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	<title>Studio Arcobaleno &#187; difficoltà</title>
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		<title>STOrie DI RESILIENZA: Enmauel Hansel, 17 anni.</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2021 10:13:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storia di Enmanuel Hansel, il talentuoso cestista di 17 anni diventato uno dei più promettenti giocatori di basket negli USA, è davvero un esempio di resilienza!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La storia di Enmanuel Hansel, il talentuoso cestista di 17 anni diventato uno dei più promettenti giocatori di basket negli USA, è davvero un esempio di resilienza!<br />
Enmanuel ha perso il braccio sinistro in un incidente quando aveva 6 anni, ma questo non gli ha impedito di coltivare la sua passione, quella per la pallacanestro.</p>
<p>La sua esperienza dimostra che:</p>
<ul>
<li>è possibile affrontare le avversità senza esserne sopraffatti</li>
<li>è fondamentale aiutare i giovani a scoprire e a nutrire i loro talenti</li>
<li>la scuola è un luogo di sviluppo di resilienza.</li>
</ul>
<p>ARTICOLO ORIGINALE: <a title="STORrie DI RESILIENZA: Enmanuel Hansel, 17 anni." href="https://www.diregiovani.it/2021/03/12/372893-gioca-a-basket-senza-un-braccio-il-talento-di-enmanuel-hansel-fa-il-giro-del-mondo.dg/">https://www.diregiovani.it/2021/03/12/372893-gioca-a-basket-senza-un-braccio-il-talento-di-enmanuel-hansel-fa-il-giro-del-mondo.dg/</a></p>
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		<title>SCUOLA: CONFRONTO DOCENTI-STUDENTI ANTIDOTO ANGOSCIA</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2020 12:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 3 nov. - Il confronto e il dialogo tra colleghi e con i propri studenti: e' questo l'antidoto al senso di precarieta', alla preoccupazione e all'angoscia causati dalla pandemia e provati dagli insegnanti. A suggerirlo e' il team di psicologi del progetto 'Lontani ma vicini', realizzato da Diregiovani.it e dall'Istituto di Ortofonologia (Ido) in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione nell'ambito della task force per le emergenze educative.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 3 nov. &#8211; Il confronto e il dialogo tra colleghi e con i propri studenti: e&#8217; questo l&#8217;antidoto al senso di precarieta&#8217;, alla preoccupazione e all&#8217;angoscia causati dalla pandemia e provati dagli insegnanti. A suggerirlo e&#8217; il team di psicologi del progetto &#8216;Lontani ma vicini&#8217;, realizzato da Diregiovani.it e dall&#8217;Istituto di Ortofonologia (Ido) in collaborazione con il Ministero dell&#8217;Istruzione nell&#8217;ambito della task force per le emergenze educative.</p>
<p>Rispondendo alla lettera di una insegnante, angosciata dai periodi di isolamento delle sue classi e dalla paura del contagio, gli psicologi invitano lei, e tutto il corpo insegnante della scuola italiana, a non smettere mai &#8220;di aprire un confronto con i suoi colleghi. Magari anche loro provano le stesse difficolta&#8217; e insieme si possono trovare strategie diverse per affrontare quest&#8217;anno scolastico che e&#8217; appena iniziato. È importante- aggiungono gli esperti- che ci sia anche con i ragazzi uno spazio aperto di discussione. In questo clima di emotivita&#8217; precaria, trovare uno spazio di sostegno e confronto, poter dire di avere paura ma allo stesso tempo di trovare delle possibili soluzioni potrebbe essere una risorsa indispensabile&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/11/Resilienza.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3522 alignright" alt="resilienza" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/11/Resilienza-300x161.jpg" width="300" height="161" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><br />
Indubbiamente, prosegue il team di &#8216;Lontani ma vicini&#8217;, &#8220;e&#8217; difficile lavorare in un ambiente come la scuola, caratterizzato attualmente dalla imprevedibilita&#8217; di possibili contagi, quarantene e isolamenti preventivi. Sicuramente la didattica a distanza rappresentava un luogo sicuro e familiare, la sua casa. Non temeva di essere veicolo di contagio e in qualche modo aveva un contatto regolare con i suoi alunni. Ora questo senso di precarieta&#8217; e di ansia contamina probabilmente le modalita&#8217; con cui ha sempre svolto il suo lavoro&#8221;.</p>
<p>La situazione emergenziale che &#8220;stiamo vivendo attiva uno stato di angoscia profondo, in quanto e&#8217; difficile riuscire ad avere un controllo assoluto. Anche le informazioni frammentate e in continuo cambiamento non aiutano- concludono gli psicologi- a creare un protocollo chiaro per affrontare l&#8217;emergenza&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: left;">FONTE ORIGINALE: <a title="SCUOLA: CONFRONTO DOCENTI-STUDENTI ANTIDOTO ANGOSCIA" href="http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2020/novembre/03/?news=07">http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2020/novembre/03/?news=07</a></p>
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		<title>DOCENTI CHIEDONO AIUTO, CON INCERTEZZA SALE STRESS</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2020 09:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 14 apr. - "Nell'arco di queste settimane sono giunte, allo sportello d'ascolto sul sito Diregiovani.it, tantissime richieste di aiuto di docenti che esprimono le proprie preoccupazioni rispetto ai cambiamenti che stanno vivendo con gli studenti e le famiglie.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Zaza (Ido): 5 punti per usare ansia con efficacia, ecco corso Miur-Ido-Sip</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Corso-di-Formazione-per-docenti.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3478" alt="corso-di-formazione-per-docenti" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Corso-di-Formazione-per-docenti.jpg" width="842" height="595" /></a></p>
<div align="left">
<div id="testo">(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 14 apr. &#8211; &#8220;Nell&#8217;arco di queste settimane sono giunte, allo sportello d&#8217;ascolto sul sito Diregiovani.it, tantissime richieste di aiuto di docenti che esprimono le proprie preoccupazioni rispetto ai cambiamenti che stanno vivendo con gli studenti e le famiglie.</p>
<p>Timori che si aggiungono all&#8217;incertezza sulle conseguenze che tali situazioni produrranno nel futuro. In questo periodo e&#8217;, quindi, piu&#8217; che naturale trovarsi a dover gestire un aumento dei livelli di ansia, percepiti sia sul piano personale che professionale&#8221;. Lo dichiara Francesca Zaza, psicoterapeuta dell&#8217;IdO, nel corso online di formazione a distanza gratuito &#8216;La gestione dell&#8217;ansia e dello stress in situazioni di emergenza&#8217;, voluto dal ministero dell&#8217;Istruzione (Miur) e realizzato insieme all&#8217;Istituto di Ortofonologia (Ido), la Societa&#8217; italiana di Pediatria (Sip) e al portale d&#8217;informazione Diregiovani.</p>
<p>Pubblicato da pochissimi giorni, il corso ha gia&#8217; totalizzato oltre 3.000 contatti e 600 iscritti.</p>
<p>&#8220;L&#8217;ansia- spiega la psicologa- corrisponde a uno stato di allerta psichica che produce un&#8217;attivazione delle risorse individuali, al fine di far fronte a eventi o stimoli percepiti come potenzialmente minacciosi. Quando raggiunge livelli di intensita&#8217; e frequenza eccessivi- spiega la psicologa- l&#8217;ansia rischia di interferire sul funzionamento dell&#8217;individuo producendo comportamenti che non facilitano l&#8217;adattamento alla situazione nuova, ma rischiano di ostacolarlo, generando uno stato di iper-attivazione o, al contrario, un atteggiamento di scoraggiamento, percezione di impotenza e rassegnazione. In entrambi i casi l&#8217;energia prodotta in eccesso dall&#8217;ansia difficilmente puo&#8217; essere utilizzata in maniera funzionale e adattiva per affrontare efficacemente la condizione che la provoca, risultando nel primo caso dispersa, nel secondo bloccata&#8221;.</p>
<p>Francesca Zaza evidenzia <strong>5 punti</strong> <strong>per utilizzare in maniera efficace e adattiva l&#8217;energia prodotta dall&#8217;ansia</strong>. &#8220;Il <strong>primo</strong> passo per utilizzare efficacemente qualcosa e&#8217; riconoscerne la funzione e il valore. L&#8217;ansia non va negata, svalutata o evitata. L&#8217;ansia va accolta e ascoltata. Cosa ci sta comunicando? Cosa ci sta chiedendo di fare? Utilizzate l&#8217;energia prodotta dall&#8217;ansia per attuare il cambiamento del quale voi e i vostri studenti avete bisogno, non solo nel modo di fare didattica, ma nel modo di ripensare il processo di insegnamento-apprendimento, adattando l&#8217;offerta formativa alle specifiche esigenze attuali.</p>
<p>Nel <strong>secondo</strong> punto la psicologa spiega che &#8220;i nuovi ambienti di apprendimento richiedono nuovi modi di accogliere gli studenti. In aula bastava il buongiorno per percepire il clima della classe, oggi un saluto scritto o videoregistrato rischia di non essere piu&#8217; sufficiente- continua- perche&#8217; manca dei segnali non verbali preziosi per comprendere lo stato emotivo degli studenti. Trovate il modo di essere umanamente vicini ai vostri studenti, interessatevi a loro, a come stanno, a come trascorrono il tempo&#8221;.</p>
<p>Il <strong>terzo</strong> suggerimento di Francesca Zaza e&#8217; di utilizzare i racconti, le fiabe, le autobiografie, le storie di resilienza narrate dalla cultura classica e contemporanea. Le tante esperienze di autori, poeti, attori, cantanti, scienziati, sportivi che possono essere sfruttate come spunto di riflessione e materiale didattico dal quale attingere per far nascere idee su come affrontare questo particolare periodo storico.</p>
<p>&#8220;Dobbiamo riconoscere a noi stessi e ai nostri studenti il valore dei tentativi che vengono fatti per risolvere i piccoli e grandi problemi quotidiani e non solo i risultati che si ottengono. Gestire l&#8217;energia in eccesso prodotta dall&#8217;ansia- spiega nel quarto punto la psicoterapeuta dell&#8217;IdO- affatica tutti, di conseguenza tutti meritano un riconoscimento anche solo per il fatto di aver provato seriamente a mettersi in gioco.</p>
<p>Bisogna valorizzate la qualita&#8217; piu&#8217; che la quantita&#8217;&#8221;.</p>
<p>Nel <strong>quinto</strong> e&#8217; ultimo punto Zaza suggerisce di cercare nuove prospettive, spiegando che &#8220;essere tesi e preoccupati e&#8217; piu&#8217; che naturale, ma non fate che l&#8217;ansia diventi l&#8217;ago della vostra bussola interna. Sperimentate, datevi la possibilita&#8217; di utilizzare questo tempo nuovo e diverso per entusiasmarvi all&#8217;idea di poter scoprire nuove strade, nuovi modi di guardare a voi stessi come docenti. Sono i momenti di cambiamento- conclude- quelli nei quali si possono scoprire nuovi percorsi e nuove possibilita&#8217;&#8221;.</p>
<p>Per approfondimenti seguite il corso gratuito a distanza &#8216;<em>La gestione dell&#8217;ansia e dello stress in situazioni di emergenza</em>&#8216;. Per informazioni e iscrizioni scrivere all&#8217;indirizzo di posta elettronica sportellodocenti@diregiovani.it.</div>
<div></div>
<div><a title="DOCENTI CHIEDONO AIUTO, CON INCERTEZZA SALE STRESS" href="http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2020/aprile/14/?news=05">http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2020/aprile/14/?news=05</a></div>
<div><a title="GESTIONE ANSIA E STRESS IN SITUAZIONI DI EMERGENZA" href="https://www.youtube.com/watch?v=jXAHbUcVeAI&amp;feature=youtu.be">https://www.youtube.com/watch?v=jXAHbUcVeAI&amp;feature=youtu.be</a></div>
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		<title>MUSICA E MOVIMENTO, IL CERVELLO IMPARA DAGLI ERRORI ALTRUI</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jan 2018 06:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 23 gen. - Sbagliando s'impara. Anche se a sbagliare sono gli altri. L'osservazione degli errori altrui stimola i meccanismi cerebrali di correzione automatica dell'errore stesso, contribuendo all'apprendimento. Lo rivela uno studio condotto da Alice Mado Proverbio, docente di Neuroscienze cognitive presso il Dipartimento di Psicologia dell'Universita' di Milano-Bicocca, coadiuvata dai suoi collaboratori Matteo Cozzi, Andrea Orlandi, Manuel Carminati. La ricerca dal titolo 'Error related negativity in the skilled brain of pianists reveals motor simulation' e' stata pubblicata sulla rivista scientifica Neuroscience.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 23 gen. &#8211; Sbagliando s&#8217;impara. Anche se a sbagliare sono gli altri. L&#8217;osservazione degli errori altrui stimola i meccanismi cerebrali di correzione automatica dell&#8217;errore stesso, contribuendo all&#8217;apprendimento. Lo rivela uno studio condotto da Alice Mado Proverbio, docente di Neuroscienze cognitive presso il Dipartimento di Psicologia dell&#8217;Universita&#8217; di Milano-Bicocca, coadiuvata dai suoi collaboratori Matteo Cozzi, Andrea Orlandi, Manuel Carminati. La ricerca dal titolo &#8216;Error related negativity in the skilled brain of pianists reveals motor simulation&#8217; e&#8217; stata pubblicata sulla rivista scientifica Neuroscience.</p>
<p>Le sperimentazioni hanno coinvolto 10 giudici esperti (studenti e professori di pianoforte della Civica Scuola di musica Claudio Abbado) e 24 partecipanti sottoposti a elettroencefalografia (EEG): 12 pianisti professionisti e 12 studenti universitari senza una specifica educazione musicale.</p>
<p>Ognuno di loro ha visualizzato centinaia di video nei quali venivano mostrate un paio di mani nell&#8217;atto del suonare. Nella meta&#8217; dei casi i movimenti delle mani erano compatibili con la traccia musicale ascoltata; nel resto dei casi, invece, la diteggiatura non corrispondeva alle note musicali di sottofondo. Quando il suono non era compatibile con le immagini visualizzate, il cervello dei pianisti lo rilevava automaticamente, registrando l&#8217;incongruenza. Allo stesso tempo si e&#8217; osservato che il cervello dei partecipanti non esperti non rilevava gli errori, in quanto privo di quelle regole audio visuo-motorie presenti nel cervello dei musicisti, derivanti dall&#8217;educazione musicale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/startup-successo-740x360.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3323" alt="startup-successo-740x360" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/startup-successo-740x360.jpg" width="740" height="360" /></a></p>
<p>&#8220;Il processo attraverso il quale il cervello registra un&#8217;incongruenza e si accorge dell&#8217;errore si manifesta come componente negativa nota in letteratura col nome di Error related negativity (ERN). La ERN si rileva sia quando siamo noi stessi a commettere l&#8217;errore, sia quando a sbagliare sono gli altri, grazie all&#8217;attivazione dei neuroni specchio audio visuo-motori. Lo studio ha dimostrato- si legge nel comunicato- che quando il cervello rileva un errore, anche se compiuto da altri, mette in atto dei processi di correzione automatica che, modificando l&#8217;organizzazione delle informazioni, favoriscono l&#8217;apprendimento. La ricerca ha evidenziato, inoltre, che la sola osservazione del movimento stimola direttamente l&#8217;attivita&#8217; della corteccia motoria e premotoria del nostro cervello, come se a compiere un dato movimento fossimo noi stessi. Ecco perche&#8217; anche la semplice visione di filmati, o la dimostrazione dal vivo da parte dell&#8217;insegnante o dell&#8217;istruttore e&#8217; fondamentale per l&#8217;apprendimento di discipline motorie, musicali e di altro tipo&#8221;.</p>
<p>La scoperta in futuro &#8220;potrebbe essere utile alla riabilitazione clinica in pazienti paralizzati e con deficit motori- spiega Alice Mado Proverbio, docente di Neuroscienze cognitive dell&#8217;Universita&#8217; di Milano-Bicocca- La stimolazione sensoriale, attraverso la visione di un video, contribuisce all&#8217;apprendimento della pratica motoria grazie all&#8217;attivazione dei neuroni specchio visuo-motori. Lo studio, inoltre, ha permesso di comprendere il meccanismo cerebrale grazie al quale si codificano, e dunque si ricordano, quali dita usare per suonare le note musicali, contribuendo cosi&#8217; al processo di apprendimento delle abilita&#8217; musicali&#8221;.</p>
<p>Fonte originale: <a title="MUSICA E MOVIMENTO, IL CERVELLO IMPARA DA ERRORI ALTRUI" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=15">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=15</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>DIVENIRE E SVILUPPO NON SONO LA STESSA COSA</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2018 06:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 23 gen. - "Divenire e sviluppo non sono la stessa cosa. Il divenire e' unico, proprio di ognuno, delle sue scelte e della sua liberta'. È importante distinguere per tutti i soggetti, compreso gli autistici, il divenire dallo sviluppo". A dirlo e' François Ansermet, psichiatra, psicoanalista e professore dell'Universita' di Ginevra e Losanna, intervenendo al convegno su 'Autismo e arte' a Montecitorio.
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 23 gen. &#8211; &#8220;Divenire e sviluppo non sono la stessa cosa. Il divenire e&#8217; unico, proprio di ognuno, delle sue scelte e della sua liberta&#8217;. È importante distinguere per tutti i soggetti, compreso gli autistici, il divenire dallo sviluppo&#8221;. A dirlo e&#8217; François Ansermet, psichiatra, psicoanalista e professore dell&#8217;Universita&#8217; di Ginevra e Losanna, intervenendo al convegno su &#8216;Autismo e arte&#8217; a Montecitorio.</p>
<p>&#8220;Lo sviluppo puo&#8217; essere legato a programmi di strutture neuronali o genetiche che si realizzano- continua Ansermet- il divenire invece ha un lato imprevedibile, sorprendente perche&#8217; tutti i giorni e&#8217; differente. Se un bambino e&#8217; sofferente nel suo organismo, a prescindere da quale sia il suo disturbo del neurosviluppo, questo non determinera&#8217; il tipo di soggetto che diventera&#8217;. Ogni soggetto e&#8217; unico, differente, imprevedibile e non rimpiazzabile&#8221;.</p>
<p>In sostanza non si sa cosa sia il divenire. &#8220;In ogni istante quello che era non e&#8217; piu&#8217; e quello che sara&#8217; non e&#8217; ancora. In questa apertura dell&#8217;istante- chiarisce lo studioso- c&#8217;e&#8217; quasi una vertigine: ogni soggetto ritrova la propria soluzione e la propria invenzione anche per creare, crearsi e inventarsi differentemente&#8221;.</p>
<p>Ansermet e&#8217; convinto di un paradosso: &#8220;Siamo tutti all&#8217;interno di un cambiamento permanente. L&#8217;esperienza lascia una traccia nella rete neuronale- spiega il profesore universitario- nel senso che ogni esperienza e&#8217; una traccia di cui ogni istante e ogni contingenza lasciano una traccia&#8221;. Per questo motivo &#8220;non utilizzeremo mai due volte lo stesso cervello e non ci immergeremo mai due volte nello stesso individuo. Siamo sempre di fronte a un cambiamento permanente connaturato alla struttura della rete neuronale, alla plasticita&#8217; neuronale e anche alla plasticita&#8217; del divenire, che paradossalmente ci rende biologicamente determinati per non essere totalmente biologicamente determinati. Siamo geneticamente determinati per essere liberi- sottolinea il ricercatore- siamo determinati per non esserlo&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/Percorsi.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3317" alt="percorsi" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/Percorsi-1024x566.jpg" width="940" height="519" /></a></p>
<p>Questo funzionamento e&#8217; valido per tutti, normodotati e non. &#8220;In alcuni disturbi come l&#8217;autismo ci sono piu&#8217; costrizioni, piu&#8217; forze che vanno verso una ripetizione che impedisce questo movimento- spiega Ansermet- ma se offrissimo uno spazio di creazione al soggetto autistico, potrebbe diventare egli stesso l&#8217;attore e l&#8217;autore dei suoi cambiamenti&#8221;. È questa la sfida del legame tra creativita&#8217; e autismo: &#8220;Non dobbiamo pensare che un soggetto perche&#8217; sia autistico allora non abbia delle potenzialita&#8217; creative. La possibilita&#8217; di inventarsi in modo differente e nuovo puo&#8217; avvenire a condizione che la persona con autismo sia accolta in un ambiente caldo, che non divenga un oggetto di amministrazione della cura, ma che sia davvero considerata come un soggetto in divenire&#8221;.</p>
<p>Infine ai clinici lo psichiatra consiglia &#8220;di pensare alla loro pratica come a quella di un clinico. Clinica vuol dire fare esperienza della singolarita&#8217; di ogni soggetto e far esperienza della novita&#8217; affinche&#8217; ognuno possa trovare le sue soluzioni- conclude- e le sue invenzioni&#8221;.</p>
<p><a href="http://89.97.250.171/News/2018/01/15/2018011501856902785.MP4" target="_blank">Qui e&#8217; possibile guardare la videointervista della Dire.</a></p>
<p><a title="DIVENIRE E SVILUPPO NON SONO LA STESSA COSA" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=01</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>&#8220;ALTEREGO&#8221; CORSO ARTISTICO DI ANATOMIA DEL CORPO UMANO. CALENDARIO INCONTRI 2017</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Oct 2017 11:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per tutti i genitori dei bambini che si sono iscritti al primo ciclo di incontri del Corso Artistico di Anatomia del Corpo Umano "ALTEREGO" tenuto dalla Dott.ssa Lidia Letizia, Pedagogista, Presidente dell'Associazione Culturale di Ricerca Pedagogica sulla Felicità "Felicit-Azioni", presentiamo di seguito il calendario degli incontri che si svolgeranno a partire da Ottobre 2017.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per tutti i genitori dei bambini che si sono iscritti al primo ciclo di incontri del <strong>Corso Artistico di Anatomia del Corpo Umano &#8220;ALTEREGO&#8221; </strong>tenuto dalla Dott.ssa Lidia Letizia, Pedagogista, Presidente dell&#8217;Associazione Culturale di Ricerca Pedagogica sulla Felicità &#8220;Felicit-Azioni&#8221;, presentiamo di seguito il calendario degli incontri che si svolgeranno a partire da Ottobre 2017.</p>
<p>Per informazioni contattare il numero 328 9575203 o scrivere a info@studioarcobalenolatina.it</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/10/Alterego04.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3274" alt="alterego04" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/10/Alterego04-721x1024.jpg" width="721" height="1024" /></a></p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/10/Calendario-Alterego.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3275" alt="calendario-alterego" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/10/Calendario-Alterego-724x1024.jpg" width="724" height="1024" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;ANSIA IN ETA&#8217; ADULTA</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2017 07:07:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’ansia può manifestarsi con varie sensazioni, per lo più spiacevoli, fra cui la paura, la preoccupazione, l’inquietudine, la sensazione che le cose possano sfuggire di mano, il bisogno di trovare una soluzione immediata, la paura di affrontare determinate situazioni sociali, la sensazione di sentirsi immobilizzati dalla paura.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’ansia può manifestarsi con varie sensazioni, per lo più spiacevoli, fra cui la paura, la preoccupazione, l’inquietudine, la sensazione che le cose possano sfuggire di mano, il bisogno di trovare una soluzione immediata, la paura di affrontare determinate situazioni sociali, la sensazione di sentirsi immobilizzati dalla paura. Tale condizione, se protratta nel tempo, può comportare sentimenti di frustrazione e disperazione.</p>
<p>Bisogna però distinguere le situazioni in cui l’ansia è un allarme da ascoltare e quelle in cui, invece, è una tensione di cui tutti noi abbiamo bisogno per essere attivi nella nostra vita. A volte infatti, essa rappresenta un motore propulsore che ci spinge a scegliere, a fare dei cambiamenti; altre, invece, diventa un ostacolo che ci paralizza.</p>
<p>In quest’ultimo caso, <i>l’emergere di uno stato ansioso</i> <i>è spesso il segnale di un conflitto che preferiremmo ignorare ma che ,invece, preme per essere ascoltato. L’ansia può essere l’indicatore che  in qualche aspetto non siamo ciò che avevamo creduto di essere, oppure che stiamo facendo a noi stessi delle richieste eccessive</i>.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/ocean-storm-waves-sky-clouds-rain-shower-lighthouse-beam-light-element-1000x360.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3155" alt="ocean-storm-waves-sky-clouds-rain-shower-lighthouse-beam-light-element-1000x360" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/ocean-storm-waves-sky-clouds-rain-shower-lighthouse-beam-light-element-1000x360.jpg" width="1000" height="360" /></a></p>
<p>L’acutizzarsi dell’ansia può verificarsi di fronte a dei cambiamenti di vita che possono riguardare il lavoro, la casa, le relazioni affettive come una separazione, un lutto, l’uscita di casa dei propri figli, ma anche l’emergere di aspetti di noi sconosciuti, inconciliabili con ciò che già conoscevamo di noi stessi. Questi momenti di sofferenza possono rendere difficile qualsiasi decisione sulla nostra vita e generare vissuti di forte disorientamento.</p>
<p>La psicoterapia aiuta ad individuare le motivazioni inconsapevoli sottostanti le nostre paure, attribuendo nuovi significati agli eventi che, nella nostra storia, le hanno generate. Allo stesso tempo, viene compiuta un’esplorazione delle risorse personali per poterle affrontare.</p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>LA PSICOTERAPIA PSICOANALITICA</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 07:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La psicoterapia psicoanalitica è un metodo conoscitivo e di cura del disagio emotivo, che attraverso l’esplorazione dell’inconscio e della storia infantile, permette di liberarci da antichi condizionamenti che hanno impedito l’espressione piena della nostra personalità o la sua stessa maturazione, limitando la possibilità di esprimerci liberamente e di instaurare relazioni affettive soddisfacenti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La psicoterapia psicoanalitica è un metodo conoscitivo e di cura del disagio emotivo che, attraverso l’esplorazione dell’inconscio e della storia personale, permette di liberarci da antichi condizionamenti che hanno impedito l’espressione piena della nostra personalità o la sua stessa maturazione, limitando la possibilità di esprimerci liberamente e di instaurare relazioni affettive soddisfacenti.</p>
<p>Nella psicoterapia psicoanalitica con i pazienti adulti, il terapeuta è impegnato nell&#8217; esplorazione di sentimenti, emozioni, percezioni soggettive e nella ricerca delle motivazioni inconsapevoli sottostanti i comportamenti del paziente.</p>
<p>Il sintomo (depressione, ansia, disturbi alimentari, dipendenze ecc.) viene considerato come una soluzione che il paziente ha trovato per affrontare la sua sofferenza.</p>
<p>L’obiettivo sarà quello di rintracciare il significato profondo di questo disagio nella sua storia, nelle caratteristiche di personalità, utilizzando l’interpretazione dei sogni, la libera espressione dei pensieri del paziente e quanto succede nella relazione significativa che si stabilisce tra il paziente e il terapeuta.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/timthumb.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3130 aligncenter" alt="timthumb" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/timthumb.jpg" width="500" height="375" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo spazio terapeutico diviene così un luogo protetto nel quale sperimentare modalità relazionali differenti da quelle utilizzate fin lì in maniera ripetitiva. Nel tempo, il paziente potrà acquisire nuove modalità relazionali e nuove chiavi di lettura di se stesso e della propria storia utilizzandole come risorse per aumentare il suo benessere e migliorare la qualità della sua vita.</p>
<p>Il buon esito della terapia dipenderà dal livello di collaborazione e dalla disponibilità emotiva e affettiva che si stabilisce tra terapeuta e paziente.</p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/?ref=aymt_homepage_panel">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/?ref=aymt_homepage_panel</a></p>
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		<title>FESTE NATALIZIE, DIFFICOLTA&#8217; PER LE FAMIGLIE SEPARATE.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2015 07:42:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 15 dic. - "Probabilmente le feste di Natale sono le più critiche da gestire per i genitori separati, proprio per la caratterizzazione che gli attribuiamo e per la durata dei giorni festivi lontani da scuola. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 15 dic. &#8211; &#8220;Probabilmente le feste di Natale sono le più critiche da gestire per i genitori separati, proprio per la caratterizzazione che gli attribuiamo e per la durata dei giorni festivi lontani da scuola. La scorsa settimana sono rimasto colpito da una pubblicità che un centro sportivo, solito a organizzare &#8216;centri estivi&#8217;, proponesse &#8216;centri invernali&#8217; per lasciare i bambini durante le vacanze di Natale&#8221;. A raccontarlo alla DIRE è Bruno Tagliacozzi, psicoterapeuta, analista junghiano e coordinatore della scuola di specializzazione in psicoterapia psicodinamica dell&#8217;età evolutiva dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO), spiegando come sia possibile integrare queste feste nel contesto di famiglie con mamma e papà separati.</p>
<p>&#8220;Non c&#8217;è una risposta univoca- continua lo psicoterapeuta- ogni coppia genitoriale separata ha una propria storia di convivenza e di rottura, con modalità di relazione tra le più varie: dal silenzio assoluto intercalato solamente da mail e sms, al festeggiare insieme con tutte le famiglie estese e ampliate dai nuovi partner fino a coinvolgere i bambini in un totale di otto nonni a testa. Anche qui è la storia di ciascuno che ha rilevanza, che traccia una tradizione di esclusione o tolleranza, ognuno con le sue ragioni. Il problema centrale resta prioritariamente la serenità e la felicità dei bambini, che dipende dalla maturità dei genitori di offrire una soluzione da &#8216;Genitori&#8217; e non da ex-coniugi&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/12/shutterstock_230037250.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2862" alt="shutterstock_230037250" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/12/shutterstock_230037250.jpg" width="744" height="445" /></a></p>
<p>- Pochi regali, tanti regali o nessun regalo? &#8220;Decisione anche questa che affonda nelle tradizioni della singola famiglia.</p>
<p>Bisogna solamente essere attenti a non utilizzare il regalo come attenuatore di proprie mancanze o lacune (compensazione dei sensi di colpa)- puntualizza l&#8217;analista Cipa- e in questa consapevolezza regalare al bambino una parte maggiore del nostro tempo per giocare insieme, parlare, condividere, riflettere. È l&#8217;occasione giusta per investire oltre che nella qualità anche nella quantità del tempo da dedicare ai bambini. Per quanto riguarda, invece, la tipologia del regalo sconsiglio di comprare esclusivamente oggetti tecno-informatici che impediscono lo stabilirsi di una reale situazione di relazione con gli altri, a favore di oggetti condivisibili che richiedono la presenza reale dell&#8217;altro (e non virtuale) e lo scambio emotivo. Si pensi solamente all&#8217;oramai consueta utilizzazione delle emoticon nelle nostre comunicazioni messaggistiche: sono molto simpatiche e rappresentano la sintesi di un&#8217;emozione, ma solamente perché ci richiamano quelle realmente vissute, senza le quali sarebbe impossibile interpretare il significato delle &#8216;faccine&#8217;&#8221;.</p>
<p>- E la favola di Babbo Natale e della Befana che portano i doni può essere svelata? &#8220;Ha detto bene, è proprio la favola! Siamo stati cullati per molti anni nella nostra infanzia in tante favole che ci hanno aiutato a sviluppare quel pensiero fantastico e articolato, quel pensare per immagini &#8211; anzi, quelle immagini per pensare &#8211; che resterà sempre una delle caratteristiche del nostro modo adulto di utilizzare la mente, e che ancora oggi si manifesta nel linguaggio dei sogni, nella letteratura, nel cinema, nella nostra vita reale. Non bisogna avere fretta di rendere tutto reale e razionale- consiglia Tagliacozzi- e in questo spesso i bambini ci aiutano con la loro semplicità, con affermazioni del tipo &#8216;So che non esiste, però mi piace ancora crederci&#8217;&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/12/libro-46.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2859" alt="libro-46" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/12/libro-46.jpg" width="800" height="531" /></a></p>
<p>- Prima accennava ai nonni, hanno ancora un ruolo? &#8220;I nonni sono la storia! La distanza generazionale dai nipoti rende i loro racconti più favolistici che reali e in questo probabilmente risiede il loro fascino. Inoltre, sono i genitori dei genitori e questo gli dona una particolare aura di autorevolezza: sono coloro che hanno generato e fatto crescere quei genitori che ora stanno svolgendo lo stesso ruolo con i figli, ma con un atteggiamento, solitamente, di maggiore dolcezza e tolleranza.</p>
<p>Questi ruoli diversificati all&#8217;interno della famiglia sono una grande ricchezza per i bambini che hanno la possibilità di cogliere le diverse sfumature degli affetti che li coinvolgono, favorendo una crescita sana e un modello sicuro di riferimento&#8221;.</p>
<p>- Per concludere? &#8220;Le tradizioni all&#8217;interno delle quali ci muoviamo noi esseri umani sono legate sia al contesto socio-culturale sia a quello familiare; la serenità con le quali le abbiamo vissute determina il continuarle oppure rifiutarle in modo oppositivo. Non c&#8217;è una scelta giusta o sbagliata, l&#8217;importante è sempre il rispetto dell&#8217;altro e, soprattutto, dei bambini, ai quali è doveroso dedicare la nostra attenzione e partecipazione di genitori&#8221;. Infine, parlando sempre di tradizioni, &#8220;da un punto di vista storico-culturale, sono feste che originano in contesti che vanno oltre ogni pretesa di fondamentalismo religioso o areligioso. Del resto, anche uno degli emblemi più famosi come l&#8217;Albero di Natale, ha origini in tradizioni pagane nordeuropee, poi importate dai romani, per celebrare il solstizio d&#8217;inverno- conclude- tant&#8217;è vero, che inizialmente tale usanza venne osteggiata dal Cristianesimo a favore dell&#8217;agrifoglio (che avrebbe meglio simboleggiato la corona di spine e le gocce di sangue rappresentate dalle bacche rosse)&#8221;.</p>
<p><a title="FESTE NATALIZIE, DIFFICOLTA' PER LE FAMIGLIE SEPARATE" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2015/dicembre/15/?news=07">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2015/dicembre/15/?news=07</a></p>
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		<title>IL PROCESSO DIAGNOSTICO NELL&#8217;INFANZIA</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2015 10:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Partire dalla conoscenza delle linee di sviluppo è stato il monito del convegno, perché una diagnosi è completa solo se la valutazione clinica viene effettuata tenendo conto delle diverse fasi evolutive e nel rispetto della storia di ogni bambino. Con quest’obiettivo l’Istituto di Ortofonologia (IdO) ha promosso il XVI congresso nazionale su ‘Il processo diagnostico nell’infanzia. Cosa e come valutare clinicamente sintomi e comportamenti del bambino’.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Partire dalla conoscenza delle linee di sviluppo è stato il monito del convegno, perché una diagnosi è completa solo se la valutazione clinica viene effettuata tenendo conto delle diverse fasi evolutive e nel rispetto della storia di ogni bambino. Con quest’obiettivo l’Istituto di Ortofonologia (IdO) ha promosso il XVI congresso nazionale su ‘<strong>Il processo diagnostico nell’infanzia. Cosa e come valutare clinicamente sintomi e comportamenti del bambino</strong>’.</p>
<p>Il convegno era rivolto a pediatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti, logopedisti, psicomotricisti, insegnanti, educatori, assistenti sociali. Una tre giorni di studio che ha visto alternarsi eminenti relatori ed esperti nel campo dell’infanzia, provenienti da tutta Italia per valutare i bambini da una prospettiva più ampia: il focus è stato centrato sulla clinica  e sulla traiettoria evolutiva. Dopo una panoramica sulle varie componenti dello sviluppo (venerdì 16 ottobre), si è passati all’analisi di quadri clinici e delle metodologie di osservazione dei bambini dai 0 ai 3 anni e dai 3 ai 6 anni (sabato 17 ottobre), per spostare infine l’attenzione sul ‘Mondo Scuola’ e la fascia d’età 6-10 anni (domenica 18 ottobre).</p>
<p>È stato offerto uno sguardo diverso sul mondo dell’infanzia, più rispettoso e più prudente perché i segni e i sintomi rappresentano solo una parte dell’ ”evidence based”.<br />
“Limitare la valutazione a diagnosi meramente descrittive  trascurando la dimensionalità della storia clinica, significa rischiare di catalogare erroneamente i bambini confondendo vulnerabilità e patologia. L’individuazione precoce non deve essere confusa con l’anticipazione della diagnosi ma deve aiutarci a individuare i bambini a rischio&#8221;.<br />
Il XVI congresso nazionale IdO ha rappresentato l&#8217;occasione per far confluire tante esperienze in una modalità diagnostica, che tenga conto della complessa interazione tra le varie componenti dello sviluppo e dei possibili disfunzionamenti.<br />
Sono state illustrate ricerche, test innovativi e scale di screening.</p>
<p><a title="IL PROCESSO DIAGNOSTICO NELL'INFANZIA" href="http://ortofonologia.it/?do=115#video">http://ortofonologia.it/?do=115#video</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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