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	<title>Studio Arcobaleno &#187; psicomotricità</title>
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		<title>NON SOLO DAD: 5 &#8220;BUONE PRASSI&#8221; PER AFFRONTARE ATTIVAMENTE LO STRESS.</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2020 08:17:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il termine “stress” generalmente si fa riferimento alla risposta che l’organismo mette in atto tutte le volte che un individuo si confronta con esperienze tali da richiedere azioni di ri-adattamento all’ambiente. La percezione di un evento come “stressante” può variare da persona a persona, generando sensazioni di pressione mentale, emotiva e fisica di diversa intensità.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con il termine “stress” generalmente si fa riferimento alla risposta che l’organismo mette in atto tutte le volte che un individuo si confronta con esperienze tali da richiedere azioni di ri-adattamento all’ambiente. La percezione di un evento come “stressante” può variare da persona a persona, generando sensazioni di pressione mentale, emotiva e fisica di diversa intensità.</p>
<p>Lo stress, quindi, di per sé non è positivo o negativo, in quanto può essere utile per predisporre le persone ad affrontare, reagire e adattarsi ai cambiamenti, ma se protratto a lungo, specie se accompagnato da sensazioni di impotenza, può provocare un sovraccarico tale da generare una condizione di rischio per il benessere psico-fisico. In tutti questi casi è importante rivolgersi a uno specialista.</p>
<p>Nei casi in cui, invece, lo stress non raggiunga livelli tali da condizionare le capacità di adattamento e il funzionamento dell’individuo, può essere comunque utile mettere in atto azioni “strategiche” finalizzate a preservare e favorire una condizione di benessere tanto più importante quanto più ci si confronta con una condizione di grande difficoltà ed emergenza come quella attuale.</p>
<p>Vi proponiamo dunque cinque “buone prassi” da integrare ai suggerimenti già forniti dalle istituzioni nazionali ed internazionali nel corso di queste settimane.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-04-29-alle-10.13.45.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3494" alt="schermata-2020-04-29-alle-10-13-45" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-04-29-alle-10.13.45.png" width="791" height="444" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1. UN PASSO ALLA VOLTA.</strong> Porsi obiettivi a breve termine, da raggiungere giorno per giorno o, al massimo, settimana per settimana, può aiutare ad aumentare la sensazione di controllo e di autoefficacia percepita sia dei docenti che degli studenti. Programmate un’attività da svolgere e portare a termine entro la fine<br />
della giornata e chiedete ai vostri studenti di fare altrettanto, quella che potrà sembrare un’azione semplice potrà darvi, con il passare del tempo, la sensazione di riuscire a orientare efficacemente le vostre energie in vista del raggiungimento di nuovi obiettivi.</p>
<p><strong>2. RICORDARSI DI… “STACCARE LA SPINA”</strong>. Lavorare da casa comporta necessariamente una sovrapposizione di tempi e spazi. Il rischio è avere la sensazione di “non riuscire mai a staccare”. Ritagliatevi degli spazi e dei tempi ben delimitati per lavorare, una postazione specifica all’interno di una stanza dedicata al lavoro dalla quale organizzare, gestire e svolgere le attività didattiche e dalla quale allontanarvi nei momenti dedicati ad altro (famiglia, tempo libero, etc…). Organizzate l’assegnazione dei compiti e le attività scolastiche in modo da garantire tempi liberi sia per voi che per i vostri studenti.</p>
<p><strong>3. TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI.</strong> L’isolamento sociale può aumentare i vissuti di solitudine già presenti in molti docenti prima della chiusura degli istituti scolastici. Per questo è importante favorire lo spirito di gruppo e la collaborazione. Le difficoltà sperimentate nell’utilizzo della tecnologia, per esempio, possono essere più facilmente affrontate se si fa affidamento sui colleghi più esperti. Il gruppo è uno scrigno di risorse che aspetta solo di essere aperto.</p>
<p><strong>4. DEDICARSI ALLE PROPRIE PASSIONI.</strong> In un momento come quello attuale nel quale sono venute a mancare tante abitudini e stimoli che in passato aiutavano a recuperare le energie, appare ancor più importante ritagliarsi dei momenti nei quali dedicarsi alle proprie passioni. Tutte le attività che ci piacciono, leggere, scrivere, cucinare, ascoltare musica, guardare film, parlare con parenti e amici, prendersi cura di sé, curare le piante, occuparci degli animali domestici, possono contribuire a ricaricarci di quelle energie necessarie a gestire le difficoltà e la fatica legata al cambiamento e alla quotidianità.</p>
<p><strong>5. COMUNICARE.</strong> Condividere le proprie sensazioni e le proprie difficoltà con persone di fiducia può essere utile a far fronte in maniera attiva allo stress e sentirsi meno soli. Nel caso tutto ciò non dovesse bastare a diminuire i livelli di tensione, preoccupazione e fatica sul sito www.diregiovani.it potete trovare “<a href="https://www.diregiovani.it/lontani-ma-vicini-30-psicologi-al-servizio-di-scuole-e-famiglie-2/" target="_blank" rel="noopener">LONTANI MA VICINI</a>” 30 psicologi disponibili a rispondere alle vostre domande e ai vostri bisogni, uno spazio dedicato agli “Approfondimenti per i docenti” e alcuni “Corsi di formazione a distanza gratuiti”.</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Francesca Zaza</p>
<p style="text-align: right;"><em>Psicologa &#8211; Psicoterapeuta</em></p>
<p><a title="NON SOLO DAD: 5 &quot;BUONE PRASSI&quot; PER AFFRONTARE ATTIVAMENTE LO STRESS" href="https://www.diregiovani.it/2020/04/29/311516-non-solo-didattica-a-distanza-dad-3.dg/">https://www.diregiovani.it/2020/04/29/311516-non-solo-didattica-a-distanza-dad-3.dg/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>LeggiAMO! Laboratorio per lo sviluppo del linguaggio dedicato a bambini dai 2 ai 3 anni.</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 15:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tuo bambino ha dai 2-3 anni? Presenta un ritardo del linguaggio?
Ecco un laboratorio pensato ad hoc per te.
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Il tuo bambino ha dai 2 ai 3 anni? Presenta un ritardo del linguaggio?</p>
<p style="text-align: center;">Ecco un laboratorio pensato ad hoc per voi!</p>
<p>L&#8217;input linguistico e lo stile comunicativo dei genitori rivestono un ruolo fondamentale nello sviluppo delle abilità comunicative dei loro figli.</p>
<p>Per questo Arcobaleno – Studio Multidisciplinare ha pensato a un programma di <b>SEI INCONTRI</b> della durata di un’ora ciascuno per <b>FORNIRE STRUMENTI E STRATEGIE COMUNICATIVE E LINGUISTICHE PER SOSTENERE LO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO NEI BAMBINI DAI 2 AI 3 ANNI.</b></p>
<p>Il laboratorio sarà condotto dalla Dott.ssa Claudia Mandarino, Logopedista, con la collaborazione della Dott.ssa Francesca Zaza, Psicologa – Psicoterapeuta.</p>
<p align="center">Gli incontri si svolgeranno il <b>MERCOLEDÌ DALLE 11.15 ALLE 12.15.</b></p>
<p>L’adesione è subordinata allo svolgimento di un colloquio conoscitivo finalizzato ad accertare che vi siano i presupposti per la partecipazione ed un incontro conclusivo di restituzione e condivisione del percorso effettuato.</p>
<p>Per maggiori informazioni rivolgersi a:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dott.ssa Claudia Mandarino Tel. 380/3640341</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2019/09/LABORATORIO-PC-ARCO-2019.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3442" alt="laboratorio-pc-arco-2019" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2019/09/LABORATORIO-PC-ARCO-2019.jpg" width="750" height="733" /></a></p>
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		<title>MALTRATTAMENTI, IN INFANZIA PARLARE DI EVENTI AVVERSI</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2018 05:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 17 lug. - "È cambiato il concetto delle forme di maltrattamento, prima bisognava dividere a scopo didattico il maltrattamento fisico e l'abuso sessuale. Oggi non si parla piu' di maltrattamento singolo, ma di eventi avversi vissuti nell'infanzia ( Adverse Childhood Experiences - ACE), che lasciano segni che non sono solamente 'problematiche di natura psicologica'". ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 17 lug. &#8211; &#8220;È cambiato il concetto delle forme di maltrattamento, prima bisognava dividere a scopo didattico il maltrattamento fisico e l&#8217;abuso sessuale. Oggi non si parla piu&#8217; di maltrattamento singolo, ma di eventi avversi vissuti nell&#8217;infanzia ( Adverse Childhood Experiences &#8211; ACE), che lasciano segni che non sono solamente &#8216;problematiche di natura psicologica&#8217;&#8221;. Lo dice Pietro Ferrara, professore dell&#8217;Universita&#8217; Cattolica del Sacro Cuore e dell&#8217;Universita&#8217; Campus Biomedico di Roma, nonche&#8217; referente nazionale della Societa&#8217; italiana di pediatria (Sip) sul tema abusi e maltrattamenti, intervenuto al via della campagna &#8216;Abbattiamo il muro del silenzio&#8217; di Save the Children.</p>
<p>&#8220;La ripetitivita&#8217; delle violenze provoca dal punto di vista biochimico delle alterazioni che poi causano segnali e modifiche organiche: si riducono alcune parti del cervello e se ne attivano altre&#8221;. Per questo motivo va &#8220;attenzionato il cambio del comportamento, che dipende anche da modifiche anatomiche&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/07/aabuso12.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3415" alt="aabuso12" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/07/aabuso12-1024x680.jpg" width="940" height="624" /></a></p>
<p>Per aiutare i bambini vittime di violenze, Ferrara suggerisce di far attenzione e un avverbio e ad un sostantivo. &#8220;L&#8217;avverbio che ci deve accompagnare e&#8217; &#8216;improvvisamente&#8217;. Quando vediamo che nei nostri figli si verificano delle modifiche improvvisamente: ci deve far riflettere l&#8217;aggressivita&#8217;, il non voler andare a scuola, il perdere delle acquisizioni (riprendono a bagnare la notte, perdono feci), avere un atteggiamento differente in maniera improvvisa. Ci deve accompagnare la parola dialogo, collaborazione, perche&#8217; non esiste salute senza salute mentale e non possiamo piu&#8217; tollerare che eventi di questo tipo ci portino ad intervenire solo con una prevenzione terziaria che contiene le conseguenze. Noi dobbiamo mirare- conclude Ferrrara- quantomeno ad una prevenzione secondaria per evitare che ci siano complicanze. Lo scopo principale e&#8217; lavorare, intercettare precocemente e decodificare i segnali&#8221;.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="MALTRATTAMENTI, IN INFANZIA PARLARE DI EVENTI AVVERSI" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/luglio/17/?news=14">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/luglio/17/?news=14</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>QUANDO IL POTENZIALE E&#8217; MASCHERATO DA UN DISTURBO.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 06:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 giu. - Francesco e' un bambino di 7 anni e oggi frequenta con successo la seconda elementare. Ha un'intelligenza superiore alla norma, e' plusdotato, eppure all'eta' di 3 anni e mezzo e' arrivato all'Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) per un disturbo del linguaggio espressivo che investiva anche l'aspetto strutturale: non parlava, appariva ansioso, aveva una bassa autostima, una tendenza al perfezionismo e un'evidente inibizione sociale. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 giu. &#8211; Francesco e&#8217; un bambino di 7 anni e oggi frequenta con successo la seconda elementare. Ha un&#8217;intelligenza superiore alla norma, e&#8217; plusdotato, eppure all&#8217;eta&#8217; di 3 anni e mezzo e&#8217; arrivato all&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) per un disturbo del linguaggio espressivo che investiva anche l&#8217;aspetto strutturale: non parlava, appariva ansioso, aveva una bassa autostima, una tendenza al perfezionismo e un&#8217;evidente inibizione sociale. Il suo potenziale era dunque mascherato dal disturbo e per farlo emergere l&#8217;IdO ha puntato su due obiettivi: una diagnosi sequenziale, per seguire il percorso evolutivo del bambino, rimodulare l&#8217;intervento terapeutico in base ai suoi cambiamenti e differenziare le vulnerabilita&#8217; dai deficit; e risposte terapeutiche non settoriali, per evitare interventi terapeutici sintomatici che avrebbero eluso il disagio piu&#8217; profondo alla base del sintomo stesso e aumentato il rischio psicopatologico in termini prognostici.</p>
<p>&#8220;Offrire risposte non solo settoriali al disagio di un bambino consente di espandere tutte le sue componenti dello sviluppo e di sostenere la funzione che inizialmente era deficitaria&#8221;, spiega l&#8217;equipe IdO. Lo dimostra il caso clinico di Francesco, che seguendo un approccio integrato e&#8217; diventato una storia di successo: oggi e&#8217; un ottimo narratore, sebbene fosse partito da una quasi assenza di linguaggio. Cosa e&#8217; successo in questi tre anni e mezzo di terapia? L&#8217;IdO lo racconta in un recente articolo, dal titolo <a href="https://www.researchgate.net/publication/316906367_When_the_Intellectual_Potential_is_Concealed_from_Symptoms_A_Case_Report" target="_blank">&#8216;Quando il potenziale intellettivo e&#8217; mascherato dal sintomo: un caso clinico&#8217;</a>, pubblicato sulla rivista scientifica &#8216;Journal of Clinical Case Reports&#8217; <a href="http://www.ortofonologia.it/allegati/articoli/Case_Report_italiano_ok.pdf" target="_blank">(la versione in italiano sul sito www.ortofonologia.it)</a>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo finale del lavoro dell&#8217;Istituto non e&#8217; stato, pertanto, solo compensare il disturbo, ma far raggiungere al bambino un maggiore equilibrio fra tutte le aree del funzionamento, affinche&#8217; il suo potenziale potesse essere espresso in pienezza sia dal punto di vista intellettivo, che dei sistemi evolutivi deputati al suo contenimento emotivo. Francesco e&#8217; stato preso in carico globalmente per correlare il percorso terapeutico alle sue potenzialita&#8217;, piuttosto che alle vulnerabilita&#8217;.</p>
<p>Alla luce dei tanti casi di plusdotazione presenti in Italia (il 4-5% della popolazione 0-18 anni ha un alto potenziale cognitivo) diventa sempre piu&#8217; importante accendere un focus sulla &#8216;giftedness&#8217; per evitare di mettere in primo piano solo il disagio/disturbo. &#8220;È ormai acquisito dalla comunita&#8217; scientifica- si legge nell&#8217;articolo- che i bambini plusdotati presentino, nella maggior parte dei casi, problemi socio-emozionali e\o difficolta&#8217; scolastiche, nonostante il ricco potenziale che li caratterizza. E&#8217; inoltre dimostrato che l&#8217;evoluzione dei bambini gifted e&#8217; fortemente influenzata dalle circostanze ambientali e dai sistemi educativi. Se i bambini plusdotati non sono tempestivamente riconosciuti puo&#8217; accadere che arrivino al clinico per le manifestazioni psicopatologiche che vengono a strutturarsi sulla disarmonia esistente. Manifestazioni che- avverte il Centro di diagnosi e terapia per l&#8217;eta&#8217; evolutiva-, se lette solo in senso sintomatico, possono creare maggiori squilibri al bambino&#8221;. Ecco allora che il lo ro eccitamento &#8220;viene considerato eccessivo e inquadrato come una sindrome iperattiva, l&#8217;atteggiamento critico come non accettazione dell&#8217;autorita&#8217;, l&#8217;immaginazione come mancanza di attenzione, la forte emozionalita&#8217; come immaturita&#8217;, la creativita&#8217; e l&#8217; autocentrismo come disturbo oppositivo&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="Immagine correlata" src="https://faqzine.files.wordpress.com/2014/01/new_life.jpg" /></p>
<p>Francesco ha avuto quattro valutazioni nel corso dei tre anni e mezzo di terapia in modo da rimodulare il trattamento a seconda della sua evoluzione. Infatti, in occasione della seconda valutazione e&#8217; stata definita la necessita&#8217; di un intervento psicomotorio attento alla relazione nel gruppo dei pari. &#8220;La diagnosi era al bambino nei suoi sistemi evolutivi integrati- spiega l&#8217;equipe IdO- se ci fossimo fermati solo al disturbo del linguaggio, non avremmo colto l&#8217;aspetto del potenziale intellettivo. Era chiaro che si trattava di un bambino intelligente che non riusciva ad esprimere a pieno le sue potenzialita&#8217;, perche&#8217; non aveva un adeguato assetto psicomotorio, mostrava una difficolta&#8217; nel regolare le emozioni, la sua competenza di autoregolazione era molto immatura. Abbiamo proposto un intervento terapeutico evolutivo integrato e non finalizzato solo al disturbo del linguaggio (quale area di vulnerabilita&#8217;) e questo ha permesso a Francesco di migliorare decisamente la sua capacita&#8217; di autoregolazione e, nello stess o tempo, di riuscire ad elaborare meglio alcuni vissuti, anche quelli relativi a fattori ambientali sfavorenti. In occasione dell&#8217;ultima valutazione e&#8217; emerso un quoziente intellettivo molto alto (131) e un 132 nel verbale: la sua parte piu&#8217; vulnerabile e&#8217; diventata il suo punto di forza&#8221;.</p>
<p>In conclusione l&#8217;equipe IdO sottolinea il ruolo della famiglia che &#8220;ha lavorato in sinergia con gli operatori e ha collaborato nei tempi e nei modi richiesti ai follow-up e alle sedute terapeutiche negli anni, mostrandosi punto di riferimento affettivo per il sostegno al delicato e importante processo di crescita descritto&#8221;.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="QUANDO IL POTENZIALE E' MASCHERATO DA UN DISTURBO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/giugno/13/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/giugno/13/?news=01</a></p>
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		<title>PARTE IL &#8220;TALENT CAMP&#8221; PER BAMBINI PLUSDOTATI</title>
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		<pubDate>Fri, 12 May 2017 05:06:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 9 mag. - Il 25 giugno parte a Roma il 'TALENT CAMP': una settimana di divertimento, scoperte e crescita per bambini e ragazzi ad alto potenziale nell'esclusiva location di Cinecitta' World. Il progetto e' realizzato dall'Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma - centro di diagnosi e terapia dei disturbi della comunicazione e della relazione in eta' evolutiva - insieme a 'Spettacoli di Matematica' - associazione di promozione sociale nata nel 2009 per la divulgazione della matematica a piu' dimensioni, tra le quali l'arte, la musica e l'ingegneria - per aiutare bambini e adolescenti 'gifted' ad imparare ad esprimere il loro talento e a condividerlo con i loro coetanei. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DAL 25/06 A CINECITTA&#8217; WORLD (ROMA) PER AIUTARLI A ESPRIMERE EMOZIONI E TALENTO.</strong></p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/05/TalentCamp_header.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3233" alt="talentcamp_header" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/05/TalentCamp_header.jpg" width="785" height="291" /></a></p>
<p style="text-align: left;">(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 9 mag. &#8211; Il 25 giugno parte a Roma il &#8216;TALENT CAMP&#8217;: una settimana di divertimento, scoperte e crescita per bambini e ragazzi ad alto potenziale nell&#8217;esclusiva location di Cinecitta&#8217; World. Il progetto e&#8217; realizzato dall&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma &#8211; centro di diagnosi e terapia dei disturbi della comunicazione e della relazione in eta&#8217; evolutiva &#8211; insieme a &#8216;Spettacoli di Matematica&#8217; &#8211; associazione di promozione sociale nata nel 2009 per la divulgazione della matematica a piu&#8217; dimensioni, tra le quali l&#8217;arte, la musica e l&#8217;ingegneria &#8211; per aiutare bambini e adolescenti &#8216;gifted&#8217; ad imparare ad esprimere il loro talento e a condividerlo con i loro coetanei. La partecipazione e&#8217; riservata a bambini dai 6 anni (che abbiano frequentato nell&#8217;anno scolastico 2016/17 dal primo al quinto anno della scuola primaria) ai 14 anni (che abbiano frequentato nell&#8217;anno scolastico 2016/17 dal primo al terzo anno della scuola secondaria di primo grado). I partecipanti dovranno avere una documentazione che attesti una valutazione cognitiva che li collochi nella fascia della dotazione intellettiva, top 5% o dal 95° percentile in su (Quoziente intellettivo o Indice abilita&#8217; generali maggiore o uguale a 120).</p>
<p style="text-align: left;">Cosa faranno? Gli iscritti al &#8216;TALENT CAMP&#8217; parteciperanno attivamente sia ai laboratori emotivi condotti da personale qualificato dell&#8217;IdO (psicologi e psicoterapeuti), che a quelli di &#8216;CineMATHS&#8217; promossi dall&#8217;associazione &#8216;Spettacoli di Matematica&#8217;. Inoltre, i minori plusdotati seguiranno i percorsi didattici proposti dal parco Cinecitta&#8217; World e potranno assistere e partecipare ad alcune delle attrazioni e degli spettacoli del parco, sotto la supervisione degli operatori preposti.</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;Attraverso giochi, role play, circle-time, dialogo, ascolto, racconti, questionari, test, disegni, schede operative, musiche, attivita&#8217; motorie, manipolative, creative e molto altro ancora i partecipanti impareranno a riconoscere le emozioni, chiamarle con il loro nome, a saper leggere lo stato d&#8217;animo delle altre persone e a saper empatizzare con chi gli sta vicino.</p>
<p>Soprattutto, impareranno la sana abitudine di esprimere le proprie emozioni e di saperle raccontare&#8221;, rassicurano gli organizzatori. I conduttori dell&#8217;IdO aiuteranno l&#8217;espressione delle emozioni, accettandole, rispecchiandole, contenendole e, infine, elaborandole insieme a chi le prova. &#8220;Una volta manifestate le emozioni, i partecipanti verranno aiutati, attraverso un coinvolgimento interattivo, a dare loro un nome.</p>
<p>Traducendo le emozioni in parole- concludono i promotori- queste vengono meglio elaborate e quindi sono piu&#8217; gestibili&#8221;.</p>
<p>Le iscrizioni al TALENT CAMP saranno aperte fino al 22 maggio. Per informazioni sui costi e sulle modalita&#8217; d&#8217;iscrizione e&#8217; possibile scrivere a info@spettacolidimatematica.it o progetti@ortofonologia.it eventi@cinecittaworld.it . Clicca qui (<a title="TALENT CAMP BAMBINI PLUSDOTATI" href="http://www.ortofonologia.it/?do=253">http://www.ortofonologia.it/?do=253</a>) per scaricare il modulo di iscrizione, il regolamento e il programma del camp.</p>
<p style="text-align: left;">FONTE ORIGINALE: <a title="PARTE IL &quot;TALENT CAMP&quot; PER BAMBINI PLUSDOTATI" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/maggio/09/?news=02">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/maggio/09/?news=02</a></p>
<p style="text-align: left;">
<p>&nbsp;</p>
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		<title>GIOCA E IMPARA. MOSTRA DIDATTICA INTERATTIVA.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2016 18:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’ambito delle attività di formazione e intervento nell’a.s. 2015-2016, proposte nelle scuole della provincia di Pavia aderenti alla scuola LA SCUOLA EDUCA IL TALENTO, sono state utilizzate metodologie di didattica inclusiva che hanno previsto attività curricolari di potenziamento per sostenere o sviluppare le potenzialità di ciascun alunno che vengono presentate nella Mostra realizzata dagli alunni e docenti di vari Istituti Comprensivi: IC Villanterio, IC Certosa di Pavia, IC Siziano, IC Via Acerbi – Pavia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>COMUNICATO STAMPA MOSTRA DIDATTICA INTERATTIVA.</strong></p>
<p>Nell’ambito delle attività di formazione e intervento nell’a.s. 2015-2016, proposte nelle scuole della provincia di Pavia aderenti alla scuola LA SCUOLA EDUCA IL TALENTO, sono state utilizzate metodologie di didattica inclusiva che hanno previsto attività curricolari di potenziamento per sostenere o sviluppare le potenzialità di ciascun alunno che vengono presentate nella Mostra realizzata dagli alunni e docenti di vari Istituti Comprensivi: IC Villanterio, IC Certosa di Pavia, IC Siziano, IC Via Acerbi – Pavia.<br />
Il progetto vuole offrire a tutti gli alunni momenti di apprendimento, attraverso il confronto e la sperimentazione in piccoli gruppi di cooperative learning, che possono rispondere ai bisogni educativi specifici della reale fascia di livello a cui essi appartenessero, indipendentemente dalla classe frequentata.<br />
Le attività sono state realizzate interamente da insegnanti formati nella tematica della plusdotazione, supervisionati dall’équipe del LabTalento dell’Università di Pavia e rappresentano proposte didattiche attive e innovative per costruire metodologie didattiche a portata di mano che hanno permesso ai bambini di imparare senza noia ma in modo stimolante e coinvolgente. Attraverso attività di coding (tramite il programma Scratch), esperienze di cooperative learning, metodi didattici basati sul problem solving e sullo svolgimento di compiti autentici, si vogliono far sperimentare ai partecipanti attività stimolanti per alunni della Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado. Per la scuola dell’infanzia le proposte si incentrano sul mondo delle scienze da indagare come esploratori coraggiosi.<br />
La giornata sarà occasione di un sereno confronto-scambio tra alunni, insegnanti, genitori e operatori su come la scuola possa davvero sviluppare competenze per la vita.<br />
Vi aspettiamo tutti desiderosi di imparare giocando!!!!</p>
<p><a title="GIOCA E IMPARA. MOSTRA DIDATTICA INTERATTIVA" href="http://labtalento.unipv.it/?portfolio=gioca-impara-2">http://labtalento.unipv.it/?portfolio=gioca-impara-2</a></p>
<p><a title="GIOCA E IMPARA. MOSTRA DIDATTICA INTERATTIVA" href="http://labtalento.unipv.it/?portfolio=gioca-impara-2"><img class="alignnone size-large wp-image-2957" alt="0001" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/05/0001-724x1024.jpg" width="724" height="1024" /></a></p>
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		<title>DIRETTIVE EUROPEE IN TEMA DI PLUSDOTAZIONE</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2015 20:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 1994, la raccomandazione n. 1248 del Consiglio d’Europa sull’educazione dei bambini talentati ha sottolineato la necessità di sviluppare il loro potenziale intellettivo attraverso strumenti e condizioni di insegnamento particolari.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><b><span style="text-decoration: underline;">Raccomandazione n. 1248/94 del Consiglio d’Europa</span></b></p>
<p>Nel 1994, la <strong>raccomandazione n. 1248</strong> del Consiglio d’Europa sull’educazione dei bambini talentati ha sottolineato la necessità di sviluppare il loro potenziale intellettivo attraverso strumenti e condizioni di insegnamento particolari.</p>
<p>In particolare:</p>
<ul>
<li>l’Assemblea riafferma che l’educazione è un <strong>diritto fondamentale</strong> dell’essere umano e che deve, per quanto possibile, essere appropriata a ciascun individuo.</li>
<li>Per ragioni pratiche, può essere necessario instaurare sistemi d’insegnamento che assicurino un’<strong>educazione adeguata</strong><b> </b>alla maggioranza dei bambini. Ci saranno comunque sempre bambini particolari per i quali dovranno essere adottate <strong>disposizioni speciali</strong>. I bambini superdotati sono tra questi.</li>
<li>I bambini superdotati dovrebbero poter beneficiare di condizioni d’insegnamento appropriate che permettano loro di <strong>valorizzare</strong> pienamente le loro possibilità nell’interesse loro proprio e della società.</li>
<li>Anche per non sprecare preziose, necessarie risorse umane è necessario scoprire delle potenzialità intellettuali in tempo per favorirle, ed è necessario coltivarle. Per questo sono necessari <strong>strumenti adatti</strong>.</li>
<li>L’apporto di un’educazione speciale non deve privilegiare in alcun modo dei gruppi di bambini a scapito di altri.</li>
<li>Di conseguenza, l’Assemblea raccomanda che il Comitato dei Ministri domandi alle autorità competenti degli Stati firmatari della Convenzione culturale europea, di tener conto delle seguenti considerazioni nelle loro politiche di educazione:
<ul>
<li>la legislazione dovrebbe <strong>riconoscere e rispettare le differenze individuali</strong>. I bambini superdotati, che, come gli altri bambini, hanno bisogno di condizioni d’insegnamento tali da permettere loro di sviluppare pienamente le proprie possibilità;</li>
<li>la ricerca fondamentale sulle nozioni di “dono” e di “talento”, e la ricerca applicata, ad esempio per mettere a punto le procedure atte a riconoscerli, dovrebbero essere sviluppate parallelamente. La ricerca sui “meccanismi di successo” potrebbe aiutare a combattere l’insuccesso scolastico.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><b></b><b><span style="text-decoration: underline;">Eurydice 2006</span></b></p>
<p>Eurydice, la rete di informazione sull’istruzione in Europa, ha realizzato un documento di lavoro sulle misure specifiche in ambito educativo dedicate ai giovani dotati nei paesi dell’Unione europea (2006), in modo da analizzare misure educative destinate agli alunni talentati attraverso tre aree tematiche:</p>
<ul>
<li> terminologia e criteri di classificazione. Per caratterizzare i giovani dotati o talentati, i termini adoperati in gran parte dei paesi europei sono <em>gifted</em><i> </i>e <em>talented</em>. I criteri di classificazione, che si suddividono in verifica della performance attraverso test attitudinali e valutazione dei risultati e/o della performance vengono presi in considerazione solo in alcuni paesi, mentre gli aspetti dello sviluppo (abilità interpersonali, psicomotorie, intellettuali e artistiche), vengono considerate in quasi tutti i paesi.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>-  Misure specifiche educative. Le tipologie riscontrate sono:</p>
<ul>
<li>Percorso di studio abbreviato, che consente di completare gli studi in tempi più rapidi.
<ul>
<li>Attività di livello avanzato, per uno studio più approfondito delle discipline scolastiche.</li>
<li>Offerta educativa o curriculum differenziato, per seguire  propri ritmi di apprendimento.</li>
<li>Attività extrascolastiche, che consentono di sviluppare le capacità in uno specifico settore (corsi estivi, attività artistiche).</li>
<li>Altre iniziative, come centri per l’AP o reti specifiche di sostegno agli alunni, gli insegnanti e i genitori.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>- Formazione per gli insegnanti. Sono state riscontrate due forme di formazione per i docenti di studenti ad AP:</p>
<ul>
<li>Iniziale, con formazione obbligatoria durante i corsi di preparazione all’insegnamento.</li>
<li>In servizio, con moduli, corsi di aggiornamento e convegni sull’AP, con la possibilità di partecipare a laboratori e tirocini esperienziali.</li>
</ul>
<p><a title="DIRETTIVE EUROPEE" href="http://labtalento.unipv.it/?page_id=1035">http://labtalento.unipv.it/?page_id=1035</a></p>
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		<title>COME AMARE IL BAMBINO, JANUSZ KORCZAK</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 07:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proposte di lettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Dici: "E' faticoso lavorare con i bambini", hai ragione, aggiungi:]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2014/10/aquilone1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2578 aligncenter" alt="Young Girl having fun flying a multicoloured kite in the English countryside. Silhouette" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2014/10/aquilone1.jpg" width="651" height="342" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dici: &#8221;è faticoso lavorare con i bambini&#8221;.</p>
<p>Hai ragione, aggiungi:</p>
<p>&#8220;perchè bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, scendere, farsi piccoli&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sbagli, non è questo l&#8217;aspetto più faticoso.</p>
<p>E&#8217; piuttosto di essere costretti ad elevarsi fino all&#8217;altezza dei loro sentimenti&#8230;</p>
<p>di stiracchiarsi, allungarsi, sollevarsi sulle punte dei piedi, per non ferirli.</p>
<p style="text-align: right;"><em>(Janusz Korczak, Come amare il bambino, Luni ed., Milano 2005)</em></p>
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		<item>
		<title>&#8220;QUANDO DIRE NO&#8221; di J. U. Rogge</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/quando-dire-no-di-j-u-rogge/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Feb 2014 06:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proposte di lettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Alma vive in campagna, dirige, insieme al marito, un'azienda agricola di medie dimensioni.  - Sono nonna di quattro nipotini -.
La sua voce è serena, gradevole, parla un dialetto del Nord: - E adesso vorresti sapere da me qualcosa sull'educazione dei bambini, ragazzo mio? -...

- Sono una donna semplice, che cosa ti devo dire? -.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>&#8220;Troppe riflessioni non giovano&#8221;</strong></p>
<p>Alma vive in campagna, dirige, insieme al marito, un&#8217;azienda agricola di medie dimensioni.</p>
<p>- <em>Sono nonna di quattro nipotini</em> -.</p>
<p>La sua voce è serena, gradevole, parla un dialetto del Nord:</p>
<p>- <em>E adesso vorresti sapere da me qualcosa sull&#8217;educazione dei bambini, ragazzo mio?</em> -.</p>
<p>- <em>Sono una donna semplice, che cosa ti devo dire?</em> -.</p>
<p>Si alza in piedi, si dirige verso una madia, ne estrae due bicchieri e un liquore fatto in casa, poi prende a raccontare della sua infanzia, dei suoi genitori, &#8220;poveri contadini&#8221;, dei suoi sei fratelli &#8220;ora tutte persone importanti&#8221;, della scuola, &#8211; <em>il lavoro nei campi veniva prima della frequenza scolastica</em> -, della sua educazione tra le mura della fattoria.</p>
<p>- <em>Dura</em> - afferma - <em>dura, ma giusta</em> -.</p>
<p>Lei doveva lavorare, mi spiega, bisognava guadagnarsi tutto. Alma riflette: - <em>Non so se i bambini di oggi se la passano meglio</em> -.</p>
<p>Le chiedo che cosa intenda.</p>
<p>- <em>Penso</em> - afferma - <em>che si sentano persi. Hanno tutto e non sanno più stare al posto loro. Anche i miei nipoti hanno tutto, una caterva di giocattoli e di vestiti. Tutto. Sono anche troppo viziati e sfacciati: &#8220;Nonna, se da te non possiamo guardare la televisione, non veniamo&#8221;. </em></p>
<p><em></em><em>- Cose del genere noi non avremmo nemmeno osato pensarle&#8230;</em> - la sua voce si fa più acuta, l&#8217;indice della mano destra in alto, -<em> altrimenti avremmo preso dei bei manrovesci</em> -.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2014/02/campo-di-grano-che-ondeggia-nel-vento.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2444" alt="campo di grano che ondeggia nel vento" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2014/02/campo-di-grano-che-ondeggia-nel-vento.jpg" width="951" height="530" /></a></p>
<p>Alma beve un sorso di liquore: &#8211; <em>Brucia un pò, ma è meglio di una medicina</em> -.</p>
<p>Le chiedo quali pensa siano le differenze tra l&#8217;educazione di ieri e di oggi. E la risposta arriva immediata:</p>
<p>- <em>Le mamme di oggi non vogliono assolutamente fare errori. Mia nuora, per esempio: per lei deve essere tutto perfetto, sostiene che altrimenti il bambino ne risente. Ai miei tempi io non potevo certo starci a rimuginare su. Dovevo fare tutto in fretta. Spesso i miei figli erano lasciati a se stessi. E sono venuti su bene tutti e due</em> -.</p>
<p>Riflette un secondo: &#8211; <em>Non so se lo posso dire, ma quando si ha troppo tempo per i figli&#8230;</em> &#8211; si interrompe, mi osserva con aria interrogativa, &#8211; <em>sarà poi vero?</em> -.</p>
<p>Versa il liquore a entrambi: &#8211; <em>E&#8217; buono, vero? Ti voglio dire una cosa, ragazzo mio! Quando Kurt, mio figlio minore faceva l&#8217;impertinente, mi rispondeva male e cose del genere, si buscava tre sculaccioni sul sedere. Non gli ho mai dato schiaffi o botte in testa, ho sentito che rendono stupidi. Bastavano tre sculaccioni</em> &#8211; fa il gesto con la mano &#8211; <em>e tornava tutto a posto. Sai, davvero, qualche volta ho l&#8217;impressione che ne abbia nostalgia. Già, già.</em> -</p>
<p>Abbassa lo sguardo, per un istante sembra pensosa: &#8211; <em>Lo sai, se oggi osservo Inge, mia nuora, che, quando il piccolo ha un attacco di rabbia, parla e parla. E dopo tanto parlare alza sempre di più la voce, finchè non urla e, alla fine, anche lei lo picchia. Poi, tutti e due si mettono a piangere, il bambino e la madre&#8230;allora penso che poteva farla più facile. Così rischia l&#8217;esaurimento nervoso.</em> &#8211; Mi guarda: &#8211; <em>Non dici niente? E&#8217; tanto brutto quello che dico?</em> -.</p>
<p>Agguanta il bicchiere: &#8211; <em>Alla salute!</em> -.</p>
<p style="text-align: right;">Jan-Uwe Rogge &#8220;<em>Quando dire no</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: right;">&#8220;</p>
<p>&nbsp;</p>
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