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	<title>Studio Arcobaleno &#187; stare insieme</title>
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		<title>LA DIETA MEDITERRANEA AIUTA LO SVILUPPO DEI BAMBINI</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Mar 2017 09:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 28 feb. - "Nei 1.000 giorni che vanno dalla gravidanza ai primi anni di vita, uno stile di vita corretto puo' influenzare positivamente il patrimonio genetico del bambino". Lo dice Valentina Grimaldi, pediatra di libera scelta dell'Asl RmB di Roma e futura psicoterapeuta, ricordando che "un bambino sano oggi, sara' un adulto sano domani".
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La pediatra: Uso prolungato biberon favorisce sviluppo malformazioni orali</p>
<div align="left">
<div id="testo">(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 28 feb. &#8211; &#8220;Nei 1.000 giorni che vanno dalla gravidanza ai primi anni di vita, uno stile di vita corretto puo&#8217; influenzare positivamente il patrimonio genetico del bambino&#8221;. Lo dice Valentina Grimaldi, pediatra di libera scelta dell&#8217;Asl RmB di Roma e futura psicoterapeuta, ricordando che &#8220;un bambino sano oggi, sara&#8217; un adulto sano domani&#8221;.Ancel Benjamin Key, biologo e fisiologo statunitense, &#8220;ha scoperto e riconosciuto i benefici della dieta mediterranea sulla longevita&#8217;. Fatto salvo l&#8217;aspetto biologico, la dieta mediterranea rappresenta innanzitutto uno stile di vita: aiuta a tornare alla convivialita&#8217; e a riunire la famiglia intorno a una tavola valorizzando l&#8217;aspetto relazionale del cibo, importantissimo per lo sviluppo psichico del bambino. Esso parte proprio dalla relazione con l&#8217;adulto e passa attraverso il cibo. All&#8217;inizio della vita, infatti, l&#8217;allattamento e&#8217; anche un modo per veicolare l&#8217;amore materno, pertanto la modalita&#8217; con la quale viene offerto il cibo per certi versi- spiega la pediatra- puo&#8217; diventare piu&#8217; importante del cibo stesso: il bambino nei primi mesi di vita nella relazione con la madre struttura i suoi modelli operativi interni secondo Bowlby&#8221;.</div>
<div></div>
<div style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/sviluppo_sostenibile.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3177" alt="sviluppo_sostenibile" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/sviluppo_sostenibile.jpg" width="600" height="302" /></a></div>
<div></div>
<div>Il mangiare e&#8217; un bisogno primordiale ed e&#8217; autoregolato da un nucleo posto nell&#8217;ipotalamo. &#8220;Il bambino piccolo possiede quest&#8217;autoregolazione, che gli adulti devono imparare a rispettare. Fisiologicamente, verso i 2-3 anni, il piccolo iniziera&#8217; a mangiare meno perche&#8217; crescera&#8217; di meno rispetto al primo anno di vita. E proprio perche&#8217; si autoregola, il suo appetito diminuisce- fa sapere la pediatra-. Spesso dinanzi a questo cambiamento la madre tende a confondere il rifiuto del cibo con il rifiuto di se stessa, perche&#8217; sente venir meno il suo ruolo di nutrice, ma in realta&#8217; e&#8217; chiamata a cambiare modo di essere: dovra&#8217; aiutare il figlio a vivere nuove esperienze, ad assaggiare nuovi cibi e a sostenere la sua voglia di fare da solo. La convivialita&#8217; della dieta mediterranea e&#8217; un grandissimo sostegno in questo momento, perche&#8217; lo stare seduti a tavola porta il bambino ad esplorare e a mangiare insieme, sicuramente piu&#8217; volentieri. È chiaro che bisognera&#8217; adattare un po&#8217; la dieta della famiglia alla dieta del bambino, almeno nei primi 3-4 anni di vita, preferendo cibi semplici cotti in casa a quelli piu&#8217; elaborati.</div>
<div>Anche lo sviluppo del linguaggio, che e&#8217; un processo di simbolizzazione e di astrazione compiuto dal bambino- chiosa la pediatra, prossima psicoterapeuta- nasce dalla relazione con l&#8217;adulto che e&#8217; favorita in modo semplice e naturale dallo stare a tavola insieme&#8221;.-</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/colazione-in-famiglia-608x342.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3179 aligncenter" alt="colazione-in-famiglia-608x342" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/colazione-in-famiglia-608x342.jpg" width="608" height="342" /></a></div>
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<div>Quali sono le condotte sbagliate nell&#8217;alimentazione? &#8220;Un esempio per tutti e&#8217; l&#8217;uso prolungato del biberon per colazione. Molte famiglie non hanno l&#8217;abitudine di fare colazione al mattino, pertanto nemmeno i bambini la fanno &#8211; risponde la pediatra- un momento invece molto importante: nutrizionalmente da&#8217; l&#8217;energia per la mattinata e dal punto di vista relazionale e&#8217; utile perche&#8217; a pranzo spesso si mangia tutti fuori casa. Si aggiunga che si e&#8217; osservato che spesso i minori obesi non fanno colazione&#8221;. Anche i tempi contano: &#8220;Si dice sempre che i piccoli non sanno stare a tavola. Certo- chiarisce Grimaldi- non 2 ore ma 10/15 minuti si&#8217;, e possono bastare&#8221;. A questo punto molte famiglie per supplire all&#8217;assenza della colazione e soprattutto per fare presto &#8220;incoraggiano l&#8217;uso del biberon, somministrandolo ai bambini addirittura nel sonno, poco prima di svegliarli! Ci sono bambini che usano il biberon addirittura fino ai 7 anni, sviluppando oltretutto importanti disturbi della deglutizione.</div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo tanti bambini con deglutizione atipica e quindi problemi di linguaggio, di ortodonzia, disturbi del palato, difficolta&#8217; respiratorie e altro. Bere dal biberon oltre un certo periodo fisiologico favorisce una strutturazione funzionale della lingua e del palato che puo&#8217; causare malocclusioni della bocca- chiosa il medico-. A volte ascolto mamme dire con orgoglio: &#8216;Riesco a dargli 250 ml di latte con il biberon&#8217;, e scopro che il figlio ha 6 anni. In queste situazioni ci troviamo di fronte a una grande incoerenza educativa: da un lato abbiamo bambini alimentati con biberon a 6 anni, dall&#8217;altro gli adulti richiedono a questi stessi bambini prestazioni e autonomie proprie di un adulto o di bambini piu&#8217; grandi. Non si puo&#8217; trattare i figli come bambini piccoli a cui dare il biberon e allo stesso tempo pretendere che parlino piu&#8217; lingue, che pratichino piu&#8217; attivita&#8217; sportive ed abbiano una settimana piena senza uno spazio libero per giocare o stare semplicemente un po&#8217; a casa. In una societa&#8217; che parla tanto di bambini- conclude Grimaldi- credo sia importante ripensare a quale bambino ci si sta riferendo, se a quello reale o a quello che noi vorremmo, perche&#8217; ritengo che sia veramente molto importante rimettere al centro dei nostri pensieri il bambino vero con le sue peculiarita&#8217; di bambino e non di piccolo adulto&#8221;.</p>
</div>
<div></div>
<div>Fonte originale: <a title="LA DIETA MEDITERANNEA AIUTA LO SVILUPPO DEI BAMBINI" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/febbraio/28/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/febbraio/28/?news=01</a></div>
<div><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></div>
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		<title>CON &#8220;MAMME A BORDO&#8221; L&#8217;IDO LAVORA SULLA RELAZIONE MADRE-BAMBINO</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2016 11:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 4 ott. - Mamme a bordo' e' il progetto terapeutico dell'Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) nato per lavorare sulla dinamica relazionale madre-bambino e facilitare, attraverso la condivisione ludica, la sintonizzazione affettiva. La specificita' della terapia diadica dell'IdO, a differenza di quella offerta in Israele e in Inghilterra, sta proprio nel ruolo attivo del terapeuta all'interno della terapia. Questo lavoro sara' presentato dalla psicoterapeuta Serena Polinari al XVII convegno nazionale dell'Istituto, dal 21 al 23 ottobre nella Capitale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Attraverso il gioco aiuta i piccoli a superare le difficolta&#8217; e i grandi a riconoscere i loro bisogni</strong></p>
<div align="left">
<div id="testo">(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 4 ott. &#8211; Mamme a bordo&#8217; e&#8217; il progetto terapeutico dell&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) nato per lavorare sulla dinamica relazionale madre-bambino e facilitare, attraverso la condivisione ludica, la sintonizzazione affettiva. La specificita&#8217; della terapia diadica dell&#8217;IdO, a differenza di quella offerta in Israele e in Inghilterra, sta proprio nel ruolo attivo del terapeuta all&#8217;interno della terapia. Questo lavoro sara&#8217; presentato dalla psicoterapeuta Serena Polinari al XVII convegno nazionale dell&#8217;Istituto, dal 21 al 23 ottobre nella Capitale.&#8221;La sintonizzazione affettiva significa riconoscere i bisogni reali del bambino per poi rispondere adeguatamente alle sue esigenze. Negli altri modelli di terapia diadica il terapeuta si pone come osservatore esterno e contenitore della dinamica relazionale madre-bambino- spiega la psicoterapeuta-, noi invece portiamo avanti la terapia del bambino in presenza della mamma lavorando su due livelli: sulle difficolta&#8217; del piccolo e aiutando la mamma, a partire dalle esperienze condivise nel setting, a vedere il bambino reale nelle sue risorse e nelle sue difficolta&#8217; per rispondere adeguatamente ai suoi bisogni&#8221;.&#8217;Mamme a bordo&#8217; coinvolge i bambini fino a 3 anni di eta&#8217;, con disturbi del linguaggio, della relazione e della comunicazione. Lavorare sulle difficolta&#8217; del bambino con i genitori vuol dire &#8220;lavorare sulla risonanza emotiva che tali difficolta&#8217; hanno nel genitore- continua la psicoterapeuta dell&#8217;IdO- e che a volte gli impediscono di riconoscere e rispondere &#8216;adeguatamente&#8217; ai bisogni del bambino&#8221;.</p>
<p>Mamme a bordo accoglie per ogni setting massimo 4 coppie mamma-figlio e due psicoterapeuti, quali conduttori del gruppo. Si struttura in piu&#8217; attivita&#8217;: una seduta di gruppo madre-bambino una volta la settimana, delle sedute periodiche &#8220;in cui vediamo solo le mamme per verbalizzare ed elaborare insieme tutte le emozioni condivise nelle terapie diadiche, e infine- sottolinea Polinari- organizziamo delle sedute in cui giochiamo solo con le madri. Lo scopo e&#8217; recuperare la loro giocosita&#8217;, fondamentale per incontrare e sostenere il bambino. La nostra ottica e&#8217; che attraverso il gioco noi promuoviamo il suo sviluppo affettivo, relazionale e cognitivo&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/10/staffetta-bambini.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3081 aligncenter" alt="staffetta-bambini" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/10/staffetta-bambini.jpg" width="624" height="351" /></a></p>
<p>La condizione e&#8217; quindi &#8220;partire dal recupero della giocosita&#8217; delle mamme altrimenti e&#8217; difficile pervenire ad una condivisione ludica. Il bambino non riuscira&#8217; a giocare veramente con la madre, se il genitore si portera&#8217; dietro tutte le ansie e le preoccupazioni. Cosi&#8217; per liberarle le facciamo giocare da sole- precisa la terapeuta-, proponiamo giochi molto fisici, in cui si utilizza il corpo, per aiutarle a riscoprire il gioco dal punto di vista dei bambini&#8221;. In ultimo l&#8217;IdO promuove degli incontri di couseling rivolti alla coppia genitoriale per lavorare sull&#8217;accordo educativo. &#8220;Da quest&#8217;anno sono stati inseriti nel progetto &#8216;Mamme a bordo&#8217; anche alcuni incontri papa&#8217;-bambino&#8221;.</p>
<p>Quali sono gli errori che i genitori hanno paura di commettere? &#8220;Spesso quando ci sono delle difficolta&#8217; nell&#8217;area della comunicazione e del linguaggio, la paura dei genitori e&#8217; che i bambini possano vivere continue frustrazioni, cosi&#8217; li anticipano costantemente. L&#8217;errore allora diventa quello di essere eccessivamente protettivi per mediare sempre tra il bambino e il mondo. Invece le piccole frustrazioni sono funzionali allo sviluppo del piccolo. Un&#8217;altra grande difficolta&#8217;- ricorda la psicoterapeuta- e&#8217; il riuscire a dare i giusti limiti e il giusto contenimento. Vedendo un bambino fragile tendono a non dare limiti perche&#8217; temono di frustrarlo eccessivamente. I limiti sono importanti, servono al bambino per imparare a muoversi nelle situazioni&#8221;.</p>
<p>Polinari conclude con una precisazione: &#8220;I genitori non sono responsabili di alcun deficit, sono una risorsa da cui partire per poter aiutare ancora di piu&#8217; il figlio. Noi li portiamo a bordo perche&#8217; quando ci sono dei bambini che presentano delle difficolta&#8217; bisogna essere ancora piu&#8217; bravi per trovare quelle risorse che possano spingerli fuori da una situazione di blocco e di difficolta&#8217;&#8221;.</p>
<p>Il convegno dell&#8217;IdO dal titolo &#8216;Dal processo diagnostico al progetto terapeutico. Per un approccio mirato al singolo bambino&#8217; sara&#8217; trasmesso in diretta streaming nazionale sul sito www.ortofonologia.it.</p>
</div>
<div></div>
<div><a title="CON &quot;MAMME A BORDO&quot; L'IDO LAVORA SULLA RELAZIONE MADRE-BAMBINO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/ottobre/04/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/ottobre/04/?news=01</a></div>
<div></div>
<div><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina</a></div>
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