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	<title>Studio Arcobaleno &#187; terapia logopedica</title>
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		<title>BILINGUISMO E RITARDI NEL LINGUAGGIO, C&#8217;E&#8217; UN LIMITE D&#8217;ETA&#8217; CUI FARE ATTENZIONE.</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 06:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 12 lug. - Generalmente si dice che un bambino che cresce con due lingue diverse potrebbe iniziare a parlare piu' tardi o a fare confusione tra i due codici linguistici a cui e' esposto. Questa situazione e' "normale in quanto al bambino e' richiesto un duplice apprendimento che presuppone un'elaborazione piu' complessa delle informazioni verbali che percepisce dall'ambiente esterno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 12 lug. &#8211; Generalmente si dice che un bambino che cresce con due lingue diverse potrebbe iniziare a parlare piu&#8217; tardi o a fare confusione tra i due codici linguistici a cui e&#8217; esposto. Questa situazione e&#8217; &#8220;normale in quanto al bambino e&#8217; richiesto un duplice apprendimento che presuppone un&#8217;elaborazione piu&#8217; complessa delle informazioni verbali che percepisce dall&#8217;ambiente esterno. Nei casi in cui questa difficolta&#8217; iniziale si prolunghi nel tempo e causi al bambino un ritardo nella normale evoluzione linguistica e comunicativa, sarebbe auspicabile utilizzare solo la lingua del paese in cui vive per permettere al bambino di avere una padronanza lessicale-semantica e morfo-sintattica piu&#8217; appropriata e solo successivamente passare al secondo codice linguistico&#8221;. Ne e&#8217; convinta Silvia Santurro, logopedista dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO) e mamma di due bambini italo-camerunensi.</p>
<p>&#8220;La cosa giusta e&#8217; vedere il tipo di bambino che si ha davanti- afferma la logopedista- se non ha problemi nel linguaggio, sia in italiano che nell&#8217;altra lingua, potra&#8217; continuare. Se si riscontrera&#8217; nel minore troppa confusione, una difficolta&#8217; a pronunciare le parole e un&#8217;inibizione che porta il bambino a non parlare piu&#8217;, meglio fermarsi&#8221;.</p>
<p>In base alle tappe di acquisizione del linguaggio intorno ai &#8220;30 mesi il vocabolario del bambino si espande rapidamente; a 3 anni il vocabolario e&#8217; di circa mille parole e a 4 anni il linguaggio e&#8217; ben acquisito. Importante e&#8217; sempre osservare il bambino nel suo complesso- sottolinea l&#8217;esperta- e porre attenzione al suo sviluppo globale (verbale, psicomotorio ,relazionale). Nei casi in cui si osserva un&#8217;alterata acquisizione di tali aree di sviluppo e&#8217; consigliabile rivolgersi a uno specialista per un osservazione dettagliata&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/07/disturbi-linguaggio.jpg"><img class="size-full wp-image-2975 aligncenter" alt="Buchstaben Chaos" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/07/disturbi-linguaggio.jpg" width="480" height="320" /></a></p>
<p>In terapia &#8220;accade di lavorare con bambini che hanno entrambi i genitori stranieri e spesso presentano un ritardo del linguaggio in italiano. Ci si domanda allora da cosa dipendera&#8217;: non conosce la lingua italiana oppure e&#8217; un altro problema? Ad esempio- fa sapere Santurro- ho trattato in terapia un bambino che aveva delle difficolta&#8217; perche&#8217; a casa si parlava solo rumeno e quando gli chiedevo in italiano come si chiamavano oggetti semplici del gioco simbolico, come la frutta, lui non ne conosceva il nome. All&#8217;inizio temevo si trattasse di una problematica di tipo disfasico, poi ho compreso che dipendeva solo da una mancanza di vocabolario&#8221;. Una simile difficolta&#8217; Santurro l&#8217;ha riscontrata anche nei figli di mamme di madrelingua spagnola che pronunciavano la B in luogo della V proprio perche&#8217; &#8220;le mamme, non conoscendo la lingua italiana, la insegnavano in maniera sbagliata&#8221;.</p>
<p>- Cos&#8217;e&#8217; un disturbo del linguaggio? &#8220;Puo&#8217; essere un semplice disturbo fonetico, in cui viene articolato in maniera errato un singolo fonema- risponde la logopedista-, nel caso della &#8216;s&#8217; per esempio si parla di sigmacismo o quando si ha un&#8217;ipoarticolazione linguale di rotacismo e la &#8216;r&#8217; viene distorta o sostituita con la &#8216;l&#8217;. Puo&#8217; essere un disordine importante, che e&#8217; quello fonologico, in cui non c&#8217;e&#8217; soltanto la pronuncia sbagliata delle letterine ma anche la sequenza sbagliata. A volte cambia la struttura della parola- precisa l&#8217;esperta dell&#8217;IdO- e il linguaggio diventa incomprensibile. È alta la correlazione tra i disturbi del linguaggio e il bilinguismo soprattutto nel caso di figli di genitori immigrati di prima generazione che non conoscono l&#8217;italiano&#8221;. Attenzione pero&#8217;: &#8220;I disturbi del linguaggio prevedono che alla base ci sia un bambino che per motivi culturali, ambientali (poca stimolazione), sociali (e&#8217; andato a scuola o e&#8217; sempre stato a casa?) possa avere delle difficolta&#8217; che nel tempo vengono amplificate&#8221;.</p>
<p>La logopedista racconta un altro caso esemplare: &#8220;Ho in terapia una bambina sudamericana che frequenta la quarta elementare e, nonostante abbia sempre vissuto in Italia, non conosce ancora bene la lingua del paese ospitante. Fa tantissimi errori di scrittura e lettura ed e&#8217; molto inibita se deve raccontare una storia, ha paura di sbagliare le parole. Durante il colloquio con i genitori ho potuto constatare che il papa&#8217; non parla l&#8217;italiano e la mamma ha un forte accento spagnolo. Sono persone che possono aiutarla poco&#8221;. O ancora: &#8220;Una compagna della prima elementare di mia figlia e&#8217; sempre stata a casa, fino alla materna, e parlava in Swahili con i suoi genitori. In prima elementare era indietro rispetto agli altri bambini, ma grazie alle sue buone capacita&#8217; e&#8217; riuscita a recuperare seppur con voti bassi&#8221;.</p>
<p>- Quali sono i vantaggi del bilinguismo? &#8220;Per i bambini che non hanno difficolta&#8217;, conoscere due codici linguistici e due culture differenti rappresenta una grande risorsa. Noi frequentiamo ambienti e feste camerunensi, mia figlia di 8 anni conosce anche il ballo camerunense, capisce che ha un papa&#8217; con una cultura diversa da quella della mamma. Due mondi che non confliggono ma che fanno parte di lei- rimarca la logopedista- anche se fino ai 6 anni il colore della pelle ha rappresentato una fonte di difficolta&#8217;&#8221;.</p>
<p>-Due culture diverse possono creare delle difficolta&#8217; nel percorso di crescita? &#8220;Il percorso di crescita sara&#8217; senz&#8217;altro piu&#8217; complesso, ma anche piu&#8217; arricchente. I bambini nascono con l&#8217;idea della diversita&#8217;, apprezzano cibi e costumi diversi. Un messaggio- conclude- non facile da comunicare e che da noi e&#8217; normale&#8221;.</p>
<p><a title="BILINGUISMO E RITARI NEL LINGUAGGIO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/luglio/12/?news=08">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/luglio/12/?news=08</a></p>
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