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	<title>Studio Arcobaleno &#187; età adulta</title>
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		<title>QUANDO IL POTENZIALE E&#8217; MASCHERATO DA UN DISTURBO.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 06:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 giu. - Francesco e' un bambino di 7 anni e oggi frequenta con successo la seconda elementare. Ha un'intelligenza superiore alla norma, e' plusdotato, eppure all'eta' di 3 anni e mezzo e' arrivato all'Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) per un disturbo del linguaggio espressivo che investiva anche l'aspetto strutturale: non parlava, appariva ansioso, aveva una bassa autostima, una tendenza al perfezionismo e un'evidente inibizione sociale. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 giu. &#8211; Francesco e&#8217; un bambino di 7 anni e oggi frequenta con successo la seconda elementare. Ha un&#8217;intelligenza superiore alla norma, e&#8217; plusdotato, eppure all&#8217;eta&#8217; di 3 anni e mezzo e&#8217; arrivato all&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) per un disturbo del linguaggio espressivo che investiva anche l&#8217;aspetto strutturale: non parlava, appariva ansioso, aveva una bassa autostima, una tendenza al perfezionismo e un&#8217;evidente inibizione sociale. Il suo potenziale era dunque mascherato dal disturbo e per farlo emergere l&#8217;IdO ha puntato su due obiettivi: una diagnosi sequenziale, per seguire il percorso evolutivo del bambino, rimodulare l&#8217;intervento terapeutico in base ai suoi cambiamenti e differenziare le vulnerabilita&#8217; dai deficit; e risposte terapeutiche non settoriali, per evitare interventi terapeutici sintomatici che avrebbero eluso il disagio piu&#8217; profondo alla base del sintomo stesso e aumentato il rischio psicopatologico in termini prognostici.</p>
<p>&#8220;Offrire risposte non solo settoriali al disagio di un bambino consente di espandere tutte le sue componenti dello sviluppo e di sostenere la funzione che inizialmente era deficitaria&#8221;, spiega l&#8217;equipe IdO. Lo dimostra il caso clinico di Francesco, che seguendo un approccio integrato e&#8217; diventato una storia di successo: oggi e&#8217; un ottimo narratore, sebbene fosse partito da una quasi assenza di linguaggio. Cosa e&#8217; successo in questi tre anni e mezzo di terapia? L&#8217;IdO lo racconta in un recente articolo, dal titolo <a href="https://www.researchgate.net/publication/316906367_When_the_Intellectual_Potential_is_Concealed_from_Symptoms_A_Case_Report" target="_blank">&#8216;Quando il potenziale intellettivo e&#8217; mascherato dal sintomo: un caso clinico&#8217;</a>, pubblicato sulla rivista scientifica &#8216;Journal of Clinical Case Reports&#8217; <a href="http://www.ortofonologia.it/allegati/articoli/Case_Report_italiano_ok.pdf" target="_blank">(la versione in italiano sul sito www.ortofonologia.it)</a>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo finale del lavoro dell&#8217;Istituto non e&#8217; stato, pertanto, solo compensare il disturbo, ma far raggiungere al bambino un maggiore equilibrio fra tutte le aree del funzionamento, affinche&#8217; il suo potenziale potesse essere espresso in pienezza sia dal punto di vista intellettivo, che dei sistemi evolutivi deputati al suo contenimento emotivo. Francesco e&#8217; stato preso in carico globalmente per correlare il percorso terapeutico alle sue potenzialita&#8217;, piuttosto che alle vulnerabilita&#8217;.</p>
<p>Alla luce dei tanti casi di plusdotazione presenti in Italia (il 4-5% della popolazione 0-18 anni ha un alto potenziale cognitivo) diventa sempre piu&#8217; importante accendere un focus sulla &#8216;giftedness&#8217; per evitare di mettere in primo piano solo il disagio/disturbo. &#8220;È ormai acquisito dalla comunita&#8217; scientifica- si legge nell&#8217;articolo- che i bambini plusdotati presentino, nella maggior parte dei casi, problemi socio-emozionali e\o difficolta&#8217; scolastiche, nonostante il ricco potenziale che li caratterizza. E&#8217; inoltre dimostrato che l&#8217;evoluzione dei bambini gifted e&#8217; fortemente influenzata dalle circostanze ambientali e dai sistemi educativi. Se i bambini plusdotati non sono tempestivamente riconosciuti puo&#8217; accadere che arrivino al clinico per le manifestazioni psicopatologiche che vengono a strutturarsi sulla disarmonia esistente. Manifestazioni che- avverte il Centro di diagnosi e terapia per l&#8217;eta&#8217; evolutiva-, se lette solo in senso sintomatico, possono creare maggiori squilibri al bambino&#8221;. Ecco allora che il lo ro eccitamento &#8220;viene considerato eccessivo e inquadrato come una sindrome iperattiva, l&#8217;atteggiamento critico come non accettazione dell&#8217;autorita&#8217;, l&#8217;immaginazione come mancanza di attenzione, la forte emozionalita&#8217; come immaturita&#8217;, la creativita&#8217; e l&#8217; autocentrismo come disturbo oppositivo&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="Immagine correlata" src="https://faqzine.files.wordpress.com/2014/01/new_life.jpg" /></p>
<p>Francesco ha avuto quattro valutazioni nel corso dei tre anni e mezzo di terapia in modo da rimodulare il trattamento a seconda della sua evoluzione. Infatti, in occasione della seconda valutazione e&#8217; stata definita la necessita&#8217; di un intervento psicomotorio attento alla relazione nel gruppo dei pari. &#8220;La diagnosi era al bambino nei suoi sistemi evolutivi integrati- spiega l&#8217;equipe IdO- se ci fossimo fermati solo al disturbo del linguaggio, non avremmo colto l&#8217;aspetto del potenziale intellettivo. Era chiaro che si trattava di un bambino intelligente che non riusciva ad esprimere a pieno le sue potenzialita&#8217;, perche&#8217; non aveva un adeguato assetto psicomotorio, mostrava una difficolta&#8217; nel regolare le emozioni, la sua competenza di autoregolazione era molto immatura. Abbiamo proposto un intervento terapeutico evolutivo integrato e non finalizzato solo al disturbo del linguaggio (quale area di vulnerabilita&#8217;) e questo ha permesso a Francesco di migliorare decisamente la sua capacita&#8217; di autoregolazione e, nello stess o tempo, di riuscire ad elaborare meglio alcuni vissuti, anche quelli relativi a fattori ambientali sfavorenti. In occasione dell&#8217;ultima valutazione e&#8217; emerso un quoziente intellettivo molto alto (131) e un 132 nel verbale: la sua parte piu&#8217; vulnerabile e&#8217; diventata il suo punto di forza&#8221;.</p>
<p>In conclusione l&#8217;equipe IdO sottolinea il ruolo della famiglia che &#8220;ha lavorato in sinergia con gli operatori e ha collaborato nei tempi e nei modi richiesti ai follow-up e alle sedute terapeutiche negli anni, mostrandosi punto di riferimento affettivo per il sostegno al delicato e importante processo di crescita descritto&#8221;.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="QUANDO IL POTENZIALE E' MASCHERATO DA UN DISTURBO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/giugno/13/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/giugno/13/?news=01</a></p>
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		<title>LA DEPRESSIONE IN ETA&#8217; ADULTA</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2017 07:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La malinconia, lo sconforto, sono sentimenti umani che non devono essere rifiutati, perché fanno parte della vita e se vissuti fino in fondo, possono favorire una ricerca più profonda nella nostra interiorità. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La malinconia, lo sconforto, sono sentimenti umani che non devono essere rifiutati, perché fanno parte della vita e se vissuti fino in fondo, possono favorire una ricerca più profonda nella nostra interiorità. <b><br />
</b>Nel quadro clinico della depressione, invece, si riscontra tristezza, sconforto, inquietudine, disinteresse,  sentimenti che si trascinano per settimane e finiscono per influenzare la percezione di noi stessi e delle cose che ci circondano, fino a compromettere la vita familiare, il lavoro e i rapporti sociali. <b><br />
</b> La depressione può manifestarsi in maniera silente, mascherata da sintomi somatici, comportamenti compulsivi, umore euforico ed iperattività.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/22300078_s.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3151 aligncenter" alt="22300078_s" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/22300078_s.jpg" width="450" height="317" /></a></p>
<p>Le cause scatenanti più frequenti possono essere una separazione, un trasferimento in un’altra città, la fine di una storia d’amore, situazioni che incidono sulla vita di una persona a tal punto da creare nella sua storia un “prima” pieno e sereno e un “dopo” dove niente ha più senso. La depressione può colpire maggiormente le persone che presentano una fragilità nei livelli di autostima, tale da vivere un cambiamento o un lutto come una perdita di una parte di sé. In questi casi, la difficoltà di accettare la “perdita” di aspetti della propria vita, di se stessi o di una persona cara, blocca la persona in uno stato di melanconia permanente senza che possa essere elaborata la perdita avvenuta.<b> </b></p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/piogga-fiore.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3149" alt="piogga-fiore" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/piogga-fiore-1024x685.jpg" width="940" height="628" /></a></p>
<p>Per far fronte a questo stato di profondo abbattimento e oppressione, la persona che vive questo tipo di disagio psicologico deve poter trovare accoglienza per le sensazioni di estraneità, di colpa, di rabbia e di disorientamento che l’attanagliano. In questi casi la psicoterapia, fornendo uno spazio di ascolto e di attribuzione di senso del cambiamento traumatico che la perdita ha causato, può aiutare ad accettare quanto è avvenuto. Tale elaborazione consente alla persona di tornare a investire in maniera vitale la propria persona e la propria vita.</p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>PAROLANDO: laboratorio di potenziamento comunicativo, linguistico e neuropsicomotorio per bambini dai 6 mesi ai 5 anni.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 06:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ono aperte le iscrizioni al laboratorio espressivo per bambini dai 6 mesi ai 5 anni: PAROLANDO.

Questo laboratorio nasce in seguito alle diverse osservazioni effettuate su bambini molto piccoli sia nel nostro studio che in diverse scuole del territorio. Sempre più spesso ci si trova di fronte a bambini che possono presentare vulnerabilità e ritardi sia a livello motorio che di linguaggio. In virtù di questo si è pensato ad un laboratorio che permettesse di lavorare su queste aree a livello preventivo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono aperte le iscrizioni al LABORATORIO DI POTENZIAMENTO COMUNICATIVO LINGUISTICO E PSICOMOTORIO per bambini dai 6 mesi ai 5 anni: PAROLANDO.</p>
<p>Sempre più spesso ci si trova di fronte a bambini che possono presentare difficoltà sia a livello motorio che di linguaggio.</p>
<p>Le attività ludiche consentiranno ai bambini di essere esposti ai suoni del linguaggio e a giochi psicomotori al fine di favorire uno sviluppo armonico delle capacità relazionali, linguistiche e psico-corporee in linea con le normali tappe dello sviluppo del bambino.</p>
<p>Il laboratorio avrà la durata di 12 incontri, che si svolgeranno il Sabato mattina in orario da definire.</p>
<p>I gruppi saranno suddivisi in tre fasce d&#8217;età, o comunque in base alle esigenze specifiche di ogni bambino:</p>
<p>- dai 6 mesi ai 3 anni. Gli incontri avranno la durata di un&#8217;ora al costo di 20 euro ad incontro. In questo caso si richiederà la presenza di un genitore durante le attività.</p>
<p>- dai 3 ai 4 anni. Gli incontri avranno la durata di un&#8217;ora e mezza ed il costo di 25 euro ad incontro.</p>
<p>- 5 anni. Gli incontri avranno la durata di un&#8217;ora e mezza ed il costo di 25 euro ad incontro.</p>
<p>Per iscrivervi al laboratorio contattare Arcobaleno &#8211; Studio Multidisciplinare al numero 328 9575203</p>
<p>Nel caso aveste bisogno di maggiori informazioni scrivete all&#8217;indirizzo info@studioarcobalenolatina.it oppure visitate la pagina facebook   <a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/01/Parolando-NEW.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3219" alt="parolando-new" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/01/Parolando-NEW-721x1024.jpg" width="721" height="1024" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/01/Parolando-NEW-Retro.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3220" alt="parolando-new-retro" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/01/Parolando-NEW-Retro-721x1024.jpg" width="721" height="1024" /></a></p>
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		<title>PROGETTO S.T.I.M.A.: PERCORSO INTEGRATO DI VALORIZZAZIONE DEL TALENTO SCIENTIFICO, ARTISTICO, EMOTIVO E MOTIVAZIONALE</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 06:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per l'anno scolastico 2016-2017 Arcobaleno - Studio Multidisciplinare è coinvolto nella promozione, all'interno di alcuni Istituti Scolastici del territorio, del Progetto di Ricerca S:T:I:M:A.: percorso integrato di valorizzazione del talento scientifico, artistico, emotivo e motivazionale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per l&#8217;anno scolastico 2016-2017 Arcobaleno &#8211; Studio Multidisciplinare è coinvolto nella promozione, all&#8217;interno di alcuni Istituti Scolastici del territorio, del Progetto di Ricerca<a title="PROGETTO DI RICERCA STIMA LABTALENTO UNIVERSITA' DI PAVIA" href="http://labtalento.unipv.it/?page_id=3436"> S.T.I.M.A.: percorso integrato di valorizzazione del talento scientifico, artistico, emotivo e motivazionale.</a></p>
<p>Il progetto è rivolto alle Scuola dell’Infanzia, Primarie e Secondarie di Primo Grado ed è stato attivato dal Laboratorio Italiano di Ricerca e Intervento sullo Sviluppo del Potenziale, del Talento e della Plusdotazione dell’Università di Pavia.</p>
<p>Attraverso gli incontri di formazione con i docenti, la valutazione delle aree STIMA negli alunni e la messa in atto delle unità didattiche STIMA, il progetto si propone di potenziare le conoscenze tecniche/artistiche ed emotive/motivazionali degli studenti attraverso un modello di didattica inclusiva ed integrata.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/10/Stima.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3053 aligncenter" alt="Stima" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/10/Stima.png" width="713" height="400" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Partendo da un modello metodologico e didattico nato negli Stati Uniti negli anni &#8217;90, S.T.I.M.A. si propone di diffondere all&#8217;interno dei contesti scolastici alcune pratiche di insegnamento che si integrano alle quelle tradizionali già utilizzate nelle classi e che mirano a potenziare, oltre alle discipline coinvolte nel modello (Scienze, Tecnologie, Ingegneria/Informatica, Matematica, Arte) anche alcune competenze trasversali legate all&#8217;area emotivo-motivazionale (Sicurezza, Talento, Intelligenza Emotiva, Motivazione, Autostima). Queste ultime, non solo risultano fondamentali nel campo dell&#8217; apprendimento, ma possono essere considerate anche dei potenti fattori protettivi di crescita.</p>
<p>La proposta di un modello didattico interdisciplinare ed integrato permette di lavorare in direzione di un maggiore coinvolgimento degli studenti nelle attività scolastiche, al fine di permettere ad ognuno di sentirsi parte attiva del proprio processo di apprendimento e della propria crescita personale.</p>
<p>La scuola, quindi, non viene più percepita come luogo di semplice trasmissione di informazioni, ma come ambiente nel quale i bambini ed i ragazzi imparano a sviluppare pensiero critico, capacità di problem solving e competenze emotive e sociali che li arricchiranno degli strumenti necessari per poter &#8220;essere&#8221; oltre che per poter &#8220;fare&#8221; ed &#8220;imparare&#8221;, così da poter contribuire allo sviluppo armonico ed integrale della persona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="PROGETTO DI RICERCA STIMA LABTALENTO UNIVERSITA' DI PAVIA" href="http://labtalento.unipv.it/?page_id=3436"> http://labtalento.unipv.it/?page_id=3436</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina</a></p>
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		<title>XVII CONVEGNO NAZIONALE IDO: DAL PROCESSO DIAGNOSTICO AL PROGETTO TERAPEUTICO</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2016 07:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rendere la diagnosi il primo momento terapeutico e la terapia una continua revisione del processo diagnostico è il monito del convegno, che vuole ribadire la necessità di conoscere i vari aspetti dell’evoluzione del singolo bambino per proporre gli stimoli emotivamente e cognitivamente adeguati ad ogni tappa del suo percorso. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>XVII Convegno</strong><br />
<strong>DAL PROCESSO DIAGNOSTICO AL PROGETTO TERAPEUTICO</strong><br />
<strong>Per un approccio mirato al singolo bambino</strong><br />
<strong>Roma 21-22-23 ottobre 2016</strong></p>
<p style="text-align: left;">Il convegno verrà trasmesso in diretta streaming nazionale su <a title="ISTITUTO DI ORTOFONOLOGIA" href="http://www.ortofonologia.it/">www.ortofonologia.it</a><br />
Partecipazione gratuita in sala (fino ad esaurimento posti) e alla diretta streaming<br />
Invia la tua iscrizione a: convegno@ortofonologia.it</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/09/banner_XVII_Home_ok.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3043" alt="banner_XVII_Home_ok" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/09/banner_XVII_Home_ok.jpg" width="785" height="374" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em>Rendere la diagnosi il primo momento terapeutico e la terapia una continua revisione del processo diagnostico è il monito del convegno, che vuole ribadire la necessità di conoscere i vari aspetti dell’evoluzione del singolo bambino per proporre gli stimoli emotivamente e cognitivamente adeguati ad ogni tappa del suo percorso. </em></p>
<p style="text-align: left;"><em>I risultati ormai raggiunti nell’ambito della ricerca devono, cioè, essere coniugati in ambito clinico per abbandonare la fantasia di metodi risolutivi per tutti in base a una mera etichetta diagnostica e per abbracciare la metodologia di percorsi integrati nella creazione di un progetto riabilitativo individualizzato. </em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Il XVI convegno IdO del 2015 era stato dedicato interamente alla diagnosi e alle traiettorie evolutive, </em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">tenendo conto delle manifestazioni cliniche e delle metodologie di osservazione per far confluire le </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">diverse esperienze in un processo diagnostico qualitativo. </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Il XVII convegno avrà la funzione di rendere operativo il progetto terapeutico illustrando </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">le possibili modalità di intervento nei diversi quadri diagnostici (disturbi dello spettro autistico, disturbi </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">della comunicazione e del linguaggio, disturbi dell’apprendimento, disturbi del comportamento). </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Le tre giornate saranno, quindi, centrate sulle diverse modalità terapeutiche adottabili nelle patologie in </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">base all’età del singolo bambino e del suo ambiente (famiglia, scuola, centro di terapia) in considerazione </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">dei suoi deficit e delle sue potenzialità. </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Verranno, a tal fine, presentate proposte operative esemplificative delle varie aree di intervento per aprire un </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">dialogo, una riflessione e un confronto tra coloro che operano nei diversi contesti del bambino. </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Il convegno è rivolto a pediatri, neuropsichiatri, psicologi, psicoterapeuti, psicomotricisti, pedagogisti, </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">logopedisti, insegnanti, educatori, assistenti sociali.</em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">A tutti gli iscritti online verrà rilasciato l&#8217;attestato di partecipazione.</em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina</a></p>
<p style="text-align: left;"><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina">http://www.ortofonologia.it/</a></p>
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		<title>L&#8217;OZIO E&#8217; IL PADRE&#8230;DI UN CERVELLO SANO!</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 07:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di seguito riportiamo un interessante articolo pubblicato questo mese sul sito www.riza.it, che ben descrive alcuni dei rischi cui si può andare incontro in caso di un sovraccarico di impegni e attività.

Essendo ormai in un periodo di ripresa è bene, dunque, nonostante tutto, mantenersi un piccolo ritaglio di tempo ogni giorno per svuotare la mente e godere di un attimo di..."sano ozio ristoratore"!

Buona lettura!
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<p>Di seguito riportiamo un interessante articolo pubblicato questo mese sul sito www.riza.it, che ben descrive alcuni dei rischi cui si può andare incontro in caso di un sovraccarico di impegni e attività.</p>
<p>Essendo ormai in un periodo di ripresa è bene, dunque, nonostante tutto, mantenersi un piccolo ritaglio di tempo ogni giorno per svuotare la mente e godere di un attimo di&#8230;&#8221;sano ozio ristoratore&#8221;!</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Una mente troppo piena e iper stimolata rischia di andare in “tilt” e per questo è importante imparare a prendersi le giuste pause: lo afferma la ricerca scientifica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi siamo sempre più stimolati a livello cognitivo, la nostra mente riceve continue sollecitazioni e ci viene chiesto di svolgere sempre più compiti contemporaneamente. Di fatto abbiamo completamente perso l’abitudine all’ozio: spesso la fatica fisica che si prova a fine giornata è solo il sintomo di una mente troppo piena.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le vere cause della fatica mentale</h3>
<p>La fatica mentale non è necessariamente il risultato di attività noiose o che ci generano ansia, di turbamenti  emotivi o di pensieri negativi . Il più delle volte la fatica mentale è il risultato dell’accumulo: troppe decisioni, anche se spesso semplici e banali. Troppo lavoro in poco tempo, troppe interruzioni, domande e spostamenti dell’attenzione. La stanchezza mentale ci colpisce quando il volume dei compiti da svolgere supera la nostra capacità di fronteggiare lo stress che questi ci provocano. La fatica mentale può portare a problemi fisici e psicologici: depressione, scompensi cardiaci, stanchezza cronica, malattie autoimmuni o insonnia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ma quali sono i segnali della “saturazione”?</h3>
<p>Primo fra tutti la fatica fisica: il corpo si sente stanco e dopo una giornata in cui si è stati seduti alla scrivania dell’ufficio ci  si sposta sul divano,  e li si rimane per tutto il tempo libero per  poi passare al letto. Impazienza e irritabilità: basta pochissimo a far perdere la pazienza, ci si sente agitati e non si riesce a stare fermi. Incapacità di concentrazione: diventa sempre più difficile portare a termine i compiti senza distrarsi, qualsiasi stimolo esterno a quello che si sta facendo cattura l’attenzione facendoci rallentare nella conclusione del lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/09/images.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2674" alt="images" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/09/images.jpg" width="343" height="147" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I 4 passi per ricaricare una mente stanca.</h3>
<p>- Prendi meno decisioni: ogni decisione richiede fatica, per questo dopo un po’ la nostra capacità decisionale crolla e siamo più propensi a prendere decisioni stupide o dannose.</p>
<p>- Guarda fuori dalla finestra: prendi delle mini pause e  guarda fuori dalla finestra. Secondo uno studio dell’Università di Melbourne, basta  appena un minuto con lo sguardo rivolto oltre i vetri della stanza per ricaricarsi e ridurre gli errori di concentrazione tra gli studenti. Questo succede spontaneamente quando si è stressati o annoiati, dovremmo solo imparare a farlo consapevolmente.</p>
<p>- Quando ti senti stanco alzati e vai a fare esercizio: numerosi studi dimostrano che l’attività fisica aiuta a migliorare la concentrazione. L’esercizio non solo migliora la circolazione del sangue nel cervello, ma anche l’umore e  la memoria grazie al rilascio di endorfine.</p>
<p>- Prenditi del tempo senza programmi: ogni settimana dovresti avere delle ore in cui non c’è niente di pianificato, libere, senza alcun programma. La libertà della mente è avere la possibilità di osservare quello che ti circonda senza che ci sia alcuna finalità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="L'OZIO E' IL PADRE DI UN CERVELLO SANO" href="http://www.riza.it/psicologia/tu/4885/l-ozio-e-il-padre-di-un-cervello-sano.html">http://www.riza.it/psicologia/tu/4885/l-ozio-e-il-padre-di-un-cervello-sano.html</a></p>
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		<title>L&#8217;INTELLIGENZA NUMERICA NON E&#8217; UN&#8217;UTOPIA. VIDEOLEZIONE di DANIELA LUCANGELI</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2015 13:27:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo spaccato di lezione di un convegno del 2011 la Professoressa Daniela Lucangeli descrive come l'apprendimento della matematica risponda, a livello di funzionamento cognitivo, a meccanismi dominio specifici e come, a dispetto di ciò, ancora accada che la didattica utilizzata nelle scuole per l'insegnamento di questa materia talvolta adotti una strategia non pertinente alla funzione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questo spaccato di lezione di un convegno del 2011 la Professoressa Daniela Lucangeli descrive come l&#8217;apprendimento della matematica risponda, a livello di funzionamento cognitivo, a <em>meccanismi dominio specifici</em> e come, a dispetto di ciò, ancora accada che la didattica utilizzata nelle scuole per l&#8217;insegnamento di questa materia talvolta adotti una strategia non pertinente alla funzione.</p>
<p>Il concetto di quantità, infatti, non è verbale, ma analogico e risponde a leggi differenti rispetto a quelle del linguaggio verbale. Insegnare i calcoli scritti o chiedere di memorizzare procedure orali, quindi, esercita nei bambini la memoria fonologica che è indipendente o semi-indipendente dal meccanismo di acquisizione e/o potenziamento dell&#8217;intelligenza numerica.</p>
<p>Dovremmo forse domandarci come mai, ancora, nello nostre scuole la matematica si insegni spesso prevalentemente attraverso definizioni, parole, discorsi, che non fanno che rendere ai bambini ancora più difficoltosa l&#8217;acquisizione di una competenza che l&#8217;essere umano dovrebbe possedere naturalmente, perchè innata.</p>
<p><a title="L'INTELLIGENZA NUMERICA NON E' UN'UTOPIA" href="https://www.youtube.com/watch?v=Y0v-LG70YUI&amp;index=23&amp;list=PLCA1F3ADC9220A27E"> </a></p>
<p><a title="L'INTELLIGENZA NUMERICA" href="https://www.youtube.com/watch?v=Y0v-LG70YUI">https://www.youtube.com/watch?v=Y0v-LG70YUI</a></p>
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