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	<title>Studio Arcobaleno &#187; covid-19</title>
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		<title>SCUOLA: CONFRONTO DOCENTI-STUDENTI ANTIDOTO ANGOSCIA</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2020 12:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 3 nov. - Il confronto e il dialogo tra colleghi e con i propri studenti: e' questo l'antidoto al senso di precarieta', alla preoccupazione e all'angoscia causati dalla pandemia e provati dagli insegnanti. A suggerirlo e' il team di psicologi del progetto 'Lontani ma vicini', realizzato da Diregiovani.it e dall'Istituto di Ortofonologia (Ido) in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione nell'ambito della task force per le emergenze educative.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 3 nov. &#8211; Il confronto e il dialogo tra colleghi e con i propri studenti: e&#8217; questo l&#8217;antidoto al senso di precarieta&#8217;, alla preoccupazione e all&#8217;angoscia causati dalla pandemia e provati dagli insegnanti. A suggerirlo e&#8217; il team di psicologi del progetto &#8216;Lontani ma vicini&#8217;, realizzato da Diregiovani.it e dall&#8217;Istituto di Ortofonologia (Ido) in collaborazione con il Ministero dell&#8217;Istruzione nell&#8217;ambito della task force per le emergenze educative.</p>
<p>Rispondendo alla lettera di una insegnante, angosciata dai periodi di isolamento delle sue classi e dalla paura del contagio, gli psicologi invitano lei, e tutto il corpo insegnante della scuola italiana, a non smettere mai &#8220;di aprire un confronto con i suoi colleghi. Magari anche loro provano le stesse difficolta&#8217; e insieme si possono trovare strategie diverse per affrontare quest&#8217;anno scolastico che e&#8217; appena iniziato. È importante- aggiungono gli esperti- che ci sia anche con i ragazzi uno spazio aperto di discussione. In questo clima di emotivita&#8217; precaria, trovare uno spazio di sostegno e confronto, poter dire di avere paura ma allo stesso tempo di trovare delle possibili soluzioni potrebbe essere una risorsa indispensabile&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/11/Resilienza.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3522 alignright" alt="resilienza" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/11/Resilienza-300x161.jpg" width="300" height="161" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><br />
Indubbiamente, prosegue il team di &#8216;Lontani ma vicini&#8217;, &#8220;e&#8217; difficile lavorare in un ambiente come la scuola, caratterizzato attualmente dalla imprevedibilita&#8217; di possibili contagi, quarantene e isolamenti preventivi. Sicuramente la didattica a distanza rappresentava un luogo sicuro e familiare, la sua casa. Non temeva di essere veicolo di contagio e in qualche modo aveva un contatto regolare con i suoi alunni. Ora questo senso di precarieta&#8217; e di ansia contamina probabilmente le modalita&#8217; con cui ha sempre svolto il suo lavoro&#8221;.</p>
<p>La situazione emergenziale che &#8220;stiamo vivendo attiva uno stato di angoscia profondo, in quanto e&#8217; difficile riuscire ad avere un controllo assoluto. Anche le informazioni frammentate e in continuo cambiamento non aiutano- concludono gli psicologi- a creare un protocollo chiaro per affrontare l&#8217;emergenza&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: left;">FONTE ORIGINALE: <a title="SCUOLA: CONFRONTO DOCENTI-STUDENTI ANTIDOTO ANGOSCIA" href="http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2020/novembre/03/?news=07">http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2020/novembre/03/?news=07</a></p>
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		<title>CHI SONO I PARLATORI TARDIVI o LATE TALKERS</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2020 20:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono bambini che dai 24 mesi ai 3 anni presentano un rallentamento nello sviluppo del linguaggio in assenza di altri disturbi neurologici, cognitivi, sensoriali e relazionali.
Presentano un numero di parole inferiore a 50 e/o assenza di associazione di 2 o più parole dai 30 mesi. I bambini che vengono definiti come late talkers possono o rientrare nel   normale sviluppo di linguaggio o potrebbero ricevere successivamente una diagnosi di disturbo di linguaggio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/parlatori-tardivi.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3509 aligncenter" alt="parlatori-tardivi" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/parlatori-tardivi-300x276.jpg" width="300" height="276" /></a></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Sono bambini che dai 24 mesi ai 3 anni presentano un rallentamento nello sviluppo del linguaggio in assenza di altri disturbi neurologici, cognitivi, sensoriali e relazionali.</span></p>
<p>Presentano un numero di parole inferiore a 50 e/o assenza di associazione di 2 o più parole dai 30 mesi. I bambini che vengono definiti come late talkers possono o rientrare nel   normale sviluppo di linguaggio o potrebbero ricevere successivamente una diagnosi di disturbo di linguaggio.</p>
<p>La società di oggi ci porta a vivere in modo molto frenetico, corriamo tra lavoro, casa e impegni quotidiani e cercare di ritagliarsi un po’ di tempo per condividere attività con i propri figli, come giocare, leggere, impastare, sperimentare etc.… risulta molto difficile.</p>
<p>In questi giorni di quarantena, abbiamo avuto la fortuna di poter trascorrere del tempo con i nostri bimbi e condividere così molte cose insieme.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/LATE-TALKERS.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3510 alignright" alt="late-talkers" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/LATE-TALKERS-300x216.jpg" width="300" height="216" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Questo per sottolineare quanto sia importante nell’interazione con i bambini, prediligere attività di attenzione condivisa, di contatto fisico ed emotivo con il <i>caregiver,  </i>anche durante il cambio del pannolino, il bagnetto, la pappa e la lettura di un libro.</p>
<p style="text-align: left;">Attività quali il racconto di storie che propongono situazioni di vita quotidiana, arricchiscono la fantasia, offrono una ricca stimolazione linguistica, l&#8217;ampliamento del lessico e aiutano anche la comprensione delle intenzioni e dei sentimenti altrui.</p>
<p>È fondamentale che il genitore rispetti i tempi del bambino, che presti attenzione ai segnali comunicativi di questo, all&#8217;intonazione, alla gestualità, alla mimica facciale, imitandolo e dimostrandogli così che lo si sta ascoltando e che si è interessati a lui e a quello che sta comunicando.  Il bambino così sperimenta il successo e viene continuamente incoraggiato a partecipare a nuove conversazioni.</p>
<p>Dott.ssa Claudia Mandarino</p>
<p><em>Logopedista</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/parlatori-tardivi.jpg"> </a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>NON SOLO DAD: ADATTAMENTO E RESILIENZA.</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2020 06:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si parla di “strategie di adattamento” si fa generalmente riferimento all’insieme dei meccanismi psicologici e delle possibili reazioni messe in atto da un individuo per fronteggiare le sfide della vita. Nel confronto con le avversità l’individuo è infatti considerato un soggetto attivo, che può mettere in campo alcune risorse utili ad affrontare le difficoltà, favorendo l’attivazione di un processo di resilienza. Quando, come in questo particolare momento storico, la fonte dello stress risulta non facilmente identificabile, le persone corrono il rischio di vivere una condizione di tensione costante della quale potrebbero inizialmente non rendersi conto, ma che a lungo andare può interferire notevolmente con le capacità di adattamento.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di “strategie di adattamento” si fa generalmente riferimento all’insieme dei meccanismi psicologici e delle possibili reazioni messe in atto da un individuo per fronteggiare le sfide della vita. Nel confronto con le avversità l’individuo è infatti considerato un soggetto attivo, che può mettere in campo alcune risorse utili ad affrontare le difficoltà, favorendo l’attivazione di un processo di resilienza. Quando, come in questo particolare momento storico, la fonte dello stress risulta non facilmente identificabile, le persone corrono il rischio di vivere una condizione di tensione costante della quale potrebbero inizialmente non rendersi conto, ma che a lungo andare può interferire notevolmente con le capacità di adattamento. Per questo diventa importante porre maggior attenzione ai propri vissuti, pensieri, al proprio benessere fisico e alle risposte fornite dal corpo per cogliere in tempo possibili segnali che informano sull’eventuale necessità di attivare risorse utili a preservare il proprio benessere. Se molte persone, infatti, possono vivere la “fase 2” con sollievo e fiducia, altre potrebbero cominciare a risentire del lungo tempo trascorso in una condizione di precarietà e assenza di certezze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>TRE PASSI PER FAVORIRE L’ADATTAMENTO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-11-alle-15.10.22.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3502" alt="schermata-2020-05-11-alle-15-10-22" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-11-alle-15.10.22.png" width="799" height="450" /></a></p>
<p><strong>1. CONSAPEVOLEZZA.</strong> Il primo passo per mettere in atto efficaci strategie di adattamento è prendere consapevolezza del fatto che un evento stressante sta intervenendo nel mettere alla prova il nostro<br />
equilibrio. Se non prendo atto che c’è qualcosa che interferisce sul mio benessere è molto difficile che me ne possa occupare.</p>
<p><strong>2. DIALOGO INTERIORE POSITIVO.</strong> Immaginate di essere l’allenatore di voi stessi. Cosa vi direste per darvi supporto e incoraggiamento? Quali parole potrebbero rassicurarvi, motivarvi e spronarvi? Se vi sembra un lavoro difficile chiedete ai vostri studenti di fare lo stesso… le loro idee vi stupiranno!</p>
<p><strong>3. TRASFORMAZIONE.</strong> L’immaginazione, il pensiero simbolico, il gioco, l’umorismo costituiscono strategie preziose per adattarsi alla realtà. Un esempio di questo ci viene dato dai bambini quando ripropongono nei loro giochi esperienze che possono averli turbati, cercando di elaborare un finale “diverso”, per loro in qualche modo più comprensibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PROPOSTE PER LA SCUOLA</strong></p>
<p> <a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-11-alle-15.16.54.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3503" alt="schermata-2020-05-11-alle-15-16-54" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-11-alle-15.16.54.png" width="794" height="447" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>– SCUOLA DELL’INFANZIA E PRIMARIA: “SEMAFORO VERDE, GIALLO E ROSSO”.</strong><br />
Uno “strumento” piuttosto familiare, che può aiutare a trasmettere l’idea del cambiamento e del passaggio da uno stato di maggiore serenità a uno di preoccupazione e viceversa, è il semaforo. Se state lavorando con le videolezioni potete realizzarlo online con i vostri alunni e i loro genitori, diversamente potreste creare un piccolo video-tutorial da caricare sulla piattaforma o da inviare ai genitori per mostrare loro l’occorrente e i passaggi per realizzarlo. Basteranno fogli di carta, forbici, colori e dei fermacampioni (o in alternativa dei nastrini). L’idea è quella di creare, per ogni colore del semaforo, dei dischi di carta nei quali disegnare, incollare o scrivere emozioni, pensieri, comportamenti e “strategie” che i bambini possono provare quando sono sereni (verde), preoccupati (giallo), in difficoltà (rosso). I dischi possono essere sovrapposti l’uno all’altro e tenuti insieme con un fermacampione che permette di “sfogliarli” aprendoli a ventaglio senza che si perdano. I diversi colori del semaforo possono anche essere utilizzati per “rappresentare” ai bambini la fase 1 (rosso), 2 (giallo) e 3 (verde) dell’emergenza e i relativi vissuti, pensieri e comportamenti che le accompagnano. Lo strumento può essere infine esposto in casa di modo da essere visibile, così che possa sempre essere facilmente consultato e utilizzato all’occorrenza.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/SEMAFORO.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3504" alt="semaforo" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/SEMAFORO-1024x370.jpg" width="940" height="339" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>– SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO E DI SECONDO GRADO: “RIDDIKULUS!”.</strong><br />
Il cambiamento è parte integrante dello sviluppo e del processo vitale, lo dimostrano la letteratura, la storia, le scienze e la psicologia. In molti casi, infatti, anche le nostre emozioni, pensieri, comportamenti possono trasformarsi. Un esempio di questo processo è contenuto nel film “Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban”, nel quale il Professor Lupin dimostra alla classe come è possibile affrontare e trasformare le proprie paure con… l’umorismo. Alla luce dei cambiamenti intervenuti nell’arco di queste settimane si può chiedere alla classe di provare a individuare una difficoltà, una preoccupazione, un ostacolo nel loro approccio alla scuola, all’apprendimento, alla relazione con i professori e con i compagni e provare ad affrontarlo guardandolo attraverso un’altra prospettiva, trasformandolo come si farebbe con una formula chimica. Per favorire l’inclusività e andare incontro ai diversi stili di pensiero e apprendimento si potrà lasciare ad ogni studente la possibilità di realizzare questo compito utilizzando, per esempio, parole, immagini e tecnologia.</p>
<p style="text-align: center;"><em>“Voglio che vi immaginiate la cosa che vi spaventa di più e che la trasformiate in qualcosa di…buffo.”</em><br />
Prof. Lupin, Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Francesca Zaza</p>
<p style="text-align: right;"><em>Psicologa &#8211; Psicoterapeuta</em></p>
<p style="text-align: left;"><a title="NON SOLO DAD: ADATTAMENTO E RESILIENZA." href="https://www.diregiovani.it/2020/05/11/313925-non-solo-didattica-a-distanza-dad-4.dg/">https://www.diregiovani.it/2020/05/11/313925-non-solo-didattica-a-distanza-dad-4.dg/</a></p>
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		<title>IL RUOLO DELLO PSICOLOGO A SUPPORTO DELLE SCUOLE NELLE SITUAZIONI DI EMERGENZA</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2020 08:05:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ho trovato questo corso molto utile ed interessante per insegnanti e studenti, vorrei ringraziare psicologi e neuropsichiatri per il loro supporto.” … “Ho trovato questo corso molto interessante e formativo; l’ho trovato di fondamentale importanza in occasioni come quelle che stiamo vivendo in questi giorni. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo corso.” … “Vorrei ringraziare tantissimo di questo corso. L’ho trovato interessante, chiaro nell’esposizione e molto utile perché fornisce risposte ai problemi che si verificano nell’arco della vita…non solo in questo periodo. Ancora grazie.” … “Un corso necessario, grazie.”]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center">
<p align="center"><i>Francesca Zaza</i></p>
<p align="center"><i>Psicologa, Psicoterapeuta dell’Età Evolutiva, IdO (Istituto di Ortofonologia) &#8211; Latina</i></p>
<p><i>“Ho trovato questo corso molto utile ed interessante per insegnanti e studenti, vorrei ringraziare psicologi e neuropsichiatri per il loro supporto.” … “Ho trovato questo corso molto interessante e formativo; l’ho trovato di fondamentale importanza in occasioni come quelle che stiamo vivendo in questi giorni. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo corso.” … “Vorrei ringraziare tantissimo di questo corso. L’ho trovato interessante, chiaro nell’esposizione e molto utile perché fornisce risposte ai problemi che si verificano nell’arco della vita…non solo in questo periodo. Ancora grazie.” … “Un corso necessario, grazie.” </i></p>
<p>Quelli appena riportati sono solo alcuni dei numerosissimi feedback ricevuti dai docenti che hanno partecipato a uno dei corsi di formazione a distanza attivati dall’Istituto di Ortofonologia per fornire supporto alle scuole in seguito all’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 nel nostro Paese. Un evento che ha imposto la chiusura degli istituti scolastici di ogni ordine e grado e la necessaria conseguente attivazione di metodologie didattiche alternative a quella tradizionale, prima tra tutte la didattica a distanza. Una rivoluzione nel modo di fare scuola e di intendere il processo di insegnamento-apprendimento che da un giorno all’altro ha stravolto le abitudini di docenti, studenti e famiglie, generando in molti casi fisiologiche risposte di preoccupazione e ansia, che sono andate sovrapponendosi a quelle già prodotte dalla condizione di emergenza sanitaria che ha coinvolto l’intero Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante la scuola si sia sin da subito prontamente attivata per garantire agli studenti la continuità didattica necessaria a mantenere vivo un senso di progettualità, nonostante l’incertezza sul futuro generata da tali eventi, i docenti si sono subito resi conto delle interferenze che tali cambiamenti avrebbero potuto produrre sul benessere dei propri studenti, sulla loro partecipazione alle attività scolastiche, sulla relazione educativa e, non ultima, sull’alleanza scuola-famiglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo, mentre si adoperavano per rendere possibile sul piano operativo-logistico, non senza difficoltà, la prosecuzione delle attività scolastiche, molti hanno iniziato a contattarci sia attraverso i servizi online gratuiti attivati dall’Istituto di Ortofonologia, sia tramite i canali con cui da lungo tempo siamo in contatto con loro, oggi come prima dell’emergenza, chiedendo di poter ricevere risposte in merito ai propri bisogni, dubbi, domande e attivando quella rete di supporto sulla quale, in molti casi dopo anni di collaborazione, sanno di poter contare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’IdO, infatti, da sempre lavora a fianco delle scuole di ogni ordine e grado, occupandosi, tra le altre cose, di fornire loro supporto nel momento in cui vengono colpite da eventi difficili e traumatici, come il sisma che ha devastato L’Aquila nel 2009, l’attentato di Brindisi nel 2012, il terremoto che ha coinvolto Amatrice e il centro Italia nel 2016 e il crollo del ponte di Genova nel 2018. Oltre a questi interventi l’Istituto di Ortofonologia da anni si occupa di svolgere negli istituti scolastici progetti che si pongono l’obiettivo di prevenire e contrastare fenomeni come la violenza e l’abuso sui minori, favorendo l’integrazione e il benessere degli studenti nei contesti più disagiati.</p>
<p>Tali interventi, per lo più ascrivibili all’area della prevenzione primaria così come definita dall’Istituto Superiore di Sanità, hanno visto nella scuola e negli insegnanti il canale primario attraverso il quale è stato possibile raggiungere e supportare centinaia di giovani studenti. Un canale consolidato soprattutto in seguito al progetto sperimentale svolto a L’Aquila per contrastare gli effetti del trauma tramite la scuola. Il protocollo di aiuto proposto dall’IdO in quell’occasione, infatti, ha permesso di restituire valore al contributo, già di per sé innegabile, che la scuola può dare alla crescita e al benessere dei minori, anche e soprattutto lì dove essi sono coinvolti, più o meno direttamente, in eventi traumatici. Un contributo fondamentale che si integra e non si sostituisce, né si sovrappone, a quello offerto dalle altre agenzie educative, la famiglia in primis, dalla rete di supporto territoriale e dai professionisti sanitari.</p>
<p>Grazie all’esperienza svolta nell’arco di questi anni abbiamo potuto toccare con mano le risorse e le energie di cui i docenti dispongono e la sinergia che può attivarsi grazie alla loro collaborazione. Allo stesso modo conosciamo, in quanto riferiti direttamente dagli stessi docenti, i vissuti di solitudine che essi possono sperimentare quando si trovano a dover far fronte con le sole, per quanto significative, competenze educative e didattiche che hanno a disposizione, a situazioni nelle quali è loro richiesta una funzione spesso prevalentemente pedagogica, unita ad elevate competenze relazionali.</p>
<p>Per questo oggi, così come nel corso di questi anni, l’intervento di supporto fornito alle scuole è stato prevalentemente finalizzato ad:</p>
<ul>
<li><b>ACCOGLIERE</b> le richieste provenienti da docenti, studenti e famiglie, fornendo risposte ai loro dubbi e alle loro domande e promuovendo l’attivazione, quando possibile, delle risorse insite nei relativi contesti di appartenenza;</li>
<li><b>INFORMARE </b>i docenti<b> </b>in merito alle dinamiche e ai vissuti che possono attivarsi negli individui nel momento in cui si ritrovano a doversi confrontare con situazioni di cambiamento o di emergenza, con particolare attenzione alla specificità che può caratterizzare l’espressione del disagio in età evolutiva;</li>
<li><b>INDICARE </b>quando e a chi rivolgersi in caso di necessità, favorendo il raccordo e la collaborazione tra professionisti e servizi offerti dal territorio;</li>
<li><b>SOSTENERE </b>le competenze socio-emotive dei docenti e l’elaborazione di strategie adattive necessarie a far fronte all’emergenza, favorendo in loro l’attivazione di un processo di resilienza<b>;</b></li>
<li><b>VALORIZZARE </b>le potenzialità e le risorse della scuola, facendo lo sforzo di comprendere in che modo le conoscenze specialistiche possano essere tradotte in strumenti e buone prassi utili ai docenti per rispondere con maggior consapevolezza alle domande di senso poste dai giovani.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lavorando in situazioni di emergenza sappiamo bene come esse richiedano spesso l’attivazione di una notevole mole di risorse per rispondere a un altrettanto importante quantità di bisogni e necessità. L’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 è emblematica in tal senso.</p>
<p>In una condizione come quella attuale, infatti, i docenti stessi, così come gli adulti in generale, devono poter essere supportati nell’indentificare, riconoscere e comprendere le naturali, quanto legittime, reazioni emotive provocate dai cambiamenti in atto, così da poter essere per i giovani mediatori di benessere, oltre che facilitatori dei processi di apprendimento. Solo in questo modo potranno continuare ad assolvere quella necessaria funzione di <i>scaffolding (Bruner, Wood, Ross, 1976) </i>che li rende guide e alleati nel percorso di crescita degli studenti, continuando a stimolare in loro l’opportunità e il desiderio di imparare ad apprendere anche dalle situazioni difficili.</p>
<p>Il ruolo dello psicologo che interviene a supporto delle scuole nelle situazioni di emergenza è quindi principalmente quello di creare le condizioni per consentire ai docenti di proseguire la loro azione educativo-didattica nonostante tutto, riducendo il rischio che siano essi stessi travolti dai vissuti emotivi che fisiologicamente si attivano a confronto con eventi difficili e traumatici o che, al contrario, siano portati inconsapevolmente a negarli, nel tentativo di difendersene.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In riferimento a questo ricordiamo quanto suggeriva Jung:<i></i></p>
<p><i>[…] il buon esempio, è il metodo didattico migliore… Sarebbe diverso se a scuola si trattasse solo di trasmettere meccanicamente ai bambini la materia di insegnamento. Ma questo è, a dir tanto, metà del significato della scuola… Il compito di questa educazione è di introdurre il bambino nel più vasto mondo esterno</i>. (Jung, <i>1923</i>)<i></i></p>
<p>In questo modo l’autore anticipava di molto quanto enunciato dalle Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo di Istruzione emanate dal MIUR, lì dove sottolineano come: <i></i></p>
<p><i>[…] la scuola è perciò investita da una domanda che comprende, insieme, l’apprendimento e «il saper stare al mondo». E per potere assolvere al meglio alle sue funzioni istituzionali, la scuola è da tempo chiamata a occuparsi anche di altre delicate dimensioni dell’educazione. […] La scuola affianca al compito «dell’insegnare ad apprendere» quello «dell’insegnare a essere». (Miur, 2012)</i></p>
<p>Lavorare per consentire ai docenti di proseguire la propria funzione educativa, nonostante le enormi difficoltà generate dalla condizione di emergenza attuale, costituisce quindi un vero e proprio investimento: sui giovani e sul futuro. La scuola, infatti, soprattutto nei momenti di emergenza, rappresenta per gli studenti il luogo dal quale ripartire per costruire il proprio domani.</p>
<p>Ma quali sono gli strumenti attraverso i quali i docenti possono assolvere la propria funzione pedagogica, oltre che didattica, promuovendo il benessere dei giovani e favorendo in loro la capacità di attribuire un significato congruo agli eventi, oltre che l’attivazione di risposte adattive e resilienti di fronte alle avversità?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli strumenti a disposizione dei docenti, non possono che essere strumenti caratteristici della scuola. La narrazione, i racconti, le storie di resilienza, le forme di espressione artistiche, il disegno, la pittura, l’espressione musicale, la creatività, il pensiero simbolico, il piacere legato alla scoperta, la pianificazione e l’organizzazione di spazi, tempi e attività in relazione al raggiungimento di obiettivi a breve, medio e lungo termine. Sono tanti i riscontri che quotidianamente riceviamo dai docenti in relazione alle iniziative già attivate in questo senso per far fronte alle difficoltà vissute nell’arco di queste difficili settimane.</p>
<p>Tali risorse, infatti, se attivate in maniera consapevole, consentono da una parte agli insegnanti di rimanere fedeli alla propria identità professionale e alle proprie competenze, dall’altra di costruire quell’impalcatura necessaria per stimolare nei giovani il raggiungimento di obiettivi fondamentali tanto per l’apprendimento quanto per la crescita e lo sviluppo, preservando al tempo stesso la progettualità e la curiosità necessarie a mantenere un atteggiamento di interesse e apertura nei confronti del futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>BIBLIOGRAFIA:</b></p>
<p>Jung C.G. (1923), <i>Sviluppo ed Educazione del Bambino</i>, Opere, vol. 17, Torino, Boringhieri, 1991.</p>
<p>MIUR, <i>Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo di Istruzione, in Annali della Pubblica Istruzione</i>, Firenze, Le Monnier, 2012.</p>
<p>Bruner J. S., Wood D., Ross G., <i>The role of tutoring in problem solving</i>, «Journal of Child Psychology and Psychiatry», vol. 17, Oxford, Pergamon Press, 1976, pp. 89-100.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="BABELE NEWS" href="http://www.ortofonologia.it/babele-anno-2020-monografico-covid-19/?fbclid=IwAR0z7iSe8TeSJMl7jUbHG2GILgXHW5CGxQeP_0Qh8rNZGZkWUF-FGKjtO6Y"> http://www.ortofonologia.it/babele-anno-2020-monografico-covid-19/?fbclid=IwAR0z7iSe8TeSJMl7jUbHG2GILgXHW5CGxQeP_0Qh8rNZGZkWUF-FGKjtO6Y</a></p>
<p><a title="BABELE MONOGRAFICO COVID-19" href="http://www.ortofonologia.it/wp-content/uploads/2020/04/babele_vol_covid19.pdf">http://www.ortofonologia.it/wp-content/uploads/2020/04/babele_vol_covid19.pdf</a></p>
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		<title>NON SOLO DAD: LA GESTIONE DELL&#8217;ANSIA IN SITUAZIONI DI EMERGENZA.</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 12:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Osate cambiare, cercate nuove strade” recitava Robin Williams nel film “L’attimo fuggente” del 1989. Un suggerimento più che mai attuale se pensiamo allo stravolgimento nel modo di vivere e fare scuola intervenuto in seguito alla chiusura degli istituti scolastici provocata dall’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 nel nostro Paese.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Osate cambiare, cercate nuove strade” recitava Robin Williams nel film “L’attimo fuggente” del 1989. Un suggerimento più che mai attuale se pensiamo allo stravolgimento nel modo di vivere e fare scuola intervenuto in seguito alla chiusura degli istituti scolastici provocata dall’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 nel nostro Paese.</p>
<p>Nell’arco di queste settimane sono tantissime le richieste di docenti giunte allo sportello d’ascolto online, che esprimono le proprie preoccupazioni rispetto ai cambiamenti che tanto loro quanto gli studenti e le famiglie stanno vivendo, unite all’incertezza in merito alle conseguenze che tali situazioni produrranno nel futuro.</p>
<p>In un momento storico come quello attuale è quindi più che naturale trovarsi a dover gestire un aumento dei livelli di ansia percepiti sia sul piano personale che professionale. L’ansia corrisponde, infatti, a uno stato di allerta psichica che, nella sua forma adattiva, produce un’attivazione delle risorse individuali al fine di far fronte a eventi o stimoli percepiti come potenzialmente minacciosi. Quando raggiunge livelli di intensità e frequenza eccessivi, l’ansia rischia di interferire sul funzionamento dell’individuo producendo comportamenti che non facilitano l’adattamento alla situazione nuova, ma rischiano di ostacolarlo generando, per esempio, uno stato di iper-attivazione o, al contrario, un atteggiamento di scoraggiamento, percezione di impotenza e rassegnazione. In entrambi i casi l’energia prodotta in eccesso dall’ansia difficilmente può essere utilizzata in maniera funzionale e adattiva per affrontare efficacemente la condizione che la provoca, risultando nel primo caso dispersa, nel secondo bloccata.</p>
<p><strong>Come utilizzare in maniera efficace e adattiva l’energia prodotta dall’ansia?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/card-ANSIA-DAD.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3488" alt="card-ansia-dad" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/card-ANSIA-DAD.png" width="786" height="443" /></a></p>
<p><strong>1. RICONOSCETELA.</strong> Il primo passo per utilizzare efficacemente qualcosa è riconoscerne la funzione e il valore. L’ansia non va negata, svalutata o evitata. L’ansia va accolta e ascoltata. Cosa ci sta comunicando? Cosa ci sta chiedendo di fare? Utilizzate l’energia prodotta dall’ansia per attuare il cambiamento del quale voi e i vostri studenti avete bisogno, non solo nel modo di fare didattica, ma nel modo di ripensare il processo di insegnamento-apprendimento, adattando l’offerta formativa alle specifiche esigenze attuali.</p>
<p><strong>2. NON SOLO DIDATTICA A DISTANZA.</strong> Non è solo la modalità di trasmissione dei contenuti disciplinari che è stata stravolta dall’emergenza, ma la stessa relazione educativa, perno del processo di insegnamento- apprendimento. “Nuovi” ambienti di apprendimento richiedono “nuovi” modi di accogliere gli studenti. In aula bastava il “Buongiorno” per percepire il clima della classe, oggi un saluto scritto o videoregistrato rischia di non essere più sufficiente, perché manca dei segnali non verbali preziosi per comprendere lo stato emotivo degli studenti. Trovate il modo di essere “umanamente” vicini ai vostri studenti, interessatevi a loro, a come stanno, a come trascorrono il tempo.</p>
<p><strong>3. CULTURA È “MATERIA VIVA”.</strong> Sono tanti i racconti, le fiabe, le autobiografie, le storie di resilienza narrate dalla cultura classica e contemporanea, tante le esperienze di autori, poeti, attori, cantanti, scienziati, sportivi che possono essere utilizzate come spunto di riflessione e materiale didattico dal quale attingere per far nascere idee su come affrontare questo particolare periodo storico. Proponete ai vostri studenti storie che possano ispirarli e invitateli a fare altrettanto, andando alla ricerca di “esempi” anche tra i loro personaggi preferiti.</p>
<p><strong>4. IL PROCESSO PIÚ DEL RISULATO.</strong> Se è vero che in condizioni di emergenza siamo tutti impegnati a gestire l’ansia legata al cambiamento, allora dobbiamo riconoscere a noi stessi e ai nostri studenti il valore dei tentativi che vengono fatti per risolvere i piccoli e grandi problemi quotidiani e non solo i risultati che si ottengono. Gestire l’energia in eccesso prodotta dall’ansia affatica tutti, di conseguenza tutti meritano un riconoscimento anche solo per il fatto di aver provato seriamente a mettersi in gioco. Valorizzate la qualità più che la quantità e aumentate la frequenza dei feedback formativi per incoraggiare e motivare.</p>
<p><strong>5. CERCATE NUOVE PROSPETTIVE.</strong> Essere tesi e preoccupati è più che naturale, ma non fate che l’ansia diventi l’ago della vostra bussola interna. Sperimentate, datevi la possibilità di utilizzare questo tempo “nuovo”, “diverso” anche per entusiasmarvi all’idea di poter scoprire nuove strade, nuovi modi di guardare a voi stessi come docenti e ai vostri studenti come discenti. Sono i momenti di cambiamento quelli nei quali si possono scoprire nuovi percorsi e nuove possibilità.</p>
<p><em>“Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse…coraggio, è proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva, anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovete provare!”</em></p>
<p>(L’attimo fuggente, 1989)</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Francesca Zaza</p>
<p style="text-align: right;"><em>Psicologa &#8211; Psicoterapeuta</em></p>
<p>Per approfondimenti seguite il corso gratuito a distanza “La gestione dell’ansia e dello stress in situazioni di emergenza”.</p>
<p><a title="NON SOLO DAD: LA GESTIONE DELL'ANSIA IN SITUAZIONI DI EMERGENZA" href="https://www.diregiovani.it/2020/04/22/310088-non-solo-didattica-a-distanza-dad.dg/">https://www.diregiovani.it/2020/04/22/310088-non-solo-didattica-a-distanza-dad.dg/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>DOCENTI CHIEDONO AIUTO, CON INCERTEZZA SALE STRESS</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/docenti-chiedono-aiuto-con-incertezza-sale-stress/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2020 09:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 14 apr. - "Nell'arco di queste settimane sono giunte, allo sportello d'ascolto sul sito Diregiovani.it, tantissime richieste di aiuto di docenti che esprimono le proprie preoccupazioni rispetto ai cambiamenti che stanno vivendo con gli studenti e le famiglie.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Zaza (Ido): 5 punti per usare ansia con efficacia, ecco corso Miur-Ido-Sip</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Corso-di-Formazione-per-docenti.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3478" alt="corso-di-formazione-per-docenti" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Corso-di-Formazione-per-docenti.jpg" width="842" height="595" /></a></p>
<div align="left">
<div id="testo">(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 14 apr. &#8211; &#8220;Nell&#8217;arco di queste settimane sono giunte, allo sportello d&#8217;ascolto sul sito Diregiovani.it, tantissime richieste di aiuto di docenti che esprimono le proprie preoccupazioni rispetto ai cambiamenti che stanno vivendo con gli studenti e le famiglie.</p>
<p>Timori che si aggiungono all&#8217;incertezza sulle conseguenze che tali situazioni produrranno nel futuro. In questo periodo e&#8217;, quindi, piu&#8217; che naturale trovarsi a dover gestire un aumento dei livelli di ansia, percepiti sia sul piano personale che professionale&#8221;. Lo dichiara Francesca Zaza, psicoterapeuta dell&#8217;IdO, nel corso online di formazione a distanza gratuito &#8216;La gestione dell&#8217;ansia e dello stress in situazioni di emergenza&#8217;, voluto dal ministero dell&#8217;Istruzione (Miur) e realizzato insieme all&#8217;Istituto di Ortofonologia (Ido), la Societa&#8217; italiana di Pediatria (Sip) e al portale d&#8217;informazione Diregiovani.</p>
<p>Pubblicato da pochissimi giorni, il corso ha gia&#8217; totalizzato oltre 3.000 contatti e 600 iscritti.</p>
<p>&#8220;L&#8217;ansia- spiega la psicologa- corrisponde a uno stato di allerta psichica che produce un&#8217;attivazione delle risorse individuali, al fine di far fronte a eventi o stimoli percepiti come potenzialmente minacciosi. Quando raggiunge livelli di intensita&#8217; e frequenza eccessivi- spiega la psicologa- l&#8217;ansia rischia di interferire sul funzionamento dell&#8217;individuo producendo comportamenti che non facilitano l&#8217;adattamento alla situazione nuova, ma rischiano di ostacolarlo, generando uno stato di iper-attivazione o, al contrario, un atteggiamento di scoraggiamento, percezione di impotenza e rassegnazione. In entrambi i casi l&#8217;energia prodotta in eccesso dall&#8217;ansia difficilmente puo&#8217; essere utilizzata in maniera funzionale e adattiva per affrontare efficacemente la condizione che la provoca, risultando nel primo caso dispersa, nel secondo bloccata&#8221;.</p>
<p>Francesca Zaza evidenzia <strong>5 punti</strong> <strong>per utilizzare in maniera efficace e adattiva l&#8217;energia prodotta dall&#8217;ansia</strong>. &#8220;Il <strong>primo</strong> passo per utilizzare efficacemente qualcosa e&#8217; riconoscerne la funzione e il valore. L&#8217;ansia non va negata, svalutata o evitata. L&#8217;ansia va accolta e ascoltata. Cosa ci sta comunicando? Cosa ci sta chiedendo di fare? Utilizzate l&#8217;energia prodotta dall&#8217;ansia per attuare il cambiamento del quale voi e i vostri studenti avete bisogno, non solo nel modo di fare didattica, ma nel modo di ripensare il processo di insegnamento-apprendimento, adattando l&#8217;offerta formativa alle specifiche esigenze attuali.</p>
<p>Nel <strong>secondo</strong> punto la psicologa spiega che &#8220;i nuovi ambienti di apprendimento richiedono nuovi modi di accogliere gli studenti. In aula bastava il buongiorno per percepire il clima della classe, oggi un saluto scritto o videoregistrato rischia di non essere piu&#8217; sufficiente- continua- perche&#8217; manca dei segnali non verbali preziosi per comprendere lo stato emotivo degli studenti. Trovate il modo di essere umanamente vicini ai vostri studenti, interessatevi a loro, a come stanno, a come trascorrono il tempo&#8221;.</p>
<p>Il <strong>terzo</strong> suggerimento di Francesca Zaza e&#8217; di utilizzare i racconti, le fiabe, le autobiografie, le storie di resilienza narrate dalla cultura classica e contemporanea. Le tante esperienze di autori, poeti, attori, cantanti, scienziati, sportivi che possono essere sfruttate come spunto di riflessione e materiale didattico dal quale attingere per far nascere idee su come affrontare questo particolare periodo storico.</p>
<p>&#8220;Dobbiamo riconoscere a noi stessi e ai nostri studenti il valore dei tentativi che vengono fatti per risolvere i piccoli e grandi problemi quotidiani e non solo i risultati che si ottengono. Gestire l&#8217;energia in eccesso prodotta dall&#8217;ansia- spiega nel quarto punto la psicoterapeuta dell&#8217;IdO- affatica tutti, di conseguenza tutti meritano un riconoscimento anche solo per il fatto di aver provato seriamente a mettersi in gioco.</p>
<p>Bisogna valorizzate la qualita&#8217; piu&#8217; che la quantita&#8217;&#8221;.</p>
<p>Nel <strong>quinto</strong> e&#8217; ultimo punto Zaza suggerisce di cercare nuove prospettive, spiegando che &#8220;essere tesi e preoccupati e&#8217; piu&#8217; che naturale, ma non fate che l&#8217;ansia diventi l&#8217;ago della vostra bussola interna. Sperimentate, datevi la possibilita&#8217; di utilizzare questo tempo nuovo e diverso per entusiasmarvi all&#8217;idea di poter scoprire nuove strade, nuovi modi di guardare a voi stessi come docenti. Sono i momenti di cambiamento- conclude- quelli nei quali si possono scoprire nuovi percorsi e nuove possibilita&#8217;&#8221;.</p>
<p>Per approfondimenti seguite il corso gratuito a distanza &#8216;<em>La gestione dell&#8217;ansia e dello stress in situazioni di emergenza</em>&#8216;. Per informazioni e iscrizioni scrivere all&#8217;indirizzo di posta elettronica sportellodocenti@diregiovani.it.</div>
<div></div>
<div><a title="DOCENTI CHIEDONO AIUTO, CON INCERTEZZA SALE STRESS" href="http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2020/aprile/14/?news=05">http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2020/aprile/14/?news=05</a></div>
<div><a title="GESTIONE ANSIA E STRESS IN SITUAZIONI DI EMERGENZA" href="https://www.youtube.com/watch?v=jXAHbUcVeAI&amp;feature=youtu.be">https://www.youtube.com/watch?v=jXAHbUcVeAI&amp;feature=youtu.be</a></div>
<div></div>
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<div></div>
</div>
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		<title>EMOZIONI IN PILLOLE: QUANDO LA SOLITUDINE ARRIVA, IMPARA A TENERTI COMPAGNIA!</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 11:16:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alle persone sole e a tutte quelle che sanno che non basta avere qualcuno vicino per proteggersi dal disorientamento con il quale si è spesso costretti a fare i conti nei momenti più difficili, quelli che ci mettono in contatto con un senso di vuoto che neanche le relazioni più significative, il lavoro, lo sport, la tecnologia, la TV, gli acquisti riescono a riempire.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alle persone sole e a tutte quelle che sanno che non basta avere qualcuno vicino per proteggersi dal disorientamento con il quale si è spesso costretti a fare i conti nei momenti più difficili, quelli che ci mettono in contatto con un senso di vuoto che neanche le relazioni più significative, il lavoro, lo sport, la tecnologia, la TV, gli acquisti riescono a riempire.</p>
<p>Attimi che ci portano a sperimentare quel senso di solitudine che non ha niente a che vedere con la presenza o meno degli altri, ma che rappresenta piuttosto una condizione universale che tutti possiamo percepire a confronto con le grandi sfide della vita, come i traumi, le perdite e le malattie. Esperienze che scuotono profondamente le nostre radici, obbligandoci a spostare lo sguardo dall’esterno all’interno, dirigendolo su noi stessi e su quello che nel tempo abbiamo costruito dentro.</p>
<p>Una solitudine che oggi più che mai rischia di prendere il sopravvento, perché sono venuti a mancare molti di quegli stimoli che fino a ieri ci hanno distratto dal sentire. Così, da un giorno all’altro ci siamo ritrovati a trascorrere molto più tempo dentro la nostra casa, non solo quella concreta, il cui spazio è chiaramente circoscritto dalle mura, ma soprattutto quella simbolica, del nostro mondo interno, delimitata unicamente da noi stessi e fatta di tutto ciò che siamo: emozioni, pensieri, ricordi e non solo.</p>
<p>Questa casa ci appartiene, è costruita sulle nostre radici e assolve il compito di custodirle. Da chi è abitata? In che modo ce ne siamo occupati finora? Come l’abbiamo vissuta, arredata, riempita, svuotata, illuminata? Sono queste le domande alle quali la solitudine ci chiede di rispondere. È questo spazio che ci invita a guardare, a esplorare, a vivere. E se è vero che quando stiamo bene con noi stessi la solitudine può diventare un’occasione in più per conoscerci, goderci quello che abbiamo e gioire dell’opportunità di avere un luogo nel quale proteggerci durante la tempesta, è altrettanto vero che non è sempre facile restare sereni quando si prolunga l’attesa e fuori tarda a splendere il sole.</p>
<p><strong>ECCO ALLORA 5 SUGGERIMENTI PER IMPARARE A TENERSI COMPAGNIA:</strong></p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/2-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3471" alt="2-2" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/2-2.jpg" width="1024" height="512" /></a></p>
<p><strong>1. GUARDATI. L</strong>a mattina quando ti svegli ricordati di fare entrare la luce nella tua casa. Poi guardati: cosa<br />
dicono i tuoi occhi di te? Cosa raccontano? Anche se non devi uscire indossa qualcosa che sia in sintonia<br />
con quello che senti: qualcosa di delicato se hai bisogno di leggerezza, qualcosa di morbido se hai bisogno<br />
di calore, qualcosa di colorato se hai bisogno di energia e vitalità.</p>
<p><strong>2. SORPRENDITI.</strong> Dentro ognuno di noi è presente un universo di possibilità. Con il tempo ci convinciamo di essere sempre uguali a noi stessi e perdiamo la capacità di vederci e di vedere il mondo con occhi nuovi. Dai spazio alla tua creatività e scegli un momento della giornata nel quale dedicarti a qualcosa di nuovo, che non hai mai fatto prima. Basteranno pochi minuti.</p>
<p><strong>3. LASCIATI ISPIRARE.</strong> Il nostro mondo interno è come una casa piena di stanze: gioia, tristezza, solitudine, sorpresa, entusiasmo, coraggio…ogni stanza ha una sua funzione. Riordina le foto che hai raccolto nel tempo in album: famiglia, amici, sport, viaggi. Scrivi su dei piccoli post-it frasi di film, canzoni e citazioni che ti ispirano e posizionale dove puoi facilmente vederle. In questo modo sarà più facile trovare quello che ti occorre quando ne avrai bisogno.</p>
<p><strong>4. CREA LA TUA PERSONALE COLONNA SONORA.</strong> Ognuno ha una playlist di canzoni preferite. Scegli quelle che ti riempiono…di entusiasmo, di energia, di dolcezza, di qualunque cosa tu abbia bisogno in quel momento e raggruppale in colonne sonore da utilizzare per accompagnare le tue giornate.</p>
<p><strong>5. RICORDA.</strong> L’immaginazione è uno strumento potente, può portarci con la mente e il cuore vicino alle persone alle quali teniamo anche quando sono a chilometri di distanza e farci rivivere la sensazione di un abbraccio se avvolgiamo le nostre spalle in una coperta morbida. Non può sostituire la realtà, ma può aiutarci a mantenere vivo il ricordo delle persone importanti e delle cose preziose fino al giorno nel quale<br />
sarà di nuovo possibile ricongiungerci ad esse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="QUANDO LA SOLITUDINE ARRIVA, IMPARA A TENERTI COMPAGNIA!" href="https://www.diregiovani.it/2020/04/06/306243-quando-la-solitudine-arriva-impara-a-tenerti-compagnia.dg/">https://www.diregiovani.it/2020/04/06/306243-quando-la-solitudine-arriva-impara-a-tenerti-compagnia.dg/</a></p>
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