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	<title>Studio Arcobaleno &#187; didattica</title>
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		<title>CORSO DI FORMAZIONE GRATUITO A DISTANZA PER DOCENTI</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 22:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra gli obiettivi dell'iniziativa fornire strumenti per la gestione delle naturali risposte di ansia e stress che si possono sperimentare a confronto con esperienze difficili come quella che stiamo attualmente vivendo, al fine di sostenere e mantenere vivo il rapporto scuola-studenti e il dialogo educativo tra scuola e famiglia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>INIZIATIVA</b>: CORSO GRATUITO DI FORMAZIONE A DISTANZA PER DOCENTI.</p>
<p><b>TITOLO<i>: </i></b><i>“LA GESTIONE DELL’ANSIA E DELLO STRESS NELLE SITUAZIONI DI EMERGENZA”.</i></p>
<p><b>PROMOSSO DA: </b>Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e realizzato in collaborazione con l’équipe clinica e medico-psicologica dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (centro accreditato dal Miur per la formazione), con la Società Italiana di Pediatria e con il portale di informazione DireGiovani.<b></b></p>
<p><b>DESTINATARI</b>: docenti di ogni ordine e grado di scuola.</p>
<p><b>OBIETTIVI</b>: fornire strumenti per la gestione delle naturali risposte di ansia e stress che si possono sperimentare a confronto con esperienze difficili come quella che stiamo attualmente vivendo, al fine di sostenere e mantenere vivo il rapporto scuola-studenti e il dialogo educativo tra scuola e famiglia.<b><i></i></b></p>
<p><b>PERCHÉ DELL’INIZIATIVA</b>: l’esperienza d’intervento nell’ambito della gestione degli eventi stressanti e traumatici svolta dall’IdO nell’arco di questi anni ha dimostrato come i docenti possano costituire per gli studenti una grande risorsa, diventando mediatori di benessere e attivatori dei processi di resilienza. La situazione che stiamo affrontando richiede a tutti, sia sul piano personale che professionale, l’attivazione di notevoli risorse anche emotive e relazionali oltre alla necessità di valorizzare le capacità adattive necessarie a gestire i cambiamenti che hanno coinvolto la nostra vita quotidiana. In particolare i docenti sono chiamati a:</p>
<p>-        gestire le difficoltà concrete e logistiche legate all’organizzazione di attività formative a distanza,</p>
<p>-        coniugare ed organizzare tempi e spazi che un tempo erano differenziati ed oggi appaiono sovrapposti</p>
<p>-        accogliere l’eterogeneità delle richieste, dei vissuti e dei bisogni dei giovani,</p>
<p>-        sintonizzarsi e gestire i propri bisogni e vissuti.</p>
<p><b>CONTENUTI</b>: il percorso formativo si articolerà in due moduli, il primo indirizzato ad evidenziare le implicazioni sia sul piano organizzativo-logistico che emotivo-relazionale che l’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus ha avuto per i docenti (con particolare riferimento ai cambiamenti intervenuti nella relazione educativa e nell’alleanza educativa con la famiglia in seguito all’introduzione della didattica a distanza), il secondo più specificamente legato agli strumenti e alle risorse possono essere messe a disposizione degli studenti al fine di favorire un atteggiamento attivo e consapevole nei confronti della condizione che stanno vivendo, accoglierne, comprenderne e gestire le richieste, i bisogni e i vissuti, spesso estremamente eterogenei, e favorire in loro quella flessibilità, quelle capacità di problem solving e quella creatività necessarie al processo di adattamento.</p>
<p><b> </b><b>CONTATTI</b>: il corso è gratuito. Le attività saranno svolte in modalità e-learning. Per informazioni e iscrizioni  <a href="mailto:sportellodocenti@diregiovani.it">sportellodocenti@diregiovani.it</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/11/corsoidoansia.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3531" alt="corsoidoansia" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/11/corsoidoansia.png" width="640" height="452" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>NON SOLO DAD: 5 &#8220;BUONE PRASSI&#8221; PER AFFRONTARE ATTIVAMENTE LO STRESS.</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2020 08:17:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il termine “stress” generalmente si fa riferimento alla risposta che l’organismo mette in atto tutte le volte che un individuo si confronta con esperienze tali da richiedere azioni di ri-adattamento all’ambiente. La percezione di un evento come “stressante” può variare da persona a persona, generando sensazioni di pressione mentale, emotiva e fisica di diversa intensità.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con il termine “stress” generalmente si fa riferimento alla risposta che l’organismo mette in atto tutte le volte che un individuo si confronta con esperienze tali da richiedere azioni di ri-adattamento all’ambiente. La percezione di un evento come “stressante” può variare da persona a persona, generando sensazioni di pressione mentale, emotiva e fisica di diversa intensità.</p>
<p>Lo stress, quindi, di per sé non è positivo o negativo, in quanto può essere utile per predisporre le persone ad affrontare, reagire e adattarsi ai cambiamenti, ma se protratto a lungo, specie se accompagnato da sensazioni di impotenza, può provocare un sovraccarico tale da generare una condizione di rischio per il benessere psico-fisico. In tutti questi casi è importante rivolgersi a uno specialista.</p>
<p>Nei casi in cui, invece, lo stress non raggiunga livelli tali da condizionare le capacità di adattamento e il funzionamento dell’individuo, può essere comunque utile mettere in atto azioni “strategiche” finalizzate a preservare e favorire una condizione di benessere tanto più importante quanto più ci si confronta con una condizione di grande difficoltà ed emergenza come quella attuale.</p>
<p>Vi proponiamo dunque cinque “buone prassi” da integrare ai suggerimenti già forniti dalle istituzioni nazionali ed internazionali nel corso di queste settimane.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-04-29-alle-10.13.45.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3494" alt="schermata-2020-04-29-alle-10-13-45" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-04-29-alle-10.13.45.png" width="791" height="444" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1. UN PASSO ALLA VOLTA.</strong> Porsi obiettivi a breve termine, da raggiungere giorno per giorno o, al massimo, settimana per settimana, può aiutare ad aumentare la sensazione di controllo e di autoefficacia percepita sia dei docenti che degli studenti. Programmate un’attività da svolgere e portare a termine entro la fine<br />
della giornata e chiedete ai vostri studenti di fare altrettanto, quella che potrà sembrare un’azione semplice potrà darvi, con il passare del tempo, la sensazione di riuscire a orientare efficacemente le vostre energie in vista del raggiungimento di nuovi obiettivi.</p>
<p><strong>2. RICORDARSI DI… “STACCARE LA SPINA”</strong>. Lavorare da casa comporta necessariamente una sovrapposizione di tempi e spazi. Il rischio è avere la sensazione di “non riuscire mai a staccare”. Ritagliatevi degli spazi e dei tempi ben delimitati per lavorare, una postazione specifica all’interno di una stanza dedicata al lavoro dalla quale organizzare, gestire e svolgere le attività didattiche e dalla quale allontanarvi nei momenti dedicati ad altro (famiglia, tempo libero, etc…). Organizzate l’assegnazione dei compiti e le attività scolastiche in modo da garantire tempi liberi sia per voi che per i vostri studenti.</p>
<p><strong>3. TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI.</strong> L’isolamento sociale può aumentare i vissuti di solitudine già presenti in molti docenti prima della chiusura degli istituti scolastici. Per questo è importante favorire lo spirito di gruppo e la collaborazione. Le difficoltà sperimentate nell’utilizzo della tecnologia, per esempio, possono essere più facilmente affrontate se si fa affidamento sui colleghi più esperti. Il gruppo è uno scrigno di risorse che aspetta solo di essere aperto.</p>
<p><strong>4. DEDICARSI ALLE PROPRIE PASSIONI.</strong> In un momento come quello attuale nel quale sono venute a mancare tante abitudini e stimoli che in passato aiutavano a recuperare le energie, appare ancor più importante ritagliarsi dei momenti nei quali dedicarsi alle proprie passioni. Tutte le attività che ci piacciono, leggere, scrivere, cucinare, ascoltare musica, guardare film, parlare con parenti e amici, prendersi cura di sé, curare le piante, occuparci degli animali domestici, possono contribuire a ricaricarci di quelle energie necessarie a gestire le difficoltà e la fatica legata al cambiamento e alla quotidianità.</p>
<p><strong>5. COMUNICARE.</strong> Condividere le proprie sensazioni e le proprie difficoltà con persone di fiducia può essere utile a far fronte in maniera attiva allo stress e sentirsi meno soli. Nel caso tutto ciò non dovesse bastare a diminuire i livelli di tensione, preoccupazione e fatica sul sito www.diregiovani.it potete trovare “<a href="https://www.diregiovani.it/lontani-ma-vicini-30-psicologi-al-servizio-di-scuole-e-famiglie-2/" target="_blank" rel="noopener">LONTANI MA VICINI</a>” 30 psicologi disponibili a rispondere alle vostre domande e ai vostri bisogni, uno spazio dedicato agli “Approfondimenti per i docenti” e alcuni “Corsi di formazione a distanza gratuiti”.</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Francesca Zaza</p>
<p style="text-align: right;"><em>Psicologa &#8211; Psicoterapeuta</em></p>
<p><a title="NON SOLO DAD: 5 &quot;BUONE PRASSI&quot; PER AFFRONTARE ATTIVAMENTE LO STRESS" href="https://www.diregiovani.it/2020/04/29/311516-non-solo-didattica-a-distanza-dad-3.dg/">https://www.diregiovani.it/2020/04/29/311516-non-solo-didattica-a-distanza-dad-3.dg/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>NON SOLO DAD: IMPARARE A RESISTERE ALL&#8217;IMPATTO DELL&#8217;ONDA. PROPOSTE OPERATIVE PER LA SCUOLA</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 09:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In queste settimane molti docenti ci hanno contattato chiedendo strumenti operativi che possano aiutarli a condividere con bambini e ragazzi alcuni vissuti legati ai cambiamenti intervenuti nelle loro vite in seguito alla diffusione del Covid-19.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In queste settimane molti docenti ci hanno contattato chiedendo strumenti operativi che possano aiutarli a condividere con bambini e ragazzi alcuni vissuti legati ai cambiamenti intervenuti nelle loro vite in seguito alla diffusione del Covid-19.</p>
<p>Affrontare un dialogo sulle sensazioni scaturite in relazione a un evento, così come dover porre alcune domande o rispondere, non è sempre facile, sia per gli adulti che per i più giovani. Spesso si ha timore di non riuscire a trovare le parole più adatte per esprimersi o, in alcuni casi, le risposte necessarie a rassicurare. Sono preoccupazioni frequenti e legittime. Tra le tante possibilità che si hanno a disposizione per affrontare con i giovani un dialogo educativo sereno su temi delicati vi sono la proiezione di video e<br />
filmati.</p>
<p>La proposta che facciamo di seguito è stata scelta perché adatta a tutte le età, ma è solo una delle tante possibili, così come i suggerimenti di attività forniti in relazione ai diversi ordini di scuola. Il filmato è stato già proposto a studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado all’interno di laboratori svolti in passato dall’IdO ed è stato ben accolto da ragazzi e ragazze. Siamo certi che questo piccolo stimolo unito all’esperienza dei docenti potrà trasformarsi in uno strumento dal grande potenziale.</p>
<p style="text-align: center;"><em>PIPER (2016)</em></p>
<p>“Piper” è un racconto sull’autonomia e sull’indipendenza, ma è anche una storia di resilienza che insegna come, in alcuni casi, le avversità possono non solo aiutare a crescere, ma rendere migliori. Il cortometraggio ben descrive la sensazione che si può provare quando si viene investiti da cambiamenti imprevisti. Il filmato racconta la storia di un piccolo piovanello che viene travolto da un’onda mentre è in cerca di cibo. L’esperienza lo lascia spaventato e disorientato, al punto da ritirarsi nel nido e rifiutarsi di tornare ad esplorare l’ambiente nonostante l’incoraggiamento del genitore. Quando sente lo stimolo della fame, trova il coraggio di riprovare. La paura legata all’esperienza vissuta, però, è così forte da portarlo a ritirarsi ancora prima che l’acqua possa sfiorargli le zampette. A quel punto, in modo del tutto inaspettato, Piper incontra sulla propria strada un paguro, che, in virtù della sua diversità, ha un modo tutto suo di resistere e per evitare di essere sballottato dall’acqua scava nella sabbia. Nonostante la diffidenza iniziale, Piper decide di imitarne il comportamento e impara non solo a resistere all’impatto dell’onda, ma anche a guardarla da un’altra prospettiva; aprendo gli occhi scopre, infatti, che l’acqua è ricca di cibo. Contento di essere riuscito ad affrontare incolume ciò che in precedenza lo aveva terrorizzato, Piper può a quel punto ballare entusiasta la “danza della felicità” e nutrire soddisfatto i propri simili. Affrontare le proprie paure lo ha reso una risorsa per sé e per gli altri.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>IMPARARE A RESISTERE ALL’IMPATTO DELL’ONDA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-22-alle-17.26.24_2.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3484" alt="schermata-2020-04-22-alle-17-26-24_2" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-22-alle-17.26.24_2.png" width="783" height="443" /></a></p>
<p><strong>1. GUARDARSI INTORNO</strong>. La storia di Piper racconta che l’aiuto di cui abbiamo bisogno può arrivare inaspettato: da un familiare, da un amico, da un docente, da un collega o anche da uno specialista in ascolto presso uno sportello online.</p>
<p><strong>2. RESTARE ANCORATI.</strong> Quando si è scossi da cambiamenti importanti è fondamentale restare aggrappati alle piccole certezze. Una persona, un luogo, anche una piccola azione o abitudine quotidiana possono rappresentare una base sicura dalla quale ripartire.</p>
<p><strong>3. ESSERE PRESENTI.</strong> L’ “impatto dell’onda” può accompagnarsi alla sensazione di perdere i propri punti di riferimento. Aprite gli occhi, respirate e dedicatevi alle piccole azioni quotidiane, darvi piccoli obiettivi a breve termine e raggiungerli vi aiuterà a scoprire che il disorientamento è solo una condizione temporanea.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PROPOSTE PER LA SCUOLA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-22-alle-17.26.41.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3483" alt="schermata-2020-04-22-alle-17-26-41" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-22-alle-17.26.41.png" width="779" height="448" /></a></p>
<p><strong>– INFANZIA E PRIMARIA.</strong> Oltre alla visione e al racconto della storia, si possono invitare genitori e bambini a svolgere attività grafiche o di gioco corporeo, fondamentali in questa fascia d’età per apprendere attraverso l’esperienza. Grandi e piccini possono interpretare a turno l’onda, utilizzando, per esempio, una coperta per riprodurre la sensazione dell’”essere travolti”. I bambini possono essere invitati ad aggrapparsi a qualcosa o qualcuno per scoprire che il disorientamento iniziale passa più velocemente se ci si tiene forte e acquisire, così, maggiore sicurezza e fiducia nelle proprie capacità di resistere.</p>
<p><strong>– SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO</strong>. In questa fascia d’età la visione del filmato può essere seguita da una piccola discussione e dalla ricerca di esperienze che producono la sensazione di disorientamento sperimentata da Piper. I giovani potranno prendere spunto da personaggi dello sport, della musica, come anche da azioni svolte dai personaggi dei videogiochi per provare a spiegare come ci si sente quando si viene “travolti” e quali risorse possono essere utilizzate per rimanere saldi e ancorati alla realtà.</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Francesca Zaza</p>
<p style="text-align: right;"><em>Psicologa &#8211; Psicoterapeuta</em></p>
<p><a title="NON SOLO DAD: IMPARARE A RESISTERE ALL'IMPATTO DELL'ONDA" href="https://www.diregiovani.it/2020/04/22/310099-non-solo-didattica-a-distanza-dad-2.dg/">https://www.diregiovani.it/2020/04/22/310099-non-solo-didattica-a-distanza-dad-2.dg/</a></p>
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		<title>PREMATURITA&#8217; E GRAVIDANZA</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2019 06:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 8 gen. - "La gravidanza sta diventando un processo troppo medicalizzato". A dirlo e' Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell'eta' evolutiva responsabile del servizio Terapie dell'Istituto di Ortofonologia (IdO), che il 12 gennaio interverra' al corso per pediatri, psicologi e neuropsichiatri infantili dal titolo 'Il neonato pretermine: la cooperazione multiprofessionale per affrontare la complessita''. Il corso e' promossa a Roma (in Corso d'Italia 38°) dalla SISPe, il Sindacato italiano specialisti pediatri, in collaborazione con l'IdO e con i patrocini della Societa' italiana di pediatria (Sip) e della Societa' italiana di neonatologia (Sin) e continuera' nelle mattinate del 26 gennaio e del 23 febbraio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 8 gen. &#8211; &#8220;La gravidanza sta diventando un processo troppo medicalizzato&#8221;. A dirlo e&#8217; Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva responsabile del servizio Terapie dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO), che il 12 gennaio interverra&#8217; al corso per pediatri, psicologi e neuropsichiatri infantili dal titolo &#8216;Il neonato pretermine: la cooperazione multiprofessionale per affrontare la complessita&#8221;. Il corso e&#8217; promossa a Roma (in Corso d&#8217;Italia 38°) dalla SISPe, il Sindacato italiano specialisti pediatri, in collaborazione con l&#8217;IdO e con i patrocini della Societa&#8217; italiana di pediatria (Sip) e della Societa&#8217; italiana di neonatologia (Sin) e continuera&#8217; nelle mattinate del 26 gennaio e del 23 febbraio.</p>
<p>&#8220;La maggior parte delle donne arrivano alla prima gravidanza ad eta&#8217; avanzata e cio&#8217; sta determinando un numero elevato di gravidanze a rischio, e sta modificando quel percorso immaginario che la madre e il padre iniziano a costruire prima ancora che il bambino venga concepito. In particolare- precisa Di Renzo- penso a tutte quelle situazioni di infertilita&#8217; che richiedono una medicalizzazione della gravidanza, che inevitabilmente finisce per interferire nell&#8217;immaginario dei genitori&#8221;. È provato che &#8220;le gravidanze pretermine abbiano un&#8217;incidenza maggiore nei casi di gravidanze gemellari e di gravidanze che hanno alle spalle problemi di infertilita&#8217;. Un aspetto- sottolinea la psicoterapeuta- che non viene abbastanza evidenziato all&#8217;inizio del percorso. Non vengono, ad esempio, segnalati i rischi quali il parto prematuro, che in una percentuale abbastanza significativa rientrano anche nella prematurita&#8217; grave&#8221;.</p>
<p>Con un parto prematuro &#8220;i genitori non hanno il tempo di elaborare l&#8217;immagine di un bambino &#8216;sano&#8217;. Questo attiva in loro dei sentimenti depressivi, una particolare ansia che li rende assolutamente impreparati &#8211; e lo sarebbe chiunque &#8211; a far fronte a un bambino sicuramente fragile&#8221;. Le gravidanze a rischio che invece arrivano dopo situazioni di aborti &#8220;lasciano dentro dei lutti non elaborati. Un lutto non elaborato produce sentimenti depressivi che vengono proiettati sul bambino- aggiunge la psicoterapeuta- ed e&#8217; importante che il pediatra sia consapevole che la madre arriva non equipaggiata ad utilizzare le sue energie. Arriva con l&#8217;idea di un bambino medicalizzato gia&#8217; nella mente, ancor di piu&#8217; se e&#8217; prematuro&#8221;.</p>
<p>Il pediatra deve, quindi, sapere se &#8220;sono presenti una serie di rischi in questi bambini, prematuri o non, che hanno a che fare con le stimolazioni precedenti. Sono note le conseguenze biologiche sui minori, come i problemi esofagei&#8221;. Di Renzo si soffermera&#8217; al corso SISPe-IdO sul processo di mentalizzazione del genitore in contatto con un figlio che non corrisponde alle tue aspettative. &#8220;L&#8217;immaginario dei genitori si e&#8217; spostato dal &#8216;Chissa&#8217; come sara&#8217; nostro figlio&#8217; al &#8216;Ce la faremo&#8217;. La gravidanza di fatto e&#8217; medicalizzata e l&#8217;immaginario dei genitori e&#8217; rivolto soprattutto alla prossima analisi- conclude DI Renzo- di fatto non riescono ad immaginare il figlio perche&#8217; sono occupatissimi dalle analisi ed esami clinici che devono fare&#8221;.</p>
<p>Le giornate della SISPe prevedono crediti Ecm n. 13 per pediatri, psicologi e neuropsichiatri infantili. La partecipazione e&#8217; gratuita, ma le adesioni saranno accettate secondo l&#8217;ordine di arrivo e fino ad esaurimento posti disponibili. Per iscriversi basta inviare una email con il proprio nominativo al seguente indirizzo email: segr.formazione@ortofonologia.it.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="PREMATURITA'" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2019/gennaio/08/?news=01&amp;fbclid=IwAR1LpbJ2FIQcsqlVvIKC-oYUq9RrMIDpfUeP044OYRUNP1IFJVd3sEJkbys">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2019/gennaio/08/?news=01&amp;fbclid=IwAR1LpbJ2FIQcsqlVvIKC-oYUq9RrMIDpfUeP044OYRUNP1IFJVd3sEJkbys</a></p>
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		<title>CORSO DI FORMAZIONE PER DOCENTI: &#8220;NUOVE METODOLOGIE DIDATTICHE, COMPETENZE ED INCLUSIVITA&#8217;&#8221;.</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/corso-di-formazione-per-docenti-nuove-metodologie-didattiche-competenze-ed-inclusivita/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Feb 2018 18:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arcobaleno - Studio Multidisciplinare in collaborazione con l'Istituto di Ortofonologia di Roma, nell'ambito degli interventi finalizzati all'arricchimento della proposta formativa nelle scuole, propone il corso di formazione per docenti "Nuove metodologie didattiche, competenze ed inclusività". ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Arcobaleno &#8211; Studio Multidisciplinare in collaborazione con l&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma, nell&#8217;ambito degli interventi finalizzati all&#8217;arricchimento della proposta formativa nelle scuole, propone il corso di formazione per docenti &#8220;<em>Nuove metodologie didattiche, competenze ed inclusività</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;iniziativa formativa si pone tra gli obiettivi quello di fornire conoscenze e strumenti in linea con le recenti normative, che si ispirano ad una visione attiva e non inerte del processo di apprendimento, all’ interno della quale ad ogni alunno possa essere garantita la possibilità di fare un’esperienza scolastica significativa, ovvero capace di cogliere, attraverso l’azione didattica, tanto gli aspetti disciplinari quanto quelli emotivo-motivazionali, favorendo la crescita cognitiva, emotiva e relazionale in senso globale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/02/new-products-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3365" alt="new-products-2" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/02/new-products-2.jpg" width="650" height="340" /></a></p>
<p>Didattica tradizionale, apprendimento cooperativo, classe capovolta e laboratorialità diventano strumenti a disposizione dei docenti per garantire ad ogni alunno la possibilità di integrare sapere ed esperienza, attraverso una didattica capace di supportare le specificità di cui ogni individuo è portatore.</p>
<p>Per maggiori informazioni è possibile contattare la Dott.ssa Francesca Zaza al numero 328 9575203 oppure inviare una mail a info@studioarcobalenolatina.it</p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/"> https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>IL 17 FEBBRAIO 20 ANNI DALLA MORTE DI VON FRANZ: L&#8217;A.R.P.A. PROMUOVE A ROMA UNA GIORNATA DI STUDIO CON FILMATI INEDITI</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Feb 2018 06:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 6 feb. - L'Associazione per la ricerca in psicologia analitica (Arpa) promuove il 17 febbraio una Giornata di Studio a Roma in occasione del 20 anniversario della morte di Marie - Louise von Franz, una delle piu' importanti esponenti della psicologia analitica del XX secolo, nella Sala dei Piceni in Piazza San Salvatore in Lauro (Via dei Coronari) dalle 10 alle 18.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 6 feb. &#8211; L&#8217;Associazione per la ricerca in psicologia analitica (Arpa) promuove il 17 febbraio una Giornata di Studio a Roma in occasione del 20 anniversario della morte di Marie &#8211; Louise von Franz, una delle piu&#8217; importanti esponenti della psicologia analitica del XX secolo, nella Sala dei Piceni in Piazza San Salvatore in Lauro (Via dei Coronari) dalle 10 alle 18.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/02/foto11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3348" alt="foto11" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/02/foto11.jpg" width="225" height="160" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em id="__mceDel"><br />
Parteciperanno come conferenzieri alcuni psicoanalisti svizzeri &#8211; tra cui Hansueli Etter, Barbara Davies, Jacqueline Durnmueller &#8211; che hanno lavorato con von Franz per diversi anni, e anche terapeuti italiani, provenienti da diverse realta&#8217; associative analitiche italiane &#8211; come Giulia Valerio e Laura Guido (Arpa), Claudia Boncompagni(&#8216;L&#8217;Araba Fenice&#8217;); Maria Fiorentino (AIPA), Claudio Widmann (Icsat), Federico De Luca Comandini (Aipa); e infine Robert Mercurio, analista e socio fondatore della sede romana dell&#8217;Arpa. Questi ultimi hanno conosciuto von Franz e hanno continuato a seguire le linee di ricerca che lei aveva tracciato.</em></p>
<p>Nel corso della giornata saranno proiettati dei filmati inediti in cui la psicoanalista parlava del suo rapporto con Jung ed Emma Jung, del futuro della psicologia analitica e dell&#8217;analisi come pratica, nonche&#8217; del suo personale mito.</p>
<p><a title="IL 17 FEBBRAIO 20 ANNI DALLA MORTE DI VON FRANZ" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/febbraio/06/?news=11">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/febbraio/06/?news=11</a></p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/02/locandina-ML-von-Franz.pdf">locandina-ml-von-franz</a></p>
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		<title>DANIELA LUCANGELI: APPRENDIMENTO ATTRAVERSO LE EMOZIONI.</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Feb 2018 06:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Daniela Lucangeli, docente di Psicologia dello sviluppo presso l'Università di Padova, in questa intervista ci ha parlato del rapporto tra scienze cognitive ed emozioni nell'apprendimento, in particolare nell'esperienza dell'errore, che se percepito emotivamente come fonte di dolore, sviluppa naturalmente un sentimento di paura, e di conseguenza istinto di fuga. Per questo motivo l'apprendimento e anche l'esperienza dell'errore devono essere percepiti con gioia, con amore, come un'opportunità, per sviluppare al massimo le potenzialità di ogni singolo bambino.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><big><strong>Daniela Lucangeli</strong>, </big><big>docente di Psicologia dello sviluppo presso l&#8217;Università di Padova, in questa intervista ci ha parlato del rapporto tra scienze cognitive ed emozioni nell&#8217;apprendimento, in particolare nell&#8217;esperienza dell&#8217;errore, che se percepito emotivamente come fonte di dolore, sviluppa naturalmente un sentimento di paura, e di conseguenza istinto di fuga. Per questo motivo l&#8217;apprendimento e anche l&#8217;esperienza dell&#8217;errore devono essere percepiti con gioia, con amore, come un&#8217;opportunità, per sviluppare al massimo le potenzialità di ogni singolo bambino.</big></p>
<p><a title="DANIELA LUCANGELI: APPRENDIMENTO ATTRAVERSO LE EMOZIONI" href="http://www.raiscuola.rai.it/articoli/daniela-lucangeli-apprendimento-attraverso-le-emozioni/39202/default.aspx"> http://www.raiscuola.rai.it/articoli/daniela-lucangeli-apprendimento-attraverso-le-emozioni/39202/default.aspx</a></p>
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		<title>L&#8217;USIGNOLO, di HANS CHRISTIAN ANDERSEN.</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Feb 2018 13:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[...."Sei proprio tu, caro usignolo?" mormorò incredulo l'imperatore. "Io ti ho scacciato e ti ho insultato, e tu hai dissolto i miei cattivi pensieri, hai allontanato la morte dal mio cuore...come potrò ricompensarti?"

"Ho avuto la mia ricompensa la prima volta che mi hai visto. Ho avuto le lacrime di un sovrano, che valgono più dei gioielli. Ora silenzio, hai bisogno di dormire per rimetterti in forze. E io canterò per proteggere il tuo riposo".

E così fece. Dopo poche note, l'imperatore dormiva come un bambino. Quando si svegliò il sole splendeva dalla finestra aperta, e si rese conto che quel sonno era bastato a ritemprarlo. Aprendo gli occhi vide l'usignolo, che non lo aveva abbandonato: l'usignolo e nessun altro, perchè i suoi cortigiani, credendolo già morto o quasi morto, non si erano presi la briga di andare a trovarlo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/02/17-bosco-ginestre1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3337" alt="17-bosco-ginestre" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/02/17-bosco-ginestre1-1024x576.jpg" width="940" height="528" /></a></p>
<p><em>&#8230;.&#8221;Sei proprio tu, caro usignolo?&#8221; mormorò incredulo l&#8217;imperatore. &#8220;Io ti ho scacciato e ti ho insultato, e tu hai dissolto i miei cattivi pensieri, hai allontanato la morte dal mio cuore&#8230;come potrò ricompensarti?&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Ho avuto la mia ricompensa la prima volta che mi hai visto. Ho avuto le lacrime di un sovrano, che valgono più dei gioielli. Ora silenzio, hai bisogno di dormire per rimetterti in forze. E io canterò per proteggere il tuo riposo&#8221;.</em></p>
<p><em>E così fece. Dopo poche note, l&#8217;imperatore dormiva come un bambino. Quando si svegliò il sole splendeva dalla finestra aperta, e si rese conto che quel sonno era bastato a ritemprarlo. Aprendo gli occhi vide l&#8217;usignolo, che non lo aveva abbandonato: l&#8217;usignolo e nessun altro, perchè i suoi cortigiani, credendolo già morto o quasi morto, non si erano presi la briga di andare a trovarlo.</em></p>
<p><em>&#8220;Rimani con me&#8221; lo implorò l&#8217;imperatore. &#8220;Canterai solo quando ne avrai voglia, e non dovrai obbedire a nessuno. E io farò a pezzi quell&#8217;uccellaccio meccanico.&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;E perchè dovresti farlo? E&#8217; bello e prezioso e non ha nessuna colpa. Tienilo con te, e ascolta il suo bel canto quando ne avrai voglia. Io non posso vivere tra quattro mura, ma ti prometto che verrò sempre al momento del bisogno, e anche tutte le volte che avrò nostalgia di questo luogo. Mi poserò su quel ramo e canterò finchè i tuoi pensieri non si saranno placati. Ti canterò le cose belle e quelle brutte, di coloro che ti ossequiano per adulazione e di coloro che compiono in tuo nome azioni che non approveresti&#8230;.ciò che ti viene nascosto, e cosa pensano le persone che ti amano davvero. Un usignolo vola, vola in ogni luogo e vede molte cose: conosco cosa fa ridere e piangere il pescatore e il contadino. Canterò per te i pensieri degli oppressi e degli infelici, e il modo in cui potrai aiutarli. Te lo prometto, ma devo chiederti una cosa&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Tutto ciò che vuoi&#8221; disse l&#8217;imperatore.</em></p>
<p><em>&#8220;Non dire mai a nessuno di me: lascia che tutti ti pensino onnisciente, e non avrai più nulla da temere!&#8221;</em></p>
<p><em>Il sovrano stava per rispondere, ma l&#8217;uccellino era già volato via. Allora si alzò e indossò il mantello, si mise in testa la corona e sistemò la spada nella cintura: da anni non si sentiva così bene.</em></p>
<p><em>In quel momento si aprì la porta e comparve il luogotenente, che era venuto ad assicurarsi che Sua Maestà fosse morto prima di tornare dal suo successore. Appena lo vide, sgranò gli occhi e rimase a bocca aperta.</em></p>
<p><em>&#8220;Buongiorno!&#8221; disse l&#8217;imperatore con un cenno di saluto.</em></p>
<p style="text-align: right;">(Tratto da &#8220;La Regina delle Nevi e altri racconti&#8221;, di Hans Christian Andersen, BUR, 2016)</p>
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		<title>MUSICA E MOVIMENTO, IL CERVELLO IMPARA DAGLI ERRORI ALTRUI</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jan 2018 06:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 23 gen. - Sbagliando s'impara. Anche se a sbagliare sono gli altri. L'osservazione degli errori altrui stimola i meccanismi cerebrali di correzione automatica dell'errore stesso, contribuendo all'apprendimento. Lo rivela uno studio condotto da Alice Mado Proverbio, docente di Neuroscienze cognitive presso il Dipartimento di Psicologia dell'Universita' di Milano-Bicocca, coadiuvata dai suoi collaboratori Matteo Cozzi, Andrea Orlandi, Manuel Carminati. La ricerca dal titolo 'Error related negativity in the skilled brain of pianists reveals motor simulation' e' stata pubblicata sulla rivista scientifica Neuroscience.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 23 gen. &#8211; Sbagliando s&#8217;impara. Anche se a sbagliare sono gli altri. L&#8217;osservazione degli errori altrui stimola i meccanismi cerebrali di correzione automatica dell&#8217;errore stesso, contribuendo all&#8217;apprendimento. Lo rivela uno studio condotto da Alice Mado Proverbio, docente di Neuroscienze cognitive presso il Dipartimento di Psicologia dell&#8217;Universita&#8217; di Milano-Bicocca, coadiuvata dai suoi collaboratori Matteo Cozzi, Andrea Orlandi, Manuel Carminati. La ricerca dal titolo &#8216;Error related negativity in the skilled brain of pianists reveals motor simulation&#8217; e&#8217; stata pubblicata sulla rivista scientifica Neuroscience.</p>
<p>Le sperimentazioni hanno coinvolto 10 giudici esperti (studenti e professori di pianoforte della Civica Scuola di musica Claudio Abbado) e 24 partecipanti sottoposti a elettroencefalografia (EEG): 12 pianisti professionisti e 12 studenti universitari senza una specifica educazione musicale.</p>
<p>Ognuno di loro ha visualizzato centinaia di video nei quali venivano mostrate un paio di mani nell&#8217;atto del suonare. Nella meta&#8217; dei casi i movimenti delle mani erano compatibili con la traccia musicale ascoltata; nel resto dei casi, invece, la diteggiatura non corrispondeva alle note musicali di sottofondo. Quando il suono non era compatibile con le immagini visualizzate, il cervello dei pianisti lo rilevava automaticamente, registrando l&#8217;incongruenza. Allo stesso tempo si e&#8217; osservato che il cervello dei partecipanti non esperti non rilevava gli errori, in quanto privo di quelle regole audio visuo-motorie presenti nel cervello dei musicisti, derivanti dall&#8217;educazione musicale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/startup-successo-740x360.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3323" alt="startup-successo-740x360" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/startup-successo-740x360.jpg" width="740" height="360" /></a></p>
<p>&#8220;Il processo attraverso il quale il cervello registra un&#8217;incongruenza e si accorge dell&#8217;errore si manifesta come componente negativa nota in letteratura col nome di Error related negativity (ERN). La ERN si rileva sia quando siamo noi stessi a commettere l&#8217;errore, sia quando a sbagliare sono gli altri, grazie all&#8217;attivazione dei neuroni specchio audio visuo-motori. Lo studio ha dimostrato- si legge nel comunicato- che quando il cervello rileva un errore, anche se compiuto da altri, mette in atto dei processi di correzione automatica che, modificando l&#8217;organizzazione delle informazioni, favoriscono l&#8217;apprendimento. La ricerca ha evidenziato, inoltre, che la sola osservazione del movimento stimola direttamente l&#8217;attivita&#8217; della corteccia motoria e premotoria del nostro cervello, come se a compiere un dato movimento fossimo noi stessi. Ecco perche&#8217; anche la semplice visione di filmati, o la dimostrazione dal vivo da parte dell&#8217;insegnante o dell&#8217;istruttore e&#8217; fondamentale per l&#8217;apprendimento di discipline motorie, musicali e di altro tipo&#8221;.</p>
<p>La scoperta in futuro &#8220;potrebbe essere utile alla riabilitazione clinica in pazienti paralizzati e con deficit motori- spiega Alice Mado Proverbio, docente di Neuroscienze cognitive dell&#8217;Universita&#8217; di Milano-Bicocca- La stimolazione sensoriale, attraverso la visione di un video, contribuisce all&#8217;apprendimento della pratica motoria grazie all&#8217;attivazione dei neuroni specchio visuo-motori. Lo studio, inoltre, ha permesso di comprendere il meccanismo cerebrale grazie al quale si codificano, e dunque si ricordano, quali dita usare per suonare le note musicali, contribuendo cosi&#8217; al processo di apprendimento delle abilita&#8217; musicali&#8221;.</p>
<p>Fonte originale: <a title="MUSICA E MOVIMENTO, IL CERVELLO IMPARA DA ERRORI ALTRUI" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=15">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=15</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>DIVENIRE E SVILUPPO NON SONO LA STESSA COSA</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2018 06:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 23 gen. - "Divenire e sviluppo non sono la stessa cosa. Il divenire e' unico, proprio di ognuno, delle sue scelte e della sua liberta'. È importante distinguere per tutti i soggetti, compreso gli autistici, il divenire dallo sviluppo". A dirlo e' François Ansermet, psichiatra, psicoanalista e professore dell'Universita' di Ginevra e Losanna, intervenendo al convegno su 'Autismo e arte' a Montecitorio.
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 23 gen. &#8211; &#8220;Divenire e sviluppo non sono la stessa cosa. Il divenire e&#8217; unico, proprio di ognuno, delle sue scelte e della sua liberta&#8217;. È importante distinguere per tutti i soggetti, compreso gli autistici, il divenire dallo sviluppo&#8221;. A dirlo e&#8217; François Ansermet, psichiatra, psicoanalista e professore dell&#8217;Universita&#8217; di Ginevra e Losanna, intervenendo al convegno su &#8216;Autismo e arte&#8217; a Montecitorio.</p>
<p>&#8220;Lo sviluppo puo&#8217; essere legato a programmi di strutture neuronali o genetiche che si realizzano- continua Ansermet- il divenire invece ha un lato imprevedibile, sorprendente perche&#8217; tutti i giorni e&#8217; differente. Se un bambino e&#8217; sofferente nel suo organismo, a prescindere da quale sia il suo disturbo del neurosviluppo, questo non determinera&#8217; il tipo di soggetto che diventera&#8217;. Ogni soggetto e&#8217; unico, differente, imprevedibile e non rimpiazzabile&#8221;.</p>
<p>In sostanza non si sa cosa sia il divenire. &#8220;In ogni istante quello che era non e&#8217; piu&#8217; e quello che sara&#8217; non e&#8217; ancora. In questa apertura dell&#8217;istante- chiarisce lo studioso- c&#8217;e&#8217; quasi una vertigine: ogni soggetto ritrova la propria soluzione e la propria invenzione anche per creare, crearsi e inventarsi differentemente&#8221;.</p>
<p>Ansermet e&#8217; convinto di un paradosso: &#8220;Siamo tutti all&#8217;interno di un cambiamento permanente. L&#8217;esperienza lascia una traccia nella rete neuronale- spiega il profesore universitario- nel senso che ogni esperienza e&#8217; una traccia di cui ogni istante e ogni contingenza lasciano una traccia&#8221;. Per questo motivo &#8220;non utilizzeremo mai due volte lo stesso cervello e non ci immergeremo mai due volte nello stesso individuo. Siamo sempre di fronte a un cambiamento permanente connaturato alla struttura della rete neuronale, alla plasticita&#8217; neuronale e anche alla plasticita&#8217; del divenire, che paradossalmente ci rende biologicamente determinati per non essere totalmente biologicamente determinati. Siamo geneticamente determinati per essere liberi- sottolinea il ricercatore- siamo determinati per non esserlo&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/Percorsi.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3317" alt="percorsi" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/Percorsi-1024x566.jpg" width="940" height="519" /></a></p>
<p>Questo funzionamento e&#8217; valido per tutti, normodotati e non. &#8220;In alcuni disturbi come l&#8217;autismo ci sono piu&#8217; costrizioni, piu&#8217; forze che vanno verso una ripetizione che impedisce questo movimento- spiega Ansermet- ma se offrissimo uno spazio di creazione al soggetto autistico, potrebbe diventare egli stesso l&#8217;attore e l&#8217;autore dei suoi cambiamenti&#8221;. È questa la sfida del legame tra creativita&#8217; e autismo: &#8220;Non dobbiamo pensare che un soggetto perche&#8217; sia autistico allora non abbia delle potenzialita&#8217; creative. La possibilita&#8217; di inventarsi in modo differente e nuovo puo&#8217; avvenire a condizione che la persona con autismo sia accolta in un ambiente caldo, che non divenga un oggetto di amministrazione della cura, ma che sia davvero considerata come un soggetto in divenire&#8221;.</p>
<p>Infine ai clinici lo psichiatra consiglia &#8220;di pensare alla loro pratica come a quella di un clinico. Clinica vuol dire fare esperienza della singolarita&#8217; di ogni soggetto e far esperienza della novita&#8217; affinche&#8217; ognuno possa trovare le sue soluzioni- conclude- e le sue invenzioni&#8221;.</p>
<p><a href="http://89.97.250.171/News/2018/01/15/2018011501856902785.MP4" target="_blank">Qui e&#8217; possibile guardare la videointervista della Dire.</a></p>
<p><a title="DIVENIRE E SVILUPPO NON SONO LA STESSA COSA" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=01</a></p>
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