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	<title>Studio Arcobaleno &#187; relazioni sociali</title>
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		<title>ADOLESCENTI, 7 CONSIGLI PER VIVERE UN&#8217;ETA&#8217; SPECIALE.</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 12:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 16 gen. - Viaggia, vivi le relazioni, lavora, gioca, impara le lingue, leggi, condividi: per il nuovo anno il pedagogista Daniele Novara ha scritto una lettera agli adolescenti in cui da' loro consigli per "vivere con coraggio" la loro eta'. E' un'eta' speciale "in cui si capisce che l'infanzia e' definitivamente finita e qualcosa di nuovo sta iniziando. Un passaggio che viene percepito dai ragazzi con euforia, ma anche con apprensione-sottolinea-: in fondo tenere un piede nell'infanzia puo' non essere cosi' male".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 16 gen. &#8211; Viaggia, vivi le relazioni, lavora, gioca, impara le lingue, leggi, condividi: per il nuovo anno il pedagogista Daniele Novara ha scritto una lettera agli adolescenti in cui da&#8217; loro consigli per &#8220;vivere con coraggio&#8221; la loro eta&#8217;. E&#8217; un&#8217;eta&#8217; speciale &#8220;in cui si capisce che l&#8217;infanzia e&#8217; definitivamente finita e qualcosa di nuovo sta iniziando. Un passaggio che viene percepito dai ragazzi con euforia, ma anche con apprensione-sottolinea-: in fondo tenere un piede nell&#8217;infanzia puo&#8217; non essere cosi&#8217; male&#8221;. La lettera di Novara agli adolescenti e&#8217; un invito a buttarsi nella scoperta del mondo, a non rifugiarsi nell&#8217;isolamento di smartphone, computer e social network. E il primo consiglio che da&#8217; e&#8217; &#8220;Viaggia!&#8221;: &#8220;Inizia a conoscere i tuoi limiti e le tue risorse nell&#8217;avventura del viaggio, nello spostamento per conoscere nuove citta&#8217;, lingue diverse, altre persone. Non perdere queste occasioni. Convinci i tuoi genitori. Digli che non sono capricci e che il viaggio conta come andare a scuola. Forse di piu&#8217;&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/bussola.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3302" alt="bussola" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/bussola-1024x683.jpg" width="940" height="626" /></a></p>
<p>&#8220;Vivi le relazioni &#8211; e&#8217; il secondo consiglio di Novara-. Non isolarti. Le relazioni aumentano le tue possibilita&#8217;. L&#8217;indice sociale nel concreto della vita e&#8217; piu&#8217; importante del quoziente intellettivo. I rapporti che costruisci resteranno. Le amicizie potranno perdersi ma tu avrai imparato a interagire con gli altri, a dare e a prendere, a comunicare e a gestire i tanti conflitti che si creano. Un vantaggio enorme per affrontare le mille sfide che ti aspettano&#8221;.</p>
<p>La scuola e&#8217; importante, ma secondo Daniele Novara e&#8217; necessario anche fare piccole esperienze lavorative. &#8220;Lavorare stanca, ma fa crescere. Appena puoi, appena un&#8217;occasione te lo consente, fai un&#8217;esperienza di lavoro. D&#8217;estate e&#8217; l&#8217;ideale. Non arrivare a 25 anni senza aver mai lavorato. Si impara da ragazzi a farlo. Metti questa esperienza nel tuo curriculum. Non stare ad aspettare che tutte le pedine siano al loro posto. Provaci subito&#8221;.</p>
<p>Uno dei rischi dell&#8217;adolescenza e&#8217; che ci si isoli. &#8220;Giocare su un prato e&#8217; meglio che su videoschermo. Non farti fregare.</p>
<p>Usare la realta&#8217; virtuale e&#8217; comodo: videogiochi, siti web, contatti anonimi. Ma se ti lasci prendere troppo, ti trovi improvvisamente senza radici stabili, perso in un mondo che ti sembra vero ma che e&#8217; solo apparenza&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Daniele Novara poi sprona i ragazzi ad avere sete di conoscenza. &#8220;Impara. La facilita&#8217; con cui si impara in questa tua eta&#8217; non tornera&#8217; piu&#8217;. Sfrutta al meglio questo momento. Le lingue anzitutto. Il nostro caro italiano all&#8217;estero serve poco. E poi la musica, lo sport, le competenze tecnologiche, l&#8217;affettivita&#8217; e la sessualita&#8217;. E non snobbare lo studio scolastico. Tutto questo ti restera&#8217; per sempre&#8221;. E poi &#8220;Leggi! L&#8217;eccesso di immagini spegne l&#8217;immaginazione. Un libro non ti toglie nulla, aggiunge piuttosto alla tua fantasia la sensibilita&#8217; che ci metti tu, i collegamenti che puoi fare con la tua vita, le mille emozioni che ti incendiano, le mille riflessioni che ti possono venire&#8221;. Infine, &#8220;Condividi. Un futuro migliore dipende anche dalla tua voglia di esserci quando serve il tuo aiuto, dalla capacita&#8217; di prenderti cura della citta&#8217; in cui vivi, della natura, degli altri. La solidarieta&#8217; inizia con te&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/viaggio.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3304" alt="viaggio" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/01/viaggio-1024x683.jpg" width="940" height="626" /></a></p>
<p>Novara conclude la sua lettera agli adolescenti con il poeta Costantino Kavafis. &#8220;Sei all&#8217;inizio di un lungo viaggio. Prendi tutto quello che puoi. Fai una bella scorta di esperienze. Le parole del grande poeta greco Costantino Kavafis, nella poesia Itaca, sembrano fatte apposta per accompagnarti: Devi augurarti che la strada sia lunga, che i mattini d&#8217;estate siano tanti, quando nei porti &#8211; finalmente e con che gioia &#8211; toccherai terra tu per la prima volta: negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre, tutta merce fina, anche aromi penetranti d&#8217;ogni sorta, piu&#8217; aromi inebrianti che puoi, va in molte citta&#8217; egizie impara una quantita&#8217; di cose dai dotti.</p>
<p>Sempre devi avere in mente Itaca &#8211; raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull&#8217;isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca. Buona adolescenza!&#8221;. La lettera e&#8217; scaricabile dal sito del Centro psicopedagogico per l&#8217;educazione e la gestione dei conflitti www.cppp.it.</p>
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<p><a title="ADOLESCENTI, 7 CONSIGLI PER VIVERE UN'ETA' SPECIALE" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/16/?news=15">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2018/gennaio/16/?news=15</a></p>
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		<title>QUANDO IL POTENZIALE E&#8217; MASCHERATO DA UN DISTURBO.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 06:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 giu. - Francesco e' un bambino di 7 anni e oggi frequenta con successo la seconda elementare. Ha un'intelligenza superiore alla norma, e' plusdotato, eppure all'eta' di 3 anni e mezzo e' arrivato all'Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) per un disturbo del linguaggio espressivo che investiva anche l'aspetto strutturale: non parlava, appariva ansioso, aveva una bassa autostima, una tendenza al perfezionismo e un'evidente inibizione sociale. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 13 giu. &#8211; Francesco e&#8217; un bambino di 7 anni e oggi frequenta con successo la seconda elementare. Ha un&#8217;intelligenza superiore alla norma, e&#8217; plusdotato, eppure all&#8217;eta&#8217; di 3 anni e mezzo e&#8217; arrivato all&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) per un disturbo del linguaggio espressivo che investiva anche l&#8217;aspetto strutturale: non parlava, appariva ansioso, aveva una bassa autostima, una tendenza al perfezionismo e un&#8217;evidente inibizione sociale. Il suo potenziale era dunque mascherato dal disturbo e per farlo emergere l&#8217;IdO ha puntato su due obiettivi: una diagnosi sequenziale, per seguire il percorso evolutivo del bambino, rimodulare l&#8217;intervento terapeutico in base ai suoi cambiamenti e differenziare le vulnerabilita&#8217; dai deficit; e risposte terapeutiche non settoriali, per evitare interventi terapeutici sintomatici che avrebbero eluso il disagio piu&#8217; profondo alla base del sintomo stesso e aumentato il rischio psicopatologico in termini prognostici.</p>
<p>&#8220;Offrire risposte non solo settoriali al disagio di un bambino consente di espandere tutte le sue componenti dello sviluppo e di sostenere la funzione che inizialmente era deficitaria&#8221;, spiega l&#8217;equipe IdO. Lo dimostra il caso clinico di Francesco, che seguendo un approccio integrato e&#8217; diventato una storia di successo: oggi e&#8217; un ottimo narratore, sebbene fosse partito da una quasi assenza di linguaggio. Cosa e&#8217; successo in questi tre anni e mezzo di terapia? L&#8217;IdO lo racconta in un recente articolo, dal titolo <a href="https://www.researchgate.net/publication/316906367_When_the_Intellectual_Potential_is_Concealed_from_Symptoms_A_Case_Report" target="_blank">&#8216;Quando il potenziale intellettivo e&#8217; mascherato dal sintomo: un caso clinico&#8217;</a>, pubblicato sulla rivista scientifica &#8216;Journal of Clinical Case Reports&#8217; <a href="http://www.ortofonologia.it/allegati/articoli/Case_Report_italiano_ok.pdf" target="_blank">(la versione in italiano sul sito www.ortofonologia.it)</a>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo finale del lavoro dell&#8217;Istituto non e&#8217; stato, pertanto, solo compensare il disturbo, ma far raggiungere al bambino un maggiore equilibrio fra tutte le aree del funzionamento, affinche&#8217; il suo potenziale potesse essere espresso in pienezza sia dal punto di vista intellettivo, che dei sistemi evolutivi deputati al suo contenimento emotivo. Francesco e&#8217; stato preso in carico globalmente per correlare il percorso terapeutico alle sue potenzialita&#8217;, piuttosto che alle vulnerabilita&#8217;.</p>
<p>Alla luce dei tanti casi di plusdotazione presenti in Italia (il 4-5% della popolazione 0-18 anni ha un alto potenziale cognitivo) diventa sempre piu&#8217; importante accendere un focus sulla &#8216;giftedness&#8217; per evitare di mettere in primo piano solo il disagio/disturbo. &#8220;È ormai acquisito dalla comunita&#8217; scientifica- si legge nell&#8217;articolo- che i bambini plusdotati presentino, nella maggior parte dei casi, problemi socio-emozionali e\o difficolta&#8217; scolastiche, nonostante il ricco potenziale che li caratterizza. E&#8217; inoltre dimostrato che l&#8217;evoluzione dei bambini gifted e&#8217; fortemente influenzata dalle circostanze ambientali e dai sistemi educativi. Se i bambini plusdotati non sono tempestivamente riconosciuti puo&#8217; accadere che arrivino al clinico per le manifestazioni psicopatologiche che vengono a strutturarsi sulla disarmonia esistente. Manifestazioni che- avverte il Centro di diagnosi e terapia per l&#8217;eta&#8217; evolutiva-, se lette solo in senso sintomatico, possono creare maggiori squilibri al bambino&#8221;. Ecco allora che il lo ro eccitamento &#8220;viene considerato eccessivo e inquadrato come una sindrome iperattiva, l&#8217;atteggiamento critico come non accettazione dell&#8217;autorita&#8217;, l&#8217;immaginazione come mancanza di attenzione, la forte emozionalita&#8217; come immaturita&#8217;, la creativita&#8217; e l&#8217; autocentrismo come disturbo oppositivo&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="Immagine correlata" src="https://faqzine.files.wordpress.com/2014/01/new_life.jpg" /></p>
<p>Francesco ha avuto quattro valutazioni nel corso dei tre anni e mezzo di terapia in modo da rimodulare il trattamento a seconda della sua evoluzione. Infatti, in occasione della seconda valutazione e&#8217; stata definita la necessita&#8217; di un intervento psicomotorio attento alla relazione nel gruppo dei pari. &#8220;La diagnosi era al bambino nei suoi sistemi evolutivi integrati- spiega l&#8217;equipe IdO- se ci fossimo fermati solo al disturbo del linguaggio, non avremmo colto l&#8217;aspetto del potenziale intellettivo. Era chiaro che si trattava di un bambino intelligente che non riusciva ad esprimere a pieno le sue potenzialita&#8217;, perche&#8217; non aveva un adeguato assetto psicomotorio, mostrava una difficolta&#8217; nel regolare le emozioni, la sua competenza di autoregolazione era molto immatura. Abbiamo proposto un intervento terapeutico evolutivo integrato e non finalizzato solo al disturbo del linguaggio (quale area di vulnerabilita&#8217;) e questo ha permesso a Francesco di migliorare decisamente la sua capacita&#8217; di autoregolazione e, nello stess o tempo, di riuscire ad elaborare meglio alcuni vissuti, anche quelli relativi a fattori ambientali sfavorenti. In occasione dell&#8217;ultima valutazione e&#8217; emerso un quoziente intellettivo molto alto (131) e un 132 nel verbale: la sua parte piu&#8217; vulnerabile e&#8217; diventata il suo punto di forza&#8221;.</p>
<p>In conclusione l&#8217;equipe IdO sottolinea il ruolo della famiglia che &#8220;ha lavorato in sinergia con gli operatori e ha collaborato nei tempi e nei modi richiesti ai follow-up e alle sedute terapeutiche negli anni, mostrandosi punto di riferimento affettivo per il sostegno al delicato e importante processo di crescita descritto&#8221;.</p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="QUANDO IL POTENZIALE E' MASCHERATO DA UN DISTURBO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/giugno/13/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/giugno/13/?news=01</a></p>
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