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		<title>DALLA DIVINA COMMEDIA UN INVITO AD ESPLORARE LA TOTALITA&#8217;.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jun 2017 05:48:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 20 giu. - "Siamo spesso abituati a pensare a noi stessi in termini di pochi elementi caratterizzanti. A volte si tratta di motivi che alimentano un certo sintomo, in altri casi di complessi dominanti (come il denaro, il potere, il divertimento, gli incontri interpersonali, ecc.) e c'e' la tendenza a riassumere la nostra soggettivita' all'interno di poche aree determinate. Dante, invece, ci sollecita ad esplorare la totalita', a sperimentare che siamo una complessita' di aspetti e non una pochezza di complessi dominanti". ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 20 giu. &#8211; &#8220;Siamo spesso abituati a pensare a noi stessi in termini di pochi elementi caratterizzanti. A volte si tratta di motivi che alimentano un certo sintomo, in altri casi di complessi dominanti (come il denaro, il potere, il divertimento, gli incontri interpersonali, ecc.) e c&#8217;e&#8217; la tendenza a riassumere la nostra soggettivita&#8217; all&#8217;interno di poche aree determinate. Dante, invece, ci sollecita ad esplorare la totalita&#8217;, a sperimentare che siamo una complessita&#8217; di aspetti e non una pochezza di complessi dominanti&#8221;. Lo dice Claudio Widmann, noto analista junghiano ed esponente del centro italiano di psicologia analitica (Cipa), che il 24 e 25 giugno terra&#8217; a Roma un seminario su &#8216;La Divina Commedia come racconto di individuazione&#8217;.</p>
<p>L&#8217;evento e&#8217; promosso dalla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicodinamica dell&#8217;Eta&#8217; Evolutiva dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO) e si svolgera&#8217; nella sede della Scuola IdO in via Alessandria 128 b, dalle 9 alle 18.30.</p>
<p>&#8220;Dante ha interrogato, interpellato e si e&#8217; confrontato personalmente con qualsiasi persona abbia incontrato nell&#8217;Inferno, nel Purgatorio e nel Paradiso. Questo e&#8217; esemplificativo- continua Widmann- e&#8217; un invito a interrogare noi stessi con ogni figurazione del suo percorso. Ogni incontro dantesco puo&#8217; essere cruciale per ogni specifica persona, in un particolare momento della sua esperienza e della sua riflessione sull&#8217;esperienza&#8221;.</p>
<p>GUIDA AD UN APPROCCIO INTROSPETTIVO NEI TRE REGNI DELLA PSICHE- La Divina Commedia e&#8217; una narrazione dell&#8217;uomo e per l&#8217;uomo. Per capirlo basta leggere i primi versi del testo dantesco: &#8216;Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura che&#8217; la diritta via era smarrita&#8217;. &#8220;Nella nostra vita ci sono sempre momenti o periodi di smarrimento, esperienze minuscole o maiuscole di accecamento, perdita di lucidita&#8217; e di prospettive. È importante individuare sia le macro che le micro esperienze che confrontano ognuno di noi con temi nodali per l&#8217;esistenza, perche&#8217; l&#8217;individuazione non si dipana solo attraverso grandi eventi, magari shoccanti, ma attraverso un&#8217;incessante trafila di esperienze. Non ci si smarrisce solo una volta, ma ogni giorno&#8221;. Ci sono molti modi di fare individuazione, &#8220;ma tutti questi modi hanno bisogno almeno di un momento in cui la riflessione venga ricondotta al mondo interiore. L&#8217;approccio introspettivo- continua lo studioso- e&#8217; alla base di ogni percorso di evoluzione personale. Dinanzi ad ogni passaggio simbolico della Commedia dantesca e&#8217; possibile interrogarsi introspettivamente e chiedersi &#8216;Dove anch&#8217;io?&#8217;, &#8216;Quando anche e&#8217; me e&#8217; capitato?&#8217;&#8221;.</p>
<p>In quest&#8217;ottica e&#8217; possibile vedere i tre regni della Divina Commedia come rappresentativi delle tre macro-aree della psiche: &#8220;L&#8217;Inferno, dal punto di vista analitico, puo&#8217; corrispondere al Regno dell&#8217;Ombra con tutti i mostri e i trascinamenti operati dalle potenti forze psichiche. Il Regno del Purgatorio puo&#8217; essere invece connesso a quel percorso in salita che compie l&#8217;Io per affermarsi nel panorama psichico. Infine, il Regno del Paradiso, che non e&#8217; lo stereotipato luogo della beatitudine (qual e&#8217; il Paradiso dantesco)- aggiunge lo psicoanalista- ma il luogo dell&#8217;integrazione, a volte paradossale e sicuramente difficile, tra tendenze opposte della psiche&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="Risultati immagini per individuazione" src="http://www.lastessamedaglia.it/wp-content/uploads/2013/03/s%C3%A8-288x300.jpg" /></p>
<p>LE MOLTEPLICI LETTURE DELLA DIVINA COMMEDIA &#8211; Il testo dantesco puo&#8217; essere interpretato alla lettera, come una composizione poetica; in termini allegorici, come la narrazione di un viaggio nell&#8217;oltre tomba; in un&#8217;ottica morale, come superamento nella terminologia cristiana dello stato di peccato; e infine a livello anagogico, in una terminologia tipicamente medioevale, come narrazione che parla di elevazione spirituale. È da quest&#8217;ultima angolatura che Widmann leggera&#8217; la Divina Commedia nel corso del seminario IdO: &#8220;Il testo dantesco verra&#8217; presentato come un itinerario che narra per simboli il percorso maturativo dell&#8217;Uomo, che la psicologia junghiana chiama appunto percorso di individuazione&#8221;.</p>
<p>PERCHE&#8217; INTRAPRENDERE UN PERCORSO INDIVIDUATIVO &#8211; In vari luoghi Dante &#8220;si/ci interroga sulle ragioni per intraprendere un itinerario introspettivo all&#8217;interno della psiche e un percorso di elevazione personale. Se ne possono selezionare due, che peraltro non si escludono reciprocamente: la prima e&#8217; lapidaria e attiene alla sofferenza del vivere: &#8216;necessita&#8217; &#8216;l c&#8217;induce e non diletto&#8217;; la seconda e&#8217; di piu&#8217; ampio respiro, ma anche piu&#8217; strutturale, ed e&#8217; connaturata all&#8217;uomo e al suo modo d&#8217;essere: &#8216;fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza&#8217;&#8221;. Questo significa che nella vita &#8220;ci sono momenti in cui l&#8217;uomo e&#8217; semplicemente costretto a fare i conti con se stesso- precisa l&#8217;esponente del Cipa-, ad esempio nei momenti di sofferenza, nevrosi o di crisi indipendentemente da ogni patologia, ma anche nei momenti della patologia. C&#8217;e&#8217; pero&#8217; una vita piu&#8217; ampia, che prescinde dalla sofferenza e che ci interpella per il fatto di essere uomini- chiarisce lo studioso- e&#8217; una dimensione piu&#8217; vasta, dove diventa fondamentale dare un senso a cio&#8217; che facciamo quotidianamente per poter assaporare le esperienze che stiamo vivendo. È il dantesco richiamo alla conoscenza per non vivere come &#8216;bruti&#8217;per non condurre un&#8217;esistenza brutalmente banale&#8221;.</p>
<p>DANTE CERCA DIO E TROVA L&#8217;UOMO &#8211; &#8220;L&#8217;itinerario dantesco e&#8217; ordito dal fine ultimo di avere una visione diretta e completa di Dio, che viene descritto come una trinita&#8217; di cerchi che si comprendono l&#8217;un l&#8217;altro. Un Dio di tre colori diversi che si rispecchiano l&#8217;un l&#8217;altro. Nel momento in cui Dante riesce ad avere questa visione inimmaginabile del divino, poiche&#8217; questi cerchi riflettono- spiega lo studioso- cio&#8217; che lui vede e&#8217; se stesso, e&#8217; l&#8217;immagine dell&#8217;uomo&#8221;. Eccola, secondo Widmann, &#8220;l&#8217;espressione piu&#8217; alta del suo ingegno. Dante ha fatto tutto questo percorso per gettare uno sguardo dentro Dio, e quando riesce a guardare dentro Dio vede l&#8217;uomo&#8221;.</p>
<p>COME ACCOSTARSI ALLA LETTURA DELLA DIVINA COMMEDIA &#8211; Widmann ripropone il consiglio di un cultore dell&#8217;opera dantesca, che era privo di conoscenza psicologica. Egli affermava: &#8220;Non preoccupatevi di rendere comprensibile il significato di cio&#8217; che leggete, perche&#8217; e&#8217; troppo complesso per poterlo comprendere e afferrare ascoltandone la narrazione. Occupatevi della musicalita&#8217; dei versi, lasciate che la commedia innanzitutto risuoni musicalmente&#8221;. In qualche modo questa potrebbe essere una risposta, &#8220;lasciamo che la poetica di Dante ci tocchi proprio con la forza della poesia- conclude Widmann- quale chiave di ingresso anche ai profondi strati del significato. Se ci lasciamo catturare dalla poesia e&#8217; quasi fatale che ci porti a delle riflessioni di tipo introspettivo&#8221;.</p>
<p>Il numero di posti e&#8217; limitato e verra&#8217; rilasciato un attestato di partecipazione. Per avere informazioni e/o partecipare alla due giorni e&#8217; necessario scrivere a scuolapsicoterapia@ortofonologia.it. o visitare il sito web www.ortofonologia.it.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="DALLA DIVINA COMMEDIA UN INVITO AD ESPLORARE LA TOTALITA'" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/giugno/20/?news=10">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/giugno/20/?news=10</a></p>
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