Studio Arcobaleno

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Sono bambini che dai 24 mesi ai 3 anni presentano un rallentamento nello sviluppo del linguaggio in assenza di altri disturbi neurologici, cognitivi, sensoriali e relazionali. Presentano un numero di parole inferiore a 50 e/o assenza di associazione di 2 o più parole dai 30 mesi. I bambini che vengono definiti come late talkers possono o rientrare nel normale sviluppo di linguaggio o potrebbero ricevere successivamente una diagnosi di disturbo di linguaggio. Continua a leggere

Quando si parla di “strategie di adattamento” si fa generalmente riferimento all’insieme dei meccanismi psicologici e delle possibili reazioni messe in atto da un individuo per fronteggiare le sfide della vita. Nel confronto con le avversità l’individuo è infatti considerato un soggetto attivo, che può mettere in campo alcune risorse utili ad affrontare le difficoltà, favorendo l’attivazione di un processo di resilienza. Quando, come in questo particolare momento storico, la fonte dello stress risulta non facilmente identificabile, le persone corrono il rischio di vivere una condizione di tensione costante della quale potrebbero inizialmente non rendersi conto, ma che a lungo andare può interferire notevolmente con le capacità di adattamento. Continua a leggere


“Osate cambiare, cercate nuove strade” recitava Robin Williams nel film “L’attimo fuggente” del 1989. Un suggerimento più che mai attuale se pensiamo allo stravolgimento nel modo di vivere e fare scuola intervenuto in seguito alla chiusura degli istituti scolastici provocata dall’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 nel nostro Paese. Continua a leggere

(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 14 apr. - "Nell'arco di queste settimane sono giunte, allo sportello d'ascolto sul sito Diregiovani.it, tantissime richieste di aiuto di docenti che esprimono le proprie preoccupazioni rispetto ai cambiamenti che stanno vivendo con gli studenti e le famiglie. Continua a leggere

Alle persone sole e a tutte quelle che sanno che non basta avere qualcuno vicino per proteggersi dal disorientamento con il quale si è spesso costretti a fare i conti nei momenti più difficili, quelli che ci mettono in contatto con un senso di vuoto che neanche le relazioni più significative, il lavoro, lo sport, la tecnologia, la TV, gli acquisti riescono a riempire. Continua a leggere