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	<title>Studio Arcobaleno &#187; rientro</title>
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		<title>IL PASSAGGIO DI CICLO GENERA ANSIE A STUDENTI E GENITORI</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 12:50:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scuola come salto nel vuoto, basse aspettative e molta ansia di prestazione rispetto a un'esperienza ancora ignota? È ciò che accade agli studenti nel passaggio di ciclo, quello che porta dalle materne alle elementari, dalle elementari alle medie, dalle medie al liceo e, infine, dal liceo all'università. 'Cosa mi aspetta? Come saranno i nuovi insegnanti e i nuovi compagni?', "chi cambia scuola e/o inizia un percorso nuovo ha l'ansia dell'ignoto", spiega alla DIRE Rossella Sonnino, dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo Regina Elena di Roma.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>DIRE &#8211; Notiziario Psicologia) Roma, 15 set. &#8211; La scuola come salto nel vuoto, basse aspettative e molta ansia di prestazione rispetto a un&#8217;esperienza ancora ignota? È ciò che accade agli studenti nel passaggio di ciclo, quello che porta dalle materne alle elementari, dalle elementari alle medie, dalle medie al liceo e, infine, dal liceo all&#8217;università. &#8216;Cosa mi aspetta? Come saranno i nuovi insegnanti e i nuovi compagni?&#8217;, &#8220;chi cambia scuola e/o inizia un percorso nuovo ha l&#8217;ansia dell&#8217;ignoto&#8221;, spiega alla DIRE Rossella Sonnino, dirigente scolastico dell&#8217;Istituto comprensivo Regina Elena di Roma.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/09/images-1.jpg"><img class="size-full wp-image-2681 aligncenter" alt="images (1)" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/09/images-1.jpg" width="312" height="161" /></a><br />
&#8220;Il passaggio di ciclo è il momento del percorso scolastico più segnato dall&#8217;ansia di prestazione- afferma la preside- si studia molto per paura degli esami, per le scelte future e per il passaggio all&#8217;università. Questi studenti vogliono essere bravi, stare bene e soddisfare le aspettative delle famiglie&#8221;.</p>
<p>Quanto durano queste paure? &#8220;Normalmente, in assenza di problematiche psicologiche, si tratta di un&#8217;ansia che si placa subito- risponde Sonnino- appena si rendono conto che l&#8217;atmosfera è serena, anche se l&#8217;ambiente è cambiato e i compagni sono nuovi. In alcuni casi, nella scuola primaria, possono esserci bambini che presentano disagi psicologici e che sviluppano fobie scolastiche. Non riescono ad arrivare a scuola la mattina, hanno mal di pancia, vomitano, piangono e strillano&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/09/images_1.jpg"><img class="size-full wp-image-2680 alignright" alt="images_1" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/09/images_1.jpg" width="276" height="183" /></a><br />
Alle materne è più difficile? &#8220;Per i bambini piccini che vanno a scuola per la prima volta il primo periodo è di ambientazione- ricorda la preside- devono imparare a separarsi dalle figure genitoriali e devono capire come prendere contatto con gli altri bambini. Nella scuola dell&#8217;infanzia l&#8217;accoglienza è più lenta. I genitori accompagnano i figli, e proprio l&#8217;accoglienza rappresenta l&#8217;elemento di prevenzione&#8221;.</p>
<p>Anche i docenti hanno l&#8217;ansia da prestazione all&#8217;inizio di un anno scolastico? &#8220;Non sono paure ma incertezze- risponde Sonnino- perché con la riforma della scuola cambieranno molte cose e bisognerà trovare il giusto posto e la giusta distanza. Il docente che si trova in una nuova scuola lavora sull&#8217;identificazione. Deve stabilire una giusta distanza tra sé e l&#8217;altro. In ogni caso anche il nuovo docente ha avuto il periodo 1-15 settembre per ambientarsi&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Sui genitori? &#8220;Tra tutti, i genitori sono quelli con più paure. Chi ha i bambini molto piccoli è intimorito di separarsene. Ecco perché nella scuola dell&#8217;infanzia si lavora molto sull&#8217;accoglienza, coinvolgendo soprattutto il genitore per tranquillizzarlo sulla serenità del bambino. In prima elementare la mamma e il papà si rilassano solo dopo aver conosciuto l&#8217;insegnante. Il passaggio alle elementari è il primo vero distacco che il genitore vive- precisa la dirigente- il figlio inizia a separarsi un po&#8217; dai giochi dell&#8217;infanzia per diventare più autonomo. È una lotta tra l&#8217;autonomia del bambino e quella che il genitore sente di dover dare al bambino. Si ha paura che l&#8217;insegnante non sappia accogliere il proprio figlio, che non capisca le sue potenzialità e la sua personalità. Invece, alle medie- conclude- il genitore si aspetta il bravo docente, competente e accogliente. Inizia a considerare il figlio più adulto&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="IL PASSAGGIO DI CICLO GENERA ANSIE A STUDENTI E GENITORI" href="http://www.direnews.it/newsletter_psicologia/anno/2015/settembre/15/?news=03">http://www.direnews.it/newsletter_psicologia/anno/2015/settembre/15/?news=03</a></p>
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		<title>L&#8217;OZIO E&#8217; IL PADRE&#8230;DI UN CERVELLO SANO!</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/lozio-e-il-padre-di-un-cervello-sano/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 07:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
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		<description><![CDATA[Di seguito riportiamo un interessante articolo pubblicato questo mese sul sito www.riza.it, che ben descrive alcuni dei rischi cui si può andare incontro in caso di un sovraccarico di impegni e attività.

Essendo ormai in un periodo di ripresa è bene, dunque, nonostante tutto, mantenersi un piccolo ritaglio di tempo ogni giorno per svuotare la mente e godere di un attimo di..."sano ozio ristoratore"!

Buona lettura!
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				<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<p>Di seguito riportiamo un interessante articolo pubblicato questo mese sul sito www.riza.it, che ben descrive alcuni dei rischi cui si può andare incontro in caso di un sovraccarico di impegni e attività.</p>
<p>Essendo ormai in un periodo di ripresa è bene, dunque, nonostante tutto, mantenersi un piccolo ritaglio di tempo ogni giorno per svuotare la mente e godere di un attimo di&#8230;&#8221;sano ozio ristoratore&#8221;!</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Una mente troppo piena e iper stimolata rischia di andare in “tilt” e per questo è importante imparare a prendersi le giuste pause: lo afferma la ricerca scientifica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi siamo sempre più stimolati a livello cognitivo, la nostra mente riceve continue sollecitazioni e ci viene chiesto di svolgere sempre più compiti contemporaneamente. Di fatto abbiamo completamente perso l’abitudine all’ozio: spesso la fatica fisica che si prova a fine giornata è solo il sintomo di una mente troppo piena.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le vere cause della fatica mentale</h3>
<p>La fatica mentale non è necessariamente il risultato di attività noiose o che ci generano ansia, di turbamenti  emotivi o di pensieri negativi . Il più delle volte la fatica mentale è il risultato dell’accumulo: troppe decisioni, anche se spesso semplici e banali. Troppo lavoro in poco tempo, troppe interruzioni, domande e spostamenti dell’attenzione. La stanchezza mentale ci colpisce quando il volume dei compiti da svolgere supera la nostra capacità di fronteggiare lo stress che questi ci provocano. La fatica mentale può portare a problemi fisici e psicologici: depressione, scompensi cardiaci, stanchezza cronica, malattie autoimmuni o insonnia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ma quali sono i segnali della “saturazione”?</h3>
<p>Primo fra tutti la fatica fisica: il corpo si sente stanco e dopo una giornata in cui si è stati seduti alla scrivania dell’ufficio ci  si sposta sul divano,  e li si rimane per tutto il tempo libero per  poi passare al letto. Impazienza e irritabilità: basta pochissimo a far perdere la pazienza, ci si sente agitati e non si riesce a stare fermi. Incapacità di concentrazione: diventa sempre più difficile portare a termine i compiti senza distrarsi, qualsiasi stimolo esterno a quello che si sta facendo cattura l’attenzione facendoci rallentare nella conclusione del lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/09/images.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2674" alt="images" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2015/09/images.jpg" width="343" height="147" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I 4 passi per ricaricare una mente stanca.</h3>
<p>- Prendi meno decisioni: ogni decisione richiede fatica, per questo dopo un po’ la nostra capacità decisionale crolla e siamo più propensi a prendere decisioni stupide o dannose.</p>
<p>- Guarda fuori dalla finestra: prendi delle mini pause e  guarda fuori dalla finestra. Secondo uno studio dell’Università di Melbourne, basta  appena un minuto con lo sguardo rivolto oltre i vetri della stanza per ricaricarsi e ridurre gli errori di concentrazione tra gli studenti. Questo succede spontaneamente quando si è stressati o annoiati, dovremmo solo imparare a farlo consapevolmente.</p>
<p>- Quando ti senti stanco alzati e vai a fare esercizio: numerosi studi dimostrano che l’attività fisica aiuta a migliorare la concentrazione. L’esercizio non solo migliora la circolazione del sangue nel cervello, ma anche l’umore e  la memoria grazie al rilascio di endorfine.</p>
<p>- Prenditi del tempo senza programmi: ogni settimana dovresti avere delle ore in cui non c’è niente di pianificato, libere, senza alcun programma. La libertà della mente è avere la possibilità di osservare quello che ti circonda senza che ci sia alcuna finalità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="L'OZIO E' IL PADRE DI UN CERVELLO SANO" href="http://www.riza.it/psicologia/tu/4885/l-ozio-e-il-padre-di-un-cervello-sano.html">http://www.riza.it/psicologia/tu/4885/l-ozio-e-il-padre-di-un-cervello-sano.html</a></p>
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