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	<title>Studio Arcobaleno &#187; comunicazione</title>
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		<title>CORSO DI FORMAZIONE GRATUITO A DISTANZA PER DOCENTI</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 22:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra gli obiettivi dell'iniziativa fornire strumenti per la gestione delle naturali risposte di ansia e stress che si possono sperimentare a confronto con esperienze difficili come quella che stiamo attualmente vivendo, al fine di sostenere e mantenere vivo il rapporto scuola-studenti e il dialogo educativo tra scuola e famiglia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>INIZIATIVA</b>: CORSO GRATUITO DI FORMAZIONE A DISTANZA PER DOCENTI.</p>
<p><b>TITOLO<i>: </i></b><i>“LA GESTIONE DELL’ANSIA E DELLO STRESS NELLE SITUAZIONI DI EMERGENZA”.</i></p>
<p><b>PROMOSSO DA: </b>Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e realizzato in collaborazione con l’équipe clinica e medico-psicologica dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (centro accreditato dal Miur per la formazione), con la Società Italiana di Pediatria e con il portale di informazione DireGiovani.<b></b></p>
<p><b>DESTINATARI</b>: docenti di ogni ordine e grado di scuola.</p>
<p><b>OBIETTIVI</b>: fornire strumenti per la gestione delle naturali risposte di ansia e stress che si possono sperimentare a confronto con esperienze difficili come quella che stiamo attualmente vivendo, al fine di sostenere e mantenere vivo il rapporto scuola-studenti e il dialogo educativo tra scuola e famiglia.<b><i></i></b></p>
<p><b>PERCHÉ DELL’INIZIATIVA</b>: l’esperienza d’intervento nell’ambito della gestione degli eventi stressanti e traumatici svolta dall’IdO nell’arco di questi anni ha dimostrato come i docenti possano costituire per gli studenti una grande risorsa, diventando mediatori di benessere e attivatori dei processi di resilienza. La situazione che stiamo affrontando richiede a tutti, sia sul piano personale che professionale, l’attivazione di notevoli risorse anche emotive e relazionali oltre alla necessità di valorizzare le capacità adattive necessarie a gestire i cambiamenti che hanno coinvolto la nostra vita quotidiana. In particolare i docenti sono chiamati a:</p>
<p>-        gestire le difficoltà concrete e logistiche legate all’organizzazione di attività formative a distanza,</p>
<p>-        coniugare ed organizzare tempi e spazi che un tempo erano differenziati ed oggi appaiono sovrapposti</p>
<p>-        accogliere l’eterogeneità delle richieste, dei vissuti e dei bisogni dei giovani,</p>
<p>-        sintonizzarsi e gestire i propri bisogni e vissuti.</p>
<p><b>CONTENUTI</b>: il percorso formativo si articolerà in due moduli, il primo indirizzato ad evidenziare le implicazioni sia sul piano organizzativo-logistico che emotivo-relazionale che l’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus ha avuto per i docenti (con particolare riferimento ai cambiamenti intervenuti nella relazione educativa e nell’alleanza educativa con la famiglia in seguito all’introduzione della didattica a distanza), il secondo più specificamente legato agli strumenti e alle risorse possono essere messe a disposizione degli studenti al fine di favorire un atteggiamento attivo e consapevole nei confronti della condizione che stanno vivendo, accoglierne, comprenderne e gestire le richieste, i bisogni e i vissuti, spesso estremamente eterogenei, e favorire in loro quella flessibilità, quelle capacità di problem solving e quella creatività necessarie al processo di adattamento.</p>
<p><b> </b><b>CONTATTI</b>: il corso è gratuito. Le attività saranno svolte in modalità e-learning. Per informazioni e iscrizioni  <a href="mailto:sportellodocenti@diregiovani.it">sportellodocenti@diregiovani.it</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/11/corsoidoansia.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3531" alt="corsoidoansia" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/11/corsoidoansia.png" width="640" height="452" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>CHI SONO I PARLATORI TARDIVI o LATE TALKERS</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2020 20:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono bambini che dai 24 mesi ai 3 anni presentano un rallentamento nello sviluppo del linguaggio in assenza di altri disturbi neurologici, cognitivi, sensoriali e relazionali.
Presentano un numero di parole inferiore a 50 e/o assenza di associazione di 2 o più parole dai 30 mesi. I bambini che vengono definiti come late talkers possono o rientrare nel   normale sviluppo di linguaggio o potrebbero ricevere successivamente una diagnosi di disturbo di linguaggio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/parlatori-tardivi.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3509 aligncenter" alt="parlatori-tardivi" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/parlatori-tardivi-300x276.jpg" width="300" height="276" /></a></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Sono bambini che dai 24 mesi ai 3 anni presentano un rallentamento nello sviluppo del linguaggio in assenza di altri disturbi neurologici, cognitivi, sensoriali e relazionali.</span></p>
<p>Presentano un numero di parole inferiore a 50 e/o assenza di associazione di 2 o più parole dai 30 mesi. I bambini che vengono definiti come late talkers possono o rientrare nel   normale sviluppo di linguaggio o potrebbero ricevere successivamente una diagnosi di disturbo di linguaggio.</p>
<p>La società di oggi ci porta a vivere in modo molto frenetico, corriamo tra lavoro, casa e impegni quotidiani e cercare di ritagliarsi un po’ di tempo per condividere attività con i propri figli, come giocare, leggere, impastare, sperimentare etc.… risulta molto difficile.</p>
<p>In questi giorni di quarantena, abbiamo avuto la fortuna di poter trascorrere del tempo con i nostri bimbi e condividere così molte cose insieme.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/LATE-TALKERS.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3510 alignright" alt="late-talkers" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/LATE-TALKERS-300x216.jpg" width="300" height="216" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Questo per sottolineare quanto sia importante nell’interazione con i bambini, prediligere attività di attenzione condivisa, di contatto fisico ed emotivo con il <i>caregiver,  </i>anche durante il cambio del pannolino, il bagnetto, la pappa e la lettura di un libro.</p>
<p style="text-align: left;">Attività quali il racconto di storie che propongono situazioni di vita quotidiana, arricchiscono la fantasia, offrono una ricca stimolazione linguistica, l&#8217;ampliamento del lessico e aiutano anche la comprensione delle intenzioni e dei sentimenti altrui.</p>
<p>È fondamentale che il genitore rispetti i tempi del bambino, che presti attenzione ai segnali comunicativi di questo, all&#8217;intonazione, alla gestualità, alla mimica facciale, imitandolo e dimostrandogli così che lo si sta ascoltando e che si è interessati a lui e a quello che sta comunicando.  Il bambino così sperimenta il successo e viene continuamente incoraggiato a partecipare a nuove conversazioni.</p>
<p>Dott.ssa Claudia Mandarino</p>
<p><em>Logopedista</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/parlatori-tardivi.jpg"> </a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>LeggiAMO! Laboratorio per lo sviluppo del linguaggio dedicato a bambini dai 2 ai 3 anni.</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 15:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tuo bambino ha dai 2-3 anni? Presenta un ritardo del linguaggio?
Ecco un laboratorio pensato ad hoc per te.
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Il tuo bambino ha dai 2 ai 3 anni? Presenta un ritardo del linguaggio?</p>
<p style="text-align: center;">Ecco un laboratorio pensato ad hoc per voi!</p>
<p>L&#8217;input linguistico e lo stile comunicativo dei genitori rivestono un ruolo fondamentale nello sviluppo delle abilità comunicative dei loro figli.</p>
<p>Per questo Arcobaleno – Studio Multidisciplinare ha pensato a un programma di <b>SEI INCONTRI</b> della durata di un’ora ciascuno per <b>FORNIRE STRUMENTI E STRATEGIE COMUNICATIVE E LINGUISTICHE PER SOSTENERE LO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO NEI BAMBINI DAI 2 AI 3 ANNI.</b></p>
<p>Il laboratorio sarà condotto dalla Dott.ssa Claudia Mandarino, Logopedista, con la collaborazione della Dott.ssa Francesca Zaza, Psicologa – Psicoterapeuta.</p>
<p align="center">Gli incontri si svolgeranno il <b>MERCOLEDÌ DALLE 11.15 ALLE 12.15.</b></p>
<p>L’adesione è subordinata allo svolgimento di un colloquio conoscitivo finalizzato ad accertare che vi siano i presupposti per la partecipazione ed un incontro conclusivo di restituzione e condivisione del percorso effettuato.</p>
<p>Per maggiori informazioni rivolgersi a:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dott.ssa Claudia Mandarino Tel. 380/3640341</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2019/09/LABORATORIO-PC-ARCO-2019.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3442" alt="laboratorio-pc-arco-2019" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2019/09/LABORATORIO-PC-ARCO-2019.jpg" width="750" height="733" /></a></p>
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		<title>AUTISMO, LA STORIA DI EMMA</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2018 06:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA – “Emma è una bambina di 4 anni e mezzo, problematica fin dalla nascita. Era sofferente, aveva crisi di pianto continue, era inconsolabile. Non ricordo una giornata tranquilla trascorsa al parco con il passeggino perché lei lanciava le scarpe. Era davvero ingestibile”. Parte da qui la testimonianza della madre Laura Monaco, intervenuta alla trasmissione UnoMattina in occasione della XI giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA – “Emma è una bambina di 4 anni e mezzo, problematica fin dalla nascita. Era sofferente, aveva crisi di pianto continue, era inconsolabile. Non ricordo una giornata tranquilla trascorsa al parco con il passeggino perché lei lanciava le scarpe. Era davvero ingestibile”. Parte da qui la testimonianza della madre Laura Monaco, intervenuta alla trasmissione UnoMattina in occasione della XI giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo.</p>
<p>Come lei ci sono in Italia altre 500 mila famiglie con figli coinvolti nei disturbi dello spettro autistico e a loro oggi è dedicata una giornata per la sensibilizzazione e conoscenza di una sindrome che riguarda nel mondo un bambino ogni 100 (negli Usa 1 ogni 68).</p>
<p>“Emma è nata con un forte reflusso gastroesofageo e noi attribuivamo a questo problema tutte le sue sofferenze, ma non era così. A 30 mesi non parlava, non diceva mamma e papà, non pronunciava nessuna parola. Fu l’otorino che ci nominò per la prima volta i disturbi dello spettro autistico- ricorda la mamma- e ci consigliò di andare all’Istituto di Ortofonologia (IdO) per approfondire la mancanza della parola. Mia figlia fu visitata da Federico Bianchi di Castelbianco, il direttore dell’<a href="http://www.ortofonologia.it/">IdO</a>, che la rimandò alla sua equipe. Arrivò così la diagnosi- continua Monaco- e fu sofferta perché nessun genitore vuol sentir parlare di questa sindrome“.</p>
<p>La bambina venne subito inserita nel piano terapeutico previsto dal <a href="http://www.ortofonologia.it/?do=105">Progetto Tartaruga</a> e “nel corso del tempo, da quando ha iniziato la terapia, ha avuto un cambiamento straordinario, inspiegabile per noi genitori. Emma prima non dormiva mai e ha cominciato a dormire. Era molto selettiva nel cibo e invece grazie alla pet therapy – con gli asinelli l’anno scorso e da quest’anno anche con gli animali domestici – ha iniziato a mangiare cose diverse. Infine, da un punto di vista relazionale ha cominciato ad approcciare ai bambini anche se non sapeva giocare”.</p>
<h3>Come funziona il Progetto Tartaruga dell’IdO, il primo modello evolutivo a mediazione corporea per i disturbi dello spettro autistico nell’infanzia?</h3>
<p>“Il nome Tartaruga è stato scelto proprio per non dare una falsa aspettativa alle famiglie- fa sapere Castelbianco- dura 4 anni e prevede dalle 6 alle 10 ore a settimana“.</p>
<p>“Si tratta di un approccio integrato che abbraccia una visione globale del bambino– chiarisce lo psicoterapeuta dell’età evolutiva- e si struttura, infatti, in incontri informativi e di consulenza individuale e di gruppo per i genitori, miranti a favorire la sintonizzazione affettiva e a lavorare sulla dinamica relazionale genitore-bambino attraverso la condivisione ludica; il sostegno educativo a scuola per incoraggiare l’inclusione scolastica dei bambini con autismo; le visite specialistiche; le osservazioni diagnostiche periodiche; le valutazioni  psicologiche, neuropsichiatriche e inerenti le abilità cognitive e sociali e numerose attività tra cui la pet therapy. La terapia ambulatoriale comprende, invece, terapia a mediazione corporea, sessioni di logopedia, musicoterapia, psicomotricità, psicoterapia e un lavoro pedagogico specificamente indirizzato alle difficoltà cognitive”.</p>
<p>Il direttore dell’IdO aggiunge: “È un lavoro abbastanza impegnativo, ma i genitori non devono fare i terapisti, devono fare i genitori. Noi li utilizziamo come strumento per aumentare la capacità di relazione con il bambino. L’obiettivo fondamentale è proprio quello di aiutare i genitori a interpretare le atipie del bambino in modo da creare un’attenzione condivisa che possa costituire la base per una prima forma di comunicazione. Uno dei progetti si chiama appunto ‘Mamme a bordo’“.</p>
<p>Emma fa parte di un gruppo di 40 bambini di 3 anni presi in carico presso l’IdO.</p>
<p>“Precedentemente avevamo condotto una ricerca su 80 minori con disturbi dello spettro autistico dai 3 ai 15 anni con un risultato di uscita dal disturbo del 30%. Successivamente abbiamo organizzato questi 40 bambini dell’età di 3 anni- sottolinea lo psicoterapeuta- e dopo 2 anni di terapia sono usciti dalla diagnosi di autismo 18 bambini su 40, quasi il 50%. Siamo molto felici di questo risultato e abbiamo tanti scambi con l’estero”.</p>
<p>Il Progetto Tartaruga “non è una terapia sperimentale, ma è sicuramente più mirata. Seguiamo un centinaio di bambini e sono tutti videoregistrati. La domanda che ci poniamo adesso riguarda il 50% dei bambini usciti dalla diagnosi di autismo: ‘Come stanno? Com’è la loro qualità di vita? Come vivono questi bambini che non sono più autistici? Gli è rimasto qualcosa, cosa è sparito? Stiamo conducendo un’indagine sul vecchio gruppo di 30 bambini usciti dall’autismo per analizzare come stanno, perché un conto è uscire dall’autismo, un altro è guarire. Il 50% esce dalla diagnosi di autismo, ma sulla guarigione potremo rispondervi in modo totale ad ottobre. Certo, 18 bambini su 40 sono tanti- conclude- e speriamo di crescere nei prossimi 2 anni”.</p>
<p>Le famiglie inserite nel progetto Tartaruga non pagano nulla, l’intervento terapeutico dell’IdO è gratuito in quanto centro accreditato SSN con la Regione Lazio.</p>
<p>Il progetto terapeutico dell’IdO e’ oggetto di diversi articoli pubblicati su note riviste scientifiche internazionali che hanno gia’ totalizzato migliaia di lettori, esperti del settore. Sono tutte consultabili sul portale <a href="http://www.ortofonologia.it/">www.ortofonologia.it</a>.</p>
<p>Il crescente interesse internazionale ha anche portato l’IdO ad esportare il suo approccio evolutivo in molte regioni italiane, tra cui la Sardegna e la Sicilia, nonche’ a sviluppare importanti scambi scientifici e formativi con le Universita’ straniere in Brasile, Colombia, Stati Uniti e Israele.</p>
<p><a title="AUTISMO, LA STORIA DI EMMA" href="http://www.dire.it/02-04-2018/188727-autismo-storia-emma-progetto-tartaruga-ido-cambiamenti-straordinari/">http://www.dire.it/02-04-2018/188727-autismo-storia-emma-progetto-tartaruga-ido-cambiamenti-straordinari/</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>AUTISMO, I DISEGNI PARLANO</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 06:15:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 28 mar. - I bambini che rientrano in un disturbo dello spettro autistico presentano un significativo ritardo nel processo grafico, perche' il disegno e' uno strumento comunicativo. Questo ritardo, infatti, non sembra correlato al quoziente intellettivo ma all'area dell'Affetto Sociale: se c'e' un'inibizione relazionale ci sara' anche un'inibizione nell'aspetto comunicativo del disegno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ricerca IdO su produzioni grafiche di 84 bambini: Migliorano se l&#8217;ambito terapeutico e&#8217; relazionale</strong></p>
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<div id="testo">(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 28 mar. &#8211; I bambini che rientrano in un disturbo dello spettro autistico presentano un significativo ritardo nel processo grafico, perche&#8217; il disegno e&#8217; uno strumento comunicativo. Questo ritardo, infatti, non sembra correlato al quoziente intellettivo ma all&#8217;area dell&#8217;Affetto Sociale: se c&#8217;e&#8217; un&#8217;inibizione relazionale ci sara&#8217; anche un&#8217;inibizione nell&#8217;aspetto comunicativo del disegno. La prova arriva da uno studio decennale dell&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO), realizzato su un campione di 84 bambini autistici dai 2 ai 15 anni, in via di pubblicazione sulla rivista internazionale &#8216;Journal of Psychology and Psychotherapy&#8217;.</p>
<p>A chiarirne alla Dire il suo valore e&#8217; Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva, responsabile del servizio terapie del&#8217;IdO: &#8220;Il disegno e&#8217; una narrazione fortemente interferita dall&#8217;aspetto relazionale. Lo conferma una differenza emersa, nel corso della ricerca, tra produzioni grafiche effettuate in ambito valutativo e quelle che prendono vita in un contesto terapeutico. Sono sempre frutto degli stessi bambini, le cui capacita&#8217; cognitive non cambiano passando da una stanza all&#8217;altra, eppure le produzioni grafiche migliorano in un contesto terapeutico poiche&#8217; in quell&#8217;ambito si punta sulla relazione e non solo sulla prestazione. Inoltre, anche i bambini autistici con un livello cognitivo adeguato non disegnano se non hanno prima raggiunto un&#8217;apertura relazionale&#8221;. Questa difficolta&#8217; emerge in particolare con il disegno raffigurativo: &#8220;La figura umana ha un maggiore apporto comunicativo e affettivo&#8221;, sottolinea la psicoterapeuta.</p></div>
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La produzione grafica del bambino autistico non puo&#8217; quindi essere valutata solo con parametri cognitivi, &#8220;in quanto se ripete sempre lo stesso disegno mostra un atteggiamento stereotipato- continua la responsabile dell&#8217;e'quipe IdO- e se e&#8217; stereotipato non e&#8217; comunicativo. Avevamo una bambina autistica che faceva dei disegni splendidi, ma erano sempre gli stessi.</p>
<p>Erano appunto stereotipati- continua Di Renzo-, quando poi ha iniziato a disegnare all&#8217;interno della terapia il livello del suo disegno formale e&#8217; diminuito ma la produzione grafica e&#8217; diventata per lei uno strumento di comunicazione e di narrazione di se&#8217;&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;altra curiosita&#8217; riguarda il talento particolare dei bambini autistici: &#8220;Hanno una capacita&#8217; percettiva e un pensiero visivo molto sviluppati- assicura Di Renzo- tuttavia non abbiamo trovato una particolare creativita&#8217; nelle loro produzioni grafiche&#8221;.</p></div>
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<div style="text-align: left;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/04/1042-interpretazione-disegni-bambini-tSa-770X450.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3213" alt="1042-interpretazione-disegni-bambini-tsa-770x450" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/04/1042-interpretazione-disegni-bambini-tSa-770X450.jpg" width="770" height="450" /></a></p>
<p>I DISEGNI PARLANO &#8211; L&#8217;analisi dell&#8217;evoluzione grafica dei bambini che presentano un disturbo dello spettro autistico e&#8217; sempre stata trascurata, benche&#8217;, &#8220;in accordo con la psicologa americana Karen Machover, sappiamo che la figura disegnata rappresenti l&#8217;autore stesso e fornisca informazioni circa la percezione che egli ha del corpo e dei suoi desideri. In base alla presenza di certi dettagli e al modo in cui le varie parti del corpo sono sviluppate o tralasciate e&#8217; possibile inferire il vissuto e la condizione emotiva del soggetto, altrimenti non comunicabile in modo simbolico&#8221;. Per questo motivo l&#8217;IdO ha avviato un lavoro di analisi e osservazione delle rappresentazioni grafiche, da cui e&#8217; emersa anche l&#8217;esistenza di una relazione tra disegno, eta&#8217; cronologica e durata della terapia: &#8220;La maggiore presenza del disegno della figura umana nei bambini dai 6 ai 9 anni e&#8217; dovuta a una durata di almeno 2 o 3 anni di terapia. I bambini che al momento della valutazione, avevano ottenuto un punteggio &#8216;Non Spettro&#8217; (determinato da 4 anni di terapia pregressa) mostrano una capacita&#8217; grafica di gran lunga superiore a quella degli altri gruppi- evidenzia Di Renzo- grazie a una maggiore apertura sociale che consente al bambino di usare il disegno in modo comunicativo. Nei bambini dai 10 ai 15 anni,i invece, la comparsa della rappresentazione della figura umana e&#8217; legata, oltre che ad una maggiore maturazione, agli innumerevoli stimoli ricevuti nei vari contesti familiare, scolastico e terapeutico. È comunque importante sottolineare che quando compare la rappresentazione della figura umana, appare immatura ed alterata rispetto l&#8217;eta&#8217;&#8221;.</p>
<p>METODO DI LAVORO &#8211; Il team di esperti dell&#8217;IdO e&#8217; composto da psicologi, psicoterapeuti, neuropsichiatri, neurologi e altre figure specializzate, ed ha utilizzato l&#8217;Ados (Autism Diagnostic Observation Schedule) per valutare la gravita&#8217; della sintomatologia autistica, e la scala Leiter-R (scala cognitiva non verbale) per verificare il livello cognitivo. E cio&#8217; correla con il livello grafico raggiunto. &#8220;L&#8217;Ados-2 oltre a fornire un punteggio generale, misura anche il dominio dell&#8217;Affetto Sociale- chiosa la responsabile dell&#8217;IdO- e il dominio dei Comportamenti Ripetitivi e Ristretti (RRB). L&#8217; Affetto Sociale include la valutazione degli aspetti legati alla comunicazione e all&#8217;interazione sociale reciproca, mentre negli RBB rientrano gli interessi sensoriali insoliti, i manierismi, gli interessi e i comportamenti ripetitivi e l&#8217;utilizzo stereotipato-idiosincrasico di parole e/o vocalizzi&#8221;.</p>
<p>Il livello grafico e&#8217; stato osservato in produzione spontanea, stabilendo una scala che va dalla presenza di scarabocchio (nel 47% dei bambini con autismo, 86% dei minori dello spettro e 45% del Non Spettro) alla strutturazione dello schema corporeo (nel 47% degli autistici, 14% dei bambini dello Spettro e 54% del Non Spettro), tenendo conto anche delle stereotipie che possono produrre delle ecografie simili alle ecolalie (ripetizione involontaria, come un&#8217;eco, di parole o frasi pronunciate da altre persone) presenti nel linguaggio verbale. &#8220;Dai dati e&#8217; emersa una correlazione significativa tra la produzione grafica e la componente Affetto-Sociale dell&#8217;Ados- rimarca Di Renzo- a dimostrazione che il ritardo nel disegno e&#8217; fortemente influenzato da una inibizione emotiva oltre che intellettiva&#8221;.</p></div>
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<div style="text-align: left;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/04/1459437696.jpg"><img class="size-full wp-image-3214 aligncenter" alt="1459437696" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/04/1459437696.jpg" width="633" height="475" /></a></p>
<p>IL PROGETTO TARTARUGA &#8211; L&#8217;attivita&#8217; grafica, oggetto di analisi nella ricerca dell&#8217;IdO, costituisce un elemento fondamentale sia della fase di valutazione che del lavoro terapeutico che i bambini con disturbo dello spettro autistico ricevono presso l&#8217;Istituto di Ortofonologia. Un lavoro frutto di venti anni di esperienza sul campo e noto come &#8216;Progetto terapeutico Tartaruga&#8217;, in cui sono previste: la presa in carico del bambino con autismo, della famiglia e della scuola, incontri informativi e di consulenza individuale e di gruppo per i genitori, sostegno educativo a scuola, visite specialistiche. &#8220;La finalita&#8217; di questo modello di trattamento e&#8217; quella di enfatizzare la dimensione emozionale e relazionale per arricchire il repertorio di comportamento comunicativo, permettendo cosi&#8217; l&#8217;espressione delle latenti capacita&#8217; intellettive e sociali. I bambini con disturbo autistico presentano, infatti, una notevole difficolta&#8217; a esprimere e a dare forma al proprio stato emotivo a causa di un deficit di sintonizzazione affettiva che interferisce su tutti i comportamenti, sia verbali che non verbali come il disegno. Le produzioni grafiche di questi bambini- conclude Di Renzo- risultano inficiate dalla marcata diminuzione dell&#8217;integrazione sociale e della comunicazione&#8221;.</p>
<p>Il Progetto Tartaruga dell&#8217;IdO e&#8217; il primo approccio evolutivo italiano all&#8217;autismo, ed e&#8217; oggetto di diversi articoli pubblicati su note riviste scientifiche internazionali che hanno gia&#8217; totalizzato piu&#8217; di 12 mila lettori, esperti del settore.</p>
<p>Sono tutte consultabili sul portale www.ortofonologia.it.</p>
<p>Il crescente interesse internazionale ha anche portato l&#8217;IdO ad esportare il suo approccio evolutivo in molte regioni italiane, tra cui la Sardegna e la Sicilia, nonche&#8217; a sviluppare importanti scambi scientifici e formativi con le Universita&#8217; straniere in Brasile, Colombia, Stati Uniti e Israele.</p></div>
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<div style="text-align: left;">FONTE ORIGINALE: <a title="AURISMO, I DISEGNI PARLANO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/marzo/28/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/marzo/28/?news=01</a></div>
</div>
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		<title>PAROLANDO: laboratorio di potenziamento comunicativo, linguistico e neuropsicomotorio per bambini dai 6 mesi ai 5 anni.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 06:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ono aperte le iscrizioni al laboratorio espressivo per bambini dai 6 mesi ai 5 anni: PAROLANDO.

Questo laboratorio nasce in seguito alle diverse osservazioni effettuate su bambini molto piccoli sia nel nostro studio che in diverse scuole del territorio. Sempre più spesso ci si trova di fronte a bambini che possono presentare vulnerabilità e ritardi sia a livello motorio che di linguaggio. In virtù di questo si è pensato ad un laboratorio che permettesse di lavorare su queste aree a livello preventivo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono aperte le iscrizioni al LABORATORIO DI POTENZIAMENTO COMUNICATIVO LINGUISTICO E PSICOMOTORIO per bambini dai 6 mesi ai 5 anni: PAROLANDO.</p>
<p>Sempre più spesso ci si trova di fronte a bambini che possono presentare difficoltà sia a livello motorio che di linguaggio.</p>
<p>Le attività ludiche consentiranno ai bambini di essere esposti ai suoni del linguaggio e a giochi psicomotori al fine di favorire uno sviluppo armonico delle capacità relazionali, linguistiche e psico-corporee in linea con le normali tappe dello sviluppo del bambino.</p>
<p>Il laboratorio avrà la durata di 12 incontri, che si svolgeranno il Sabato mattina in orario da definire.</p>
<p>I gruppi saranno suddivisi in tre fasce d&#8217;età, o comunque in base alle esigenze specifiche di ogni bambino:</p>
<p>- dai 6 mesi ai 3 anni. Gli incontri avranno la durata di un&#8217;ora al costo di 20 euro ad incontro. In questo caso si richiederà la presenza di un genitore durante le attività.</p>
<p>- dai 3 ai 4 anni. Gli incontri avranno la durata di un&#8217;ora e mezza ed il costo di 25 euro ad incontro.</p>
<p>- 5 anni. Gli incontri avranno la durata di un&#8217;ora e mezza ed il costo di 25 euro ad incontro.</p>
<p>Per iscrivervi al laboratorio contattare Arcobaleno &#8211; Studio Multidisciplinare al numero 328 9575203</p>
<p>Nel caso aveste bisogno di maggiori informazioni scrivete all&#8217;indirizzo info@studioarcobalenolatina.it oppure visitate la pagina facebook   <a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/01/Parolando-NEW.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3219" alt="parolando-new" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/01/Parolando-NEW-721x1024.jpg" width="721" height="1024" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/01/Parolando-NEW-Retro.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3220" alt="parolando-new-retro" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/01/Parolando-NEW-Retro-721x1024.jpg" width="721" height="1024" /></a></p>
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		<title>XVII CONVEGNO NAZIONALE IDO: DAL PROCESSO DIAGNOSTICO AL PROGETTO TERAPEUTICO</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2016 07:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rendere la diagnosi il primo momento terapeutico e la terapia una continua revisione del processo diagnostico è il monito del convegno, che vuole ribadire la necessità di conoscere i vari aspetti dell’evoluzione del singolo bambino per proporre gli stimoli emotivamente e cognitivamente adeguati ad ogni tappa del suo percorso. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>XVII Convegno</strong><br />
<strong>DAL PROCESSO DIAGNOSTICO AL PROGETTO TERAPEUTICO</strong><br />
<strong>Per un approccio mirato al singolo bambino</strong><br />
<strong>Roma 21-22-23 ottobre 2016</strong></p>
<p style="text-align: left;">Il convegno verrà trasmesso in diretta streaming nazionale su <a title="ISTITUTO DI ORTOFONOLOGIA" href="http://www.ortofonologia.it/">www.ortofonologia.it</a><br />
Partecipazione gratuita in sala (fino ad esaurimento posti) e alla diretta streaming<br />
Invia la tua iscrizione a: convegno@ortofonologia.it</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/09/banner_XVII_Home_ok.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3043" alt="banner_XVII_Home_ok" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/09/banner_XVII_Home_ok.jpg" width="785" height="374" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em>Rendere la diagnosi il primo momento terapeutico e la terapia una continua revisione del processo diagnostico è il monito del convegno, che vuole ribadire la necessità di conoscere i vari aspetti dell’evoluzione del singolo bambino per proporre gli stimoli emotivamente e cognitivamente adeguati ad ogni tappa del suo percorso. </em></p>
<p style="text-align: left;"><em>I risultati ormai raggiunti nell’ambito della ricerca devono, cioè, essere coniugati in ambito clinico per abbandonare la fantasia di metodi risolutivi per tutti in base a una mera etichetta diagnostica e per abbracciare la metodologia di percorsi integrati nella creazione di un progetto riabilitativo individualizzato. </em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Il XVI convegno IdO del 2015 era stato dedicato interamente alla diagnosi e alle traiettorie evolutive, </em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">tenendo conto delle manifestazioni cliniche e delle metodologie di osservazione per far confluire le </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">diverse esperienze in un processo diagnostico qualitativo. </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Il XVII convegno avrà la funzione di rendere operativo il progetto terapeutico illustrando </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">le possibili modalità di intervento nei diversi quadri diagnostici (disturbi dello spettro autistico, disturbi </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">della comunicazione e del linguaggio, disturbi dell’apprendimento, disturbi del comportamento). </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Le tre giornate saranno, quindi, centrate sulle diverse modalità terapeutiche adottabili nelle patologie in </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">base all’età del singolo bambino e del suo ambiente (famiglia, scuola, centro di terapia) in considerazione </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">dei suoi deficit e delle sue potenzialità. </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Verranno, a tal fine, presentate proposte operative esemplificative delle varie aree di intervento per aprire un </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">dialogo, una riflessione e un confronto tra coloro che operano nei diversi contesti del bambino. </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Il convegno è rivolto a pediatri, neuropsichiatri, psicologi, psicoterapeuti, psicomotricisti, pedagogisti, </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">logopedisti, insegnanti, educatori, assistenti sociali.</em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">A tutti gli iscritti online verrà rilasciato l&#8217;attestato di partecipazione.</em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina</a></p>
<p style="text-align: left;"><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina">http://www.ortofonologia.it/</a></p>
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