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	<title>Studio Arcobaleno &#187; gioia</title>
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		<title>LE FIABE SERVONO ANCHE&#8230;DA GRANDI!</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 06:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>Spesso si dimentica che le fiabe non sono solo racconti per bambini ma chiavi di lettura del mondo interiore, utilissime anche per la vita adulta</h2>
<p>Tutte le fiabe cominciano con “c’era una volta&#8230;” e trasportano, in genere, in luoghi  al di là del tempo e dello spazio, posti immaginari dove albergano pericoli, paure, ansie ma anche sorprese, aiuti insperati, prove superate, cose belle e lieti fini … le fiabe sono uno specchio nebuloso ma fedele della vita reale ma dove vi è un elemento, la magia, che spesso interviene a nostro favore In termini psicologici la vera magia è la capacità di immaginazione&#8230;Da piccoli, tutti abbiamo provato grandi emozioni che abbiamo dimenticato ma che vivono nel profondo: paure, gioie, angosce&#8230; Se ne trova traccia nel nostro carattere e nel nostro modo di affrontare la vita: le emozioni vissute dunque ci hanno forgiato e le fiabe sono analogicamente la trasposizione narrativa di quei sentimenti, di quelle emozioni…</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/uid_15aadb313a4.650.340.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3192 aligncenter" alt="uid_15aadb313a4-650-340" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/uid_15aadb313a4.650.340.jpg" width="650" height="340" /></a></p>
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<h3>Perché raccontiamo le fiabe ai bambini</h3>
<p>Queste particolari narrazioni non sono dunque semplici storie, ma strumenti in grado di aiutare i piccoli a prendere confidenza con le loro emozioni profonde, spesso molto coinvolgenti. Non solo: usiamo le fiabe anche per comunicare loro, tramite una figura d&#8217;affetto, che non saranno lasciati soli in balia di un mondo pericoloso. Purtroppo da adulti tendiamo a dimenticare o a banalizzare le fiabe; un vero errore, perché oggi, in fondo, proviamo esattamente le stesse emozioni di quando eravamo piccini&#8230; Come fare a ricontattare questo nostro lato favolistico? Un aiuto può arrivare dal mondo esterno: esistono posti che sembrano avere proprietà intrinseche di pace, serenità e magia: sono tanti e differenti poiché ognuno ha i suoi &#8220;gusti&#8221;: parchi, spiagge, montagne boscose, fiumi, laghi&#8230; In questi luoghi, insieme fisici e mentali ci si sente a “a posto” e, nonostante le difficoltà, si riesce ad accantonare e superare ansie e stress e a ritrovare un senso di unità con sé stessi: proprio quello che avviene nelle fiabe&#8230;</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/fiaba-meditazione-bambini.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3193" alt="fiaba-meditazione-bambini" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/fiaba-meditazione-bambini-1024x682.jpg" width="940" height="626" /></a></p>
<h3>Scrivi la tua fiaba</h3>
<p>Se non sempre è possibile raggiungere questi posti prediletti, possiamo arrivarci con l&#8217;immaginazione, una grande risorsa che sfruttiamo troppo poco: proviamo a immaginare il nostro luogo ideale, costruiamolo nella mente, camminiamoci. Dopo i primi tentativi magari un po’ vaghi scopriremo che è possibile sostarci senza sforzo, il tempo che serve al nostro cervello per riposare e impiegare meglio le risorse che possediamo. Un buon esercizio a questo punto è provare a scrivere la “nostra” fiaba, non importa se breve, all&#8217;inizio possono bastare poche righe, poi si potranno aggiungere particolari, sensazioni, dettagli…</p>
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<h3>Immaginare non è evadere, ma cercare</h3>
<p>Non ci si deve vergognare di tornare, in un certo senso, bambini: anzi è il modo più efficace per riaccostarsi alla nostra parte profonda, ai propri desideri come ai propri timori, fare di nuovo amicizia con sé stessi, riconoscendo tratti dimenticati e difficoltà da superare. Ciò che desideriamo trovare nella vita è sempre più &#8220;dentro&#8221; che &#8220;fuori&#8221;, più vicino di quanto pensiamo. L’immaginazione, anche quella che fa nascere le fiabe, nutresempre l’Anima: questo nutrimento è prezioso e serve a tutte le età per vivere meglio ciò che chiamiamo “la vita reale” che, non dimentichiamo, è largamente influenzata dalle fantasie che facciamo su di essa.</p>
<p>Fonte originale: <a title="LE FIABE SERVONO ANCHE...DA GRANDI!" href="http://www.riza.it/psicologia/l-aiuto-pratico/6032/le-fiabe-servono-anche-da-grandi.html">http://www.riza.it/psicologia/l-aiuto-pratico/6032/le-fiabe-servono-anche-da-grandi.html</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
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		<title>LE EMOZIONI PRIMARIE SONO INNATE E CI AIUTANO A SOPRAVVIVERE</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 20:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 22 mar. - Le emozioni primarie sono innate e distinte dalle secondare perche' slegate dal contesto sociale e culturale di appartenenza. Lo psicologo statunitense Paul Ekman individua sette emozioni primarie: gioia, tristezza, rabbia, disgusto, paura, sorpresa e disprezzo. A queste, Daniel Goleman (nel libro 'Intelligenza emotiva') ne aggiunge un'altra: l'amore.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 22 mar. &#8211; Le emozioni primarie sono innate e distinte dalle secondarie perche&#8217; slegate dal contesto sociale e culturale di appartenenza. Lo psicologo statunitense Paul Ekman individua sette emozioni primarie: gioia, tristezza, rabbia, disgusto, paura, sorpresa e disprezzo. A queste, Daniel Goleman (nel libro &#8216;Intelligenza emotiva&#8217;) ne aggiunge un&#8217;altra: l&#8217;amore.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/03/emozioni-bolle.jpg"><img class="size-full wp-image-2882 alignright" alt="emozioni-bolle" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/03/emozioni-bolle.jpg" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Le emozioni primarie sono comuni a tutti gli esseri umani e condivise anche con molte specie animali. Le emozioni secondarie, al contrario, differiscono nelle diverse culture ed e&#8217; veramente difficile classificarle in modo univoco. Per Damasio (neurobiologo) sono: imbarazzo, gelosia, colpa, orgoglio. Ekman aggiunge: invidia, ansia, speranza, compassione, rassegnazione, nostalgia, indignazione, rimorso, delusione.</p>
<p>Ma cos&#8217;e&#8217; l&#8217;emozione? La radice etimologica deriva dal latino &#8220;emove&#8217;re&#8221; (ex= fuori + movere= muovere) letteralmente portare fuori, smuovere, in senso piu&#8217; lato, scuotere, agitare. &#8220;Perche&#8217; le emozioni primarie ci spingono verso un&#8217;azione, ed hanno la funzione principale di proteggerci dai pericoli e condividere i nostri vissuti con l&#8217;esterno&#8221;, spiega alla DIRE Sergio Stagnitta, psicologo psicoterapeuta e blogger (www.sergiostagnitta.it), responsabile area blog del sito dell&#8217;Ordine degli Psicologi del Lazio. &#8220;Per raggiungere questi obiettivi le emozioni ci aiutano a preparare fisiologicamente il corpo. Ad esempio, se avverto un pericolo, una delle reazioni piu&#8217; utili e&#8217; quella di fuggire e cosi&#8217;, grazie alla paura, il corpo si predispone aumentando il flusso sanguigno verso i grandi muscoli scheletrici e, contemporaneamente, scatenando un flusso di ormoni che mette l&#8217;organismo in uno stato generale di allerta&#8221;.</p>
<p>- Cosa agisce sulle emozioni primarie? &#8220;In natura le emozioni primarie funzionano bene- risponde il blogger- il problema non e&#8217; quindi negli animali, semmai negli essere umani. Con il discorso della coscienza e della costruzione culturale (compresa l&#8217;evoluzione tecnologica che ha accresciuto il senso di disorientamento) le emozioni acquistano una valenza diversa. Il rischio che si corre oggi, a livello patologico, e&#8217; che le emozioni si attivino laddove non servano, sganciandosi completamente dalla dimensione biologica: aver paura di qualcosa che non fa paura. Le fobie, ad esempio, nascono proprio da questo scollamento dalla dimensione biologica&#8221;.</p>
<p>- A che servono le emozioni? &#8220;Per rispondere cito un libro molto interessante di Goleman intitolato &#8216;Intelligenza emotiva&#8217;. L&#8217;autore sostiene che l&#8217;emozione e&#8217; uno strumento fondamentale per entrare in contatto con la realta&#8217;, per conoscerla, e&#8217; appunto una forma di intelligenza. Il primo a dirlo fu Darwin, che capovolse la credenza dominante che riteneva le emozioni nocive, una sorta di nebbia che ci confonde. Anticamente l&#8217;emozione era vista come una reazione dell&#8217;organismo da controllare e inibire il piu&#8217; possibile. Il biologo e naturalista britannico ribadi&#8217; al contrario la loro funzione fondamentale: ci aiutano a sopravvivere e a capire i fatti della realta&#8217;. Ecco perche&#8217; oggi possiamo parlare di intelligenza emotiva- afferma Stagnitta- ovvero della possibilita&#8217; di entrare in contatto con la realta&#8217; non solo cognitivamente, ma sentendo le emozioni di quel momento. Pensiamo anche al famoso principio che ci invita ad ascoltarsi con la pancia; come si dice con il cuore e non solo con la ragione!&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/03/aurora-boreale-thinkstock1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2880" alt="aurora-boreale-thinkstock1" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/03/aurora-boreale-thinkstock1-1024x583.jpg" width="940" height="535" /></a></p>
<p>- Come si regolano le emozioni? &#8220;Le emozioni si conoscono e si possono regolare grazie alla relazione con gli altri, in particolare con i propri genitori, visto che passiamo gran parte della nostra infanzia con loro. Il genitore ha la possibilita&#8217; di aiutare a costruire nel bambino una regolazione emotiva.</p>
<p>Esemplare e&#8217; la reazione di un bimbo piccolissimo dopo una caduta. La prima cosa che fara&#8217; e&#8217; osservare il volto della madre: se apparira&#8217; terrorizzato il piccolo piangera&#8217;, se sara&#8217; consolante si spaventera&#8217; un po&#8217; di meno&#8221;.</p>
<p>- L&#8217;emozione allora e&#8217; vera o acquisita? &#8220;Il bambino cadendo si sta facendo male e prova paura o rabbia, avverte un disagio. Quanta paura e quanta rabbia dovra&#8217; provare, glielo comunichera&#8217; la madre regolando la sua componente emotiva. In questo modo- spiega lo psicologo- il piccolo acquisisce competenze. E come se il bambino dicesse: &#8216;Mamma dimmi cosa devo provare in questo momento?&#8217;. Nel lavoro terapeutico succede qualcosa di simile: il terapeuta accoglie e ascolta il disagio della persona, avendo anche la funzione di &#8216;regolatore delle emozioni&#8217;, aiutandola quindi a raccontare i propri vissuti piuttosto che agirli&#8221;.</p>
<p>- Quale emozione e&#8217; legata alle fasi di rinascita? &#8220;La tristezza- conferma Stagnitta- a livello biologico questa emozione rallenta il corpo, abbassa l&#8217;intensita&#8217; e l&#8217;eccitazione. In un momento di disagio/lutto/separazione la prima reazione impulsiva che assale la persona e&#8217; l&#8217;agire; non pensare, provando, spesso, solo un forte sentimento di rabbia. La tristezza, invece, ci aiuta a fermarci un attimo, a stare maggiormente in contatto con cio&#8217; che stiamo vivendo e magari ci permette di chiedere efficacemente aiuto agli altri. I momenti di crisi possono essere fonte di grande creativita&#8217;, bisogna pero&#8217; lasciarsi pervadere dai vissuti anche negativi, senza farsi intrappolare da essi- conclude- e cosi&#8217; provare l&#8217;esperienza simbolica, a volte anche molto reale, di rinascere&#8221;.</p>
<p><a title="LE EMOZIONI PRIMARIE SONO INNATE E CI AIUTANO A SOPRAVVIVERE" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/marzo/22/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/marzo/22/?news=01</a></p>
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