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	<title>Studio Arcobaleno &#187; crescere</title>
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		<title>&#8220;I ROMPISCATOLE&#8221;. STORIE DI GIOVANI EROI SENZA MANTELLO</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Sep 2019 12:16:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 10 set. - "Quelle che ti troverai a leggere sono storie di ragazzi autentici che, col loro carico di difetti, complessi, limiti e paure, a un certo punto della loro vita, davanti a un problema, si sono inventati una soluzione, qualcosa di straordinario.
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Il libro di Vittoria Iacovella al Venerdi&#8217; culturale IdO, 13 settembre a Roma</p>
<div align="left">
<div id="testo">Roma, 10 set. &#8211; &#8220;Quelle che ti troverai a leggere sono storie di ragazzi autentici che, col loro carico di difetti, complessi, limiti e paure, a un certo punto della loro vita, davanti a un problema, si sono inventati una soluzione, qualcosa di straordinario.</p>
<p>Nessun super potere a rassicurarli che erano nel giusto, nessuno specchio a rimandargli un&#8217;immagine perfetta, nessun paracadute a garantirgli che non si sarebbero schiantati. L&#8217;hanno fatto e basta. Hanno guardato in faccia i loro mostri e sono andati avanti. Hanno rotto le gabbie, gli schemi, le usanze, le idee irrigidite e incrostate, hanno rotto le scatole e, facendolo, hanno cambiato un pezzetto di mondo, trasformandolo in un posto un po&#8217; migliore&#8221;. È questo il filo conduttore delle 10 storie narrate nel libro &#8216;I rompiscatole&#8217; della giornalista Vittoria Iacovella, che sara&#8217; presentato nel corso della X edizione de I venerdi&#8217; culturali della Scuola dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO) il 13 settembre alle 21 presso la sede della Scuola in Corso d&#8217;Italia 38/A sul tema: I Rompiscatole. Storie di giovani eroi senza mantello.</p></div>
<div></div>
<div style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2019/09/download.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3432" alt="download" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2019/09/download.jpg" width="225" height="225" /></a></div>
<div style="text-align: right;"></div>
<div>Oltre l&#8217;autrice sara&#8217; presente Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva e responsabile del servizio Terapie dell&#8217;Istituto di Ortofonologia.</p>
<p>&#8220;Conosci la teoria della ghianda?- chiede Iacovella- James Hillman sosteneva che ciascuno di noi possiede un suo talento innato, una vocazione alla quale e&#8217; chiamato sin dalla nascita. Se osserviamo bene, anche in queste storie, e&#8217; come uno spiritello che proprio nell&#8217;infanzia si manifesta piu&#8217; liberamente. A volte questo talento viene fuori all&#8217;improvviso, come un&#8217;illuminazione, ma era gia&#8217; li&#8217;. La ghianda contiene gia&#8217; dentro se&#8217; la quercia che sara&#8217;, basta darle il giusto terreno per potersi sviluppare. E tu, che albero sei? Buona esplorazione!&#8221;.</p>
<p>L&#8217;evento e&#8217; gratuito e per qualsiasi informazione e&#8217; possibile scrivere a segr.formazione@ortofonologia.it. <a href="http://93.148.201.171/News/2019/06/17/2019061702172301671.MP4" target="_blank">Qui e&#8217; possibile guardare l&#8217;intervista all&#8217;autrice.</a></div>
<div></div>
<div><a title="I ROMPISCATOLE. STORIE DI GIOVANI EROI SENZA MANTELLO" href="https://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2019/settembre/10/?news=05">https://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2019/settembre/10/?news=05</a></div>
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		<title>AUTISMO, IL PROGETTO TARTARUGA IdO ARRIVA IN SICILIA</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2019 12:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 18 giu. - Una collaborazione molto proficua e' nata tra l'Unita' operativa di neuropsichiatria infantile dell'Asp di Castelvetrano (Trapani) e l'Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma in tema di autismo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 18 giu. &#8211; Una collaborazione molto proficua e&#8217; nata tra l&#8217;Unita&#8217; operativa di neuropsichiatria infantile dell&#8217;Asp di Castelvetrano (Trapani) e l&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma in tema di autismo.</p>
<p>Alla base un progetto di formazione di 200 ore destinato a 62 operatori sanitari e scolastici sull&#8217;approccio evolutivo integrato a mediazione corporea: il &#8216;Progetto Tartaruga&#8217;. Il corso si chiudera&#8217; il 21-22 giugno al Centro polivalente del Vanico di Castelvetrano con l&#8217;intervento di Magda Di Renzo, responsabile del servizio terapie dell&#8217;IdO.<br />
<a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2019/06/Autismo1.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-3427" alt="autismo1" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2019/06/Autismo1.jpeg" width="900" height="600" /></a><br />
Nell&#8217;Asp di Castelvetrano l&#8217;attenzione e&#8217; tutta puntata sull&#8217;approccio evolutivo. &#8220;Come neuropsichiatra infantile ho avuto modo di constatare l&#8217;efficacia dell&#8217;approccio evolutivo integrato a mediazione corporea adottato e teorizzato dall&#8217;IdO- spiega Paolo Pace, responsabile dell&#8217;unita&#8217; operativa di neuropsichiatria infantile- questo modello consente all&#8217;operatore sia di attivare dei canali che rendono la relazione sintonica con il bambino autistico, che di ricevere feedback utili sullo stato di benessere di entrambi. Molti operatori dei centri convenzionati con l&#8217;Asp di Castelvetrano stanno adottando questo tipo di intervento e tra l&#8217;altro- aggiunge Pace- posso anticipare che sentiamo la necessita&#8217; di attivare anche un intervento gruppale con i bambini coinvolti nei disturbi dello spettro autistico&#8221;.</p>
<p>Il neuropsichiatra sta predisponendo, inoltre, un progetto di ricerca su un campione di bambini con autismo trattato con il modello evolutivo a mediazione corporea dell&#8217;IdO. In cantiere uno studio sulla sensorialita&#8217; e &#8220;in questo ambito l&#8217;IdO e&#8217; all&#8217;avanguardia&#8221;, assicura.</p>
<p>L&#8217;unita&#8217; operativa di neuropsichiatria infantile dell&#8217;Asp di Castelvetrano conta 400 primi contatti l&#8217;anno. &#8220;Abbiamo un rapporto privilegiato con le scuole- conferma il responsabile- sta emergendo l&#8217;esigenza di attivare la mediazione corporea in diversi ambiti, non solo nell&#8217;autismo ma anche nei disturbi specifici dell&#8217;apprendimento perche&#8217; il corpo e&#8217; il &#8216;primum movens&#8217; di ogni attivita&#8217; umana. Se valorizziamo l&#8217;aspetto esistenziale, di cura e di promozione degli aspetti corporei nelle vare fasi dell&#8217;apprendimento alla salute mentale, avremo un accesso privilegiato alla salute psichica. In eta&#8217; evolutiva, oltre l&#8217;autismo troviamo tanti disturbi del comportamento che possono essere in alcuni casi dirompenti. Il comportamento e&#8217; l&#8217;indicatore, spesso principale del malessere dei bambini&#8221;.</p>
<p>Una richiesta di gemellaggio e&#8217; arrivata anche dalla Bulgaria, per offrire percorsi di formazione sull&#8217;autismo da Salemi a Sofia. &#8220;Ci hanno chiesto la possibilita&#8217; di attivare un intervento sull&#8217;autismo- fa sapere Pace- e abbiamo verificato che in Bulgaria l&#8217;esigenza di fronteggiare questa grande problematica e&#8217; reale, il sistema sanitario e scolastico bulgaro ha molto da imparare della nostra esperienza. L&#8217;obiettivo e&#8217; di portare l&#8217;approccio evolutivo dell&#8217;IdO in Bulgaria e a settembre firmeremo a tal proposito un protocollo di intesa. Partiremo dallo screening per definire entro fine 2019 tutti i dati sulle loro esigenze strutturali in riferimento al trattamento dei disturbi dello spettro autistico&#8221;.</p>
<p>Il Progetto Tartaruga dell&#8217;IdO e&#8217; il primo approccio evolutivo italiano all&#8217;autismo. È oggetto di diversi articoli pubblicati su note riviste scientifiche internazionali, che hanno gia&#8217; totalizzato piu&#8217; di 30.000 mila lettori, esperti del settore.</p>
<p>Sono tutte consultabili sul portale www.ortofonologia.it. Il crescente interesse internazionale ha anche portato l&#8217;IdO ad esportare il suo approccio evolutivo in molte regioni italiane, tra cui la Sardegna e la Sicilia, nonche&#8217; a sviluppare importanti scambi scientifici e formativi con le Universita&#8217; straniere in Brasile, Colombia e Stati Uniti.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="AUTISMO, PROGETTO TARTARUGA IdO ARRIVA IN SICILIA" href="https://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2019/giugno/18/?news=11">https://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2019/giugno/18/?news=11</a></p>
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		<title>MALTRATTAMENTI, IN INFANZIA PARLARE DI EVENTI AVVERSI</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2018 05:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 17 lug. - "È cambiato il concetto delle forme di maltrattamento, prima bisognava dividere a scopo didattico il maltrattamento fisico e l'abuso sessuale. Oggi non si parla piu' di maltrattamento singolo, ma di eventi avversi vissuti nell'infanzia ( Adverse Childhood Experiences - ACE), che lasciano segni che non sono solamente 'problematiche di natura psicologica'". ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 17 lug. &#8211; &#8220;È cambiato il concetto delle forme di maltrattamento, prima bisognava dividere a scopo didattico il maltrattamento fisico e l&#8217;abuso sessuale. Oggi non si parla piu&#8217; di maltrattamento singolo, ma di eventi avversi vissuti nell&#8217;infanzia ( Adverse Childhood Experiences &#8211; ACE), che lasciano segni che non sono solamente &#8216;problematiche di natura psicologica&#8217;&#8221;. Lo dice Pietro Ferrara, professore dell&#8217;Universita&#8217; Cattolica del Sacro Cuore e dell&#8217;Universita&#8217; Campus Biomedico di Roma, nonche&#8217; referente nazionale della Societa&#8217; italiana di pediatria (Sip) sul tema abusi e maltrattamenti, intervenuto al via della campagna &#8216;Abbattiamo il muro del silenzio&#8217; di Save the Children.</p>
<p>&#8220;La ripetitivita&#8217; delle violenze provoca dal punto di vista biochimico delle alterazioni che poi causano segnali e modifiche organiche: si riducono alcune parti del cervello e se ne attivano altre&#8221;. Per questo motivo va &#8220;attenzionato il cambio del comportamento, che dipende anche da modifiche anatomiche&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/07/aabuso12.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3415" alt="aabuso12" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/07/aabuso12-1024x680.jpg" width="940" height="624" /></a></p>
<p>Per aiutare i bambini vittime di violenze, Ferrara suggerisce di far attenzione e un avverbio e ad un sostantivo. &#8220;L&#8217;avverbio che ci deve accompagnare e&#8217; &#8216;improvvisamente&#8217;. Quando vediamo che nei nostri figli si verificano delle modifiche improvvisamente: ci deve far riflettere l&#8217;aggressivita&#8217;, il non voler andare a scuola, il perdere delle acquisizioni (riprendono a bagnare la notte, perdono feci), avere un atteggiamento differente in maniera improvvisa. Ci deve accompagnare la parola dialogo, collaborazione, perche&#8217; non esiste salute senza salute mentale e non possiamo piu&#8217; tollerare che eventi di questo tipo ci portino ad intervenire solo con una prevenzione terziaria che contiene le conseguenze. Noi dobbiamo mirare- conclude Ferrrara- quantomeno ad una prevenzione secondaria per evitare che ci siano complicanze. Lo scopo principale e&#8217; lavorare, intercettare precocemente e decodificare i segnali&#8221;.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="MALTRATTAMENTI, IN INFANZIA PARLARE DI EVENTI AVVERSI" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/luglio/17/?news=14">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/luglio/17/?news=14</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>EMOZIONI E CREATIVITA&#8217;, ECCO I COMPITI PER LE VACANZE</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jun 2018 12:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA – “Prenditi il tuo tempo, non avere fretta, rifletti, divertiti, goditi ogni istante delle tue creazioni”. Finisce così l’elenco dei compiti che la maestra Irene ha consegnato ai suoi piccoli studenti di quarta elementare. Non la solita lista di esercizi, ma un aiuto per allenare la mente e soprattutto il cuore.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA – <em>“Prenditi il tuo tempo, non avere fretta, rifletti, divertiti, goditi ogni istante delle tue creazioni”</em>. Finisce così l’elenco dei compiti che la maestra Irene ha consegnato ai suoi piccoli studenti di quarta elementare. Non la solita lista di esercizi, ma un aiuto per allenare la mente e soprattutto il cuore.</p>
<p>Irene Di Luzio insegna alla scuola primaria ‘Geronimo Stilton’ di Roma, ha 35 anni e da dodici fa l’insegnante. A leggere i suoi compiti per le vacanze sembrerebbe che la prima cosa che desidera insegnare agli alunni sia guardare i luoghi e le persone, per non restare indifferenti, per cogliere la bellezza e tirar fuori le emozioni che provano.</p>
<p><em>“Trova un bel quadernino e scrivici il tuo diario delle vacanze. Puoi scriverci tutto ciò che vuoi, arricchirlo con disegni e stikers e non dimenticarti di raccontare le tue emozioni”</em>, scrive la maestra al primo punto. Carta e penna, dunque, per annotare esperienze nuove e giornate intere specificando che <em>“solo la maestra lo leggerà e manterrà ogni segreto”</em>.</p>
<p>Nella lista c’e’ spazio anche per la lettura, senza specificare titoli o autori, ma lasciando liberi i bambini di andare in libreria o in biblioteca e scegliere quello che vogliono. Non manca la poesia tra i compiti assegnati, non da leggere ma da scrivere: <em>“Svegliati una mattina, affacciati alla finestra, osserva, prenditi il tuo tempo e lasciati ispirare nello scrivere una poesia in rima”</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/06/compiti-vacanze.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3386" alt="compiti-vacanze" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/06/compiti-vacanze.jpg" width="533" height="772" /></a></p>
<p>La maestra Irene lascia spazio anche all’arte e alla creatività suggerendo di disegnare e colorare paesaggi e persone, da diverse angolature, in diversi momenti della giornata. Scegliendo liberamente supporti e strumenti per farlo, con la sola regola di seguire le opere in sequenza di Monet per il disegno naturalistico e le orme di Picasso nel ritratto.</p>
<p>E poi, scrive la maestra, <em>“scegli un bel vasetto e piantaci dei semi. Innaffialo, prenditene cura e parlaci”</em>. E per finire, non poteva mancare la musica che apre il cuore alle emozioni ma può essere d’aiuto anche per imparare le lingue: <em>“Chiudi gli occhi e ascolta musica strumentale e poi scrivi alcune righe sull’emozione che ti ha dato”</em> e, ancora, “<em>scegli una canzone in inglese e impara a cantarla”</em>. E così i compiti delle vacanze diventano un divertimento, per tutti, adulti compresi.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="EMOZIONI E CREATIVITA', ECCO I COMPITI PER LE VACANZE" href="https://www.diregiovani.it/mondoscuola/emozioni-e-creativita-ecco-i-compiti-per-le-vacanze/">https://www.diregiovani.it/mondoscuola/emozioni-e-creativita-ecco-i-compiti-per-le-vacanze/</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>CORSO DI FORMAZIONE PER DOCENTI: &#8220;NUOVE METODOLOGIE DIDATTICHE, COMPETENZE ED INCLUSIVITA&#8217;&#8221;.</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/corso-di-formazione-per-docenti-nuove-metodologie-didattiche-competenze-ed-inclusivita/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Feb 2018 18:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arcobaleno - Studio Multidisciplinare in collaborazione con l'Istituto di Ortofonologia di Roma, nell'ambito degli interventi finalizzati all'arricchimento della proposta formativa nelle scuole, propone il corso di formazione per docenti "Nuove metodologie didattiche, competenze ed inclusività". ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Arcobaleno &#8211; Studio Multidisciplinare in collaborazione con l&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma, nell&#8217;ambito degli interventi finalizzati all&#8217;arricchimento della proposta formativa nelle scuole, propone il corso di formazione per docenti &#8220;<em>Nuove metodologie didattiche, competenze ed inclusività</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;iniziativa formativa si pone tra gli obiettivi quello di fornire conoscenze e strumenti in linea con le recenti normative, che si ispirano ad una visione attiva e non inerte del processo di apprendimento, all’ interno della quale ad ogni alunno possa essere garantita la possibilità di fare un’esperienza scolastica significativa, ovvero capace di cogliere, attraverso l’azione didattica, tanto gli aspetti disciplinari quanto quelli emotivo-motivazionali, favorendo la crescita cognitiva, emotiva e relazionale in senso globale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/02/new-products-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3365" alt="new-products-2" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/02/new-products-2.jpg" width="650" height="340" /></a></p>
<p>Didattica tradizionale, apprendimento cooperativo, classe capovolta e laboratorialità diventano strumenti a disposizione dei docenti per garantire ad ogni alunno la possibilità di integrare sapere ed esperienza, attraverso una didattica capace di supportare le specificità di cui ogni individuo è portatore.</p>
<p>Per maggiori informazioni è possibile contattare la Dott.ssa Francesca Zaza al numero 328 9575203 oppure inviare una mail a info@studioarcobalenolatina.it</p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/"> https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>MUSICA E MOVIMENTO, IL CERVELLO IMPARA DAGLI ERRORI ALTRUI</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jan 2018 06:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 23 gen. - Sbagliando s'impara. Anche se a sbagliare sono gli altri. L'osservazione degli errori altrui stimola i meccanismi cerebrali di correzione automatica dell'errore stesso, contribuendo all'apprendimento. Lo rivela uno studio condotto da Alice Mado Proverbio, docente di Neuroscienze cognitive presso il Dipartimento di Psicologia dell'Universita' di Milano-Bicocca, coadiuvata dai suoi collaboratori Matteo Cozzi, Andrea Orlandi, Manuel Carminati. La ricerca dal titolo 'Error related negativity in the skilled brain of pianists reveals motor simulation' e' stata pubblicata sulla rivista scientifica Neuroscience.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 23 gen. &#8211; Sbagliando s&#8217;impara. Anche se a sbagliare sono gli altri. L&#8217;osservazione degli errori altrui stimola i meccanismi cerebrali di correzione automatica dell&#8217;errore stesso, contribuendo all&#8217;apprendimento. Lo rivela uno studio condotto da Alice Mado Proverbio, docente di Neuroscienze cognitive presso il Dipartimento di Psicologia dell&#8217;Universita&#8217; di Milano-Bicocca, coadiuvata dai suoi collaboratori Matteo Cozzi, Andrea Orlandi, Manuel Carminati. La ricerca dal titolo &#8216;Error related negativity in the skilled brain of pianists reveals motor simulation&#8217; e&#8217; stata pubblicata sulla rivista scientifica Neuroscience.</p>
<p>Le sperimentazioni hanno coinvolto 10 giudici esperti (studenti e professori di pianoforte della Civica Scuola di musica Claudio Abbado) e 24 partecipanti sottoposti a elettroencefalografia (EEG): 12 pianisti professionisti e 12 studenti universitari senza una specifica educazione musicale.</p>
<p>Ognuno di loro ha visualizzato centinaia di video nei quali venivano mostrate un paio di mani nell&#8217;atto del suonare. Nella meta&#8217; dei casi i movimenti delle mani erano compatibili con la traccia musicale ascoltata; nel resto dei casi, invece, la diteggiatura non corrispondeva alle note musicali di sottofondo. Quando il suono non era compatibile con le immagini visualizzate, il cervello dei pianisti lo rilevava automaticamente, registrando l&#8217;incongruenza. Allo stesso tempo si e&#8217; osservato che il cervello dei partecipanti non esperti non rilevava gli errori, in quanto privo di quelle regole audio visuo-motorie presenti nel cervello dei musicisti, derivanti dall&#8217;educazione musicale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/startup-successo-740x360.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3323" alt="startup-successo-740x360" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/startup-successo-740x360.jpg" width="740" height="360" /></a></p>
<p>&#8220;Il processo attraverso il quale il cervello registra un&#8217;incongruenza e si accorge dell&#8217;errore si manifesta come componente negativa nota in letteratura col nome di Error related negativity (ERN). La ERN si rileva sia quando siamo noi stessi a commettere l&#8217;errore, sia quando a sbagliare sono gli altri, grazie all&#8217;attivazione dei neuroni specchio audio visuo-motori. Lo studio ha dimostrato- si legge nel comunicato- che quando il cervello rileva un errore, anche se compiuto da altri, mette in atto dei processi di correzione automatica che, modificando l&#8217;organizzazione delle informazioni, favoriscono l&#8217;apprendimento. La ricerca ha evidenziato, inoltre, che la sola osservazione del movimento stimola direttamente l&#8217;attivita&#8217; della corteccia motoria e premotoria del nostro cervello, come se a compiere un dato movimento fossimo noi stessi. Ecco perche&#8217; anche la semplice visione di filmati, o la dimostrazione dal vivo da parte dell&#8217;insegnante o dell&#8217;istruttore e&#8217; fondamentale per l&#8217;apprendimento di discipline motorie, musicali e di altro tipo&#8221;.</p>
<p>La scoperta in futuro &#8220;potrebbe essere utile alla riabilitazione clinica in pazienti paralizzati e con deficit motori- spiega Alice Mado Proverbio, docente di Neuroscienze cognitive dell&#8217;Universita&#8217; di Milano-Bicocca- La stimolazione sensoriale, attraverso la visione di un video, contribuisce all&#8217;apprendimento della pratica motoria grazie all&#8217;attivazione dei neuroni specchio visuo-motori. Lo studio, inoltre, ha permesso di comprendere il meccanismo cerebrale grazie al quale si codificano, e dunque si ricordano, quali dita usare per suonare le note musicali, contribuendo cosi&#8217; al processo di apprendimento delle abilita&#8217; musicali&#8221;.</p>
<p>Fonte originale: <a title="MUSICA E MOVIMENTO, IL CERVELLO IMPARA DA ERRORI ALTRUI" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=15">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=15</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>DIVENIRE E SVILUPPO NON SONO LA STESSA COSA</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2018 06:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 23 gen. - "Divenire e sviluppo non sono la stessa cosa. Il divenire e' unico, proprio di ognuno, delle sue scelte e della sua liberta'. È importante distinguere per tutti i soggetti, compreso gli autistici, il divenire dallo sviluppo". A dirlo e' François Ansermet, psichiatra, psicoanalista e professore dell'Universita' di Ginevra e Losanna, intervenendo al convegno su 'Autismo e arte' a Montecitorio.
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 23 gen. &#8211; &#8220;Divenire e sviluppo non sono la stessa cosa. Il divenire e&#8217; unico, proprio di ognuno, delle sue scelte e della sua liberta&#8217;. È importante distinguere per tutti i soggetti, compreso gli autistici, il divenire dallo sviluppo&#8221;. A dirlo e&#8217; François Ansermet, psichiatra, psicoanalista e professore dell&#8217;Universita&#8217; di Ginevra e Losanna, intervenendo al convegno su &#8216;Autismo e arte&#8217; a Montecitorio.</p>
<p>&#8220;Lo sviluppo puo&#8217; essere legato a programmi di strutture neuronali o genetiche che si realizzano- continua Ansermet- il divenire invece ha un lato imprevedibile, sorprendente perche&#8217; tutti i giorni e&#8217; differente. Se un bambino e&#8217; sofferente nel suo organismo, a prescindere da quale sia il suo disturbo del neurosviluppo, questo non determinera&#8217; il tipo di soggetto che diventera&#8217;. Ogni soggetto e&#8217; unico, differente, imprevedibile e non rimpiazzabile&#8221;.</p>
<p>In sostanza non si sa cosa sia il divenire. &#8220;In ogni istante quello che era non e&#8217; piu&#8217; e quello che sara&#8217; non e&#8217; ancora. In questa apertura dell&#8217;istante- chiarisce lo studioso- c&#8217;e&#8217; quasi una vertigine: ogni soggetto ritrova la propria soluzione e la propria invenzione anche per creare, crearsi e inventarsi differentemente&#8221;.</p>
<p>Ansermet e&#8217; convinto di un paradosso: &#8220;Siamo tutti all&#8217;interno di un cambiamento permanente. L&#8217;esperienza lascia una traccia nella rete neuronale- spiega il profesore universitario- nel senso che ogni esperienza e&#8217; una traccia di cui ogni istante e ogni contingenza lasciano una traccia&#8221;. Per questo motivo &#8220;non utilizzeremo mai due volte lo stesso cervello e non ci immergeremo mai due volte nello stesso individuo. Siamo sempre di fronte a un cambiamento permanente connaturato alla struttura della rete neuronale, alla plasticita&#8217; neuronale e anche alla plasticita&#8217; del divenire, che paradossalmente ci rende biologicamente determinati per non essere totalmente biologicamente determinati. Siamo geneticamente determinati per essere liberi- sottolinea il ricercatore- siamo determinati per non esserlo&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/Percorsi.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3317" alt="percorsi" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/Percorsi-1024x566.jpg" width="940" height="519" /></a></p>
<p>Questo funzionamento e&#8217; valido per tutti, normodotati e non. &#8220;In alcuni disturbi come l&#8217;autismo ci sono piu&#8217; costrizioni, piu&#8217; forze che vanno verso una ripetizione che impedisce questo movimento- spiega Ansermet- ma se offrissimo uno spazio di creazione al soggetto autistico, potrebbe diventare egli stesso l&#8217;attore e l&#8217;autore dei suoi cambiamenti&#8221;. È questa la sfida del legame tra creativita&#8217; e autismo: &#8220;Non dobbiamo pensare che un soggetto perche&#8217; sia autistico allora non abbia delle potenzialita&#8217; creative. La possibilita&#8217; di inventarsi in modo differente e nuovo puo&#8217; avvenire a condizione che la persona con autismo sia accolta in un ambiente caldo, che non divenga un oggetto di amministrazione della cura, ma che sia davvero considerata come un soggetto in divenire&#8221;.</p>
<p>Infine ai clinici lo psichiatra consiglia &#8220;di pensare alla loro pratica come a quella di un clinico. Clinica vuol dire fare esperienza della singolarita&#8217; di ogni soggetto e far esperienza della novita&#8217; affinche&#8217; ognuno possa trovare le sue soluzioni- conclude- e le sue invenzioni&#8221;.</p>
<p><a href="http://89.97.250.171/News/2018/01/15/2018011501856902785.MP4" target="_blank">Qui e&#8217; possibile guardare la videointervista della Dire.</a></p>
<p><a title="DIVENIRE E SVILUPPO NON SONO LA STESSA COSA" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=01</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>1,2,3,VIA&#8230;SI RIPARTE! PREPARIAMOCI PER IL RIENTRO A SCUOLA.</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Aug 2017 06:20:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Agosto è arrivato e molti bambini e ragazzi sono ancora alle prese con l'organizzazione dei compiti delle vacanze.

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				<content:encoded><![CDATA[<p>Agosto è arrivato e molti bambini e ragazzi sono ancora alle prese con l&#8217;organizzazione dei compiti delle vacanze. Per questo Arcobaleno &#8211; Studio Multidisciplinare ha pensato ad un&#8217;iniziativa per prepararli ad affrontare il rientro a scuola con maggiore serenità e sicurezza, perchè, si sa, chi ben comincia&#8230;</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/08/20526203_713434445508533_9014153684337380636_n.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3250" alt="20526203_713434445508533_9014153684337380636_n" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/08/20526203_713434445508533_9014153684337380636_n.jpg" width="677" height="960" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/08/Costi.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3253" alt="costi" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/08/Costi-724x1024.jpg" width="724" height="1024" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per maggiori informazioni chiamare il numero 328 9575203 oppure scrivere a info@studioarcobalenolatina.it</p>
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		<title>ADOLESCENZA E COMPORTAMENTI A RISCHIO</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Mar 2017 07:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 14 mar. - Una bravata mortale, un gioco terribile: farsi un selfie con un treno in arrivo nello sfondo, cercando di resistere il piu' possibile sui binari prima del passaggio del convoglio. A farla a Soverato, in provincia di Catanzaro, sono stati tre adolescenti, ma uno di questi non ha fatto in tempo a lasciare i binari ed e' morto sul colpo, travolto dal treno. Aveva tredici anni. Il numero di incidenti per comportamenti scorretti e' in aumento....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Selfie mortali, psicologo: Comportamento a rischio non e&#8217; pratica recente</strong></p>
<div align="left">Adolescenti vogliono stupire e in rete raggiungono una platea ampia</div>
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<div id="testo">(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 14 mar. &#8211; Una bravata mortale, un gioco terribile: farsi un selfie con un treno in arrivo nello sfondo, cercando di resistere il piu&#8217; possibile sui binari prima del passaggio del convoglio. A farla a Soverato, in provincia di Catanzaro, sono stati tre adolescenti, ma uno di questi non ha fatto in tempo a lasciare i binari ed e&#8217; morto sul colpo, travolto dal treno. Aveva tredici anni. Il numero di incidenti per comportamenti scorretti e&#8217; in aumento. &#8220;Si chiamano comportamenti a rischio&#8221;, precisa subito Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva, ospite della trasmissione &#8216;Dentro i fatti, con le tue domande&#8217; (Sky Tg24). &#8220;I ragazzi li attuano in tante manifestazioni diverse con il rischio di farsi veramente male&#8221;. Non si tratta di una pratica recente. &#8220;Trent&#8217;anni fa lo facevano gli adolescenti in Inghilterra &#8211; ricorda lo psicologo -, si mettevano in fila sui binari per poi lanciarsi all&#8217;ultimo minuto prima dell&#8217;arrivo del treno&#8221;.Selfie o non selfie, il problema vero secondo Castelbianco riguarda la voglia di notorieta&#8217;: &#8220;Una volta la bravata veniva raccontata il giorno dopo a scuola ai pochi amici. Adesso gli adolescenti devono farla per raggiungere notorieta&#8217;, punteggio e stima. Loro vogliono stupire, e per stupire una grande platea adesso ci sono i selfie da pubblicare sui social, nella Rete. La loro bravata serve per poter godere del privilegio di aver stupito i compagni- spiega lo psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva -. E&#8217; questo il sentimento che li spinge ad assumere comportamenti sempre piu&#8217; rischiosi. Sembra che tale sensazione rappresenti la cosa che da&#8217; loro maggiore soddisfazione, ma non dovrebbe essere cosi&#8217;&#8221;.</p>
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<div style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/invisible-man-shadows.jpg"><img class="size-full wp-image-3197" alt="invisible-man-shadows" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/invisible-man-shadows.jpg" width="458" height="458" /></a>Dov&#8217;e&#8217; l&#8217;errore dei piu&#8217; grandi? &#8220;Non c&#8217;e&#8217; colpa di nessuno, ma c&#8217;e&#8217; la responsabilita&#8217; di tutti &#8211; risponde il direttore dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma &#8211; perche&#8217; tutti noi vogliamo stupire gli altri. Sembra quasi che sia l&#8217;unico modo per ottenere consenso e favore. Eccolo il grande problema che abbiamo oggi noi come essere umani. L&#8217;errore che commettiamo con i ragazzi e&#8217; il fatto che non riusciamo a trasmettergli il valore della vita e del perimetro. Una bravata devono farla &#8211; ammette lo psicologo &#8211; anche perche&#8217; gli adolescenti si considerano onnipotenti, ma noi adulti abbiamo il dovere di dare loro il perimetro dentro il quale possono rompersi un braccio ma non perdere la vita. Noi questo perimetro cerchiamo in tutti i modi di non darglielo e loro si scatenano nelle bravate piu&#8217; incredibili. Finiamo per stupirci sempre dopo- aggiunge Castelbianco &#8211; ma non ci chiediamo mai se abbiamo insegnato ai nostri adolescenti qual e&#8217; il valore della vita. No, noi non lo abbiamo fatto &#8211; conclude -, abbiamo trasmesso solo il valore della bravata e dello stupore, e poi ci stupiamo mentre loro continuano a mettere in atto comportamenti a rischio&#8221;.</p>
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<div>Fonte originale: <a title="ADOLESCENZA E COMPORTAMENTI A RISCHIO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/marzo/14/?news=10">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/marzo/14/?news=10</a></div>
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		<title>LE FIABE SERVONO ANCHE&#8230;DA GRANDI!</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 06:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>Spesso si dimentica che le fiabe non sono solo racconti per bambini ma chiavi di lettura del mondo interiore, utilissime anche per la vita adulta</h2>
<p>Tutte le fiabe cominciano con “c’era una volta&#8230;” e trasportano, in genere, in luoghi  al di là del tempo e dello spazio, posti immaginari dove albergano pericoli, paure, ansie ma anche sorprese, aiuti insperati, prove superate, cose belle e lieti fini … le fiabe sono uno specchio nebuloso ma fedele della vita reale ma dove vi è un elemento, la magia, che spesso interviene a nostro favore In termini psicologici la vera magia è la capacità di immaginazione&#8230;Da piccoli, tutti abbiamo provato grandi emozioni che abbiamo dimenticato ma che vivono nel profondo: paure, gioie, angosce&#8230; Se ne trova traccia nel nostro carattere e nel nostro modo di affrontare la vita: le emozioni vissute dunque ci hanno forgiato e le fiabe sono analogicamente la trasposizione narrativa di quei sentimenti, di quelle emozioni…</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/uid_15aadb313a4.650.340.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3192 aligncenter" alt="uid_15aadb313a4-650-340" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/uid_15aadb313a4.650.340.jpg" width="650" height="340" /></a></p>
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<h3>Perché raccontiamo le fiabe ai bambini</h3>
<p>Queste particolari narrazioni non sono dunque semplici storie, ma strumenti in grado di aiutare i piccoli a prendere confidenza con le loro emozioni profonde, spesso molto coinvolgenti. Non solo: usiamo le fiabe anche per comunicare loro, tramite una figura d&#8217;affetto, che non saranno lasciati soli in balia di un mondo pericoloso. Purtroppo da adulti tendiamo a dimenticare o a banalizzare le fiabe; un vero errore, perché oggi, in fondo, proviamo esattamente le stesse emozioni di quando eravamo piccini&#8230; Come fare a ricontattare questo nostro lato favolistico? Un aiuto può arrivare dal mondo esterno: esistono posti che sembrano avere proprietà intrinseche di pace, serenità e magia: sono tanti e differenti poiché ognuno ha i suoi &#8220;gusti&#8221;: parchi, spiagge, montagne boscose, fiumi, laghi&#8230; In questi luoghi, insieme fisici e mentali ci si sente a “a posto” e, nonostante le difficoltà, si riesce ad accantonare e superare ansie e stress e a ritrovare un senso di unità con sé stessi: proprio quello che avviene nelle fiabe&#8230;</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/fiaba-meditazione-bambini.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3193" alt="fiaba-meditazione-bambini" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/fiaba-meditazione-bambini-1024x682.jpg" width="940" height="626" /></a></p>
<h3>Scrivi la tua fiaba</h3>
<p>Se non sempre è possibile raggiungere questi posti prediletti, possiamo arrivarci con l&#8217;immaginazione, una grande risorsa che sfruttiamo troppo poco: proviamo a immaginare il nostro luogo ideale, costruiamolo nella mente, camminiamoci. Dopo i primi tentativi magari un po’ vaghi scopriremo che è possibile sostarci senza sforzo, il tempo che serve al nostro cervello per riposare e impiegare meglio le risorse che possediamo. Un buon esercizio a questo punto è provare a scrivere la “nostra” fiaba, non importa se breve, all&#8217;inizio possono bastare poche righe, poi si potranno aggiungere particolari, sensazioni, dettagli…</p>
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<h3>Immaginare non è evadere, ma cercare</h3>
<p>Non ci si deve vergognare di tornare, in un certo senso, bambini: anzi è il modo più efficace per riaccostarsi alla nostra parte profonda, ai propri desideri come ai propri timori, fare di nuovo amicizia con sé stessi, riconoscendo tratti dimenticati e difficoltà da superare. Ciò che desideriamo trovare nella vita è sempre più &#8220;dentro&#8221; che &#8220;fuori&#8221;, più vicino di quanto pensiamo. L’immaginazione, anche quella che fa nascere le fiabe, nutresempre l’Anima: questo nutrimento è prezioso e serve a tutte le età per vivere meglio ciò che chiamiamo “la vita reale” che, non dimentichiamo, è largamente influenzata dalle fantasie che facciamo su di essa.</p>
<p>Fonte originale: <a title="LE FIABE SERVONO ANCHE...DA GRANDI!" href="http://www.riza.it/psicologia/l-aiuto-pratico/6032/le-fiabe-servono-anche-da-grandi.html">http://www.riza.it/psicologia/l-aiuto-pratico/6032/le-fiabe-servono-anche-da-grandi.html</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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