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		<title>INDAGINE IPSOS-SAVE THE CHILDREN: I GIOVANI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 11:33:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'indagine realizzata da IPSOS per SAVE THE CHILDREN racconta opinioni, stati d'animo e aspettative di studenti tra i 14 e i 18 anni ai tempi del Coronavirus.

Nel video le loro voci.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;indagine realizzata da IPSOS per SAVE THE CHILDREN racconta opinioni, stati d&#8217;animo e aspettative di studenti tra i 14 e i 18 anni ai tempi del Coronavirus.</p>
<p>Nel video le loro voci.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="I GIOVANI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS" href="https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/riscriviamo-il-futuro-rapporto-6-mesi">https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/riscriviamo-il-futuro-rapporto-6-mesi</a><a title="I GIOVANI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS" href="https://s3.savethechildren.it/public/files/uploads/pubblicazioni/i-giovani-ai-tempi-del-coronavirus.pdf"><br />
</a></p>
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		<title>LE EMOZIONI PRIMARIE SONO INNATE E CI AIUTANO A SOPRAVVIVERE</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 20:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 22 mar. - Le emozioni primarie sono innate e distinte dalle secondare perche' slegate dal contesto sociale e culturale di appartenenza. Lo psicologo statunitense Paul Ekman individua sette emozioni primarie: gioia, tristezza, rabbia, disgusto, paura, sorpresa e disprezzo. A queste, Daniel Goleman (nel libro 'Intelligenza emotiva') ne aggiunge un'altra: l'amore.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 22 mar. &#8211; Le emozioni primarie sono innate e distinte dalle secondarie perche&#8217; slegate dal contesto sociale e culturale di appartenenza. Lo psicologo statunitense Paul Ekman individua sette emozioni primarie: gioia, tristezza, rabbia, disgusto, paura, sorpresa e disprezzo. A queste, Daniel Goleman (nel libro &#8216;Intelligenza emotiva&#8217;) ne aggiunge un&#8217;altra: l&#8217;amore.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/03/emozioni-bolle.jpg"><img class="size-full wp-image-2882 alignright" alt="emozioni-bolle" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/03/emozioni-bolle.jpg" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Le emozioni primarie sono comuni a tutti gli esseri umani e condivise anche con molte specie animali. Le emozioni secondarie, al contrario, differiscono nelle diverse culture ed e&#8217; veramente difficile classificarle in modo univoco. Per Damasio (neurobiologo) sono: imbarazzo, gelosia, colpa, orgoglio. Ekman aggiunge: invidia, ansia, speranza, compassione, rassegnazione, nostalgia, indignazione, rimorso, delusione.</p>
<p>Ma cos&#8217;e&#8217; l&#8217;emozione? La radice etimologica deriva dal latino &#8220;emove&#8217;re&#8221; (ex= fuori + movere= muovere) letteralmente portare fuori, smuovere, in senso piu&#8217; lato, scuotere, agitare. &#8220;Perche&#8217; le emozioni primarie ci spingono verso un&#8217;azione, ed hanno la funzione principale di proteggerci dai pericoli e condividere i nostri vissuti con l&#8217;esterno&#8221;, spiega alla DIRE Sergio Stagnitta, psicologo psicoterapeuta e blogger (www.sergiostagnitta.it), responsabile area blog del sito dell&#8217;Ordine degli Psicologi del Lazio. &#8220;Per raggiungere questi obiettivi le emozioni ci aiutano a preparare fisiologicamente il corpo. Ad esempio, se avverto un pericolo, una delle reazioni piu&#8217; utili e&#8217; quella di fuggire e cosi&#8217;, grazie alla paura, il corpo si predispone aumentando il flusso sanguigno verso i grandi muscoli scheletrici e, contemporaneamente, scatenando un flusso di ormoni che mette l&#8217;organismo in uno stato generale di allerta&#8221;.</p>
<p>- Cosa agisce sulle emozioni primarie? &#8220;In natura le emozioni primarie funzionano bene- risponde il blogger- il problema non e&#8217; quindi negli animali, semmai negli essere umani. Con il discorso della coscienza e della costruzione culturale (compresa l&#8217;evoluzione tecnologica che ha accresciuto il senso di disorientamento) le emozioni acquistano una valenza diversa. Il rischio che si corre oggi, a livello patologico, e&#8217; che le emozioni si attivino laddove non servano, sganciandosi completamente dalla dimensione biologica: aver paura di qualcosa che non fa paura. Le fobie, ad esempio, nascono proprio da questo scollamento dalla dimensione biologica&#8221;.</p>
<p>- A che servono le emozioni? &#8220;Per rispondere cito un libro molto interessante di Goleman intitolato &#8216;Intelligenza emotiva&#8217;. L&#8217;autore sostiene che l&#8217;emozione e&#8217; uno strumento fondamentale per entrare in contatto con la realta&#8217;, per conoscerla, e&#8217; appunto una forma di intelligenza. Il primo a dirlo fu Darwin, che capovolse la credenza dominante che riteneva le emozioni nocive, una sorta di nebbia che ci confonde. Anticamente l&#8217;emozione era vista come una reazione dell&#8217;organismo da controllare e inibire il piu&#8217; possibile. Il biologo e naturalista britannico ribadi&#8217; al contrario la loro funzione fondamentale: ci aiutano a sopravvivere e a capire i fatti della realta&#8217;. Ecco perche&#8217; oggi possiamo parlare di intelligenza emotiva- afferma Stagnitta- ovvero della possibilita&#8217; di entrare in contatto con la realta&#8217; non solo cognitivamente, ma sentendo le emozioni di quel momento. Pensiamo anche al famoso principio che ci invita ad ascoltarsi con la pancia; come si dice con il cuore e non solo con la ragione!&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/03/aurora-boreale-thinkstock1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2880" alt="aurora-boreale-thinkstock1" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/03/aurora-boreale-thinkstock1-1024x583.jpg" width="940" height="535" /></a></p>
<p>- Come si regolano le emozioni? &#8220;Le emozioni si conoscono e si possono regolare grazie alla relazione con gli altri, in particolare con i propri genitori, visto che passiamo gran parte della nostra infanzia con loro. Il genitore ha la possibilita&#8217; di aiutare a costruire nel bambino una regolazione emotiva.</p>
<p>Esemplare e&#8217; la reazione di un bimbo piccolissimo dopo una caduta. La prima cosa che fara&#8217; e&#8217; osservare il volto della madre: se apparira&#8217; terrorizzato il piccolo piangera&#8217;, se sara&#8217; consolante si spaventera&#8217; un po&#8217; di meno&#8221;.</p>
<p>- L&#8217;emozione allora e&#8217; vera o acquisita? &#8220;Il bambino cadendo si sta facendo male e prova paura o rabbia, avverte un disagio. Quanta paura e quanta rabbia dovra&#8217; provare, glielo comunichera&#8217; la madre regolando la sua componente emotiva. In questo modo- spiega lo psicologo- il piccolo acquisisce competenze. E come se il bambino dicesse: &#8216;Mamma dimmi cosa devo provare in questo momento?&#8217;. Nel lavoro terapeutico succede qualcosa di simile: il terapeuta accoglie e ascolta il disagio della persona, avendo anche la funzione di &#8216;regolatore delle emozioni&#8217;, aiutandola quindi a raccontare i propri vissuti piuttosto che agirli&#8221;.</p>
<p>- Quale emozione e&#8217; legata alle fasi di rinascita? &#8220;La tristezza- conferma Stagnitta- a livello biologico questa emozione rallenta il corpo, abbassa l&#8217;intensita&#8217; e l&#8217;eccitazione. In un momento di disagio/lutto/separazione la prima reazione impulsiva che assale la persona e&#8217; l&#8217;agire; non pensare, provando, spesso, solo un forte sentimento di rabbia. La tristezza, invece, ci aiuta a fermarci un attimo, a stare maggiormente in contatto con cio&#8217; che stiamo vivendo e magari ci permette di chiedere efficacemente aiuto agli altri. I momenti di crisi possono essere fonte di grande creativita&#8217;, bisogna pero&#8217; lasciarsi pervadere dai vissuti anche negativi, senza farsi intrappolare da essi- conclude- e cosi&#8217; provare l&#8217;esperienza simbolica, a volte anche molto reale, di rinascere&#8221;.</p>
<p><a title="LE EMOZIONI PRIMARIE SONO INNATE E CI AIUTANO A SOPRAVVIVERE" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/marzo/22/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/marzo/22/?news=01</a></p>
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