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	<title>Studio Arcobaleno &#187; limite</title>
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		<title>&#8220;QUANDO DIRE NO&#8221; di J. U. Rogge</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Feb 2014 06:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proposte di lettura]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Alma vive in campagna, dirige, insieme al marito, un'azienda agricola di medie dimensioni.  - Sono nonna di quattro nipotini -.
La sua voce è serena, gradevole, parla un dialetto del Nord: - E adesso vorresti sapere da me qualcosa sull'educazione dei bambini, ragazzo mio? -...

- Sono una donna semplice, che cosa ti devo dire? -.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>&#8220;Troppe riflessioni non giovano&#8221;</strong></p>
<p>Alma vive in campagna, dirige, insieme al marito, un&#8217;azienda agricola di medie dimensioni.</p>
<p>- <em>Sono nonna di quattro nipotini</em> -.</p>
<p>La sua voce è serena, gradevole, parla un dialetto del Nord:</p>
<p>- <em>E adesso vorresti sapere da me qualcosa sull&#8217;educazione dei bambini, ragazzo mio?</em> -.</p>
<p>- <em>Sono una donna semplice, che cosa ti devo dire?</em> -.</p>
<p>Si alza in piedi, si dirige verso una madia, ne estrae due bicchieri e un liquore fatto in casa, poi prende a raccontare della sua infanzia, dei suoi genitori, &#8220;poveri contadini&#8221;, dei suoi sei fratelli &#8220;ora tutte persone importanti&#8221;, della scuola, &#8211; <em>il lavoro nei campi veniva prima della frequenza scolastica</em> -, della sua educazione tra le mura della fattoria.</p>
<p>- <em>Dura</em> - afferma - <em>dura, ma giusta</em> -.</p>
<p>Lei doveva lavorare, mi spiega, bisognava guadagnarsi tutto. Alma riflette: - <em>Non so se i bambini di oggi se la passano meglio</em> -.</p>
<p>Le chiedo che cosa intenda.</p>
<p>- <em>Penso</em> - afferma - <em>che si sentano persi. Hanno tutto e non sanno più stare al posto loro. Anche i miei nipoti hanno tutto, una caterva di giocattoli e di vestiti. Tutto. Sono anche troppo viziati e sfacciati: &#8220;Nonna, se da te non possiamo guardare la televisione, non veniamo&#8221;. </em></p>
<p><em></em><em>- Cose del genere noi non avremmo nemmeno osato pensarle&#8230;</em> - la sua voce si fa più acuta, l&#8217;indice della mano destra in alto, -<em> altrimenti avremmo preso dei bei manrovesci</em> -.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2014/02/campo-di-grano-che-ondeggia-nel-vento.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2444" alt="campo di grano che ondeggia nel vento" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2014/02/campo-di-grano-che-ondeggia-nel-vento.jpg" width="951" height="530" /></a></p>
<p>Alma beve un sorso di liquore: &#8211; <em>Brucia un pò, ma è meglio di una medicina</em> -.</p>
<p>Le chiedo quali pensa siano le differenze tra l&#8217;educazione di ieri e di oggi. E la risposta arriva immediata:</p>
<p>- <em>Le mamme di oggi non vogliono assolutamente fare errori. Mia nuora, per esempio: per lei deve essere tutto perfetto, sostiene che altrimenti il bambino ne risente. Ai miei tempi io non potevo certo starci a rimuginare su. Dovevo fare tutto in fretta. Spesso i miei figli erano lasciati a se stessi. E sono venuti su bene tutti e due</em> -.</p>
<p>Riflette un secondo: &#8211; <em>Non so se lo posso dire, ma quando si ha troppo tempo per i figli&#8230;</em> &#8211; si interrompe, mi osserva con aria interrogativa, &#8211; <em>sarà poi vero?</em> -.</p>
<p>Versa il liquore a entrambi: &#8211; <em>E&#8217; buono, vero? Ti voglio dire una cosa, ragazzo mio! Quando Kurt, mio figlio minore faceva l&#8217;impertinente, mi rispondeva male e cose del genere, si buscava tre sculaccioni sul sedere. Non gli ho mai dato schiaffi o botte in testa, ho sentito che rendono stupidi. Bastavano tre sculaccioni</em> &#8211; fa il gesto con la mano &#8211; <em>e tornava tutto a posto. Sai, davvero, qualche volta ho l&#8217;impressione che ne abbia nostalgia. Già, già.</em> -</p>
<p>Abbassa lo sguardo, per un istante sembra pensosa: &#8211; <em>Lo sai, se oggi osservo Inge, mia nuora, che, quando il piccolo ha un attacco di rabbia, parla e parla. E dopo tanto parlare alza sempre di più la voce, finchè non urla e, alla fine, anche lei lo picchia. Poi, tutti e due si mettono a piangere, il bambino e la madre&#8230;allora penso che poteva farla più facile. Così rischia l&#8217;esaurimento nervoso.</em> &#8211; Mi guarda: &#8211; <em>Non dici niente? E&#8217; tanto brutto quello che dico?</em> -.</p>
<p>Agguanta il bicchiere: &#8211; <em>Alla salute!</em> -.</p>
<p style="text-align: right;">Jan-Uwe Rogge &#8220;<em>Quando dire no</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: right;">&#8220;</p>
<p>&nbsp;</p>
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