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	<title>Studio Arcobaleno &#187; famiglia</title>
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		<title>PRONTI PER LA PRIMA? SCREENING DEI PREREQUISITI DELL&#8217;APPRENDIMENTO</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 21:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[I PREREQUISITI DELL'APPRENDIMENTO sono sottocomponenti specifiche necessarie per l'apprendimento delle attività strumentali quali lettura, scrittura e calcolo.
Lo sviluppo di tali abilità favorisce l'apprendimento scolastico, per tale motivo è opportuno un riconoscimento precoce.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SCREENING DEI PREREQUISITI DELL&#8217;APPRENDIEMNTO</strong></p>
<p><strong>PER BAMBINI ALL&#8217;ULTIMO ANNO DELLA SCUOLA DELL&#8217;INFANZIA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I <em>PREREQUISITI DELL&#8217;APPRENDIMENTO</em> sono sottocomponenti specifiche necessarie per l&#8217;apprendimento delle attività strumentali quali lettura, scrittura e calcolo.</p>
<p>Lo sviluppo di tali abilità favorisce l&#8217;apprendimento scolastico, per tale motivo è opportuno un riconoscimento precoce.</p>
<p>L&#8217;iniziativa prevede:</p>
<p>1. un primo incontro conoscitivo con i genitori;</p>
<p>2. due incontri con il bambino per la valutazione dei prerequisiti</p>
<p>3. incontro finale con i genitori in cui verrà consegnata la relazione finale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In seguito allo screening, nel caso fosse necessario, sarà possibile prendere parte a un LABORATORIO DI POTENZIAMENTO finalizzato a potenziare i prerequisiti della lettura, scrittura e calcolo con esercizi che coinvolgeranno l&#8217;aspetto cognitivo, attentivo, emotivo, di memoria e logica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per info e iscrizioni scrivere all&#8217;indirizzo <strong>info@studioarcobalenolatina.it</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2022/06/11.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3569" alt="1" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2022/06/11-723x1024.jpg" width="723" height="1024" /></a><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2022/06/2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3572" alt="2" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2022/06/2-723x1024.jpg" width="723" height="1024" /></a></p>
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		<title>EMERGENZE EDUCATIVE, IdO RACCONTA PROTOCOLLO INTERVENTO E SUPPORTO</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2021 11:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 20 apr. - "Le esperienze dimostrano che e' possibile fare della scuola una base sicura, un punto di riferimento che mantenga viva la relazione e la comunicazione con i propri studenti. Dimostrano che e' possibile fare della resilienza una competenza e come tale promuoverla attraverso un 'agire competente' di coloro che hanno la responsabilita' educativa. Infine, attraverso la collaborazione e' possibile creare quella sinergia che aumenta le probabilita' che i giovani possano affrontare le avversita' senza esserne sopraffatti, ma restando aperti alle possibilita' che la vita puo' offrire". Apre cosi' il suo intervento Francesca Zaza, psicoterapeuta dell'eta' evolutiva dell'Istituto di Ortofonologia (IdO), nel corso della prima sessione del convegno per illustrare l'approccio dell'IdO nelle emergenze educative.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da terremoti a Ponte Morandi, ecco esperienza in aiuto studenti e docenti</p>
<div align="left">
<div id="testo">(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 20 apr. &#8211; &#8220;Le esperienze dimostrano che e&#8217; possibile fare della scuola una base sicura, un punto di riferimento che mantenga viva la relazione e la comunicazione con i propri studenti. Dimostrano che e&#8217; possibile fare della resilienza una competenza e come tale promuoverla attraverso un &#8216;agire competente&#8217; di coloro che hanno la responsabilita&#8217; educativa. Infine, attraverso la collaborazione e&#8217; possibile creare quella sinergia che aumenta le probabilita&#8217; che i giovani possano affrontare le avversita&#8217; senza esserne sopraffatti, ma restando aperti alle possibilita&#8217; che la vita puo&#8217; offrire&#8221;. Apre cosi&#8217; il suo intervento Francesca Zaza, psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO), nel corso della prima sessione del convegno per illustrare l&#8217;approccio dell&#8217;IdO nelle emergenze educative.&#8221;Il nostro modo di lavorare a supporto delle scuole e&#8217; frutto di 50 anni di storia- afferma la terapeuta- ma anche del nostro modo di stare nella relazione con l&#8217;altro e di guardare al bambino. L&#8217;orientamento psicodinamico e l&#8217;attenzione alla complessita&#8217; hanno permesso di mettere a punto un protocollo per intervenire a supporto delle scuole attraverso una prospettiva globale che si realizza con progetti di prevenzione e di intervento. Negli ultimi 12 anni il nostro protocollo ci ha permesso di andare incontro ai differenti bisogni delle scuole&#8221;.</p>
<p>Questa prospettiva globale e&#8217; articolata su 4 dimensioni: &#8220;La dimensione orizzontale punta a realizzare un intervento sul contesto nella sua interezza, valorizzando e rafforzando la rete di supporto per guidare i giovani nei momenti di difficolta&#8217; e promuovere in loro la resilienza. La dimensione verticale vuole sostenere tutte le dimensioni dello sviluppo sul piano corporeo, affettivo, relazionale, cognitivo e comportamentale. La dimensione circolare riguarda la percezione e l&#8217;impatto che l&#8217;evento ha avuto sul mondo interno ed esterno di ogni persona- spiega Zaza- includendo sia il livello concreto che simbolico, perche&#8217; il processo di ricostruzione deve poter coinvolgere entrambi i piani dell&#8217;esperienza. Le dimensioni simbolica ed immaginativa sono, infatti, strumenti elettivi per elaborare i vissuti che si accompagnano alle esperienze avverse. Infine, la dimensione prospettica, ovvero la temporalita&#8217; quale fattore necessario nell&#8217;integrazione delle esperienze e nell&#8217;attivazione di un processo di riparazione e resilienza&#8221;.</p>
<p>Nel 2009, dopo il terremoto a L&#8217;Aquila, era emersa in modo evidente la necessita&#8217; di aiutare i bambini per evitare il rischio che potessero essere travolti dall&#8217;emergenza. Sono state messe in piedi una serie di attivita&#8217;: laboratori creativi, incontri a tema, di gruppo, con i genitori, sportelli di ascolto online e in presenza, proposte extra scolastiche e somministrazione di test e questionari informativi e anonimi.</p>
<p>&#8220;Dal 2006 sono attivi sportelli di ascolto in presenza per docenti, studenti e famiglie. Un servizio che in realta&#8217; e&#8217; partito in presenza dal 2000, ma dal 2006 si e&#8217; aggiunto lo sportello online. Nel 2013 abbiamo lavorato al progetto di integrazione dei giovani a Lampedusa, nel 2017 siamo stati impegnati nel progetto sulla tratta degli esseri umani rivolto ai giovani in Sicilia. Nel 2018 abbiamo lavorato con il progetto sulla prevenzione della violenza nelle sue diverse manifestazioni, o al progetto &#8216;Noi siamo bambini&#8217;. Ma ancora, nel 2019 abbiamo portato avanti il progetto di sensibilizzazione per non dimenticare le vittime della Shoah&#8221;.</p>
<p>Tra i progetti di intervento oltre le scuole colpite dal terremoto de L&#8217;Aquila, nel 2012 l&#8217;equipe dell&#8217;IdO intervenne dopo l&#8217;esplosione di un ordigno a Brindisi, nel 2013 dopo una sparatoria avvenuta in una scuola di Vittoria e, sempre nel 2013, in Sardegna per l&#8217;alluvione. &#8220;Inoltre- prosegue Zaza-abbiamo collaborato per sostenere alcune delle scuole colpite dal sisma del Centro Italia e siamo intervenuti a Genova in seguito al crollo del Ponte Morandi. Nel 2018 siamo intervenuti ad Aprilia dopo l&#8217;esplosione di un ordigno, mentre nel 2019 siamo intervenuti a Vittoria successivamente a un incidente avvenuto a due alunni e ad episodi di maltrattamento. Infine, dal 2020 lavoriamo nell&#8217;ambito dell&#8217;emergenza sanitaria. Questi progetti sono proseguiti nel corso del tempo e sono tuttora attivi- fa sapere la psicoterapeuta- con i servizi di supporto &#8216;Lontani ma vicini&#8217; e &#8216;IdO con Voi&#8217;&#8221;.</p>
</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2021/04/Locandina-Convegno-50-anni-IdO-Aprile-2021-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3546" alt="locandina-convegno-50-anni-ido-aprile-2021-2" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2021/04/Locandina-Convegno-50-anni-IdO-Aprile-2021-2.jpg" width="1024" height="1448" /></a></div>
<div>
<p>L&#8217;Istituto ha documentato tutto in numerosi libri. Per citarne solo alcuni, il direttore Federico Bianchi di Castelbianco, ricorda quelli su &#8216;Le 398 meravigliose maestre de L&#8217;Aquila&#8217; e &#8216;La paura nello zaino&#8217;. &#8220;Nel 2009 andammo a L&#8217;Aquila per vedere cosa accadeva. Fu un trauma enorme- ricorda lo psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva- erano 3.500 i bambini dalle scuole elementari a quelle dell&#8217;infanzia e non era possibile fare un intervento ad personam&#8221;. Bisognava puntare sulla scuola e tramite la scuola: &#8220;Lavorammo nei tendoni con le insegnanti. Stringemmo un patto con tutte le 398 maestre che, con responsabilita&#8217;, hanno lavorato con noi per accogliere i bambini. Tutti i nostri interventi sono stati fatti nelle classi con le insegnanti. I bambini, che nel loro zaino portavano anche l&#8217;angoscia, quando entravano in classe dovevano trovare una persona di riferimento che era l&#8217;insegnante e non lo psicologo&#8221;, rimarca Castelbianco. Le insegnanti &#8220;sono state fantastiche- conferma il terapeuta- a L&#8217;Aquila eravamo tanti a proporre aiuto e tutti illustrammo le nostre proposte, noi siamo stati scelti dalle scuole e i 3.500 bambini che abbiamo seguito sono stati riscritti l&#8217;anno dopo nelle stesse scuole&#8221;.</p>
<p>Il direttore dell&#8217;IdO tiene a sottolineare che &#8220;l&#8217;esperto deve collaborare con la scuola ma non si puo&#8217; sostituire alla didattica. Noi siamo in 700 istituti e in molti di piu&#8217; con gli sportelli online, mentre quelli frontali sono presenti i oltre 150 scuole&#8221;. A Genova, ad esempio, &#8220;seguimmo tante classi e tante storie. Gli incubi dei bimbi erano rappresentati dal pulmino rimasto per giorni sul ponte, simbolo della tragedia&#8221;. Nel libro &#8216;La paura nello zaino&#8217; &#8220;abbiamo riportato i disegni dei bambini, ma per superare questi traumi bisogna condividerli e per condividere- spiega lo psicoterapeuta- bisogna saper ascoltare e stare accanto. Dobbiamo cominciare a capire, comprendere e saperci confrontare. Stiamo raccogliendo tanti messaggi di solidarieta&#8217;, nel lavoro degli sportelli di supporto psicologico riceviamo 5mila contatti di aiuto al giorno ed e&#8217; un numero impressionante perche&#8217; significa che c&#8217;e&#8217; tanta difficolta&#8217;.</p>
<p>Numeri che in pandemia tendono ad aumentare. Questo ha dato fastidio- conclude- perche&#8217; quando si riesce da&#8217; fastidio, ma non ha importanza, non smettiamo&#8221;.</p>
</div>
</div>
<p><a title="EMERGENZE EDUCATIVE: IdO RACCONTA PROTOCOLLO INTERVENTO E SUPPORTO" href="http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2021/aprile/20/?news=03">http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2021/aprile/20/?news=03</a></p>
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		<title>SCUOLA: CONFRONTO DOCENTI-STUDENTI ANTIDOTO ANGOSCIA</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2020 12:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 3 nov. - Il confronto e il dialogo tra colleghi e con i propri studenti: e' questo l'antidoto al senso di precarieta', alla preoccupazione e all'angoscia causati dalla pandemia e provati dagli insegnanti. A suggerirlo e' il team di psicologi del progetto 'Lontani ma vicini', realizzato da Diregiovani.it e dall'Istituto di Ortofonologia (Ido) in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione nell'ambito della task force per le emergenze educative.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 3 nov. &#8211; Il confronto e il dialogo tra colleghi e con i propri studenti: e&#8217; questo l&#8217;antidoto al senso di precarieta&#8217;, alla preoccupazione e all&#8217;angoscia causati dalla pandemia e provati dagli insegnanti. A suggerirlo e&#8217; il team di psicologi del progetto &#8216;Lontani ma vicini&#8217;, realizzato da Diregiovani.it e dall&#8217;Istituto di Ortofonologia (Ido) in collaborazione con il Ministero dell&#8217;Istruzione nell&#8217;ambito della task force per le emergenze educative.</p>
<p>Rispondendo alla lettera di una insegnante, angosciata dai periodi di isolamento delle sue classi e dalla paura del contagio, gli psicologi invitano lei, e tutto il corpo insegnante della scuola italiana, a non smettere mai &#8220;di aprire un confronto con i suoi colleghi. Magari anche loro provano le stesse difficolta&#8217; e insieme si possono trovare strategie diverse per affrontare quest&#8217;anno scolastico che e&#8217; appena iniziato. È importante- aggiungono gli esperti- che ci sia anche con i ragazzi uno spazio aperto di discussione. In questo clima di emotivita&#8217; precaria, trovare uno spazio di sostegno e confronto, poter dire di avere paura ma allo stesso tempo di trovare delle possibili soluzioni potrebbe essere una risorsa indispensabile&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/11/Resilienza.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3522 alignright" alt="resilienza" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/11/Resilienza-300x161.jpg" width="300" height="161" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><br />
Indubbiamente, prosegue il team di &#8216;Lontani ma vicini&#8217;, &#8220;e&#8217; difficile lavorare in un ambiente come la scuola, caratterizzato attualmente dalla imprevedibilita&#8217; di possibili contagi, quarantene e isolamenti preventivi. Sicuramente la didattica a distanza rappresentava un luogo sicuro e familiare, la sua casa. Non temeva di essere veicolo di contagio e in qualche modo aveva un contatto regolare con i suoi alunni. Ora questo senso di precarieta&#8217; e di ansia contamina probabilmente le modalita&#8217; con cui ha sempre svolto il suo lavoro&#8221;.</p>
<p>La situazione emergenziale che &#8220;stiamo vivendo attiva uno stato di angoscia profondo, in quanto e&#8217; difficile riuscire ad avere un controllo assoluto. Anche le informazioni frammentate e in continuo cambiamento non aiutano- concludono gli psicologi- a creare un protocollo chiaro per affrontare l&#8217;emergenza&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: left;">FONTE ORIGINALE: <a title="SCUOLA: CONFRONTO DOCENTI-STUDENTI ANTIDOTO ANGOSCIA" href="http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2020/novembre/03/?news=07">http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2020/novembre/03/?news=07</a></p>
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		<title>NON SOLO DAD: ADATTAMENTO E RESILIENZA.</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2020 06:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si parla di “strategie di adattamento” si fa generalmente riferimento all’insieme dei meccanismi psicologici e delle possibili reazioni messe in atto da un individuo per fronteggiare le sfide della vita. Nel confronto con le avversità l’individuo è infatti considerato un soggetto attivo, che può mettere in campo alcune risorse utili ad affrontare le difficoltà, favorendo l’attivazione di un processo di resilienza. Quando, come in questo particolare momento storico, la fonte dello stress risulta non facilmente identificabile, le persone corrono il rischio di vivere una condizione di tensione costante della quale potrebbero inizialmente non rendersi conto, ma che a lungo andare può interferire notevolmente con le capacità di adattamento.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di “strategie di adattamento” si fa generalmente riferimento all’insieme dei meccanismi psicologici e delle possibili reazioni messe in atto da un individuo per fronteggiare le sfide della vita. Nel confronto con le avversità l’individuo è infatti considerato un soggetto attivo, che può mettere in campo alcune risorse utili ad affrontare le difficoltà, favorendo l’attivazione di un processo di resilienza. Quando, come in questo particolare momento storico, la fonte dello stress risulta non facilmente identificabile, le persone corrono il rischio di vivere una condizione di tensione costante della quale potrebbero inizialmente non rendersi conto, ma che a lungo andare può interferire notevolmente con le capacità di adattamento. Per questo diventa importante porre maggior attenzione ai propri vissuti, pensieri, al proprio benessere fisico e alle risposte fornite dal corpo per cogliere in tempo possibili segnali che informano sull’eventuale necessità di attivare risorse utili a preservare il proprio benessere. Se molte persone, infatti, possono vivere la “fase 2” con sollievo e fiducia, altre potrebbero cominciare a risentire del lungo tempo trascorso in una condizione di precarietà e assenza di certezze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>TRE PASSI PER FAVORIRE L’ADATTAMENTO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-11-alle-15.10.22.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3502" alt="schermata-2020-05-11-alle-15-10-22" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-11-alle-15.10.22.png" width="799" height="450" /></a></p>
<p><strong>1. CONSAPEVOLEZZA.</strong> Il primo passo per mettere in atto efficaci strategie di adattamento è prendere consapevolezza del fatto che un evento stressante sta intervenendo nel mettere alla prova il nostro<br />
equilibrio. Se non prendo atto che c’è qualcosa che interferisce sul mio benessere è molto difficile che me ne possa occupare.</p>
<p><strong>2. DIALOGO INTERIORE POSITIVO.</strong> Immaginate di essere l’allenatore di voi stessi. Cosa vi direste per darvi supporto e incoraggiamento? Quali parole potrebbero rassicurarvi, motivarvi e spronarvi? Se vi sembra un lavoro difficile chiedete ai vostri studenti di fare lo stesso… le loro idee vi stupiranno!</p>
<p><strong>3. TRASFORMAZIONE.</strong> L’immaginazione, il pensiero simbolico, il gioco, l’umorismo costituiscono strategie preziose per adattarsi alla realtà. Un esempio di questo ci viene dato dai bambini quando ripropongono nei loro giochi esperienze che possono averli turbati, cercando di elaborare un finale “diverso”, per loro in qualche modo più comprensibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PROPOSTE PER LA SCUOLA</strong></p>
<p> <a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-11-alle-15.16.54.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3503" alt="schermata-2020-05-11-alle-15-16-54" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-11-alle-15.16.54.png" width="794" height="447" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>– SCUOLA DELL’INFANZIA E PRIMARIA: “SEMAFORO VERDE, GIALLO E ROSSO”.</strong><br />
Uno “strumento” piuttosto familiare, che può aiutare a trasmettere l’idea del cambiamento e del passaggio da uno stato di maggiore serenità a uno di preoccupazione e viceversa, è il semaforo. Se state lavorando con le videolezioni potete realizzarlo online con i vostri alunni e i loro genitori, diversamente potreste creare un piccolo video-tutorial da caricare sulla piattaforma o da inviare ai genitori per mostrare loro l’occorrente e i passaggi per realizzarlo. Basteranno fogli di carta, forbici, colori e dei fermacampioni (o in alternativa dei nastrini). L’idea è quella di creare, per ogni colore del semaforo, dei dischi di carta nei quali disegnare, incollare o scrivere emozioni, pensieri, comportamenti e “strategie” che i bambini possono provare quando sono sereni (verde), preoccupati (giallo), in difficoltà (rosso). I dischi possono essere sovrapposti l’uno all’altro e tenuti insieme con un fermacampione che permette di “sfogliarli” aprendoli a ventaglio senza che si perdano. I diversi colori del semaforo possono anche essere utilizzati per “rappresentare” ai bambini la fase 1 (rosso), 2 (giallo) e 3 (verde) dell’emergenza e i relativi vissuti, pensieri e comportamenti che le accompagnano. Lo strumento può essere infine esposto in casa di modo da essere visibile, così che possa sempre essere facilmente consultato e utilizzato all’occorrenza.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/SEMAFORO.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3504" alt="semaforo" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/SEMAFORO-1024x370.jpg" width="940" height="339" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>– SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO E DI SECONDO GRADO: “RIDDIKULUS!”.</strong><br />
Il cambiamento è parte integrante dello sviluppo e del processo vitale, lo dimostrano la letteratura, la storia, le scienze e la psicologia. In molti casi, infatti, anche le nostre emozioni, pensieri, comportamenti possono trasformarsi. Un esempio di questo processo è contenuto nel film “Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban”, nel quale il Professor Lupin dimostra alla classe come è possibile affrontare e trasformare le proprie paure con… l’umorismo. Alla luce dei cambiamenti intervenuti nell’arco di queste settimane si può chiedere alla classe di provare a individuare una difficoltà, una preoccupazione, un ostacolo nel loro approccio alla scuola, all’apprendimento, alla relazione con i professori e con i compagni e provare ad affrontarlo guardandolo attraverso un’altra prospettiva, trasformandolo come si farebbe con una formula chimica. Per favorire l’inclusività e andare incontro ai diversi stili di pensiero e apprendimento si potrà lasciare ad ogni studente la possibilità di realizzare questo compito utilizzando, per esempio, parole, immagini e tecnologia.</p>
<p style="text-align: center;"><em>“Voglio che vi immaginiate la cosa che vi spaventa di più e che la trasformiate in qualcosa di…buffo.”</em><br />
Prof. Lupin, Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Francesca Zaza</p>
<p style="text-align: right;"><em>Psicologa &#8211; Psicoterapeuta</em></p>
<p style="text-align: left;"><a title="NON SOLO DAD: ADATTAMENTO E RESILIENZA." href="https://www.diregiovani.it/2020/05/11/313925-non-solo-didattica-a-distanza-dad-4.dg/">https://www.diregiovani.it/2020/05/11/313925-non-solo-didattica-a-distanza-dad-4.dg/</a></p>
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		<title>NON SOLO DAD: LA GESTIONE DELL&#8217;ANSIA IN SITUAZIONI DI EMERGENZA.</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 12:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Osate cambiare, cercate nuove strade” recitava Robin Williams nel film “L’attimo fuggente” del 1989. Un suggerimento più che mai attuale se pensiamo allo stravolgimento nel modo di vivere e fare scuola intervenuto in seguito alla chiusura degli istituti scolastici provocata dall’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 nel nostro Paese.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Osate cambiare, cercate nuove strade” recitava Robin Williams nel film “L’attimo fuggente” del 1989. Un suggerimento più che mai attuale se pensiamo allo stravolgimento nel modo di vivere e fare scuola intervenuto in seguito alla chiusura degli istituti scolastici provocata dall’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 nel nostro Paese.</p>
<p>Nell’arco di queste settimane sono tantissime le richieste di docenti giunte allo sportello d’ascolto online, che esprimono le proprie preoccupazioni rispetto ai cambiamenti che tanto loro quanto gli studenti e le famiglie stanno vivendo, unite all’incertezza in merito alle conseguenze che tali situazioni produrranno nel futuro.</p>
<p>In un momento storico come quello attuale è quindi più che naturale trovarsi a dover gestire un aumento dei livelli di ansia percepiti sia sul piano personale che professionale. L’ansia corrisponde, infatti, a uno stato di allerta psichica che, nella sua forma adattiva, produce un’attivazione delle risorse individuali al fine di far fronte a eventi o stimoli percepiti come potenzialmente minacciosi. Quando raggiunge livelli di intensità e frequenza eccessivi, l’ansia rischia di interferire sul funzionamento dell’individuo producendo comportamenti che non facilitano l’adattamento alla situazione nuova, ma rischiano di ostacolarlo generando, per esempio, uno stato di iper-attivazione o, al contrario, un atteggiamento di scoraggiamento, percezione di impotenza e rassegnazione. In entrambi i casi l’energia prodotta in eccesso dall’ansia difficilmente può essere utilizzata in maniera funzionale e adattiva per affrontare efficacemente la condizione che la provoca, risultando nel primo caso dispersa, nel secondo bloccata.</p>
<p><strong>Come utilizzare in maniera efficace e adattiva l’energia prodotta dall’ansia?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/card-ANSIA-DAD.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3488" alt="card-ansia-dad" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/card-ANSIA-DAD.png" width="786" height="443" /></a></p>
<p><strong>1. RICONOSCETELA.</strong> Il primo passo per utilizzare efficacemente qualcosa è riconoscerne la funzione e il valore. L’ansia non va negata, svalutata o evitata. L’ansia va accolta e ascoltata. Cosa ci sta comunicando? Cosa ci sta chiedendo di fare? Utilizzate l’energia prodotta dall’ansia per attuare il cambiamento del quale voi e i vostri studenti avete bisogno, non solo nel modo di fare didattica, ma nel modo di ripensare il processo di insegnamento-apprendimento, adattando l’offerta formativa alle specifiche esigenze attuali.</p>
<p><strong>2. NON SOLO DIDATTICA A DISTANZA.</strong> Non è solo la modalità di trasmissione dei contenuti disciplinari che è stata stravolta dall’emergenza, ma la stessa relazione educativa, perno del processo di insegnamento- apprendimento. “Nuovi” ambienti di apprendimento richiedono “nuovi” modi di accogliere gli studenti. In aula bastava il “Buongiorno” per percepire il clima della classe, oggi un saluto scritto o videoregistrato rischia di non essere più sufficiente, perché manca dei segnali non verbali preziosi per comprendere lo stato emotivo degli studenti. Trovate il modo di essere “umanamente” vicini ai vostri studenti, interessatevi a loro, a come stanno, a come trascorrono il tempo.</p>
<p><strong>3. CULTURA È “MATERIA VIVA”.</strong> Sono tanti i racconti, le fiabe, le autobiografie, le storie di resilienza narrate dalla cultura classica e contemporanea, tante le esperienze di autori, poeti, attori, cantanti, scienziati, sportivi che possono essere utilizzate come spunto di riflessione e materiale didattico dal quale attingere per far nascere idee su come affrontare questo particolare periodo storico. Proponete ai vostri studenti storie che possano ispirarli e invitateli a fare altrettanto, andando alla ricerca di “esempi” anche tra i loro personaggi preferiti.</p>
<p><strong>4. IL PROCESSO PIÚ DEL RISULATO.</strong> Se è vero che in condizioni di emergenza siamo tutti impegnati a gestire l’ansia legata al cambiamento, allora dobbiamo riconoscere a noi stessi e ai nostri studenti il valore dei tentativi che vengono fatti per risolvere i piccoli e grandi problemi quotidiani e non solo i risultati che si ottengono. Gestire l’energia in eccesso prodotta dall’ansia affatica tutti, di conseguenza tutti meritano un riconoscimento anche solo per il fatto di aver provato seriamente a mettersi in gioco. Valorizzate la qualità più che la quantità e aumentate la frequenza dei feedback formativi per incoraggiare e motivare.</p>
<p><strong>5. CERCATE NUOVE PROSPETTIVE.</strong> Essere tesi e preoccupati è più che naturale, ma non fate che l’ansia diventi l’ago della vostra bussola interna. Sperimentate, datevi la possibilità di utilizzare questo tempo “nuovo”, “diverso” anche per entusiasmarvi all’idea di poter scoprire nuove strade, nuovi modi di guardare a voi stessi come docenti e ai vostri studenti come discenti. Sono i momenti di cambiamento quelli nei quali si possono scoprire nuovi percorsi e nuove possibilità.</p>
<p><em>“Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse…coraggio, è proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva, anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovete provare!”</em></p>
<p>(L’attimo fuggente, 1989)</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Francesca Zaza</p>
<p style="text-align: right;"><em>Psicologa &#8211; Psicoterapeuta</em></p>
<p>Per approfondimenti seguite il corso gratuito a distanza “La gestione dell’ansia e dello stress in situazioni di emergenza”.</p>
<p><a title="NON SOLO DAD: LA GESTIONE DELL'ANSIA IN SITUAZIONI DI EMERGENZA" href="https://www.diregiovani.it/2020/04/22/310088-non-solo-didattica-a-distanza-dad.dg/">https://www.diregiovani.it/2020/04/22/310088-non-solo-didattica-a-distanza-dad.dg/</a></p>
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		<title>DOCENTI CHIEDONO AIUTO, CON INCERTEZZA SALE STRESS</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/docenti-chiedono-aiuto-con-incertezza-sale-stress/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2020 09:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 14 apr. - "Nell'arco di queste settimane sono giunte, allo sportello d'ascolto sul sito Diregiovani.it, tantissime richieste di aiuto di docenti che esprimono le proprie preoccupazioni rispetto ai cambiamenti che stanno vivendo con gli studenti e le famiglie.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Zaza (Ido): 5 punti per usare ansia con efficacia, ecco corso Miur-Ido-Sip</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Corso-di-Formazione-per-docenti.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3478" alt="corso-di-formazione-per-docenti" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Corso-di-Formazione-per-docenti.jpg" width="842" height="595" /></a></p>
<div align="left">
<div id="testo">(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 14 apr. &#8211; &#8220;Nell&#8217;arco di queste settimane sono giunte, allo sportello d&#8217;ascolto sul sito Diregiovani.it, tantissime richieste di aiuto di docenti che esprimono le proprie preoccupazioni rispetto ai cambiamenti che stanno vivendo con gli studenti e le famiglie.</p>
<p>Timori che si aggiungono all&#8217;incertezza sulle conseguenze che tali situazioni produrranno nel futuro. In questo periodo e&#8217;, quindi, piu&#8217; che naturale trovarsi a dover gestire un aumento dei livelli di ansia, percepiti sia sul piano personale che professionale&#8221;. Lo dichiara Francesca Zaza, psicoterapeuta dell&#8217;IdO, nel corso online di formazione a distanza gratuito &#8216;La gestione dell&#8217;ansia e dello stress in situazioni di emergenza&#8217;, voluto dal ministero dell&#8217;Istruzione (Miur) e realizzato insieme all&#8217;Istituto di Ortofonologia (Ido), la Societa&#8217; italiana di Pediatria (Sip) e al portale d&#8217;informazione Diregiovani.</p>
<p>Pubblicato da pochissimi giorni, il corso ha gia&#8217; totalizzato oltre 3.000 contatti e 600 iscritti.</p>
<p>&#8220;L&#8217;ansia- spiega la psicologa- corrisponde a uno stato di allerta psichica che produce un&#8217;attivazione delle risorse individuali, al fine di far fronte a eventi o stimoli percepiti come potenzialmente minacciosi. Quando raggiunge livelli di intensita&#8217; e frequenza eccessivi- spiega la psicologa- l&#8217;ansia rischia di interferire sul funzionamento dell&#8217;individuo producendo comportamenti che non facilitano l&#8217;adattamento alla situazione nuova, ma rischiano di ostacolarlo, generando uno stato di iper-attivazione o, al contrario, un atteggiamento di scoraggiamento, percezione di impotenza e rassegnazione. In entrambi i casi l&#8217;energia prodotta in eccesso dall&#8217;ansia difficilmente puo&#8217; essere utilizzata in maniera funzionale e adattiva per affrontare efficacemente la condizione che la provoca, risultando nel primo caso dispersa, nel secondo bloccata&#8221;.</p>
<p>Francesca Zaza evidenzia <strong>5 punti</strong> <strong>per utilizzare in maniera efficace e adattiva l&#8217;energia prodotta dall&#8217;ansia</strong>. &#8220;Il <strong>primo</strong> passo per utilizzare efficacemente qualcosa e&#8217; riconoscerne la funzione e il valore. L&#8217;ansia non va negata, svalutata o evitata. L&#8217;ansia va accolta e ascoltata. Cosa ci sta comunicando? Cosa ci sta chiedendo di fare? Utilizzate l&#8217;energia prodotta dall&#8217;ansia per attuare il cambiamento del quale voi e i vostri studenti avete bisogno, non solo nel modo di fare didattica, ma nel modo di ripensare il processo di insegnamento-apprendimento, adattando l&#8217;offerta formativa alle specifiche esigenze attuali.</p>
<p>Nel <strong>secondo</strong> punto la psicologa spiega che &#8220;i nuovi ambienti di apprendimento richiedono nuovi modi di accogliere gli studenti. In aula bastava il buongiorno per percepire il clima della classe, oggi un saluto scritto o videoregistrato rischia di non essere piu&#8217; sufficiente- continua- perche&#8217; manca dei segnali non verbali preziosi per comprendere lo stato emotivo degli studenti. Trovate il modo di essere umanamente vicini ai vostri studenti, interessatevi a loro, a come stanno, a come trascorrono il tempo&#8221;.</p>
<p>Il <strong>terzo</strong> suggerimento di Francesca Zaza e&#8217; di utilizzare i racconti, le fiabe, le autobiografie, le storie di resilienza narrate dalla cultura classica e contemporanea. Le tante esperienze di autori, poeti, attori, cantanti, scienziati, sportivi che possono essere sfruttate come spunto di riflessione e materiale didattico dal quale attingere per far nascere idee su come affrontare questo particolare periodo storico.</p>
<p>&#8220;Dobbiamo riconoscere a noi stessi e ai nostri studenti il valore dei tentativi che vengono fatti per risolvere i piccoli e grandi problemi quotidiani e non solo i risultati che si ottengono. Gestire l&#8217;energia in eccesso prodotta dall&#8217;ansia- spiega nel quarto punto la psicoterapeuta dell&#8217;IdO- affatica tutti, di conseguenza tutti meritano un riconoscimento anche solo per il fatto di aver provato seriamente a mettersi in gioco.</p>
<p>Bisogna valorizzate la qualita&#8217; piu&#8217; che la quantita&#8217;&#8221;.</p>
<p>Nel <strong>quinto</strong> e&#8217; ultimo punto Zaza suggerisce di cercare nuove prospettive, spiegando che &#8220;essere tesi e preoccupati e&#8217; piu&#8217; che naturale, ma non fate che l&#8217;ansia diventi l&#8217;ago della vostra bussola interna. Sperimentate, datevi la possibilita&#8217; di utilizzare questo tempo nuovo e diverso per entusiasmarvi all&#8217;idea di poter scoprire nuove strade, nuovi modi di guardare a voi stessi come docenti. Sono i momenti di cambiamento- conclude- quelli nei quali si possono scoprire nuovi percorsi e nuove possibilita&#8217;&#8221;.</p>
<p>Per approfondimenti seguite il corso gratuito a distanza &#8216;<em>La gestione dell&#8217;ansia e dello stress in situazioni di emergenza</em>&#8216;. Per informazioni e iscrizioni scrivere all&#8217;indirizzo di posta elettronica sportellodocenti@diregiovani.it.</div>
<div></div>
<div><a title="DOCENTI CHIEDONO AIUTO, CON INCERTEZZA SALE STRESS" href="http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2020/aprile/14/?news=05">http://direnl.dire.it/psicologia/anno/2020/aprile/14/?news=05</a></div>
<div><a title="GESTIONE ANSIA E STRESS IN SITUAZIONI DI EMERGENZA" href="https://www.youtube.com/watch?v=jXAHbUcVeAI&amp;feature=youtu.be">https://www.youtube.com/watch?v=jXAHbUcVeAI&amp;feature=youtu.be</a></div>
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		<title>EMOZIONI IN PILLOLE: QUANDO LA SOLITUDINE ARRIVA, IMPARA A TENERTI COMPAGNIA!</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 11:16:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alle persone sole e a tutte quelle che sanno che non basta avere qualcuno vicino per proteggersi dal disorientamento con il quale si è spesso costretti a fare i conti nei momenti più difficili, quelli che ci mettono in contatto con un senso di vuoto che neanche le relazioni più significative, il lavoro, lo sport, la tecnologia, la TV, gli acquisti riescono a riempire.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alle persone sole e a tutte quelle che sanno che non basta avere qualcuno vicino per proteggersi dal disorientamento con il quale si è spesso costretti a fare i conti nei momenti più difficili, quelli che ci mettono in contatto con un senso di vuoto che neanche le relazioni più significative, il lavoro, lo sport, la tecnologia, la TV, gli acquisti riescono a riempire.</p>
<p>Attimi che ci portano a sperimentare quel senso di solitudine che non ha niente a che vedere con la presenza o meno degli altri, ma che rappresenta piuttosto una condizione universale che tutti possiamo percepire a confronto con le grandi sfide della vita, come i traumi, le perdite e le malattie. Esperienze che scuotono profondamente le nostre radici, obbligandoci a spostare lo sguardo dall’esterno all’interno, dirigendolo su noi stessi e su quello che nel tempo abbiamo costruito dentro.</p>
<p>Una solitudine che oggi più che mai rischia di prendere il sopravvento, perché sono venuti a mancare molti di quegli stimoli che fino a ieri ci hanno distratto dal sentire. Così, da un giorno all’altro ci siamo ritrovati a trascorrere molto più tempo dentro la nostra casa, non solo quella concreta, il cui spazio è chiaramente circoscritto dalle mura, ma soprattutto quella simbolica, del nostro mondo interno, delimitata unicamente da noi stessi e fatta di tutto ciò che siamo: emozioni, pensieri, ricordi e non solo.</p>
<p>Questa casa ci appartiene, è costruita sulle nostre radici e assolve il compito di custodirle. Da chi è abitata? In che modo ce ne siamo occupati finora? Come l’abbiamo vissuta, arredata, riempita, svuotata, illuminata? Sono queste le domande alle quali la solitudine ci chiede di rispondere. È questo spazio che ci invita a guardare, a esplorare, a vivere. E se è vero che quando stiamo bene con noi stessi la solitudine può diventare un’occasione in più per conoscerci, goderci quello che abbiamo e gioire dell’opportunità di avere un luogo nel quale proteggerci durante la tempesta, è altrettanto vero che non è sempre facile restare sereni quando si prolunga l’attesa e fuori tarda a splendere il sole.</p>
<p><strong>ECCO ALLORA 5 SUGGERIMENTI PER IMPARARE A TENERSI COMPAGNIA:</strong></p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/2-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3471" alt="2-2" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/2-2.jpg" width="1024" height="512" /></a></p>
<p><strong>1. GUARDATI. L</strong>a mattina quando ti svegli ricordati di fare entrare la luce nella tua casa. Poi guardati: cosa<br />
dicono i tuoi occhi di te? Cosa raccontano? Anche se non devi uscire indossa qualcosa che sia in sintonia<br />
con quello che senti: qualcosa di delicato se hai bisogno di leggerezza, qualcosa di morbido se hai bisogno<br />
di calore, qualcosa di colorato se hai bisogno di energia e vitalità.</p>
<p><strong>2. SORPRENDITI.</strong> Dentro ognuno di noi è presente un universo di possibilità. Con il tempo ci convinciamo di essere sempre uguali a noi stessi e perdiamo la capacità di vederci e di vedere il mondo con occhi nuovi. Dai spazio alla tua creatività e scegli un momento della giornata nel quale dedicarti a qualcosa di nuovo, che non hai mai fatto prima. Basteranno pochi minuti.</p>
<p><strong>3. LASCIATI ISPIRARE.</strong> Il nostro mondo interno è come una casa piena di stanze: gioia, tristezza, solitudine, sorpresa, entusiasmo, coraggio…ogni stanza ha una sua funzione. Riordina le foto che hai raccolto nel tempo in album: famiglia, amici, sport, viaggi. Scrivi su dei piccoli post-it frasi di film, canzoni e citazioni che ti ispirano e posizionale dove puoi facilmente vederle. In questo modo sarà più facile trovare quello che ti occorre quando ne avrai bisogno.</p>
<p><strong>4. CREA LA TUA PERSONALE COLONNA SONORA.</strong> Ognuno ha una playlist di canzoni preferite. Scegli quelle che ti riempiono…di entusiasmo, di energia, di dolcezza, di qualunque cosa tu abbia bisogno in quel momento e raggruppale in colonne sonore da utilizzare per accompagnare le tue giornate.</p>
<p><strong>5. RICORDA.</strong> L’immaginazione è uno strumento potente, può portarci con la mente e il cuore vicino alle persone alle quali teniamo anche quando sono a chilometri di distanza e farci rivivere la sensazione di un abbraccio se avvolgiamo le nostre spalle in una coperta morbida. Non può sostituire la realtà, ma può aiutarci a mantenere vivo il ricordo delle persone importanti e delle cose preziose fino al giorno nel quale<br />
sarà di nuovo possibile ricongiungerci ad esse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="QUANDO LA SOLITUDINE ARRIVA, IMPARA A TENERTI COMPAGNIA!" href="https://www.diregiovani.it/2020/04/06/306243-quando-la-solitudine-arriva-impara-a-tenerti-compagnia.dg/">https://www.diregiovani.it/2020/04/06/306243-quando-la-solitudine-arriva-impara-a-tenerti-compagnia.dg/</a></p>
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		<title>LONTANI MA VICINI. 30 PSICOLOGI AL SERVIZIO DI SCUOLE E FAMIGLIE.</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2020 11:33:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[‘Lontani ma vicini’. In un momento di grande confusione e smarrimento come quello che tutto il Paese sta vivendo l’Istituto di Ortofonologia e diregiovani.it ritengono sia necessario, e di grande utilità, ribadire l’importanza di uno spazio di ascolto che possa fare da contenitore a pensieri, riflessioni, paure e timori che inevitabilmente questa situazione può attivare. È quanto contenuto in una nota inviata alle scuole per offrire tutto il supporto possibile a studenti, docenti e famiglie.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>‘Lontani ma vicini’. In un momento di grande confusione e smarrimento come quello che tutto il Paese sta vivendo l’Istituto di Ortofonologia e diregiovani.it ritengono sia necessario, e di grande utilità, ribadire l’importanza di uno spazio di ascolto che possa fare da contenitore a pensieri, riflessioni, paure e timori che inevitabilmente questa situazione può attivare. È quanto contenuto in una nota inviata alle scuole per offrire tutto il supporto possibile a studenti, docenti e famiglie. Per questo verrà creato uno spazio dedicato sul sito diregiovani.it dove trovare esperti disponibili a rispondere a tutte le esigenze, speciali dedicati al racconto del mondo della scuola che non si ferma, contenuti informativi e didattici. “Purtroppo, date le contingenze- scrive l’equipe dell’Ido- siamo impossibilitati a stare in prima linea fisicamente, ma questa volta i progressi tecnologici ci vengono incontro, per questo rinnoviamo la nostra disponibilità a contattarci on line, dove non ci sono pericoli ma il nostro incontro può essere comunque autentico, protetto e utile. La condivisione e la possibilità di dar voce ai propri vissuti è già un momento fondamentale per mettere ordine e darsi una nuova struttura interna, che dovrebbe essere sempre flessibile e adattabile vista la velocità con cui cambiano le cose”. Trenta sono gli psicologi che tutti i giorni saranno al servizio dei giovani, degli insegnanti e delle famiglie.</em></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/03/LONTANI-VICINI-scaled.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3459" alt="lontani-vicini-scaled" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/03/LONTANI-VICINI-scaled-1024x493.jpg" width="940" height="452" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">FONTE ORIGINALE: <a title="LONTANI MA VICINI 30 PSICOLOGI AL SERVIZIO DI SCUOLE E FAMIGLIE" href="https://www.diregiovani.it/lontani-ma-vicini-30-psicologi-al-servizio-di-scuole-e-famiglie-2/">https://www.diregiovani.it/lontani-ma-vicini-30-psicologi-al-servizio-di-scuole-e-famiglie-2/</a></p>
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		<title>LeggiAMO! Laboratorio per lo sviluppo del linguaggio dedicato a bambini dai 2 ai 3 anni.</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 15:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tuo bambino ha dai 2-3 anni? Presenta un ritardo del linguaggio?
Ecco un laboratorio pensato ad hoc per te.
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Il tuo bambino ha dai 2 ai 3 anni? Presenta un ritardo del linguaggio?</p>
<p style="text-align: center;">Ecco un laboratorio pensato ad hoc per voi!</p>
<p>L&#8217;input linguistico e lo stile comunicativo dei genitori rivestono un ruolo fondamentale nello sviluppo delle abilità comunicative dei loro figli.</p>
<p>Per questo Arcobaleno – Studio Multidisciplinare ha pensato a un programma di <b>SEI INCONTRI</b> della durata di un’ora ciascuno per <b>FORNIRE STRUMENTI E STRATEGIE COMUNICATIVE E LINGUISTICHE PER SOSTENERE LO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO NEI BAMBINI DAI 2 AI 3 ANNI.</b></p>
<p>Il laboratorio sarà condotto dalla Dott.ssa Claudia Mandarino, Logopedista, con la collaborazione della Dott.ssa Francesca Zaza, Psicologa – Psicoterapeuta.</p>
<p align="center">Gli incontri si svolgeranno il <b>MERCOLEDÌ DALLE 11.15 ALLE 12.15.</b></p>
<p>L’adesione è subordinata allo svolgimento di un colloquio conoscitivo finalizzato ad accertare che vi siano i presupposti per la partecipazione ed un incontro conclusivo di restituzione e condivisione del percorso effettuato.</p>
<p>Per maggiori informazioni rivolgersi a:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dott.ssa Claudia Mandarino Tel. 380/3640341</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2019/09/LABORATORIO-PC-ARCO-2019.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3442" alt="laboratorio-pc-arco-2019" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2019/09/LABORATORIO-PC-ARCO-2019.jpg" width="750" height="733" /></a></p>
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		<title>&#8220;I ROMPISCATOLE&#8221;. STORIE DI GIOVANI EROI SENZA MANTELLO</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Sep 2019 12:16:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 10 set. - "Quelle che ti troverai a leggere sono storie di ragazzi autentici che, col loro carico di difetti, complessi, limiti e paure, a un certo punto della loro vita, davanti a un problema, si sono inventati una soluzione, qualcosa di straordinario.
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Il libro di Vittoria Iacovella al Venerdi&#8217; culturale IdO, 13 settembre a Roma</p>
<div align="left">
<div id="testo">Roma, 10 set. &#8211; &#8220;Quelle che ti troverai a leggere sono storie di ragazzi autentici che, col loro carico di difetti, complessi, limiti e paure, a un certo punto della loro vita, davanti a un problema, si sono inventati una soluzione, qualcosa di straordinario.</p>
<p>Nessun super potere a rassicurarli che erano nel giusto, nessuno specchio a rimandargli un&#8217;immagine perfetta, nessun paracadute a garantirgli che non si sarebbero schiantati. L&#8217;hanno fatto e basta. Hanno guardato in faccia i loro mostri e sono andati avanti. Hanno rotto le gabbie, gli schemi, le usanze, le idee irrigidite e incrostate, hanno rotto le scatole e, facendolo, hanno cambiato un pezzetto di mondo, trasformandolo in un posto un po&#8217; migliore&#8221;. È questo il filo conduttore delle 10 storie narrate nel libro &#8216;I rompiscatole&#8217; della giornalista Vittoria Iacovella, che sara&#8217; presentato nel corso della X edizione de I venerdi&#8217; culturali della Scuola dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO) il 13 settembre alle 21 presso la sede della Scuola in Corso d&#8217;Italia 38/A sul tema: I Rompiscatole. Storie di giovani eroi senza mantello.</p></div>
<div></div>
<div style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2019/09/download.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3432" alt="download" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2019/09/download.jpg" width="225" height="225" /></a></div>
<div style="text-align: right;"></div>
<div>Oltre l&#8217;autrice sara&#8217; presente Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva e responsabile del servizio Terapie dell&#8217;Istituto di Ortofonologia.</p>
<p>&#8220;Conosci la teoria della ghianda?- chiede Iacovella- James Hillman sosteneva che ciascuno di noi possiede un suo talento innato, una vocazione alla quale e&#8217; chiamato sin dalla nascita. Se osserviamo bene, anche in queste storie, e&#8217; come uno spiritello che proprio nell&#8217;infanzia si manifesta piu&#8217; liberamente. A volte questo talento viene fuori all&#8217;improvviso, come un&#8217;illuminazione, ma era gia&#8217; li&#8217;. La ghianda contiene gia&#8217; dentro se&#8217; la quercia che sara&#8217;, basta darle il giusto terreno per potersi sviluppare. E tu, che albero sei? Buona esplorazione!&#8221;.</p>
<p>L&#8217;evento e&#8217; gratuito e per qualsiasi informazione e&#8217; possibile scrivere a segr.formazione@ortofonologia.it. <a href="http://93.148.201.171/News/2019/06/17/2019061702172301671.MP4" target="_blank">Qui e&#8217; possibile guardare l&#8217;intervista all&#8217;autrice.</a></div>
<div></div>
<div><a title="I ROMPISCATOLE. STORIE DI GIOVANI EROI SENZA MANTELLO" href="https://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2019/settembre/10/?news=05">https://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2019/settembre/10/?news=05</a></div>
</div>
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