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	<title>Studio Arcobaleno &#187; trauma</title>
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		<title>STOrie DI RESILIENZA: Ambra Sabatini, 19 anni.</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2021 11:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA["Voglio mostrare a tutti coloro che magari passano i momenti che ho passato io quanto lo sport sia il modo migliore per capire che si può avere una vita piena e felice in qualunque condizione. Se i miei risultati possono servire a questo sono già contenta. Se poi arrivano le medaglie meglio". (A. Sabatini)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Voglio mostrare a tutti coloro che magari passano i momenti che ho passato io quanto lo sport sia il modo migliore per capire che si può avere una vita piena e felice in qualunque condizione. Se i miei risultati possono servire a questo sono già contenta. Se poi arrivano le medaglie meglio</em>&#8220;. (A. Sabatini)</p>
<p>Con queste parole, riportate in un articolo scritto da Claudio Arrigoni ne &#8220;Il Corriere della Sera&#8221; del 15 marzo, Ambra Sabatini, 19 anni, racconta la propria esperienza, diventando testimone di quel processo di resilienza che permette, in seguito a un&#8217;esperienza avversa, di riorganizzare positivamente la propria vita.</p>
<p>Nell&#8217;articolo, che potrete leggere nella versione integrale cliccando sul link in basso, si sottolinea anche quanto già evidenziato da alcune ricerche sull&#8217;argomento, ovvero l&#8217;importanza, nello sviluppo della resilienza, di poter coltivare relazioni significative con adulti e coetanei.</p>
<p>Alcuni studi hanno infatti dimostrato come, persone che hanno un sistema di sostegno sociale funzionale, siano meno vulnerabili allo stress e alle difficoltà e più capaci di far fronte efficacemente alle avversità (Cefai et al., 2014).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2021/03/RESILIENZA-AMBRA-SABATINI.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3539" alt="resilienza-ambra-sabatini" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2021/03/RESILIENZA-AMBRA-SABATINI.jpg" width="656" height="492" /></a></p>
<p>FONTE ORIGINALE: <a title="STOrie DI RESILIENZA: Ambra Sabatini, 19 anni." href="https://www.corriere.it/buone-notizie/21_marzo_15/sprint-ambra-sabatini-la-paralimpiade-la-mia-vita-piena-felice-e91c318c-8597-11eb-9163-c4d65be13e50.shtml">https://www.corriere.it/buone-notizie/21_marzo_15/sprint-ambra-sabatini-la-paralimpiade-la-mia-vita-piena-felice-e91c318c-8597-11eb-9163-c4d65be13e50.shtml</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>NON SOLO DAD: IMPARARE A RESISTERE ALL&#8217;IMPATTO DELL&#8217;ONDA. PROPOSTE OPERATIVE PER LA SCUOLA</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 09:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In queste settimane molti docenti ci hanno contattato chiedendo strumenti operativi che possano aiutarli a condividere con bambini e ragazzi alcuni vissuti legati ai cambiamenti intervenuti nelle loro vite in seguito alla diffusione del Covid-19.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In queste settimane molti docenti ci hanno contattato chiedendo strumenti operativi che possano aiutarli a condividere con bambini e ragazzi alcuni vissuti legati ai cambiamenti intervenuti nelle loro vite in seguito alla diffusione del Covid-19.</p>
<p>Affrontare un dialogo sulle sensazioni scaturite in relazione a un evento, così come dover porre alcune domande o rispondere, non è sempre facile, sia per gli adulti che per i più giovani. Spesso si ha timore di non riuscire a trovare le parole più adatte per esprimersi o, in alcuni casi, le risposte necessarie a rassicurare. Sono preoccupazioni frequenti e legittime. Tra le tante possibilità che si hanno a disposizione per affrontare con i giovani un dialogo educativo sereno su temi delicati vi sono la proiezione di video e<br />
filmati.</p>
<p>La proposta che facciamo di seguito è stata scelta perché adatta a tutte le età, ma è solo una delle tante possibili, così come i suggerimenti di attività forniti in relazione ai diversi ordini di scuola. Il filmato è stato già proposto a studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado all’interno di laboratori svolti in passato dall’IdO ed è stato ben accolto da ragazzi e ragazze. Siamo certi che questo piccolo stimolo unito all’esperienza dei docenti potrà trasformarsi in uno strumento dal grande potenziale.</p>
<p style="text-align: center;"><em>PIPER (2016)</em></p>
<p>“Piper” è un racconto sull’autonomia e sull’indipendenza, ma è anche una storia di resilienza che insegna come, in alcuni casi, le avversità possono non solo aiutare a crescere, ma rendere migliori. Il cortometraggio ben descrive la sensazione che si può provare quando si viene investiti da cambiamenti imprevisti. Il filmato racconta la storia di un piccolo piovanello che viene travolto da un’onda mentre è in cerca di cibo. L’esperienza lo lascia spaventato e disorientato, al punto da ritirarsi nel nido e rifiutarsi di tornare ad esplorare l’ambiente nonostante l’incoraggiamento del genitore. Quando sente lo stimolo della fame, trova il coraggio di riprovare. La paura legata all’esperienza vissuta, però, è così forte da portarlo a ritirarsi ancora prima che l’acqua possa sfiorargli le zampette. A quel punto, in modo del tutto inaspettato, Piper incontra sulla propria strada un paguro, che, in virtù della sua diversità, ha un modo tutto suo di resistere e per evitare di essere sballottato dall’acqua scava nella sabbia. Nonostante la diffidenza iniziale, Piper decide di imitarne il comportamento e impara non solo a resistere all’impatto dell’onda, ma anche a guardarla da un’altra prospettiva; aprendo gli occhi scopre, infatti, che l’acqua è ricca di cibo. Contento di essere riuscito ad affrontare incolume ciò che in precedenza lo aveva terrorizzato, Piper può a quel punto ballare entusiasta la “danza della felicità” e nutrire soddisfatto i propri simili. Affrontare le proprie paure lo ha reso una risorsa per sé e per gli altri.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>IMPARARE A RESISTERE ALL’IMPATTO DELL’ONDA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-22-alle-17.26.24_2.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3484" alt="schermata-2020-04-22-alle-17-26-24_2" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-22-alle-17.26.24_2.png" width="783" height="443" /></a></p>
<p><strong>1. GUARDARSI INTORNO</strong>. La storia di Piper racconta che l’aiuto di cui abbiamo bisogno può arrivare inaspettato: da un familiare, da un amico, da un docente, da un collega o anche da uno specialista in ascolto presso uno sportello online.</p>
<p><strong>2. RESTARE ANCORATI.</strong> Quando si è scossi da cambiamenti importanti è fondamentale restare aggrappati alle piccole certezze. Una persona, un luogo, anche una piccola azione o abitudine quotidiana possono rappresentare una base sicura dalla quale ripartire.</p>
<p><strong>3. ESSERE PRESENTI.</strong> L’ “impatto dell’onda” può accompagnarsi alla sensazione di perdere i propri punti di riferimento. Aprite gli occhi, respirate e dedicatevi alle piccole azioni quotidiane, darvi piccoli obiettivi a breve termine e raggiungerli vi aiuterà a scoprire che il disorientamento è solo una condizione temporanea.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PROPOSTE PER LA SCUOLA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-22-alle-17.26.41.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3483" alt="schermata-2020-04-22-alle-17-26-41" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-22-alle-17.26.41.png" width="779" height="448" /></a></p>
<p><strong>– INFANZIA E PRIMARIA.</strong> Oltre alla visione e al racconto della storia, si possono invitare genitori e bambini a svolgere attività grafiche o di gioco corporeo, fondamentali in questa fascia d’età per apprendere attraverso l’esperienza. Grandi e piccini possono interpretare a turno l’onda, utilizzando, per esempio, una coperta per riprodurre la sensazione dell’”essere travolti”. I bambini possono essere invitati ad aggrapparsi a qualcosa o qualcuno per scoprire che il disorientamento iniziale passa più velocemente se ci si tiene forte e acquisire, così, maggiore sicurezza e fiducia nelle proprie capacità di resistere.</p>
<p><strong>– SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO</strong>. In questa fascia d’età la visione del filmato può essere seguita da una piccola discussione e dalla ricerca di esperienze che producono la sensazione di disorientamento sperimentata da Piper. I giovani potranno prendere spunto da personaggi dello sport, della musica, come anche da azioni svolte dai personaggi dei videogiochi per provare a spiegare come ci si sente quando si viene “travolti” e quali risorse possono essere utilizzate per rimanere saldi e ancorati alla realtà.</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Francesca Zaza</p>
<p style="text-align: right;"><em>Psicologa &#8211; Psicoterapeuta</em></p>
<p><a title="NON SOLO DAD: IMPARARE A RESISTERE ALL'IMPATTO DELL'ONDA" href="https://www.diregiovani.it/2020/04/22/310099-non-solo-didattica-a-distanza-dad-2.dg/">https://www.diregiovani.it/2020/04/22/310099-non-solo-didattica-a-distanza-dad-2.dg/</a></p>
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		<title>QUANDO LE IDEE DIVENTANO REALTA&#8217;: A CAIVANO UNA RETE DI SCUOLE PER I GIOVANI</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2018 13:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è una scuola, fra le tante in provincia di Napoli, l’ITI “F. Morano” di Caivano, dove le parole umiltà, determinazione, speranza, rispetto, non sono solo “idee” e non sono pronunciate solo sulla scia dell’emotività di un momento, ma sono scritte sulla soglia del portone d’ingresso, a manifestazione della volontà di quanti, attraverso il proprio lavoro, si impegnano ogni giorno per renderle una realtà concreta e tangibile.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><i>«Una visione condivisa non è un’idea. (…) </i></p>
<p align="right"><i>Essa è piuttosto una forza nei cuori delle persone, una forza che ha una potenza impressionante. </i></p>
<p align="right"><i>Può essere ispirata a un’idea, ma una volta che va oltre – se è abbastanza avvincente da acquisire il sostegno di più di una persona – non è più un’astrazione. </i></p>
<p align="right"><i>E’ tangibile. Le persone cominciano a vederla come se esistesse. </i></p>
<p align="right"><i>Nelle cose umane, poche forze, seppure ve ne siano, sono altrettanto potenti di una visione condivisa» </i></p>
<p align="right"><i>(Senge, 1993).</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’è una scuola, fra le tante in provincia di Napoli, l’ITI “F. Morano” di Caivano, dove le parole umiltà, determinazione, speranza, rispetto, non sono solo “idee” e non sono pronunciate solo sulla scia dell’emotività di un momento, ma sono scritte sulla soglia del portone d’ingresso, a manifestazione della volontà di quanti, attraverso il proprio lavoro, si impegnano ogni giorno per renderle una realtà concreta e tangibile.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/04/Ingresso.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3382" alt="ingresso" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2018/04/Ingresso.jpg" width="853" height="480" /></a></p>
<p>In questa scuola non ci si limita a confermare lo “<i>status quo</i>”, non ci si ferma davanti a convinzioni del tipo: “<i></i><i>nulla potrà mai cambiare, di conseguenza è inutile anche tentare</i>”, ma si prende atto che, anche se la realtà può essere estremamente dura e difficile da affrontare, ognuno ha comunque il proprio contributo da poter apportare e che quel contributo, per quanto possa costituire una “goccia nel mare”, è prezioso, ha un valore, perché per qualcuno può fare la differenza. Per questo va tutelato e supportato.</p>
<p>In questo luogo, tristemente noto alla cronaca, è necessario proteggere la speranza con sbarre di ferro e lucchetti massicci da una realtà esterna spesso troppo dura e soverchiante da poter essere contenuta solo da mura di cemento e finestre chiuse.</p>
<p>In un contesto caratterizzato da tanta complessità e da esperienze di vita che spesso vanno ben oltre il limite che i giovani possono essere preparati a tollerare, il vissuto tende a letteralizzarsi e ad assumere una caratteristica di concretismo che rischia di spazzare via qualunque capacità trasformativa e simbolica. In quest’ottica non stupisce che anche la scuola, luogo di sviluppo e cultura per eccellenza, sia chiamata a farne le spese.</p>
<p>Nonostante ciò, in <i>questa</i> scuola, Venerdì 13 Aprile 2018, il Dirigente Scolastico, o meglio, i rappresentanti di ben 10 Istituti Scolastici del Lazio e della Campania, affiancati dai responsabili di diversi enti istituzionali e specialistici, si sono incontrati per dare voce alle esperienze dei giovani, attraverso l’inaugurazione di un progetto sperimentale che mira a prevenire le esperienze traumatiche infantili nelle loro, purtroppo, molteplici e variegate sfaccettature.</p>
<p>Tale evento potrebbe ben rappresentare l’esistenza di quella spinta vitale, quella “<i>vis individuativa</i>”, che miracolosamente sopravvive anche nelle più disagiate condizioni e che, se sostenuta, rende a volte possibile piccoli cambiamenti che trasformano l’esistenza di molti.</p>
<p>Il Dirigente Scolastico dell’ITI “F. Morano” parla di “<i>occhi belli</i>”, riferendosi agli sguardi dei propri studenti, di speranze e opportunità da tutelare. Con grande umiltà riconosce di non poter cambiare le cose, ma questo non la porta a rinunciare o a rassegnarsi alla realtà, ma ad attivarsi di più per trovare strategie e azioni concrete per creare altre opportunità da mettere a disposizione dei giovani sul territorio.</p>
<p>Sono queste le esperienze scolastiche di cui dovremmo essere orgogliosi di farci testimoni, le storie che dovremmo poter condividere con tanti e che dimostrano che gli ideali non restano tali se si ha la pazienza e la costanza di nutrirli con azioni semplici e concrete.</p>
<p>In questa prospettiva anche le sbarre alle finestre, che qualcuno potrebbe rammaricarsi di vedere, possono assumere un significato “altro” nel momento in cui diventano, simbolicamente, “oggetti” posti a tutela e a protezione della libertà: la libertà di crescere secondo ritmi più naturali, di poter avere un’alternativa, di scegliere.</p>
<p>Un augurio speciale va allora a tutti i dirigenti, i docenti, le famiglie e gli studenti delle scuole della rete, come di tante altre del nostro paese, che lavorando duramente ogni giorno per e con i giovani, fanno delle scuole un luogo di realizzazione di quei piccoli cambiamenti che nella vita di tanti ragazzi costituiscono grandi opportunità.</p>
<p style="text-align: right;">Di Francesca Zaza</p>
<p><a title="QUANDO LE IDEE DIVENTANO REALTA': A CAIVANO UNA RETE DI SCUOLE PER I GIOVANI" href="http://www.dire.it/16-04-2018/193342-quando-le-idee-diventano-realta-a-caivano-una-rete-di-scuole-per-i-giovani/">http://www.dire.it/16-04-2018/193342-quando-le-idee-diventano-realta-a-caivano-una-rete-di-scuole-per-i-giovani/</a></p>
<p><a title="QUANDO LE IDEE DIVENTANO REALTA': A CAIVANO UNA RETE DI SCUOLE PER I GIOVANI" href="http://www.dire.it/16-04-2018/193342-quando-le-idee-diventano-realta-a-caivano-una-rete-di-scuole-per-i-giovani/">https://www.diregiovani.it/mondoscuola/da-parco-verde-di-caivano-parte-progetto-contro-abusi-su-minori/</a></p>
<p><a title="Quando la scuola salva dalla strada: viaggio dentro al Parco Verde di Caivano" href="http://www.dire.it/12-02-2018/173313-quando-la-scuola-salva-dalla-strada-viaggio-dentro-al-parco-verde-di-caivano/">http://www.dire.it/12-02-2018/173313-quando-la-scuola-salva-dalla-strada-viaggio-dentro-al-parco-verde-di-caivano/</a></p>
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		<title>TERREMOTO, DI RENZO (IDO): STRAORDINARIA LA RESILIENZA DEI GENITORI</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2016 07:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 6 set. - L'aiuto per i bambini deve arrivare sempre dagli adulti. "È stato straordinario vedere nelle tante immagini delle zone terremotate dell'Italia Centrale quella resilienza che i genitori hanno saputo offrire ai loro figli". Cosi' Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell'eta' evolutiva e responsabile del servizio Terapie dell'Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, in merito alla gestione dello stress nelle zone colpite dal terremoto del 24 agosto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE-Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 6 set. &#8211; L&#8217;aiuto per i bambini deve arrivare sempre dagli adulti. &#8220;È stato straordinario vedere nelle tante immagini delle zone terremotate dell&#8217;Italia Centrale quella resilienza che i genitori hanno saputo offrire ai loro figli&#8221;. Cosi&#8217; Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva e responsabile del servizio Terapie dell&#8217;Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, in merito alla gestione dello stress nelle zone colpite dal terremoto del 24 agosto.</p>
<p>&#8220;Il trauma spezza il senso della continuita&#8217; dell&#8217;esistenza- chiarisce l&#8217;esponente della Societa&#8217; italiana dello studio dello stress traumatico (Sisst)-, in un attimo si frantuma la vita, si perdono la quotidianita&#8217;, gli oggetti e gli affetti. Di fronte a tanta distruzione bisogna ricordare ai bambini che qualcosa continua. Devono poter sentire la stabilita&#8217; del genitore anche se e&#8217; evidente che in una situazione di &#8216;mancanza di luoghi&#8217; pure il genitore piu&#8217; bravo puo&#8217; non riuscire a garantirla&#8221;.</p>
<p>Da dove ripartire? &#8220;Dalla scuola-risponde la psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva-, il luogo dell&#8217;apprendimento, del gioco e dell&#8217;aggregazione. È l&#8217;istituzione in grado di ristabilire una continuita&#8217; nell&#8217;immediato&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/09/resilienza.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2991" alt="resilienza" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/09/resilienza.jpg" width="604" height="282" /></a></p>
<p>A livello psicologico, raccontare il trauma &#8220;non significa elaborarlo perche&#8217; il contenuto e&#8217; sganciato dalla dimensione emotiva. È necessario allora attivare un lavoro di recupero delle emozioni. A L&#8217;Aquila- fa sapere l&#8217;esperta- abbiamo lavorato per permettere ai bambini di tirare fuori la paura attraverso la drammatizzazione. Abbiamo organizzato dei giochi per far rivivere le emozioni attraverso dei contenuti che non fossero quelli della scena del trauma&#8221;. L&#8217;esperienza &#8220;ci ha insegnato che i bambini che sono stati aiutati hanno sviluppato una resilienza maggiore- afferma Di Renzo-, ma al contempo bisogna aiutare anche gli adulti e gli insegnanti&#8221;.</p>
<p>L&#8217;elaborazione del trauma &#8220;dipende da come viene affrontato e da come vengono aiutate le persone. Tra poco dovrebbe ricominciare la scuola- conclude Di Renzo- ricreare in tempi brevi questo luogo di accoglienza e aggregazione faciliterebbe il recupero per i bambini&#8221;.</p>
<p><a title="TERREMOTO, DI RENZO (IDO): STRAORDINARIA LA RESILIENZA DEI GENITORI" href="hhttp://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/settembre/06/?news=02">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/settembre/06/?news=02</a></p>
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