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	<title>Studio Arcobaleno &#187; Disagio emotivo</title>
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		<title>SCUOLA: CONFRONTO DOCENTI-STUDENTI ANTIDOTO ANGOSCIA</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2020 12:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 3 nov. - Il confronto e il dialogo tra colleghi e con i propri studenti: e' questo l'antidoto al senso di precarieta', alla preoccupazione e all'angoscia causati dalla pandemia e provati dagli insegnanti. A suggerirlo e' il team di psicologi del progetto 'Lontani ma vicini', realizzato da Diregiovani.it e dall'Istituto di Ortofonologia (Ido) in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione nell'ambito della task force per le emergenze educative.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 3 nov. &#8211; Il confronto e il dialogo tra colleghi e con i propri studenti: e&#8217; questo l&#8217;antidoto al senso di precarieta&#8217;, alla preoccupazione e all&#8217;angoscia causati dalla pandemia e provati dagli insegnanti. A suggerirlo e&#8217; il team di psicologi del progetto &#8216;Lontani ma vicini&#8217;, realizzato da Diregiovani.it e dall&#8217;Istituto di Ortofonologia (Ido) in collaborazione con il Ministero dell&#8217;Istruzione nell&#8217;ambito della task force per le emergenze educative.</p>
<p>Rispondendo alla lettera di una insegnante, angosciata dai periodi di isolamento delle sue classi e dalla paura del contagio, gli psicologi invitano lei, e tutto il corpo insegnante della scuola italiana, a non smettere mai &#8220;di aprire un confronto con i suoi colleghi. Magari anche loro provano le stesse difficolta&#8217; e insieme si possono trovare strategie diverse per affrontare quest&#8217;anno scolastico che e&#8217; appena iniziato. È importante- aggiungono gli esperti- che ci sia anche con i ragazzi uno spazio aperto di discussione. In questo clima di emotivita&#8217; precaria, trovare uno spazio di sostegno e confronto, poter dire di avere paura ma allo stesso tempo di trovare delle possibili soluzioni potrebbe essere una risorsa indispensabile&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/11/Resilienza.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3522 alignright" alt="resilienza" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/11/Resilienza-300x161.jpg" width="300" height="161" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><br />
Indubbiamente, prosegue il team di &#8216;Lontani ma vicini&#8217;, &#8220;e&#8217; difficile lavorare in un ambiente come la scuola, caratterizzato attualmente dalla imprevedibilita&#8217; di possibili contagi, quarantene e isolamenti preventivi. Sicuramente la didattica a distanza rappresentava un luogo sicuro e familiare, la sua casa. Non temeva di essere veicolo di contagio e in qualche modo aveva un contatto regolare con i suoi alunni. Ora questo senso di precarieta&#8217; e di ansia contamina probabilmente le modalita&#8217; con cui ha sempre svolto il suo lavoro&#8221;.</p>
<p>La situazione emergenziale che &#8220;stiamo vivendo attiva uno stato di angoscia profondo, in quanto e&#8217; difficile riuscire ad avere un controllo assoluto. Anche le informazioni frammentate e in continuo cambiamento non aiutano- concludono gli psicologi- a creare un protocollo chiaro per affrontare l&#8217;emergenza&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: left;">FONTE ORIGINALE: <a title="SCUOLA: CONFRONTO DOCENTI-STUDENTI ANTIDOTO ANGOSCIA" href="http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2020/novembre/03/?news=07">http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2020/novembre/03/?news=07</a></p>
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		<title>&#8220;LA REGINA DELLA NEVE&#8221; di H. C. Andersen</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Oct 2013 11:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proposte di lettura]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[Disagio emotivo]]></category>
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		<description><![CDATA[Guarda, adesso cominciamo, quando saremo alla fine della storia ne sapremo più di quanto ne sappiamo adesso, perché qui si parla di uno spirito cattivo, uno dei peggiori, "Il diavolo". Un giorno era proprio di buon umore, perché aveva costruito uno specchio che aveva la facoltà di far sparire immediatamente tutte le cose belle e buone che vi si rispecchiavano, come non fossero state nulla; quello che invece era brutto e che appariva orribile, risaltava ancora di più. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Guarda, adesso cominciamo, quando saremo alla fine della storia ne sapremo più di quanto ne sappiamo adesso, perché qui si parla di uno spirito cattivo, uno dei peggiori, &#8220;Il diavolo<b>&#8220;</b>. Un giorno era proprio di buon umore, perché aveva costruito uno specchio che aveva la facoltà di far sparire immediatamente tutte le cose belle e buone che vi si rispecchiavano, come non fossero state nulla; quello che invece era brutto e che appariva orribile, risaltava ancora di più. I più bei paesaggi sembravano spinaci cotti e gli uomini migliori diventavano orribili o stavano schiacciati a testa in giù; i volti venivano così deformati che non erano più riconoscibili e se qualcuno aveva una lentiggine, allora poteva essere ben sicuro che questa si sarebbe allargata fino al naso e alla bocca. Era straordinariamente divertente, diceva il diavolo. Se c&#8217;era un pensiero pio e buono questo nello specchio diventava una smorfia, così il diavolo doveva per forza ridere della sua divertente invenzione. Tutti quelli che andavano a scuola di magia, perché lui teneva una scuola di magia, raccontavano in giro che era successo un prodigio: adesso finalmente si poteva vedere, dicevano, come erano veramente il mondo e gli uomini. Corsero intorno con lo specchio e alla fine non ci fu più un solo paese o un solo uomo che non fosse stato deformato nello specchio.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2013/10/1216533816357_f.jpg"><img class="size-full wp-image-2335 alignright" alt="1216533816357_f" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2013/10/1216533816357_f.jpg" width="358" height="299" /></a>Ora volevano volare fino al cielo per prendersi gioco degli angeli e di nostro Signore. Più volavano in alto con lo specchio, più questo rideva con violenza: riuscivano a malapena a tenerlo; volarono sempre più in alto, vicino a Dio e agli angeli; a un certo punto lo specchio tremò così terribilmente per le risate, che sfuggì loro di mano e precipitò verso la terra, dove si ruppe in centinaia di milioni, di bilioni di pezzi, e ancora di più. E così fece molto più danno di prima, perché alcuni pezzi erano piccoli come granelli di sabbia e volavano intorno al vasto mondo, e quando entravano negli occhi della gente vi rimanevano, così la gente vedeva tutto storto, oppure vedeva solo il lato peggiore delle cose, perché ogni piccolo pezzettino dello specchio aveva mantenuto la stessa forza che aveva lo specchio intero. A qualcuno una piccola scheggia dello specchio cadde addirittura nel cuore, e questo fu veramente orribile: il cuore divenne come un pezzo di ghiaccio. Alcune schegge dello specchio erano invece così grandi che vennero usate per farne vetri da finestra, ma non era il caso di guardare i propri amici attraverso quei vetri; altri pezzi diventarono occhiali, e questo fu proprio un male. Quando la gente metteva gli occhiali per vedere meglio e per essere obiettiva, il maligno rideva tanto che lo stomaco gli ballava tutto e gli faceva il solletico. Ma fuori volavano ancora piccoli pezzi di vetro nell&#8217;aria.</p>
<p>Ora sentiamo cosa accadde.</p>
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