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	<title>Studio Arcobaleno &#187; Fiaba</title>
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		<title>LA DIMENSIONE DI CURA NELLA FIABA E&#8217; NEL PIANO METAFORICO</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2016 05:59:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 24 mag. - "Jung e una delle sue piu' strette collaboratrici, ci dicono che le fiabe sono l'espressione piu' pura e semplice dei processi psichici e dei fenomeni collettivi inconsci, valgono percio' piu' di ogni altro materiale per l'indagine dell'inconscio. Inoltre alcuni autori junghiani, come Dieckmann, sostengono che il piano metaforico, come puo' essere quello della fiaba preferita o piu' temuta nell'infanzia portata in analisi, si aggancia al complesso inconscio fonte di sintomi, ma contemporaneamente prepara l'utilizzo dell'energia psichica sul piano del simbolo, aprendosi quindi alla trasformazione, al recupero di quella parte della totalita' ancora inespressa. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 24 mag. &#8211; &#8220;Jung e una delle sue piu&#8217; strette collaboratrici, ci dicono che le fiabe sono l&#8217;espressione piu&#8217; pura e semplice dei processi psichici e dei fenomeni collettivi inconsci, valgono percio&#8217; piu&#8217; di ogni altro materiale per l&#8217;indagine dell&#8217;inconscio. Inoltre alcuni autori junghiani, come Dieckmann, sostengono che il piano metaforico, come puo&#8217; essere quello della fiaba preferita o piu&#8217; temuta nell&#8217;infanzia portata in analisi, si aggancia al complesso inconscio fonte di sintomi, ma contemporaneamente prepara l&#8217;utilizzo dell&#8217;energia psichica sul piano del simbolo, aprendosi quindi alla trasformazione, al recupero di quella parte della totalita&#8217; ancora inespressa. La figura della Sirenetta, che simboleggio l&#8217;unione di opposti, sembra rappresentare per eccellenza tale potenzialita&#8217;&#8221;. A spiegare come utilizzare lo strumento della fiaba nella terapia e&#8217; Mariagrazia Crema, psicologa analista del Centro italiano di psicologia analitica (Cipa) e autrice del libro edito dalla Magi &#8216;Il riscatto della Sirenetta. Da metafora a simbolo: il sacrificio al servizio del processo di crescita&#8217;.</p>
<p>- Chi e&#8217; la Sirenetta? &#8220;Da un punto di vista metaforico la Sirenetta non e&#8217; ne&#8217; carne ne&#8217; pesce; da un punto di vista simbolico rappresenta quella trasformazione che le permettera&#8217; di diventare e carne e pesce. È un tipo di problematica che ricorre in molte donne, anche adulte- afferma la psicologa analista-, e le varianti simboliche che si possono rintracciare confermano la mia ipotesi iniziale: la Sirenetta vuole essere anima e voce in una realta&#8217; che cerca di bloccarla per 300 anni nel profondo silenzio del mare, per poi diventare schiuma. Lei vive un&#8217;esclusione: o e&#8217; tutta del mare senza gambe e anima, o e&#8217; tutta della terra senza voce. E&#8217; il simbolo di una donna che non riesce a definirsi ed e&#8217; costretta a proiettare sul principe tutta la sua autorealizzazione&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/05/sirenetta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2963" alt="sirenetta" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/05/sirenetta.jpg" width="570" height="377" /></a></p>
<p>Crema utilizza l&#8217;immagine della Sirenetta quando lavora ad esempio con le donne &#8220;bloccate in patologie masochistiche, in casi di abuso, con persone i cui bisogni di evoluzione sembrano tutti proiettati sul partner o nel caso del mutismo in adolescenza, che spinge molte persone a non dare voce al loro mondo interno. La Sirenetta rappresenta la massima difesa e la massima tensione all&#8217;individuazione. Anche se siamo in un&#8217;epoca post femminista- continua l&#8217;analista- c&#8217;e&#8217; tutto un aspetto del femminile che riguarda l&#8217;immagine della &#8216;madre negativa&#8217; che censura l&#8217;aggressivita&#8217;, l&#8217;aspetto di fedelta&#8217; a se stesse, il poter esprimere i propri bisogni e l&#8217;autoaffermazione. Aspetti che rendono il mio libro ancora attuale&#8221;.</p>
<p>La psicoterapeuta ricorda una sua paziente che venne abusata all&#8217;eta&#8217; di 8 anni: &#8220;Aveva problematiche sessuali molto forti, come l&#8217;anorgasmia, e riconobbe nell&#8217;immagine della coda di pesce la sua rinuncia alla sessualita&#8217; e alla maternita&#8217;. Le due dimensioni &#8216;pesce&#8217; e &#8216;donna&#8217; erano molto distanti e lei risultava troppo poco differenziata per poter sviluppare i genitali e diventare una donna completa. Doveva fallire non avendo gli strumenti sufficienti per andare nella vita- rammenta Crema-, affrontare la problematica affettiva e l&#8217;assunzione della responsabilita&#8217; che implica una maternita&#8217;. Un fallimento che non e&#8217; un insuccesso, ma una modalita&#8217; di arrivare alla differenziazione. Lo stesso accade alla Sirenetta, che procedendo di fallimento in fallimento imparera&#8217; a separare gli opposti e a farli comunicare senza dover piu&#8217; rinunciare a nessuno dei due aspetti. Attraverso il fallimento diventera&#8217; sempre un po&#8217; piu&#8217; donna e imparera&#8217; a rinunciare a un falso adattamento che le impedisce di portare avanti la propria istanza individuativa&#8221;.</p>
<p>- Qual e&#8217; il fallimento della Sirenetta? &#8220;Il principe sposera&#8217; un&#8217;altra donna e vedra&#8217; in lei solo una sorella. La donna-pesce non sapra&#8217; piu&#8217; cosa fare: non potra&#8217; tornare indietro, nelle profondita&#8217; del mare, ne&#8217; restare vicina al principe come sorella, perche&#8217; solo il suo amore le avrebbe potuto dare l&#8217;anima&#8221;. Cosa fara&#8217;? &#8220;Scegliera&#8217; il sacrificio,- risponde Crema- non uccidera&#8217; l&#8217;uomo che ama e si trasformera&#8217; in brezza. La stessa sorte si ritrova in tutte quelle donne che scelgono di sacrificare la compulsione dell&#8217;Io alla soccorrevolezza del partner per spostare la loro energia su obiettivi di autorealizzazione personali&#8221;.</p>
<p>- La Sirenetta simboleggia la donna d&#8217;oggi, a meta&#8217; strada tra lavoro e famiglia? &#8220;Certamente e&#8217; il simbolo di una donna che si sente riconosciuta a meta&#8217;. La sua autoaffermazione non dovra&#8217; prendere pero&#8217; la via fallica, la coda di pesce. C&#8217;e&#8217; un aspetto del femminile piu&#8217; profondo che deve essere recuperato, senza tornare indietro in un mondo matriarcale che vede nel maschile un nemico&#8221;.</p>
<p>- Esiste una fiaba che ci aiuta a riflettere sulla condizione del maschile? &#8220;Sto lavorando alla fiaba de &#8216;La Bella e la bestia&#8217;- aggiunge l&#8217;esponente del Cipa- la quale ci riporta al topos di Eros e Psiche. Non si capisce bene come Eros possa rinunciare alla protezione di Afrodite, la madre, per andare incontro a una donna cosi&#8217; consapevole. Per amor di Lui, Psiche aprira&#8217; il vasetto consegnatole da Preserpina ed entrera&#8217; in un sonno profondo che permettera&#8217; ad Eros di attivarsi. Ma su questo tema- conclude- la mia ricerca continua&#8221;.</p>
<p><a title="LA DIMENSIONE DI CURA E' NEL PIANO METAFORICO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/maggio/24/?news=02">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/maggio/24/?news=02</a></p>
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		<title>&#8220;LA REGINA DELLA NEVE&#8221; di H. C. Andersen</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Oct 2013 11:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guarda, adesso cominciamo, quando saremo alla fine della storia ne sapremo più di quanto ne sappiamo adesso, perché qui si parla di uno spirito cattivo, uno dei peggiori, "Il diavolo". Un giorno era proprio di buon umore, perché aveva costruito uno specchio che aveva la facoltà di far sparire immediatamente tutte le cose belle e buone che vi si rispecchiavano, come non fossero state nulla; quello che invece era brutto e che appariva orribile, risaltava ancora di più. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Guarda, adesso cominciamo, quando saremo alla fine della storia ne sapremo più di quanto ne sappiamo adesso, perché qui si parla di uno spirito cattivo, uno dei peggiori, &#8220;Il diavolo<b>&#8220;</b>. Un giorno era proprio di buon umore, perché aveva costruito uno specchio che aveva la facoltà di far sparire immediatamente tutte le cose belle e buone che vi si rispecchiavano, come non fossero state nulla; quello che invece era brutto e che appariva orribile, risaltava ancora di più. I più bei paesaggi sembravano spinaci cotti e gli uomini migliori diventavano orribili o stavano schiacciati a testa in giù; i volti venivano così deformati che non erano più riconoscibili e se qualcuno aveva una lentiggine, allora poteva essere ben sicuro che questa si sarebbe allargata fino al naso e alla bocca. Era straordinariamente divertente, diceva il diavolo. Se c&#8217;era un pensiero pio e buono questo nello specchio diventava una smorfia, così il diavolo doveva per forza ridere della sua divertente invenzione. Tutti quelli che andavano a scuola di magia, perché lui teneva una scuola di magia, raccontavano in giro che era successo un prodigio: adesso finalmente si poteva vedere, dicevano, come erano veramente il mondo e gli uomini. Corsero intorno con lo specchio e alla fine non ci fu più un solo paese o un solo uomo che non fosse stato deformato nello specchio.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2013/10/1216533816357_f.jpg"><img class="size-full wp-image-2335 alignright" alt="1216533816357_f" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2013/10/1216533816357_f.jpg" width="358" height="299" /></a>Ora volevano volare fino al cielo per prendersi gioco degli angeli e di nostro Signore. Più volavano in alto con lo specchio, più questo rideva con violenza: riuscivano a malapena a tenerlo; volarono sempre più in alto, vicino a Dio e agli angeli; a un certo punto lo specchio tremò così terribilmente per le risate, che sfuggì loro di mano e precipitò verso la terra, dove si ruppe in centinaia di milioni, di bilioni di pezzi, e ancora di più. E così fece molto più danno di prima, perché alcuni pezzi erano piccoli come granelli di sabbia e volavano intorno al vasto mondo, e quando entravano negli occhi della gente vi rimanevano, così la gente vedeva tutto storto, oppure vedeva solo il lato peggiore delle cose, perché ogni piccolo pezzettino dello specchio aveva mantenuto la stessa forza che aveva lo specchio intero. A qualcuno una piccola scheggia dello specchio cadde addirittura nel cuore, e questo fu veramente orribile: il cuore divenne come un pezzo di ghiaccio. Alcune schegge dello specchio erano invece così grandi che vennero usate per farne vetri da finestra, ma non era il caso di guardare i propri amici attraverso quei vetri; altri pezzi diventarono occhiali, e questo fu proprio un male. Quando la gente metteva gli occhiali per vedere meglio e per essere obiettiva, il maligno rideva tanto che lo stomaco gli ballava tutto e gli faceva il solletico. Ma fuori volavano ancora piccoli pezzi di vetro nell&#8217;aria.</p>
<p>Ora sentiamo cosa accadde.</p>
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