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	<title>Studio Arcobaleno &#187; infanzia</title>
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		<title>PRONTI PER LA PRIMA? SCREENING DEI PREREQUISITI DELL&#8217;APPRENDIMENTO</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 21:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[I PREREQUISITI DELL'APPRENDIMENTO sono sottocomponenti specifiche necessarie per l'apprendimento delle attività strumentali quali lettura, scrittura e calcolo.
Lo sviluppo di tali abilità favorisce l'apprendimento scolastico, per tale motivo è opportuno un riconoscimento precoce.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SCREENING DEI PREREQUISITI DELL&#8217;APPRENDIEMNTO</strong></p>
<p><strong>PER BAMBINI ALL&#8217;ULTIMO ANNO DELLA SCUOLA DELL&#8217;INFANZIA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I <em>PREREQUISITI DELL&#8217;APPRENDIMENTO</em> sono sottocomponenti specifiche necessarie per l&#8217;apprendimento delle attività strumentali quali lettura, scrittura e calcolo.</p>
<p>Lo sviluppo di tali abilità favorisce l&#8217;apprendimento scolastico, per tale motivo è opportuno un riconoscimento precoce.</p>
<p>L&#8217;iniziativa prevede:</p>
<p>1. un primo incontro conoscitivo con i genitori;</p>
<p>2. due incontri con il bambino per la valutazione dei prerequisiti</p>
<p>3. incontro finale con i genitori in cui verrà consegnata la relazione finale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In seguito allo screening, nel caso fosse necessario, sarà possibile prendere parte a un LABORATORIO DI POTENZIAMENTO finalizzato a potenziare i prerequisiti della lettura, scrittura e calcolo con esercizi che coinvolgeranno l&#8217;aspetto cognitivo, attentivo, emotivo, di memoria e logica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per info e iscrizioni scrivere all&#8217;indirizzo <strong>info@studioarcobalenolatina.it</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2022/06/11.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3569" alt="1" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2022/06/11-723x1024.jpg" width="723" height="1024" /></a><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2022/06/2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3572" alt="2" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2022/06/2-723x1024.jpg" width="723" height="1024" /></a></p>
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		<title>QUANDO LE IDEE DIVENTANO REALTA&#8217;: A CAIVANO UNA RETE DI SCUOLE PER I GIOVANI</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2018 13:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<description><![CDATA[C’è una scuola, fra le tante in provincia di Napoli, l’ITI “F. Morano” di Caivano, dove le parole umiltà, determinazione, speranza, rispetto, non sono solo “idee” e non sono pronunciate solo sulla scia dell’emotività di un momento, ma sono scritte sulla soglia del portone d’ingresso, a manifestazione della volontà di quanti, attraverso il proprio lavoro, si impegnano ogni giorno per renderle una realtà concreta e tangibile.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><i>«Una visione condivisa non è un’idea. (…) </i></p>
<p align="right"><i>Essa è piuttosto una forza nei cuori delle persone, una forza che ha una potenza impressionante. </i></p>
<p align="right"><i>Può essere ispirata a un’idea, ma una volta che va oltre – se è abbastanza avvincente da acquisire il sostegno di più di una persona – non è più un’astrazione. </i></p>
<p align="right"><i>E’ tangibile. Le persone cominciano a vederla come se esistesse. </i></p>
<p align="right"><i>Nelle cose umane, poche forze, seppure ve ne siano, sono altrettanto potenti di una visione condivisa» </i></p>
<p align="right"><i>(Senge, 1993).</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’è una scuola, fra le tante in provincia di Napoli, l’ITI “F. Morano” di Caivano, dove le parole umiltà, determinazione, speranza, rispetto, non sono solo “idee” e non sono pronunciate solo sulla scia dell’emotività di un momento, ma sono scritte sulla soglia del portone d’ingresso, a manifestazione della volontà di quanti, attraverso il proprio lavoro, si impegnano ogni giorno per renderle una realtà concreta e tangibile.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/04/Ingresso.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3382" alt="ingresso" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/04/Ingresso.jpg" width="853" height="480" /></a></p>
<p>In questa scuola non ci si limita a confermare lo “<i>status quo</i>”, non ci si ferma davanti a convinzioni del tipo: “<i></i><i>nulla potrà mai cambiare, di conseguenza è inutile anche tentare</i>”, ma si prende atto che, anche se la realtà può essere estremamente dura e difficile da affrontare, ognuno ha comunque il proprio contributo da poter apportare e che quel contributo, per quanto possa costituire una “goccia nel mare”, è prezioso, ha un valore, perché per qualcuno può fare la differenza. Per questo va tutelato e supportato.</p>
<p>In questo luogo, tristemente noto alla cronaca, è necessario proteggere la speranza con sbarre di ferro e lucchetti massicci da una realtà esterna spesso troppo dura e soverchiante da poter essere contenuta solo da mura di cemento e finestre chiuse.</p>
<p>In un contesto caratterizzato da tanta complessità e da esperienze di vita che spesso vanno ben oltre il limite che i giovani possono essere preparati a tollerare, il vissuto tende a letteralizzarsi e ad assumere una caratteristica di concretismo che rischia di spazzare via qualunque capacità trasformativa e simbolica. In quest’ottica non stupisce che anche la scuola, luogo di sviluppo e cultura per eccellenza, sia chiamata a farne le spese.</p>
<p>Nonostante ciò, in <i>questa</i> scuola, Venerdì 13 Aprile 2018, il Dirigente Scolastico, o meglio, i rappresentanti di ben 10 Istituti Scolastici del Lazio e della Campania, affiancati dai responsabili di diversi enti istituzionali e specialistici, si sono incontrati per dare voce alle esperienze dei giovani, attraverso l’inaugurazione di un progetto sperimentale che mira a prevenire le esperienze traumatiche infantili nelle loro, purtroppo, molteplici e variegate sfaccettature.</p>
<p>Tale evento potrebbe ben rappresentare l’esistenza di quella spinta vitale, quella “<i>vis individuativa</i>”, che miracolosamente sopravvive anche nelle più disagiate condizioni e che, se sostenuta, rende a volte possibile piccoli cambiamenti che trasformano l’esistenza di molti.</p>
<p>Il Dirigente Scolastico dell’ITI “F. Morano” parla di “<i>occhi belli</i>”, riferendosi agli sguardi dei propri studenti, di speranze e opportunità da tutelare. Con grande umiltà riconosce di non poter cambiare le cose, ma questo non la porta a rinunciare o a rassegnarsi alla realtà, ma ad attivarsi di più per trovare strategie e azioni concrete per creare altre opportunità da mettere a disposizione dei giovani sul territorio.</p>
<p>Sono queste le esperienze scolastiche di cui dovremmo essere orgogliosi di farci testimoni, le storie che dovremmo poter condividere con tanti e che dimostrano che gli ideali non restano tali se si ha la pazienza e la costanza di nutrirli con azioni semplici e concrete.</p>
<p>In questa prospettiva anche le sbarre alle finestre, che qualcuno potrebbe rammaricarsi di vedere, possono assumere un significato “altro” nel momento in cui diventano, simbolicamente, “oggetti” posti a tutela e a protezione della libertà: la libertà di crescere secondo ritmi più naturali, di poter avere un’alternativa, di scegliere.</p>
<p>Un augurio speciale va allora a tutti i dirigenti, i docenti, le famiglie e gli studenti delle scuole della rete, come di tante altre del nostro paese, che lavorando duramente ogni giorno per e con i giovani, fanno delle scuole un luogo di realizzazione di quei piccoli cambiamenti che nella vita di tanti ragazzi costituiscono grandi opportunità.</p>
<p style="text-align: right;">Di Francesca Zaza</p>
<p><a title="QUANDO LE IDEE DIVENTANO REALTA': A CAIVANO UNA RETE DI SCUOLE PER I GIOVANI" href="http://www.dire.it/16-04-2018/193342-quando-le-idee-diventano-realta-a-caivano-una-rete-di-scuole-per-i-giovani/">http://www.dire.it/16-04-2018/193342-quando-le-idee-diventano-realta-a-caivano-una-rete-di-scuole-per-i-giovani/</a></p>
<p><a title="QUANDO LE IDEE DIVENTANO REALTA': A CAIVANO UNA RETE DI SCUOLE PER I GIOVANI" href="http://www.dire.it/16-04-2018/193342-quando-le-idee-diventano-realta-a-caivano-una-rete-di-scuole-per-i-giovani/">https://www.diregiovani.it/mondoscuola/da-parco-verde-di-caivano-parte-progetto-contro-abusi-su-minori/</a></p>
<p><a title="Quando la scuola salva dalla strada: viaggio dentro al Parco Verde di Caivano" href="http://www.dire.it/12-02-2018/173313-quando-la-scuola-salva-dalla-strada-viaggio-dentro-al-parco-verde-di-caivano/">http://www.dire.it/12-02-2018/173313-quando-la-scuola-salva-dalla-strada-viaggio-dentro-al-parco-verde-di-caivano/</a></p>
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		<title>QUANDO IL POTENZIALE E&#8217; MASCHERATO DA UN DISTURBO.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 06:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 giu. - Francesco e' un bambino di 7 anni e oggi frequenta con successo la seconda elementare. Ha un'intelligenza superiore alla norma, e' plusdotato, eppure all'eta' di 3 anni e mezzo e' arrivato all'Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) per un disturbo del linguaggio espressivo che investiva anche l'aspetto strutturale: non parlava, appariva ansioso, aveva una bassa autostima, una tendenza al perfezionismo e un'evidente inibizione sociale. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 giu. &#8211; Francesco e&#8217; un bambino di 7 anni e oggi frequenta con successo la seconda elementare. Ha un&#8217;intelligenza superiore alla norma, e&#8217; plusdotato, eppure all&#8217;eta&#8217; di 3 anni e mezzo e&#8217; arrivato all&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) per un disturbo del linguaggio espressivo che investiva anche l&#8217;aspetto strutturale: non parlava, appariva ansioso, aveva una bassa autostima, una tendenza al perfezionismo e un&#8217;evidente inibizione sociale. Il suo potenziale era dunque mascherato dal disturbo e per farlo emergere l&#8217;IdO ha puntato su due obiettivi: una diagnosi sequenziale, per seguire il percorso evolutivo del bambino, rimodulare l&#8217;intervento terapeutico in base ai suoi cambiamenti e differenziare le vulnerabilita&#8217; dai deficit; e risposte terapeutiche non settoriali, per evitare interventi terapeutici sintomatici che avrebbero eluso il disagio piu&#8217; profondo alla base del sintomo stesso e aumentato il rischio psicopatologico in termini prognostici.</p>
<p>&#8220;Offrire risposte non solo settoriali al disagio di un bambino consente di espandere tutte le sue componenti dello sviluppo e di sostenere la funzione che inizialmente era deficitaria&#8221;, spiega l&#8217;equipe IdO. Lo dimostra il caso clinico di Francesco, che seguendo un approccio integrato e&#8217; diventato una storia di successo: oggi e&#8217; un ottimo narratore, sebbene fosse partito da una quasi assenza di linguaggio. Cosa e&#8217; successo in questi tre anni e mezzo di terapia? L&#8217;IdO lo racconta in un recente articolo, dal titolo <a href="https://www.researchgate.net/publication/316906367_When_the_Intellectual_Potential_is_Concealed_from_Symptoms_A_Case_Report" target="_blank">&#8216;Quando il potenziale intellettivo e&#8217; mascherato dal sintomo: un caso clinico&#8217;</a>, pubblicato sulla rivista scientifica &#8216;Journal of Clinical Case Reports&#8217; <a href="http://www.ortofonologia.it/allegati/articoli/Case_Report_italiano_ok.pdf" target="_blank">(la versione in italiano sul sito www.ortofonologia.it)</a>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo finale del lavoro dell&#8217;Istituto non e&#8217; stato, pertanto, solo compensare il disturbo, ma far raggiungere al bambino un maggiore equilibrio fra tutte le aree del funzionamento, affinche&#8217; il suo potenziale potesse essere espresso in pienezza sia dal punto di vista intellettivo, che dei sistemi evolutivi deputati al suo contenimento emotivo. Francesco e&#8217; stato preso in carico globalmente per correlare il percorso terapeutico alle sue potenzialita&#8217;, piuttosto che alle vulnerabilita&#8217;.</p>
<p>Alla luce dei tanti casi di plusdotazione presenti in Italia (il 4-5% della popolazione 0-18 anni ha un alto potenziale cognitivo) diventa sempre piu&#8217; importante accendere un focus sulla &#8216;giftedness&#8217; per evitare di mettere in primo piano solo il disagio/disturbo. &#8220;È ormai acquisito dalla comunita&#8217; scientifica- si legge nell&#8217;articolo- che i bambini plusdotati presentino, nella maggior parte dei casi, problemi socio-emozionali e\o difficolta&#8217; scolastiche, nonostante il ricco potenziale che li caratterizza. E&#8217; inoltre dimostrato che l&#8217;evoluzione dei bambini gifted e&#8217; fortemente influenzata dalle circostanze ambientali e dai sistemi educativi. Se i bambini plusdotati non sono tempestivamente riconosciuti puo&#8217; accadere che arrivino al clinico per le manifestazioni psicopatologiche che vengono a strutturarsi sulla disarmonia esistente. Manifestazioni che- avverte il Centro di diagnosi e terapia per l&#8217;eta&#8217; evolutiva-, se lette solo in senso sintomatico, possono creare maggiori squilibri al bambino&#8221;. Ecco allora che il lo ro eccitamento &#8220;viene considerato eccessivo e inquadrato come una sindrome iperattiva, l&#8217;atteggiamento critico come non accettazione dell&#8217;autorita&#8217;, l&#8217;immaginazione come mancanza di attenzione, la forte emozionalita&#8217; come immaturita&#8217;, la creativita&#8217; e l&#8217; autocentrismo come disturbo oppositivo&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="Immagine correlata" src="https://faqzine.files.wordpress.com/2014/01/new_life.jpg" /></p>
<p>Francesco ha avuto quattro valutazioni nel corso dei tre anni e mezzo di terapia in modo da rimodulare il trattamento a seconda della sua evoluzione. Infatti, in occasione della seconda valutazione e&#8217; stata definita la necessita&#8217; di un intervento psicomotorio attento alla relazione nel gruppo dei pari. &#8220;La diagnosi era al bambino nei suoi sistemi evolutivi integrati- spiega l&#8217;equipe IdO- se ci fossimo fermati solo al disturbo del linguaggio, non avremmo colto l&#8217;aspetto del potenziale intellettivo. Era chiaro che si trattava di un bambino intelligente che non riusciva ad esprimere a pieno le sue potenzialita&#8217;, perche&#8217; non aveva un adeguato assetto psicomotorio, mostrava una difficolta&#8217; nel regolare le emozioni, la sua competenza di autoregolazione era molto immatura. Abbiamo proposto un intervento terapeutico evolutivo integrato e non finalizzato solo al disturbo del linguaggio (quale area di vulnerabilita&#8217;) e questo ha permesso a Francesco di migliorare decisamente la sua capacita&#8217; di autoregolazione e, nello stess o tempo, di riuscire ad elaborare meglio alcuni vissuti, anche quelli relativi a fattori ambientali sfavorenti. In occasione dell&#8217;ultima valutazione e&#8217; emerso un quoziente intellettivo molto alto (131) e un 132 nel verbale: la sua parte piu&#8217; vulnerabile e&#8217; diventata il suo punto di forza&#8221;.</p>
<p>In conclusione l&#8217;equipe IdO sottolinea il ruolo della famiglia che &#8220;ha lavorato in sinergia con gli operatori e ha collaborato nei tempi e nei modi richiesti ai follow-up e alle sedute terapeutiche negli anni, mostrandosi punto di riferimento affettivo per il sostegno al delicato e importante processo di crescita descritto&#8221;.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="QUANDO IL POTENZIALE E' MASCHERATO DA UN DISTURBO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/giugno/13/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/giugno/13/?news=01</a></p>
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		<title>PAROLANDO: laboratorio di potenziamento comunicativo, linguistico e neuropsicomotorio per bambini dai 6 mesi ai 5 anni.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 06:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ono aperte le iscrizioni al laboratorio espressivo per bambini dai 6 mesi ai 5 anni: PAROLANDO.

Questo laboratorio nasce in seguito alle diverse osservazioni effettuate su bambini molto piccoli sia nel nostro studio che in diverse scuole del territorio. Sempre più spesso ci si trova di fronte a bambini che possono presentare vulnerabilità e ritardi sia a livello motorio che di linguaggio. In virtù di questo si è pensato ad un laboratorio che permettesse di lavorare su queste aree a livello preventivo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono aperte le iscrizioni al LABORATORIO DI POTENZIAMENTO COMUNICATIVO LINGUISTICO E PSICOMOTORIO per bambini dai 6 mesi ai 5 anni: PAROLANDO.</p>
<p>Sempre più spesso ci si trova di fronte a bambini che possono presentare difficoltà sia a livello motorio che di linguaggio.</p>
<p>Le attività ludiche consentiranno ai bambini di essere esposti ai suoni del linguaggio e a giochi psicomotori al fine di favorire uno sviluppo armonico delle capacità relazionali, linguistiche e psico-corporee in linea con le normali tappe dello sviluppo del bambino.</p>
<p>Il laboratorio avrà la durata di 12 incontri, che si svolgeranno il Sabato mattina in orario da definire.</p>
<p>I gruppi saranno suddivisi in tre fasce d&#8217;età, o comunque in base alle esigenze specifiche di ogni bambino:</p>
<p>- dai 6 mesi ai 3 anni. Gli incontri avranno la durata di un&#8217;ora al costo di 20 euro ad incontro. In questo caso si richiederà la presenza di un genitore durante le attività.</p>
<p>- dai 3 ai 4 anni. Gli incontri avranno la durata di un&#8217;ora e mezza ed il costo di 25 euro ad incontro.</p>
<p>- 5 anni. Gli incontri avranno la durata di un&#8217;ora e mezza ed il costo di 25 euro ad incontro.</p>
<p>Per iscrivervi al laboratorio contattare Arcobaleno &#8211; Studio Multidisciplinare al numero 328 9575203</p>
<p>Nel caso aveste bisogno di maggiori informazioni scrivete all&#8217;indirizzo info@studioarcobalenolatina.it oppure visitate la pagina facebook   <a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/01/Parolando-NEW.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3219" alt="parolando-new" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/01/Parolando-NEW-721x1024.jpg" width="721" height="1024" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/01/Parolando-NEW-Retro.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3220" alt="parolando-new-retro" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/01/Parolando-NEW-Retro-721x1024.jpg" width="721" height="1024" /></a></p>
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		<title>PROGETTO S.T.I.M.A.: PERCORSO INTEGRATO DI VALORIZZAZIONE DEL TALENTO SCIENTIFICO, ARTISTICO, EMOTIVO E MOTIVAZIONALE</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 06:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per l'anno scolastico 2016-2017 Arcobaleno - Studio Multidisciplinare è coinvolto nella promozione, all'interno di alcuni Istituti Scolastici del territorio, del Progetto di Ricerca S:T:I:M:A.: percorso integrato di valorizzazione del talento scientifico, artistico, emotivo e motivazionale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per l&#8217;anno scolastico 2016-2017 Arcobaleno &#8211; Studio Multidisciplinare è coinvolto nella promozione, all&#8217;interno di alcuni Istituti Scolastici del territorio, del Progetto di Ricerca<a title="PROGETTO DI RICERCA STIMA LABTALENTO UNIVERSITA' DI PAVIA" href="http://labtalento.unipv.it/?page_id=3436"> S.T.I.M.A.: percorso integrato di valorizzazione del talento scientifico, artistico, emotivo e motivazionale.</a></p>
<p>Il progetto è rivolto alle Scuola dell’Infanzia, Primarie e Secondarie di Primo Grado ed è stato attivato dal Laboratorio Italiano di Ricerca e Intervento sullo Sviluppo del Potenziale, del Talento e della Plusdotazione dell’Università di Pavia.</p>
<p>Attraverso gli incontri di formazione con i docenti, la valutazione delle aree STIMA negli alunni e la messa in atto delle unità didattiche STIMA, il progetto si propone di potenziare le conoscenze tecniche/artistiche ed emotive/motivazionali degli studenti attraverso un modello di didattica inclusiva ed integrata.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/10/Stima.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3053 aligncenter" alt="Stima" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/10/Stima.png" width="713" height="400" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Partendo da un modello metodologico e didattico nato negli Stati Uniti negli anni &#8217;90, S.T.I.M.A. si propone di diffondere all&#8217;interno dei contesti scolastici alcune pratiche di insegnamento che si integrano alle quelle tradizionali già utilizzate nelle classi e che mirano a potenziare, oltre alle discipline coinvolte nel modello (Scienze, Tecnologie, Ingegneria/Informatica, Matematica, Arte) anche alcune competenze trasversali legate all&#8217;area emotivo-motivazionale (Sicurezza, Talento, Intelligenza Emotiva, Motivazione, Autostima). Queste ultime, non solo risultano fondamentali nel campo dell&#8217; apprendimento, ma possono essere considerate anche dei potenti fattori protettivi di crescita.</p>
<p>La proposta di un modello didattico interdisciplinare ed integrato permette di lavorare in direzione di un maggiore coinvolgimento degli studenti nelle attività scolastiche, al fine di permettere ad ognuno di sentirsi parte attiva del proprio processo di apprendimento e della propria crescita personale.</p>
<p>La scuola, quindi, non viene più percepita come luogo di semplice trasmissione di informazioni, ma come ambiente nel quale i bambini ed i ragazzi imparano a sviluppare pensiero critico, capacità di problem solving e competenze emotive e sociali che li arricchiranno degli strumenti necessari per poter &#8220;essere&#8221; oltre che per poter &#8220;fare&#8221; ed &#8220;imparare&#8221;, così da poter contribuire allo sviluppo armonico ed integrale della persona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="PROGETTO DI RICERCA STIMA LABTALENTO UNIVERSITA' DI PAVIA" href="http://labtalento.unipv.it/?page_id=3436"> http://labtalento.unipv.it/?page_id=3436</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina</a></p>
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		<title>XVII CONVEGNO NAZIONALE IDO: DAL PROCESSO DIAGNOSTICO AL PROGETTO TERAPEUTICO</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2016 07:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rendere la diagnosi il primo momento terapeutico e la terapia una continua revisione del processo diagnostico è il monito del convegno, che vuole ribadire la necessità di conoscere i vari aspetti dell’evoluzione del singolo bambino per proporre gli stimoli emotivamente e cognitivamente adeguati ad ogni tappa del suo percorso. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>XVII Convegno</strong><br />
<strong>DAL PROCESSO DIAGNOSTICO AL PROGETTO TERAPEUTICO</strong><br />
<strong>Per un approccio mirato al singolo bambino</strong><br />
<strong>Roma 21-22-23 ottobre 2016</strong></p>
<p style="text-align: left;">Il convegno verrà trasmesso in diretta streaming nazionale su <a title="ISTITUTO DI ORTOFONOLOGIA" href="http://www.ortofonologia.it/">www.ortofonologia.it</a><br />
Partecipazione gratuita in sala (fino ad esaurimento posti) e alla diretta streaming<br />
Invia la tua iscrizione a: convegno@ortofonologia.it</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/09/banner_XVII_Home_ok.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3043" alt="banner_XVII_Home_ok" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/09/banner_XVII_Home_ok.jpg" width="785" height="374" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em>Rendere la diagnosi il primo momento terapeutico e la terapia una continua revisione del processo diagnostico è il monito del convegno, che vuole ribadire la necessità di conoscere i vari aspetti dell’evoluzione del singolo bambino per proporre gli stimoli emotivamente e cognitivamente adeguati ad ogni tappa del suo percorso. </em></p>
<p style="text-align: left;"><em>I risultati ormai raggiunti nell’ambito della ricerca devono, cioè, essere coniugati in ambito clinico per abbandonare la fantasia di metodi risolutivi per tutti in base a una mera etichetta diagnostica e per abbracciare la metodologia di percorsi integrati nella creazione di un progetto riabilitativo individualizzato. </em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Il XVI convegno IdO del 2015 era stato dedicato interamente alla diagnosi e alle traiettorie evolutive, </em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">tenendo conto delle manifestazioni cliniche e delle metodologie di osservazione per far confluire le </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">diverse esperienze in un processo diagnostico qualitativo. </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Il XVII convegno avrà la funzione di rendere operativo il progetto terapeutico illustrando </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">le possibili modalità di intervento nei diversi quadri diagnostici (disturbi dello spettro autistico, disturbi </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">della comunicazione e del linguaggio, disturbi dell’apprendimento, disturbi del comportamento). </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Le tre giornate saranno, quindi, centrate sulle diverse modalità terapeutiche adottabili nelle patologie in </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">base all’età del singolo bambino e del suo ambiente (famiglia, scuola, centro di terapia) in considerazione </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">dei suoi deficit e delle sue potenzialità. </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Verranno, a tal fine, presentate proposte operative esemplificative delle varie aree di intervento per aprire un </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">dialogo, una riflessione e un confronto tra coloro che operano nei diversi contesti del bambino. </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">Il convegno è rivolto a pediatri, neuropsichiatri, psicologi, psicoterapeuti, psicomotricisti, pedagogisti, </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">logopedisti, insegnanti, educatori, assistenti sociali.</em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel"><em id="__mceDel">A tutti gli iscritti online verrà rilasciato l&#8217;attestato di partecipazione.</em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></p>
<p style="text-align: left;"><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina</a></p>
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		<title>LA DISPRASSIA EVOLUTIVA</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2016 11:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Disprassia Evolutiva è un disturbo che si caratterizza per la difficoltà, da parte dei <a href="https://www.studioarcobalenolatina.it/la-disprassia-evolutiva/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Disprassia Evolutiva è un disturbo che si caratterizza per la difficoltà, da parte dei bambini, di produrre azioni finalizzate al raggiungimento di un obiettivo.</p>
<p>Il video è stato realizzato in occasione della Giornata Europea della Logopedia anno 2016 da Centro logopedia e neuropsicologia Roma &#8211; Logogen. www.logogen.net con il patrocinio della Federazione Logopedisti Italiana (FLI), l&#8217;associazione regionale (FLI lazio) e dal Comitato permanente logopedisti europeo (CPLOL).</p>
<p><a title="DISPRASSIA VERBALE" href="https://www.youtube.com/watch?v=Tnyk1my7Ioo&amp;feature=youtu.be">https://www.youtube.com/watch?v=Tnyk1my7Ioo&amp;feature=youtu.be</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina</a></p>
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		<title>CHI E&#8217; IL TERAPISTA DELLA NEURO E PSICOMOTRICITA&#8217; DELL&#8217;ETA&#8217; EVOLUTIVA?</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/chi-e-il-terapista-della-neuro-e-psicomotricita-delleta-evolutiva/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2016 11:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE) o neuropsicomotricista è il professionista che, dopo aver conseguito la laurea triennale abilitante (D.M. 17 gennaio 1997, n.56), si occupa di tutte quelle difficoltà che possono essere presenti in individui da 0 a 18 anni e che fanno riferimento alla capacità di entrare in relazione con se stesso e con gli altri attraverso la propria corporeità.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE) o neuropsicomotricista è il professionista che, dopo aver conseguito la laurea triennale abilitante (<em>D.M. 17 gennaio 1997, n.56)</em>, si occupa di tutte quelle difficoltà che possono essere presenti in individui da 0 a 18 anni e che fanno riferimento alla capacità di entrare in relazione con se stesso e con gli altri attraverso la propria corporeità.</p>
<p>Il bambino, per esempio, sin dai primi giorni di vita, sente, comunica, esplora, entra in relazione con l’altro e con il mondo attraverso il proprio corpo. Nello sviluppo tipico il corpo è lo strumento fondamentale ed imprescindibile che permette al bambino di crescere in senso globale, integrando affetti, relazioni, comportamenti e capacità cognitive.</p>
<p><i> </i></p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2013/02/neuropsicomotricita_v2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1903 aligncenter" alt="neuropsicomotricita_v2" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2013/02/neuropsicomotricita_v2.jpg" width="636" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il lavoro del Terapista della Neuro e Psicomotricità ha in primo luogo l’obiettivo di ripristinare nel bambino la capacità creativa e rappresentativa oltre al piacere, all’intenzionalità del movimento che restituisce al bambino l’idea di una padronanza del proprio corpo e della propria motricità.</p>
<p>La Neuropsicomotricità è una terapia globale poiché il corpo rappresenta la totalità della persona nella sua unità psicosomatica, ciò consente di valutare un recupero che vada al di là della disabilità psichica o fisica del bambino permettendo il coinvolgimento dell’intera personalità e soprattutto l’affioramento di potenzialità nascoste.</p>
<p>In secondo luogo il Terapista della Neuro e Psicomotricità consente la conquista al bambino di una corretta percezione del proprio corpo, cioè la percezione inconscia della posizione dei vari segmenti corporei.</p>
<p>Dopo aver interiorizzato l’immagine mentale del proprio schema corporeo il bambino può inziare a lavorare sulla programmazione del movimento. È a questo punto che il terapista introduce la “novità”, ovvero l’attività iniziale con graduali modificazioni, così che il bambino si possa confrontare con “difficoltà motorie” nuove, trovandosi a doverle affrontare tramite posture e strategie diverse dalle precedenti. Riconoscendo la nuova “sfida” il bambino è portato a dover modificare i propri atteggiamenti posturali e quindi a programmarne di nuovi.</p>
<p>La Psicomotricità è espressione del continuum esistenziale attraverso i moti d’animo, tradotti in movimenti psichici, nella nostra realtà psicofisica.</p>
<p>Ovviamente le attività proposte hanno sempre carattere ludico, quindi allettante per il bambino e si basano sulle sue reali potenzialità, evitandogli così possibili frustrazioni derivanti dal fallimento.</p>
<p>Il fine ultimo è dunque quello di sollecitare le abilità specifiche necessarie a soddisfare le richieste imposte dal mondo esterno, a casa come a scuola o in ludoteca: poter giocare con altri bambini, fare un disegno, scrivere, partecipare attivamente al lavoro proposto in ambito educativo, sapersi vestire…etc.</p>
<p>Affinchè un bambino impari a muoversi adeguatamente, deve avere l’opportunità di eplorare  fisicamente lo spazio che lo circonda, così svilupperà la consapevolezza e la capacità di valutare l’interazione tra il proprio corpo e l’ambiente.</p>
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		<title>SCHEDA SCREENING 0-24 IDO, AIUTA A INDIVIDUARE LE VULNERABILITA&#8217; ANCORA PRIMA CHE SI PRESENTINO LE PATOLOGIE</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 09:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 set. - "Nel corso dello sviluppo neuropsichico e' possibile individuare delle aree, dei periodi di maggiore vulnerabilita'. Disporre di indicatori specifici o campanelli di allarme per l'individuazione della vulnerabilita' ancor prima che della patologia assume dunque il significato di quella che in ambito medico viene definita prevenzione secondaria". A dirlo e' Elena Vanadia, neuropsichiatra infantile dell'IdO, che nel corso del XVII Convegno dell'Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) 'Dal processo diagnostico al progetto terapeutico. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Presentazione nel corso del XVII Convegno a Roma dal 21 al 23 ottobre</p>
<p>&nbsp;</p>
<div align="left">
<div id="testo">(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 set. &#8211; &#8220;Nel corso dello sviluppo neuropsichico e&#8217; possibile individuare delle aree, dei periodi di maggiore vulnerabilita&#8217;. Disporre di indicatori specifici o campanelli di allarme per l&#8217;individuazione della vulnerabilita&#8217; ancor prima che della patologia assume dunque il significato di quella che in ambito medico viene definita prevenzione secondaria&#8221;. A dirlo e&#8217; Elena Vanadia, neuropsichiatra infantile dell&#8217;IdO, che nel corso del XVII Convegno dell&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) &#8216;Dal processo diagnostico al progetto terapeutico. Per un approccio mirato al singolo bambino&#8217;, dal 21 al 23 ottobre nella Capitale (Sala Congressi di Via Rieti, dalle 9 alle 18), presentera&#8217; la scheda di screening neuroevolutivo da 0 a 24 mesi.Questo strumento e&#8217; stato realizzato da &#8220;un&#8217;equipe composta da neuropsichiatri infantili e psicologi e psicoterapeuti dell&#8217;eta&#8217; evolutiva dell&#8217;IdO e dell&#8217;Unita&#8217; operativa di neuropsichiatria infantile e di neurologia neonatale dell&#8217;Ospedale di Cristina di Palermo- precisa il medico- ed e&#8217; rivolta non solo ai pediatri ma anche agli altri operatori che si occupano dell&#8217;infanzia, ivi compresi gli operatori dei nidi&#8221;.</p>
<p>L&#8217;importanza di uno screening, continua l&#8217;esperta, &#8220;consiste nel poter intervenire per ridurre i fattori di rischio e per aumentare i fattori di protezione, modificando quella che potrebbe essere la storia della condizione. Nel caso specifico- conclude Vanadia- si tratta di intervenire attraverso consigli di accudimento e stimolo rivolti principalmente ai genitori e attivando dei percorsi di tipo abilitativo&#8221;.</p>
<p>Il convegno dell&#8217;IdO e&#8217; rivolto a pediatri, neuropsichiatri, psicologi, psicoterapeuti, psicomotricisti, pedagogisti, logopedisti, insegnanti, educatori e assistenti sociali. <a href="http://www.ortofonologia.it/allegati/Procedura_per_conseguire_crediti_ECM_2016.pdf" target="_blank">Prevede 10 crediti ECM associati</a> e sara&#8217; possibile seguirlo anche in diretta streaming nazionale sul sito<a href="http://www.ortofonologia.it/" target="_blank">www.ortofonologia.it</a>.</p>
<p>A tutti gli iscritti online verra&#8217; rilasciato l&#8217;attestato di partecipazione. La partecipazione e&#8217; gratuita sia in sala (fino ad esaurimento posti) che alla diretta streaming.</p>
<p>Per partecipare e&#8217; necessario registrarsi scrivendo all&#8217;indirizzo convegno@ortofonologia.it oppure <a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdHtialKAgl5KjLaPWKG8s8luTOL0CI3Gl3cEuzyckqEI0aRQ/viewform" target="_blank">compilando il format</a> sul sito dell&#8217;IdO.</p>
<p>Qui, infine, e&#8217; possibile guardare la <a href="https://www.facebook.com/IstitutodiOrtofonologia/videos/1252011608162708/?hc_ref=PAGES_TIMELINE" target="_blank">pillola video</a> della neuropsichiatra dell&#8217;IdO.</p>
</div>
<div></div>
<div><a title="SCHEDA SCREENING 0-24 IDO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/settembre/13/?news=06">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/settembre/13/?news=06</a></div>
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		<title>TERREMOTO, DI RENZO (IDO): STRAORDINARIA LA RESILIENZA DEI GENITORI</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2016 07:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 6 set. - L'aiuto per i bambini deve arrivare sempre dagli adulti. "È stato straordinario vedere nelle tante immagini delle zone terremotate dell'Italia Centrale quella resilienza che i genitori hanno saputo offrire ai loro figli". Cosi' Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell'eta' evolutiva e responsabile del servizio Terapie dell'Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, in merito alla gestione dello stress nelle zone colpite dal terremoto del 24 agosto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 6 set. &#8211; L&#8217;aiuto per i bambini deve arrivare sempre dagli adulti. &#8220;È stato straordinario vedere nelle tante immagini delle zone terremotate dell&#8217;Italia Centrale quella resilienza che i genitori hanno saputo offrire ai loro figli&#8221;. Cosi&#8217; Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva e responsabile del servizio Terapie dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, in merito alla gestione dello stress nelle zone colpite dal terremoto del 24 agosto.</p>
<p>&#8220;Il trauma spezza il senso della continuita&#8217; dell&#8217;esistenza- chiarisce l&#8217;esponente della Societa&#8217; italiana dello studio dello stress traumatico (Sisst)-, in un attimo si frantuma la vita, si perdono la quotidianita&#8217;, gli oggetti e gli affetti. Di fronte a tanta distruzione bisogna ricordare ai bambini che qualcosa continua. Devono poter sentire la stabilita&#8217; del genitore anche se e&#8217; evidente che in una situazione di &#8216;mancanza di luoghi&#8217; pure il genitore piu&#8217; bravo puo&#8217; non riuscire a garantirla&#8221;.</p>
<p>Da dove ripartire? &#8220;Dalla scuola-risponde la psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva-, il luogo dell&#8217;apprendimento, del gioco e dell&#8217;aggregazione. È l&#8217;istituzione in grado di ristabilire una continuita&#8217; nell&#8217;immediato&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/09/resilienza.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2991" alt="resilienza" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/09/resilienza.jpg" width="604" height="282" /></a></p>
<p>A livello psicologico, raccontare il trauma &#8220;non significa elaborarlo perche&#8217; il contenuto e&#8217; sganciato dalla dimensione emotiva. È necessario allora attivare un lavoro di recupero delle emozioni. A L&#8217;Aquila- fa sapere l&#8217;esperta- abbiamo lavorato per permettere ai bambini di tirare fuori la paura attraverso la drammatizzazione. Abbiamo organizzato dei giochi per far rivivere le emozioni attraverso dei contenuti che non fossero quelli della scena del trauma&#8221;. L&#8217;esperienza &#8220;ci ha insegnato che i bambini che sono stati aiutati hanno sviluppato una resilienza maggiore- afferma Di Renzo-, ma al contempo bisogna aiutare anche gli adulti e gli insegnanti&#8221;.</p>
<p>L&#8217;elaborazione del trauma &#8220;dipende da come viene affrontato e da come vengono aiutate le persone. Tra poco dovrebbe ricominciare la scuola- conclude Di Renzo- ricreare in tempi brevi questo luogo di accoglienza e aggregazione faciliterebbe il recupero per i bambini&#8221;.</p>
<p><a title="TERREMOTO, DI RENZO (IDO): STRAORDINARIA LA RESILIENZA DEI GENITORI" href="hhttp://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/settembre/06/?news=02">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/settembre/06/?news=02</a></p>
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