto nodale. Se la percezione di se&#8217; e&#8217; deficitaria e lacunosa, si finisce per vivere di un ritorno di immagine. La proiezione in senso junghiano indica quel meccanismo per cui un contenuto inconscio, ancora non maturo, si proietta all&#8217;esterno (sulle cose, sull&#8217;altro) e solo nel momento in cui e&#8217; esterno diventa possibile vederlo, interagirci e introiettarlo&#8217;.</p>
<p>NARCISISMO E AUTOREFERENZIALITÀ &#8211; &#8216;Il narcisista non sa chiedere ma riesce a pretendere. Non vuole dipendere, ma la sua non e&#8217; indipendenza, e&#8217; un&#8217;autoreferenzialita&#8217; che lo porta a una inconsiderazione sistematica dell&#8217;altro. Ritroviamo questa caratteristica nella psiche collettiva- ricorda Widmann-,nell&#8217;autoreferenzialita&#8217; quotidiana che stravolge la cultura delle precedenze, che trasforma la furbizia in abilita&#8217; e che privilegia le scorciatoie di qualunque tipo- osserva il terapeuta- (perfino nell&#8217;apprendimento). L&#8217;inflazione di se&#8217; e il senso di onnipotenza sono atteggiamenti quotidiani, che diamo ormai per scontati. Quante persone vediamo con una modalita&#8217; del &#8216;So tutto io&#8217; e che la precedenza se la sanno prendere, che interrompono mentre qualcuno parla e prevaricano in molti modi? Questo e&#8217; il narcisismo della scorza dura, dell&#8217;imponenza e dell&#8217;imposizione, della tracotanza e della violenza&#8217;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/06/invierno.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2970" alt="invierno" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/06/invierno-1024x682.jpg" width="940" height="626" /></a></p>
<p>ONNIPOTENZA E IMPOTENZA &#8211; Onnipotenza e impotenza sono le due dimensioni del narcisismo &#8216;che non si sa come tenere insieme- aggiunge Widmann- e questo e&#8217; uno dei drammi del narcisismo&#8217;.</p>
<p>Dietro al rivestimento inflazionato &#8216;della Persona, nel narcisismo c&#8217;e&#8217; sempre un Io poverissimo, fragilissimo, che non sa da che parte farsi&#8217;. Riprendendo la favola di Pinocchio, l&#8217;analista cita un esempio: &#8216;Il burattino scappa da casa, viene impiccato e poi salvato da una donna, che prima abbandonera&#8217; e poi tornera&#8217; a cercare. Trovera&#8217; solo una lapide, perche&#8217; la donna e&#8217; morta di crepacuore a causa dei suoi comportamenti. Il burattino ha una reazione di dolore impotente e alla donna che non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; grica: &#8216;Rivivisci! Cosa vuoi che faccia io da solo al mondo?&#8217;. È la dichiarazione di impotenza di un narcisismo borderline, che concepisce l&#8217;altro in funzione di se&#8217;, dei suoi bisogni, delle sue incapacita&#8217;, della sua auto-insufficienza: &#8216;Ho bisogno di te perche&#8217; mi servi&#8217;. Il narcisismo impronta la personalita&#8217; di presunti e presuntuosi &#8216;sfruttatori inconsapevoli di essere sfruttati&#8217;- continua il terapeuta- e sono facili le allusioni a situazioni sociali dove i narcisismi delle furberie costruiscono imperi sulla non autosufficienza di altri, sulla narcisistica fragilita&#8217; di persone impotenti e sole&#8217;.</p>
<p>SINDROME DA VUOTO &#8211; Pinocchio ha la ferma determinazione di mangiare, giocare e sollazzarsi tutto il giorno, senza andare a scuola ne&#8217; a lavorare. &#8216;Un Io che non ha un minimo di consistenza e&#8217; completamente identificato con il principio di piacere e avversa il principio di realta&#8217;. Il principio di piacere e&#8217; la dichiarazione programmatica del narcisismo. Il confronto con il principio di realta&#8217; nella terapia del narcisismo e&#8217; dunque imprescindibile&#8217;, sottolinea l&#8217;analista del Cipa. Un Io debole che si identifica con il piacere perche&#8217; debole, &#8216;purtroppo cade spesso in una sindrome da vuoto (patologia da svuotamento dove nulla ha senso e niente vale la pena di essere vissuto, dove la percezione del non sentire niente e&#8217; piu&#8217; dolorosa perfino del sentire male)&#8217;. Nel Paese dei Balocchi &#8216;il divertimento e&#8217; sovraeccitazione. È infatti una caratteristica del narcisismo andare alla sterile ricerca di eccitazione per colmare il vuoto di stimoli, il vuoto dell&#8217;Io, attraverso esperienze estreme&#8217;.</p>
<p>PINOCCHIO E IL LAVORO &#8211; &#8216;Non sono un somaro, per sua norma io non ho mai lavorato&#8217;, dira&#8217; Pinocchio al muratore che gli propone di portare la calcina in cambio di cinque soldi. &#8216;Pinocchio non e&#8217; solo la voce passatista, di una concezione in cui il lavoro e&#8217; un disvalore&#8217;. Nel testo &#8216;Il disagio della civilta&#8221; di Freud, il cui titolo originale Das Unbehagen del Kultur, ovvero disagio della cultura e della civilizzazione, &#8216;e&#8217; scritto chiaramente che il lavoro e&#8217; una sorta di baratto tra il principio di piacere e il principio di realta&#8217;. Il narcisismo sogna un lavoro che dia lustro o prestigio, nel quale riconoscersi, esprimersi creativamente, &#8216;realizzarsi&#8217;. La filosofia che sottende quest&#8217;atteggiamento viene dalla coloritura individuativa della libido narcisistica, non piu&#8217; dalla mediazione tra principio di piacere e principio di realta&#8217;. E&#8217; nella logica narcisistica che alimenta il primato della Persona che il lavoro faccia &#8216;personare&#8217; l&#8217;eccezionalita&#8217; individuale, che faccia risuonare la singolarita&#8217; personale&#8217;.</p>
<p>IL NARCISISMO DALLA PANCIA MORBIDA &#8211; Per contro c&#8217;e&#8217; anche una Persona fondata sull&#8217;understatement, &#8216;dove l&#8217;essere sottotono, miserevole, inabile compone un&#8217;immagine di se&#8217; funzionale ad assicurare attenzione e adesione. L&#8217;orrore massimo del narcisismo e&#8217; la disapprovazione, la disconferma&#8217;. L&#8217;orrore massimo del narcisismo debole e&#8217; &#8216;la derisione, la brutta figura. Per non patire questo si e&#8217; disposti a tutto. Si puo&#8217; investire su una Persona che desti compassione, ma si puo&#8217; arrivare a non uscire di casa, a rinunciare a occasioni di vario tipo, a non esporsi, a non mettersi in gioco, a non gareggiare per il rischio di perdere. Questo non e&#8217; il narcisismo dell&#8217;esibirsi, ma del nascondersi; c&#8217;e&#8217; un narcisismo del personaggio famoso, ma anche dall&#8217;extraterrestre che passa inosservato, invisibile agli umani&#8217;.</p>
<p>LA COSCIENZA MORALE NEL NARCISISMO &#8211; Pinocchio, prototipo di narcisismo, e&#8217; &#8216;un incosciente dal punto di vista della consapevolezza di se&#8217; e dal punto di vista etico. Ai livelli piu&#8217; grossolani, e&#8217; impudico, spudorato, non ha percezione dell&#8217;intrinseca sacralita&#8217; di certe cose e coltiva una morale dell&#8217;egocentrismo, funzionale a se&#8217; stesso. C&#8217;e&#8217; un abisso tra narcisismo ed eroismo ed e&#8217; proprio la coscienza a fare la differenza tra i due&#8217;.</p>
<p>Ai terapeuti, Widmann ricorda &#8216;l&#8217;importanza della coscienza del narcisismo personale, per farne un uso il piu&#8217; possibile mirato all&#8217;interno della relazione analitica, dal momento che il narcisismo del terapeuta e&#8217; spesso chiamato in causa a livello controtransferale. Il narcisismo comporta spesso una situazione di inflazione psichica ed e&#8217; fondamentale che il narcisismo dell&#8217;analista non entri in collusione con quello inflazionistico dell&#8217;analizzato, facendo passare l&#8217;inflazione per individuazione. Siamo il bersaglio delle dinamiche narcisistiche- conclude- e fare del nostro paziente una estensione narcisistica e&#8217; un rischio quotidiano. Solo un&#8217;osservazione sistematica della relazione controtransferale offre una sponda al contenimento di queste dinamiche&#8217;.</p>
<p><a title="NARCISISMO, WIDMANN: RIGUARDA TUTTI, LA QUESTIONE E' IL MODO IN CUI LO VIVIAMO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/maggio/31/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/maggio/31/?news=01</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.studioarcobalenolatina.it/narcisismo-widmann-riguarda-tutti-la-questione-e-il-modo-in-cui-lo-viviamo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DISTURBI DEL COMPORTAMENTO: IN MOLTI COSTITUISCONO UNA DIFESA.</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/disturbi-del-comportamento-in-molti-costituiscono-una-difesa/</link>
		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/disturbi-del-comportamento-in-molti-costituiscono-una-difesa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 May 2014 06:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[logopedia]]></category>
		<category><![CDATA[neuropsicomotricità]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studioarcobalenolatina.it/?p=2521</guid>
		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario Sanità) Roma, 14 mag. - "Molti bambini si difendono adottando una compensazione comportamentale. Possiamo vederlo se evitiamo letture superficiali che inducono un'archiviazione della patologia". ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario Sanità) Roma, 14 mag. &#8211; &#8220;Molti bambini si difendono adottando una compensazione comportamentale. Possiamo vederlo se evitiamo letture superficiali che inducono un&#8217;archiviazione della patologia&#8221;. Da questa constatazione è partito il lavoro di Emanuele Trapolino, dirigente medico di primo livello presso l&#8217;Unità operativa complessa di Neuropsichiatria infantile dell&#8217;Ospedale pediatrico Giovanni di Cristina (ARNAS Civico &#8211; Di Cristina) e direttore dell&#8217;Unità operativa semplice di Neurologia neonatale ad essa afferente, che giovedì al convegno Sinpia di Palermo introdurrà la sessione di lavoro dedicata a &#8216;Le variabili dello sviluppo neuropsichico fra normalità e patologia nella fascia 0-3&#8242;.</p>
<p>&#8220;Subiamo spesso la regola della classificazione della patologia senza curarci correttamente dell&#8217;interpretazione di quello che apparentemente &#8216;sembra&#8217; una patologia- spiega il medico- ma che risulta invece una modalità di adattamento a contesti disadattivi. La scommessa è tentare di capire perché il bambino si comporti in quel modo, qual è la causa, la motivazione, l&#8217;obiettivo e l&#8217;esito, che non deve essere statico&#8221;. I bambini affetti da disturbo della regolazione della processazione sensoriale hanno &#8220;una incapacità a processare lo stimolo esterno senza poterlo acquisire come strumento di apprendimento. Abbiamo valutato come funzionano queste aree, come l&#8217;intervento abilitativo possa essere utile e come il caregiving sia determinante per migliorare&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2014/05/Bambiniingestibiliecapricciosiottoregoleperunabuonaeducazione.jpg"><img class="size-medium wp-image-2522 alignright" alt="Bambiniingestibiliecapricciosiottoregoleperunabuonaeducazione" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2014/05/Bambiniingestibiliecapricciosiottoregoleperunabuonaeducazione-300x216.jpg" width="300" height="216" /></a>CAPACITA&#8217; DI RIMODULARSI &#8211; Il neuropsichiatra si occupa soprattutto di bambini al di sotto dei 3 anni, della prematurità alta e bassa. Nel lavoro di ricerca &#8220;abbiamo cercato di capire come aumentare i livelli di connettività funzionale in aree biologiche un tantino immature, e per farlo abbiamo valutato le traiettorie di sviluppo dei bambini che possono essere modificate aldilà di quella che è la neurobiologia. Questi piccoli hanno una base neurobiologica di cui bisogna tener conto, ma hanno la ripartenza e la capacità di rimodularsi rispetto ai contesti in cui si muovono&#8221;. L&#8217;obiettivo della ricerca, condotta insieme alla neuropsichiatra infantile e collaboratrice Elena Vanadia, è di sviluppare &#8220;un protocollo che si è sempre occupato di indicatori precoci di sviluppo patologico e anormale, per arrivare a identificare dei costrutti intermedi tra il disturbo finale e la base iniziale della neurobiologia nei momenti di transito, che nei piccoli sono legittime e testimonianza di scelte comportamentali e fisiologiche rispetto a dei contesti difficili&#8221;.</p>
<p>L&#8217;OBIETTIVO DELLA RICERCA- &#8220;Ritagliare sul bambino una psichiatria che non voglia catalogarlo dentro un&#8217;etichetta diagnostica, ma rispettare la sua soggettività, la sua trasformabilità, potenzialità e necessità di avere qualcuno che sappia interpretare la deficitarietà, attivando un percorso terapeutico educativo comprensibile, legittimo e fruibile. Oggi il grande limite- spiega Trapolino- è che sono proposti servizi prolungati nel tempo, costosi e confusi&#8221;.</p>
<p>LE DIATRIBE TRA PSICOLOGIA E PSICHIATRIA: &#8220;Non c&#8217;è antinomia tra psicoterapia e psichiatria. A me è più vicino un approccio psicodinamico, che mi permette di avvicinarmi al bambino come ad una persona che sta al mondo piuttosto che come ad un malato a cui dare un farmaco. Non possiamo non considerare le strategie interpretative e l&#8217;approccio evolutivo. Io propendo per una neuropsichiatra che prediliga la normalità- ribadisce il direttore- invece si guarda a una apparente normalità che esiste in cornici patologiche non riconoscendo la vulnerabilità. Ma il vulnerabile è il bimbo che ha una reattività esagerata&#8221;.</p>
<p>LE SFIDE DELLA PSCICHIATRIA OGGI &#8211; &#8220;La nostra scommessa oggi è identificare gli endofenotipi, le strutture neuropsicologiche transitorie il cui riconoscimento permette un corretto approccio al disturbo e una corretta pratica assistenziale. Riconoscere la disfunzione specifica significa risolvere tutta una serie di problemi connessi, come l&#8217;assenza della rappresentatività mentale, il deficit di attenzione o il comportamento disfunzionale che un bambino con Adhd manifesta. Vogliamo osservare il bimbo nella sua disponibilità e comprensione dell&#8217;evoluzione, restituendo alla famiglia qualcosa di comprensibile, al bambino qualcosa di accessibile e al contesto qualcosa di fruibile&#8221;. Questo discorso è attivo a Pisa, Firenze e Palermo. &#8220;Noi sposiamo la tesi della intenzionalità del bambino- spiega il neuropsichiatra infantile- la motivazione del bambino che interagisce col mondo e impara a riconoscere l&#8217;altro&#8221;. La neuropsichiatria oggi deve &#8220;recuperare conoscenze, potenziare le competenze degli strumenti interattivi, fare mente locale e rientrare nella dimensione della neuropsichiatria classica: osservare giudiziosamente il minore nelle difficoltà e nelle potenzialità. Partire dal bambino- conclude- per tornare al bambino, rispettando quello che non abbiamo catalogato&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="SANITA. Minori. Disturbi comportamento, in molti sono difesa" href="http://www.direnews.it/newsletter_sanita/anno/2014/maggio/14/?news=06">http://www.direnews.it/newsletter_sanita/anno/2014/maggio/14/?news=06</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.studioarcobalenolatina.it/disturbi-del-comportamento-in-molti-costituiscono-una-difesa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
