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	<title>Studio Arcobaleno &#187; doposcuola</title>
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		<title>EMOZIONI E CREATIVITA&#8217;, ECCO I COMPITI PER LE VACANZE</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jun 2018 12:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA – “Prenditi il tuo tempo, non avere fretta, rifletti, divertiti, goditi ogni istante delle tue creazioni”. Finisce così l’elenco dei compiti che la maestra Irene ha consegnato ai suoi piccoli studenti di quarta elementare. Non la solita lista di esercizi, ma un aiuto per allenare la mente e soprattutto il cuore.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA – <em>“Prenditi il tuo tempo, non avere fretta, rifletti, divertiti, goditi ogni istante delle tue creazioni”</em>. Finisce così l’elenco dei compiti che la maestra Irene ha consegnato ai suoi piccoli studenti di quarta elementare. Non la solita lista di esercizi, ma un aiuto per allenare la mente e soprattutto il cuore.</p>
<p>Irene Di Luzio insegna alla scuola primaria ‘Geronimo Stilton’ di Roma, ha 35 anni e da dodici fa l’insegnante. A leggere i suoi compiti per le vacanze sembrerebbe che la prima cosa che desidera insegnare agli alunni sia guardare i luoghi e le persone, per non restare indifferenti, per cogliere la bellezza e tirar fuori le emozioni che provano.</p>
<p><em>“Trova un bel quadernino e scrivici il tuo diario delle vacanze. Puoi scriverci tutto ciò che vuoi, arricchirlo con disegni e stikers e non dimenticarti di raccontare le tue emozioni”</em>, scrive la maestra al primo punto. Carta e penna, dunque, per annotare esperienze nuove e giornate intere specificando che <em>“solo la maestra lo leggerà e manterrà ogni segreto”</em>.</p>
<p>Nella lista c’e’ spazio anche per la lettura, senza specificare titoli o autori, ma lasciando liberi i bambini di andare in libreria o in biblioteca e scegliere quello che vogliono. Non manca la poesia tra i compiti assegnati, non da leggere ma da scrivere: <em>“Svegliati una mattina, affacciati alla finestra, osserva, prenditi il tuo tempo e lasciati ispirare nello scrivere una poesia in rima”</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/06/compiti-vacanze.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3386" alt="compiti-vacanze" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/06/compiti-vacanze.jpg" width="533" height="772" /></a></p>
<p>La maestra Irene lascia spazio anche all’arte e alla creatività suggerendo di disegnare e colorare paesaggi e persone, da diverse angolature, in diversi momenti della giornata. Scegliendo liberamente supporti e strumenti per farlo, con la sola regola di seguire le opere in sequenza di Monet per il disegno naturalistico e le orme di Picasso nel ritratto.</p>
<p>E poi, scrive la maestra, <em>“scegli un bel vasetto e piantaci dei semi. Innaffialo, prenditene cura e parlaci”</em>. E per finire, non poteva mancare la musica che apre il cuore alle emozioni ma può essere d’aiuto anche per imparare le lingue: <em>“Chiudi gli occhi e ascolta musica strumentale e poi scrivi alcune righe sull’emozione che ti ha dato”</em> e, ancora, “<em>scegli una canzone in inglese e impara a cantarla”</em>. E così i compiti delle vacanze diventano un divertimento, per tutti, adulti compresi.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="EMOZIONI E CREATIVITA', ECCO I COMPITI PER LE VACANZE" href="https://www.diregiovani.it/mondoscuola/emozioni-e-creativita-ecco-i-compiti-per-le-vacanze/">https://www.diregiovani.it/mondoscuola/emozioni-e-creativita-ecco-i-compiti-per-le-vacanze/</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>MUSICA E MOVIMENTO, IL CERVELLO IMPARA DAGLI ERRORI ALTRUI</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jan 2018 06:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 23 gen. - Sbagliando s'impara. Anche se a sbagliare sono gli altri. L'osservazione degli errori altrui stimola i meccanismi cerebrali di correzione automatica dell'errore stesso, contribuendo all'apprendimento. Lo rivela uno studio condotto da Alice Mado Proverbio, docente di Neuroscienze cognitive presso il Dipartimento di Psicologia dell'Universita' di Milano-Bicocca, coadiuvata dai suoi collaboratori Matteo Cozzi, Andrea Orlandi, Manuel Carminati. La ricerca dal titolo 'Error related negativity in the skilled brain of pianists reveals motor simulation' e' stata pubblicata sulla rivista scientifica Neuroscience.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 23 gen. &#8211; Sbagliando s&#8217;impara. Anche se a sbagliare sono gli altri. L&#8217;osservazione degli errori altrui stimola i meccanismi cerebrali di correzione automatica dell&#8217;errore stesso, contribuendo all&#8217;apprendimento. Lo rivela uno studio condotto da Alice Mado Proverbio, docente di Neuroscienze cognitive presso il Dipartimento di Psicologia dell&#8217;Universita&#8217; di Milano-Bicocca, coadiuvata dai suoi collaboratori Matteo Cozzi, Andrea Orlandi, Manuel Carminati. La ricerca dal titolo &#8216;Error related negativity in the skilled brain of pianists reveals motor simulation&#8217; e&#8217; stata pubblicata sulla rivista scientifica Neuroscience.</p>
<p>Le sperimentazioni hanno coinvolto 10 giudici esperti (studenti e professori di pianoforte della Civica Scuola di musica Claudio Abbado) e 24 partecipanti sottoposti a elettroencefalografia (EEG): 12 pianisti professionisti e 12 studenti universitari senza una specifica educazione musicale.</p>
<p>Ognuno di loro ha visualizzato centinaia di video nei quali venivano mostrate un paio di mani nell&#8217;atto del suonare. Nella meta&#8217; dei casi i movimenti delle mani erano compatibili con la traccia musicale ascoltata; nel resto dei casi, invece, la diteggiatura non corrispondeva alle note musicali di sottofondo. Quando il suono non era compatibile con le immagini visualizzate, il cervello dei pianisti lo rilevava automaticamente, registrando l&#8217;incongruenza. Allo stesso tempo si e&#8217; osservato che il cervello dei partecipanti non esperti non rilevava gli errori, in quanto privo di quelle regole audio visuo-motorie presenti nel cervello dei musicisti, derivanti dall&#8217;educazione musicale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/startup-successo-740x360.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3323" alt="startup-successo-740x360" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/startup-successo-740x360.jpg" width="740" height="360" /></a></p>
<p>&#8220;Il processo attraverso il quale il cervello registra un&#8217;incongruenza e si accorge dell&#8217;errore si manifesta come componente negativa nota in letteratura col nome di Error related negativity (ERN). La ERN si rileva sia quando siamo noi stessi a commettere l&#8217;errore, sia quando a sbagliare sono gli altri, grazie all&#8217;attivazione dei neuroni specchio audio visuo-motori. Lo studio ha dimostrato- si legge nel comunicato- che quando il cervello rileva un errore, anche se compiuto da altri, mette in atto dei processi di correzione automatica che, modificando l&#8217;organizzazione delle informazioni, favoriscono l&#8217;apprendimento. La ricerca ha evidenziato, inoltre, che la sola osservazione del movimento stimola direttamente l&#8217;attivita&#8217; della corteccia motoria e premotoria del nostro cervello, come se a compiere un dato movimento fossimo noi stessi. Ecco perche&#8217; anche la semplice visione di filmati, o la dimostrazione dal vivo da parte dell&#8217;insegnante o dell&#8217;istruttore e&#8217; fondamentale per l&#8217;apprendimento di discipline motorie, musicali e di altro tipo&#8221;.</p>
<p>La scoperta in futuro &#8220;potrebbe essere utile alla riabilitazione clinica in pazienti paralizzati e con deficit motori- spiega Alice Mado Proverbio, docente di Neuroscienze cognitive dell&#8217;Universita&#8217; di Milano-Bicocca- La stimolazione sensoriale, attraverso la visione di un video, contribuisce all&#8217;apprendimento della pratica motoria grazie all&#8217;attivazione dei neuroni specchio visuo-motori. Lo studio, inoltre, ha permesso di comprendere il meccanismo cerebrale grazie al quale si codificano, e dunque si ricordano, quali dita usare per suonare le note musicali, contribuendo cosi&#8217; al processo di apprendimento delle abilita&#8217; musicali&#8221;.</p>
<p>Fonte originale: <a title="MUSICA E MOVIMENTO, IL CERVELLO IMPARA DA ERRORI ALTRUI" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=15">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/23/?news=15</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>&#8220;ALTEREGO&#8221;: CORSO ARTISTICO DI ANATOMIA DEL CORPO UMANO</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Sep 2017 20:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arcobaleno – Studio Multidisciplinare nell’ambito dei servizi legati alla promozione del benessere e dello sviluppo dei bambini propone il corso artistico di anatomia del corpo umano “Alterego”.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Arcobaleno – Studio Multidisciplinare nell’ambito dei servizi legati alla promozione del benessere e dello sviluppo dei bambini propone <span style="text-decoration: underline;">il <b>corso artistico di anatomia del corpo umano “Alterego”</b>.</span></p>
<p>Il laboratorio si propone di avvicinare i bambini nella scoperta del funzionamento del proprio corpo attraverso attività divertenti pensate e studiate appositamente per la loro età, al fine di aiutarli ad acquisire una maggiore consapevolezza di se stessi e dell’ambiente circostante.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/09/Alterego03b.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3269" alt="alterego03b" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/09/Alterego03b-721x1024.jpg" width="721" height="1024" /></a></p>
<p>Attraverso albi illustrati, storie divertenti ed attività manuali ed espressive i partecipanti al corso potranno comprendere le interazioni tra il loro corpo e l&#8217;ambiente esterno.</p>
<p>Le attività previste si svolgeranno nell&#8217;arco di 6 incontri:</p>
<p>1. Presentazione del sistema nervoso</p>
<p>2. Tatto&#8230;l&#8217;epidermide</p>
<p>3. Olfatto e gusto</p>
<p>4. Digestione</p>
<p>5. Respirazione</p>
<p>6. Circolazione sanguigna</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il laboratorio si terrà il Sabato pomeriggio e sarà condotto dalla Dott.ssa Lidia Letizia, Pedagogista, Presidente dell’Associazione Culturale di ricerca pedagogica sulla felicità: Felicit-Azioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La presentazione del corso si terrà <strong>Sabato 30 Settembre 2017 dalle 16.30 alle 18.30</strong> presso la sede di Arcobaleno – Studio Multidiscplinare, Via Giulio Cesare 12 Latina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Per partecipare all’incontro gratuito</b> di presentazione è necessario f<strong>ornire il nominativo dei partecipanti entro il 28 Settembre</strong> chiamando il numero 328 9575203 o scrivendo una mail all’indirizzo <a href="mailto:info@studioarcobalenolatina.it">info@studioarcobalenolatina.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>FESTE NATALIZIE, DIFFICOLTA&#8217; PER LE FAMIGLIE SEPARATE.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2015 07:42:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 15 dic. - "Probabilmente le feste di Natale sono le più critiche da gestire per i genitori separati, proprio per la caratterizzazione che gli attribuiamo e per la durata dei giorni festivi lontani da scuola. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 15 dic. &#8211; &#8220;Probabilmente le feste di Natale sono le più critiche da gestire per i genitori separati, proprio per la caratterizzazione che gli attribuiamo e per la durata dei giorni festivi lontani da scuola. La scorsa settimana sono rimasto colpito da una pubblicità che un centro sportivo, solito a organizzare &#8216;centri estivi&#8217;, proponesse &#8216;centri invernali&#8217; per lasciare i bambini durante le vacanze di Natale&#8221;. A raccontarlo alla DIRE è Bruno Tagliacozzi, psicoterapeuta, analista junghiano e coordinatore della scuola di specializzazione in psicoterapia psicodinamica dell&#8217;età evolutiva dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO), spiegando come sia possibile integrare queste feste nel contesto di famiglie con mamma e papà separati.</p>
<p>&#8220;Non c&#8217;è una risposta univoca- continua lo psicoterapeuta- ogni coppia genitoriale separata ha una propria storia di convivenza e di rottura, con modalità di relazione tra le più varie: dal silenzio assoluto intercalato solamente da mail e sms, al festeggiare insieme con tutte le famiglie estese e ampliate dai nuovi partner fino a coinvolgere i bambini in un totale di otto nonni a testa. Anche qui è la storia di ciascuno che ha rilevanza, che traccia una tradizione di esclusione o tolleranza, ognuno con le sue ragioni. Il problema centrale resta prioritariamente la serenità e la felicità dei bambini, che dipende dalla maturità dei genitori di offrire una soluzione da &#8216;Genitori&#8217; e non da ex-coniugi&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/12/shutterstock_230037250.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2862" alt="shutterstock_230037250" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/12/shutterstock_230037250.jpg" width="744" height="445" /></a></p>
<p>- Pochi regali, tanti regali o nessun regalo? &#8220;Decisione anche questa che affonda nelle tradizioni della singola famiglia.</p>
<p>Bisogna solamente essere attenti a non utilizzare il regalo come attenuatore di proprie mancanze o lacune (compensazione dei sensi di colpa)- puntualizza l&#8217;analista Cipa- e in questa consapevolezza regalare al bambino una parte maggiore del nostro tempo per giocare insieme, parlare, condividere, riflettere. È l&#8217;occasione giusta per investire oltre che nella qualità anche nella quantità del tempo da dedicare ai bambini. Per quanto riguarda, invece, la tipologia del regalo sconsiglio di comprare esclusivamente oggetti tecno-informatici che impediscono lo stabilirsi di una reale situazione di relazione con gli altri, a favore di oggetti condivisibili che richiedono la presenza reale dell&#8217;altro (e non virtuale) e lo scambio emotivo. Si pensi solamente all&#8217;oramai consueta utilizzazione delle emoticon nelle nostre comunicazioni messaggistiche: sono molto simpatiche e rappresentano la sintesi di un&#8217;emozione, ma solamente perché ci richiamano quelle realmente vissute, senza le quali sarebbe impossibile interpretare il significato delle &#8216;faccine&#8217;&#8221;.</p>
<p>- E la favola di Babbo Natale e della Befana che portano i doni può essere svelata? &#8220;Ha detto bene, è proprio la favola! Siamo stati cullati per molti anni nella nostra infanzia in tante favole che ci hanno aiutato a sviluppare quel pensiero fantastico e articolato, quel pensare per immagini &#8211; anzi, quelle immagini per pensare &#8211; che resterà sempre una delle caratteristiche del nostro modo adulto di utilizzare la mente, e che ancora oggi si manifesta nel linguaggio dei sogni, nella letteratura, nel cinema, nella nostra vita reale. Non bisogna avere fretta di rendere tutto reale e razionale- consiglia Tagliacozzi- e in questo spesso i bambini ci aiutano con la loro semplicità, con affermazioni del tipo &#8216;So che non esiste, però mi piace ancora crederci&#8217;&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/12/libro-46.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2859" alt="libro-46" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/12/libro-46.jpg" width="800" height="531" /></a></p>
<p>- Prima accennava ai nonni, hanno ancora un ruolo? &#8220;I nonni sono la storia! La distanza generazionale dai nipoti rende i loro racconti più favolistici che reali e in questo probabilmente risiede il loro fascino. Inoltre, sono i genitori dei genitori e questo gli dona una particolare aura di autorevolezza: sono coloro che hanno generato e fatto crescere quei genitori che ora stanno svolgendo lo stesso ruolo con i figli, ma con un atteggiamento, solitamente, di maggiore dolcezza e tolleranza.</p>
<p>Questi ruoli diversificati all&#8217;interno della famiglia sono una grande ricchezza per i bambini che hanno la possibilità di cogliere le diverse sfumature degli affetti che li coinvolgono, favorendo una crescita sana e un modello sicuro di riferimento&#8221;.</p>
<p>- Per concludere? &#8220;Le tradizioni all&#8217;interno delle quali ci muoviamo noi esseri umani sono legate sia al contesto socio-culturale sia a quello familiare; la serenità con le quali le abbiamo vissute determina il continuarle oppure rifiutarle in modo oppositivo. Non c&#8217;è una scelta giusta o sbagliata, l&#8217;importante è sempre il rispetto dell&#8217;altro e, soprattutto, dei bambini, ai quali è doveroso dedicare la nostra attenzione e partecipazione di genitori&#8221;. Infine, parlando sempre di tradizioni, &#8220;da un punto di vista storico-culturale, sono feste che originano in contesti che vanno oltre ogni pretesa di fondamentalismo religioso o areligioso. Del resto, anche uno degli emblemi più famosi come l&#8217;Albero di Natale, ha origini in tradizioni pagane nordeuropee, poi importate dai romani, per celebrare il solstizio d&#8217;inverno- conclude- tant&#8217;è vero, che inizialmente tale usanza venne osteggiata dal Cristianesimo a favore dell&#8217;agrifoglio (che avrebbe meglio simboleggiato la corona di spine e le gocce di sangue rappresentate dalle bacche rosse)&#8221;.</p>
<p><a title="FESTE NATALIZIE, DIFFICOLTA' PER LE FAMIGLIE SEPARATE" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2015/dicembre/15/?news=07">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2015/dicembre/15/?news=07</a></p>
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		<title>IL PROCESSO DIAGNOSTICO NELL&#8217;INFANZIA</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2015 10:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Partire dalla conoscenza delle linee di sviluppo è stato il monito del convegno, perché una diagnosi è completa solo se la valutazione clinica viene effettuata tenendo conto delle diverse fasi evolutive e nel rispetto della storia di ogni bambino. Con quest’obiettivo l’Istituto di Ortofonologia (IdO) ha promosso il XVI congresso nazionale su ‘Il processo diagnostico nell’infanzia. Cosa e come valutare clinicamente sintomi e comportamenti del bambino’.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Partire dalla conoscenza delle linee di sviluppo è stato il monito del convegno, perché una diagnosi è completa solo se la valutazione clinica viene effettuata tenendo conto delle diverse fasi evolutive e nel rispetto della storia di ogni bambino. Con quest’obiettivo l’Istituto di Ortofonologia (IdO) ha promosso il XVI congresso nazionale su ‘<strong>Il processo diagnostico nell’infanzia. Cosa e come valutare clinicamente sintomi e comportamenti del bambino</strong>’.</p>
<p>Il convegno era rivolto a pediatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti, logopedisti, psicomotricisti, insegnanti, educatori, assistenti sociali. Una tre giorni di studio che ha visto alternarsi eminenti relatori ed esperti nel campo dell’infanzia, provenienti da tutta Italia per valutare i bambini da una prospettiva più ampia: il focus è stato centrato sulla clinica  e sulla traiettoria evolutiva. Dopo una panoramica sulle varie componenti dello sviluppo (venerdì 16 ottobre), si è passati all’analisi di quadri clinici e delle metodologie di osservazione dei bambini dai 0 ai 3 anni e dai 3 ai 6 anni (sabato 17 ottobre), per spostare infine l’attenzione sul ‘Mondo Scuola’ e la fascia d’età 6-10 anni (domenica 18 ottobre).</p>
<p>È stato offerto uno sguardo diverso sul mondo dell’infanzia, più rispettoso e più prudente perché i segni e i sintomi rappresentano solo una parte dell’ ”evidence based”.<br />
“Limitare la valutazione a diagnosi meramente descrittive  trascurando la dimensionalità della storia clinica, significa rischiare di catalogare erroneamente i bambini confondendo vulnerabilità e patologia. L’individuazione precoce non deve essere confusa con l’anticipazione della diagnosi ma deve aiutarci a individuare i bambini a rischio&#8221;.<br />
Il XVI congresso nazionale IdO ha rappresentato l&#8217;occasione per far confluire tante esperienze in una modalità diagnostica, che tenga conto della complessa interazione tra le varie componenti dello sviluppo e dei possibili disfunzionamenti.<br />
Sono state illustrate ricerche, test innovativi e scale di screening.</p>
<p><a title="IL PROCESSO DIAGNOSTICO NELL'INFANZIA" href="http://ortofonologia.it/?do=115#video">http://ortofonologia.it/?do=115#video</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>SIR KEN ROBINSON: COMINCIA LA RIVOLUZIONE DELL&#8217;APPRENDIMENTO.</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2015 06:33:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA["...io credo che ci sia una grave crisi climatica, ovviamente,...ma credo che ci sia anche una seconda crisi climatica, che è altrettanto grave, che ha le stesse origini e che dobbiamo affrontare con la stessa urgenza...questa è una crisi non di risorse naturali, ma di risorse umane. Io credo, fondamentalmente,..., che facciamo un uso davvero pessimo dei nostri talenti. Moltissime persone trascorrono l'intera vita senza una reale consapevolezza di quali possono essere i loro talenti, o se ne hanno qualcuno. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;&#8230;io credo che ci sia una grave crisi climatica, ovviamente,&#8230;ma credo che ci sia anche una seconda crisi climatica, che è altrettanto grave, che ha le stesse origini e che dobbiamo affrontare con la stessa urgenza&#8230;questa è una crisi non di risorse naturali, ma di risorse umane. </em></p>
<p><em>Io credo, fondamentalmente,&#8230;, che facciamo un uso davvero pessimo dei nostri talenti. Moltissime persone trascorrono l&#8217;intera vita senza una reale consapevolezza di quali possono essere i loro talenti, o se ne hanno qualcuno. Incontro una miriade di persone che pensano di non essere davvero brave in niente&#8230;incontro una miriade di persone che non sono appassionate di ciò che fanno. Semplicemente trascorrono la loro vita tirando avanti. Non traggono un grande piacere da quel che fanno. Lo sopportano, piuttosto che goderselo e aspettano che arrivi il weekend. </em></p>
<p><em>Ma incontro anche persone che amano quel che fanno e non riescono a immaginare di fare qualcos&#8217;altro. Se dici loro: &#8211; Lascia stare, fai altro. &#8211; loro si domandano di cosa stai parlando. Perchè non è quello che fanno, ma quello che sono. Dicono: &#8211; Ma questo sono io. Sai, sarebbe da matti per me abbandonarlo, perchè esprime il me stesso più autentico. - </em></p>
<p><em></em><em>E non è così per abbastanza gente. Anzi, al contrario, certamente è così per una minoranza. Penso che ci siano molte possibili spiegazioni a riguardo. E tra le principali, c&#8217;è l&#8217;educazione, l&#8217;istruzione. Perchè i sistemi educativi, in un certo modo, allontanano moltissime persone dai loro talenti naturali.</em></p>
<p><em>Le risorse umane sono come le risorse naturali: giacciono spesso in profondità. Devi andarle a cercare. Non si presentano in superficie. Bisogna creare le condizioni per permettere ad esse di manifestarsi. E bisogna immaginare che sia l&#8217;educazione il contesto dove ciò accade. Ma troppo spesso non è così.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: right;">Sir Ken Robinson</p>
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		<title>LA VITA NON SEMPLICE DEI BIMBI &#8220;PLUSDOTATI&#8221;.</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2015 17:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario Minori) Roma, 13 nov. - Quando un bambino, a quattro anni, fa domande ai genitori sulla morte o sul senso dell'universo e negli occhi gli si legge l'angoscia, c'è poco da rallegrarsi per la sua intelligenza. Per i bambini "gifted", ossia che hanno il "dono" di un quoziente di intelligenza superiore a 120, la vita non è cosi' semplice come potrebbe sembrare. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario Minori) Roma, 13 nov. &#8211; Quando un bambino, a quattro anni, fa domande ai genitori sulla morte o sul senso dell&#8217;universo e negli occhi gli si legge l&#8217;angoscia, c&#8217;è poco da rallegrarsi per la sua intelligenza. Per i bambini &#8220;gifted&#8221;, ossia che hanno il &#8220;dono&#8221; di un quoziente di intelligenza superiore a 120, la vita non è cosi&#8217; semplice come potrebbe sembrare. &#8220;Ci sono tre problemi ricorrenti: difficoltà a fare amicizia con i coetanei, noia a scuola e estrema sensibilità ed emotività&#8221;, spiega Steven Pfeiffer, psicologo americano che da oltre 30 anni studia i bambini &#8216;gifted&#8217;. In questi giorni è a Milano perchè partecipa al convegno &#8220;Intelligenza e creativita&#8217;&#8221;, organizzato da Step-net, associazione nazionale dei genitori che hanno figli &#8220;plusdotati&#8221;. &#8220;Siamo stanchi di nasconderci- afferma Viviana Castelli, presidente dell&#8217;associazione e mamma di due bambini gifted- Spesso si tratta di ragazzi che hanno comportamenti che possono sembrare &#8216;asociali&#8217; e loro stessi non si sentono capiti. Per i genitori, poi, c&#8217;è l&#8217;angoscia di non essere all&#8217;altezza e la preoccupazione perchè vedono che i loro figli non riescono a inserirsi nel gruppo di amici o a scuola&#8221;. Secondo la letteratura scientifica, circa il 5% dei bambini ha un quoziente di intelligenza elevato, in pratica uno in ogni classe.</p>
<p>&nbsp;<br />
Genitori e studiosi chiedono al Parlamento e al Governo il riconoscimento dell&#8217;esistenza dei bambini gifted. &#8220;Abbiamo anche predisposto delle linee guida per un disegno di legge- spiega Castelli- I nostri figli fanno fatica a frequentare la scuola, perché non ha gli strumenti adeguati per accoglierli. Paradossalmente, succede anche che l&#8217;abbandonino. Bisogna pertanto prevedere un&#8217;adeguata formazione degli insegnanti. E a livello nazionale, predisporre i programmi scolastici in modo tale che ci siano percorsi anche per questi alunni, così come avviene per quelli disabili&#8221;. In occasione del convegno internazionale, a Milano ci sono anche 55 famiglie con figli plusdotati che partecipano, al Castello Sforzesco, all&#8217;Autumn camp &#8220;DivertiScienza&amp;Arte&#8221;. L&#8217;iniziativa ha il patrocinio del Comune di Milano. &#8220;La scuola deve essere in grado di accogliere la diversità, di qualunque genere essa sia- sottolinea Francesco Cappelli, assessore all&#8217;Istruzione- Ci vuole formazione e disponibilità. Purtroppo la scuola oggi è ancora un po&#8217; rigida, ma la sfida è questa&#8221;. Per info: www.plusdotazionetalento.it.</p>
<p><a title="LA VITA NON SEMPLICE DEI BIMBI PLUSDOTATI" href="http://www.dire.it/newsletter/minori/anno/2015/novembre/13/?news=04">http://www.dire.it/newsletter/minori/anno/2015/novembre/13/?news=04</a></p>
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		<title>DIRETTIVE EUROPEE IN TEMA DI PLUSDOTAZIONE</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2015 20:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 1994, la raccomandazione n. 1248 del Consiglio d’Europa sull’educazione dei bambini talentati ha sottolineato la necessità di sviluppare il loro potenziale intellettivo attraverso strumenti e condizioni di insegnamento particolari.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><b><span style="text-decoration: underline;">Raccomandazione n. 1248/94 del Consiglio d’Europa</span></b></p>
<p>Nel 1994, la <strong>raccomandazione n. 1248</strong> del Consiglio d’Europa sull’educazione dei bambini talentati ha sottolineato la necessità di sviluppare il loro potenziale intellettivo attraverso strumenti e condizioni di insegnamento particolari.</p>
<p>In particolare:</p>
<ul>
<li>l’Assemblea riafferma che l’educazione è un <strong>diritto fondamentale</strong> dell’essere umano e che deve, per quanto possibile, essere appropriata a ciascun individuo.</li>
<li>Per ragioni pratiche, può essere necessario instaurare sistemi d’insegnamento che assicurino un’<strong>educazione adeguata</strong><b> </b>alla maggioranza dei bambini. Ci saranno comunque sempre bambini particolari per i quali dovranno essere adottate <strong>disposizioni speciali</strong>. I bambini superdotati sono tra questi.</li>
<li>I bambini superdotati dovrebbero poter beneficiare di condizioni d’insegnamento appropriate che permettano loro di <strong>valorizzare</strong> pienamente le loro possibilità nell’interesse loro proprio e della società.</li>
<li>Anche per non sprecare preziose, necessarie risorse umane è necessario scoprire delle potenzialità intellettuali in tempo per favorirle, ed è necessario coltivarle. Per questo sono necessari <strong>strumenti adatti</strong>.</li>
<li>L’apporto di un’educazione speciale non deve privilegiare in alcun modo dei gruppi di bambini a scapito di altri.</li>
<li>Di conseguenza, l’Assemblea raccomanda che il Comitato dei Ministri domandi alle autorità competenti degli Stati firmatari della Convenzione culturale europea, di tener conto delle seguenti considerazioni nelle loro politiche di educazione:
<ul>
<li>la legislazione dovrebbe <strong>riconoscere e rispettare le differenze individuali</strong>. I bambini superdotati, che, come gli altri bambini, hanno bisogno di condizioni d’insegnamento tali da permettere loro di sviluppare pienamente le proprie possibilità;</li>
<li>la ricerca fondamentale sulle nozioni di “dono” e di “talento”, e la ricerca applicata, ad esempio per mettere a punto le procedure atte a riconoscerli, dovrebbero essere sviluppate parallelamente. La ricerca sui “meccanismi di successo” potrebbe aiutare a combattere l’insuccesso scolastico.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><b></b><b><span style="text-decoration: underline;">Eurydice 2006</span></b></p>
<p>Eurydice, la rete di informazione sull’istruzione in Europa, ha realizzato un documento di lavoro sulle misure specifiche in ambito educativo dedicate ai giovani dotati nei paesi dell’Unione europea (2006), in modo da analizzare misure educative destinate agli alunni talentati attraverso tre aree tematiche:</p>
<ul>
<li> terminologia e criteri di classificazione. Per caratterizzare i giovani dotati o talentati, i termini adoperati in gran parte dei paesi europei sono <em>gifted</em><i> </i>e <em>talented</em>. I criteri di classificazione, che si suddividono in verifica della performance attraverso test attitudinali e valutazione dei risultati e/o della performance vengono presi in considerazione solo in alcuni paesi, mentre gli aspetti dello sviluppo (abilità interpersonali, psicomotorie, intellettuali e artistiche), vengono considerate in quasi tutti i paesi.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>-  Misure specifiche educative. Le tipologie riscontrate sono:</p>
<ul>
<li>Percorso di studio abbreviato, che consente di completare gli studi in tempi più rapidi.
<ul>
<li>Attività di livello avanzato, per uno studio più approfondito delle discipline scolastiche.</li>
<li>Offerta educativa o curriculum differenziato, per seguire  propri ritmi di apprendimento.</li>
<li>Attività extrascolastiche, che consentono di sviluppare le capacità in uno specifico settore (corsi estivi, attività artistiche).</li>
<li>Altre iniziative, come centri per l’AP o reti specifiche di sostegno agli alunni, gli insegnanti e i genitori.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>- Formazione per gli insegnanti. Sono state riscontrate due forme di formazione per i docenti di studenti ad AP:</p>
<ul>
<li>Iniziale, con formazione obbligatoria durante i corsi di preparazione all’insegnamento.</li>
<li>In servizio, con moduli, corsi di aggiornamento e convegni sull’AP, con la possibilità di partecipare a laboratori e tirocini esperienziali.</li>
</ul>
<p><a title="DIRETTIVE EUROPEE" href="http://labtalento.unipv.it/?page_id=1035">http://labtalento.unipv.it/?page_id=1035</a></p>
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		<title>LUCANGELI: ABBRACCI E APPRENDIMENTO SI CONCILIANO.</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 12:33:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario Psicologia) Roma, 27 ott. - Abbracci e apprendimento si conciliano. "Siamo sistemi complessi, dove le emozioni accompagnano le nostre funzioni. Non c'e' un atto della vita psichica in cui le emozioni non restino presenti, coscientemente o sotto coscienza". ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non c&#8217;è atto della vita psichica in cui non ci siano le emozioni&#8230;</strong></p>
<div align="left">
<div id="testo">(DIRE &#8211; Notiziario Psicologia) Roma, 27 ott. &#8211; Abbracci e apprendimento si conciliano. &#8220;Siamo sistemi complessi, dove le emozioni accompagnano le nostre funzioni. Non c&#8217;e&#8217; un atto della vita psichica in cui le emozioni non restino presenti, coscientemente o sotto coscienza&#8221;. Lo dice Daniela Lucangeli, docente di Psicologia dello sviluppo dell&#8217;Universita&#8217; degli studi di Padova, intervenendo al XVI convegno nazionale dell&#8217;istituto di Ortofonologia (IdO).&#8221;Questo significa che quando un bambino impara, mentre impara, se sente un&#8217;emozione negativa come la paura, tutte le volte che ripercorrera&#8217; quell&#8217;apprendimento, accanto all&#8217;apprendimento ripercorrera&#8217; anche la paura. Quindi- spiega la psicologa- apprende a stabilizzare anche l&#8217;emozione che in un certo senso gli fa da antagonista&#8221;.</div>
<div></div>
<div style="text-align: right;"></div>
<div style="text-align: left;">Chi lavora nell&#8217;ambito dell&#8217;educazione e nell&#8217;ambito della clinica &#8220;lo deve capire. Non c&#8217;e&#8217; contraddizione nel dare un&#8217;unita&#8217; didattica che aiuti l&#8217;apprendimento, insieme ad uno sguardo che rassicuri e incoraggi. L&#8217;uno non sostituisce l&#8217;altro&#8221;. Lucangeli ribadisce: &#8220;Non possiamo sostituire con schede o con sistemi artificiosi e artificiali quello che e&#8217; la capacita&#8217; comunicativa e intersoggettiva nell&#8217;aiuto. Il principio di non contraddizione aiuta ma- sottolinea la docente- vale in una direzione come nell&#8217;altra. Come l&#8217;abbraccio non sostituisce la competenza, la competenza non sostituisce l&#8217;abbraccio&#8221;.</div>
<div style="text-align: left;"></div>
<div><a title="ABBRACCI E APPRENDIMENTO SI CONCILIANO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2015/ottobre/27/?news=05">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2015/ottobre/27/?news=05</a></div>
</div>
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		<title>SCUOLA. 500MILA PLUSDOTATI IN ITALIA. M.A. ZANETTI: &#8220;NON PERDIAMOLI&#8221;.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 05:45:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE-Notiziario Scuola) Roma, 19 ott. - "Cinquecentomila i bambini plusdotati in Italia, e non tutti sono riconosciuti. E' importante arrivare nei primi anni di scuola ad una loro individuazione, perché non seguirli significa perderli e creare anche diagnosi sbagliate, tra cui autismo, Adhd e disturbo oppositivo". ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE-Notiziario Scuola) Roma, 19 ott. &#8211; &#8220;Cinquecentomila i bambini plusdotati in Italia, e non tutti sono riconosciuti. E&#8217; importante arrivare nei primi anni di scuola ad una loro individuazione, perché non seguirli significa perderli e creare anche diagnosi sbagliate, tra cui autismo, Adhd e disturbo oppositivo&#8221;. Così Maria Assunta Zanetti, docente di Psicologia dello sviluppo dell&#8217;Università di Pavia e direttrice del Laboratorio Italiano di Ricerca e Sviluppo del Potenziale, Talento e Plusdotazione (LabTalento), al XVI convegno nazionale dell&#8217;Istituto di Ortofonogia (IdO).</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/10/1575_26_Plusdotazione_25.jpg"><img class="size-full wp-image-2730 alignright" alt="1575_26_Plusdotazione_25" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/10/1575_26_Plusdotazione_25.jpg" width="250" height="250" /></a></p>
<p>&#8220;Come Università e laboratorio abbiamo messo a punto la validazione italiana della Gifted rating scales, che ci dà la possibilità di leggere in anticipo eventuali situazioni poi da gestire. In carico come laboratorio- precisa la docente- abbiamo seguito più di 200 bambini, da noi valutati e in parte seguiti nelle scuole attraverso percorsi di formazione e di supporto alle insegnanti&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><br />
Con l&#8217;IdO &#8220;abbiamo esteso questa possibilità formativa anche al territorio del Centro-Sud Italia. Si lavori sulla formazione delle insegnanti- conclude- questi ragazzi rischiano di perdersi all&#8217;interno di contesti educativi importanti quali la scuola&#8221;.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="SCUOLA. 500MILA PLUDOTATI IN ITALIA." href="http://www.direnews.it/newsletter_scuola/anno/2015/ottobre/19/?news=09">http://www.direnews.it/newsletter_scuola/anno/2015/ottobre/19/?news=09</a></p>
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