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	<title>Studio Arcobaleno &#187; fiabe</title>
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		<title>L&#8217;USIGNOLO, di HANS CHRISTIAN ANDERSEN.</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Feb 2018 13:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[...."Sei proprio tu, caro usignolo?" mormorò incredulo l'imperatore. "Io ti ho scacciato e ti ho insultato, e tu hai dissolto i miei cattivi pensieri, hai allontanato la morte dal mio cuore...come potrò ricompensarti?"

"Ho avuto la mia ricompensa la prima volta che mi hai visto. Ho avuto le lacrime di un sovrano, che valgono più dei gioielli. Ora silenzio, hai bisogno di dormire per rimetterti in forze. E io canterò per proteggere il tuo riposo".

E così fece. Dopo poche note, l'imperatore dormiva come un bambino. Quando si svegliò il sole splendeva dalla finestra aperta, e si rese conto che quel sonno era bastato a ritemprarlo. Aprendo gli occhi vide l'usignolo, che non lo aveva abbandonato: l'usignolo e nessun altro, perchè i suoi cortigiani, credendolo già morto o quasi morto, non si erano presi la briga di andare a trovarlo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/02/17-bosco-ginestre1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3337" alt="17-bosco-ginestre" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/02/17-bosco-ginestre1-1024x576.jpg" width="940" height="528" /></a></p>
<p><em>&#8230;.&#8221;Sei proprio tu, caro usignolo?&#8221; mormorò incredulo l&#8217;imperatore. &#8220;Io ti ho scacciato e ti ho insultato, e tu hai dissolto i miei cattivi pensieri, hai allontanato la morte dal mio cuore&#8230;come potrò ricompensarti?&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Ho avuto la mia ricompensa la prima volta che mi hai visto. Ho avuto le lacrime di un sovrano, che valgono più dei gioielli. Ora silenzio, hai bisogno di dormire per rimetterti in forze. E io canterò per proteggere il tuo riposo&#8221;.</em></p>
<p><em>E così fece. Dopo poche note, l&#8217;imperatore dormiva come un bambino. Quando si svegliò il sole splendeva dalla finestra aperta, e si rese conto che quel sonno era bastato a ritemprarlo. Aprendo gli occhi vide l&#8217;usignolo, che non lo aveva abbandonato: l&#8217;usignolo e nessun altro, perchè i suoi cortigiani, credendolo già morto o quasi morto, non si erano presi la briga di andare a trovarlo.</em></p>
<p><em>&#8220;Rimani con me&#8221; lo implorò l&#8217;imperatore. &#8220;Canterai solo quando ne avrai voglia, e non dovrai obbedire a nessuno. E io farò a pezzi quell&#8217;uccellaccio meccanico.&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;E perchè dovresti farlo? E&#8217; bello e prezioso e non ha nessuna colpa. Tienilo con te, e ascolta il suo bel canto quando ne avrai voglia. Io non posso vivere tra quattro mura, ma ti prometto che verrò sempre al momento del bisogno, e anche tutte le volte che avrò nostalgia di questo luogo. Mi poserò su quel ramo e canterò finchè i tuoi pensieri non si saranno placati. Ti canterò le cose belle e quelle brutte, di coloro che ti ossequiano per adulazione e di coloro che compiono in tuo nome azioni che non approveresti&#8230;.ciò che ti viene nascosto, e cosa pensano le persone che ti amano davvero. Un usignolo vola, vola in ogni luogo e vede molte cose: conosco cosa fa ridere e piangere il pescatore e il contadino. Canterò per te i pensieri degli oppressi e degli infelici, e il modo in cui potrai aiutarli. Te lo prometto, ma devo chiederti una cosa&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Tutto ciò che vuoi&#8221; disse l&#8217;imperatore.</em></p>
<p><em>&#8220;Non dire mai a nessuno di me: lascia che tutti ti pensino onnisciente, e non avrai più nulla da temere!&#8221;</em></p>
<p><em>Il sovrano stava per rispondere, ma l&#8217;uccellino era già volato via. Allora si alzò e indossò il mantello, si mise in testa la corona e sistemò la spada nella cintura: da anni non si sentiva così bene.</em></p>
<p><em>In quel momento si aprì la porta e comparve il luogotenente, che era venuto ad assicurarsi che Sua Maestà fosse morto prima di tornare dal suo successore. Appena lo vide, sgranò gli occhi e rimase a bocca aperta.</em></p>
<p><em>&#8220;Buongiorno!&#8221; disse l&#8217;imperatore con un cenno di saluto.</em></p>
<p style="text-align: right;">(Tratto da &#8220;La Regina delle Nevi e altri racconti&#8221;, di Hans Christian Andersen, BUR, 2016)</p>
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		<title>LE FIABE SERVONO ANCHE&#8230;DA GRANDI!</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 06:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutte le fiabe cominciano con “c’era una volta...” e trasportano, in genere, in luoghi  al di là del tempo e dello spazio, posti immaginari dove albergano pericoli, paure, ansie ma anche sorprese, aiuti insperati, prove superate, cose belle e lieti fini … le fiabe sono uno specchio nebuloso ma fedele della vita reale ma dove vi è un elemento, la magia, che spesso interviene a nostro favore In termini psicologici la vera magia è la capacità di immaginazione...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Spesso si dimentica che le fiabe non sono solo racconti per bambini ma chiavi di lettura del mondo interiore, utilissime anche per la vita adulta</h2>
<p>Tutte le fiabe cominciano con “c’era una volta&#8230;” e trasportano, in genere, in luoghi  al di là del tempo e dello spazio, posti immaginari dove albergano pericoli, paure, ansie ma anche sorprese, aiuti insperati, prove superate, cose belle e lieti fini … le fiabe sono uno specchio nebuloso ma fedele della vita reale ma dove vi è un elemento, la magia, che spesso interviene a nostro favore In termini psicologici la vera magia è la capacità di immaginazione&#8230;Da piccoli, tutti abbiamo provato grandi emozioni che abbiamo dimenticato ma che vivono nel profondo: paure, gioie, angosce&#8230; Se ne trova traccia nel nostro carattere e nel nostro modo di affrontare la vita: le emozioni vissute dunque ci hanno forgiato e le fiabe sono analogicamente la trasposizione narrativa di quei sentimenti, di quelle emozioni…</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/uid_15aadb313a4.650.340.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3192 aligncenter" alt="uid_15aadb313a4-650-340" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/uid_15aadb313a4.650.340.jpg" width="650" height="340" /></a></p>
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<h3>Perché raccontiamo le fiabe ai bambini</h3>
<p>Queste particolari narrazioni non sono dunque semplici storie, ma strumenti in grado di aiutare i piccoli a prendere confidenza con le loro emozioni profonde, spesso molto coinvolgenti. Non solo: usiamo le fiabe anche per comunicare loro, tramite una figura d&#8217;affetto, che non saranno lasciati soli in balia di un mondo pericoloso. Purtroppo da adulti tendiamo a dimenticare o a banalizzare le fiabe; un vero errore, perché oggi, in fondo, proviamo esattamente le stesse emozioni di quando eravamo piccini&#8230; Come fare a ricontattare questo nostro lato favolistico? Un aiuto può arrivare dal mondo esterno: esistono posti che sembrano avere proprietà intrinseche di pace, serenità e magia: sono tanti e differenti poiché ognuno ha i suoi &#8220;gusti&#8221;: parchi, spiagge, montagne boscose, fiumi, laghi&#8230; In questi luoghi, insieme fisici e mentali ci si sente a “a posto” e, nonostante le difficoltà, si riesce ad accantonare e superare ansie e stress e a ritrovare un senso di unità con sé stessi: proprio quello che avviene nelle fiabe&#8230;</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/fiaba-meditazione-bambini.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3193" alt="fiaba-meditazione-bambini" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/fiaba-meditazione-bambini-1024x682.jpg" width="940" height="626" /></a></p>
<h3>Scrivi la tua fiaba</h3>
<p>Se non sempre è possibile raggiungere questi posti prediletti, possiamo arrivarci con l&#8217;immaginazione, una grande risorsa che sfruttiamo troppo poco: proviamo a immaginare il nostro luogo ideale, costruiamolo nella mente, camminiamoci. Dopo i primi tentativi magari un po’ vaghi scopriremo che è possibile sostarci senza sforzo, il tempo che serve al nostro cervello per riposare e impiegare meglio le risorse che possediamo. Un buon esercizio a questo punto è provare a scrivere la “nostra” fiaba, non importa se breve, all&#8217;inizio possono bastare poche righe, poi si potranno aggiungere particolari, sensazioni, dettagli…</p>
</div>
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<h3>Immaginare non è evadere, ma cercare</h3>
<p>Non ci si deve vergognare di tornare, in un certo senso, bambini: anzi è il modo più efficace per riaccostarsi alla nostra parte profonda, ai propri desideri come ai propri timori, fare di nuovo amicizia con sé stessi, riconoscendo tratti dimenticati e difficoltà da superare. Ciò che desideriamo trovare nella vita è sempre più &#8220;dentro&#8221; che &#8220;fuori&#8221;, più vicino di quanto pensiamo. L’immaginazione, anche quella che fa nascere le fiabe, nutresempre l’Anima: questo nutrimento è prezioso e serve a tutte le età per vivere meglio ciò che chiamiamo “la vita reale” che, non dimentichiamo, è largamente influenzata dalle fantasie che facciamo su di essa.</p>
<p>Fonte originale: <a title="LE FIABE SERVONO ANCHE...DA GRANDI!" href="http://www.riza.it/psicologia/l-aiuto-pratico/6032/le-fiabe-servono-anche-da-grandi.html">http://www.riza.it/psicologia/l-aiuto-pratico/6032/le-fiabe-servono-anche-da-grandi.html</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>CARTONI ANIMATI: COME, QUANDO E PERCHE&#8217;</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2016 07:07:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Data l’importanza che i cartoni animati rivestono per i bambini, è importante che mamma e papà non li considerino pura evasione fantastica, ma come strumenti utili per imparare a comunicare con il mondo interiore del loro piccolo. Questo è il sistema per fargli sentire che si condivide il suo modo di essere e in più si scoprono utili spunti per fare attività creative insieme!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Data l’importanza che i cartoni animati rivestono per i bambini, è importante che mamma e papà non li considerino pura evasione fantastica, ma come strumenti utili per imparare a comunicare con il mondo interiore del loro piccolo. Questo è il sistema per fargli sentire che si condivide il suo modo di essere e in più si scoprono utili spunti per fare attività creative insieme!</p>
<div>
<h3></h3>
<h3><strong>Prima dei due anni: meglio evitare</strong></h3>
<p>È assolutamente sconsigliato esporre il bambino piccolo a programmi televisivi: secondo una ricerca dell’Accademia Americana di Pediatria, troppe ore davanti allo schermo possono provocare un ritardo nel linguaggio, nell’attività psicomotoria, difficoltà di attenzione in età scolare e turbe del sonno. In linea generale, a prescindere dall’età, è bene escludere i cartoni animati violenti, soprattutto perché il bambino tende a imitare il comportamento dei suoi eroi, i programmi che generano eccessiva tensione, perché non adeguati o troppo “forti” da tollerare dal punto di vista emotivo, e anche i cartoni con immagini stereotipate e prive di interpretazioni, che non danno alcun messaggio al piccolo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/02/Bambini-e-televisione.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2871" alt="Bambini-e-televisione" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/02/Bambini-e-televisione.jpg" width="700" height="357" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>E se vuole vedere sempre lo stesso cartone?</strong></h3>
<p>Niente paura! Bisogna sapere che il bambino non è passivo di fronte agli stimoli televisivi, anzi… li utilizza nella costruzione della propria identità. L’interesse per un certo cartone animato, come spesso accade anche con le fiabe, è dettato dal fatto che i temi esplorati entrano in sintonia con la vita interiore del bambino, con i suoi desideri e le sue paure, con il clima familiare che vive e le tappe che sta attraversando. Ripetere, costantemente, la visione di quello specifico cartone animato costituisce per il bambino una sorta di apprendimento emozionale, una palestra interattiva per crescere da usare fino a che il film ha esaurito la sua funzione… Ed ecco che improvvisamente si passa a un’altra scena e a un’altra storia!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Televisione: le regole che servono</strong></p>
<p>- Osservalo mentre guarda la televisione, il suo sguardo e le sue reazioni ti diranno se ciò che sta vedendo è davvero adeguato.</p>
<p>- Non utilizzare la televisione come castigo, premio o come baby-sitter.</p>
<p>- Tieni spenta la tv durante i pasti e mentre fa i compiti! La colazione, il pranzo e la cena sono i momenti in cui la famiglia si riunisce e, ogni volta che è possibile, sarebbe meglio proteggere questo spazio. Mentre studia, invece, il rumore della tv comporta un eccessivo carico cognitivo (anche se il bambino non la guarda la ascolta) e diminuisce l’attenzione e la concentrazione sul compito.</p>
</div>
<div>
<div>
<p>- Non lasciare in mano al bimbo piccolo il telecomando o inevitabilmente inizierà a fare zapping da un programma all’altro, maturando una comprensione parziale e superficiale di ciò che vede, con il rischio di inciampare in programmi non adatti a lui.<br />
- Evita di guardare trasmissioni inopportune quando lui è in circolazione. Anche se sembra che stia facendo qualcos’altro, il piccolo ha “antenne” che riescono a captare tutto.</p>
<p>- Non sistemare un televisore in cameretta: è una scelta che lo autorizza a diventare il padrone della “scatola magica”, facendone in breve tempo un uso eccessivo, mentre devi essere tu ad avere il telecomando “dalla parte del manico”.</p>
<p>- Non è un appuntamento fisso. Se è impegnato a fare altre cose e non chiede di accendere la tv, evita di ricordare al tuo bimbo che è l’ora del “suo” programma.</p>
<p>- Cerca giochi alternativi alla televisione: così gli fai capire che la tv non è indispensabile e che ci si può divertire e rilassare anche svolgendo altre attività.</p>
<p>- Stabilisci con il tuo bambino il tempo e il momento della giornata da dedicare alla tv per i più piccoli le ore davanti allo schermo devono essere molto limitate e anche i più grandicelli non devono vedere la tv per più di un’ora e mezza.</p>
<p>- Non la mattina a colazione perché il bimbo potrebbe volersi alzare prima del tempo per guardare i cartoni oppure arrivare a scuola poco concentrato, né la sera, prima di addormentarsi, perché un eccesso di stimoli visivi ostacola un buon addormentamento.<br />
- Adotta le “condizioni di uso” corrette: la distanza dalla tv non inferiore ai 3 metri, volume non troppo intenso (entro i 70 db) e contrasto luminosità non troppo elevato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Cartoni animati: come, quando e perchè" href="http://www.riza.it/figli-felici/vita-in-famiglia/5207/cartoni-animati-le-regole-d-oro.html">http://www.riza.it/figli-felici/vita-in-famiglia/5207/cartoni-animati-le-regole-d-oro.html</a></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
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		<title>L&#8217;INTERPRETAZIONE DELLA FIABA</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 07:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario Sanità) Roma, 24 giu. - Una fiaba e' un racconto delle meraviglie, dove il naturale terreno e il soprannaturale si intersecano senza difficolta' e cesure: uomini, animali, incanto e incantato, re e figure fantastiche, tutti insieme nel medesimo universo. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario Sanità) Roma, 24 giu. &#8211; Una fiaba e&#8217; un racconto delle meraviglie, dove il naturale terreno e il soprannaturale si intersecano senza difficolta&#8217; e cesure: uomini, animali, incanto e incantato, re e figure fantastiche, tutti insieme nel medesimo universo. E lo svolgimento conduce a risultati che contrastano con la realta&#8217; quotidiana del narratore. È la definizione che si legge nel &#8216;Dizionario delle fiabe e delle favole&#8217; scritto da un gruppo di ricercatori danesi, ripresa da Robert Mercurio, socio analista, segretario della sede romana dell&#8217;Associazione per la ricerca della psicologia analitica (Arpa) al seminario dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO) su &#8216;L&#8217;interpretazione della fiaba. Alla ricerca di una radiografia della psiche archetipica&#8217;, in corso nella Capitale.</p>
<p>Perche&#8217; le fiabe interessano il mondo della psicologia? Contengono simboli e &#8220;il simbolo per Jung non solo comunica un&#8217;idea del processo, ma consente di rivivere il processo stesso, la cui ambiguita&#8217; puo&#8217; essere compresa solo mediante un&#8217;empatia inoffensiva e mai tramite il grossolano intervento della chiarezza&#8221;. Una persona puo&#8217; vivere in un certo momento della sua vita &#8220;un&#8217;intrusione da parte dell&#8217;inconscio, un abbassamento del livello della coscienza che permette, attraverso un sogno o altro, di far entrare qualcosa che mette in moto un processo&#8221;. Questo &#8216;altro&#8217; puo&#8217; essere &#8220;la fiaba che- precisa Mercurio- e&#8217; una compensazione di cio&#8217; che manca nel collettivo&#8221;.</p>
<p>Il fondatore della sede romana dell&#8217;Arpa riprende l&#8217;immagine del filatoio, ricorrente nelle fiabe, per descrivere l&#8217;uomo. &#8220;Il racconto e&#8217; un filare. Gli uomini sono caratterizzati dalla necessita&#8217; di raccontare, che non e&#8217; solo uno sfogo ma un prendere la materia prima della vita e cercare di intravedere una direzione, la spinta individuativa&#8221;. Filare e&#8217; quindi un modo per unire passato e presente. &#8220;Le fiabe spesso iniziano &#8216;Quando le fate erano sulla terra&#8217;- ricorda lo psicoteraputa- facendo immaginare un periodo d&#8217;oro nel passato. Ma non basta il filo, gli esseri umani cercano le interconnessioni, la rete di senso&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/06/1857_021132.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2667 alignleft" alt="1857_021132" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/06/1857_021132-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>SEGRETI, TEMPI, NUMERI E COLORI- Indovinelli, segreti violati, divieti, fuga, colori, aiuto, ritmo, tempi diversi, numeri, sono tutti elementi ricorrenti nelle fiabe. &#8220;Il tempo e&#8217; connesso con il filare, come se il vero ritmo della vita fosse stabilito dal se&#8217; e- cita ad esempio il relatore- i sintomi nevrotici dipendessero dall&#8217;incapacita&#8217;, impossibilita&#8217;, di seguire questo ritmo&#8221;. Spesso i colori delle fiabe sono il verde e il nero: &#8220;Il verde indica l&#8217;equilibrio della coscienza, l&#8217;unione di blu e giallo, la vita vegetale, la clorofilla, e il nero e&#8217; il colore dell&#8217;inconscio. L&#8217;unione invece del rosso e del verde indica l&#8217;incontro tra introversione ed estroversione&#8221;.<br />
IL TERAPEUTA TRA I FILI- &#8220;Il modo di raccontare le cose e&#8217; molto importante. Nella ricerca si puo&#8217; esagerare, ci si puo&#8217; fermare, il nostro lavoro e&#8217; ascoltare e aiutare il paziente mentre elabora il proprio racconto in un modo autentico, genuino e accettabile per l&#8217;inconscio. Se i pazienti esagerano- sottolinea Mercurio- o prendono un filo falso per vero, o se il filo e&#8217; pieno di nodi noi dobbiamo tornare a quel filo e trasformarlo davvero nell&#8217;asse Io-Se&#8217;&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/06/images.jpg"><img class="size-full wp-image-2665 alignright" alt="images" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/06/images.jpg" width="275" height="183" /></a>LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO &#8211; Nella versione dei fratelli Grimm viene introdotto il motivo della rana, &#8220;animale la cui pelle e&#8217; tutta un organo di senso, e dei 12 piatti. Lavorare con le fiabe vuol dire stare attenti ai numeri- chiosa l&#8217;esperto- il re invita 12 fate su 13 perche&#8217; ha solo 12 piatti d&#8217;oro. &#8217;12&#8242; e&#8217; un numero di completezza (come i 12 apostoli, i 12 mesi dell&#8217;anno, i 12 segni dello zodiaco). Andare oltre il 12 vuol dire infrangere un tabu&#8217;: il 13 che porta sventura. Questo indica che ne &#8216;La bella addormentata&#8217; il problema del Re e&#8217; impedire che l&#8217;enigma entri nella realta&#8217;. Vuole che sua figlia rimanga perfetta- afferma l&#8217;analista- sempre comprensibile alla coscienza e mai paradosso&#8221;.</p>
<p>NELLE FIABE NULLA È STRANO &#8211; &#8220;Nelle fiabe nulla e&#8217; strano, nelle leggende e saghe si&#8217;. Perche&#8217; la fiaba e&#8217; talmente archetipica che il protagonista non deve corrispondere a un Io, ma alla spinta archetipica a produrre un Io. Non ci si identifica con l&#8217;eroe. Le fiabe inoltre sono vive, mobili e modificabili proprio per raccontarle in base alle esigenze moderne&#8221;.<br />
I GEMELLI &#8211; I gemelli sono un altro motivo ricorrente. &#8220;Alcune societa&#8217; primitive li uccidevano, perche&#8217; confondono il principio di ordine interno. In altre erano divini, e in altre ancora ne uccidevano uno per renderne l&#8217;altro speciale. I gemelli sono una contraddizione umana, luce e ombra. Guaritori o salvatori.</p>
<p>Rappresentano la dimensione bipolare dell&#8217;archetipo&#8221;.</p>
<p>LA BICICLETTA, UN ATTEGGIAMENTO PONTE &#8211; Se la caratteristica fondamentale dell&#8217;essere umano e&#8217; l&#8217;essere homo narrans, si pone la domanda se l&#8217;analisi sia una questione artistica o scientifica. Mercurio per rispondere prende in prestito l&#8217;immagine della bicicletta, un atteggiamento ponte: &#8220;La ruota davanti indica la quotidianita&#8217;, la ruota di dietro il senso archetipico che si dispiega senza che ce ne rendiamo conto. La ruota davanti e&#8217; il presente, la teoria di riferimento che usiamo, quella di dietro il passato, la dimensione archetipica, cio&#8217; che rende la psiche misteriosa. La parte centrale della bicicletta e&#8217; la dimensione simbolica, quella che ci permette di tenere e vivere insieme queste due ruote. È la funzione trascendente dentro di noi&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/06/images-1.jpg"><img class="size-full wp-image-2666 alignleft" alt="images (1)" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/06/images-1.jpg" width="259" height="194" /></a></p>
<p><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Lo stesso accade nel cervello: &#8220;Abbiamo una mente bicamerale, una bilateralita&#8217; tenuta insieme dal corpo calloso che fortunatamente ci permette di unire le due parti. Il corpo calloso e&#8217; l&#8217;equivalente fisico della funzione trascendente. La dimensione centrale e&#8217; quindi quella simbolica, e il contrario del simbolico e&#8217; il concretistico (non il concreto che e&#8217; compreso nel simbolico)&#8221;. Mercurio conclude chiedendo: &#8220;Perche&#8217; questo contrasto tra simbolico e fisico? Le fiabe sono piene di simboli, che ci permettono di accedere alle verita&#8217;&#8221;.</em></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="L'interpretazione della fiaba" href="http://www.direnews.it/newsletter_sanita/anno/2015/giugno/24/?news=12">http://www.direnews.it/newsletter_sanita/anno/2015/giugno/24/?news=12</a></p>
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