Studio Arcobaleno

PREMATURITA’ E GRAVIDANZA

Roma, 8 gen. – “La gravidanza sta diventando un processo troppo medicalizzato”. A dirlo e’ Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), che il 12 gennaio interverra’ al corso per pediatri, psicologi e neuropsichiatri infantili dal titolo ‘Il neonato pretermine: la cooperazione multiprofessionale per affrontare la complessita”. Il corso e’ promossa a Roma (in Corso d’Italia 38°) dalla SISPe, il Sindacato italiano specialisti pediatri, in collaborazione con l’IdO e con i patrocini della Societa’ italiana di pediatria (Sip) e della Societa’ italiana di neonatologia (Sin) e continuera’ nelle mattinate del 26 gennaio e del 23 febbraio.

“La maggior parte delle donne arrivano alla prima gravidanza ad eta’ avanzata e cio’ sta determinando un numero elevato di gravidanze a rischio, e sta modificando quel percorso immaginario che la madre e il padre iniziano a costruire prima ancora che il bambino venga concepito. In particolare- precisa Di Renzo- penso a tutte quelle situazioni di infertilita’ che richiedono una medicalizzazione della gravidanza, che inevitabilmente finisce per interferire nell’immaginario dei genitori”. È provato che “le gravidanze pretermine abbiano un’incidenza maggiore nei casi di gravidanze gemellari e di gravidanze che hanno alle spalle problemi di infertilita’. Un aspetto- sottolinea la psicoterapeuta- che non viene abbastanza evidenziato all’inizio del percorso. Non vengono, ad esempio, segnalati i rischi quali il parto prematuro, che in una percentuale abbastanza significativa rientrano anche nella prematurita’ grave”.

Con un parto prematuro “i genitori non hanno il tempo di elaborare l’immagine di un bambino ‘sano’. Questo attiva in loro dei sentimenti depressivi, una particolare ansia che li rende assolutamente impreparati – e lo sarebbe chiunque – a far fronte a un bambino sicuramente fragile”. Le gravidanze a rischio che invece arrivano dopo situazioni di aborti “lasciano dentro dei lutti non elaborati. Un lutto non elaborato produce sentimenti depressivi che vengono proiettati sul bambino- aggiunge la psicoterapeuta- ed e’ importante che il pediatra sia consapevole che la madre arriva non equipaggiata ad utilizzare le sue energie. Arriva con l’idea di un bambino medicalizzato gia’ nella mente, ancor di piu’ se e’ prematuro”.

Il pediatra deve, quindi, sapere se “sono presenti una serie di rischi in questi bambini, prematuri o non, che hanno a che fare con le stimolazioni precedenti. Sono note le conseguenze biologiche sui minori, come i problemi esofagei”. Di Renzo si soffermera’ al corso SISPe-IdO sul processo di mentalizzazione del genitore in contatto con un figlio che non corrisponde alle tue aspettative. “L’immaginario dei genitori si e’ spostato dal ‘Chissa’ come sara’ nostro figlio’ al ‘Ce la faremo’. La gravidanza di fatto e’ medicalizzata e l’immaginario dei genitori e’ rivolto soprattutto alla prossima analisi- conclude DI Renzo- di fatto non riescono ad immaginare il figlio perche’ sono occupatissimi dalle analisi ed esami clinici che devono fare”.

Le giornate della SISPe prevedono crediti Ecm n. 13 per pediatri, psicologi e neuropsichiatri infantili. La partecipazione e’ gratuita, ma le adesioni saranno accettate secondo l’ordine di arrivo e fino ad esaurimento posti disponibili. Per iscriversi basta inviare una email con il proprio nominativo al seguente indirizzo email: segr.formazione@ortofonologia.it.

 

FONTE ORIGINALE: http://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2019/gennaio/08/?news=01&fbclid=IwAR1LpbJ2FIQcsqlVvIKC-oYUq9RrMIDpfUeP044OYRUNP1IFJVd3sEJkbys

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