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	<title>Studio Arcobaleno &#187; didattica a distanza</title>
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		<title>CORSO DI FORMAZIONE GRATUITO A DISTANZA PER DOCENTI</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 22:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra gli obiettivi dell'iniziativa fornire strumenti per la gestione delle naturali risposte di ansia e stress che si possono sperimentare a confronto con esperienze difficili come quella che stiamo attualmente vivendo, al fine di sostenere e mantenere vivo il rapporto scuola-studenti e il dialogo educativo tra scuola e famiglia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>INIZIATIVA</b>: CORSO GRATUITO DI FORMAZIONE A DISTANZA PER DOCENTI.</p>
<p><b>TITOLO<i>: </i></b><i>“LA GESTIONE DELL’ANSIA E DELLO STRESS NELLE SITUAZIONI DI EMERGENZA”.</i></p>
<p><b>PROMOSSO DA: </b>Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e realizzato in collaborazione con l’équipe clinica e medico-psicologica dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (centro accreditato dal Miur per la formazione), con la Società Italiana di Pediatria e con il portale di informazione DireGiovani.<b></b></p>
<p><b>DESTINATARI</b>: docenti di ogni ordine e grado di scuola.</p>
<p><b>OBIETTIVI</b>: fornire strumenti per la gestione delle naturali risposte di ansia e stress che si possono sperimentare a confronto con esperienze difficili come quella che stiamo attualmente vivendo, al fine di sostenere e mantenere vivo il rapporto scuola-studenti e il dialogo educativo tra scuola e famiglia.<b><i></i></b></p>
<p><b>PERCHÉ DELL’INIZIATIVA</b>: l’esperienza d’intervento nell’ambito della gestione degli eventi stressanti e traumatici svolta dall’IdO nell’arco di questi anni ha dimostrato come i docenti possano costituire per gli studenti una grande risorsa, diventando mediatori di benessere e attivatori dei processi di resilienza. La situazione che stiamo affrontando richiede a tutti, sia sul piano personale che professionale, l’attivazione di notevoli risorse anche emotive e relazionali oltre alla necessità di valorizzare le capacità adattive necessarie a gestire i cambiamenti che hanno coinvolto la nostra vita quotidiana. In particolare i docenti sono chiamati a:</p>
<p>-        gestire le difficoltà concrete e logistiche legate all’organizzazione di attività formative a distanza,</p>
<p>-        coniugare ed organizzare tempi e spazi che un tempo erano differenziati ed oggi appaiono sovrapposti</p>
<p>-        accogliere l’eterogeneità delle richieste, dei vissuti e dei bisogni dei giovani,</p>
<p>-        sintonizzarsi e gestire i propri bisogni e vissuti.</p>
<p><b>CONTENUTI</b>: il percorso formativo si articolerà in due moduli, il primo indirizzato ad evidenziare le implicazioni sia sul piano organizzativo-logistico che emotivo-relazionale che l’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus ha avuto per i docenti (con particolare riferimento ai cambiamenti intervenuti nella relazione educativa e nell’alleanza educativa con la famiglia in seguito all’introduzione della didattica a distanza), il secondo più specificamente legato agli strumenti e alle risorse possono essere messe a disposizione degli studenti al fine di favorire un atteggiamento attivo e consapevole nei confronti della condizione che stanno vivendo, accoglierne, comprenderne e gestire le richieste, i bisogni e i vissuti, spesso estremamente eterogenei, e favorire in loro quella flessibilità, quelle capacità di problem solving e quella creatività necessarie al processo di adattamento.</p>
<p><b> </b><b>CONTATTI</b>: il corso è gratuito. Le attività saranno svolte in modalità e-learning. Per informazioni e iscrizioni  <a href="mailto:sportellodocenti@diregiovani.it">sportellodocenti@diregiovani.it</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/11/corsoidoansia.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3531" alt="corsoidoansia" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/11/corsoidoansia.png" width="640" height="452" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>NON SOLO DAD: ADATTAMENTO E RESILIENZA.</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2020 06:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si parla di “strategie di adattamento” si fa generalmente riferimento all’insieme dei meccanismi psicologici e delle possibili reazioni messe in atto da un individuo per fronteggiare le sfide della vita. Nel confronto con le avversità l’individuo è infatti considerato un soggetto attivo, che può mettere in campo alcune risorse utili ad affrontare le difficoltà, favorendo l’attivazione di un processo di resilienza. Quando, come in questo particolare momento storico, la fonte dello stress risulta non facilmente identificabile, le persone corrono il rischio di vivere una condizione di tensione costante della quale potrebbero inizialmente non rendersi conto, ma che a lungo andare può interferire notevolmente con le capacità di adattamento.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di “strategie di adattamento” si fa generalmente riferimento all’insieme dei meccanismi psicologici e delle possibili reazioni messe in atto da un individuo per fronteggiare le sfide della vita. Nel confronto con le avversità l’individuo è infatti considerato un soggetto attivo, che può mettere in campo alcune risorse utili ad affrontare le difficoltà, favorendo l’attivazione di un processo di resilienza. Quando, come in questo particolare momento storico, la fonte dello stress risulta non facilmente identificabile, le persone corrono il rischio di vivere una condizione di tensione costante della quale potrebbero inizialmente non rendersi conto, ma che a lungo andare può interferire notevolmente con le capacità di adattamento. Per questo diventa importante porre maggior attenzione ai propri vissuti, pensieri, al proprio benessere fisico e alle risposte fornite dal corpo per cogliere in tempo possibili segnali che informano sull’eventuale necessità di attivare risorse utili a preservare il proprio benessere. Se molte persone, infatti, possono vivere la “fase 2” con sollievo e fiducia, altre potrebbero cominciare a risentire del lungo tempo trascorso in una condizione di precarietà e assenza di certezze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>TRE PASSI PER FAVORIRE L’ADATTAMENTO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-11-alle-15.10.22.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3502" alt="schermata-2020-05-11-alle-15-10-22" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-11-alle-15.10.22.png" width="799" height="450" /></a></p>
<p><strong>1. CONSAPEVOLEZZA.</strong> Il primo passo per mettere in atto efficaci strategie di adattamento è prendere consapevolezza del fatto che un evento stressante sta intervenendo nel mettere alla prova il nostro<br />
equilibrio. Se non prendo atto che c’è qualcosa che interferisce sul mio benessere è molto difficile che me ne possa occupare.</p>
<p><strong>2. DIALOGO INTERIORE POSITIVO.</strong> Immaginate di essere l’allenatore di voi stessi. Cosa vi direste per darvi supporto e incoraggiamento? Quali parole potrebbero rassicurarvi, motivarvi e spronarvi? Se vi sembra un lavoro difficile chiedete ai vostri studenti di fare lo stesso… le loro idee vi stupiranno!</p>
<p><strong>3. TRASFORMAZIONE.</strong> L’immaginazione, il pensiero simbolico, il gioco, l’umorismo costituiscono strategie preziose per adattarsi alla realtà. Un esempio di questo ci viene dato dai bambini quando ripropongono nei loro giochi esperienze che possono averli turbati, cercando di elaborare un finale “diverso”, per loro in qualche modo più comprensibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PROPOSTE PER LA SCUOLA</strong></p>
<p> <a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-11-alle-15.16.54.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3503" alt="schermata-2020-05-11-alle-15-16-54" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-11-alle-15.16.54.png" width="794" height="447" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>– SCUOLA DELL’INFANZIA E PRIMARIA: “SEMAFORO VERDE, GIALLO E ROSSO”.</strong><br />
Uno “strumento” piuttosto familiare, che può aiutare a trasmettere l’idea del cambiamento e del passaggio da uno stato di maggiore serenità a uno di preoccupazione e viceversa, è il semaforo. Se state lavorando con le videolezioni potete realizzarlo online con i vostri alunni e i loro genitori, diversamente potreste creare un piccolo video-tutorial da caricare sulla piattaforma o da inviare ai genitori per mostrare loro l’occorrente e i passaggi per realizzarlo. Basteranno fogli di carta, forbici, colori e dei fermacampioni (o in alternativa dei nastrini). L’idea è quella di creare, per ogni colore del semaforo, dei dischi di carta nei quali disegnare, incollare o scrivere emozioni, pensieri, comportamenti e “strategie” che i bambini possono provare quando sono sereni (verde), preoccupati (giallo), in difficoltà (rosso). I dischi possono essere sovrapposti l’uno all’altro e tenuti insieme con un fermacampione che permette di “sfogliarli” aprendoli a ventaglio senza che si perdano. I diversi colori del semaforo possono anche essere utilizzati per “rappresentare” ai bambini la fase 1 (rosso), 2 (giallo) e 3 (verde) dell’emergenza e i relativi vissuti, pensieri e comportamenti che le accompagnano. Lo strumento può essere infine esposto in casa di modo da essere visibile, così che possa sempre essere facilmente consultato e utilizzato all’occorrenza.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/SEMAFORO.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3504" alt="semaforo" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/SEMAFORO-1024x370.jpg" width="940" height="339" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>– SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO E DI SECONDO GRADO: “RIDDIKULUS!”.</strong><br />
Il cambiamento è parte integrante dello sviluppo e del processo vitale, lo dimostrano la letteratura, la storia, le scienze e la psicologia. In molti casi, infatti, anche le nostre emozioni, pensieri, comportamenti possono trasformarsi. Un esempio di questo processo è contenuto nel film “Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban”, nel quale il Professor Lupin dimostra alla classe come è possibile affrontare e trasformare le proprie paure con… l’umorismo. Alla luce dei cambiamenti intervenuti nell’arco di queste settimane si può chiedere alla classe di provare a individuare una difficoltà, una preoccupazione, un ostacolo nel loro approccio alla scuola, all’apprendimento, alla relazione con i professori e con i compagni e provare ad affrontarlo guardandolo attraverso un’altra prospettiva, trasformandolo come si farebbe con una formula chimica. Per favorire l’inclusività e andare incontro ai diversi stili di pensiero e apprendimento si potrà lasciare ad ogni studente la possibilità di realizzare questo compito utilizzando, per esempio, parole, immagini e tecnologia.</p>
<p style="text-align: center;"><em>“Voglio che vi immaginiate la cosa che vi spaventa di più e che la trasformiate in qualcosa di…buffo.”</em><br />
Prof. Lupin, Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Francesca Zaza</p>
<p style="text-align: right;"><em>Psicologa &#8211; Psicoterapeuta</em></p>
<p style="text-align: left;"><a title="NON SOLO DAD: ADATTAMENTO E RESILIENZA." href="https://www.diregiovani.it/2020/05/11/313925-non-solo-didattica-a-distanza-dad-4.dg/">https://www.diregiovani.it/2020/05/11/313925-non-solo-didattica-a-distanza-dad-4.dg/</a></p>
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		<title>NON SOLO DAD: 5 &#8220;BUONE PRASSI&#8221; PER AFFRONTARE ATTIVAMENTE LO STRESS.</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2020 08:17:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il termine “stress” generalmente si fa riferimento alla risposta che l’organismo mette in atto tutte le volte che un individuo si confronta con esperienze tali da richiedere azioni di ri-adattamento all’ambiente. La percezione di un evento come “stressante” può variare da persona a persona, generando sensazioni di pressione mentale, emotiva e fisica di diversa intensità.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con il termine “stress” generalmente si fa riferimento alla risposta che l’organismo mette in atto tutte le volte che un individuo si confronta con esperienze tali da richiedere azioni di ri-adattamento all’ambiente. La percezione di un evento come “stressante” può variare da persona a persona, generando sensazioni di pressione mentale, emotiva e fisica di diversa intensità.</p>
<p>Lo stress, quindi, di per sé non è positivo o negativo, in quanto può essere utile per predisporre le persone ad affrontare, reagire e adattarsi ai cambiamenti, ma se protratto a lungo, specie se accompagnato da sensazioni di impotenza, può provocare un sovraccarico tale da generare una condizione di rischio per il benessere psico-fisico. In tutti questi casi è importante rivolgersi a uno specialista.</p>
<p>Nei casi in cui, invece, lo stress non raggiunga livelli tali da condizionare le capacità di adattamento e il funzionamento dell’individuo, può essere comunque utile mettere in atto azioni “strategiche” finalizzate a preservare e favorire una condizione di benessere tanto più importante quanto più ci si confronta con una condizione di grande difficoltà ed emergenza come quella attuale.</p>
<p>Vi proponiamo dunque cinque “buone prassi” da integrare ai suggerimenti già forniti dalle istituzioni nazionali ed internazionali nel corso di queste settimane.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-04-29-alle-10.13.45.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3494" alt="schermata-2020-04-29-alle-10-13-45" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-04-29-alle-10.13.45.png" width="791" height="444" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1. UN PASSO ALLA VOLTA.</strong> Porsi obiettivi a breve termine, da raggiungere giorno per giorno o, al massimo, settimana per settimana, può aiutare ad aumentare la sensazione di controllo e di autoefficacia percepita sia dei docenti che degli studenti. Programmate un’attività da svolgere e portare a termine entro la fine<br />
della giornata e chiedete ai vostri studenti di fare altrettanto, quella che potrà sembrare un’azione semplice potrà darvi, con il passare del tempo, la sensazione di riuscire a orientare efficacemente le vostre energie in vista del raggiungimento di nuovi obiettivi.</p>
<p><strong>2. RICORDARSI DI… “STACCARE LA SPINA”</strong>. Lavorare da casa comporta necessariamente una sovrapposizione di tempi e spazi. Il rischio è avere la sensazione di “non riuscire mai a staccare”. Ritagliatevi degli spazi e dei tempi ben delimitati per lavorare, una postazione specifica all’interno di una stanza dedicata al lavoro dalla quale organizzare, gestire e svolgere le attività didattiche e dalla quale allontanarvi nei momenti dedicati ad altro (famiglia, tempo libero, etc…). Organizzate l’assegnazione dei compiti e le attività scolastiche in modo da garantire tempi liberi sia per voi che per i vostri studenti.</p>
<p><strong>3. TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI.</strong> L’isolamento sociale può aumentare i vissuti di solitudine già presenti in molti docenti prima della chiusura degli istituti scolastici. Per questo è importante favorire lo spirito di gruppo e la collaborazione. Le difficoltà sperimentate nell’utilizzo della tecnologia, per esempio, possono essere più facilmente affrontate se si fa affidamento sui colleghi più esperti. Il gruppo è uno scrigno di risorse che aspetta solo di essere aperto.</p>
<p><strong>4. DEDICARSI ALLE PROPRIE PASSIONI.</strong> In un momento come quello attuale nel quale sono venute a mancare tante abitudini e stimoli che in passato aiutavano a recuperare le energie, appare ancor più importante ritagliarsi dei momenti nei quali dedicarsi alle proprie passioni. Tutte le attività che ci piacciono, leggere, scrivere, cucinare, ascoltare musica, guardare film, parlare con parenti e amici, prendersi cura di sé, curare le piante, occuparci degli animali domestici, possono contribuire a ricaricarci di quelle energie necessarie a gestire le difficoltà e la fatica legata al cambiamento e alla quotidianità.</p>
<p><strong>5. COMUNICARE.</strong> Condividere le proprie sensazioni e le proprie difficoltà con persone di fiducia può essere utile a far fronte in maniera attiva allo stress e sentirsi meno soli. Nel caso tutto ciò non dovesse bastare a diminuire i livelli di tensione, preoccupazione e fatica sul sito www.diregiovani.it potete trovare “<a href="https://www.diregiovani.it/lontani-ma-vicini-30-psicologi-al-servizio-di-scuole-e-famiglie-2/" target="_blank" rel="noopener">LONTANI MA VICINI</a>” 30 psicologi disponibili a rispondere alle vostre domande e ai vostri bisogni, uno spazio dedicato agli “Approfondimenti per i docenti” e alcuni “Corsi di formazione a distanza gratuiti”.</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Francesca Zaza</p>
<p style="text-align: right;"><em>Psicologa &#8211; Psicoterapeuta</em></p>
<p><a title="NON SOLO DAD: 5 &quot;BUONE PRASSI&quot; PER AFFRONTARE ATTIVAMENTE LO STRESS" href="https://www.diregiovani.it/2020/04/29/311516-non-solo-didattica-a-distanza-dad-3.dg/">https://www.diregiovani.it/2020/04/29/311516-non-solo-didattica-a-distanza-dad-3.dg/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>NON SOLO DAD: IMPARARE A RESISTERE ALL&#8217;IMPATTO DELL&#8217;ONDA. PROPOSTE OPERATIVE PER LA SCUOLA</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 09:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In queste settimane molti docenti ci hanno contattato chiedendo strumenti operativi che possano aiutarli a condividere con bambini e ragazzi alcuni vissuti legati ai cambiamenti intervenuti nelle loro vite in seguito alla diffusione del Covid-19.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In queste settimane molti docenti ci hanno contattato chiedendo strumenti operativi che possano aiutarli a condividere con bambini e ragazzi alcuni vissuti legati ai cambiamenti intervenuti nelle loro vite in seguito alla diffusione del Covid-19.</p>
<p>Affrontare un dialogo sulle sensazioni scaturite in relazione a un evento, così come dover porre alcune domande o rispondere, non è sempre facile, sia per gli adulti che per i più giovani. Spesso si ha timore di non riuscire a trovare le parole più adatte per esprimersi o, in alcuni casi, le risposte necessarie a rassicurare. Sono preoccupazioni frequenti e legittime. Tra le tante possibilità che si hanno a disposizione per affrontare con i giovani un dialogo educativo sereno su temi delicati vi sono la proiezione di video e<br />
filmati.</p>
<p>La proposta che facciamo di seguito è stata scelta perché adatta a tutte le età, ma è solo una delle tante possibili, così come i suggerimenti di attività forniti in relazione ai diversi ordini di scuola. Il filmato è stato già proposto a studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado all’interno di laboratori svolti in passato dall’IdO ed è stato ben accolto da ragazzi e ragazze. Siamo certi che questo piccolo stimolo unito all’esperienza dei docenti potrà trasformarsi in uno strumento dal grande potenziale.</p>
<p style="text-align: center;"><em>PIPER (2016)</em></p>
<p>“Piper” è un racconto sull’autonomia e sull’indipendenza, ma è anche una storia di resilienza che insegna come, in alcuni casi, le avversità possono non solo aiutare a crescere, ma rendere migliori. Il cortometraggio ben descrive la sensazione che si può provare quando si viene investiti da cambiamenti imprevisti. Il filmato racconta la storia di un piccolo piovanello che viene travolto da un’onda mentre è in cerca di cibo. L’esperienza lo lascia spaventato e disorientato, al punto da ritirarsi nel nido e rifiutarsi di tornare ad esplorare l’ambiente nonostante l’incoraggiamento del genitore. Quando sente lo stimolo della fame, trova il coraggio di riprovare. La paura legata all’esperienza vissuta, però, è così forte da portarlo a ritirarsi ancora prima che l’acqua possa sfiorargli le zampette. A quel punto, in modo del tutto inaspettato, Piper incontra sulla propria strada un paguro, che, in virtù della sua diversità, ha un modo tutto suo di resistere e per evitare di essere sballottato dall’acqua scava nella sabbia. Nonostante la diffidenza iniziale, Piper decide di imitarne il comportamento e impara non solo a resistere all’impatto dell’onda, ma anche a guardarla da un’altra prospettiva; aprendo gli occhi scopre, infatti, che l’acqua è ricca di cibo. Contento di essere riuscito ad affrontare incolume ciò che in precedenza lo aveva terrorizzato, Piper può a quel punto ballare entusiasta la “danza della felicità” e nutrire soddisfatto i propri simili. Affrontare le proprie paure lo ha reso una risorsa per sé e per gli altri.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>IMPARARE A RESISTERE ALL’IMPATTO DELL’ONDA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-22-alle-17.26.24_2.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3484" alt="schermata-2020-04-22-alle-17-26-24_2" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-22-alle-17.26.24_2.png" width="783" height="443" /></a></p>
<p><strong>1. GUARDARSI INTORNO</strong>. La storia di Piper racconta che l’aiuto di cui abbiamo bisogno può arrivare inaspettato: da un familiare, da un amico, da un docente, da un collega o anche da uno specialista in ascolto presso uno sportello online.</p>
<p><strong>2. RESTARE ANCORATI.</strong> Quando si è scossi da cambiamenti importanti è fondamentale restare aggrappati alle piccole certezze. Una persona, un luogo, anche una piccola azione o abitudine quotidiana possono rappresentare una base sicura dalla quale ripartire.</p>
<p><strong>3. ESSERE PRESENTI.</strong> L’ “impatto dell’onda” può accompagnarsi alla sensazione di perdere i propri punti di riferimento. Aprite gli occhi, respirate e dedicatevi alle piccole azioni quotidiane, darvi piccoli obiettivi a breve termine e raggiungerli vi aiuterà a scoprire che il disorientamento è solo una condizione temporanea.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PROPOSTE PER LA SCUOLA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-22-alle-17.26.41.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3483" alt="schermata-2020-04-22-alle-17-26-41" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-22-alle-17.26.41.png" width="779" height="448" /></a></p>
<p><strong>– INFANZIA E PRIMARIA.</strong> Oltre alla visione e al racconto della storia, si possono invitare genitori e bambini a svolgere attività grafiche o di gioco corporeo, fondamentali in questa fascia d’età per apprendere attraverso l’esperienza. Grandi e piccini possono interpretare a turno l’onda, utilizzando, per esempio, una coperta per riprodurre la sensazione dell’”essere travolti”. I bambini possono essere invitati ad aggrapparsi a qualcosa o qualcuno per scoprire che il disorientamento iniziale passa più velocemente se ci si tiene forte e acquisire, così, maggiore sicurezza e fiducia nelle proprie capacità di resistere.</p>
<p><strong>– SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO</strong>. In questa fascia d’età la visione del filmato può essere seguita da una piccola discussione e dalla ricerca di esperienze che producono la sensazione di disorientamento sperimentata da Piper. I giovani potranno prendere spunto da personaggi dello sport, della musica, come anche da azioni svolte dai personaggi dei videogiochi per provare a spiegare come ci si sente quando si viene “travolti” e quali risorse possono essere utilizzate per rimanere saldi e ancorati alla realtà.</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Francesca Zaza</p>
<p style="text-align: right;"><em>Psicologa &#8211; Psicoterapeuta</em></p>
<p><a title="NON SOLO DAD: IMPARARE A RESISTERE ALL'IMPATTO DELL'ONDA" href="https://www.diregiovani.it/2020/04/22/310099-non-solo-didattica-a-distanza-dad-2.dg/">https://www.diregiovani.it/2020/04/22/310099-non-solo-didattica-a-distanza-dad-2.dg/</a></p>
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