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	<title>Studio Arcobaleno &#187; regole</title>
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		<title>CARTONI ANIMATI: COME, QUANDO E PERCHE&#8217;</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2016 07:07:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Data l’importanza che i cartoni animati rivestono per i bambini, è importante che mamma e papà non li considerino pura evasione fantastica, ma come strumenti utili per imparare a comunicare con il mondo interiore del loro piccolo. Questo è il sistema per fargli sentire che si condivide il suo modo di essere e in più si scoprono utili spunti per fare attività creative insieme!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Data l’importanza che i cartoni animati rivestono per i bambini, è importante che mamma e papà non li considerino pura evasione fantastica, ma come strumenti utili per imparare a comunicare con il mondo interiore del loro piccolo. Questo è il sistema per fargli sentire che si condivide il suo modo di essere e in più si scoprono utili spunti per fare attività creative insieme!</p>
<div>
<h3></h3>
<h3><strong>Prima dei due anni: meglio evitare</strong></h3>
<p>È assolutamente sconsigliato esporre il bambino piccolo a programmi televisivi: secondo una ricerca dell’Accademia Americana di Pediatria, troppe ore davanti allo schermo possono provocare un ritardo nel linguaggio, nell’attività psicomotoria, difficoltà di attenzione in età scolare e turbe del sonno. In linea generale, a prescindere dall’età, è bene escludere i cartoni animati violenti, soprattutto perché il bambino tende a imitare il comportamento dei suoi eroi, i programmi che generano eccessiva tensione, perché non adeguati o troppo “forti” da tollerare dal punto di vista emotivo, e anche i cartoni con immagini stereotipate e prive di interpretazioni, che non danno alcun messaggio al piccolo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/02/Bambini-e-televisione.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2871" alt="Bambini-e-televisione" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/02/Bambini-e-televisione.jpg" width="700" height="357" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>E se vuole vedere sempre lo stesso cartone?</strong></h3>
<p>Niente paura! Bisogna sapere che il bambino non è passivo di fronte agli stimoli televisivi, anzi… li utilizza nella costruzione della propria identità. L’interesse per un certo cartone animato, come spesso accade anche con le fiabe, è dettato dal fatto che i temi esplorati entrano in sintonia con la vita interiore del bambino, con i suoi desideri e le sue paure, con il clima familiare che vive e le tappe che sta attraversando. Ripetere, costantemente, la visione di quello specifico cartone animato costituisce per il bambino una sorta di apprendimento emozionale, una palestra interattiva per crescere da usare fino a che il film ha esaurito la sua funzione… Ed ecco che improvvisamente si passa a un’altra scena e a un’altra storia!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Televisione: le regole che servono</strong></p>
<p>- Osservalo mentre guarda la televisione, il suo sguardo e le sue reazioni ti diranno se ciò che sta vedendo è davvero adeguato.</p>
<p>- Non utilizzare la televisione come castigo, premio o come baby-sitter.</p>
<p>- Tieni spenta la tv durante i pasti e mentre fa i compiti! La colazione, il pranzo e la cena sono i momenti in cui la famiglia si riunisce e, ogni volta che è possibile, sarebbe meglio proteggere questo spazio. Mentre studia, invece, il rumore della tv comporta un eccessivo carico cognitivo (anche se il bambino non la guarda la ascolta) e diminuisce l’attenzione e la concentrazione sul compito.</p>
</div>
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<p>- Non lasciare in mano al bimbo piccolo il telecomando o inevitabilmente inizierà a fare zapping da un programma all’altro, maturando una comprensione parziale e superficiale di ciò che vede, con il rischio di inciampare in programmi non adatti a lui.<br />
- Evita di guardare trasmissioni inopportune quando lui è in circolazione. Anche se sembra che stia facendo qualcos’altro, il piccolo ha “antenne” che riescono a captare tutto.</p>
<p>- Non sistemare un televisore in cameretta: è una scelta che lo autorizza a diventare il padrone della “scatola magica”, facendone in breve tempo un uso eccessivo, mentre devi essere tu ad avere il telecomando “dalla parte del manico”.</p>
<p>- Non è un appuntamento fisso. Se è impegnato a fare altre cose e non chiede di accendere la tv, evita di ricordare al tuo bimbo che è l’ora del “suo” programma.</p>
<p>- Cerca giochi alternativi alla televisione: così gli fai capire che la tv non è indispensabile e che ci si può divertire e rilassare anche svolgendo altre attività.</p>
<p>- Stabilisci con il tuo bambino il tempo e il momento della giornata da dedicare alla tv per i più piccoli le ore davanti allo schermo devono essere molto limitate e anche i più grandicelli non devono vedere la tv per più di un’ora e mezza.</p>
<p>- Non la mattina a colazione perché il bimbo potrebbe volersi alzare prima del tempo per guardare i cartoni oppure arrivare a scuola poco concentrato, né la sera, prima di addormentarsi, perché un eccesso di stimoli visivi ostacola un buon addormentamento.<br />
- Adotta le “condizioni di uso” corrette: la distanza dalla tv non inferiore ai 3 metri, volume non troppo intenso (entro i 70 db) e contrasto luminosità non troppo elevato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Cartoni animati: come, quando e perchè" href="http://www.riza.it/figli-felici/vita-in-famiglia/5207/cartoni-animati-le-regole-d-oro.html">http://www.riza.it/figli-felici/vita-in-famiglia/5207/cartoni-animati-le-regole-d-oro.html</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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</div>
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		<title>&#8220;QUANDO DIRE NO&#8221; di J. U. Rogge</title>
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		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/quando-dire-no-di-j-u-rogge/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2014 06:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Proposte di lettura]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
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		<description><![CDATA[Alma vive in campagna, dirige, insieme al marito, un'azienda agricola di medie dimensioni.  - Sono nonna di quattro nipotini -.
La sua voce è serena, gradevole, parla un dialetto del Nord: - E adesso vorresti sapere da me qualcosa sull'educazione dei bambini, ragazzo mio? -...

- Sono una donna semplice, che cosa ti devo dire? -.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>&#8220;Troppe riflessioni non giovano&#8221;</strong></p>
<p>Alma vive in campagna, dirige, insieme al marito, un&#8217;azienda agricola di medie dimensioni.</p>
<p>- <em>Sono nonna di quattro nipotini</em> -.</p>
<p>La sua voce è serena, gradevole, parla un dialetto del Nord:</p>
<p>- <em>E adesso vorresti sapere da me qualcosa sull&#8217;educazione dei bambini, ragazzo mio?</em> -.</p>
<p>- <em>Sono una donna semplice, che cosa ti devo dire?</em> -.</p>
<p>Si alza in piedi, si dirige verso una madia, ne estrae due bicchieri e un liquore fatto in casa, poi prende a raccontare della sua infanzia, dei suoi genitori, &#8220;poveri contadini&#8221;, dei suoi sei fratelli &#8220;ora tutte persone importanti&#8221;, della scuola, &#8211; <em>il lavoro nei campi veniva prima della frequenza scolastica</em> -, della sua educazione tra le mura della fattoria.</p>
<p>- <em>Dura</em> - afferma - <em>dura, ma giusta</em> -.</p>
<p>Lei doveva lavorare, mi spiega, bisognava guadagnarsi tutto. Alma riflette: - <em>Non so se i bambini di oggi se la passano meglio</em> -.</p>
<p>Le chiedo che cosa intenda.</p>
<p>- <em>Penso</em> - afferma - <em>che si sentano persi. Hanno tutto e non sanno più stare al posto loro. Anche i miei nipoti hanno tutto, una caterva di giocattoli e di vestiti. Tutto. Sono anche troppo viziati e sfacciati: &#8220;Nonna, se da te non possiamo guardare la televisione, non veniamo&#8221;. </em></p>
<p><em></em><em>- Cose del genere noi non avremmo nemmeno osato pensarle&#8230;</em> - la sua voce si fa più acuta, l&#8217;indice della mano destra in alto, -<em> altrimenti avremmo preso dei bei manrovesci</em> -.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2014/02/campo-di-grano-che-ondeggia-nel-vento.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2444" alt="campo di grano che ondeggia nel vento" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2014/02/campo-di-grano-che-ondeggia-nel-vento.jpg" width="951" height="530" /></a></p>
<p>Alma beve un sorso di liquore: &#8211; <em>Brucia un pò, ma è meglio di una medicina</em> -.</p>
<p>Le chiedo quali pensa siano le differenze tra l&#8217;educazione di ieri e di oggi. E la risposta arriva immediata:</p>
<p>- <em>Le mamme di oggi non vogliono assolutamente fare errori. Mia nuora, per esempio: per lei deve essere tutto perfetto, sostiene che altrimenti il bambino ne risente. Ai miei tempi io non potevo certo starci a rimuginare su. Dovevo fare tutto in fretta. Spesso i miei figli erano lasciati a se stessi. E sono venuti su bene tutti e due</em> -.</p>
<p>Riflette un secondo: &#8211; <em>Non so se lo posso dire, ma quando si ha troppo tempo per i figli&#8230;</em> &#8211; si interrompe, mi osserva con aria interrogativa, &#8211; <em>sarà poi vero?</em> -.</p>
<p>Versa il liquore a entrambi: &#8211; <em>E&#8217; buono, vero? Ti voglio dire una cosa, ragazzo mio! Quando Kurt, mio figlio minore faceva l&#8217;impertinente, mi rispondeva male e cose del genere, si buscava tre sculaccioni sul sedere. Non gli ho mai dato schiaffi o botte in testa, ho sentito che rendono stupidi. Bastavano tre sculaccioni</em> &#8211; fa il gesto con la mano &#8211; <em>e tornava tutto a posto. Sai, davvero, qualche volta ho l&#8217;impressione che ne abbia nostalgia. Già, già.</em> -</p>
<p>Abbassa lo sguardo, per un istante sembra pensosa: &#8211; <em>Lo sai, se oggi osservo Inge, mia nuora, che, quando il piccolo ha un attacco di rabbia, parla e parla. E dopo tanto parlare alza sempre di più la voce, finchè non urla e, alla fine, anche lei lo picchia. Poi, tutti e due si mettono a piangere, il bambino e la madre&#8230;allora penso che poteva farla più facile. Così rischia l&#8217;esaurimento nervoso.</em> &#8211; Mi guarda: &#8211; <em>Non dici niente? E&#8217; tanto brutto quello che dico?</em> -.</p>
<p>Agguanta il bicchiere: &#8211; <em>Alla salute!</em> -.</p>
<p style="text-align: right;">Jan-Uwe Rogge &#8220;<em>Quando dire no</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: right;">&#8220;</p>
<p>&nbsp;</p>
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