<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Studio Arcobaleno &#187; terapia</title>
	<atom:link href="https://www.studioarcobalenolatina.it/tag/terapia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.studioarcobalenolatina.it</link>
	<description>Solo un altro sito WordPress</description>
	<lastBuildDate>Sat, 02 Nov 2024 09:24:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>&#8220;ALTEREGO&#8221;: CORSO ARTISTICO DI ANATOMIA DEL CORPO UMANO</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/alterego-corso-artistico-di-anatomia-del-corpo-umano/</link>
		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/alterego-corso-artistico-di-anatomia-del-corpo-umano/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2017 20:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[alterego]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[corso artistico]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[doposcuola]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[logopedia]]></category>
		<category><![CDATA[neuropsicomotricità]]></category>
		<category><![CDATA[prevensione]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studioarcobalenolatina.it/?p=3260</guid>
		<description><![CDATA[Arcobaleno – Studio Multidisciplinare nell’ambito dei servizi legati alla promozione del benessere e dello sviluppo dei bambini propone il corso artistico di anatomia del corpo umano “Alterego”.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Arcobaleno – Studio Multidisciplinare nell’ambito dei servizi legati alla promozione del benessere e dello sviluppo dei bambini propone <span style="text-decoration: underline;">il <b>corso artistico di anatomia del corpo umano “Alterego”</b>.</span></p>
<p>Il laboratorio si propone di avvicinare i bambini nella scoperta del funzionamento del proprio corpo attraverso attività divertenti pensate e studiate appositamente per la loro età, al fine di aiutarli ad acquisire una maggiore consapevolezza di se stessi e dell’ambiente circostante.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/09/Alterego03b.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3269" alt="alterego03b" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/09/Alterego03b-721x1024.jpg" width="721" height="1024" /></a></p>
<p>Attraverso albi illustrati, storie divertenti ed attività manuali ed espressive i partecipanti al corso potranno comprendere le interazioni tra il loro corpo e l&#8217;ambiente esterno.</p>
<p>Le attività previste si svolgeranno nell&#8217;arco di 6 incontri:</p>
<p>1. Presentazione del sistema nervoso</p>
<p>2. Tatto&#8230;l&#8217;epidermide</p>
<p>3. Olfatto e gusto</p>
<p>4. Digestione</p>
<p>5. Respirazione</p>
<p>6. Circolazione sanguigna</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il laboratorio si terrà il Sabato pomeriggio e sarà condotto dalla Dott.ssa Lidia Letizia, Pedagogista, Presidente dell’Associazione Culturale di ricerca pedagogica sulla felicità: Felicit-Azioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La presentazione del corso si terrà <strong>Sabato 30 Settembre 2017 dalle 16.30 alle 18.30</strong> presso la sede di Arcobaleno – Studio Multidiscplinare, Via Giulio Cesare 12 Latina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Per partecipare all’incontro gratuito</b> di presentazione è necessario f<strong>ornire il nominativo dei partecipanti entro il 28 Settembre</strong> chiamando il numero 328 9575203 o scrivendo una mail all’indirizzo <a href="mailto:info@studioarcobalenolatina.it">info@studioarcobalenolatina.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.studioarcobalenolatina.it/alterego-corso-artistico-di-anatomia-del-corpo-umano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>AUTISMO, I DISEGNI PARLANO</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/autismo-i-disegni-parlano/</link>
		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/autismo-i-disegni-parlano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 06:15:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[affetti]]></category>
		<category><![CDATA[affetto]]></category>
		<category><![CDATA[autismo]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[dificoltà]]></category>
		<category><![CDATA[disegno]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[gioco]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[logopedia]]></category>
		<category><![CDATA[neuropsicomotricità]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studioarcobalenolatina.it/?p=3212</guid>
		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 28 mar. - I bambini che rientrano in un disturbo dello spettro autistico presentano un significativo ritardo nel processo grafico, perche' il disegno e' uno strumento comunicativo. Questo ritardo, infatti, non sembra correlato al quoziente intellettivo ma all'area dell'Affetto Sociale: se c'e' un'inibizione relazionale ci sara' anche un'inibizione nell'aspetto comunicativo del disegno.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ricerca IdO su produzioni grafiche di 84 bambini: Migliorano se l&#8217;ambito terapeutico e&#8217; relazionale</strong></p>
<div align="left">
<div id="testo">(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 28 mar. &#8211; I bambini che rientrano in un disturbo dello spettro autistico presentano un significativo ritardo nel processo grafico, perche&#8217; il disegno e&#8217; uno strumento comunicativo. Questo ritardo, infatti, non sembra correlato al quoziente intellettivo ma all&#8217;area dell&#8217;Affetto Sociale: se c&#8217;e&#8217; un&#8217;inibizione relazionale ci sara&#8217; anche un&#8217;inibizione nell&#8217;aspetto comunicativo del disegno. La prova arriva da uno studio decennale dell&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO), realizzato su un campione di 84 bambini autistici dai 2 ai 15 anni, in via di pubblicazione sulla rivista internazionale &#8216;Journal of Psychology and Psychotherapy&#8217;.</p>
<p>A chiarirne alla Dire il suo valore e&#8217; Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell&#8217;eta&#8217; evolutiva, responsabile del servizio terapie del&#8217;IdO: &#8220;Il disegno e&#8217; una narrazione fortemente interferita dall&#8217;aspetto relazionale. Lo conferma una differenza emersa, nel corso della ricerca, tra produzioni grafiche effettuate in ambito valutativo e quelle che prendono vita in un contesto terapeutico. Sono sempre frutto degli stessi bambini, le cui capacita&#8217; cognitive non cambiano passando da una stanza all&#8217;altra, eppure le produzioni grafiche migliorano in un contesto terapeutico poiche&#8217; in quell&#8217;ambito si punta sulla relazione e non solo sulla prestazione. Inoltre, anche i bambini autistici con un livello cognitivo adeguato non disegnano se non hanno prima raggiunto un&#8217;apertura relazionale&#8221;. Questa difficolta&#8217; emerge in particolare con il disegno raffigurativo: &#8220;La figura umana ha un maggiore apporto comunicativo e affettivo&#8221;, sottolinea la psicoterapeuta.</p></div>
<div style="text-align: left;">
La produzione grafica del bambino autistico non puo&#8217; quindi essere valutata solo con parametri cognitivi, &#8220;in quanto se ripete sempre lo stesso disegno mostra un atteggiamento stereotipato- continua la responsabile dell&#8217;e'quipe IdO- e se e&#8217; stereotipato non e&#8217; comunicativo. Avevamo una bambina autistica che faceva dei disegni splendidi, ma erano sempre gli stessi.</p>
<p>Erano appunto stereotipati- continua Di Renzo-, quando poi ha iniziato a disegnare all&#8217;interno della terapia il livello del suo disegno formale e&#8217; diminuito ma la produzione grafica e&#8217; diventata per lei uno strumento di comunicazione e di narrazione di se&#8217;&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;altra curiosita&#8217; riguarda il talento particolare dei bambini autistici: &#8220;Hanno una capacita&#8217; percettiva e un pensiero visivo molto sviluppati- assicura Di Renzo- tuttavia non abbiamo trovato una particolare creativita&#8217; nelle loro produzioni grafiche&#8221;.</p></div>
<div style="text-align: left;"></div>
<div style="text-align: left;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/04/1042-interpretazione-disegni-bambini-tSa-770X450.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3213" alt="1042-interpretazione-disegni-bambini-tsa-770x450" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/04/1042-interpretazione-disegni-bambini-tSa-770X450.jpg" width="770" height="450" /></a></p>
<p>I DISEGNI PARLANO &#8211; L&#8217;analisi dell&#8217;evoluzione grafica dei bambini che presentano un disturbo dello spettro autistico e&#8217; sempre stata trascurata, benche&#8217;, &#8220;in accordo con la psicologa americana Karen Machover, sappiamo che la figura disegnata rappresenti l&#8217;autore stesso e fornisca informazioni circa la percezione che egli ha del corpo e dei suoi desideri. In base alla presenza di certi dettagli e al modo in cui le varie parti del corpo sono sviluppate o tralasciate e&#8217; possibile inferire il vissuto e la condizione emotiva del soggetto, altrimenti non comunicabile in modo simbolico&#8221;. Per questo motivo l&#8217;IdO ha avviato un lavoro di analisi e osservazione delle rappresentazioni grafiche, da cui e&#8217; emersa anche l&#8217;esistenza di una relazione tra disegno, eta&#8217; cronologica e durata della terapia: &#8220;La maggiore presenza del disegno della figura umana nei bambini dai 6 ai 9 anni e&#8217; dovuta a una durata di almeno 2 o 3 anni di terapia. I bambini che al momento della valutazione, avevano ottenuto un punteggio &#8216;Non Spettro&#8217; (determinato da 4 anni di terapia pregressa) mostrano una capacita&#8217; grafica di gran lunga superiore a quella degli altri gruppi- evidenzia Di Renzo- grazie a una maggiore apertura sociale che consente al bambino di usare il disegno in modo comunicativo. Nei bambini dai 10 ai 15 anni,i invece, la comparsa della rappresentazione della figura umana e&#8217; legata, oltre che ad una maggiore maturazione, agli innumerevoli stimoli ricevuti nei vari contesti familiare, scolastico e terapeutico. È comunque importante sottolineare che quando compare la rappresentazione della figura umana, appare immatura ed alterata rispetto l&#8217;eta&#8217;&#8221;.</p>
<p>METODO DI LAVORO &#8211; Il team di esperti dell&#8217;IdO e&#8217; composto da psicologi, psicoterapeuti, neuropsichiatri, neurologi e altre figure specializzate, ed ha utilizzato l&#8217;Ados (Autism Diagnostic Observation Schedule) per valutare la gravita&#8217; della sintomatologia autistica, e la scala Leiter-R (scala cognitiva non verbale) per verificare il livello cognitivo. E cio&#8217; correla con il livello grafico raggiunto. &#8220;L&#8217;Ados-2 oltre a fornire un punteggio generale, misura anche il dominio dell&#8217;Affetto Sociale- chiosa la responsabile dell&#8217;IdO- e il dominio dei Comportamenti Ripetitivi e Ristretti (RRB). L&#8217; Affetto Sociale include la valutazione degli aspetti legati alla comunicazione e all&#8217;interazione sociale reciproca, mentre negli RBB rientrano gli interessi sensoriali insoliti, i manierismi, gli interessi e i comportamenti ripetitivi e l&#8217;utilizzo stereotipato-idiosincrasico di parole e/o vocalizzi&#8221;.</p>
<p>Il livello grafico e&#8217; stato osservato in produzione spontanea, stabilendo una scala che va dalla presenza di scarabocchio (nel 47% dei bambini con autismo, 86% dei minori dello spettro e 45% del Non Spettro) alla strutturazione dello schema corporeo (nel 47% degli autistici, 14% dei bambini dello Spettro e 54% del Non Spettro), tenendo conto anche delle stereotipie che possono produrre delle ecografie simili alle ecolalie (ripetizione involontaria, come un&#8217;eco, di parole o frasi pronunciate da altre persone) presenti nel linguaggio verbale. &#8220;Dai dati e&#8217; emersa una correlazione significativa tra la produzione grafica e la componente Affetto-Sociale dell&#8217;Ados- rimarca Di Renzo- a dimostrazione che il ritardo nel disegno e&#8217; fortemente influenzato da una inibizione emotiva oltre che intellettiva&#8221;.</p></div>
<div style="text-align: left;"></div>
<div style="text-align: left;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/04/1459437696.jpg"><img class="size-full wp-image-3214 aligncenter" alt="1459437696" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/04/1459437696.jpg" width="633" height="475" /></a></p>
<p>IL PROGETTO TARTARUGA &#8211; L&#8217;attivita&#8217; grafica, oggetto di analisi nella ricerca dell&#8217;IdO, costituisce un elemento fondamentale sia della fase di valutazione che del lavoro terapeutico che i bambini con disturbo dello spettro autistico ricevono presso l&#8217;Istituto di Ortofonologia. Un lavoro frutto di venti anni di esperienza sul campo e noto come &#8216;Progetto terapeutico Tartaruga&#8217;, in cui sono previste: la presa in carico del bambino con autismo, della famiglia e della scuola, incontri informativi e di consulenza individuale e di gruppo per i genitori, sostegno educativo a scuola, visite specialistiche. &#8220;La finalita&#8217; di questo modello di trattamento e&#8217; quella di enfatizzare la dimensione emozionale e relazionale per arricchire il repertorio di comportamento comunicativo, permettendo cosi&#8217; l&#8217;espressione delle latenti capacita&#8217; intellettive e sociali. I bambini con disturbo autistico presentano, infatti, una notevole difficolta&#8217; a esprimere e a dare forma al proprio stato emotivo a causa di un deficit di sintonizzazione affettiva che interferisce su tutti i comportamenti, sia verbali che non verbali come il disegno. Le produzioni grafiche di questi bambini- conclude Di Renzo- risultano inficiate dalla marcata diminuzione dell&#8217;integrazione sociale e della comunicazione&#8221;.</p>
<p>Il Progetto Tartaruga dell&#8217;IdO e&#8217; il primo approccio evolutivo italiano all&#8217;autismo, ed e&#8217; oggetto di diversi articoli pubblicati su note riviste scientifiche internazionali che hanno gia&#8217; totalizzato piu&#8217; di 12 mila lettori, esperti del settore.</p>
<p>Sono tutte consultabili sul portale www.ortofonologia.it.</p>
<p>Il crescente interesse internazionale ha anche portato l&#8217;IdO ad esportare il suo approccio evolutivo in molte regioni italiane, tra cui la Sardegna e la Sicilia, nonche&#8217; a sviluppare importanti scambi scientifici e formativi con le Universita&#8217; straniere in Brasile, Colombia, Stati Uniti e Israele.</p></div>
<div style="text-align: left;"></div>
<div style="text-align: left;">FONTE ORIGINALE: <a title="AURISMO, I DISEGNI PARLANO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/marzo/28/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2017/marzo/28/?news=01</a></div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.studioarcobalenolatina.it/autismo-i-disegni-parlano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LE FIABE SERVONO ANCHE&#8230;DA GRANDI!</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/le-fiabe-servono-anche-da-grandi/</link>
		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/le-fiabe-servono-anche-da-grandi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 06:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[alunni]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[crescere]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[doposcuola specialistico]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[logopedia]]></category>
		<category><![CDATA[neuropsicomotricità]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
		<category><![CDATA[tristezza]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studioarcobalenolatina.it/?p=3191</guid>
		<description><![CDATA[Tutte le fiabe cominciano con “c’era una volta...” e trasportano, in genere, in luoghi  al di là del tempo e dello spazio, posti immaginari dove albergano pericoli, paure, ansie ma anche sorprese, aiuti insperati, prove superate, cose belle e lieti fini … le fiabe sono uno specchio nebuloso ma fedele della vita reale ma dove vi è un elemento, la magia, che spesso interviene a nostro favore In termini psicologici la vera magia è la capacità di immaginazione...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Spesso si dimentica che le fiabe non sono solo racconti per bambini ma chiavi di lettura del mondo interiore, utilissime anche per la vita adulta</h2>
<p>Tutte le fiabe cominciano con “c’era una volta&#8230;” e trasportano, in genere, in luoghi  al di là del tempo e dello spazio, posti immaginari dove albergano pericoli, paure, ansie ma anche sorprese, aiuti insperati, prove superate, cose belle e lieti fini … le fiabe sono uno specchio nebuloso ma fedele della vita reale ma dove vi è un elemento, la magia, che spesso interviene a nostro favore In termini psicologici la vera magia è la capacità di immaginazione&#8230;Da piccoli, tutti abbiamo provato grandi emozioni che abbiamo dimenticato ma che vivono nel profondo: paure, gioie, angosce&#8230; Se ne trova traccia nel nostro carattere e nel nostro modo di affrontare la vita: le emozioni vissute dunque ci hanno forgiato e le fiabe sono analogicamente la trasposizione narrativa di quei sentimenti, di quelle emozioni…</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/uid_15aadb313a4.650.340.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3192 aligncenter" alt="uid_15aadb313a4-650-340" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/uid_15aadb313a4.650.340.jpg" width="650" height="340" /></a></p>
<div>
<div>
<div>
<h3>Perché raccontiamo le fiabe ai bambini</h3>
<p>Queste particolari narrazioni non sono dunque semplici storie, ma strumenti in grado di aiutare i piccoli a prendere confidenza con le loro emozioni profonde, spesso molto coinvolgenti. Non solo: usiamo le fiabe anche per comunicare loro, tramite una figura d&#8217;affetto, che non saranno lasciati soli in balia di un mondo pericoloso. Purtroppo da adulti tendiamo a dimenticare o a banalizzare le fiabe; un vero errore, perché oggi, in fondo, proviamo esattamente le stesse emozioni di quando eravamo piccini&#8230; Come fare a ricontattare questo nostro lato favolistico? Un aiuto può arrivare dal mondo esterno: esistono posti che sembrano avere proprietà intrinseche di pace, serenità e magia: sono tanti e differenti poiché ognuno ha i suoi &#8220;gusti&#8221;: parchi, spiagge, montagne boscose, fiumi, laghi&#8230; In questi luoghi, insieme fisici e mentali ci si sente a “a posto” e, nonostante le difficoltà, si riesce ad accantonare e superare ansie e stress e a ritrovare un senso di unità con sé stessi: proprio quello che avviene nelle fiabe&#8230;</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/fiaba-meditazione-bambini.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3193" alt="fiaba-meditazione-bambini" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/03/fiaba-meditazione-bambini-1024x682.jpg" width="940" height="626" /></a></p>
<h3>Scrivi la tua fiaba</h3>
<p>Se non sempre è possibile raggiungere questi posti prediletti, possiamo arrivarci con l&#8217;immaginazione, una grande risorsa che sfruttiamo troppo poco: proviamo a immaginare il nostro luogo ideale, costruiamolo nella mente, camminiamoci. Dopo i primi tentativi magari un po’ vaghi scopriremo che è possibile sostarci senza sforzo, il tempo che serve al nostro cervello per riposare e impiegare meglio le risorse che possediamo. Un buon esercizio a questo punto è provare a scrivere la “nostra” fiaba, non importa se breve, all&#8217;inizio possono bastare poche righe, poi si potranno aggiungere particolari, sensazioni, dettagli…</p>
</div>
</div>
</div>
<div>
<div>
<h3>Immaginare non è evadere, ma cercare</h3>
<p>Non ci si deve vergognare di tornare, in un certo senso, bambini: anzi è il modo più efficace per riaccostarsi alla nostra parte profonda, ai propri desideri come ai propri timori, fare di nuovo amicizia con sé stessi, riconoscendo tratti dimenticati e difficoltà da superare. Ciò che desideriamo trovare nella vita è sempre più &#8220;dentro&#8221; che &#8220;fuori&#8221;, più vicino di quanto pensiamo. L’immaginazione, anche quella che fa nascere le fiabe, nutresempre l’Anima: questo nutrimento è prezioso e serve a tutte le età per vivere meglio ciò che chiamiamo “la vita reale” che, non dimentichiamo, è largamente influenzata dalle fantasie che facciamo su di essa.</p>
<p>Fonte originale: <a title="LE FIABE SERVONO ANCHE...DA GRANDI!" href="http://www.riza.it/psicologia/l-aiuto-pratico/6032/le-fiabe-servono-anche-da-grandi.html">http://www.riza.it/psicologia/l-aiuto-pratico/6032/le-fiabe-servono-anche-da-grandi.html</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/</a></p>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.studioarcobalenolatina.it/le-fiabe-servono-anche-da-grandi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA PSICOTERAPIA PSICOANALITICA</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/la-psicoterapia-psicoanalitica/</link>
		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/la-psicoterapia-psicoanalitica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 07:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[affetto]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[crescere]]></category>
		<category><![CDATA[difficoltà]]></category>
		<category><![CDATA[disagio emtivo]]></category>
		<category><![CDATA[doposcuola spcialistico]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[legame]]></category>
		<category><![CDATA[logoepedia]]></category>
		<category><![CDATA[neuropsicomotricità]]></category>
		<category><![CDATA[potenzialità]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia psicoanalitica]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia psicodinamica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sintomo]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studioarcobalenolatina.it/?p=3127</guid>
		<description><![CDATA[La psicoterapia psicoanalitica è un metodo conoscitivo e di cura del disagio emotivo, che attraverso l’esplorazione dell’inconscio e della storia infantile, permette di liberarci da antichi condizionamenti che hanno impedito l’espressione piena della nostra personalità o la sua stessa maturazione, limitando la possibilità di esprimerci liberamente e di instaurare relazioni affettive soddisfacenti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La psicoterapia psicoanalitica è un metodo conoscitivo e di cura del disagio emotivo che, attraverso l’esplorazione dell’inconscio e della storia personale, permette di liberarci da antichi condizionamenti che hanno impedito l’espressione piena della nostra personalità o la sua stessa maturazione, limitando la possibilità di esprimerci liberamente e di instaurare relazioni affettive soddisfacenti.</p>
<p>Nella psicoterapia psicoanalitica con i pazienti adulti, il terapeuta è impegnato nell&#8217; esplorazione di sentimenti, emozioni, percezioni soggettive e nella ricerca delle motivazioni inconsapevoli sottostanti i comportamenti del paziente.</p>
<p>Il sintomo (depressione, ansia, disturbi alimentari, dipendenze ecc.) viene considerato come una soluzione che il paziente ha trovato per affrontare la sua sofferenza.</p>
<p>L’obiettivo sarà quello di rintracciare il significato profondo di questo disagio nella sua storia, nelle caratteristiche di personalità, utilizzando l’interpretazione dei sogni, la libera espressione dei pensieri del paziente e quanto succede nella relazione significativa che si stabilisce tra il paziente e il terapeuta.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/timthumb.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3130 aligncenter" alt="timthumb" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2017/02/timthumb.jpg" width="500" height="375" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo spazio terapeutico diviene così un luogo protetto nel quale sperimentare modalità relazionali differenti da quelle utilizzate fin lì in maniera ripetitiva. Nel tempo, il paziente potrà acquisire nuove modalità relazionali e nuove chiavi di lettura di se stesso e della propria storia utilizzandole come risorse per aumentare il suo benessere e migliorare la qualità della sua vita.</p>
<p>Il buon esito della terapia dipenderà dal livello di collaborazione e dalla disponibilità emotiva e affettiva che si stabilisce tra terapeuta e paziente.</p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/?ref=aymt_homepage_panel">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina/?ref=aymt_homepage_panel</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.studioarcobalenolatina.it/la-psicoterapia-psicoanalitica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA DISPRASSIA EVOLUTIVA</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/la-disprassia-evolutiva/</link>
		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/la-disprassia-evolutiva/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2016 11:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[compiti]]></category>
		<category><![CDATA[disprassia]]></category>
		<category><![CDATA[disprassia motoria]]></category>
		<category><![CDATA[disprassia verbale]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[logopedia]]></category>
		<category><![CDATA[musicarterapia]]></category>
		<category><![CDATA[neuropsicomotricità]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studioarcobalenolatina.it/?p=3037</guid>
		<description><![CDATA[La Disprassia Evolutiva è un disturbo che si caratterizza per la difficoltà, da parte dei <a href="https://www.studioarcobalenolatina.it/la-disprassia-evolutiva/">Continua a leggere</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Disprassia Evolutiva è un disturbo che si caratterizza per la difficoltà, da parte dei bambini, di produrre azioni finalizzate al raggiungimento di un obiettivo.</p>
<p>Il video è stato realizzato in occasione della Giornata Europea della Logopedia anno 2016 da Centro logopedia e neuropsicologia Roma &#8211; Logogen. www.logogen.net con il patrocinio della Federazione Logopedisti Italiana (FLI), l&#8217;associazione regionale (FLI lazio) e dal Comitato permanente logopedisti europeo (CPLOL).</p>
<p><a title="DISPRASSIA VERBALE" href="https://www.youtube.com/watch?v=Tnyk1my7Ioo&amp;feature=youtu.be">https://www.youtube.com/watch?v=Tnyk1my7Ioo&amp;feature=youtu.be</a></p>
<p><a title="ARCOBALENO - STUDIO MULTIDISCIPLINARE PAGINA FACEBOOK" href="https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina">https://www.facebook.com/studioarcobalenolatina</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.studioarcobalenolatina.it/la-disprassia-evolutiva/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>NARCISISMO, WIDMANN: RIGUARDA TUTTI, LA QUESTIONE E&#8217; IL MODO IN CUI LO VIVIAMO</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/narcisismo-widmann-riguarda-tutti-la-questione-e-il-modo-in-cui-lo-viviamo/</link>
		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/narcisismo-widmann-riguarda-tutti-la-questione-e-il-modo-in-cui-lo-viviamo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 12:14:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[alllievi]]></category>
		<category><![CDATA[alunni]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[condotta]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[logopedia]]></category>
		<category><![CDATA[narcisismo]]></category>
		<category><![CDATA[neuropsicomotricità]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studioarcobalenolatina.it/?p=2967</guid>
		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 31 mag. - 'Il narcisismo riguarda tutti perche', prima di essere una psicopatologia, e' una linfa vitale necessaria per l'individuazione. La questione non e' se siamo narcisisti oppure no - essendo il narcisismo un agente psichico a fondamento archetipico che viene prima della nostra esperienza individuale - ma il modo in cui viviamo il narcisismo'.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;IL CONFRONTO CON IL PRINCIPIO DI REALTA&#8217; IN TERAPIA E&#8217; IMPRESCINDIBILE&#8221;</p>
<p>(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 31 mag. &#8211; &#8216;Il narcisismo riguarda tutti perche&#8217;, prima di essere una psicopatologia, e&#8217; una linfa vitale necessaria per l&#8217;individuazione. La questione non e&#8217; se siamo narcisisti oppure no &#8211; essendo il narcisismo un agente psichico a fondamento archetipico che viene prima della nostra esperienza individuale &#8211; ma il modo in cui viviamo il narcisismo&#8217;. Ha aperto con questa riflessione il seminario organizzato dall&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) sulla psicologia del narcisismo affrontata in una prospettiva junghiana, Claudio Widmann, analista del Centro italiana di psicologia analitica (Cipa) e autore del libro &#8216;Pinocchio siamo noi. Saggio di psicologia del narcisismo&#8217; (Edizioni Magi).</p>
<p>&#8216;Non e&#8217; quindi la qualita&#8217; del narcisismo che lo rende funzionale o patologico, ma la qualita&#8217; dell&#8217;individuo- ricorda Widmann-, poiche&#8217; il principio individuativo puo&#8217; contenere fin dall&#8217;inizio una vocazione alla patologia. Se sul piano della patologia fisica questo e&#8217; un concetto facile da ammettere, lo e&#8217; meno su quello della patologia psichica. In tal caso la psicologia junghiana ci aiuta- prosegue l&#8217;analista- perche&#8217; attraverso le narrazioni mitiche e archetipiche ci fa comprendere il modo in cui funziona la psiche. I miti rappresentano l&#8217;attivita&#8217; psichica allo stato puro&#8217;.</p>
<p>CHI È NARCISO &#8211; &#8216;Esiste una versione del mito di Narciso molto antica- ricorda lo studioso- ed e&#8217; quella di Pausania. In questa narrazione Narciso non e&#8217; figlio unico, e&#8217; un gemello biovulare la cui controparte femminile subisce un destino infausto: muore bambina. Essendo &#8216;gemellarmente&#8217; unito alla sorella, egli non smettera&#8217; mai di cercarla. La ritrovera&#8217; solo quando andra&#8217; a bere alla fonte, e nel rispecchiarsi nell&#8217;acqua riuscira&#8217; a vederla attraverso il suo volto. In questo mito Narciso non e&#8217; incapace di amare- precisa lo psicoterapeuta- forse amera&#8217; male, ma la sua funzione sentimento e&#8217; presente e attiva. Sfatiamo allora la falsa credenza che essere narcisisti significhi essere innamorati di se stessi- afferma Widmann-. Il narcisismo non vuol dire &#8216;piacersi&#8217;, piuttosto indica l&#8217;autoreferenzialita&#8217;, il concentrare l&#8217;energia tutta sul se&#8217;, il bastare a se&#8217; stessi&#8217;.</p>
<p>Nel racconto di Ovidio, invece, &#8216;l&#8217;aspetto piu&#8217; problematico, e a volte violento, e&#8217; quello della congiunzione. Narciso e&#8217; una ragazzo bellissimo fin dalla nascita. Tutti lo vogliono, ma lui non accettera&#8217; la relazione con nessuno e rifiutera&#8217; anche la ninfa Eco&#8217;. Quando egli viene catturato dall&#8217;immagine riflessa nella fonte, che gli sorride se lui sorride, si avvicina se lui si avvicina e si allontana quando lui si allontana, &#8216;rimane avviluppato in un gioco di proiezioni che caratterizzano la psicodinamica del narcisismo. L&#8217;impossibilita&#8217; di afferrare quella figura determinera&#8217; un fallimento che lo costringera&#8217; a contemplare sofferente la sua figura fino alla consunzione. Nel mito il giovane non muore suicida, e si pone fin dall&#8217;inizio il problema della relazione con il femminile e della congiunzione&#8217;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/06/2010_5160_60989.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2968" alt="2010_5160_60989" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/06/2010_5160_60989-1024x682.jpg" width="940" height="626" /></a></p>
<p>DUE GRANDI TIPOLOGIE DEL NARCISISMO &#8211; Esistono due grandi tipologie del narcisismo: &#8216;II narcisismo dalla scorza dura (thik skinned), che lascia intravedere una qualche forma di tracotanza, superbia, dominanza, prevaricazione, sfrontatezza e arroganza; e il narcisismo dalla pancia molle (thin skinned)- precisa l&#8217;analista junghiano- proprio della persona paralizzata, di colui che non alza la mano perche&#8217; teme la brutta figura, di una personalita&#8217; dimessa, molto inibita, che si vergogna e non ha una sufficiente vis individuativa finendo per restare aggrovigliato su se stesso&#8217;.<br />
PERCHÉ PINOCCHIO &#8211; &#8216;Il burattino rispecchia clinicamente la diagnosi di disturbo di personalita&#8217; narcisistica a un livello borderline. Ai termini del Manuale dei disturbi mentali (DSM), se consideriamo Pinocchio come un bambino parleremo di un disturbo della condotta- prosegue Widmann-; se lo consideriamo come un adulto, presenta almeno 6 delle 9 categorie richieste per diagnosticarlo con un disturbo di personalita&#8217; narcisistico.</p>
<p>Pinocchio non e&#8217; fatto per le regole, non si sa assumere le sue responsabilita&#8217;, non studia ne&#8217; lavora, ha una grave incapacita&#8217; di valutare se stesso, tanto che rischia la morte ben sette volte. Pinocchio rispecchia molto bene l&#8217;attuale psiche collettiva: per esempio- rammenta l&#8217;analista- oggi oltre il 40% delle persone non lavorano e non studiano. Inoltre, i numeri di quanti muoiono perche&#8217; non hanno consapevolezza di se&#8217; sono molto elevati &#8216;.</p>
<p>PINOCCHIO A DIFFERENZA DI NARCISO VIVE, NON MUORE COSÌ COME È NATO &#8211; &#8216;Pinocchio siamo noi perche&#8217; ci riconosciamo in quanti portano fino in fondo il proprio principio individuativo anche negli aspetti di patologia che contiene. In quanti non si rassegnano a morire come sono nati. Pinocchio e&#8217; un modello evolutivo, e&#8217; un romanzo di formazione, la storia di una salvazione. Non si capisce come si sia salvato- chiosa lo studioso- ma nel suo (e nostro) inconscio avviene trasformazione e guarigione&#8217;.</p>
<p>PINOCCHIO NON NASCE CON GEPPETTO &#8211; &#8216;A scoprire il burattino e&#8217; mastro Ciliegia, che un giorno prende un comune pezzo di legno da catasta per farne una gamba di un tavolino. Quello che peschera&#8217; non sara&#8217; un comune pezzo di legno- continua l&#8217;analista del Cipa- perche&#8217; fin dall&#8217;inizio dimostrera&#8217; una sua soggettivita&#8217;: una vocina sottile che da subito piantera&#8217; grane, spaventera&#8217; mastro Ciliegia, causera&#8217; litigiosita&#8217; tra questi e mastro Geppetto (chiamandolo Polentina a causa della sua parrucca gialla), attivera&#8217; rivalita&#8217; e competizioni. Nella sostanza primitiva di Pinocchio c&#8217;e&#8217; una &#8216;vox&#8217; individuativa accentuata e il suo essere provocatorio emergera&#8217; mano a mano che verra&#8217; scolpito da Geppetto. Il falegname gli fara&#8217; gli occhi e subito lui gli fara&#8217; gli occhiacci; fara&#8217; la bocca e il burattino mostrera&#8217; le boccacce; la lingua e lui fa sberleffi; il naso e questo prende a crescere, e non per le bugie. Gli creera&#8217; le mani e lui gli rubera&#8217; la parrucca; costruira&#8217; le gambe e lui scappera&#8217;. L&#8217;unica cosa che Pinocchio non avra&#8217;- sottolinea l&#8217;esperto- sono le orecchie, che sono gli organi dell&#8217;ascolto. Ascoltare e&#8217; un temine ambivalente, indica la percezione del suono e &#8216;il dar retta&#8217;. L&#8217;obbedire dipende dalla capacita&#8217; di ascoltare, e in una psiche collettiva che ipotizziamo percorsa da un narcisismo dominante- approfondisce lo psicoterapeuta- non e&#8217; strano che a volte si invochino forme diverse di disubbidienza civile&#8217;.</p>
<p>PINOCCHIO SI DIFFERENZIA PER CONTRASTO &#8211; &#8216;Questo pezzo di legno non e&#8217; come gli altri e non vuole fare la fine degli altri. Nasce provocatorio, irriverente, ribelle, testardo, estremamente pungente, con una vis che si impone quale forza aggressiva.</p>
<p>D&#8217;altro canto Pinocchio ha un padre miope- chiosa lo studioso-, che ha la percezione della straordinarieta&#8217; individuativa del soggetto (desidera realizzare un burattino d&#8217;eccezione, che sappia ballare, cantare e far di scherma), ma poi manca della capacita&#8217; di essere all&#8217;altezza di tanta forza individuativa&#8217;.</p>
<p>PINOCCHIO VUOL DIRE PINOLO &#8211; &#8216;Il nome Pinocchio indica il seme della pigna di Pino, che a sua volta e&#8217; il diminutivo di Geppetto- ricorda Widmann-. Pinocchio porta quindi gia&#8217; nel nome il seme della sua individualita&#8217;. Cosi&#8217; nel burattino vediamo una connotazione individuativa soggettivante forte ed evidente&#8217;. Il narcisismo ha come caratteristica proprio la forte spinta alla singolarizzazione. Per distinguersi e singolarizzarsi, talvolta non si esita a &#8216;sfruttare gli elementi di debolezza, le menomazioni fisiche e sociali di cui si e&#8217; portatori, facendole passare, come in un gioco di prestigio, per punti di forza&#8217;.</p>
<p>GLI AMBIENTI PREDISPONENTI DEL NARCISISMO &#8211; Sono tanti gli ambienti e le atmosfere relazionali che predispongono al narcisismo: &#8216;La psicoanalisi chiama &#8216;estensione narcisistica&#8217; quella situazione molto frequente in cui una persona di riferimento coltiva il progetto di realizzare se stessa non in prima persona, ma attraverso qualcun altro. E&#8217; cio&#8217; che fa Geppetto progettando di girare il mondo grazie alla particolarita&#8217; di un figlio-burattino. Favoriscono il radicarsi di uno stile narcisistico gli ambienti che alimentano le inclinazioni alla falsificazione, l&#8217;importanza del rivestimento che un individuo si da&#8217;, che privilegiano il ruolo dell&#8217;ammirazione rispetto a quello dell&#8217;affetto. Laddove al bambino si corrisponda ammirazione invece che affetto, si crea un habitat psichico che facilita il costellarsi di una personalita&#8217; narcisistica&#8217;.</p>
<p>IL RUOLO DELLA PERSONA NELLA PSICODINAMICA DEL NARCISISMO &#8211; &#8216;Non si puo&#8217; lavorare sul narcisismo senza lavorare sull&#8217;archetipo della Persona e sui rischi dell&#8217;inflazione e del depauperamento dell&#8217;identita&#8221;, chiarisce lo studioso. Geppetto riveste Pinocchio per mandarlo a scuola &#8216;con un abbigliamento che presto si rivelera&#8217; piu&#8217; funzionale all&#8217;immagine che alla realta&#8217; (scarpe di corteccia e abito in carta fiorita) e che finisce per far parte dell&#8217;identita&#8217; del burattino&#8217;. &#8216;Il paradosso e&#8217; che talvolta, quando la sua particolare configurazione, il suo specifico stile di personalita&#8217; vengono apprezzati e avvalorati dalla collettivita&#8217;, il narcisismo induce a replicare copie di se&#8217;, piu&#8217; che a esprimere se stesso. Per timore della disconferma e della squalifica, l&#8217;individuo non puo&#8217; permettersi di essere colto in fallo, di mostrarsi nelle sue fragilita&#8217; e debolezze&#8217;.</p>
<p>IL NARCISISMO E L&#8217;INGANNO &#8211; Come il caminetto nella casa di Geppetto e&#8217; finto, dipinto sulla parete, &#8216;cosi&#8217; la spinta narcisistica cerca di spacciare agli altri un&#8217;immagine trasfigurata di se&#8217;, un se&#8217;-grandioso, gonfiato, una visione di se stesso sovradimensionata dalla preminenza della Persona. Il narcisismo alimenta a volte un duetto molto stretto tra la percezione che si ha di se&#8217; e quella che si stimola nell&#8217;altro&#8217;.</p>
<p>Widmann ricorda che &#8216;Narciso muore davanti a uno specchio, con lo sguardo che gli torna indietro, per significare che in mancanza di una percezione di se&#8217; diventa essenziale la percezione dell&#8217;altro. Narciso puo&#8217; solo vedere un&#8217;immagine riflessa e vivere di quell&#8217;immagine riflessa&#8217;. Ecco che agli occhi dell&#8217;analista junghiano si impone una riflessione sulla sovradipendenza dall&#8217;ammirazione, &#8216;che nella psicologia del narcisismo rappresenta un aspetto nodale. Se la percezione di se&#8217; e&#8217; deficitaria e lacunosa, si finisce per vivere di un ritorno di immagine. La proiezione in senso junghiano indica quel meccanismo per cui un contenuto inconscio, ancora non maturo, si proietta all&#8217;esterno (sulle cose, sull&#8217;altro) e solo nel momento in cui e&#8217; esterno diventa possibile vederlo, interagirci e introiettarlo&#8217;.</p>
<p>NARCISISMO E AUTOREFERENZIALITÀ &#8211; &#8216;Il narcisista non sa chiedere ma riesce a pretendere. Non vuole dipendere, ma la sua non e&#8217; indipendenza, e&#8217; un&#8217;autoreferenzialita&#8217; che lo porta a una inconsiderazione sistematica dell&#8217;altro. Ritroviamo questa caratteristica nella psiche collettiva- ricorda Widmann-,nell&#8217;autoreferenzialita&#8217; quotidiana che stravolge la cultura delle precedenze, che trasforma la furbizia in abilita&#8217; e che privilegia le scorciatoie di qualunque tipo- osserva il terapeuta- (perfino nell&#8217;apprendimento). L&#8217;inflazione di se&#8217; e il senso di onnipotenza sono atteggiamenti quotidiani, che diamo ormai per scontati. Quante persone vediamo con una modalita&#8217; del &#8216;So tutto io&#8217; e che la precedenza se la sanno prendere, che interrompono mentre qualcuno parla e prevaricano in molti modi? Questo e&#8217; il narcisismo della scorza dura, dell&#8217;imponenza e dell&#8217;imposizione, della tracotanza e della violenza&#8217;.</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/06/invierno.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2970" alt="invierno" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/06/invierno-1024x682.jpg" width="940" height="626" /></a></p>
<p>ONNIPOTENZA E IMPOTENZA &#8211; Onnipotenza e impotenza sono le due dimensioni del narcisismo &#8216;che non si sa come tenere insieme- aggiunge Widmann- e questo e&#8217; uno dei drammi del narcisismo&#8217;.</p>
<p>Dietro al rivestimento inflazionato &#8216;della Persona, nel narcisismo c&#8217;e&#8217; sempre un Io poverissimo, fragilissimo, che non sa da che parte farsi&#8217;. Riprendendo la favola di Pinocchio, l&#8217;analista cita un esempio: &#8216;Il burattino scappa da casa, viene impiccato e poi salvato da una donna, che prima abbandonera&#8217; e poi tornera&#8217; a cercare. Trovera&#8217; solo una lapide, perche&#8217; la donna e&#8217; morta di crepacuore a causa dei suoi comportamenti. Il burattino ha una reazione di dolore impotente e alla donna che non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; grica: &#8216;Rivivisci! Cosa vuoi che faccia io da solo al mondo?&#8217;. È la dichiarazione di impotenza di un narcisismo borderline, che concepisce l&#8217;altro in funzione di se&#8217;, dei suoi bisogni, delle sue incapacita&#8217;, della sua auto-insufficienza: &#8216;Ho bisogno di te perche&#8217; mi servi&#8217;. Il narcisismo impronta la personalita&#8217; di presunti e presuntuosi &#8216;sfruttatori inconsapevoli di essere sfruttati&#8217;- continua il terapeuta- e sono facili le allusioni a situazioni sociali dove i narcisismi delle furberie costruiscono imperi sulla non autosufficienza di altri, sulla narcisistica fragilita&#8217; di persone impotenti e sole&#8217;.</p>
<p>SINDROME DA VUOTO &#8211; Pinocchio ha la ferma determinazione di mangiare, giocare e sollazzarsi tutto il giorno, senza andare a scuola ne&#8217; a lavorare. &#8216;Un Io che non ha un minimo di consistenza e&#8217; completamente identificato con il principio di piacere e avversa il principio di realta&#8217;. Il principio di piacere e&#8217; la dichiarazione programmatica del narcisismo. Il confronto con il principio di realta&#8217; nella terapia del narcisismo e&#8217; dunque imprescindibile&#8217;, sottolinea l&#8217;analista del Cipa. Un Io debole che si identifica con il piacere perche&#8217; debole, &#8216;purtroppo cade spesso in una sindrome da vuoto (patologia da svuotamento dove nulla ha senso e niente vale la pena di essere vissuto, dove la percezione del non sentire niente e&#8217; piu&#8217; dolorosa perfino del sentire male)&#8217;. Nel Paese dei Balocchi &#8216;il divertimento e&#8217; sovraeccitazione. È infatti una caratteristica del narcisismo andare alla sterile ricerca di eccitazione per colmare il vuoto di stimoli, il vuoto dell&#8217;Io, attraverso esperienze estreme&#8217;.</p>
<p>PINOCCHIO E IL LAVORO &#8211; &#8216;Non sono un somaro, per sua norma io non ho mai lavorato&#8217;, dira&#8217; Pinocchio al muratore che gli propone di portare la calcina in cambio di cinque soldi. &#8216;Pinocchio non e&#8217; solo la voce passatista, di una concezione in cui il lavoro e&#8217; un disvalore&#8217;. Nel testo &#8216;Il disagio della civilta&#8221; di Freud, il cui titolo originale Das Unbehagen del Kultur, ovvero disagio della cultura e della civilizzazione, &#8216;e&#8217; scritto chiaramente che il lavoro e&#8217; una sorta di baratto tra il principio di piacere e il principio di realta&#8217;. Il narcisismo sogna un lavoro che dia lustro o prestigio, nel quale riconoscersi, esprimersi creativamente, &#8216;realizzarsi&#8217;. La filosofia che sottende quest&#8217;atteggiamento viene dalla coloritura individuativa della libido narcisistica, non piu&#8217; dalla mediazione tra principio di piacere e principio di realta&#8217;. E&#8217; nella logica narcisistica che alimenta il primato della Persona che il lavoro faccia &#8216;personare&#8217; l&#8217;eccezionalita&#8217; individuale, che faccia risuonare la singolarita&#8217; personale&#8217;.</p>
<p>IL NARCISISMO DALLA PANCIA MORBIDA &#8211; Per contro c&#8217;e&#8217; anche una Persona fondata sull&#8217;understatement, &#8216;dove l&#8217;essere sottotono, miserevole, inabile compone un&#8217;immagine di se&#8217; funzionale ad assicurare attenzione e adesione. L&#8217;orrore massimo del narcisismo e&#8217; la disapprovazione, la disconferma&#8217;. L&#8217;orrore massimo del narcisismo debole e&#8217; &#8216;la derisione, la brutta figura. Per non patire questo si e&#8217; disposti a tutto. Si puo&#8217; investire su una Persona che desti compassione, ma si puo&#8217; arrivare a non uscire di casa, a rinunciare a occasioni di vario tipo, a non esporsi, a non mettersi in gioco, a non gareggiare per il rischio di perdere. Questo non e&#8217; il narcisismo dell&#8217;esibirsi, ma del nascondersi; c&#8217;e&#8217; un narcisismo del personaggio famoso, ma anche dall&#8217;extraterrestre che passa inosservato, invisibile agli umani&#8217;.</p>
<p>LA COSCIENZA MORALE NEL NARCISISMO &#8211; Pinocchio, prototipo di narcisismo, e&#8217; &#8216;un incosciente dal punto di vista della consapevolezza di se&#8217; e dal punto di vista etico. Ai livelli piu&#8217; grossolani, e&#8217; impudico, spudorato, non ha percezione dell&#8217;intrinseca sacralita&#8217; di certe cose e coltiva una morale dell&#8217;egocentrismo, funzionale a se&#8217; stesso. C&#8217;e&#8217; un abisso tra narcisismo ed eroismo ed e&#8217; proprio la coscienza a fare la differenza tra i due&#8217;.</p>
<p>Ai terapeuti, Widmann ricorda &#8216;l&#8217;importanza della coscienza del narcisismo personale, per farne un uso il piu&#8217; possibile mirato all&#8217;interno della relazione analitica, dal momento che il narcisismo del terapeuta e&#8217; spesso chiamato in causa a livello controtransferale. Il narcisismo comporta spesso una situazione di inflazione psichica ed e&#8217; fondamentale che il narcisismo dell&#8217;analista non entri in collusione con quello inflazionistico dell&#8217;analizzato, facendo passare l&#8217;inflazione per individuazione. Siamo il bersaglio delle dinamiche narcisistiche- conclude- e fare del nostro paziente una estensione narcisistica e&#8217; un rischio quotidiano. Solo un&#8217;osservazione sistematica della relazione controtransferale offre una sponda al contenimento di queste dinamiche&#8217;.</p>
<p><a title="NARCISISMO, WIDMANN: RIGUARDA TUTTI, LA QUESTIONE E' IL MODO IN CUI LO VIVIAMO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/maggio/31/?news=01">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/maggio/31/?news=01</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.studioarcobalenolatina.it/narcisismo-widmann-riguarda-tutti-la-questione-e-il-modo-in-cui-lo-viviamo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA DIMENSIONE DI CURA NELLA FIABA E&#8217; NEL PIANO METAFORICO</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/la-dimensione-di-cura-nella-fiaba-e-nel-piano-metaforico/</link>
		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/la-dimensione-di-cura-nella-fiaba-e-nel-piano-metaforico/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 May 2016 05:59:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[alunni]]></category>
		<category><![CDATA[arcobaleno latina]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[benessere emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Fiaba]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[logopedia]]></category>
		<category><![CDATA[neuropsicomotricità]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studioarcobalenolatina.it/?p=2962</guid>
		<description><![CDATA[(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 24 mag. - "Jung e una delle sue piu' strette collaboratrici, ci dicono che le fiabe sono l'espressione piu' pura e semplice dei processi psichici e dei fenomeni collettivi inconsci, valgono percio' piu' di ogni altro materiale per l'indagine dell'inconscio. Inoltre alcuni autori junghiani, come Dieckmann, sostengono che il piano metaforico, come puo' essere quello della fiaba preferita o piu' temuta nell'infanzia portata in analisi, si aggancia al complesso inconscio fonte di sintomi, ma contemporaneamente prepara l'utilizzo dell'energia psichica sul piano del simbolo, aprendosi quindi alla trasformazione, al recupero di quella parte della totalita' ancora inespressa. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(DIRE &#8211; Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 24 mag. &#8211; &#8220;Jung e una delle sue piu&#8217; strette collaboratrici, ci dicono che le fiabe sono l&#8217;espressione piu&#8217; pura e semplice dei processi psichici e dei fenomeni collettivi inconsci, valgono percio&#8217; piu&#8217; di ogni altro materiale per l&#8217;indagine dell&#8217;inconscio. Inoltre alcuni autori junghiani, come Dieckmann, sostengono che il piano metaforico, come puo&#8217; essere quello della fiaba preferita o piu&#8217; temuta nell&#8217;infanzia portata in analisi, si aggancia al complesso inconscio fonte di sintomi, ma contemporaneamente prepara l&#8217;utilizzo dell&#8217;energia psichica sul piano del simbolo, aprendosi quindi alla trasformazione, al recupero di quella parte della totalita&#8217; ancora inespressa. La figura della Sirenetta, che simboleggio l&#8217;unione di opposti, sembra rappresentare per eccellenza tale potenzialita&#8217;&#8221;. A spiegare come utilizzare lo strumento della fiaba nella terapia e&#8217; Mariagrazia Crema, psicologa analista del Centro italiano di psicologia analitica (Cipa) e autrice del libro edito dalla Magi &#8216;Il riscatto della Sirenetta. Da metafora a simbolo: il sacrificio al servizio del processo di crescita&#8217;.</p>
<p>- Chi e&#8217; la Sirenetta? &#8220;Da un punto di vista metaforico la Sirenetta non e&#8217; ne&#8217; carne ne&#8217; pesce; da un punto di vista simbolico rappresenta quella trasformazione che le permettera&#8217; di diventare e carne e pesce. È un tipo di problematica che ricorre in molte donne, anche adulte- afferma la psicologa analista-, e le varianti simboliche che si possono rintracciare confermano la mia ipotesi iniziale: la Sirenetta vuole essere anima e voce in una realta&#8217; che cerca di bloccarla per 300 anni nel profondo silenzio del mare, per poi diventare schiuma. Lei vive un&#8217;esclusione: o e&#8217; tutta del mare senza gambe e anima, o e&#8217; tutta della terra senza voce. E&#8217; il simbolo di una donna che non riesce a definirsi ed e&#8217; costretta a proiettare sul principe tutta la sua autorealizzazione&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/05/sirenetta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2963" alt="sirenetta" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/05/sirenetta.jpg" width="570" height="377" /></a></p>
<p>Crema utilizza l&#8217;immagine della Sirenetta quando lavora ad esempio con le donne &#8220;bloccate in patologie masochistiche, in casi di abuso, con persone i cui bisogni di evoluzione sembrano tutti proiettati sul partner o nel caso del mutismo in adolescenza, che spinge molte persone a non dare voce al loro mondo interno. La Sirenetta rappresenta la massima difesa e la massima tensione all&#8217;individuazione. Anche se siamo in un&#8217;epoca post femminista- continua l&#8217;analista- c&#8217;e&#8217; tutto un aspetto del femminile che riguarda l&#8217;immagine della &#8216;madre negativa&#8217; che censura l&#8217;aggressivita&#8217;, l&#8217;aspetto di fedelta&#8217; a se stesse, il poter esprimere i propri bisogni e l&#8217;autoaffermazione. Aspetti che rendono il mio libro ancora attuale&#8221;.</p>
<p>La psicoterapeuta ricorda una sua paziente che venne abusata all&#8217;eta&#8217; di 8 anni: &#8220;Aveva problematiche sessuali molto forti, come l&#8217;anorgasmia, e riconobbe nell&#8217;immagine della coda di pesce la sua rinuncia alla sessualita&#8217; e alla maternita&#8217;. Le due dimensioni &#8216;pesce&#8217; e &#8216;donna&#8217; erano molto distanti e lei risultava troppo poco differenziata per poter sviluppare i genitali e diventare una donna completa. Doveva fallire non avendo gli strumenti sufficienti per andare nella vita- rammenta Crema-, affrontare la problematica affettiva e l&#8217;assunzione della responsabilita&#8217; che implica una maternita&#8217;. Un fallimento che non e&#8217; un insuccesso, ma una modalita&#8217; di arrivare alla differenziazione. Lo stesso accade alla Sirenetta, che procedendo di fallimento in fallimento imparera&#8217; a separare gli opposti e a farli comunicare senza dover piu&#8217; rinunciare a nessuno dei due aspetti. Attraverso il fallimento diventera&#8217; sempre un po&#8217; piu&#8217; donna e imparera&#8217; a rinunciare a un falso adattamento che le impedisce di portare avanti la propria istanza individuativa&#8221;.</p>
<p>- Qual e&#8217; il fallimento della Sirenetta? &#8220;Il principe sposera&#8217; un&#8217;altra donna e vedra&#8217; in lei solo una sorella. La donna-pesce non sapra&#8217; piu&#8217; cosa fare: non potra&#8217; tornare indietro, nelle profondita&#8217; del mare, ne&#8217; restare vicina al principe come sorella, perche&#8217; solo il suo amore le avrebbe potuto dare l&#8217;anima&#8221;. Cosa fara&#8217;? &#8220;Scegliera&#8217; il sacrificio,- risponde Crema- non uccidera&#8217; l&#8217;uomo che ama e si trasformera&#8217; in brezza. La stessa sorte si ritrova in tutte quelle donne che scelgono di sacrificare la compulsione dell&#8217;Io alla soccorrevolezza del partner per spostare la loro energia su obiettivi di autorealizzazione personali&#8221;.</p>
<p>- La Sirenetta simboleggia la donna d&#8217;oggi, a meta&#8217; strada tra lavoro e famiglia? &#8220;Certamente e&#8217; il simbolo di una donna che si sente riconosciuta a meta&#8217;. La sua autoaffermazione non dovra&#8217; prendere pero&#8217; la via fallica, la coda di pesce. C&#8217;e&#8217; un aspetto del femminile piu&#8217; profondo che deve essere recuperato, senza tornare indietro in un mondo matriarcale che vede nel maschile un nemico&#8221;.</p>
<p>- Esiste una fiaba che ci aiuta a riflettere sulla condizione del maschile? &#8220;Sto lavorando alla fiaba de &#8216;La Bella e la bestia&#8217;- aggiunge l&#8217;esponente del Cipa- la quale ci riporta al topos di Eros e Psiche. Non si capisce bene come Eros possa rinunciare alla protezione di Afrodite, la madre, per andare incontro a una donna cosi&#8217; consapevole. Per amor di Lui, Psiche aprira&#8217; il vasetto consegnatole da Preserpina ed entrera&#8217; in un sonno profondo che permettera&#8217; ad Eros di attivarsi. Ma su questo tema- conclude- la mia ricerca continua&#8221;.</p>
<p><a title="LA DIMENSIONE DI CURA E' NEL PIANO METAFORICO" href="http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/maggio/24/?news=02">http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2016/maggio/24/?news=02</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.studioarcobalenolatina.it/la-dimensione-di-cura-nella-fiaba-e-nel-piano-metaforico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;LA SCUOLA EDUCA IL TALENTO&#8221;. CORSO DI AGGIORNAMENTO PER DOCENTI.</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/la-scuola-educa-il-talento-corso-di-aggiornamento-per-docenti/</link>
		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/la-scuola-educa-il-talento-corso-di-aggiornamento-per-docenti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 12:04:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Convegni]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[alunni]]></category>
		<category><![CDATA[arcobaleno]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[istituto di ortofonologia]]></category>
		<category><![CDATA[latina]]></category>
		<category><![CDATA[logopedia]]></category>
		<category><![CDATA[neuropsicomotricità]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[osservazione]]></category>
		<category><![CDATA[plusdotazione]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[talento]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
		<category><![CDATA[università di pavia]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studioarcobalenolatina.it/?p=2894</guid>
		<description><![CDATA[E' con grande onore che pubblichiamo la locandina del corso di aggiornamento che sarà tenuto dalla Prof.ssa M. A. Zanetti e dal Prof. Pessa dell'Università di Pavia il 29 e 30 Aprile 2016 presso l'Istituto Comprensivo 5 di Latina.

L'evento rappresenta una delle attività incluse nel Progetto di Ricerca "Individuazione degli Alunni ad Alto Potenziale" attivato dall'Istituto di Ortofonologia di Roma in collaborazione con il LabTalento, Laboratorio Italiano di Ricerca e Intervento per lo sviluppo del talento, del potenziale e della plusdotazione della suddetta Università.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; con grande onore che pubblichiamo la locandina del corso di aggiornamento che sarà tenuto dalla Prof.ssa M. A. Zanetti e dal Prof. Pessa dell&#8217;Università di Pavia il 29 e 30 Aprile 2016 presso l&#8217;Istituto Comprensivo 5 di Latina.</p>
<p>L&#8217;evento rappresenta una delle attività incluse nel Progetto di Ricerca &#8220;<a title="PROGETTO DI RICERCA INDIVIDUAZIONE ALUNNI AD ALTO POTENZIALE" href="http://www.studioarcobalenolatina.it/scuola/progetti-e-iniziative/"><em>Individuazione degli Alunni ad Alto Potenziale</em></a>&#8221; attivato dall&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma in collaborazione con il LabTalento, Laboratorio Italiano di Ricerca e Intervento per lo sviluppo del talento, del potenziale e della plusdotazione della suddetta Università.</p>
<p>La partecipazione al progetto, come referente sul territorio per l&#8217;Istituto di Ortofonologia, mi ha permesso di elaborare molte riflessioni rispetto ad una realtà che rischia ancora troppo spesso di rimanere nell&#8217;ombra: quella dei bambini plusdotati nello specifico, ma anche quella, più in generale, del potenziale e delle risorse che possono appartenere a qualunque individuo o contesto.</p>
<p>I bambini ad Alto Potenziale sono bambini che mostrano, o hanno il potenziale per mostrare, abilità superiori rispetto ai coetanei, in una o più aree dello sviluppo. Sono soggetti con risorse cognitive maggiori rispetto ai pari, ma sono anche bambini che si possono caratterizzare per una sensibilità straordinaria e bisogni emotivo-affettivi simili a quelli di qualunque altro compagno. Possono essere, di conseguenza, anche bambini vulnerabili. La maggiore dotazione intellettiva, infatti, non li preserva dalle difficoltà che qualunque altro alunno di pari età si trova a dover affrontare nel percorso di crescita. Ciò può contribuire a renderli ugualmente bisognosi.</p>
<p>C&#8217;è poi un altro aspetto dell&#8217;argomento al quale si rischia di non conferire il giusto valore: il tema, più generale, delle risorse, che, anche quando non si caratterizzano per livelli superiori alla media, possono essere comunque presenti. E&#8217; il potenziale inteso come &#8220;<em>zona di sviluppo prossimale</em>&#8221; vygotskijana, ovvero quello spazio di possibilità che un individuo non può raggiungere se lasciato solo, ma può acquisire con il supporto di un adulto o di un compagno più competente. Così intesa, la potenzialità, appartiene a ciascun individuo, a prescindere dalle difficoltà o dai talenti che possono contraddistinguerlo.</p>
<p>Il tema dell&#8217;alto potenziale ci ricorda, quindi, che, così come in ogni classe è possibile che sia inserito un bambino con risorse cognitive maggiori rispetto ai coetanei, (che non è detto che sia il più bravo, il più attento, o  quello che ottiene i risultati migliori), anche in molti bambini con difficoltà può essere presente uno spazio di potenzialità che rischia di non essere visto. Il tema della plusdotazione ci ricorda di mantenere, nei confronti dell&#8217;età evolutiva, uno sguardo attento alla complessità e una visione globale, desiderosa di conoscere e di comprendere, prima ancora che di spiegare e definire.</p>
<p>Lo stesso potrebbe dirsi dell&#8217;istituzione scolastica nella quale, nonostante lo stato di grave difficoltà che può coinvolgerla, sono spesso presenti delle risorse, in alcuni casi non sufficientemente valorizzate, o addirittura messe in ombra, proprio dalle grandi difficoltà esistenti a più livelli.</p>
<p>Il rischio allora può diventare quello di abbracciare una visione unilaterale della realtà a discapito della complessità che sempre caratterizza il processo di crescita. Visione unilaterale che contrappone gli alunni &#8220;senza difficoltà&#8221; a quelli &#8220;con difficoltà&#8221; e la &#8220;scuola che funziona&#8221; alla &#8220;scuola che non funziona&#8221;.</p>
<p>In moltissimi casi la realtà è ben più complessa di così. E&#8217; fatta spesso di bambini ad alto potenziale nei quali possono celarsi delle vulnerabilità e di bambini con difficoltà nei quali si nascondono delle risorse; è fatta di Istituzioni scolastiche che vivono un grande disagio, ma all&#8217;interno delle quali sopravvivono comunque tante potenzialità.</p>
<p>Ritengo che sia nostro dovere e responsabilità, come professionisti che lavorano nell&#8217;ambito dell&#8217;età evolutiva, operare il costante sforzo di tenere insieme ed integrare, quando possibile, queste immagini così apparentemente diverse. Solo in questo modo sarà possibile restituire a bambini e adolescenti quella complessità che, se da una parte comporta maggiore fatica, dall&#8217;altra lascia anche una porta aperta sul mondo delle opportunità e delle possibilità. Solo così sarà possibile evitare di identificarsi con un mondo <em>o perfetto, o malato</em>, che sarà poi quello in cui vivranno i giovani nel futuro.</p>
<p>Mi auguro che questa iniziativa possa costituire solo una delle tante che contribuiranno a diffondere un diverso tipo di cultura. Una cultura della risorsa, della potenzialità, che si contrapponga e integri, almeno in parte, alla cultura del deficit, della prestazione come misura di tutto, a volte purtroppo, anche come misura del valore stesso di un individuo.</p>
<p>Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo evento. Un ringraziamento speciale va al Dottor Federico Bianchi di Castelbianco e alla Dott.ssa Magda Di Renzo dell&#8217;Istituto di Ortofonologia di Roma e alla Prof.ssa Maria Assunta Zanetti dell&#8217;Università di Pavia che mi hanno concesso l&#8217;onore di prendere parte a questa importante iniziativa e che da anni si prodigano affinchè si diffonda una lettura globale del bambino, rispettosa della complessità che ne caratterizza lo sviluppo. Altrettanta gratitudine va ai Dirigenti Scolastici, alle Referenti del Progetto e ad ognuno degli insegnanti che hanno dedicato tempo e spazio alle attività, mettendo anche, in alcuni casi, in discussione le proprie certezze e mostrando quella &#8220;<em>capacità di accogliere</em>&#8221; che dovrebbe sempre caratterizzare qualunque tipo di relazione educativa o terapeutica.</p>
<p>Non mi resta che augurar<em>Ci</em>&#8230;buon lavoro!</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Francesca Zaza</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/03/Locandina_Latina.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2897" alt="Locandina_Latina" src="http://www.studioarcobalenolatina.it/site/wp-content/uploads/2016/03/Locandina_Latina-723x1024.jpg" width="723" height="1024" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.studioarcobalenolatina.it/la-scuola-educa-il-talento-corso-di-aggiornamento-per-docenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IL PROCESSO DIAGNOSTICO NELL&#8217;INFANZIA</title>
		<link>https://www.studioarcobalenolatina.it/il-processo-diagnostico-nellinfanzia/</link>
		<comments>https://www.studioarcobalenolatina.it/il-processo-diagnostico-nellinfanzia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2015 10:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Zaza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Convegni]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[arcobaleno]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[difficoltà]]></category>
		<category><![CDATA[doposcuola]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[geenitori]]></category>
		<category><![CDATA[infaniza]]></category>
		<category><![CDATA[logopedia]]></category>
		<category><![CDATA[neuropsicomotricità]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[specialisti]]></category>
		<category><![CDATA[supporto emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studioarcobalenolatina.it/?p=2846</guid>
		<description><![CDATA[Partire dalla conoscenza delle linee di sviluppo è stato il monito del convegno, perché una diagnosi è completa solo se la valutazione clinica viene effettuata tenendo conto delle diverse fasi evolutive e nel rispetto della storia di ogni bambino. Con quest’obiettivo l’Istituto di Ortofonologia (IdO) ha promosso il XVI congresso nazionale su ‘Il processo diagnostico nell’infanzia. Cosa e come valutare clinicamente sintomi e comportamenti del bambino’.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Partire dalla conoscenza delle linee di sviluppo è stato il monito del convegno, perché una diagnosi è completa solo se la valutazione clinica viene effettuata tenendo conto delle diverse fasi evolutive e nel rispetto della storia di ogni bambino. Con quest’obiettivo l’Istituto di Ortofonologia (IdO) ha promosso il XVI congresso nazionale su ‘<strong>Il processo diagnostico nell’infanzia. Cosa e come valutare clinicamente sintomi e comportamenti del bambino</strong>’.</p>
<p>Il convegno era rivolto a pediatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti, logopedisti, psicomotricisti, insegnanti, educatori, assistenti sociali. Una tre giorni di studio che ha visto alternarsi eminenti relatori ed esperti nel campo dell’infanzia, provenienti da tutta Italia per valutare i bambini da una prospettiva più ampia: il focus è stato centrato sulla clinica  e sulla traiettoria evolutiva. Dopo una panoramica sulle varie componenti dello sviluppo (venerdì 16 ottobre), si è passati all’analisi di quadri clinici e delle metodologie di osservazione dei bambini dai 0 ai 3 anni e dai 3 ai 6 anni (sabato 17 ottobre), per spostare infine l’attenzione sul ‘Mondo Scuola’ e la fascia d’età 6-10 anni (domenica 18 ottobre).</p>
<p>È stato offerto uno sguardo diverso sul mondo dell’infanzia, più rispettoso e più prudente perché i segni e i sintomi rappresentano solo una parte dell’ ”evidence based”.<br />
“Limitare la valutazione a diagnosi meramente descrittive  trascurando la dimensionalità della storia clinica, significa rischiare di catalogare erroneamente i bambini confondendo vulnerabilità e patologia. L’individuazione precoce non deve essere confusa con l’anticipazione della diagnosi ma deve aiutarci a individuare i bambini a rischio&#8221;.<br />
Il XVI congresso nazionale IdO ha rappresentato l&#8217;occasione per far confluire tante esperienze in una modalità diagnostica, che tenga conto della complessa interazione tra le varie componenti dello sviluppo e dei possibili disfunzionamenti.<br />
Sono state illustrate ricerche, test innovativi e scale di screening.</p>
<p><a title="IL PROCESSO DIAGNOSTICO NELL'INFANZIA" href="http://ortofonologia.it/?do=115#video">http://ortofonologia.it/?do=115#video</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.studioarcobalenolatina.it/il-processo-diagnostico-nellinfanzia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
