<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Studio Arcobaleno &#187; deficit</title>
	<atom:link href="https://www.studioarcobalenolatina.it/tag/deficit/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.studioarcobalenolatina.it</link>
	<description>Solo un altro sito WordPress</description>
	<lastBuildDate>Sat, 02 Nov 2024 09:24:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>QUANDO IL POTENZIALE E&#8217; MASCHERATO DA UN DISTURBO.</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/quando-il-potenziale-e-mascherato-da-un-disturbo/</link>
		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/quando-il-potenziale-e-mascherato-da-un-disturbo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 06:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[alto potenziale intellettivo]]></category>
		<category><![CDATA[criticità]]></category>
		<category><![CDATA[deficit]]></category>
		<category><![CDATA[età adulta]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[legami]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[logopedia]]></category>
		<category><![CDATA[plusdotazione]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale]]></category>
		<category><![CDATA[potenzialità]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicomotricità]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni sociali]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studioarcobalenolatina.it/?p=3240</guid>
		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 giu. - Francesco e' un bambino di 7 anni e oggi frequenta con successo la seconda elementare. Ha un'intelligenza superiore alla norma, e' plusdotato, eppure all'eta' di 3 anni e mezzo e' arrivato all'Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) per un disturbo del linguaggio espressivo che investiva anche l'aspetto strutturale: non parlava, appariva ansioso, aveva una bassa autostima, una tendenza al perfezionismo e un'evidente inibizione sociale. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 giu. &#8211; Francesco e&#8217; un bambino di 7 anni e oggi frequenta con successo la seconda elementare. Ha un&#8217;intelligenza superiore alla norma, e&#8217; plusdotato, eppure all&#8217;eta&#8217; di 3 anni e mezzo e&#8217; arrivato all&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) per un disturbo del linguaggio espressivo che investiva anche l&#8217;aspetto strutturale: non parlava, appariva ansioso, aveva una bassa autostima, una tendenza al perfezionismo e un&#8217;evidente inibizione sociale. Il suo potenziale era dunque mascherato dal disturbo e per farlo emergere l&#8217;IdO ha puntato su due obiettivi: una diagnosi sequenziale, per seguire il percorso evolutivo del bambino, rimodulare l&#8217;intervento terapeutico in base ai suoi cambiamenti e differenziare le vulnerabilita&#8217; dai deficit; e risposte terapeutiche non settoriali, per evitare interventi terapeutici sintomatici che avrebbero eluso il disagio piu&#8217; profondo alla base del sintomo stesso e aumentato il rischio psicopatologico in termini prognostici.</p>
<p>&#8220;Offrire risposte non solo settoriali al disagio di un bambino consente di espandere tutte le sue componenti dello sviluppo e di sostenere la funzione che inizialmente era deficitaria&#8221;, spiega l&#8217;equipe IdO. Lo dimostra il caso clinico di Francesco, che seguendo un approccio integrato e&#8217; diventato una storia di successo: oggi e&#8217; un ottimo narratore, sebbene fosse partito da una quasi assenza di linguaggio. Cosa e&#8217; successo in questi tre anni e mezzo di terapia? L&#8217;IdO lo racconta in un recente articolo, dal titolo <a href="https://www.researchgate.net/publication/316906367_When_the_Intellectual_Potential_is_Concealed_from_Symptoms_A_Case_Report" target="_blank">&#8216;Quando il potenziale intellettivo e&#8217; mascherato dal sintomo: un caso clinico&#8217;</a>, pubblicato sulla rivista scientifica &#8216;Journal of Clinical Case Reports&#8217; <a href="http://www.ortofonologia.it/allegati/articoli/Case_Report_italiano_ok.pdf" target="_blank">(la versione in italiano sul sito www.ortofonologia.it)</a>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo finale del lavoro dell&#8217;Istituto non e&#8217; stato, pertanto, solo compensare il disturbo, ma far raggiungere al bambino un maggiore equilibrio fra tutte le aree del funzionamento, affinche&#8217; il suo potenziale potesse essere espresso in pienezza sia dal punto di vista intellettivo, che dei sistemi evolutivi deputati al suo contenimento emotivo. Francesco e&#8217; stato preso in carico globalmente per correlare il percorso terapeutico alle sue potenzialita&#8217;, piuttosto che alle vulnerabilita&#8217;.</p>
<p>Alla luce dei tanti casi di plusdotazione presenti in Italia (il 4-5% della popolazione 0-18 anni ha un alto potenziale cognitivo) diventa sempre piu&#8217; importante accendere un focus sulla &#8216;giftedness&#8217; per evitare di mettere in primo piano solo il disagio/disturbo. &#8220;È ormai acquisito dalla comunita&#8217; scientifica- si legge nell&#8217;articolo- che i bambini plusdotati presentino, nella maggior parte dei casi, problemi socio-emozionali e\o difficolta&#8217; scolastiche, nonostante il ricco potenziale che li caratterizza. E&#8217; inoltre dimostrato che l&#8217;evoluzione dei bambini gifted e&#8217; fortemente influenzata dalle circostanze ambientali e dai sistemi educativi. Se i bambini plusdotati non sono tempestivamente riconosciuti puo&#8217; accadere che arrivino al clinico per le manifestazioni psicopatologiche che vengono a strutturarsi sulla disarmonia esistente. Manifestazioni che- avverte il Centro di diagnosi e terapia per l&#8217;eta&#8217; evolutiva-, se lette solo in senso sintomatico, possono creare maggiori squilibri al bambino&#8221;. Ecco allora che il lo ro eccitamento &#8220;viene considerato eccessivo e inquadrato come una sindrome iperattiva, l&#8217;atteggiamento critico come non accettazione dell&#8217;autorita&#8217;, l&#8217;immaginazione come mancanza di attenzione, la forte emozionalita&#8217; come immaturita&#8217;, la creativita&#8217; e l&#8217; autocentrismo come disturbo oppositivo&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="Immagine correlata" src="https://faqzine.files.wordpress.com/2014/01/new_life.jpg" /></p>
<p>Francesco ha avuto quattro valutazioni nel corso dei tre anni e mezzo di terapia in modo da rimodulare il trattamento a seconda della sua evoluzione. Infatti, in occasione della seconda valutazione e&#8217; stata definita la necessita&#8217; di un intervento psicomotorio attento alla relazione nel gruppo dei pari. &#8220;La diagnosi era al bambino nei suoi sistemi evolutivi integrati- spiega l&#8217;equipe IdO- se ci fossimo fermati solo al disturbo del linguaggio, non avremmo colto l&#8217;aspetto del potenziale intellettivo. Era chiaro che si trattava di un bambino intelligente che non riusciva ad esprimere a pieno le sue potenzialita&#8217;, perche&#8217; non aveva un adeguato assetto psicomotorio, mostrava una difficolta&#8217; nel regolare le emozioni, la sua competenza di autoregolazione era molto immatura. Abbiamo proposto un intervento terapeutico evolutivo integrato e non finalizzato solo al disturbo del linguaggio (quale area di vulnerabilita&#8217;) e questo ha permesso a Francesco di migliorare decisamente la sua capacita&#8217; di autoregolazione e, nello stess o tempo, di riuscire ad elaborare meglio alcuni vissuti, anche quelli relativi a fattori ambientali sfavorenti. In occasione dell&#8217;ultima valutazione e&#8217; emerso un quoziente intellettivo molto alto (131) e un 132 nel verbale: la sua parte piu&#8217; vulnerabile e&#8217; diventata il suo punto di forza&#8221;.</p>
<p>In conclusione l&#8217;equipe IdO sottolinea il ruolo della famiglia che &#8220;ha lavorato in sinergia con gli operatori e ha collaborato nei tempi e nei modi richiesti ai follow-up e alle sedute terapeutiche negli anni, mostrandosi punto di riferimento affettivo per il sostegno al delicato e importante processo di crescita descritto&#8221;.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="QUANDO IL POTENZIALE E' MASCHERATO DA UN DISTURBO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/giugno/13/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/giugno/13/?news=01</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.studioarcobalenolatina.it/quando-il-potenziale-e-mascherato-da-un-disturbo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>BILINGUISMO E RITARDI NEL LINGUAGGIO, C&#8217;E&#8217; UN LIMITE D&#8217;ETA&#8217; CUI FARE ATTENZIONE.</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/bilinguismo-e-ritardi-nel-linguaggio-ce-un-limite-deta-cui-fare-attenzione/</link>
		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/bilinguismo-e-ritardi-nel-linguaggio-ce-un-limite-deta-cui-fare-attenzione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 06:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[arcobaleno latina]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[compiti]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[deficit]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[frasi]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[logopedia]]></category>
		<category><![CDATA[neuropsicomotricità]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[ritardi nel linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[terapia logopedica]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione logopedica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studioarcobalenolatina.it/?p=2974</guid>
		<description><![CDATA[(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 12 lug. - Generalmente si dice che un bambino che cresce con due lingue diverse potrebbe iniziare a parlare piu' tardi o a fare confusione tra i due codici linguistici a cui e' esposto. Questa situazione e' "normale in quanto al bambino e' richiesto un duplice apprendimento che presuppone un'elaborazione piu' complessa delle informazioni verbali che percepisce dall'ambiente esterno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 12 lug. &#8211; Generalmente si dice che un bambino che cresce con due lingue diverse potrebbe iniziare a parlare piu&#8217; tardi o a fare confusione tra i due codici linguistici a cui e&#8217; esposto. Questa situazione e&#8217; &#8220;normale in quanto al bambino e&#8217; richiesto un duplice apprendimento che presuppone un&#8217;elaborazione piu&#8217; complessa delle informazioni verbali che percepisce dall&#8217;ambiente esterno. Nei casi in cui questa difficolta&#8217; iniziale si prolunghi nel tempo e causi al bambino un ritardo nella normale evoluzione linguistica e comunicativa, sarebbe auspicabile utilizzare solo la lingua del paese in cui vive per permettere al bambino di avere una padronanza lessicale-semantica e morfo-sintattica piu&#8217; appropriata e solo successivamente passare al secondo codice linguistico&#8221;. Ne e&#8217; convinta Silvia Santurro, logopedista dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO) e mamma di due bambini italo-camerunensi.</p>
<p>&#8220;La cosa giusta e&#8217; vedere il tipo di bambino che si ha davanti- afferma la logopedista- se non ha problemi nel linguaggio, sia in italiano che nell&#8217;altra lingua, potra&#8217; continuare. Se si riscontrera&#8217; nel minore troppa confusione, una difficolta&#8217; a pronunciare le parole e un&#8217;inibizione che porta il bambino a non parlare piu&#8217;, meglio fermarsi&#8221;.</p>
<p>In base alle tappe di acquisizione del linguaggio intorno ai &#8220;30 mesi il vocabolario del bambino si espande rapidamente; a 3 anni il vocabolario e&#8217; di circa mille parole e a 4 anni il linguaggio e&#8217; ben acquisito. Importante e&#8217; sempre osservare il bambino nel suo complesso- sottolinea l&#8217;esperta- e porre attenzione al suo sviluppo globale (verbale, psicomotorio ,relazionale). Nei casi in cui si osserva un&#8217;alterata acquisizione di tali aree di sviluppo e&#8217; consigliabile rivolgersi a uno specialista per un osservazione dettagliata&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/07/disturbi-linguaggio.jpg"><img class="size-full wp-image-2975 aligncenter" alt="Buchstaben Chaos" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/07/disturbi-linguaggio.jpg" width="480" height="320" /></a></p>
<p>In terapia &#8220;accade di lavorare con bambini che hanno entrambi i genitori stranieri e spesso presentano un ritardo del linguaggio in italiano. Ci si domanda allora da cosa dipendera&#8217;: non conosce la lingua italiana oppure e&#8217; un altro problema? Ad esempio- fa sapere Santurro- ho trattato in terapia un bambino che aveva delle difficolta&#8217; perche&#8217; a casa si parlava solo rumeno e quando gli chiedevo in italiano come si chiamavano oggetti semplici del gioco simbolico, come la frutta, lui non ne conosceva il nome. All&#8217;inizio temevo si trattasse di una problematica di tipo disfasico, poi ho compreso che dipendeva solo da una mancanza di vocabolario&#8221;. Una simile difficolta&#8217; Santurro l&#8217;ha riscontrata anche nei figli di mamme di madrelingua spagnola che pronunciavano la B in luogo della V proprio perche&#8217; &#8220;le mamme, non conoscendo la lingua italiana, la insegnavano in maniera sbagliata&#8221;.</p>
<p>- Cos&#8217;e&#8217; un disturbo del linguaggio? &#8220;Puo&#8217; essere un semplice disturbo fonetico, in cui viene articolato in maniera errato un singolo fonema- risponde la logopedista-, nel caso della &#8216;s&#8217; per esempio si parla di sigmacismo o quando si ha un&#8217;ipoarticolazione linguale di rotacismo e la &#8216;r&#8217; viene distorta o sostituita con la &#8216;l&#8217;. Puo&#8217; essere un disordine importante, che e&#8217; quello fonologico, in cui non c&#8217;e&#8217; soltanto la pronuncia sbagliata delle letterine ma anche la sequenza sbagliata. A volte cambia la struttura della parola- precisa l&#8217;esperta dell&#8217;IdO- e il linguaggio diventa incomprensibile. È alta la correlazione tra i disturbi del linguaggio e il bilinguismo soprattutto nel caso di figli di genitori immigrati di prima generazione che non conoscono l&#8217;italiano&#8221;. Attenzione pero&#8217;: &#8220;I disturbi del linguaggio prevedono che alla base ci sia un bambino che per motivi culturali, ambientali (poca stimolazione), sociali (e&#8217; andato a scuola o e&#8217; sempre stato a casa?) possa avere delle difficolta&#8217; che nel tempo vengono amplificate&#8221;.</p>
<p>La logopedista racconta un altro caso esemplare: &#8220;Ho in terapia una bambina sudamericana che frequenta la quarta elementare e, nonostante abbia sempre vissuto in Italia, non conosce ancora bene la lingua del paese ospitante. Fa tantissimi errori di scrittura e lettura ed e&#8217; molto inibita se deve raccontare una storia, ha paura di sbagliare le parole. Durante il colloquio con i genitori ho potuto constatare che il papa&#8217; non parla l&#8217;italiano e la mamma ha un forte accento spagnolo. Sono persone che possono aiutarla poco&#8221;. O ancora: &#8220;Una compagna della prima elementare di mia figlia e&#8217; sempre stata a casa, fino alla materna, e parlava in Swahili con i suoi genitori. In prima elementare era indietro rispetto agli altri bambini, ma grazie alle sue buone capacita&#8217; e&#8217; riuscita a recuperare seppur con voti bassi&#8221;.</p>
<p>- Quali sono i vantaggi del bilinguismo? &#8220;Per i bambini che non hanno difficolta&#8217;, conoscere due codici linguistici e due culture differenti rappresenta una grande risorsa. Noi frequentiamo ambienti e feste camerunensi, mia figlia di 8 anni conosce anche il ballo camerunense, capisce che ha un papa&#8217; con una cultura diversa da quella della mamma. Due mondi che non confliggono ma che fanno parte di lei- rimarca la logopedista- anche se fino ai 6 anni il colore della pelle ha rappresentato una fonte di difficolta&#8217;&#8221;.</p>
<p>-Due culture diverse possono creare delle difficolta&#8217; nel percorso di crescita? &#8220;Il percorso di crescita sara&#8217; senz&#8217;altro piu&#8217; complesso, ma anche piu&#8217; arricchente. I bambini nascono con l&#8217;idea della diversita&#8217;, apprezzano cibi e costumi diversi. Un messaggio- conclude- non facile da comunicare e che da noi e&#8217; normale&#8221;.</p>
<p><a title="BILINGUISMO E RITARI NEL LINGUAGGIO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/luglio/12/?news=08">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/luglio/12/?news=08</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.studioarcobalenolatina.it/bilinguismo-e-ritardi-nel-linguaggio-ce-un-limite-deta-cui-fare-attenzione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
